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sabato 22 febbraio 2020

COLPO DI SCENA NEL CASO LUCA SACCHI: ARRESTATA UNA DONNA, IN CASA AVEVA DOCUMENTI (FALSI) DI DE PROPRIS


LA PISTA CHE PORTA ALLA ‘NDRANGHETA: DALLE INDAGINI SONO EMERSI COLLEGAMENTI DELLA DONNA CON LA CRIMINALITÀ E IN PARTICOLARE CON LA FAMIGLIA PELLE DI SAN LUCA 
NELLA ABITAZIONE DI FRANCA GRANATA, ARRESTATA PER SPACCIO E ETORSIONE, ANCHE OTTO CHILI E MEZZO DI DROGA. USAVA UN’AUTO MEDICA PER VENDERE HASHISH

Otto chili e mezzo di droga in casa e documenti falsi tra cui uno intestato a Marcello De Propris, in carcere per l’omicidio di Luca Sacchi, avvenuto nella notte tra il 23 e il 24 ottobre scorso davanti al John Cabot, pub in zona Appio, a Roma. Questo quanto hanno trovato i poliziotti del commissariato Primavalle in casa di Franca Granata, arrestata per droga ed estorsione.

FOTOSEQUENZA OMICIDIO LUCA SACCHI 3FOTOSEQUENZA OMICIDIO LUCA SACCHI
La donna, secondo quanto si apprende, utilizzava l’auto medica per trasporto sangue per spacciare hashish. A denunciarla sono stati alcuni suoi colleghi che non volevano lavorare con lei.

Dalle indagini sono emersi collegamenti con la criminalità e in particolare con la famiglia Pelle di San Luca. Secondo quanto si apprende, gli investigatori invieranno un’informativa in procura per quanto riguarda il rinvenimento del documento di Marcello De Propris. Quest’ultimo è in carcere con l’accusa di concorso in omicidio per aver fornito l’arma del delitto a Valerio Del Grosso Paolo Pirino. Fonte: qui

martedì 4 febbraio 2020

“NELLA SUA AUTO C’ERA IL DENARO PER LA DROGA”. SECONDO LA PROCURA, MENTRE LUCA MORIVA LA MACCHINA FU SPOSTATA DA PRINCI PER OCCULTARE IL TESORETTO DEL GRUPPO

NELLO ZAINETTO ROSA DI ANASTASIA, PROBABILMENTE, C'ERA SOLO UNA PARTE DEL DENARO 

QUEI DIECI MINUTI SOSPETTI: LA TESTIMONIANZA DI UN AMICO DELLA VITTIMA CHE HA RICOSTRUITO GLI ORARI...

Michela Allegri per il Messaggero

ANASTASIYAANASTASIYA
C'erano altri soldi, oltre a quelli nascosti nello zaino di Anastasia Kylemnyk e rubati dai pusher di San Basilio, Valerio Del Grosso e Paolo Pirino. E il sospetto degli inquirenti è che il denaro fosse nella macchina della ragazza, che Giovanni Princi ha spostato in fretta e furia mentre il suo amico Luca Sacchi lottava tra la vita e la morte in ospedale.

La notte del 23 ottobre, dopo che Del Grosso aveva sparato in testa a Sacchi per rubare alla sua fidanzata Anastasia uno zaino pieno di banconote, Princi aveva una preoccupazione su tutte: spostare la macchina della Kylemnyk. Tanto da chiedere a un amico di accompagnarlo davanti al pub John Cabot, all'Appio Tuscolano, dove si trovava il veicolo.

luca sacchi anastasiaLUCA SACCHI ANASTASIA
Quella sera c'era stata una trattativa per la compravendita di 15 chili di erba - condotta da Princi e da Anastasia, per l'accusa - con i due pusher di San Basilio, ora in carcere con l'accusa di omicidio insieme a Marcello De Propris. La cifra pattuita per lo scambio era 70mila euro in contanti. I soldi si trovavano nello zaino della ragazza: erano così tanti che Del Grosso si era ingolosito e aveva deciso di derubare gli acquirenti senza consegnare la droga. Lo spaccio, diventato rapina, era poi sfociato nell'omicidio di Luca.

