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martedì 17 gennaio 2017

CATTURATO IL TERRORISTA DELLA STRAGE DI CAPODANNO: ERA AD ISTANBUL IN UN “COVO DELL’ISIS”

INSIEME ALL’UOMO DI ORIGINE UZBEKA SONO STATE FERMATE ALTRE QUATTRO PERSONE, TRA CUI TRE DONNE 

INTANTO ERDOGAN E’ PRONTO A VARARE LA REPUBBLICA PRESIDENZIALE: POTREBBE RESTARE AL COMANDO FINO AL 2029

Laura De Fedis per corriere.it

Lo hanno catturato lì dove aveva colpito, a Istanbul , nel corso di un’operazione antiterrorismo: arrestato il killer della strage di Capodanno. Secondo i media turchi Abdulgadir Masharipov è stato fermato nel quartiere Esenyurt della stessa città turca.
ABDULKADIR MASHARIPOVABDULKADIR MASHARIPOV

Non si è mai allontanato da Istanbul, non ha mai lasciato la città dove, lo scorso 31 dicembre, ha massacrato 39 persone che festeggiavano il nuovo anno.

La cattura
L’uzbeko, conosciuto con il nome di battaglia di Abu Mohammed Khurasani, secondo i media turchi è il killer che la notte di Capodanno ha fatto irruzione in una delle discoteche più famose di Istanbul uccidendo 39 persone e ferendo altre 65. Secondo la Cnn turca è stato rintracciato a casa di un amico del Kirghizistan. Insieme a lui oltre al figlio di 4 anni, c’erano altre quattro persone, tra cui tre donne, con passaporti di Kirghizistan, Somalia, Egitto e Senegal: ora sono in arresto. Il bambino, conferma l’agenzia stampa turca Anadolu, è stato invece affidato ai servizi sociali.

La dinamica
ATTENTATORE STRAGE ISTANBULATTENTATORE STRAGE ISTANBUL
La dinamica della cattura ancora non è chiara. La moglie di Masharipov (che ha sempre negato il suo coinvolgimento nell’attacco) era stata arrestata il 12 gennaio scorso in una casa di Maltepe insieme alla figlia di 18 mesi. Masharipov e la famiglia negli ultimi giorni di dicembre aveva affittato una casa proprio nel quartiere di Esenyurt. L’operazione è stata portata a termine dalla polizia di Istanbul, dalle unità anti-terrorismo e dall’intelligence.

Il covo
Secondo i media turchi Masharipov era nascosto da tre giorni in un appartamento definito «covo dell’Isis». Non è chiaro se ci sia stato uno scontro a fuoco ma, secondo Ntv, l’uomo al momento dell’arresto avrebbe opposto resistenza. Dopo alcuni controlli sanitari è stato portato al commissariato di Vatan tra rigide misure di sicurezza. Nonostante l’arresto di Masharipov le indagini non sono chiuse. Secondo quanto filtra da ambienti di polizia potrebbero esserci altri blitz anti-Isis.
il killer di istanbul arriva al reina sparandoIL KILLER DI ISTANBUL ARRIVA AL REINA SPARANDO

La foto
L’attacco, avvenuto poco prima della mezzanotte del 31 dicembre all’interno della discoteca Reina di Istanbul, era stato rivendicato dallo Stato islamico. I media turchi, da Hurryet a Cnn Turk, hanno diffuso una foto di Masharipov con il volto tumefatto e tracce di sangue sul viso. La mano di uno degli agenti che lo ha catturato lo costringe e guardare davanti per mostrarsi all’obiettivo.

17 giorni di ricerche
La caccia all’umo finisce 17 giorni dopo il massacro, quando Masharipov fece irruzione nel club sul Bosforo sparando sulla folla ad altezza uomo per fare più vittime possibile, esplodendo centinaia di colpi di kalashnikov e ricaricando l’arma 7 volte. Con preparazione militare e freddezza, il killer dopo la strage era riuscito a far perdere le sue tracce. Immediate le ricerche ma le indagini della polizia turca hanno imboccato false piste e diffuso foto di persone indicate come il killer ma poi rivelatesi estranee ai fatti.

Fonte: qui

mercoledì 4 gennaio 2017

SULLA STRAGE DI CAPODANNO I TURCHI BRANCOLANO NEL BUIO

IL PRESUNTO ATTENTATORE NON E’ CINESE, MA VIENE DAL KIRGIZISTAN(MA NON E' NEPPURE LUI!) 

