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domenica 10 novembre 2019

LA VERA INVASIONE CHE STA SOMMERGENDO ITALIA ED EUROPA E’ LA COCAINA

CENTINAIA DI TONNELLATE DI POLVERE BIANCA SBARCATE NEI PORTI DELLA UE. ECCO LE NUOVE ROTTE DEI NARCOS. UNA CONDUCE IN SPAGNA: ALGECIRAS, VALENCIA E BARCELLONA. 
L’ALTRA PUNTA IN DIREZIONE NORD, CIOÈ ROTTERDAM E ANVERSA. 
IN ITALIA, IL PORTO CALABRESE DI GIOIA TAURO HA PERSO IMPORTANZA A FAVORE DI...
VITTORIO MALAGUTTI E FRANCESCA SIRONI per L’ESPRESSO - http://espresso.repubblica.it/

Belin, mi dice: guarda che arriva anche il nostro carico il primo di novembre... cinque borse da 25... 125 chili in tutto... capisci com’è?». Massimo è nervoso: va bene gestire un ordine. Ma due, e per committenti diversi poi, è troppo. Troppo lavoro illegale, troppe richieste di sbarcare cocaina. La storia di Massimo, operaio portuale di Genova, dipendente di una grande società di servizi, subissato da offerte da parte dei trafficanti di droga, racconta alla perfezione il boom del business della droga in Europa.

La merce è troppa. È questa la vera, grande invasione che arriva dal mare. Mentre la politica e l’opinione pubblica si concentrano sugli sbarchi dei migranti, i carichi di cocaina bloccati nelle dogane del Vecchio Continente hanno fatto segnare un aumento senza precedenti: quest’anno il conto complessivo potrebbe sfiorare le 200 tonnellate, contro le 150 del 2018.

una tonnellata di cocaina sequestrata al porto di le havre 2UNA TONNELLATA DI COCAINA SEQUESTRATA AL PORTO DI LE HAVRE 
È un fiume in piena. Uno tsunami di polvere bianca che invade il ricco mercato europeo dello spaccio. In Europa, e in Italia, non c’è mai stata tanta cocaina pronta per il consumo. Un’inchiesta dell’Espresso in edicola da domenica 10 novembre, realizzata insieme ai giornali del consorzio Eic (European Investigative Collaborations), ha ricostruito gli affari dei narcotrafficanti, scoprendo che i carichi di cocaina bloccati nelle dogane del Vecchio Continente hanno fatto segnare nei mesi scorsi un aumento senza precedenti: quest'anno il conto complessivo potrebbe sfiorare le 200 tonnellate, contro le 150 del 2018.

cocaina 1COCAINA 
Nei soli porti italiani, dal primo gennaio al 31 ottobre, ne sono state sequestrate più di cinque tonnellate. Il 168 per cento in più rispetto al 2018. Da Roma a Berlino, da Zurigo a Parigi e Londra il consumo di droga è d’altronde in continua crescita e aumentano di conseguenza anche gli affari delle organizzazioni criminali. In base alle stime dell’Europol, su scala globale il business della cocaina vale ricavi per almeno 300 miliardi di euro l’anno per una produzione complessiva stimata intorno alle 2 mila tonnellate, di cui 700 finiscono in Europa, mentre il resto va quasi per intero a rifornire il mercato Nordamericano.

L’enorme afflusso di droga proveniente dall’America latina, in primo luogo dalla Colombia, ha finito per modificare anche la geografia dei traffici.

cocaina 4COCAINA una tonnellata di cocaina sequestrata al porto di le havre 1UNA TONNELLATA DI COCAINA SEQUESTRATA AL PORTO DI LE HAVRE 
In Italia, per esempio, il porto calabrese di Gioia Tauro, a lungo il centro logistico preferito dalla ndrangheta, ha perso importanza a favore di altri scali come Genova e Livorno. Nel capoluogo ligure nel gennaio scorso è stato intercettato un carico di 2 tonnellate, il singolo sequestro più ingente negli ultimi 25 anni. Le cosche calabresi sono ormai in grado di giocare su più tavoli, di gestire le spedizioni di cocaina su porti diversi a seconda delle esigenze del momento. I carichi provenienti dal Sud America vengono così suddivisi fra tutte le principali destinazioni del continente. Sono due le principali rotte verso l’Europa. Una conduce ai porti spagnoli di Algeciras, Valencia e Barcellona. L’altra punta in direzione Nord, cioè Rotterdam e Anversa, dove nel 2018 sono stati bloccate 51 tonnellate di cocaina…

Fonte: qui

giovedì 11 luglio 2019

ARRESTATO IN BRASILE NICOLA ASSISI, CONSIDERATO IL BROKER NUMERO UNO DELLA ‘NDRANGHETA IN SUDAMERICA: ERA LUI A MUOVERE IL 40% DELLA COCAINA CHE ARRIVAVA IN EUROPA

NEL SUO APPARTAMENTO-BUNKER STILE HOLLYWOOD HANNO TROVATO TRE PISTOLE, VENTI CHILI DI BANCONOTE, VARIE AUTO DI LUSSO E…


nicola assisiNICOLA ASSISI
Paolo Manzo per “il Giornale”