E ora la Procura ha un nuovo sospetto: nello zainetto rosa di Anastasia, probabilmente, c'era solo una parte del denaro. Il resto si trovava nella sua macchina, prontamente spostata da Princi mentre Sacchi moriva all'ospedale San Giovanni. Una ricostruzione condivisa dal tribunale del Riesame, che lo scorso dicembre ha confermato le misure cautelari a carico di Princi - che si trova in carcere - e di Anastasia, che ha l'obbligo di firma. Entrambi sono accusati di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

LE BUGIE
Anastasia ha mentito il giorno dell'omicidio, quando ha sporto denuncia sostenendo di essere stata vittima di una rapina e omettendo la questione della droga. Ha raccontato di essere arrivata al John Cabot, luogo dell'appuntamento con i pusher, a piedi. In realtà era arrivata in macchina. La versione di Anastasia non ha convinto nemmeno il gip, quando la babysitter venticinquenne si è sottoposta a interrogatorio di garanzia.
anastasiaANASTASIA

 Ha dichiarato che Princi le aveva chiesto di tenere una busta dentro allo zaino e di non sapere che all'interno ci fossero molti soldi. Quando le è stato chiesto di spiegare come mai Princi avesse le chiavi della macchina, ha detto:

«Ho lasciato lo zaino, Giovanni mi ha chiesto anche le chiavi, mi ha detto: Casomai dopo poggio la busta lì dentro». Per il Riesame, questa dichiarazione è «un inutile tentativo di giustificare la disponibilità da parte di Princi della chiavi»: era stato Princi a riportargliele in ospedale la notte dell'omicidio, «dopo avere spostato il veicolo dal luogo in cui era parcheggiato». I giudici sottolineano che «non è affatto casuale che di tale incombenza si fosse occupato proprio Princi».

DIECI MINUTI SOSPETTI
luca sacchi anastasiaLUCA SACCHI ANASTASIA
Viene considerata fondamentale la testimonianza di Marco Lico, un amico di Luca. In ospedale, dopo che era finita l'operazione per cercare di salvare Sacchi, Princi gli aveva chiesto di accompagnarlo a recuperare l'auto. Erano andati con la Panda dei Sacchi fino al pub: «Io ho guidato la Panda e Giovanni ha preso la macchina di Anastasia. Mi ha detto di seguirlo nel punto in cui lui avesse acceso le quattro frecce, io mi sarei dovuto fermare ad attenderlo lì.

Ho seguito l'auto fino a metà di viale Amelia, poco prima dell'incrocio con via Gubbio, dove lui ha acceso le quattro frecce e, come concordato, mi sono fermato. Dieci minuti o un quarto d'ora dopo, Giovanni, sempre in auto, mi ha raggiunto in viale Amelia, mi ha detto di seguirlo per fumare una sigaretta. Dopo pochi minuti abbiamo ripreso le rispettive autovetture e siamo andati all'ospedale San Giovanni».
luca sacchi anastasiyaLUCA SACCHI ANASTASIYA

Il Riesame sottolinea che «risulta in maniera evidente il lungo lasso di tempo (10 minuti o un quarto d'ora) nel quale Princi si è allontanato da solo con l'auto della Kylemnyk». Un dettaglio considerato sospetto: «In assenza di plausibili e lecite spiegazioni, è ragionevole ritenere che nell'auto con cui la Kylemnyk era giunta al pub quella sera ci fosse qualcosa da occultare con assoluta urgenza, verosimilmente la restante somma di denaro, oltre a quella occultata nello zaino della Kylemnyk, destinata ai fornitori».

Fonte: qui

domenica 29 dicembre 2019

ANASTASIYA COMPLICE DI UN PERICOLOSO NARCOTRAFFICANTE?

OMICIDIO LUCA SACCHI, SI AGGRAVA LA POSIZIONE DELLA RAGAZZA DEL PERSONAL TRAINER UCCISO A ROMA 
LA RAGAZZA SAREBBE STATA COINVOLTA NEL BUSINESS DELLO SPACCIO ATTRAVERSO FABIO CASALI, AGO DELLA BILANCIA TRA NARCOS ROMANI ED ORGANIZZAZIONI CRIMINALI DEL SUD AMERICA. UN'EVIDENZA EMERSA DOPO…
Marco Della Corte per il Giornale

Il padre di Luca Sacchi, Alfonso, ha di recente fatto un'importante dichiarazione agli inquirenti, una confidenza più che altro, che tuttavia fa venire i brividi, in quanto sottolinea il totale menefreghismo da parte di Giovanni Princi (amico di Luca) una vota venuto a conoscenza della morte del giovane.

anastasiyaANASTASIYA
Alfonso Sacchi ha affermato: "Mio cugino Massimo mi ha raccontato che quando hanno dato la notizia della morte di Luca, Giovanni Princi ha detto: "Vabbé, allora se è morto andiamo a farci una birra e un panino, che sto morendo di fame" ". Luca Sacchi, di professione personal trainer, è stato freddato con un colpo di pistola alla testa la sera del 23 ottobre 2019. L'omicidio è avvenuto a Roma durante una compravendita di droga finita male.La testimonianza del genitore di Luca è molto importante per gli inquirenti, in quanto, a detta loro, la presunta reazione di Princi delinea la caratura del giovane "inserito stabilmente in contesti criminali".
anastasiyaANASTASIYA

