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domenica 3 maggio 2020

“IL CORONAVIRUS ARRIVA DAL LABORATORIO DI WUHAN”

NON LO DICE UN COMPLOTTISTA DEL WEB MA IL SEGRETARIO DI STATO AMERICANO, MIKE POMPEO: “CI SONO NUMEROSE PROVE. LA CINA HA FATTO TUTTO QUELLO CHE HA POTUTO PER ASSICURARSI CHE IL MONDO NON SAPESSE IN MODO TEMPESTIVO DEL VIRUS. È UN CLASSICO SFORZO DI DISINFORMAZIONE COMUNISTA”
POMPEO, IL VIRUS ARRIVA DAL LABORATORIO DI WUHAN
 (ANSA) - "Ci sono numerose prove sul fatto che il coronavirus arrivi dal laboratorio di virologia di Wuhan". Lo afferma il segretario di Stato americano Mike Pompeo.(ANSA).
laboratorio wuhanLABORATORIO WUHAN

POMPEO, CINA HA FATTO DI TUTTO PER NASCONDERE IL VIRUS
 (ANSA) - La Cina ha fatto tutto quello che ha potuto per tenere il mondo all'oscuro sul coronavirus. Lo afferma il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, in un'intervista a Abc. La Cina "ha fatto tutto quello che ha potuto per assicurarsi che il mondo non sapesse in modo tempestivo" del coronavirus: "Questo è un classico sforzo di disinformazione comunista", ha aggiunto Pompeo. Fonte: qui

NEGLI USA LO SCONTRO TRA REPUBBLICANI E DEMOCRATICI SI SPOSTA SUL VIROLOGO ANTHONY FAUCI 
TRUMP BLOCCA LA SUA TESTIMONIANZA ALLA CAMERA DOVE I DEMOCRATICI, CHE HANNO LA MAGGIORANZA, SOGNAVANO DI FARGLI DIRE CHE IL PRESIDENTE STA SBAGLIANDO TUTTO NELLA GESTIONE DELL’EMERGENZA SANITARIA...
Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera”

anthony fauci donald trumpANTHONY FAUCI DONALD TRUMP
La battaglia politica investe in pieno anche Anthony Fauci, 79 anni, la figura chiave della task force anti coronavirus. La sottocommissione Lavoro, Salute e Servizi umani della Camera ha invitato il virologo più importante degli Stati Uniti in un' audizione pubblica, mercoledì 6 maggio. Ma la Casa Bianca è contraria, come spiega nel comunicato diffuso l'1 maggio: «L' Amministrazione Trump continua il suo sforzo totale nel contrasto del Covid-19, a cominciare dalla riapertura in sicurezza dell' America e dallo sviluppo dei vaccini; sarebbe quindi controproducente che le persone più coinvolte in questa opera partecipino a sedute del Congresso. Ci impegniamo a lavorare con il Congresso e a offrire la testimonianza a tempo debito».

Il veto della presidenza ha innescato un' aspra polemica. Anche perché ieri si è saputo che Fauci potrà, invece, accettare l'invito di una Commissione al Senato. Che cosa cambierà, dunque, in una settimana? La risposta è semplice ed è tutta politica. I democratici, che hanno la maggioranza alla Camera, vogliono fare dire a Fauci che Trump sta sbagliando tutto nella gestione dell' emergenza sanitaria. I repubblicani, che controllano il Senato, puntano, invece, a ribaltare il racconto, mettendo in rilievo le previsioni sbagliate dagli scienziati tra gennaio e febbraio.

anthony fauciANTHONY FAUCI
Le due parti si accusano reciprocamente di voler fabbricare una versione parziale dei fatti. Da un lato c'è la condotta del presidente. Ha sottovalutato per settimane l' insidia del contagio, nel tentativo di non compromettere il funzionamento dell' economia. Ha ignorato l'allarme dei servizi segreti che segnalavano il possibile arrivo di un'ondata devastante. Poi ha cambiato registro, occupando per intero la scena e infilando uno strafalcione dietro l'altro, fino a toccare il record dell'assurdo con l'idea di iniettare disinfettante ai contagiati.

