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mercoledì 17 aprile 2019

Una montiana tra le capolista di Di Maio? La base M5S in rivolta


Per le liste alle elezioni europee, sabato Luigi Di Maio ha presentato, all'assemblea dei candidati votati online dagli iscritti al Movimento 5 Stelle abilitati alla piattaforma Rousseau e alla stampa, 5 donne capolista non votate.

Questa nomina scaturisce, afferma il capo politico del movimento 5 Stelle, dalla volontà di dare un messaggio contro il recente congresso di Verona.

La ratifica di queste nomine avverrà lunedì 15 con un sì o un no da parte degli iscritti.

Una decisione che sta suscitando una sorta di "ribellione" sui social e nelle chat degli attivisti e portavoce del movimento, forse in misura maggiore e più netta della votazione sul caso Diciotti.
Le critiche riguardano il metodo (la presentazione ufficiale prima della votazione), ma non solo. Già nel 2014 la stessa operazione con tutte donne capolista era stata tentata da Renzi, con successo. Il movimento 5 Stelle ha criticato con veemenza quella operazione elettoralistica, affermando che non si può usare la donna come "se fosse un panda da tutelare".

Al contrario, proprio il M5S storicamente si è dichiarato contro le quote rosa e le maggiori esponenti di tale posizione sono state proprio le due sindache di Roma e Torino. D'altronde, proprio le donne sono state le più votate come candidate, nonostante la percentuale di autocandidature femminili sia stata estremamente minoritaria.

Quindi: se si vuole candidare capolista una donna, perché non esprimere donne già votate e selezionate secondo metodi di CV e meriti? Ma quello che lascia particolarmente perplessa la galassia 5 Stelle è il profilo delle candidate capolista (miracolosamente sparite dai vari account social).
La candidata capolista della circoscrizione centrale, Lazio Marche Toscana e Umbria, si chiama Daniela Rondinelli.

Naturalmente, affamato di notizie, il popolo della rete ha smanettato e riesumato dalla memoria del web ogni traccia del passaggio.

La candidata si distingue per essere stata esponente della CISL e per l'appartenenza all'associazione Amerigo, filo USA.
Vicina al capo di gabinetto del Mise, Vito Cozzoli.
 Entrambi infatti fanno parte dell'associazione Amerigo per l'amicizia Italia-USA, che ha sede presso l'ambasciata americana di Roma e il cui presidente onorario è l'ambasciatore americano. La Rondinelli fa tuttora parte del direttivo di Amerigo in quanto coordinatrice del chapter di Bruxelles di Amerigo.



Il burocrate Cozzoli è famoso per essere riuscito a mettere insieme da Gianni Letta a Di Maio, da Boschi a Lupi. "LA “TESTA DI BRIOSCHE” (COSI’ DEFINITO NELLE INTERCETTAZIONI SULLA MINISTRA GUIDI) PRESENTA IL LIBRO CON DE GENNARO COME SPONSOR" .




Ma la chicca che fa più discutere la base del 5 Stelle è la lettera di auguri della Rondinelli al Presidente Monti, "non di circostanza", che, nel maldestro tentativo del capo politico di affermare le distanze con i sovranisti della Lega, ottiene l'effetto opposto, superando persino, in fideismo europeista, Calenda e Tajani messi insieme.



Gli iscritti che voteranno la ratifica, su Rousseau, qualsiasi sarà il risultato, sono già divisi. Perché non riconfermare gli uscenti, che hanno lavorato in Europa con regolamenti e direttive, perché non nominare capolista i più votati?

di Alice Rotolo

Fonte: qui

Notizia del: 

martedì 4 ottobre 2016

IL PENOSO ACCORDO DI CGIL CISL UIL CON RENZI. LA FORNERO NON SI TOCCA E I PENSIONATI PAGANO COI LORO TAGLI LE NUOVE MISURE