Lo stesso Princi sarebbe stato colui che avrebbe introdotto la fidanzata di Luca Sacchi, Anastasia Kylemnyk, nel mondo dello spaccio. Come si legge dal settimanale Giallo, pervengono nuove ipotesi inquietanti sulla ragazza. Sempre tramite l'intermediazione di Giovanni, Kylemnyk sarebbe entrata in contatto con un potente e pericoloso criminale, Fabio Casali, un individuo legato allo spaccio di cocaina tra Italia e Sud America. Casali è stato già condannato a 16 anni di carcere e ritenuto, secondo gli inquirenti, il principale intermediario tra i narcos romani e i cartelli colombiani. Una pista che ha ufficialmente aperto un terzo filone investigativo riguardo l'omicidio di Luca Sacchi.

luca sacchi anastasiyaLUCA SACCHI ANASTASIYA
Anastasia Kylemnyk sarebbe entrata in contatto con un pericoloso narcotrafficante, Fabio Casali, ago della bilancia tra narcos romani ed organizzazioni criminali del Sud America. Un'evidenza emersa dopo l'esame da parte degli inquirenti sui tabulati telefonici di Giovanni Princi. Quest'ultimo, una decina di giorni prima l'omicidio di Luca Sacchi, aveva contattato lo stesso Casali per poi telefonare subito dopo ad Anastasia. una volta terminata la conversazione con la 25enne, Princi (anche lui con precedenti per spaccio) aveva immediatamente richiamato il narcotrafficante. I messaggi e le telefonate hanno aperto quindi un nuovo filone investigativo sul caso di Luca Sacchi. L'eventuale sicurezza su reali contatti tra Anastasia e Casali sarebbe la conferma che i 70 mila euro trovati addosso alla baby-sitter ucraina, sarebbero serviti per acquistare sostanze stupefacenti e che la ragazza sarebbe stata effettivamente parte integrante del business dello spaccio.

Fonte: qui

sabato 21 dicembre 2019

ANASTASIYA E PRINCI INSIEME LA NOTTE PRIMA DEL DELITTO DI LUCA SACCHI: I DUE SONO SPARITI PER ORE. PER FARE COSA?

LA MADRE DEL RAGAZZO UCCISO A ROMA PARLA DI QUELLA STRANA SINTONIA TRA LA FIDANZATA E L’AMICO DEL FIGLIO E DI QUELLA BUGIA DI NASTY… NEL PORTAFOGLI DELLA RAGAZZA TROVATA UNA CHIAVE: SI INDAGA PER CAPIRE SE ESISTA UN NASCONDIGLIO SEGRETO. 

PERCHÉ CUSTODIRLA COSÌ ACCURATAMENTE? 

IL RIESAME INTANTO CONFERMA L’ARRESTO PER LUI E L’OBBLIGO DI FIRMA PER LEI

Camilla Mozzetti e Giuseppe Scarpa per il Messaggero

luca sacchi anastasiya munozLUCA SACCHI ANASTASIYA MUNOZ
Sicuramente amici. Forse complici nella trattativa per l'acquisto di droga. Di certo affiatati. È ancora avvolto dalla penombra il rapporto tra Anastasia Kylemnyk e Giovanni Princi, rispettivamente fidanzata ed ex compagno di scuola di Luca Sacchi, freddato la sera del 23 ottobre dal proiettile di un revolver calibro 38.

I genitori del personal trainer in questi giorni, anche di fronte alla pm Nadia Plastina, hanno raccontato diversi episodi che lascerebbero intendere una singolare sintonia tra i due per i quali ieri il Riesame ha respinto la richiesta di scarcerazione, presentata dall'avvocato di Giovanni Princi, e quella relativa al ritiro dell'obbligo di firma per Nastja. La baby-sitter ucraina e lo studente di Psicologia la notte prima del delitto hanno trascorso diverse ore insieme senza spiegare cosa hanno fatto e perché.
anastasiyaANASTASIYA

IL BUCO TEMPORALE
È la madre di Sacchi, Tina Galati, a raccontarlo negli uffici del Nucleo investigativo dei carabinieri di via In Selci: «Il 22 ottobre mi accorsi che Luca aveva preso dalla finestra il cane di Anastasia e mi colpì il fatto che la ragazza non mi avesse nemmeno salutata». Anastasia prende e va via. Lascia il cane e sparisce.

«Luca prosegue la madre mi disse che sarebbe tornata ma aveva da fare». È quasi l'ora di cena ma di Nastja non c'è traccia. Né una telefonata per avvisare di un possibile ritardo, né un messaggio. «Dopo due ore chiesi ancora a mio figlio dove fosse Anastasia e lui mi disse che era andata a prendere Giovanni Princi, che avrebbero cenato a casa». Luca era rimasto da solo e si preoccupava di chiedere alla madre se ci fossero in frigo le uova perché Giovanni non mangia la carne.

