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martedì 13 agosto 2019

LA BRETELLA AUTOSTRADALE CHE LIBEREREBBE GENOVA DAL TRAFFICO È PRONTA, MA È BLOCCATA PER COLPA DELL’IMMANCABILE ANALISI COSTI-BENEFICI DI TONINELLI


IL MINISTRO AI TRASPORTI PER MANCANZA DI PROVE HA ANNUNCIATO “MIGLIORAMENTI PER RISPARMIARE” E NELLA CITTÀ LIGURE TREMANO 

CON UNA NUOVA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE SI RIPARTIREBBE DA ZERO


Michele Di Branco per “il Messaggero”

gronda genovaGRONDA GENOVA
È tutto pronto per la Gronda, l'opera che Genova attende da decenni, la bretella autostradale che consentirebbe di spostare fuori dalla città il traffico dei tir diretti verso il porto. Tutto pronto, peccato che non sia ancora disponibile l'immancabile analisi-costi benefici che il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, qualche giorno fa, ha promesso di rendere pubblica a breve. Un passaggio delicatissimo. «Si faranno tanti miglioramenti per renderla molto migliore e penso con un grandissimo risparmio di risorse» ha detto l'esponente pentastellato facendo rabbrividire i sostenitori della Gronda a Genova.
gronda genova 8GRONDA GENOVA 

danilo toninelli palestrato 2DANILO TONINELLI 
A cominciare da Autostrade per l'Italia. «Ad oggi fanno sapere dal quartier generale della società sono state già realizzate gran parte delle attività propedeutiche all'avvio dei lavori (indagini, espropri e spostamento di sottoservizi interferenti), con una spesa progressiva per l'intervento che ammonta, ad a oltre 140 milioni. Inoltre sono state avviate procedure di gara per ulteriori 700 milioni nonostante si resti in attesa della formale approvazione dei progetti esecutivi, da parte del Concedente, per poter procedere all'affidamento dei lavori».

L'INCAGLIO
I progetti esecutivi di tutti i 10 lotti, ricordano ancora da Autostrade, sono stati trasmessi al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti tra febbraio ed agosto 2018. Come a dire: è tutto in ordine, cosa aspettiamo a muoverci? L'incaglio potrebbe essere l'ok, ma con riserve, da parte della commissione che, appunto, sta per pubblicare l'analisi costi-benefici.
 
Secondo la legge, infatti, qualunque variazione del progetto della Gronda che implichi una nuova valutazione di impatto ambientale farebbe ripartire da capo l'iter autorizzativo. Introdurre modifiche di tracciato anche in riduzione significherebbe insomma far ripartire il progetto e, considerata la complessità dell'opera, ci vorrebbero almeno altri 8 anni per ritornare al punto attuale. Inutile dire che si fermerebbero anche gli investimenti già previsti. E nei 4,3 miliardi di spesa complessiva per realizzare la Gronda sono compresi anche 30 milioni per opere a favore del territorio, che Aspi attuerà in accordo con gli enti locali.

gronda genova 7GRONDA GENOVA 7
Insomma, l'iter autorizzativo della Gronda, durato circa 16 anni, è concluso e per avviare i cantieri, manca solo il via libera del Mital al progetto esecutivo presentato da ASPI negli ultimi mesi del 2018. Secondo l'analisi costi benefici della Gronda, contenuta nella Valutazione di Impatto Ambientale, e costantemente aggiornata da ASPI, la realizzazione dell'opera genererà effetti concreti e positivi anche dal punto di vista occupazionale.

Fonte: qui

lunedì 20 maggio 2019

“COME SI PUO’ DERUBARE COSI’ UN UOMO CHE STA MORENDO?”

UN CICLISTA 54ENNE VIENE INVESTITO DA UN TIR SULLA TIBURTINA: UNO SCIACALLO RUBA IL PORTAFOGLI E PRELEVA 500 EURO AL BANCOMAT, ESPLODE LA RABBIA DEL MIGLIORE AMICO DEL CICLISTA CHE LASCIA LA MOGLIE E DUE FIGLI...

