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martedì 21 gennaio 2020

ECCO LE INTERCETTAZIONI DEL GIRO DI SQUILLO IN PROVINCIA DI VENEZIA SCOPERTO IN ALCUNI NIGHT CLUB


Gianluca Amadori per www.ilmessaggero.it

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Squillo di lusso per i clienti delle aziende, ragazze sempre pronte, gestite in modo manageriale, pagamenti con il Pos. Quello che è emerso dalle indagini sui night club della provincia di Venezia Arabesque e Game Over fa rabbrividire. E oggi emergono anche due dettagli importanti: il fatto che i gestori potessero contare su "amici poliziotti" e i contenuti delle intercettazioni.

Potevano contare su contatti privilegiati nelle forze di polizia i gestori di Arabesque e Game Over, i due locali a luci rosse di San Donà e Quarto d’Altino, finiti sotto inchiesta per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Lo scrive il gip di Venezia, David Calabria, nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita venerdì dalla Squadra Mobile di Venezia, sostenendo che il tentativo di accedere ad informazioni riservate è la dimostrazione della «ferma determinazione criminosa» degli indagati.

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Da alcuni colloqui telefonici intercettati dagli inquirenti è emerso che, dopo un’ispezione avvenuta all’Arabesque, nel febbraio del 2019, tra Matteo Vendramello e Ugo Bozza parlavano dei tentativi di conoscere i nomi degli agenti che si erano recati nel locale, fatti per tramite di un amico di Fossalta di Piave, loro cliente affezionato.

MODALITÀ IMPRENDITORIALI
Il giudice parla di «modalità imprenditoriali di esercizio dell’attività delittuosa», dedicando 69 pagine ai numerosi episodi ricostruiti dagli investigatori, coordinati dal pm Federica Baccaglini. Il ruolo di “regista”, viene addebitato proprio a Matteo Vendramello, coadiuvato dal fratello Federico, entrambi finiti in carcere. Centrale anche il contributo di Mihaela Melania Hojla, presidente delle associazioni che gestivano i due locali, ai quali sono stati concessi i domiciliari, stessa misura applicata anche a Lorenzo Borga e Ugo Bozza, che in qualità di gestori di fatto, si occupavano principalmente della riscossione dei soldi.
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Ieri mattina di fronte al giudice si sono svolti gli interrogatori di garanzia: Hojla (avvocato Giorgio Pietramala) si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Borga (avvocato Igor Zornetta) ha ammesso gli addebiti, riservandosi di parlare più ampiamente con il pm. Brevi dichiarazioni anche per Matteo e Federico Vendramello (avvocati Rodolfo Marigonda e Pietro Speranzoni).

Le indagini, proseguite per molti mesi, sono state effettuate con appostamenti e pedinamenti, ma anche attraverso intercettazioni telefoniche, grazie alle quali gli uomini della Mobile hanno registrato come avvenivano i contatti e gli accordi per le prestazioni sessuali consumate nei privé dei due locali, ma anche in albergo e a domicilio dei clienti: 150 euro ogni mezz’ora, di cui 100 per le ragazze e 50 per i gestori di Arabesque e Game Over. I locali funzionano anche da nave scuola: un neo diciottenne viene accompagnato dallo zio e affidato alle cure giuste. I clienti affezionati sono abituati a chiedere lo sconto, e un’ulteriore riduzione è accordata a chi paga in contanti (era possibile saldare il conto anche con bancomat); alcuni sono pronti a spendere 500 euro e più: «Ma la ragazza non deve guardare il cronometro».

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L’INFERMIERA E LA BADANTE
Al telefono gli indagati parlano di tutto: gestiscono i turni di riposo e la sistemazione delle ragazze; descrivono le prestazioni offerte dalle prostitute, irridono il cliente ubriaco che ha preso sonno dopo essersi appartato o fanno commenti sulle lamentele per i servizi “scadenti” di alcune ragazze. Dalle intercettazioni emergono i contatti intrattenuti dai gestori dei locali con Austria e Paesi dell’Est Europa per far arrivare prostitute nuove e di qualità: «Riprova della professionalità, del livello imprenditoriale dell’attività», sottolinea il gip.