LO HANNO INTERROGATO E RILASCIATO: LA NOTTE DELLA STRAGE ERA A CASA SUA 

LA TV HA RIMOSSO LE IMMAGINI DEL SUO PASSAPORTO 

MA PRIMA DI SCAGIONARLO, LE AUTORITA’ DI ANKARA FANNO SAPERE CHE HA COMBATTUTO IN SIRIA

Piera Matteucci per la Repubblica

mashrapov presunto attentatore reinaMASHRAPOV PRESUNTO POI SCAGIONATO ATTENTATORE REINA
Prosegue la caccia al presunto autore della strage di Istanbul. Iahke Mashrapov, kirghizo di 28 anni, è stato infatti prima arrestato e poi rilasciato. 

Fonti della polizia avevano fatto sapere di aver arrestato alcuni familiari, tra cui la moglie, nella provincia anatolica di Konya, dove il killer sarebbe arrivato con lei e con i due figli alla fine del mese di novembre. Sembra che la moglie non sapesse che “l’uomo facesse parte dell’Isis”.


I media turchi avevano diffuso un video-selfie dell’uomo, girato in centro. Nel selfie, che dura una quarantina di secondi, si vede l’uomo, con indosso lo stesso giubbotto scuro immortalato dalle telecamere di sicurezza la notte di Capodanno, che cammina per la strada, a quanto pare dalle parti di Piazza Taksim.
attentatore reinaATTENTATORE REINA


L’uomo, in un’intervista, sostiene di essere stato scambiato per l’attentatore per via della somiglianza, ma di essere stato rilasciato dalla polizia dopo un controllo. Secondo l’agenzia di stampa kirghiza Akipress, Mashrapov era in Kirghizistan la notte della strage.
Come riportato da Akipress, Mashrapov ha spiegato che il 1 gennaio è volato a Istanbul da Bishkek per questioni commerciali, ma al ritorno le forze dell’ordine turche lo hanno prelevato dall’aeromobile. “Sono partito da Bishkek per Istanbul il 1 gennaio. Ho terminato i miei impegni di lavoro lì”.
Sono andato all’aeroporto di Istanbul e subito prima dell’imbarco, la polizia turca mi ha trattenuto per interrogarmi. Mi hanno interrogato per circa un’ora, l’aereo per Bishkek è stato ritardato per questo”, ha detto l’uomo. “La polizia ha spiegato che venivo interrogato perché somigliavo leggermente all’uomo nella foto. Si sono scusati e mi hanno lasciato partire“.
Non so chi sia il sospettato, non so come la foto del mio passaporto sia finita sui social media”, ha aggiunto Mashrapov. Anche le autorità del Kirghizistan hanno escluso il legame di un loro connazionale con l’attentato di Istanbul. Lo riferisce la Bbc.

Il capo dei servizi di sicurezza kirghisi, Rakhat Sulaimanov, ha spiegato all’emittente britannica che l’uomo non è coinvolto nell’attacco.

Il quotidiano Haberturk aveva anche riferito che Mashrapov avrebbe deciso di spostarsi con la famiglia “per non dare nell’occhio” e la moglie sarebbe tra i 16 arrestati lunedì nell’ambito dell’inchiesta sulla strage. Hurriyet aveva sottolineato inoltre che l’uomo avrebbe in passato combattuto in Siria con i jihadisti e sarebbe stato “addestrato specificamente”.
In precedenza si era ipotizzato che l’attentatore fosse originario della regione autonomia dello Xinjiang, nel nord-ovest della Cina, popolata per lo più da uiguri di religione islamica. Intanto la polizia turca ha già arrestato quattordici presunti complici del killer. Stamattina, davanti al ‘Reina’ c’è stata una marcia della pace.

Fonte: qui

venerdì 23 dicembre 2016

IL KILLER DI BERLINO UCCISO VICINO MILANO!


L’UOMO FERMATO NELLA NOTTE A SESTO SAN GIOVANNI PER UN CONTROLLO HA SPARATO A DUE AGENTI CHE HANNO RISPOSTO AL FUOCO UCCIDENDOLO 

PRIMA DI MORIRE L’ATTENTATORE TUNISINO HA URLATO: "ALLAH AKBAR" 


L'attentatore di Berlino è stato preso a Sesto San Giovanni, vicino alla stazione. Non era una 'normale' sparatoria quella che si è verificata nella notte a Sesto San Giovanni. Il sospetto degli uomini della Digos è che dietro la reazione improvvisa e violenta di un uomo fermato per strada per un controllo documenti ci sia il terrorismo internazionale.