Mentre il corpo del ciclista Fulvio Di Simone si trovava ancora incastrato sotto al tir che lo ha investito mentre era in sella alla sua bici su via Tiburtina, a Roma, qualcuno ha rubato il suo portafogli e ha prelevato 500 euro al bancomat.
fulvio di simoneFULVIO DI SIMONE

Il borsello che Fulvio portava con sè e nel quale custodiva il portafogli e le chiavi di casa è stato sbalzato sul marciapiede nell'impatto e, stando all'orario del primo dei due prelievi da 250 euro effettuati al bancomat di via dei Monti Tiburtini, lo sciacallo se ne è impossessato subito.


Dopo l'impatto, mentre l'autista del tir si è fermato sotto choc e prima che arrivassero i soccorsi, il passante senza cuore si è impossessato del borsello. I soldi sono stati prelevati dieci minuti dopo la morte del ciclista, avvenuta alle 13.50. Probabilmente il ladro deve aver trovato il pin del bancomat tra i bigliettini che Fulvio conservava nel portafogli. «Come si può derubare così un uomo che sta morendo?», si chiede Giuseppe, il suo migliore amico, secondo quanto riporta Il Messaggero.

fulvio di simoneFULVIO DI SIMONE
Non solo il furto di denaro senza pietà per un uomo che sta esalando il suo ultimo respiro, ma anche l'impossibilità di dare un nome al ciclista perché i documenti si trovavano nel borsello rubato. Solo al mattino successivo si è riusciti a identificare Fulvio, un infermiere di 54 anni che lascia due figli ancora adolescenti e la moglie.

Fonte: qui

venerdì 23 dicembre 2016

IL KILLER DI BERLINO UCCISO VICINO MILANO!


L’UOMO FERMATO NELLA NOTTE A SESTO SAN GIOVANNI PER UN CONTROLLO HA SPARATO A DUE AGENTI CHE HANNO RISPOSTO AL FUOCO UCCIDENDOLO 

PRIMA DI MORIRE L’ATTENTATORE TUNISINO HA URLATO: "ALLAH AKBAR" 


L'attentatore di Berlino è stato preso a Sesto San Giovanni, vicino alla stazione. Non era una 'normale' sparatoria quella che si è verificata nella notte a Sesto San Giovanni. Il sospetto degli uomini della Digos è che dietro la reazione improvvisa e violenta di un uomo fermato per strada per un controllo documenti ci sia il terrorismo internazionale.

E' successo alle tre di notte in piazza I Maggio, fuori dalla stazione di Sesto. Un uomo è morto - centrato dai proiettili della polizia - dopo aver urlato "Allah Akbar" e aver sparato a due agenti che gli chiedevano di mostrar loro i documenti. Uno è stato ferito a una spalla.
sesto san giovanni sparatoriaSESTO SAN GIOVANNI SPARATORIA

Un latitante 'pesante'. 

La vicenda è stata presa in carico dagli esperti della Digos che si occupano di controlli antiterrorismo. Le impronte digitali hanno identificato la persona uccisa dai poliziotti come un latitante 'pesante', uno che non voleva e non poteva essere controllato dalla polizia. Nello zaino aveva un biglietto del treno, era appena arrivato dalla Francia.

anis amriANIS AMRI

La ricostruzione. 

Le tre di notte in piazza I Maggio, zona stazione. Una volante del commissariato viene inviata dopo una chiamata: qualcuno ha udito degli spari. I poliziotti arrivano e trovano un uomo, un maghrebino. E' a piedi, solo. Alla richiesta del capopattuglia di far vedere i documenti, estrae una pistola calibro 22 dallo zaino e spara. Lo centra a una spalla e si nasconde dietro un'auto. Gli agenti rispondono al fuoco, sarebbe un colpo partito dalla pistola dell'autista a ucciderlo. Il poliziotto è stato operato al San Gerardo di Monza.

