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domenica 1 settembre 2019

DORMIRE POCO FA MALE? NON A TUTTI!

I RICERCATORI DELL’UNIVERSITÀ DI SAN FRANCISCO HA SCOPERTO L’ESISTENZA DI UN GENE CHE PERMETTE DI FARE 2 ORE IN MENO DI SONNO EVITANDO I DANNI COLLATERALI COME L’INSORGENZA DI MALATTIE CARDIOVASCOLARI O TUMORI 

LA SCOPERTA POTREBBE ESSERE APPLICATA NELLO SVILUPPO DI NUOVI FARMACI, MA…


sonno e risvegli 7SONNO E RISVEGLI 
Nella rivista Neuron è stato pubblicato il risultato di una ricerca sensazionale, condotta dai ricercatori dell'Università della California di San Francisco. L'equipe medica ha scoperto l'esistenza di un gene che permette di dormire meno della media, evitando i danni collaterali del poco sonno, quali le malattie cardiovascolari e i tumori.
la luce blu di smartphone e tablet causa disturbi del sonno 1LA LUCE BLU DI SMARTPHONE E TABLET CAUSA DISTURBI DEL SONNO
"E’ strano il fatto che sappiamo così poco del sonno, dato che una persona trascorre in media un terzo della propria vita a letto", afferma Louis Ptácek, neurologo e autore senior dell’articolo. "Questa ricerca rappresenta una nuova entusiasmante frontiera che ci permetterà di studiare la complessità dei circuiti nel cervello e i diversi tipi di neuroni che contribuiscono al sonno e alla veglia". I ricercatori hanno studiato la genetica del ritmo circadiano, di famiglie i cui membri sono tutti ‘scarsi dormitori’, e hanno individuato nel loro DNA il gene che permette loro di vivere tranquillamente, con solo 6 ore di sonno.
Louis PtacekLOUIS PTACEK
Per individuare il gene Adrb1, questo il nome, sono stati condotti degli studi di collegamento genetico e sequenziamento dell’intero esoma. Questo ha permesso di rivelare una variante nuova e molto rara. I ricercatori hanno quindi condotto una serie di esperimenti sui topi portatori di una versione mutata di questo gene.
I topi con questo gene dormivano in media 55 minuti meno di quelli normali, mentre nell'essere umano, i portatori del gene dormono in media 2 ore in meno. Ying-Hui Fu, genetista dell’Ucsf, ha spiegato che la scoperta potrebbe avere applicazione nello sviluppo di nuovi farmaci in grado di regolare il sonno e la veglia. "Il sonno è una delle cose più importanti che facciamo“, afferma. “Non dormire a sufficienza è legato a un aumento dell’incidenza di molte condizioni, tra cui il cancro, i disturbi autoimmuni, le malattie cardiovascolari e l’Alzheimer". 
Fonte: qui

lunedì 22 aprile 2019

SE DORMITE POCO, NON RECUPERATE NIENTE DORMENDO TANTO IL WEEKEND O IN VACANZA. UNO STUDIO SU 70MILA PAZIENTI, IL PIÙ GRANDE AL MONDO, DIMOSTRA COME I DANNI DEL MANCATO RIPOSO SONO IRRECUPERABILI

QUANTO SI DORME IN MEDIA, QUANTO DOVREMMO DORMIRE, COME CORREGGERE GLI SCOMPENSI

Melania Rizzoli per ''Libero Quotidiano''

sonnolenzaSONNOLENZA
Sognate di recuperare il sonno perduto approfittando delle vacanze pasquali? Non ci sperate, perché dormire di più durante il sabato e la domenica o nei giorni festivi di ponte non servirà a combattere le carenze del riposo notturno settimanale, e nemmeno a prevenire i danni metabolici che avete inflitto al vostro corpo nel corso delle notti in cui avete ridotto le ore di sonno.

È questo il risultato di una ricerca dell' Università del Western Ontario intitolato "World' s largest sleep study" , il più grande studio del sonno mondiale, nel quale si stima che la metà delle persone dorme 6,3 ore per notte, un' ora circa in meno delle sette raccomandate dai medici, e l' effetto relativo alla riduzione del sonno quotidiano non migliora affatto con il recupero del riposo quando si è in vacanza, poiché il nostro organismo non riesce più ad invertire i problemi del metabolismo creati ed avviati dalle carenze.
sonnoSONNO

I debiti di sonno quindi non si recuperano più e non possono essere risolti dormendo le ore giuste un paio di volte a settimana o compensati con una "overdose" di sonno la domenica, perché anche se ci si sveglia riposati dopo dieci ore, con la sensazione di essersi ripresi completamente dalla stanchezza, in realtà non si recuperano i benefici metabolici persi con il mancato riposo, perché si continua a tenere sfasato l' orologio biologico, che non è più in grado di regolarsi con gli orari della routine quotidiana.
 