Nello stesso tempo, però, anche Fauci, visto con il facile senno di poi, all' inizio ha sbagliato. Per tutto il mese di gennaio e parte di febbraio ha ripetuto: «Il rischio di un'infezione negli Stati Uniti è molto basso». Il 23 gennaio, giusto per fare un esempio, il virologo, dichiarava nel podcast dell'American Medical Association : «Non c'è alcuna possibilità al mondo che noi possiamo applicare a Chicago, New York o San Francisco, quello che hanno fatto a Wuhan». Ora il Paese si trova con oltre 1,1 milioni di positivi e 67 mila morti: più delle perdite nella Guerra del Vietnam.
donald trump anthony fauciDONALD TRUMP ANTHONY FAUCI

Naturalmente tutto ciò va collocato nella prospettiva del voto di novembre. Negli ambienti conservatori di Washington cresce il timore che Trump possa perdere, trascinando nella disfatta i senatori repubblicani in corsa per la conferma. La Camera Alta, quindi, potrebbe passare ai democratici. Ma l'opinione pubblica si sta dimostrando volatile, umorale. L'istituto Gallup mostra come il 22 marzo il 49% degli americani approvasse la performance di Trump, rispetto al 45% degli insoddisfatti. Queste percentuali si sono ribaltate il 4 aprile: 43% favorevoli, 54% critici.

donald trump e anthony fauci 2DONALD TRUMP E ANTHONY FAUCI 
L'ultima rilevazione, del 28 aprile, rovescia ancora gli equilibri: 49% pro Trump; 47% contro. Fauci è fuori dai giochi. Eppure continua a essere al centro di una campagna d' odio alimentata dai cospiratori sulla Rete. Tanto per avere un' idea, il sito Truth 11, confezionato da soggetti che attribuiscono l' attacco dell' 11 settembre al governo americano, sostiene: «Sulla scrivania del presidente è pronta una lettera per incriminare Fauci di alti crimini, in modo da deportarlo a Guantanamo per il resto della sua vita».

Fonte: qui

domenica 6 ottobre 2019

MIKE POMPEO INTERVISTATO DA MOLINARI NON CITA DI MAIO PER NOME MA LO CHIAMA “IL MIO COLLEGA MINISTRO DEGLI ESTERI” E “INVITA” L’ITALIA AD ANDARCI PIANO CON I CINESI

“CON IL 5G DI HUAWEI OGNI SINGOLA INFORMAZIONE È A RISCHIO PERCHÉ SI TRATTA DI NETWORK CONTROLLATI DAL PARTITO COMUNISTA. CHIEDIAMO ALL’ITALIA DI ADOTTARE UNA PROPRIA SOVRANA DECISIONE”
"SUI DAZI..."
Maurizio Molinari per “la Stampa”
la iena alice martinelli consegna un pezzo di parmigiano a mike pompeo 4LA IENA ALICE MARTINELLI CONSEGNA UN PEZZO DI PARMIGIANO A MIKE POMPEO

Cina, Russia e Iran pongono rischi comuni a Italia, Stati Uniti e all' Occidente: è questo il messaggio che il Segretario di Stato Mike Pompeo ha portato al governo italiano durante gli incontri romani. Nell' intervista che segue - l' unica concessa ad un quotidiano italiano - spiega quali sono tali pericoli con il piglio che lo distingue e l' autorevolezza che viene dall' essere il consigliere più stretto e fidato del presidente Donald Trump.

huawei a shenzhen 1HUAWEI A SHENZHEN 1
Quando entra nella sala dell' incontro, le prime attenzioni di Pompeo sono per la «Old Glory», poi si siede e risponde ad ogni domanda senza mai abbassare gli occhi o battere le ciglia. Con la disciplina del cadetto modello di West Point e le informazioni che gli vengono dall' aver guidato la Cia, il Segretario di Stato è di una chiarezza cristallina nell' indicare il pericolo che «i dati dei nostri cittadini finiscano nelle mani del partito comunista cinese», il rischio di «infiltrazioni russe nella vita politica italiana» e le gravi implicazioni dei voli a Roma e Milano dei pasdaran iraniani «che esportano caos e terrore nel mondo». L' unico momento in cui tradisce una certa emozione è quando parla delle origini abruzzesi. Ma la conversazione inizia dal tema più caldo del momento: lo scenario di una guerra dei dazi Usa-Ue.
luigi di maio, he lifengLUIGI DI MAIO, HE LIFENG

Segretario di Stato, dopo la decisione dell' Organizzazione mondiale del commercio (Wto) sul contenzioso Airbus con l' Ue dobbiamo aspettarci dazi americani anche sui prodotti italiani?
È uno scenario che può essere evitato?
«Abbiamo visto la decisione che ha adottato il Wto, è coerente con quanto avevamo previsto e crediamo da tempo. Adesso esamineremo quali possono essere le risposte più appropriate.
mike pompeo luigi di maioMIKE POMPEO LUIGI DI MAIO
Parleremo certamente con l' Ue e arriveremo alla decisione giusta.