Fonte: qui

sesto san giovanni sparatoria polizia 5SESTO SAN GIOVANNI SPARATORIA POLIZIA sesto san giovanni sparatoria 3SESTO SAN GIOVANNI SPARATORIA 


CHI SONO I DUE POLIZIOTTI CHE HANNO FERMATO E UCCISO IL TERRORISTA DI BERLINO

LUCA SCATÀ E' UN RAGAZZO DI CANICATTI' IN PROVA ALLA POLIZIA, IN SERVIZIO DA SOLI 9 MESI. E' STATO LUI A SPARARE E SALVARE CHRISTIAN MOVIO, STATO FERITO ALLA SPALLA DA ANIS AMRI, QUANDO INVECE DEI DOCUMENTI DALLO ZAINO HA TIRATO FUORI UNA PISTOLA CALIBRO 22




LUCA SCATALUCA SCATA'
A uccidere stanotte nell’hinterland milanese, a Sesto San Giovanni, Anis Amri, l’attentatore di Berlino, sono stati due poliziotti nel corso di un normale controllo dei documenti. La pattuglia era composta dall’agente scelto, Christian Movio, 36 anni, della provincia di Udine, del commissariato di Sesto San Giovanni e da Luca Scatà, di 29 anni, agente da dieci mesi e in prova da tre mesi nello stesso commissariato, originario di Canicattì, in provincia di Catania. Christian è rimasto ferito ed è ora ricoverato all’ospedale di Monza con un proiettile conficcato in una spalla. Deve essere operato, ma le sue condizioni sono buone. Illeso il collega Scatà. 

IL CONTROLLO DEI DOCUMENTI E LO SCONTRO A FUOCO 
CHRISTIAN MOVIOCHRISTIAN MOVIO
Cosa è successo? La pattuglia della polizia è arrivata in piazza Primo maggio, di fronte alla stazione, intorno alle 3 si stanotte, dopo aver ricevuto una segnalazione di rumore di spari. La situazione è precipitata in pochi istanti. I due agenti hanno chiesto i documenti ad Amri che ha estratto da uno zainetto una pistola calibro 22 e sparato, ferendo alla spalla l’agente Movio. Immediata la reazione dell’agente Scatà che ha risposto al fuoco, uccidendo l’aggressore. 

MINISTRO DELL’INTERNO: “GRATI AI DUE POLIZIOTTI” 
Grato dell’operato dei due agenti si è detto il ministro dell’Interno, Marco Minniti, nel corso di una conferenza stampa al Viminale: «Noi guardiamo a questi due ragazzi come persone straordinarie, di giovanissima età, che facendo semplicemente il loro dovere hanno reso un servizio straordinario alla comunità. Penso sinceramente di poter interpretare il sentimento del nostro Paese nel dire loro che l’Italia è a loro grata».

LUCA SCATALUCA SCATA
Ha poi aggiunto: «L’agente Christian Movio è una persona straordinaria, un ragazzo molto motivato. L’ho ringraziato per la professionalità dimostrata insieme al suo collega». 
«Gli ho trasmetto la mia gratitudine personale - ha detto Minniti - e gli ho fatto gli auguri di una pronta guarigione. Nei prossimi giorni andrò personalmente ad abbracciarlo. Gli ho anche fatto gli auguri di Buon Natale, dicendogli che grazie a persone come lui gli italiani potranno fare un Natale ancora più felice».

Fonte: qui

mercoledì 21 dicembre 2016

CHI E’ FABRIZIA DI LORENZO, LA DONNA ABRUZZESE DISPERSA DOPO L’ATTENTATO COL TIR AL MERCATINO DI NATALE

IL PADRE: “ABBIAMO CAPITO CHE E’ FINITA” - LA 31ENNE LAVORAVA IN GERMANIA PER UN’AZIENDA DI TRASPORTI - SU TWITTER DOPO IL REFERENDUM HA SCRITTO A RENZI CRITICANDO “L’ITALIA DEI DINOSAURI” 

Paolo G. Brera e Corrado Zunino per la Repubblica
FABRIZIA DI LORENZO 2FABRIZIA DI LORENZO 

«Amare il proprio lavoro è la più perfetta forma di felicità sulla terra», scriveva Fabrizia Di Lorenzo su Twitter. La casa a due piani alla periferia di Sulmona, ora, ha le luci spente. Il giardino dove Fabrizia cenava in estate è sotto una brina gelata. La madre Giovanna e il fratello Gerardo subito, dopo qualche ora anche il padre Gaetano, sono saliti a Berlino.