E nonostante la tavola fosse apparecchiata e le uova pronte a essere rotte in padella, dei due non si è saputo nulla. La signora Tina vede l'orologio e si accorge che il tempo continua a passare. «Visto che era quasi mezzanotte prosegue la madre di Sacchi ho ironizzato sul fatto che era passato molto tempo e ho chiesto dove abitasse (Princi ndr), venendo a sapere che era lì vicino».

anastasiyaANASTASIYA
Da casa di Luca a quella di Princi, passando per viale Furio Camillo, ci vogliono in macchina meno di dieci minuti. Luca percepisce il motivo di quella domanda rivolta dalla madre che già in estate l'aveva messo in guardia raccontandogli una strana sintonia tra Anastasia e Giovanni, percepita quando tutti erano in vacanza in Veneto. E il personal trainer le risponde: «Guarda che io so quello che faccio». La madre di Luca decide di andare a dormire «Mi sono disinteressata della cena, salvo alzarmi perché non vedevo Luca che era giù in garage e che mi ha detto che stava ritornando».

luca sacchi festeggiato da anastasiyaLUCA SACCHI FESTEGGIATO DA ANASTASIYA
LA GIUSTIFICAZIONE
Riappare anche Nastja. Ma era con Princi e Luca nel garage o i due sono arrivati subito dopo? «La ragazza mi ha bussato alla porta per salutarmi dicendo che aveva fatto tardi per l'arrivo di clienti alla casa vacanze. Dietro c'era Princi». La signora Tina spegne la luce e si addormenta mentre i ragazzi iniziano a cenare. Ma non lascia cadere la cosa e punta a verificare se la giustificazione di Anastasia è credibile. «In realtà abbiamo controllato, ma dopo il fatto, che non era vero. I clienti erano arrivati di pomeriggio». E non in tarda serata come raccontato dalla baby-sitter.

princi con la fidanzataPRINCI CON LA FIDANZATA
Intanto in fase di accertamenti irripetibili è spuntata una chiave nel portafogli di Nastja avvolta in un fazzoletto. Una chiave che per forma, potrebbe aprire un mobile, un cassetto ma anche la porta di un ripostiglio o di una cantina. Perché custodirla così accuratamente?

Fonte: qui


"TELEFONATE NOTTURNE TRA ANASTASIYA E PRINCI. PER QUALE MOTIVO SI SENTIVANO DI NOTTE?" 

PARLA IL PAPÀ DI LUCA SACCHI: "TRA I DUE C’ERA COMPLICITA’. QUESTA ESTATE ANASTASIYA E GIOVANNI FURONO TROVATI DA MIO FIGLIO MENTRE FUMAVANO DELL'ERBA. LUCA SI ARRABBIÒ E LE DISSE…” - "SE NON MENTISSERO TUTTI, LA SERA STESSA AVREBBERO DETTO COME SONO ANDATE LE COSE CHE STANNO EMERGENDO" 

LE INTERCETTAZIONI DI ANASTASIYA: "LUCA? VIENE DA UNA FAMIGLIA DI CALABRESI IGNORANTI" 

"I CARABINIERI? VENDUTI"; "I GIORNALISTI? DEI ROMPICOGLIONI"; "L’ITALIA? UN PAESE CON LEGGI DI M..."

Camilla Mozzetti per il Messaggero

anastasiya kylemnyk. luca sacchiANASTASIYA KYLEMNYK. LUCA SACCHI
Potrebbe apparire come l'estremo e irrazionale tentativo di un padre, dilaniato dal dolore, che spinge la difesa oltre la ragione per non macchiare la memoria di un figlio morto ammazzato dal colpo di un revolver calibro 38. 

Potrebbe esser questo Alfonso Sacchi: un uomo che continua a parlare di Luca come di una persona che con la droga «Non aveva nulla a che fare», accecato dalla sola e unica esigenza di difenderne il ricordo adesso che il ragazzo non può più spiegare cosa si nasconde dietro il suo omicidio.

il papà di luca sacchiIL PAPÀ DI LUCA SACCHI
Eppure Alfonso che venerdì sarà alla testa di una fiaccolata in ricordo di Luca , parla con lucidità, ricostruendo momenti ed episodi, negli stessi giorni in cui i principali protagonisti della tragedia Anastasia Kylemnyk, fidanzata del figlio, Giovanni Princi, suo ex compagno di scuola, e Domenico Munoz, amico di tutti restano in silenzio o chiamano in causa Luca o cambiano versione di fronte agli inquirenti. Parole che si sommano a parole mentre mancano riscontri oggettivi per poter davvero inserire il personal trainer nel novero dei colpevoli che avevano orchestrato la trattativa per l'acquisto di droga a 70 mila euro. 