Non dormire a sufficienza infatti, provoca una alterazione del ritmo cicardiano, il quale fa perdere al nostro metabolismo la capacità di autoregolarsi, con conseguenze sia neurologiche, che psicologiche e fisiche, oltre che ormonali, con diminuzione dell' attività insulinica nei muscoli e nel fegato, che conducono a modifiche della massa e del peso corporeo, facendoci sentire "appesantiti".

Lo scompenso del ritmo metabolico altera anche la capacità di regolarsi con il cibo e con il controllo dell' appetito, che spesso diventa compensatorio alla mancanza di sonno, portando il soggetto insonne ad accumulare peso. Naturalmente bisogna distinguere tra chi è in debito temporaneo di sonno, perché magari ha passato una notte sveglio o ha dormito poco e male, e chi invece vive una deprivazione cronica di riposo notturno, poiché più la carenza di sonno è abituale, tanto più arduo è il recupero.

il cervello Affinché il cervello possa svolgere al meglio le proprie funzioni, esso ha bisogno assoluto di "spegnere" la veglia per un tot di ore consecutive, allo scopo di resettarsi e smaltire i residui mnemonici accumulati, e nel momento in cui il tempo del riposo viene sottratto o diminuito, è lo stesso encefalo ad inviare evidenti sintomi di malessere, segnali di stanchezza muscolare ed irritabilità cerebrale manifesta.

le donne e il sonno 15LE DONNE E IL SONNO
Dormire bene infatti, aiuta la memoria, la concentrazione e l' attenzione, riduce il colesterolo e il rischio di patologie cerebrovascolari, contrasta l' ipertensione arteriosa, il diabete e l' obesità, poiché durante il sonno viene prodotta la leptina, un ormone proteico che aumenta nel corso della notte conferendo il senso di sazietà. Dormire bene è anche un elisir di giovinezza, è salutare per la pelle, che viene resa più elastica dal cortisolo notturno, il quale agisce sul collagene e sull' elastina, motivo per cui quando si riducono le ore notturne di riposo spesso ci si sveglia con la faccia "sgualcita".

Inoltre il sonno agisce soprattutto sull' umore, una condizione indispensabile per il benessere ed il tono generale durante la giornata, evitando l' ottundimento e l' irritabilità caratteristica di chi dorme poco. Molte persone cercano di recuperare le ore notturne perse con un breve sonnellino pomeridiano, senza sapere che la pennichella, se non ha la durata di almeno un' ora, non riesce a raggiungere la fase Rem, ovvero quella del sogno, condizione indispensabile a decongestionare il cervello dai residui mnemonici diurni, risultando quindi un riposo perfettamente inutile ed inefficace ai fini della salute metabolica cerebrale.
 
Inutili Recuperi
Lo studio, condotto su oltre 70mila persone, ha inoltre dimostrato che dormendo sotto le 5 ore per notte, il pericolo di morte aumenta del 65% rispetto a quello con cui convive chi dorme un numero adeguato di ore, ed anche in questi casi il dormire di più nei weekend non riesce a compensare lo scarso riposo dei giorni feriali.

La curiosità di questa ricerca però, è che anche i dormiglioni non possono cantare vittoria, perché il rischio di morte aumenta anche per chi passa nel sonno abitualmente più di otto ore, a dimostrazione che il cervello pare essere molto esigente nei confronti del riposo biologico, il quale per essere soddisfatto richiede di assestarsi sulle sette ore e mezzo.
 
La durata del sonno inoltre risulta importante per la longevità, anche se dopo i 70 anni il rischio legato al troppo o poco sonno diminuisce drasticamente, per il fatto che nella senilità invecchia anche l' encefalo, diventando meno esigente e rigoroso per quanto riguarda i bisogni del ritmo metabolico e cicardiano, ed anche per il ritmo di vita che a questa età si riduce notevolmente in tutti i sensi e in tutti i suoi parametri. In conclusione bisognerebbe dormire bene e in modo regolare sempre tutti i giorni, perché dormire di più la domenica non è una strategia per attenuare le conseguenze psicofisiche a danno del metabolismo, e quelle ore in più saltuarie non fanno registrare alcun miglioramento rispetto alle carenze accumulate.

Ognuno di noi passa circa un terzo della vita a dormire, poiché il sonno è un comportamento essenziale alla sopravvivenza dell' essere umano ed animale, ed essendo l' uomo dotato di intelligenza superiore, è anche l' unico essere vivente in natura che è in grado di privarsi volontariamente del sonno. Privarsene troppo e troppo spesso però, ora sappiamo che può avere anche conseguenze irreversibili e dannose per la nostra salute.

Ps: Una enorme fetta della popolazione mondiale soffre di disturbi legati al sonno, dorme poco e male, ed in Italia il 45% dei nostri connazionali soffre di insonnia transitoria e circa 10milioni di insonnia cronica.

Fonte: qui