ATTENTATO BERLINO 19ATTENTATO BERLINO 
Sull’asfalto della Breitscheidplatz, dove Fabrizia era andata a cercare i regali di Natale per la famiglia, la polizia ha trovato il suo cellulare e l’abbonamento per la metropolitana di Berlino. Prima di decollare il padre Gaetano, impiegato alle Poste, caldarrostaio per arrotondare lo stipendio, aveva detto: «Abbiamo capito che è finita». Il Dna, prelevato dal telefonino e dalla tessera, dirà tutto quello che serve. Per ora è dispersa.

FABRIZIA DI LORENZO 3FABRIZIA DI LORENZO 
Quando scriveva del “lavoro felice” aveva appena preso un master in tedesco alla Cattolica di Milano, “comunicazione economica”. Dopo la laurea triennale alla Sapienza di Roma, mediazione linguistica. E la magistrale a Bologna, relazioni internazionali. In Germania l’aveva trovato subito, il lavoro. Arrivata nel 2013 inoltrato, nei primi mesi del 2014 era già assunta alla Bosch, trasporti.

Gli amici di Sulmona, il direttore del giornale online Berlino Magazine per cui Fabrizia scrisse cinque articoli, ma soprattutto il profilo Twitter personale raccontano di una ragazza di straordinaria generosità, caparbia ed entusiasta. Subito dopo il liceo linguistico, lasciò il quartiere di Arabona, area depressa cresciuta sopra uno dei tanti crateri dei terremoti dell’Italia centrale. Con pochi soldi visse a Roma, poi a Bologna e «nel freddo e nel gelo di Milano » (un altro tweet).
berlino tir attentatoBERLINO TIR ATTENTATO

Studiando e appilando esami, voti. Laureata e ben specializzata, Fabrizia è salita a Berlino. Forte di tre lingue scritte e parlate, con il tedesco che poteva spendere come “conoscenza professionale completa”, e accompagnata da alcune amiche che ha frequentato fino alle ultime ore. Dieci anni fa aveva realizzato l’esperienza cardine della sua generazione: l’Erasmus all’estero. Alla Libera Università di Berlino.

La biografia dell’ultima ragazza italiana emigrata, Fabrizia Di Lorenzo, 31 anni compiuti il 23 agosto scorso, ricorda da vicino quella di Valeria Solesin, 28 anni, uccisa al Bataclan 13 mesi fa. Valeria, di Venezia, viveva a Parigi inseguendo un dottorato in Demografia. Studiava le donne e i loro diritti, era un volontario per Emergency: «Leale, onesta e partecipe », l’ha raccontata Cecilia Strada. «Pulita, entusiasta e colta », dice ora di Fabrizia il direttore di Berlino Magazine Andrea D’Addio.

FABRIZIA DI LORENZO 1FABRIZIA DI LORENZO 
«Collaborò gratis fino a quando il lavoro non la costrinse a fermarsi». Pezzi sul dissidente cinese Al Weiwei, ma anche roba di servizio: dove si mangia all’Università Humboldt, pizzerie, sushi giapponesi, chioschi di kebab. «Voleva scrivere di politica internazionale, conosceva il tema dei fenomeni migratori e credeva che il terrorismo si sconfiggesse con l’inclusione». Citava spesso Bauman, a proposito.

berlino tir attentato 1BERLINO TIR ATTENTATO 
Da ragazza pratica, Fabrizia aveva trovato lavoro nella logistica. Dopo la Bosch, l’azienda 4Flow. «Era entusiasta di tutto, voleva continuare a crescere lassù », racconta in piazza l’amica psicologa. Un tweet dei tempi italiani, scanditi dallo studio, diceva: «Berlino sempre avanti: i free shop per un’economia sostenibile ». Era già “Fräulein F”, online. Anche perché, arrivata lassù, lei che amava Capossela e i Cccp, attaccava Berlusconi e si situava tra il Pd e Vendola, avrebbe scritto: «Ricordarsi perché sono all’estero, ogni sera alle 20 tg1». Il traffico di Roma e i ritardi di “Trenitaglia” erano i suoi incubi.