Signor Sacchi partiamo dal rapporto che aveva suo figlio con Giovanni Princi e soprattutto da quello tra Anastasia e l'ex compagno di scuola di Luca.
«Dai tabulati telefonici sembrerebbe che siano emerse telefonate notturne tra Anastasia e Princi. Per quale motivo si sentivano di notte? Quest'estate, quando eravamo in vacanza in Veneto e Princi con la fidanzata Clementina si sono uniti a noi, Anastasia e Giovanni furono trovati da Luca mentre fumavano dell'erba. Mio figlio si arrabbiò e le disse: Non mi interessa cosa fa Giovanni ma tu non devi fumare. Credo che tra i due ci fosse una sorta di complicità, percepita anche da mia moglie».

luca sacchi anastasiya munozLUCA SACCHI ANASTASIYA MUNOZ
Quindi suo figlio non avrebbe mai partecipato a una trattativa per l'acquisto di marijuana o cocaina?
«Luca era lontano da queste cose, ma credo che non potesse controllare altre persone e obbligarle a usare un determinato comportamento».

La sera dell'omicidio dopo la trattativa con gli intermediari di Valerio Del Grosso, Anastasia, che avrebbe mostrato loro il denaro per la droga, si è riavvicinata a Luca e a Domenico Munoz dicendo È tutto ok.
«A chi l'ha detta questa frase? A Luca o a Domenico? Munoz, sia chiaro è stato presentato a mio figlio da Giovanni, ed ha cambiato versione più volte di fronte agli inquirenti».
E questo le fa credere che abbia mentito?
«Se non mentissero tutti, la sera stessa avrebbero detto come sono andate le cose che stanno emergendo».

Lei non prende in considerazione l'ipotesi che Luca fosse coinvolto?
«Conoscevo mio figlio, al massimo penso che forse per il bene che voleva ad Anastasia quella sera sia uscito nonostante il mal di schiena per capire cosa stesse succedendo». 
Suo figlio fu fermato per un controllo con Princi e un pregiudicato per droga, Fabio Casale.
luca sacchi anastasiyaLUCA SACCHI ANASTASIYA
«Non mi risulta ci sia stato altro rispetto a un'identificazione».
Nei giorni dopo l'omicidio avete avuto dei problemi ad accedere al conto bancario di suo figlio.
«Anastasia aveva tutte le credenziali sia dell'home-banking sia della casa vacanze, le abbiamo chiesto i codici e ce li ha dati sbagliati».
luca sacchi festeggiato da anastasiyaLUCA SACCHI FESTEGGIATO DA ANASTASIYA

Quando gliel'avete chiesti?
«Dopo qualche giorno».
Non può essere che avete digitato male o vi siete confusi?
«Li abbiamo provati tutti, erano sbagliati».

Quanto denaro c'era sul conto?
«Tra i 15 e i 18 mila euro. La cifra che mi disse Luca prima di morire».
L'ultima transazione eseguita?
«Qualche giorno prima Luca prelevò 4 mila euro. Mille me li diede per la rata del mutuo del ristorante, con il resto ha acquistato uno scooter di seconda mano di cui sono intestatario dell'assicurazione». 
Giovanni Princi, appresa la morte di Luca, pare abbia detto: «Se è morto andiamo a farci una birra e un panino che sto morendo di fame». Come giudica questo comportamento?
luca sacchi e domenico munozLUCA SACCHI E DOMENICO MUNOZ
«Sono stato io a uscire dalla terapia intensiva e a comunicare a tutti la morte di mio figlio. In una saletta lì vicino c'erano Giovanni, Clementina, Domenico e Anastasia. Chi era lì di fronte ha sentito Princi pronunciare quella frase che non è commentabile».

E Anastasia la notte della sparatoria come si è comportata?
«È arrivata tardi in ospedale, diceva che era trattenuta dai carabinieri. L'ho chiamata tre volte perché ero preoccupato, se uno ti ha colpito in testa puoi avere una commozione, poi è arrivata in ambulanza dopo più di un'ora ma chi era al pub non ne ha vista una seconda dopo quella che ha portato via Luca. Dove l'ha presa?».


ANASTASIYA AL TELEFONO: «LUCA AVEVA PARENTI IGNORANTI»
Fulvio Fiano e Rinaldo Frignani per corriere.it

anastasiya kylemnykANASTASIYA KYLEMNYK
I carabinieri? «Venduti»; i giornalisti? «Dei rompicoglioni»; l’Italia?: «Un paese con leggi di m...». Dietro le bugie disseminate fin dalle prime ore sull’omicidio del suo fidanzato Luca Sacchi c’è un unico momento in cui Anastasiya sembra emergere davvero per come è e per ciò che pensa.