La sostanza dell’accordo è che la Fornero non si tocca. Il catastrofico innalzamento dell’età pensionabile resta tutto a fare i suoi danni alla condizione di lavoro e alla occupazione. Si potrà andare in pensione prima solo se si vincerà la lotteria dei lavori usuranti. Pochi saranno scelti tra coloro che hanno già 41 anni di contributi. Oppure se le aziende ti manderanno via come esubero. Oppure se ti indebiterai per 20 anni con quel raggiro usuraio che è l’APE.
Il solo risultato che viene sbandierato è la quattordicesima aumentata o elargita per la prima volta a circa tre milioni di pensionati con i redditi più bassi. A parte il fatto che gli aumenti non sono quelli vantati dalla propaganda, ma molto inferiori e legati al reddito complessivo del pensionato, c’è da chiarire che i soldi per questo piccolo risultato vengono direttamente dai tagli di tutte le altre pensioni per tutti gli altri pensionati.
L’ ultimo comma del verbale firmato da Cgil Cisl Uil rinvia al 2019 la questione del taglio delle indicizzazioni delle pensioni. Come tanti ricordano nel 2012 Elsa Fornero si era commossa in pubblico mentre annunciava che avrebbe bloccato la rivalutazione delle pensioni rispetto all’inflazione. Nel 2014 la Corte Costituzinale ha dichiarato incostituzionle questa misura. Il governo però, come da abitudine, non ha rispettato la sentenza e ha dato solo piccole mance a una platea ridotta di pensionati. Sono in corso molte cause e diversi giudici hanno già rinviato di nuovo il contenzioso alla Corte. Ora governo e Cgil CIsl UIl concordano che se ne riparli nel 2019, nel frattempo milioni di pensionati continueranno a perdere soldi. Per un ammontare calcolato a suo tempo dallo stesso governo in almeno 10 miliardi. Ora siccome tutta la manovra pensionistica, secondo Poletti, costa 6 miliardi si può ben affermare che il bancomat pensionati ha permesso al governo di farsi bello prima del referendum e di intascare 4 miliardi di resto….
Il governo ormai lo conosciamo con i suoi trucchi. La cosa che davvero ci indigna è il degrado di Cgil Cisl Uil, che hanno abbandonato la loro già moderatissima piattaforma per fare da stampella a Renzi. E alla Fornero.

Fonte: L’Antidiplomatico

P.S  Pensioni: dall'Ape a Quota 41, le novità in arrivo
Anche i leader dei sindacati hanno espresso le loro posizioni dichiarandosi soddisfatti dell'intesa raggiunta. “La prima cosa importante - ha sottolineato il leader della Cgil Susanna Camusso - è che sono stati vincolati sei miliardi per tre anni al capitolo previdenza". "Finalmente si danno risposte ai pensionati e ai pensionandi - ha detto il segretario generale Ivan Pedretti dalla sua pagina facebook al termine dell'incontro con il governo - con interventi sulla quattordicesima, sulla no tax area, sui lavori usuranti, sui lavoratori precoci e sulle ricongiunzioni onerose".
Ecco cosa prevede l'accordo per  i pensionandiPiù flessibilità in uscita dal lavorocon l'Ape, l'Anticipo pensionistico introdotto in via sperimentale per due anni. La formula è quello del prestito previdenziale, la misura è rivolta ai lavoratori ai cui mancano sino a 3 anni e 7 mesi per raggiungere i requisiti previsti dalla legge Fornero per l'accesso alla pensione di anzianità. L'Ape social consentirà invece l'uscita anticipata gratuitamente per le categorie più disagiate. Per la riunificazione dei contributi pensionistici versati in più casse previdenziali non si pagherà più niente, le ricongiunzioni pensionistiche saranno gratuite non più onerose. Allargate le maglie dei lavori usuranti, adesso la platea sarà più ampia ma verrà definita da esecutivo e parti sociali nei prossimi giorni. In ogni caso potrà accedere al pensionamento anticipato di un anno o un anno e mezzo anche i lavoratori che hanno svolto lavori usuranti per un minimo di sette anni negli ultimi dieci anni di attività lavorativa. Capitolo lavoratori precoci.  Chi ha versato almeno un anno di contributi anno prima di aver compiuto 19 anni, è disoccupato e senza il sostegno alcun ammortizzatore sociale, o che si trova in gravi condizioni di salute tali da determinare disabilità o lavoratori impegnati in lavori gravosi, potranno accedere al pensionamento con 41 anni di anzianità contributiva. Ecco dunque la Quota 41 ma non per tutti. In ogni caso, la platea dei beneficiari della formula Quota 41 sarà nei prossimi giorni oggetto di nuovi approfondimenti.
Queste le misure per i pensionandi, ecco invece quali sono quelle per i pensionati. Bonus quattordicesima sulle pensioni minime: cresceranno gli assegni dei pensionati con un reddito mensile sino a 750 euro, riceveranno la 14esima pure i pensionati con un reddito sino a 1.000 euro mensili, per loro è la prima volta. Infine si amplia la no tax area pensionati: quelli che hanno redditi sino a 8.100 euro annui non pagheranno più tasse, né quelle locali né quelle nazionali. Questa la riforma pensioni targata Renzi che vedrà la luce con la prossima legge di Bilancio che sarà approvata a metà ottobre.