Fonte: qui

martedì 20 dicembre 2016

Berlino, camion contro mercatino di Natale: 12 morti e 48 feriti. Era partito dall'Italia.

Polizia: presunto attacco terroristico

Ha invaso un marciapiede nei pressi della Chiesa del Ricordo. L'Isis rivendica

Ansa - Dopo Nizza, torna l'incubo attentati in Europa: un camion si è schiantato contro un affollato mercato di Natale a Berlino. I media riportano diversi morti, almeno 12, e circa 48 feriti. Il camion ha invaso un marciapiede nei pressi della Chiesa del Ricordo. La chiesa è nel mezzo del Mercato natalizio situato in pieno centro della parte ovest della città. Su Twitter la polizia di Berlino parla di "presunto attacco terroristico", spiegando che gli investigatori sono propensi a credere che il tir sia stato "deliberatamente lanciato contro la folla". 
 "Al momento non voglio usare la parola attentato anche se molti indizi lo indicano", ha detto il ministro dell'Interno Thomas de Maizière alla tv pubblica Ard.
Una persona sospettata di essere il guidatore del camion - probabilmente un pakistano o un afghano - sarebbe stata arrestata. Un secondo uomo che era sull'autocarro, probablimente polacco, è morto nell'urto.
L'Isis avrebbe rivendicato l'attacco. La Pmu, la coalizione delle milizie irachene che combattono il califfato, ha letto la rivendicazione su un canale online dell'Isis.
Il camion era partito dall'Italia per fare rientro in Polonia. Lo scrive il Guardian, per il quale il mezzo doveva fermarsi a Berlino per consegnare il carico ed il conducente, cugino del proprietario dell'azienda di trasporti polacca, aveva detto di volersi fermare per la serata. Ci sono forti sospetti, afferma il Guardian online, che il mezzo si stato rubato durante il viaggio. 
Il tir è di un'azienda di trasporti di Danzica, che dice di aver perso il contatto con il mezzo attorno alle 16 del pomeriggio. Secondo quanto riportato dalla tv N24, trasportava ponteggi di acciaio dall'Italia e avrebbe dovuto scaricarli domani mattina a Berlino. L'azienda di trasporti polacca ha sede a Stettino.
Il proprietario dell'azienda, identificato solo come Ariel Z, è stato intervistato dall'emittente polacca Tvn24 e ha detto che il mezzo era guidato da suo cugino, che aveva intenzione di passare la serata a Berlino. Ha escluso che il suo parente, che guida camion da 15 anni, possa aver provocato lo schianto.
Angela Merkel, attraverso il suo portavoce Steffen Seibert, si è detta "sgomenta" per il possibile attentato a Berlino. "Siamo in lutto per i morti e ci auguriamo che i tanti feriti possano essere aiutati", ha scritto Seibert sul suo account Twitter

DIRETTA
L'attentato è avvenuto nel mercatino di Natale nella Breitscheidplatz, ai piedi della Gedaechtniskirche, la "Chiesa del ricordo", uno dei simboli di Berlino. La piazza è nei pressi della stazione "Zoologischer Garten". Sono diversi i feriti a terra e di alcuni stand sono distrutti.
 "Un camion è piombato su un mercatino di Natale a Berlino-Charlottenburg nei pressi del Breitscheidplatz. Si raccomanda ai connazionali di evitare la zona, tenersi informati sui media sugli sviluppi della situazione e seguire le indicazioni delle autorità locali". E' quanto si legge sul sito della Farnesina 'Viaggiare sicuri'.


I camion utilizzati per gli attentati di Nizza a luglio e quello di Berlino