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giovedì 6 febbraio 2020

SI AGGRAVA IL BILANCIO DELL’INCIDENTE ALL'AEREO DELLA PEGASUS AIRLINES, CHE SI È SPEZZATO IN TRE PARTI DOPO ESSER USCITO DI PISTA ALL'AEROPORTO DI ISTANBUL: SONO TRE I MORTI E 157 I FERITI

SEMBRA CHE IL FUORI PISTA SIA STATO CAUSATO DALLA SCARSA VISIBILITÀ E DALLE DIFFICILI CONDIZIONI METEOROLOGICHE: IL VIDEO DELL’ATTERRAGGIO CON IL VELIVOLO IN FIAMME
Da "www.avionews.it"

aereo pegasus airlines 8AEREO PEGASUS AIRLINES
Sembrava non ci fossero vittime nell'incidente che ha coinvolto un aereo B-737/86J, marche TC-IZK, della compagnia turca Pegasus Airlines, che si è spezzato in due parti dopo esser uscito di pista all'aeroporto "Sabiha Gokcenad" ad Istanbul (vedi AVIONEWS). Invece sembrerebbe che il bilancio sia di tre morti ed almeno 157 persone sono rimaste ferite e le due più gravi sarebbero i piloti.
aereo pegasus airlines 1AEREO PEGASUS AIRLINES

A bordo dell'aeromobile, partito da Smirne, erano presenti 183 persone. I passeggeri sono scesi dal velivolo attraversando le spaccature della fusoliera. La procura di Istanbul ha aperto un'inchiesta per accertare le cause dell'incidente, avvenuto in condizioni di scarsa visibilità e difficili condizioni meteorologiche.
aereo pegasus airlines 3AEREO PEGASUS AIRLINES

L'aereo B-737/86J è una variante del B-737/800 della famiglia "Next Generation".  È un velivolo di linea bireattore, a fusoliera stretta, utilizzato per le rotte a medio-breve raggio, prodotto dall'azienda statunitense Boeing. Dotato di apertura alare a flusso laminare, una cabina di pilotaggio "glass cockpit" e nuovi interni.
aereo pegasus airlines 12AEREO PEGASUS AIRLINES 12

Da "www.leggo.it"

Un atterraggio particolarmente violento su una pista bagnata avrebbe provocato l'incidente aereo che mercoledì a Istanbul ha provocato un morto e circa 150 feriti. Un video riprende il velivolo della Pegasus Airlines con 177 passeggeri e l'equipaggio a bordo, subito dopo aver toccato terra e prima di finire in un campo dove si è spezzato in più parti. L'aereo arrivava da Smirne.
aereo pegasus airlines 13AEREO PEGASUS AIRLINES

Da “www.ansa.it”

È stato riaperto nella notte l'aeroporto Sabiha Gokcen di Istanbul, dove ieri sera un Boeing 737 della compagnia turca Pegasus Airlines è uscito di pista e si è spezzato durante le manovre di atterraggio, provocando secondo l'ultimo bilancio ufficiale 3 morti - tutti cittadini turchi - e 180 feriti.
aereo pegasus airlines 10AEREO PEGASUS AIRLINES

A bordo c'erano anche 22 stranieri di 12 Paesi, di cui non sono state riferite le nazionalità. Il traffico aereo era stato dirottato per diverse ore sullo scalo principale della città, il Grande Aeroporto di Istanbul, sulla opposta sponda europea del Bosforo, causando numerosi disagi.

Fonte: qui

Pubblicato da Adolfo Bottiglione alle 13:27 Nessun commento:
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Etichette: incidente aereo, Istanbul, morti, Pegasus Airlines, Turchia