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Un cliente insiste per aver “un’infermiera”: «Siamo in otto qui e c’è un ferito da curare...», scherza al telefono. Mentre per un «vecchietto di 60-70 anni» viene proposto invio di una ragazza soprannominata “la badante”. Tra i frequentatori del giro di squillo risultano anche un celebre imprenditore del settore alimentare e un noto albergatore: Federico Vendramello è preoccupato, non può correre il rischio di scontentare clienti illustri, ma Borga lo rassicura: «Abbiamo le ragazze giuste». Fonte: qui

mercoledì 1 gennaio 2020

Le sanzioni statunitensi falliscono: la Russia Gazprom e l'Ucraina fanno affari importanti

Washington, felice per le sanzioni, continua ad aiutare in un lento riavvicinamento tra Russia e Ucraina. Per ironia della sorte, al momento gli Stati Uniti chiedono agli appaltatori del Nord Stream 2 di imporre "immediatamente" i loro strumenti e le loro operazioni di liquidazione  o di affrontare ulteriori sanzioni, c'è stata una svolta senza precedenti nella contrapposizione tra il gigante dell'energia statale russo Gazprom e Kiev:
Ovviamente l'altra suprema ironia è che Washington ha sempre recitato in Ucraina e nel miglior interesse dell'Europa, ma sembra che nessuno stia ricevendo il messaggio. 
Come abbiamo spiegato all'inizio di questa settimana, Allseas, la società svizzera che è il principale appaltatore di Nord Stream 2, ha confermato che i suoi dipendenti e gli appaltatori partner hanno messo a punto i loro strumenti; tuttavia, altri si sono spinti in avanti poiché il progetto è molto vicino al completamento, anche perché sia ​​Gazprom che il portavoce del progetto Nord Stream 2 hanno promesso di terminare. Gazprom afferma che ora sta eseguendo il retrofit delle proprie navi per rilevare la maggior parte della conduttura che Allseas stava supervisionando. 
Sede centrale di Naftogaz a Kiev.
Il  WSJ ha  riferito in precedenza che "Jens D. Mueller, portavoce della casa madre di Nord Stream 2, ha dichiarato che  il gasdotto sarebbe terminato nonostante Allseas avesse ritirato la sua flotta ". Inoltre, il ministro russo dell'Energia Alexander Novak ha  promesso che  i 760 miglia saranno lanciati entro la fine del 2020, anche dopo che il presidente Trump ha firmato le sanzioni NS2 in vigore venerdì scorso, che hanno come obiettivo le società che posano la conduttura. 
Gazprom e cinque società europee stanno guidando il progetto  - tra cui la francese ENGIE, la austriaca OMV, la britannica olandese olandese Royal Shell e la tedesca Uniper e Wintershall  -  che comprende dozzine di appaltatori più piccoli.
Ma ora c'è meno incentivo per le aziende europee e la stessa Gazprom ad ascoltare gli avvertimenti di Washington e smettere di lavorare. Come riferisce Reuters della grande svolta di venerdì : 
Venerdì, la Russia Gazprom ha dichiarato di aver pagato all'Ucraina 2,9 miliardi di dollari per risolvere una riga legale, parte di un più ampio accordo sul pacchetto di gas raggiunto la scorsa settimana.
La scorsa settimana, Russia e Ucraina hanno annunciato i termini di un nuovo accordo di transito del gas, in base al quale Mosca fornirà l'Europa per almeno altri cinque anni tramite il suo ex vicino sovietico e pagherà un accordo di 2,9 miliardi di dollari a Kiev per porre fine a una controversia legale .
E Kiev in cambio è pronta a rinunciare a un ricorso legale separato.