Come ho detto più volte, faremo del nostro meglio per andare incontro ad ogni Paese. Ma ci troviamo sicuramente davanti a una situazione di ingiustizia. E sono sicuro che arriveremo a una conclusione che funzionerà per tutti e consentirà a ogni azienda americana di essere trattata in maniera corretta».
LA GUERRA DI DONALD TRUMP A HUAWEILA GUERRA DI DONALD TRUMP A HUAWEI

Dazi a parte, quali sono le priorità nell' agenda bilaterale Italia-Stati Uniti discussa durante gli incontri romani?
«Con il mio collega ministro degli Esteri, il premier Conte e il presidente Mattarella abbiamo discusso di molti temi, guardando all' imminente visita a Washington proprio di Mattarella. A cominciare dalle vostre forze armate che fanno un lavoro magnifico nell' ospitare i nostri soldati, marinai, aviatori e marines.
LUIGI DI MAIO E LA CINALUIGI DI MAIO E LA CINA

Abbiamo poi discusso di temi internazionali. Dedicando molto tempo al Venezuela, dove è in corso una drammatica crisi umanitaria. Poi abbiamo discusso di Cina, dell' opportunità che costituisce per entrambi i nostri Paesi come anche dei rischi che pone a noi ed al mondo intero. Abbiamo discusso a lungo il tema del terrorismo che si origina dalla Libia e quale deve essere l' approccio corretto. Il punto è come l' Italia, gli Stati Uniti e, francamente, tutti i Paesi coinvolti in Libia possano contribuire a creare le condizioni per ridurre il livello di violenza e avvicinare una soluzione politica il più rapidamente possibile».
mike pompeo e giuseppe conte 4MIKE POMPEO E GIUSEPPE CONTE

Considerate la tecnologia 5G cinese una minaccia alla sicurezza della Nato? L' Italia può contribuire a fronteggiarla?
«Non credo che il 5G cinese ponga rischi all' Alleanza. Sulla tecnologia cinese pensiamo che ogni singola informazione che le attraversa sia a rischio perché si tratta di network controllati dal Partito comunista cinese. E ciò pone delle situazioni di rischio uniche. Assistiamo a forme di stretta cooperazione civili-militare dentro la Cina. Assistiamo ai legami fra le aziende cinesi di proprietà statale e il loro governo.

la nuova sede di huawei a milano 1LA NUOVA SEDE DI HUAWEI A MILANO huaweiHUAWEI
E dunque chiediamo ad ogni nazione, Italia inclusa, di adottare una propria sovrana decisione sull' approccio più giusto, tenendo gli occhi bene aperti sul rischio potenziale che abbiamo davanti: i dati di un qualsiasi cittadino italiano trasmessi attraverso un network a cui ha accesso il Partito comunista cinese.
il ministro degli esteri wang yi, il vicepremier di maioIL MINISTRO DEGLI ESTERI WANG YI, IL VICEPREMIER DI MAIO

È qualcosa che risveglia in me le memorie della Guerra Fredda. Nessuno all' epoca avrebbe voluto vedere i propri dati nelle mani di un network sovietico. Vogliamo avere la certezza che i network attraverso i quali passano i nostri dati siano sicuri. Assieme possiamo riuscirci. Non temo però che i legami fra i nostri due Paesi possano essere incrinati da tale minaccia».
mike pompeo a pacentro 6MIKE POMPEO A PACENTRO 

intervento con 5g 2INTERVENTO CON 5G
A proposito di Guerra Fredda, ritenete che la Russia ne abbia iniziata una seconda contro l' Occidente?
vladimir putin a palazzo chigi incontra giuseppe conte 2VLADIMIR PUTIN A PALAZZO CHIGI INCONTRA GIUSEPPE CONTE
«Siamo stati molto chiari sulla Russia. Crediamo vi sia una vera opportunità. Speriamo che la Russia inizi ad aprirsi ed a fare le cose giuste. Tentiamo di conversare e di dialogare con loro. È del tutto appropriato farlo. Il nostro Presidente lo ha detto chiaramente. Ma siamo stati anche chiari nell' affermare che quando la Russia è protagonista di comportamenti che violano la legge internazionale dovrà risponderne».
susan pompeo virginia sabaSUSAN POMPEO VIRGINIA SABA