lunedì 30 dicembre 2019

LA MOBILITAZIONE CONTRO XI DELLA “LEGIONE UIGURA” IN SIRIA


A  Istanbul, grande manifestazione  (50 mila persone) che  pregano Allah per gli  Uiguri, la minoranza turcofona oppressa da Pechino. La pubblicazione  sul New York Times, il 16 novembre, di documenti segreti del governo cinese sulla crudele repressione contro al suddetta minoranza: Si parla di uno, anzi due milioni chiusi in  campi di rieducazione.  Improvvisamente ne parlano i media.
Si  aggiunga un seminario di 3 giorni a Bruxelles, lo scorso 7-9 dicembre, a  porte chiuse; poi il 10,  al Parlamento europeo, una conferenza sui perseguitati uiguri tenuta dal deputato francese Raphael  Glucksmann (j) e  di Dolkun Isa,  presidente del Congresso Mondiale Uiguro  –  una organizzazione fondata a cura della CIA ai tempi della guerra fredda  – che  ha aperto la sede a  Monaco di Baviera: una entità che ha rivendicato diversi attentati mortali in Cina.
Sono  indizi che ai servizi di Pechino fanno temere i prodromi di una vasta iniziativa di  sovversione interna, con l’utilizzo  del  separatismo turkmeno  in funzione anticinese, dove   i manovratori occidentali vogliono reimpiegare in Cina o nella regione dello Xinkiang (anticamente   Turkestan)  le forti formazioni uigure indurite   da 8  anni di guerra in Siria per i jihadisti. Preparativi che ovviamente  è stato Meyssan il primo a segnalare, in articoli che non  a caso sono oggi irraggiungibili:

Les Ouighours instrumentalisés, par Réseau Voltaire

https://www.voltairenet.org › article16894 › var_recherche=Ouïghours?var_…
26 avr. 2005 – Les Ouighours sont à l’Asie centrale ce que les Kurdes sont à l’Asie mineure. Ils vivent sur un territoire à cheval sur plusieurs États, mais n’en …

La CIA et les jihadistes ouïghours – Réseau Voltairhttps://www.voltairenet.org › article208555

16 déc. 2019 – Ainsi, plus de 18 000 jihadistes ouighours ont investi la ville … Réseau Voltaire, 16 décembre 2019, www.voltairenet.org/article208555.html.

….