Quindi, di nuovo, poiché la Russia e la Germania continuano a ignorare le pressioni e le richieste degli Stati Uniti, dopo che anche alcuni membri dell'amministrazione statunitense hanno ammesso che "troppo tardi"  per bloccare il progetto NS2 a questo punto, il risultato finale non intenzionale è che contro ogni previsione la Russia e l'Ucraina potrebbe uscire da questi migliori amici . Fonte: qui

venerdì 19 luglio 2019

NEL 2009 I CARABINIERI SEQUESTRARONO AL SUPER CONSULENTE GIACCHINO GENCHI DELLE PROCURE I DATI DELLE INCHIESTE “POSEIDONE” E “WHY NOT” (REVOCATE A DE MAGISTRIS ILLEGALMENTE)

IERI IL TRIBUNALE DI PALERMO HA STABILITO CHE L’ARCHIVIO DI GIOACCHINO GENCHI ERA LEGITTIMO 
SMENTITO IL GARANTE DELLA PRIVACY CHE, NEL 2016, CHIESE LA CONDANNA AL PAGAMENTO DI 192 MILA EURO…

Antonio Massari per il “Fatto quotidiano”

GENCHIGENCHI
Era il 2009. Silvio Berlusconi lo definì "il più grande scandalo della Repubblica". Per Francesco Rutelli si trattò di una "questione molto rilevante per la nostra libertà e la nostra democrazia". Alcuni giornali titolarono: "L'orecchio che ascoltava tutto il potere".
Sette anni dopo, nel 2016, il Garante della Privacy chiede la condanna al pagamento di 192 mila euro. E invece ieri il Tribunale di Palermo - prima sezione civile - ha stabilito che Gioacchino Genchi, per il suo archivio, non deve pagare neanche un centesimo: era tutto in regola.
Luigi De MagistrisLUIGI DE MAGISTRIS

Tutto comincia quando Genchi - stimato consulente di decine di Procure italiane, nonché collaboratore di Giovanni Falcone, del quale analizzò l'agenda elettronica estrapolandone i dati dopo il suo omicidio - s'affianca all' allora pm di Catanzaro, Luigi de Magistris, nelle inchieste Poseidone e Why Not. Il 13 marzo 2009, il Ros dei carabinieri gli sequestra l' archivio e acquisisce i dati delle due inchieste in questione.

Inizia così "il più grande scandalo della Repubblica" perché "l'orecchio che ascoltava tutto il potere" vantava nei suoi hard disk ben 351.991.031 comunicazioni telefoniche e 13.684.937 utenze telefoniche. A De Magistris furono invece revocate le inchieste Why Not e Poseidone: pochi mesi fa, nel novembre scorso, la Corte d'appello di Salerno ha sancito che gli furono sottratte illegalmente. Ieri invece il Tribunale di Palermo ha stabilito che l' attività di Genchi era assolutamente regolare. Uno scandalo, insomma, c' è stato.
Ma al contrario.

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E pensare che per l'archivio Genchi si muove persino il Copasir e, nel marzo 2016, il Garante della Privacy, che lo sanziona con 192 mila euro di multa anche perché "la successiva duplicazione di tali dati e la conservazione degli stessi nel database non risultano essere ricomprese tra le operazioni di trattamento previste negli stessi incarichi che avevano un termine di 60 giorni e a tale termine si deve far riferimento per stabilire il limite di conservazione dei dati".

In sostanza, secondo il Garante, Genchi "ha costituito un database in assenza di specifico incarico" e ne ha utilizzato il "patrimonio informativo" per "finalità ulteriori" violando "il principio di liceità della conservazione dei dati personali". Il punto è che, giusto per iniziare, il termine da considerare non è quello indicato dal Garante, ma il "momento della scadenza dei termini per le indagini preliminari". "Tutta la documentazione prodotta in questo giudizio - continua ancora il tribunale - dimostra che la gran parte degli incarichi peritali erano ancora non esauriti". Il Garante non produce tutti i 351 incarichi di Genchi, ma si focalizza solo su alcuni.
LUIGI DE MAGISTRIS CON GLI ORECCHINI ROSSI PER IL GAY PRIDE DI GIUGNOLUIGI DE MAGISTRIS CON GLI ORECCHINI ROSSI PER IL GAY PRIDE DI GIUGNO

Ne consegue che la "relativa attività di trattamento dei dati personali ivi contenuti era legittimamente esercitata 'nel- l' ambito giudiziario'". Un dato - quello dell' ambito giudiziario - che è valorizzato da nuove norme delle quali, però, a quanto pare Genchi avrebbe anche potuto fare a meno anche per l' ampio mandato conferitogli da tutti i pubblici ministeri.