Vede il rischio di interferenze russe nella vita pubblica italiana?
«Quasi certamente questo rischio esiste. Ma non lo limiterei alla Russia. Ci sono più nazioni che tentano di interferire nelle vicende interne di altri Paesi. Dobbiamo stare tutti con gli occhi ben aperti. Dobbiamo avere scambi di informazioni fra noi. Riuscendo a farlo bene sono sicuro che potremo difendere i nostri Paesi, le nostre democrazie. Ed anche le nostre elezioni».

mike pompeo e giuseppe conte 2MIKE POMPEO E GIUSEPPE CONTE
La linea aerea dei Pasdaran iraniani, Mahan Airlines, effettua voli su Roma e Milano. Poiché si tratta di una compagnia sotto sanzioni negli Usa, ciò significa che l' Italia rischia di incorrere in sanzioni da parte del vostro governo?
mahan airMAHAN AIR
«Speriamo che il governo italiano metterà fine a questi voli. Non anticipiamo alcuna decisione sulle nostre sanzioni, ma l' America ha spiegato con chiarezza che Mahan Airlines è implicata in attività a sostegno dei Guardiani della rivoluzione iraniana. Speriamo che il governo italiano lo consideri. Ci assicureremo che le nostre informazioni siano condivise e spero portino ad adottare decisioni giuste. Non credo che vi sia un singolo leader italiano che vuole sostenere il genere di caos e terrore che l' Iran esporta nel mondo. E possiamo dimostrare che Mahan Airlines è parte di questo. Ho fiducia nel fatto che l' Italia adotterà la decisione giusta».

In Libia la guerra civile divampa da tempo ed ora è divenuta più complicata per il coinvolgimento di Stati sunniti che appoggiano le fazioni rivali di Al Sarraj e del generale Haftar. C' è una via d' uscita possibile?
mike pompeo luigi di maio 1MIKE POMPEO LUIGI DI MAIO mike pompeo a pacentro 2MIKE POMPEO A PACENTRO 
«È davvero molto complicato. Per questo chiunque da fuori fornisce armi all' interno del Paese deve fermarsi. Ridurre gli strumenti di violenza dentro la Libia è nell' interesse di tutti gli Stati confinanti - Tunisia, Algeria, Egitto - ma soprattutto del popolo libico. Bloccare l' arrivo di aiuti militari dall' esterno può avere un impatto perché queste armi consentono ai leader rivali che le ricevono di poter sperare di vincere militarmente. Il mondo deve ammettere che serve una soluzione politica in Libia. Questo è ciò che dobbiamo ottenere, il prima possibile».
mike pompeo a pacentro 1MIKE POMPEO A PACENTRO 

Quanto conta per lei l' origine italiana nel suo lavoro di rappresentare l' America?
«Sono sempre stato orgoglioso delle mie origini italiane. Ne parlo spesso con mio padre. A lui piace ricordare i suoi nonni e bisnonni che vennero da questo Paese. Per questo è stata una gioia per me avere l' opportunità di visitare Pacentro».

Fonte: qui

giovedì 16 maggio 2019

TRUMP SCATENA I FALCHI POMPEO E BOLTON PER ATTIZZARE LO SCONTRO, COSÌ CHE LUI POSSA POI SPEGNERLO E CHIUDERE UN ACCORDO MIGLIORE PER GLI USA

ALLE MINACCE DI UN INTERVENTO CONTRO L'IRAN, PUTIN RISPONDE CHE STA TENENDO ''FERME'' SIRIA E LIBIA, NELL'INTERESSE ANCHE DI EUROPA E USA. 
VI SIETE ACCORTI CHE DA QUALCHE GIORNO NON SI SPARA PIÙ INTORNO A TRIPOLI? MACRON HA CHIAMATO HAFTAR E…

MIKE POMPEOMIKE POMPEO
''The Art of the Deal'', edizione internazionale. Che è andato a fare Mike Pompeo da Putin? La mossa fa parte del manuale trumpiano dei negoziati: spedisce un falco in avanscoperta per menare l'interlocutore o far saltare la trattativa con richieste inaccettabili, e poi arriva Donald travestito da colomba a chiudere un accordo, ovviamente vantaggioso per lui.

john boltonJOHN BOLTON
Mentre l'ultra-falco Bolton fa trapelare al ''New York Times'' di essere pronto a schierare 120mila uomini in Iran, Trump smentisce tutto gridando alle fake news. Ma la fonte è autorevole, e i nemici si spaventano lo stesso.