Sono 18 mila combattenti spietati . Sono stati infiltrati in Siria ovviamente con il favore della Turchia:  hanno combattuto contro l’armata siriana nelle provincie di Rakk, Hassake e Aleppo, dove si dice che 5 mila famiglie uigure  si sarebbero stabilite ad Aleppo Est, che hanno conquistato.
Questi occupanti sono sostenuti dai servizi turchi,  ed anche economicamente dalla  Associazione per la Solidarietà e l’Educazione del TurkestanOrientale, “ong  umanitaria” formata dalla comunità figurai Turchia, che si valuta in  50 mila membri.
Un video di  propaganda del Movimento Mondiale Uiguro risalente al 2017 vanta che  i suoi uomini hanno combattuto col Fronte Al Nusra, ma in realtà hanno mantenuto il loro inquadramento, linguistico-identitario, per lo più  riconoscendosi nel Movimento  Islamico del Turkestan Orientale  (alias Xinjang),  organizzazione separatista che si propone di liberare il Xinjang con la lotta armata.
Il presidente del World Uyghur Congress, Dolkun Isa,   e il primo  ministro turc Binali Yıldırım: a Monaco di  Baviera (!) 16 febbraio  2018
Ora è apparso un predicatore , Abou Zir Azzam, che nel  giugno 2018 ha indicato alla truppa uigura (“la più feroce e temibile”  tra i jihadisti in Siria   dice il giornalista russo André Vitchek che ha fatto servizi  in prima linea coi siriani) il quale ha indicato a questi guerriglieri la lotta contro “l’ingiustizia” subita dai turkmeni nei “due versanti, l’ occidentale (la Russia, dove esiste una minoranza turcofona, e così in Kazakhstan,  Kirgizistan e Tagikistan) e  l’orientale (la Cina), che obbligherebbe i musulmani dello Xinjang a mangiare maiale, e dove gli han violentano le  donne musulmane.
https://reseauinternational.net/la-muslim-belt-et-le-levier-djihadiste-ouighour/
Ora che non servono più per la guerra in Siria, secondo René  Naba, corrispondente della France Presse dal Libano, gli Stati Uniti e la Turchia stanno facendo la cernita fra i guerriglieri jihadisti  in Turchia e “preservando  i  combattenti  di questa formazione  per impiegarli in altri teatri operativi, contro gli avversari degli USA riuniti nei BRICS  (specie Cina e Russia) polo di contestazione  dell’egemonia americana nel mondo.
Per gli Usa, “è la riduzione alla loro tattica da sempre  per contenere e condizionare la “heartland eurasiatica”, per loro imprendibile, circondarla con la Cintura  Islamica” (allusione alla strategia indicata da Brzezinski, per cui a suoi tempi gli Usa preferirono insediare in Afghanistan i Talebani, e in Iran la dittatura degli ayatollah invece dello Scià).
André Vitchek,  l’inviato ed analista dal campo di battaglia siriano, è dello  stesso parere:
“Sia l’Occidente che la Turchia li stanno montando,  gli uiguri estremisti. Stanno finanziando e armando. Li stanno   dipingendo  mediaticamente come vittime. Gli uiguri sono ora una nuova “arma segreta”, da usare contro la decisa marcia in avanti di Pechino, verso il socialismo con caratteristiche cinesi”.
https://journal-neo.org/2019/07/21/march-of-the-uyghurs/
Lo  scopo: “Sabotare  i  grandi progetti infrastrutturali, in particolare la BRI  (la nuova Via della Seta): tener presente che collegamenti ferroviari ad alta velocità, autostrade e altre arterie infrastrutturali attraverserebbero Xingjian, verso est. Se brutali attacchi terroristici sostenuti dall’Occidente e dai suoi alleati islamisti, e perpetrati dai terroristi uiguri, scuotessero  la regione, l’intero progetto ,e la sua influenza che Pechino ha voluto positiva ed ottimista per tutti i popoli interessati, potrebbero essere messi a repentaglio, persino collassare.
Anche la diffusione dei  documenti sulla repressione cinese in Xinjang serve allo stesso fine: “Macchiare e  umiliare la Cina, rappresentandola come un paese che “viola i diritti umani”, i “diritti religiosi” e i diritti delle minoranze”, in un mondo, come quello estremo orientale, dove non si deve  “perdere  la faccia”.
Secondo il russo, che sottolinea  il doppio gioco di Erdogan, Ankara sta fornendo migliaia di passaporti turchi alla comunità uigura e per i guerriglieri che con gli Usa,  vuole invogliare a tornare  nel “Turkestan” cinese.
Secondo René Naba,  è questo il motivo per cui  Pechino “dal marzo 2018, ha dispiegato discretamente sue truppe  in Cina, ufficialmente per fornire all’armata siriana appoggio medico e logistico –  esibendo come  motivo la “fraternità ideologica” col regime  baathista e la sua laicità – oltre a  7 miliardi di dollari in aiuti militari per Damasco, impegnato nella  difficile riconquista di Aleppo.
Il Turkestan cinese.
C’è però da dubitare che Pechino e  i suoi servizi siano all’altezza  della sfida.  Lo dimostra la sconfitta che hanno subito ad Hong Kong  – disfatta politica, oltre che propagandistica e  mediatica (con “perdita della faccia”) –  completamente auto-inflitta, per aver cercato di forzare la “sinizzazione”  e “normalizzazione”   post-maoista non necessaria  della popolazione di Hong Kong, che  parla l’inglese come lingua madre.
C’è  un modo “Han” di affrontare  questo tipo di problemi, che non si è  provato necessariamente il  più intelligente: come la distruzione del Tibet,  che mai ha costituito  la minima minaccia per Pechino, e  l’ostinato sforzo di modificazione etnica, insediando nell’altipiano  sopra i 4 mila metri  quanti più possibile “han”. O  la persecuzione non necessaria della setta Falun Gong.  Ma in fondo,  la Grande Muraglia stesa per migliaia di chilometri  contro un’invasione di nomadi più fantomatica che reale, è il  monumento titanico al non esattamente intelligente “geopolitica Han” anche prima del maoismo: questo paranoico e inetto  “tener fuori” gli stranieri è speculare alla volontà nevrotica di “omogeneizzare” all’interno, oggi secondo “il socialismo con caratteristiche cinese”   che poi è l’antica  “armonia”  confuciana imperiale. A  Xi manca un Lavrov come ministro degli Esteri, né lui è un Putin. Fonte: qui
(Notare la T-shirt)