Fonte: qui

lunedì 10 giugno 2019

ECCO COME DOVREBBE FUNZIONARE LA NUOVA VALUTA ELETTRONICA

DEBITI ARRETRATI, INTERNI E DIFESA I PEGGIORI PAGATORI
Mario Sensini per il “Corriere della sera”

Oltre 73 mila fatture non pagate, per un debito residuo, accertato e scaduto, di 588 milioni di euro alla fine dello scorso anno. Matteo Salvini invita il ministro dell' Economia, contrario ai mini-Bot, ad accelerare i pagamenti dello Stato alle imprese, ma tra le amministrazioni pubbliche che hanno nei confronti delle imprese un arretrato di 27 miliardi, il suo ministero, quello dell' Interno, è tra i peggiori pagatori in assoluto.
CLAUDIO BORGHI CON UN FACSIMILE DI UN MINI BOTCLAUDIO BORGHI CON UN FACSIMILE DI UN MINI BOT

Nell' elenco delle amministrazioni che hanno più debiti arretrati, un rapporto che il Mef ha pubblicato per la prima volta un paio di settimane fa,il Viminale è al quarto posto. Al primo c' è l' Anas, con 1,4 miliardi di debiti scaduti a fine 2018, poi ci sono il Comune di Roma e il ministero della Difesa guidati dal Movimento 5 Stelle, in pressing altrettanto feroce sul ministero dell' Economia. Il Campidoglio ha 648 milioni di debito arretrato, mentre quello della Difesa arriva a 614 milioni. Fatti i conti, le imprese lamentano quasi 2 miliardi di euro di crediti scaduti nei confronti di tutti i ministeri.

Quello della Giustizia ha 269 milioni di euro di fatture arretrate da saldare, quello del Lavoro 117, quello dei Beni Culturali 130, ed è uno di quelli che ha il portafoglio più piccolo. Il ministero dell' Economia, cui Lega e M5S chiedono una soluzione per accelerare i pagamenti, ed ha il bilancio di gran lunga più grande di tutti i ministeri, è tra i più puntuali. L' arretrato è di 29 milioni, e nel corso del 2018 il Mef ha saldato il 99% delle fatture in appena 13 giorni di media.
mini botMINI BOT

Il ministero del Lavoro si è fermato al 14%, e paga con un ritardo medio di 6 giorni, quello dello Sviluppo, anch' esso guidato da Luigi Di Maio, ha pagato il 56% delle fatture, ma rispettando pienamente i tempi (che in genere sono di 30 giorni). Il Viminale ha pagato l' 84% delle sue fatture del 2018: 2,4 miliardi su 3,1 complessivi, in un tempo medio di 85 giorni e un ritardo medio di 37, il peggiore in assoluto tra i ministeri.

E dire che, rispetto a quelli biblici del passato, che ci sono costati una procedura d' infrazione europea, i tempi si sono già accorciati molto. Anzi, i dati registrati dal sistema informatico dello Stato dicono che nel 2018 il tempo medio per pagare le forniture di beni e servizi è stato di 46 giorni, in anticipo di un giorno rispetto alla scadenza. A fine 2017 il tempo di pagamento era di 55 giorni, con un ritardo medio di una settimana.

Bankitalia offre cifre un po' diverse sulle passività commerciali dello Stato, valutate 43 miliardi al netto di quelle già conteggiate nel debito pubblico, ma in questa somma non ci sono soltanto i crediti scaduti. Quelli accertati dal Tesoro, i 27 miliardi di fine '18 non sono comunque un' eredità del lontano passato, ma quasi tutti maturati nel corso del 2018. Le imprese, l' anno scorso, hanno emesso 163 miliardi di euro di fatture, incassando 120 miliardi. Il resto è un credito che si può certificare e scontare in banca o usare per pagare le tasse. Come i mini-Bot.

COME DOVREBBE FUNZIONARE LA NUOVA VALUTA ELETTRONICA
Paolo Becchi Giovanni Zibordi per “Libero quotidiano”

mini bot 3MINI BOT
Alla fine anche Mario Draghi è intervenuto ieri nella discussione sull' emissione di 50 o 60 miliardi di mini-Bot: «...i mini-Bot sono moneta e in questo caso sono illegali oppure sono debito e allora il debito pubblico aumenterebbe...». I mini-Bot sono stati proposti da Claudio Borghi come biglietti di piccolo taglio emessi dal Tesoro per pagare i debiti arretrati di circa 60 miliardi verso le imprese e - non bisogna dimenticarlo - sono stati recepiti nel famoso "contratto" di governo tra M5S e Lega.