Pompeo a Mosca è andato a incendiare un po' la situazione: non esclude un intervento americano in Venezuela, è pronto a una dura rappresaglia contro Teheran che usa i droni per fare provocazioni e mini-attacchi a obiettivi sensibili. Ha messo sul tavolo un presidio navale americano dello stretto di Hormuz, dove passano le petroliere di mezzo mondo e dove Emirati e iraniani si contendono il controllo.

sergej lavrovSERGEJ LAVROV
A queste ipotesi ovviamente Putin ha reagito malissimo, e ha ricordato al Segretario di Stato americano che la Russia tiene ferma una situazione esplosiva in Siria, cosa che fa molto comodo a Europa e Stati Uniti, e fa lo stesso in Libia.

 È stato lui a frenare Haftar, insieme a Macron, che non aveva interesse a un'escalation militare con la firma francese a poche settimane dalle elezioni europee. Vi siete accorti che da qualche giorno non si parla più di azioni militari del generale della Cirenaica?

giovedì 28 febbraio 2019

MADURO? QUESTIONE DI GIORNI, SI DICE A WASHINGTON. È ARRIVATO IN COLOMBIA ELLIOTT ABRAMS, E QUANDO ARRIVA LUI, DI SOLITO ARRIVA L'INTERVENTO MILITARE

NEGLI USA I DEMOCRATICI ALLA SANDERS PAIONO I 5 STELLE: È IL SOLITO COLPO DI STATO DEI GRINGOS. MA È IL GRUPPO DI LIMA A CHIEDERE L'INTERVENTO DELLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA, CON 3 MILIONI DI RIFUGIATI
Maria Giovanna Maglie per Dagospia

nicolas maduroNICOLAS MADURO
Questione di giorni, si dice a Washington. È arrivato infatti in Colombia Elliott Abrams, l’inviato speciale degli Stati Uniti per il Venezuela, nominato dal segretario di stato Mike Pompeo il 25 gennaio. Quando arriva lui, di solito poi arriva l'intervento militare, e il comportamento di Maduro nelle ultime settimane, da quando la crisi venezuelana è diventata un problema internazionale, dimostra che con le buone non se ne andrà, che le sanzioni e le nuove strette economiche tanto le fa pagare al popolo in fame e repressione.

Ma negli Stati Uniti non tutti sono d'accordo. Sembrano i 5 stelle. Quello americano, dicono, e’il solito colpo di stato dei gringos contro le nazioni dell'America latina, niente di nuovo sotto il sole. Ad ascoltare i deputati, a dire il vero solo tre per il momento, del gruppo democratico liberal socialista, che accusano gli Stati Uniti di colpo di stato in Venezuela, ma anche a sentire le rimostranze del ricandidato del 2020, Bernie Sanders, anziano ma in grande spolvero, è proprio così, e Maduro e’ un fiorellino.

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Dovrebbe essere Trump quello alleato o almeno costretto alla complicità con la Russia, sponsor di Maduro, invece sono quelli che lo accusano, come Ro Khanna, Ilhan Omar e Tulsi Gabbard. E Sanders rincara la dose, pur tra le critiche di molti dei suoi sostenitori, e chiede di imparare la lezione del passato e non occuparsi dei regimi politici di altri Paesi.

È un po' la linea del ministro degli Esteri venezuelano, rigorosamente ripresa da Sputnik news in Italia, Jorge Arreaza, che ha notato che la pressione contro il Venezuela proviene dall'estero durante un'intervista:

"Nel mio Paese ora è tutto tranquillo, tutti vanno al lavoro, alle università, alle scuole. La settimana prossima ci sarà il carnevale. Tutte le pressioni provengono dall'estero", ha aggiunto il ministro degli Esteri venezuelano, invitando sarcasticamente è un incontro tra Trump e Maduro, visto che il presidente americano sarebbe il vero capo dell'opposizione venezuelana.

MADUROMADURO
Ci vuole una grande faccia tosta a sostenere simili fandonie quando lo stato di povertà del Popolo venezuelano, la gente che fruga nei cassonetti dell'immondizia per cercare qualcosa da mangiare, è stato documentato? Non gli manca evidentemente, anche per questo bisognerebbe far presto.