Tipi fisici poco “Han”
Pubblicato da Adolfo Bottiglione alle 08:46 Nessun commento:
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Etichette: Cina, Istanbul, oppressione, separatismo turkmeno, turchi, Turkestan Orientale, uiguri, Xinjang

mercoledì 19 giugno 2019

L’ONU PUNTA IL DITO SUL PRINCIPE EREDITARIO SAUDITA MOHAMMED BIN SALMAN PER L’OMICIDIO DEL GIORNALISTA

SECONDO IL RAPPORTO CI SONO “PROVE CREDIBILI” CHE COLLEGANO LA MORTE AL PRINCIPE E AD ALTRI FUNZIONARI DEL REGNO SAUDITA: “UN’ESECUZIONE DELIBERATA E PREMEDITATA. 
UN CRIMINE EXTRAGIUDIZIALE DEL QUALE LO STATO DELL’ARABIA SAUDITA È RESPONSABILE…”
Da "www.corriere.it"

JAMAL KHASHOGGIJAMAL KHASHOGGI
«Prove credibili», che collegano il principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman e altri alti funzionari del Regno saudita alla morte del giornalista Jamal Khashoggi. È quanto emerge dal rapporto della relatrice speciale Onu, Agnes Callamard, che chiede alle stesse Nazioni Unite di indagare sul ruolo di Mbs nell’omicidio.

mohammed bin salman foto luca locatelli per il timeMOHAMMED BIN SALMAN FOTO LUCA LOCATELLI PER IL TIME






Nel documento di 100 pagine sulla morte lo scorso ottobre del reporter del Washington Post, acceso critico della Corona saudita, si definisce il suo omicidio come «un crimine extragiudiziale del quale lo Stato dell’Arabia Saudita è responsabile in base alle leggi internazionali sui diritti umani» e «un’esecuzione deliberata e premeditata».
JAMAL KHASHOGGIJAMAL KHASHOGGI





Analizzando la registrazioni delle conversazioni all’interno del consolato di Istanbul dove Khashoggi, fu ucciso, il rapporto ricostruisce gli ultimi momenti in vita del giornalista e gli scambi con gli emissari sauditi. Khashoggi si rifiutava di cooperare e ad un certo punto si percepisce il rumore di una colluttazione e un forte ansimare.

MOHAMMED BIN SALMANMOHAMMED BIN SALMAN





«L’analisi delle registrazioni effettuate dagli agenti dei servizi segreti turchi e di altri Paesi suggeriscono che a Khashoggi potrebbe essere stato iniettato un sedativo e che sia stato poi soffocato con un sacchetto di plastica». Secondo il relatore Onu, l’inchiesta saudita non è stata condotta in buona fede e potrebbe addirittura essere configurata come un ostacolo alla giustizia.

JAMAL KHASHOGGIJAMAL KHASHOGGI
Non solo, aggiunge il Guardian che ha potuto leggere l’intero rapporto: l’uccisione del giornalista ha messo in evidenza la vulnerabilità dei dissidenti che trovano riparo all’estero e anche il fatto che spesso debbano affrontare azioni sotto copertura da parte delle autorità dei loro Paesi d’origine o anche da parte di attori non statali ad essi collegati. «Ad oggi -scrive ancora la relatrice- lo Stato saudita non ha riconosciuto pubblicamente la sua responsabilità nell’uccisione di Khashoggi, né ha offerto le sue scuse alla famiglia, agli amici e ai colleghi di Khashoggi per la sua morte e per il modo in cui è stato ucciso».
i principi carlo e william con il principe della corona saudita mohammed bin salmanI PRINCIPI CARLO E WILLIAM CON IL PRINCIPE DELLA CORONA SAUDITA MOHAMMED BIN SALMAN

Callamard aggiunge di esser venuta a conoscenza di soldi offerti ai figli del dissidente, «ma è discutibile -sottolinea- che tale pacchetto di aiuti finanziari costituisca un risarcimento ai sensi del diritto internazionale sui diritti umani».

