mercoledì 18 dicembre 2019

CONDANNATO A 8 ANNI E 9 MESI GIANNI MICALUSI, DETTO "JOHNNY", EX PROPRIETARIO DEL RISTORANTE DEI VIP ASSUNTA MADRE DI VIA GIULIA, REO DI AVER ‘’INTESTATO I BENI A PRESTANOME PRIVI DI RISORSE ECONOMICHE (I FIGLI, NDR), PER EVITARE DI FIGURARE COME TITOLARE EFFETTIVO”.


Papa Francesco e Johnny MicalusiPAPA FRANCESCO E JOHNNY MICALUSI
Il Tribunale di Roma ha condannato a 8 anni e 9 mesi di reclusione Gianni Micalusi, detto " Johnny", ex proprietario del ristorante dei vip Assunta Madre di via Giulia, nel centro della Capitale, a pochi passi da piazza Farnese. L'uomo era stato arrestato nel 2017 in seguito a un'inchiesta della Dda coordinata dall'attuale procuratore facente funzioni di Roma Michele Prestipino e dal pm Francesco Minisci. Nell'operazione Nettuno - questo il nome - erano state arrestate altre cinque persone accusate a vario titolo di intestazione fittizia di beni, riciclaggio e autoriciclaggio di denaro di provenienza illecita.
Johnny Micalusi e Sabina BeganJOHNNY MICALUSI E SABINA BEGAN

La VI sezione del tribunale di Roma ha condannato anche i figli di Micalusi, Francesco e Lorenzo, a 2 anni e mezzo ciascuno, l'imprenditore Vito Genovese a 2 anni, il commercialista Luciano Bozzi a 2 anni e 9 mesi: erano tutti finiti nella stessa inchiesta. Assolto invece Adriano Nicolini, già direttore di una filiale romana della Banca del Fucino. Il giorno dell'arresto, il 9 maggio del 2017, Micalusi avrebbe dovuto inaugurare un ristorante Assunta Madre a Montecarlo, insieme a Flavio Briatore.

ASSUNTA MADREASSUNTA MADRE
Ma, appunto, finì in manette. Micalusi, dissero gli inquirenti il giorno dell'arresto, « si è dimostrato capace di costituire numerose e redditizie attività commerciali» grazie a investimenti immobiliari, « avendo cura di intestare i beni a prestanome privi di risorse economiche (i figli, ndr), per evitare di figurare come titolare effettivo, pur mantenendone saldamente la direzione».

Johnny MicalusiJOHNNY MICALUSI
Oltre al ristorante vennero sequestrate due società di commercio di prodotti ittici, la Metro Fish e il Centro ittico laziale. Sequestrata anche la società Papa Giulio, specializzata nella gestione di esercizi pubblici e di ristorazione. "Johnny" Micalusi era già finito in guai giudiziari diverse volte. Nell'ordinanza di custodia cautelare di due anni fa era infatti scritto che « il 2 luglio 2002 era stata emessa nei suoi confronti una sentenza di condanna per i reati di ricettazione (art. 648 cp), falsità materiale commessa dal privato in autorizzazioni amministrative (art. 482 cp), induzione alla falsità ideologica del pubblico ufficiale».

Johnny Micalusi e Albertina CarraroJOHNNY MICALUSI E ALBERTINA CARRARO
La Finanza di Latina, poi, nel 2007 lo indagò per associazione a delinquere di stampo mafioso, usura e abusiva attività finanziaria. Sempre quell'anno, il 10 maggio venne sequestrata l'Hosteria del pesce di Terracina, anche questo di sua proprietà. In quel sequestro finirono inoltre 5 immobili, 11 autoveicoli, 6 società, 9 polizze assicurative, 15 conti correnti e 11 libretti di depositi a risparmio per un totale di 7 milioni di euro. Fonte: qui

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