Accade il 3 novembre nel corso di una lunga conversazione telefonica, intercettata da carabinieri del Nucleo investigativo, tra la 25enne ucraina, chiusa in casa da una settimana per evitare i giornalisti (non andrà neanche al funerale del personal trainer né tantomeno si presenterà dal pm a dire ciò che sa) e una sua amica. Sono le 15.52 e dopo i convenevoli l’amica chiede ad Anastasiya se è a casa o da parenti della madre. La 25enne, che parla in romanesco, ribatte: «No, stiamo un po’ fuori, vicino a Rocca Priora». Il motivo? L’insistenza di fotografi e cameramen sotto l’abitazione della mamma e del patrigno, dove è tornata a dormire per i dissidi nati dopo l’estate con i genitori di Luca: «Stanno là sotto, attaccati al citofono...».

anastasiya kylemnykANASTASIYA KYLEMNYK
«Tua madre che dice del fatto che vengono a rompere i coglioni?», chiede l’amica. «E niente, non ce la faceva più manco lei. Stavano a esagera’, sempre là sotto, nessuno se poteva move (muovere, ndr). Finché stanno per strada non possono fa’ niente. Le classiche leggi di m... italiane, no?». Il riferimento è agli eventuali strumenti per allontanare i giornalisti. Nastia si sente sotto assedio. «Non ce la faccio a usci’, c’ho paura che me li trovo pure qua, che ne so... i carabinieri tanto so’ i primi venduti, che ne so, me geolocalizzano, capito, dicono... So’ stati loro a di’ tutto...». La conversazione si sposta sui funerali di Luca. Anastasiya non ha notizie né intende chiederle alla famiglia Sacchi: «Non so manco come chiamarli, boh, non c’ho idea, cioè visto come se sta a mette tutto, anzi come gliel’ha messo l’avvocato loro». È l’unico passaggio in cui fa cenno all’inchiesta e sembra non riuscire a spiegarsi i dubbi che montano sempre più attorno al suo ruolo.

«La madre sta incazzata? - chiede quasi incredula -. Con chi, con me?». Dopo alcuni apprezzamenti pesanti sui coniugi Sacchi e il consiglio dell’amica di vedere come evolve la situazione, Anastasiya le confessa di temere l’incontro con la mamma di Luca: «Viene da una famiglia di calabresi ignoranti». Dopo altre malignità sulla famiglia della vittima, alle 16.11 le due si salutano. In mezz’ora nessun cenno al delitto o al dolore per la morte di Luca.
anastasiya kylemnykANASTASIYA KYLEMNYK

Nastia torna a parlare il 3 dicembre davanti al pm Nadia Plastina quando ormai la sua posizione è compromessa. È sottoposta all’obbligo di firma e al magistrato che ormai non ha più nulla da chiederle date le prove raccolte, racconta di nuovo che quella sera era lì a piedi con Luca solo per vigilare sul fratello minore di quest’ultimo. Di non sapere dei soldi nel suo zaino né tantomeno della droga. Insinua però che i genitori di Luca mentono, soprattutto riguardo ai loro dubbi sulla figura di Giovanni Princi. «Era di casa anche lui e alle volte si fermava a dormire lì», dice la 25enne, che produce una foto come teorica prova di quello che dice.

anastasiya kylemnykANASTASIYA KYLEMNYK
Ci sono Luca e Princi assieme nella camera del primo, ma lo scatto è di giorno e non dimostra niente. Secondo i genitori di Luca, la ragazza che oltre quattro anni prima avevano accolto in casa, mentirebbe anche su altri punti. Intanto, come riferito loro da un testimone presente sulla scena del delitto, non sarebbe vero che lei è salita sull’ambulanza che ha portato il 24enne ormai in fin di vita all’ospedale San Giovanni. Qui la ragazza sarebbe arrivata, come riferiscono altre persone presenti davanti al pronto soccorso, solo un’ora dopo, accompagnata in scooter da Giovanni Princi e già con il collarino indossato.
princi con la fidanzataPRINCI CON LA FIDANZATA

Va detto che in quelle fasi concitate i ricordi di chi era coinvolto emotivamente nella vicenda possono essere confusi ed è un fatto che poi la ragazza è stata refertata lì al San Giovanni per le bastonate subite nella rapina. L’altra circostanza portata all’attenzione del pm dai genitori di Luca sono i movimenti di Nastia la mattina successiva al delitto. «Ci chiese di poter usare la nostra Panda, sembrava agitata». Sono le ore in cui il cerchio si stringe sugli assassini e le bugie cominciano a cadere.