Fonte: qui

Pubblicato da Adolfo Bottiglione alle 14:39 Nessun commento:
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Etichette: Ambasciata, Arabia Saudita, Istanbul, Jamal Khashoggi, Mohammed Bin Salman, OMICIDIO, Onu, responsabile, Turchia

martedì 17 gennaio 2017

CATTURATO IL TERRORISTA DELLA STRAGE DI CAPODANNO: ERA AD ISTANBUL IN UN “COVO DELL’ISIS”

INSIEME ALL’UOMO DI ORIGINE UZBEKA SONO STATE FERMATE ALTRE QUATTRO PERSONE, TRA CUI TRE DONNE 

INTANTO ERDOGAN E’ PRONTO A VARARE LA REPUBBLICA PRESIDENZIALE: POTREBBE RESTARE AL COMANDO FINO AL 2029

Laura De Fedis per corriere.it

Lo hanno catturato lì dove aveva colpito, a Istanbul , nel corso di un’operazione antiterrorismo: arrestato il killer della strage di Capodanno. Secondo i media turchi Abdulgadir Masharipov è stato fermato nel quartiere Esenyurt della stessa città turca.
ABDULKADIR MASHARIPOVABDULKADIR MASHARIPOV

Non si è mai allontanato da Istanbul, non ha mai lasciato la città dove, lo scorso 31 dicembre, ha massacrato 39 persone che festeggiavano il nuovo anno.

La cattura
L’uzbeko, conosciuto con il nome di battaglia di Abu Mohammed Khurasani, secondo i media turchi è il killer che la notte di Capodanno ha fatto irruzione in una delle discoteche più famose di Istanbul uccidendo 39 persone e ferendo altre 65. Secondo la Cnn turca è stato rintracciato a casa di un amico del Kirghizistan. Insieme a lui oltre al figlio di 4 anni, c’erano altre quattro persone, tra cui tre donne, con passaporti di Kirghizistan, Somalia, Egitto e Senegal: ora sono in arresto. Il bambino, conferma l’agenzia stampa turca Anadolu, è stato invece affidato ai servizi sociali.

La dinamica
ATTENTATORE STRAGE ISTANBULATTENTATORE STRAGE ISTANBUL
La dinamica della cattura ancora non è chiara. La moglie di Masharipov (che ha sempre negato il suo coinvolgimento nell’attacco) era stata arrestata il 12 gennaio scorso in una casa di Maltepe insieme alla figlia di 18 mesi. Masharipov e la famiglia negli ultimi giorni di dicembre aveva affittato una casa proprio nel quartiere di Esenyurt. L’operazione è stata portata a termine dalla polizia di Istanbul, dalle unità anti-terrorismo e dall’intelligence.

Il covo
Secondo i media turchi Masharipov era nascosto da tre giorni in un appartamento definito «covo dell’Isis». Non è chiaro se ci sia stato uno scontro a fuoco ma, secondo Ntv, l’uomo al momento dell’arresto avrebbe opposto resistenza. Dopo alcuni controlli sanitari è stato portato al commissariato di Vatan tra rigide misure di sicurezza. Nonostante l’arresto di Masharipov le indagini non sono chiuse. Secondo quanto filtra da ambienti di polizia potrebbero esserci altri blitz anti-Isis.
il killer di istanbul arriva al reina sparandoIL KILLER DI ISTANBUL ARRIVA AL REINA SPARANDO

La foto
L’attacco, avvenuto poco prima della mezzanotte del 31 dicembre all’interno della discoteca Reina di Istanbul, era stato rivendicato dallo Stato islamico. I media turchi, da Hurryet a Cnn Turk, hanno diffuso una foto di Masharipov con il volto tumefatto e tracce di sangue sul viso. La mano di uno degli agenti che lo ha catturato lo costringe e guardare davanti per mostrarsi all’obiettivo.

17 giorni di ricerche
La caccia all’umo finisce 17 giorni dopo il massacro, quando Masharipov fece irruzione nel club sul Bosforo sparando sulla folla ad altezza uomo per fare più vittime possibile, esplodendo centinaia di colpi di kalashnikov e ricaricando l’arma 7 volte. Con preparazione militare e freddezza, il killer dopo la strage era riuscito a far perdere le sue tracce. Immediate le ricerche ma le indagini della polizia turca hanno imboccato false piste e diffuso foto di persone indicate come il killer ma poi rivelatesi estranee ai fatti.