Il ministro dell' Economia Tria non li ha presi in considerazione per cui non se è più parlato, fino a quando, a sorpresa, pochi giorni fa è passata una mozione sui debiti arretrati dello stato in cui si diceva che possono essere pagati "anche con biglietti di piccolo taglio" emessi dal Tesoro. Tutti i partiti l' hanno votata all' unanimità, perché molti non avevano letto bene il testo. A quel punto è iniziata la polemica, cominciando da quella per cui si aumenta il debito pubblico.

mini bot 1MINI BOT
I 60 miliardi di debiti arretrati dello Stato verso fornitori sono stati già conteggiati nei deficit degli anni precedenti per cui si tratta di un fatto contabile formale e il mercato finanziario sa già che, in realtà, fanno parte del debito pubblico effettivo. Non è riconoscere contabilmente questo debito, che già esiste, nel debito pubblico che impressionerrebbe i mercati. Il punto critico è se funzionino come moneta, anche se non sono moneta legale.

I mini-Bot sarebbero cartacei, con un valore nominale di 10 euro, 20 euro, 50 o 100 euro, come le banconote. Non pagano interessi e non hanno scadenza, per cui sono un tipo di debito pubblico particolare, somigliano alla "moneta" che appunto non paga interessi e non scade. Non sono moneta legale (quella che tutti siamo obbligati ad accettare in pagamento) come gli euro e non sono garantiti dalla BCE. Avrebbero però lo stesso un valore simile agli euro.

IL SISTEMA 
Lo Stato italiano può accettare direttamente 1,000 mini-Bot come se fossero 1,000 euro. Se tu oggi detieni dei Bot (o BTP) e devi pagare 1,000 euro di tasse, li vendi, ottieni 1,000 euro sul conto corrente e poi fai un bonifico. Ma se lo Stato può accettare direttamente dei Bot in pagamento senza passare per il conto in banca e gli euro. E se lo Stato la accetta quasi tutti i privati la accettano anche loro, volontariamente (senza obbligo legale).

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Nello schema di Borghi i mini-Bot sarebbero cartacei, ma previo accordo del fisco con le banche, si potrebbero versare sul conto titoli e bonificare 1,000 mini-Bot al fisco per pagare 1,000 euro di tasse. Se una impresa allora riceve 1,000 di mini-Bot in pagamento di crediti arretrati può saldare una pendenza con il fisco di 1,000 e non le conviene darli via per una cifra minore altrimenti chi glieli compra per 800 o 900 ci guadagna la differenza. Se chi riceve Minibot non ha tasse da pagare li rivende, ma ci sarà molta gente che offre di comprarli per pagare le sue tasse se si offre uno sconto del 10% o forse anche solo del 5%.

Quale sarebbe la reazione della Ue, dei mercati, della Bce e anche dei cittadini? Qui c' è un problema. Oltre a saldare questi debiti verso le imprese e mettere in circolazione liquidità, i Minibot servivano secondo Borghi per avere una moneta cartacea in circolazione nel caso di ritorno alla lira. Se un governo allora emette MiniBot, questo potrebbe essere interpretato dai mercati e dai cittadini come una messa in discussione dell' euro e questo potrebbe scatenere il panico tra chi ha parecchi soldi in banca e una fuga dalle banche e dai titoli italiani. Supponiamo però che gli italiani non si facciano impressionare da chi grida "si vuole in segreto tornare alla lira" e il governo predisponga l' emissione di 60 miliardi di Minibot. Come va valutato il loro effetto?

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Ci sarebbero più soldi in giro e l' economia reagirebbe positivamente, ma lo Stato riceverebbe decine di miliardi di euro in meno di tasse e quindi saremmo da capo al problema del deficit che schizza dal 2% al 5% del Pil ad esempio?