Fonte: qui

mercoledì 11 dicembre 2019

“ANASTASIYA E PRINCI TRATTARONO PER LA DROGA”, DOMENICO MUNOZ, L'AMICO DI LUCA SACCHI ACCUSA LA FIDANZATA DEL RAGAZZO UCCISO A ROMA IL 23 OTTOBRE: “LEI DECISIVA NELLA TRATTATIVA”

SMENTITA LA RICOSTRUZIONE DELLA RAGAZZA CHE AVEVA DETTO DI AVER SUBITO UNA RAPINA SENZA PARLARE DI COMPRAVENDITA DEGLI STUPEFACENTI 

"VADO, PRENDO L'ERBA E TE LA PORTO", COSI' SCATTO' LA TRAPPOLA PER LUCA 

IL RUOLO DI PRINCI CHE IN PASSATO CERCAVA SIM ANONIME, INTESTATE A SCONOSCIUTI. PER QUALE MOTIVO?

Alessia Marani e Giuseppe Scarpa per il Messaggero

luca sacchi anastasiya munozLUCA SACCHI ANASTASIYA MUNOZ
Apre nuovi scenari Domenico Munoz. L' amico di Luca Sacchi, Anastasia Kylemnyk e Giovanni Princi, ha descritto, davanti agli investigatori, i dettagli di quel fatidico 23 ottobre all' Appio Latino. Definendo per la prima volta i ruoli esatti assunti dai protagonisti della vicenda, ponendo la baby sitter e Princi in posizioni di prima linea nella trattativa con i pusher di Casal Monastero che hanno sparato al personal trainer di 24 anni.

Il giovane studente di Biotecnologia ha, dunque, raccontato agli inquirenti, nell' interrogatorio del sei dicembre scorso, i particolari di quella serata, rendendo una cronologia esaustiva della partita per l' acquisto della marijuana. Una serata in cui lo stesso Munoz era presente fuori dal John Cabot Pub, in compagnia di Sacchi e Anastasia, quando Valerio Del Grosso e Paolo Pirino sono scesi dalla Smart per strappare lo zaino alla ragazza, sparando in testa a Luca.

La sua è la prima testimonianza ritenuta attendibile dalla procura, sul fronte interno al gruppo di amici di Sacchi, freddato per avere cercato di difendere la sua ragazza dall' aggressione, ma anche per non farle portare via lo zaino con all' interno una montagna di quattrini.
anastasiya kylemnyk. luca sacchiANASTASIYA KYLEMNYK. LUCA SACCHI

I RUOLI 
Perciò Sacchi sarebbe stato consapevole di quello che stava succedendo. Ma fine a che punto? Ha avuto un ruolo secondario - ha sottolineato lo stesso Munoz agli investigatori - nella trattativa relativa allo stupefacente rispetto a Princi e a Nastja. Entrambi, quindi, con compiti diversi, sarebbero stati in prima linea e in piena sintonia per l' acquisto della marijuana, secondo la versione del cileno. Ciò che Munoz ha rappresentato ai carabinieri del Nucleo Investigativo di via In Selci e al pm Nadia Plastina è quindi utile agli inquirenti per puntellare l' accusa nei confronti della stessa Kylemnyk e di Princi.
anastasiya kylemnykANASTASIYA KYLEMNYK

I due, in sostanza, avrebbero avuto un ruolo attivo. Erano ben coscienti di quello che stavano facendo. Si tratta di una versione che, ovviamente, rende meno credibili le affermazioni della venticinquenne di origine ucraina che ancora il 4 dicembre, durante l' interrogatorio di garanzia di fronte al gip Costantino De Robbio, sosteneva che: «Non sapevo di avere 70 mila euro nello zaino. Io e Luca siamo totalmente estranei a questa vicenda». Affermazioni che ricalcano la prime sommarie informazioni di Nastja che, nelle ore successive alla rapina del suo zaino e soprattutto all' assassinio del suo Luca, raccontava di essere stata vittima inconsapevole. Omettendo, in pratica, tutti i fatti antecedenti al terribile epilogo.

anastasiya kylemnykANASTASIYA KYLEMNYK
Una verità di comodo che non aveva, fin da subito, convinto gli inquirenti i quali, infatti, l' hanno indagata per detenzione ai fini di spaccio. Una versione decisamente lacunosa, se non mendace, su cui, sulle prime, si era accomodato anche lo stesso Munoz. Il ragazzo cileno a oggi non risulta essere indagato, ma il suo destino giudiziario è ancora appeso, tutto da scrivere insomma. In Procura dovrebbe essere sentito presto anche Valerio Rispoli, l' intermediario dei pusher con il quale Princi avrebbe avuto già contatti precedenti.

PERIZIE E VERIFICHE BANCARIE 
Ad ogni modo, dopo essere stato reticente nei giorni successivi al delitto dell' amico, Munoz si è poi redento. In una deposizione fiume ha riferito i dettagli dell' acquisto della marijuana. I primi contatti di quella serata. Una ricostruzione, con dovizie di particolari, che ha sorpreso gli stessi investigatori.
anastasiya kylemnykANASTASIYA KYLEMNYK
Intanto, anche su Princi, emergono nuovi elementi. Il ragazzo avrebbe cercato in passato sim anonime, intestate a sconosciuti.