Fonte: qui
Pubblicato da Adolfo Bottiglione alle 10:54 Nessun commento:
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Etichette: Abdulgadir Masharipov, Abu Mohammed Khurasani, attentatore, Capodanno, catturato, Istanbul, Reina

mercoledì 4 gennaio 2017

SULLA STRAGE DI CAPODANNO I TURCHI BRANCOLANO NEL BUIO

IL PRESUNTO ATTENTATORE NON E’ CINESE, MA VIENE DAL KIRGIZISTAN(MA NON E' NEPPURE LUI!) 

LO HANNO INTERROGATO E RILASCIATO: LA NOTTE DELLA STRAGE ERA A CASA SUA 

LA TV HA RIMOSSO LE IMMAGINI DEL SUO PASSAPORTO 

MA PRIMA DI SCAGIONARLO, LE AUTORITA’ DI ANKARA FANNO SAPERE CHE HA COMBATTUTO IN SIRIA

Piera Matteucci per la Repubblica

mashrapov presunto attentatore reinaMASHRAPOV PRESUNTO POI SCAGIONATO ATTENTATORE REINA
Prosegue la caccia al presunto autore della strage di Istanbul. Iahke Mashrapov, kirghizo di 28 anni, è stato infatti prima arrestato e poi rilasciato. 

Fonti della polizia avevano fatto sapere di aver arrestato alcuni familiari, tra cui la moglie, nella provincia anatolica di Konya, dove il killer sarebbe arrivato con lei e con i due figli alla fine del mese di novembre. Sembra che la moglie non sapesse che “l’uomo facesse parte dell’Isis”.


I media turchi avevano diffuso un video-selfie dell’uomo, girato in centro. Nel selfie, che dura una quarantina di secondi, si vede l’uomo, con indosso lo stesso giubbotto scuro immortalato dalle telecamere di sicurezza la notte di Capodanno, che cammina per la strada, a quanto pare dalle parti di Piazza Taksim.
attentatore reinaATTENTATORE REINA


L’uomo, in un’intervista, sostiene di essere stato scambiato per l’attentatore per via della somiglianza, ma di essere stato rilasciato dalla polizia dopo un controllo. Secondo l’agenzia di stampa kirghiza Akipress, Mashrapov era in Kirghizistan la notte della strage.
Come riportato da Akipress, Mashrapov ha spiegato che il 1 gennaio è volato a Istanbul da Bishkek per questioni commerciali, ma al ritorno le forze dell’ordine turche lo hanno prelevato dall’aeromobile. “Sono partito da Bishkek per Istanbul il 1 gennaio. Ho terminato i miei impegni di lavoro lì”.
“Sono andato all’aeroporto di Istanbul e subito prima dell’imbarco, la polizia turca mi ha trattenuto per interrogarmi. Mi hanno interrogato per circa un’ora, l’aereo per Bishkek è stato ritardato per questo”, ha detto l’uomo. “La polizia ha spiegato che venivo interrogato perché somigliavo leggermente all’uomo nella foto. Si sono scusati e mi hanno lasciato partire“.
“Non so chi sia il sospettato, non so come la foto del mio passaporto sia finita sui social media”, ha aggiunto Mashrapov. Anche le autorità del Kirghizistan hanno escluso il legame di un loro connazionale con l’attentato di Istanbul. Lo riferisce la Bbc.

Il capo dei servizi di sicurezza kirghisi, Rakhat Sulaimanov, ha spiegato all’emittente britannica che l’uomo non è coinvolto nell’attacco.

Il quotidiano Haberturk aveva anche riferito che Mashrapov avrebbe deciso di spostarsi con la famiglia “per non dare nell’occhio” e la moglie sarebbe tra i 16 arrestati lunedì nell’ambito dell’inchiesta sulla strage. Hurriyet aveva sottolineato inoltre che l’uomo avrebbe in passato combattuto in Siria con i jihadisti e sarebbe stato “addestrato specificamente”.
In precedenza si era ipotizzato che l’attentatore fosse originario della regione autonomia dello Xinjiang, nel nord-ovest della Cina, popolata per lo più da uiguri di religione islamica. Intanto la polizia turca ha già arrestato quattordici presunti complici del killer. Stamattina, davanti al ‘Reina’ c’è stata una marcia della pace.