LO SCAMBIO
Borghi sostiene che quasi tutti i negozi e business li accetterebbero per cui verrebbero scambiati come se equivalenti agli euro e non si avrebbe una riduzione di gettito perché si continuerebbe a pagare le tasse in euro. L' ipotesi è che, per un verso i MiniBot hanno valore pari agli euro perché il fisco li accetta, e per l' altro i cittadini si abituano ad usarli come se fossero contanti e alla fine se li tengono in tasca.

È realistico che vengano scambiati allo stesso valore degli euro anche se di fatto non li si usa per pagare le tasse? I MiniBot non pagano interessi, non sono garantiti dalla Bce e Bankitalia che anzi sono contrarie alla loro circolazione e non si possono usare all' estero, sono cartacei (anche se si può predisporre di versarli in un conto titoli...) e non tutti li accetteranno, perlomeno subito. È ovvio che si svalutino, magari di poco (dipende dalla percezione dei cittadini) rispetto agli euro che non hanno queste limitazioni e sono una moneta consolidata da venti anni nel mondo. Sembra probabile che le imprese li usino per pagare le tasse o per rivederli a qualcuno che a sua volta appena li riceve ci paga le tasse.
CLAUDIO BORGHI E ANTONIO MARIA RINALDICLAUDIO BORGHI E ANTONIO MARIA RINALDI

I 60 miliardi emessi di Minibot spariranno quindi quasi tutti dalla circolazione e torneranno allo Stato tramite il fisco. L' impatto sul deficit sarebbe in realtà minore di 60 miliardi perché stimolano a spendere, lavorare e produrre di più per cui il Pil e anche il gettito aumenta.

CONSEGUENZE
Alla fine dell' anno però il Tesoro incasserà 60 miliardi di mini-Bot invece che 60 miliardi di euro, mentre le pensioni, stipendi e redditi di cittadinanza vari li paga in euro e non in mini-Bot. Il deficit salirebbe, forse, al 5% del Pil facendo espandere l' economia, ma provocherebbe la solita reazione ostile da parte della Ue e dei mercati.

Affinché il meccanismo funzioni occorre quindi che i cittadini li utilizzino come se fosse moneta appunto, a fianco agli euro, e non se ne sbarazzino subito girandoli al fisco.
DEBITO PUBBLICODEBITO PUBBLICO
La proposta per essere efficace nel lungo periodo potrebbe allora essere così riformulata: i) Trasformare i mini-Bot in moneta fiscale elettronica e non cartacea, perché una moneta su carta di credito e bancomat è molto più liquida e utilizzabile (del resto tutte le proposte di "moneta fiscale" elaborate finora in Europa sono state pensate per moneta elettronica).

E creare un circuito di pagamenti agganciato al fisco e a tutti gli esercizi commerciali interessati; i) Occorre annunciare che se ne emetterà ogni anno a venire, come politica permanente, non una volta e poi basta. Vanno emessi a favore di tutte le famiglie e imprese per facilitarne la diffusione (in funzione dello stato dell' economia e degli obiettivi sociali del governo); ii) Devono anche pagare un interesse pari a quello medio di Btp, diciamo intorno all' 1,5%, in modo che ci sia un incentivo a detenerli (anche come forma di risparmio).

In questo modo potrebbero diventare una "Moneta Elettronica del Tesoro" che paga un interesse come un Btp a 5 anni e che il Tesoro si impegna a ricomprare alla pari con gli euro. E in più che si può usare direttamente per ogni pagamento, per cui compri una pizza da 7 euro e addebiti i 7 euro direttamente ai 50 mila euro che hai nel conto presso il Tesoro e che ti remunera all' 1,5%.
MARIO DRAGHI E GIOVANNI TRIAMARIO DRAGHI E GIOVANNI TRIA

Se è emessa dal Tesoro che garantisce che puoi pagarci le tasse, paga anche interessi come un Btp medio ed in più è utilizzabile per tutti i pagamenti elettronici, questa moneta elettronica sarà anche più conveniente che tenere soldi nei conti correnti o in fondi comuni. I cittadini italiani avranno convenienza ad usarla e detenerla e lo Stato si finanzierà più facilmente con questo nuovo tipo di debito pubblico che funziona anche come moneta.

Fonte: qui