Una delle ultime in suo possesso risulta appartenere a uno straniero. Un modo, insomma, per avere numeri di cellulare non riconducibili a lui. È questo il comportamento tipico di chi vuole parlare in assoluta libertà senza il pericolo di essere intercettato. Ebbene un episodio sarebbe indicativo dell' ossessione del ragazzo di cercare questa eccessiva riservatezza.

Princi avrebbe visto una sim buttata per terra, in strada. L' avrebbe presa. Un gesto che non sarebbe sfuggito ai genitori che poi avevano imposto al figlio di buttarla via.
Intanto, le indagini proseguono.
anastasiya kylemnykANASTASIYA KYLEMNYK

Sono in corso accertamenti bancari per capire i prelievi effettuati dagli amici dell' Appio Latino nelle ore e nei giorni precedenti al delitto; infine, oggi, verrà effettuata una perizia sulla Citroen C1 sequestrata ad Anastasia.













COSI' SCATTO' LA TRAPPOLA PER LUCA
Fulvio Fiano e Rinaldo Frignani per il Corriere della Sera – Roma

Giovanni Princi trattava alla pari con il pusher Valerio Del Grosso, che pochi minuti dopo avrebbe ucciso il suo amico Luca Sacchi. La conferma alle accuse del pm Nadia Plastina arriva da una frase riferita ai carabinieri del Nucleo investigativo dagli intermediari del pusher, Valerio Rispoli e Simone Piromalli, nella loro testimonianza sui fatti del 23 ottobre.

Siamo davanti al John Cabot pub, i contatti per concludere l' affare dei 15 chili di erba al prezzo di 70 mila euro sono già ben avviati, Anastasiya Kylemnik ha già mostrato ai due mandati sul posto dal 21enne di Casal Monastero le mazzette di banconote da 20 e 50 euro nel suo zaino di simil pelle rosa e Del Grosso, accompagnato da Paolo Pirino, compare sulla scena, ma senza marijuana.

È qui che Rispoli lo sente parlare con Princi, che chiede al pusher: «Ma come, frà, avevamo detto che facevamo qua?». E Del Grosso: «Vado, prendo l' erba e te la porto qua».
In realtà tornerà a mani vuote e armato per prendere i soldi in cambio di niente, ma a quel punto Princi si era già allontanato, forse fiutando qualcosa di strano, lasciando Nastia e Sacchi da soli e di fatto esponendoli alla rapina di Del Grosso, che in sua presenza forse non avrebbe tentato il colpo.
Di fronte al silenzio di tutti gli indagati, gli inquirenti contano ora di chiudere il cerchio con il riascolto di tutti i testimoni della vicenda, a partire da Piromalli e Rispoli.

È già stato interrogato anche Domenico Costanzo Martino Munoz, l' ultimo componente del gruppo di quattro (con Luca, Princi e Nastia) che secondo le indagini partecipava all' acquisto. Ma a suo carico non ci sono al momento contestazioni formali e questo lo obbliga a dire la verità. Le sue parole vengono vagliate in queste ore.

Intanto sono cominciati ieri mattina nella caserma dei carabinieri a Tor di Quinto gli accertamenti del Ris dell' Arma su alcuni reperti sequestrati dopo l' omicidio del 24enne. A cominciare dallo zainetto rosa di Anastasiya sul quale sono stati effettuati esami tecnici per individuare non soltanto impronte digitali ma anche sostanze biologiche per capire quella notte chi lo abbia toccato. Presenti alla apertura dei plichi sigillati gli avvocati della famiglia Sacchi.

Oltre allo zainetto è stato esaminato anche il portafoglio della baby sitter fidanzata con Luca, che si trovava all' interno dello zaino insieme con i documenti d' identità e altri effetti personali.
È stata poi la volta della mazza da baseball nera e argento impugnata da Pirino e con la quale sarebbero stati colpiti sia il personal trainer sia Anastasiya. Sull' attrezzo, così come dal materiale recuperato sotto le unghie della vittima (sulla mano destra e su due dita di quella sinistra), gli specialisti cercano le tracce di dna degli aggressori, con i quali Luca avrebbe avuto una colluttazione prima di essere ferito a morte.
Infine oggi si cercheranno tracce di polvere da sparo sulla Citroen C1 di Anastasiya, sulla Smart ForFour usata dai killer nella fuga e su quella presa in sostituzione della prima il 24 ottobre, dopo un incidente. Su questa seconda Smart, Pirino fu anche fermato sul Gra dalla Polstrada prima che diventasse un sospettato. Gli venne ritirata la patente. Fonte: qui