Fonte: qui
Pubblicato da Adolfo Bottiglione alle 08:48 Nessun commento:
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Etichette: attentatore, Capodanno, Istanbul, Mashrapov, Reina

martedì 3 gennaio 2017

PER LA TURCHIA, IL KILLER DI ISTANBUL E’ UN CINESE

HA 25 ANNI ED E’ ORIGINARIO DELLO XINJIANG. E’ DI ETNIA UIGURA: PARLANO UNA LINGUA SIMILE AL TURCO E SONO MUSULMANI 

LA STRAGE E’ DURATA 7 MINUTI, IN CUI HA SPARATO 180 COLPI 

NON SONO MANCATI TWEET E POST DI GIUBILO PER L’AZIONE


Monica Ricci Sargentini per il Corriere della Sera


il killer di istanbul arriva al reina sparandoIL KILLER DI ISTANBUL ARRIVA AL REINA SPARANDO
Alla fine è arrivata la rivendicazione dell’attentato compiuto la notte di Capodanno nella nota e blasonata discoteca Reina, a Ortakoy nella parte più europea di Istanbul. Nella strage sono morte 39 persone, una settantina i feriti. La firma è quella dei terroristi dello Stato Islamico (Isis) che, per la prima volta, hanno diffuso il comunicato anche in lingua turca: «Per continuare le operazioni benedette che lo Stato Islamico sta conducendo contro la protettrice della croce, la Turchia, un soldato eroico del Califfato ha colpito uno dei più famori nightclub dove i cristiani celebravano la loro vacanza apostata».

IL KILLER ORIGINARIO DELLO XINJIANG

C'è, intanto, una pista che sembra farsi concreta. Dopo l'errore di domenica (quando è stata diffusa la foto di un presunto sospetto che in realtà non aveva nulla a che fare con la strage), la polizia turca ha diffuso altre immagini riprese da video di sorveglianza.
il killer di istanbul arriva al reina sparandoIL KILLER DI ISTANBUL ARRIVA AL REINA SPARANDO

Secondo la Cnn turca il killer sarebbe stato identificato. Si tratterebbe di un 25enne dello Xinjiang, regione autonoma della Cina nord-occidentale abitata dagli uiguri, etnia che parla una lingua simile al turco e di fede musulmana, già nota come Turkestan Orientale.

Ricostruiti anche gli ultimi spostamenti dell'attentatore di sabato sera. Il giovane avrebbe preso un taxi nel quartiere di Zeytinburnu, nella parte sud del versante europeo della città, e si sarebbe fatto portare in quello di Ortakoy, più a est, dove è situata la discoteca Reina. C'era traffico, però, e per questo sarebbe sceso lontano dal locale che avrebbe poi raggiunto a piedi.
il killer di istanbul arriva al reina sparandoIL KILLER DI ISTANBUL ARRIVA AL REINA SPARANDO

Erano settimane che in Turchia giravano appelli contro il Natale e il Capodanno: «Müslüman Noel kutlamaz», «Müslüman yilbasi kutlamaz» («Un musulmano non può festeggiare il Natale»,« Un musulmano non può festeggiare il Capodanno»). Un’opinione diffusa non solo dagli estremisti islamici ma anche da autorevoli organi regiosi come la Diyanet che il 30 dicembre, per voce del direttore degli Affari Religiosi, Mehmet Görmez, molto vicino all’Akp, aveva fatto girare in 80mila moschee un sermone del venerdì in cui dichiarava illegittimi i festeggiamenti del 2017 perché non musulmani.
attentato alla discoteca reina di istanbul 9ATTENTATO ALLA DISCOTECA REINA DI ISTANBUL 

In tutto il Paese l’atmosfera era ostile al Natale e alla fine dell’anno tanto che nei giorni scorsi un uomo vestito da Babbo Natale ha rischiato il pestaggio. Subito dopo l’attentato non sono mancati i tweet e i post di giubilo da parte di chi considera le feste cristiane da disprezzare.