Donald Trump sta ad Hanoi e incontra Kim jong-un per la seconda volta. Gli avversari politici democratici sostengono che questo viaggio in Corea del Nord sia stato studiato per distrarre l'attenzione dallo scandalo Russia Gate e dalla testimonianza dell'ex avvocato del presidente, Michael Cohen, che per salvarsi il posteriore accusa il suo ex cliente e amico praticamente di qualsiasi nefandezza possibile e immaginabile, salvo concludere che non ha prove di collusione con la Russia. E allora? Solite storie di puttane?

Ma a Trump la vocazione di diplomatico in capo non gliela toglie nessuno, dalla Corea del Nord alla Cina, alla gestione del Venezuela dove si aspetta da un momento all'altro una svolta.

Sì, ma quale, e come, vista l'ostinazione del dittatore Maduro, il quale forse ha segnato definitivamente il suo destino immediato e la sua parte infame nella storia dando ordine nello scorso fine settimana di bloccare gli aiuti umanitari che vengono quasi tutti da USAID (l’agenzia governativa statunitense per lo sviluppo internazionale) e che arrivavano dal confine con Colombia e Brasile.

I camion carichi di beni di prima necessità, fondamentali per un popolo alla fame, sono stati fermati al confine e fatti tornare indietro, utilizzando gas e sparando, molti camion sono stati bruciati dai miliziani pro regime.

Alla fine degli scontri tra i sostenitori di Maduro e quelli di Guaidó, con le forze di sicurezza regolari dalla parte dei primi, ci sono stati quattro morti e centinaia di feriti.

elliott abramsELLIOTT ABRAMS
Juan Guaidó, il Presidente del Parlamento che si è temporaneamente autoproclamato a capo del Paese in attesa di elezioni, e che gode dell'appoggio di buona parte del mondo, ha detto che la sua battaglia contro Maduro continuerà e che “dobbiamo tenere aperte tutte le opzioni per la liberazione della nostra patria".

 Il deputato dell’opposizione Freddy Superlano, deputato ed esponente dell'opposizione, e il suo assistente Carlos José Salinas sono morti avvelenati dopo un cena in un ristorante della città di Cúcuta in Colombia. Erano andati lì proprio per cercare di fare arrivare nel Paese i camion con gli aiuti.

Molte cose si svolgono in Colombia, dove il presidente conservatore Iván Duque Márquez ha ufficialmente riconosciuto il nuovo presidente venezuelano e proprio a Bogotà, lunedì, Juan Guaidó ha incontrato sia i rappresentanti del “gruppo di Lima” che il vicepresidente Usa Mike Pence, inviato plenipotenziario di Trump per il Venezuela. E Pence è un vero duro.
elliott abrams mike pompeoELLIOTT ABRAMS MIKE POMPEO

 Il “gruppo di Lima” e’ formato da Paesi dell’America del Nord e del Sud, con in testa il Brasile di Bolosonaro e il Canada, ed e’ stato incaricato di elaborare strategie diplomatiche se possibile per risolvere la situazione del Venezuela.

Siccome sono riusciti a fare ben poco, anzi hanno trovato un muro , alla fine hanno deciso di chiedere alla Corte penale internazionale e al Consiglio dei diritti umani dell’Onu di intervenire con urgenza, contro la “violenza criminale del regime di Nicolas Maduro contro la popolazione civile” che ha “negato accesso all’assistenza internazionale, il che costituisce un crimine contro l’umanità”.

bolsonaro trumpBOLSONARO TRUMP
 Il vicepresidente Usa Mike Pence, a colloquio con Guaidó, ha confermato il sostegno degli Stati Uniti ai suoi sforzi per dare al Venezuela un futuro migliore. Washington ha anche annunciato, oltre ad altre sanzioni economiche per Maduro, alcune misure urgenti di sostegno dei Paesi vicini al Venezuela che stanno affrontando la crisi migratoria causata dalle politiche del regime.

Quanta gente è arrivata negli ultimi mesi? Si parla di 3 milioni di rifugiati, tutti quelli che riescono a passare. Compresi anche centinaia di militari, che raccontano di essere costretti a sparare contro la popolazione, di essere ricattati e minacciati che si farà del male alle loro famiglie, di mangiare al di sotto della sopravvivenza, un pugno di riso.