E' successo alle tre di notte in piazza I Maggio, fuori dalla stazione di Sesto. Un uomo è morto - centrato dai proiettili della polizia - dopo aver urlato "Allah Akbar" e aver sparato a due agenti che gli chiedevano di mostrar loro i documenti. Uno è stato ferito a una spalla.
sesto san giovanni sparatoriaSESTO SAN GIOVANNI SPARATORIA

Un latitante 'pesante'

La vicenda è stata presa in carico dagli esperti della Digos che si occupano di controlli antiterrorismo. Le impronte digitali hanno identificato la persona uccisa dai poliziotti come un latitante 'pesante', uno che non voleva e non poteva essere controllato dalla polizia. Nello zaino aveva un biglietto del treno, era appena arrivato dalla Francia.

anis amriANIS AMRI

La ricostruzione. 

Le tre di notte in piazza I Maggio, zona stazione. Una volante del commissariato viene inviata dopo una chiamata: qualcuno ha udito degli spari. I poliziotti arrivano e trovano un uomo, un maghrebino. E' a piedi, solo. Alla richiesta del capopattuglia di far vedere i documenti, estrae una pistola calibro 22 dallo zaino e spara. Lo centra a una spalla e si nasconde dietro un'auto. Gli agenti rispondono al fuoco, sarebbe un colpo partito dalla pistola dell'autista a ucciderlo. Il poliziotto è stato operato al San Gerardo di Monza.

Fonte: qui

sesto san giovanni sparatoria polizia 5SESTO SAN GIOVANNI SPARATORIA POLIZIA sesto san giovanni sparatoria 3SESTO SAN GIOVANNI SPARATORIA 


CHI SONO I DUE POLIZIOTTI CHE HANNO FERMATO E UCCISO IL TERRORISTA DI BERLINO

LUCA SCATÀ E' UN RAGAZZO DI CANICATTI' IN PROVA ALLA POLIZIA, IN SERVIZIO DA SOLI 9 MESI. E' STATO LUI A SPARARE E SALVARE CHRISTIAN MOVIO, STATO FERITO ALLA SPALLA DA ANIS AMRI, QUANDO INVECE DEI DOCUMENTI DALLO ZAINO HA TIRATO FUORI UNA PISTOLA CALIBRO 22




LUCA SCATALUCA SCATA'
A uccidere stanotte nell’hinterland milanese, a Sesto San Giovanni, Anis Amri, l’attentatore di Berlino, sono stati due poliziotti nel corso di un normale controllo dei documenti. La pattuglia era composta dall’agente scelto, Christian Movio, 36 anni, della provincia di Udine, del commissariato di Sesto San Giovanni e da Luca Scatà, di 29 anni, agente da dieci mesi e in prova da tre mesi nello stesso commissariato, originario di Canicattì, in provincia di Catania. Christian è rimasto ferito ed è ora ricoverato all’ospedale di Monza con un proiettile conficcato in una spalla. Deve essere operato, ma le sue condizioni sono buone. Illeso il collega Scatà. 

IL CONTROLLO DEI DOCUMENTI E LO SCONTRO A FUOCO 
CHRISTIAN MOVIOCHRISTIAN MOVIO
Cosa è successo? La pattuglia della polizia è arrivata in piazza Primo maggio, di fronte alla stazione, intorno alle 3 si stanotte, dopo aver ricevuto una segnalazione di rumore di spari. La situazione è precipitata in pochi istanti. I due agenti hanno chiesto i documenti ad Amri che ha estratto da uno zainetto una pistola calibro 22 e sparato, ferendo alla spalla l’agente Movio. Immediata la reazione dell’agente Scatà che ha risposto al fuoco, uccidendo l’aggressore. 

MINISTRO DELL’INTERNO: “GRATI AI DUE POLIZIOTTI” 
Grato dell’operato dei due agenti si è detto il ministro dell’Interno, Marco Minniti, nel corso di una conferenza stampa al Viminale: «Noi guardiamo a questi due ragazzi come persone straordinarie, di giovanissima età, che facendo semplicemente il loro dovere hanno reso un servizio straordinario alla comunità. Penso sinceramente di poter interpretare il sentimento del nostro Paese nel dire loro che l’Italia è a loro grata».

LUCA SCATALUCA SCATA
Ha poi aggiunto: «L’agente Christian Movio è una persona straordinaria, un ragazzo molto motivato. L’ho ringraziato per la professionalità dimostrata insieme al suo collega». 
«Gli ho trasmetto la mia gratitudine personale - ha detto Minniti - e gli ho fatto gli auguri di una pronta guarigione. Nei prossimi giorni andrò personalmente ad abbracciarlo. Gli ho anche fatto gli auguri di Buon Natale, dicendogli che grazie a persone come lui gli italiani potranno fare un Natale ancora più felice».

Fonte: qui