attentato alla discoteca reina di istanbul 8ATTENTATO ALLA DISCOTECA REINA DI ISTANBUL 
Il 30 dicembre le autorità turche avevano ricevuto informazioni dagli Stati Uniti, che avvertivano del rischio di un attacco da parte dello Stato islamico durante la notte di Capodanno a Istanbul o Ankara. Un allerta che non è bastato a scongiurare la strage.
attentato alla discoteca reina di istanbul 7ATTENTATO ALLA DISCOTECA REINA DI ISTANBUL 

Nel locale colpito sono stati trovati 180 proiettili. Gli esperti ritengono che il killer si sia comportato in modo «professionale, addestrato e a sangue freddo», dimostrando di aver in precedenza fatto sopralluoghi sul posto per raccogliere informazioni.

attentato alla discoteca reina di istanbul 6ATTENTATO ALLA DISCOTECA REINA DI ISTANBUL 
Il terrorista è arrivato al Reina in taxi all’una e un quarto, ha preso una borsa dal bagagliaio da cui ha estratto un fucile automatico e ha cominciato a sparare colpendo prima un poliziotto e un agente di viaggi che erano fuori dal locale e poi , dentro alla discoteca, ha scaricato tutta la sua rabbia sui 600 avventori, in gran parte stranieri che stavano festeggiando l’arrivo del 2017. L’assalto è durato almeno 7 minuti, il killer si è tolto il cappotto prima di lasciare la scena e far perdere le sue tracce.

Fonte: qui
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Etichette: attentato, Besiktas, Capodanno, cinese, isis, Istanbul, Reina, uiguri

domenica 1 gennaio 2017

Turchia: attacco in night club a Istanbul, 39 morti e 69 feriti. Tra le vittime 15 stranieri

Ansa - Aggressori sparano a caso sulla folla vestiti da Babbo Natale. Farnesina verifica eventuale presenza di italiani. Un assaltiore ancora in fuga. Ombra dell'Isis

Il terrorismo colpisce la Turchia nella notte di Capodanno: è di almeno 39 morti e 69 feriti l'ultimo bilancio ufficiale di un attacco avvenuto in una famosa e affollatissima discoteca di Istanbul, non ancora rivendicato ma le cui caratteristiche fanno pensare a un attentato a firma Isis. Tra le vittime anche 15 stranieri.

L'attacco è avvenuto verso l'1:30 ora locale, le 23:30 in Italia. Sul numero degli assalitori, vestiti con costumi da Babbo Natale, ancora non c'è certezza: solo uno, secondo fonti ufficiali; fino a tre, secondo testimoni e media locali. E il ministero dell'Interno turco afferma che l'assalitore sarebbe ancora in fuga. Il locale preso di mira è il 'Reina': un rinomato nightclub sulle rive del Bosforo posto nel quartiere di Ortakoy nel distretto di Besiktas, parte europea di Istanbul. Al momento dell'attacco, nel night ci sarebbero state tra le 500 e le 600 persone. L'attentatore avrebbe prima ucciso un poliziotto e una guardia giurata all'ingresso, per poi entrare nel locale e iniziare a sparare a caso sulla folla. Molti si sarebbero perfino gettati nelle acque gelide dello stretto per sfuggire alla morte. Circa 60 le ambulanze accorse sul posto.

Condanna dell'attacco e solidarietà alla Turchia da parte di Stati Uniti, Ue e Nato: la Casa Bianca ha offerto ad Ankara l'aiuto degli Usa, mentre il dipartimento di Stato ha espresso solidarietà "all'alleato turco"; l'alto rappresentante europeo per gli Affari esteri Federica Mogherini ha sottolineato come si debba "lavorare per prevenire tali tragedie"; il segretario generale dell'alleanza atlantica Jens Stoltenberg ha parlato di "tragico attacco".

Pubblicato da Adolfo Bottiglione alle 08:38 Nessun commento:
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Etichette: Babbo Natale, Besiktas, Capodanno, isis, Istanbul, morti, Turchia
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