Un appartamento stile Hollywood a due passi dall' oceano sul lungomare Aviazione, dotato di telecamere di ultima generazione in grado di controllare a 360 gradi quello che accadeva fuori. Era in questo esilio dorato che si era trincerato l' uomo chiave della ndrangheta in Sudamerica, quel Nicola Assisi che arrestato l' altroieri con il figlio Patrick - insieme occupavano tre sontuosi attici con piscina - era considerato a tutti gli effetti il broker della cocaina numero uno della mafia calabrese in Brasile.

nicola assisi alias javier varelaNICOLA ASSISI ALIAS JAVIER VARELA







Per le autorità verdeoro - che hanno soprannominato l' operazione «Barone Invisibile» e che hanno collaborato a stretto braccio con i carabinieri di Torino e l' Interpol - il 40% della polvere bianca che arrivava in Europa lo faceva proprio grazie al lavoro meticoloso di Nicola che movimentava con estrema facilità tonnellate di droga provenienti da Perù, Bolivia e Colombia.

cocaina a casa di nicola assisiCOCAINA A CASA DI NICOLA ASSISI
Non è dunque un caso che il rifugio dorato di Nicola e il figlio si trovasse proprio sul litorale paulista, a Praia Grande, a pochi km da quel porto di Santos diventato ormai il nuovo hub per il traffico di cocaina dall' America Latina in Europa. In questo «casa e bottega» sui generis Assisi era riuscito a mettere in piedi anche un fiorente sistema di riciclaggio creando una serie di imprese di facciata legate nel settore edile.

i soldi trovati a casa di nicola assisiI SOLDI TROVATI A CASA DI NICOLA ASSISI





In casa gli hanno trovato tre pistole, 800mila reais in contanti, l' equivalente di circa duecentomila euro e venti chili (gli agenti li hanno pesati prima di contarli). E poi 20mila dollari e quasi cinque chili di cocaina purissima. Il tutto in una stanza bunker ricavata nel soffitto, in pieno stile Pablo Escobar. In garage, poi, varie auto a dimostrazione di come si muovesse senza paura di essere scoperto, nonostante da tempo la polizia brasiliana avesse cominciato a stringere il cerchio su personaggi come lui e quel Rocco Morabito, altro boss della ndrangheta, fuggito a giugno da un carcere di Montevideo in Uruguay e, probabilmente, rifugiatosi anche lui in Brasile.
nicola assisi 1NICOLA ASSISI 

Quanto a Nicola Assisi, 61 anni, figurava nella lista dei cento ricercati italiani più pericolosi.
Anche la Dea statunitense da tempo era sulle sue tracce. Nel 2007 era stato condannato a 14 anni e 4 mesi di reclusione nell' ambito del processo Elianto, pena mai scontata nonostante un arresto ai domiciliari a Lisbona nel 2014 da cui Nicola si era poi dileguato. Le autorità locali pensano che in questi anni padre e figlio abbiano viaggiato tranquillamente usando documenti falsi in tutto il paese. In casa in Brasile è stato trovato un passaporto argentino falso e una scheda elettorale verdeoro.
nicola e patrick assisiNICOLA E PATRICK ASSISI







A proposito dell' arresto dei due Assisi, secondo il capo della sede di San Paolo della Polizia federale «si tratta di un tassello importante che spiega altre investigazioni in corso sul traffico internazionale di droga del cui schema i due appaiono responsabili». In particolar modo sotto la lente degli agenti sono finiti non solo il porto di Santos ma anche quello di Paranaguá, nello stato del Paraná dove tra gennaio e giugno scorsi sono state sequestrate 7,2 tonnellate di cocaina.

Fonte: qui

martedì 15 novembre 2016

Cremlino: telefonata Trump-Putin su terrorismo e Siria - Trump e gli immigrati irregolari

Dialogo con Vladimir Putin su basi parità, possibile incontro.

Incarcereremo i criminali o butteremo fuori gli irregolari che hanno precedenti penali
Finiremo di costruire il muro o la recinzione  al confine col Messico


Ansa - Il neo eletto presidente Usa Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin hanno avuto un colloquio telefonico. Lo riferisce la Tass. Al centro dei colloqui, riferisce il Cremlino, la lotta al terrorismo internazionale e la questione siriana. Putin si è congratulato con Trump per l'elezione. Nella loro telefonata Vladimir Putin e Donald Trump hanno deciso di proseguire con i contatti telefonici con la possibilità di incontrarsi personalmente. Lo riferisce il Cremlino secondo quanto riporta la Tass. "Il presidente russo si è detto pronto a costruire un dialogo fra partner con la nuova amministrazione sui principi di uguaglianza, rispetto reciproco e non interferenza nei rispettivi affari interni", ha aggiunto il Cremlino. Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente-eletto americano Donald Trump hanno riconosciuto come il livello delle attuali relazioni fra Stati Uniti e Russia sia "insoddisfacente" e hanno auspicato una normalizzazione dei rapporti.
Il presidente russo Vladimir Putin ha chiamato per congratularsi per la vittoria di Donald Trump. Lo riferisce lo staff del presidente-eletto americano. Nel corso del colloquio telefonico, Trump ha detto a Putin di puntare su una relazione forte e duratura.
"Uno dei messaggi che consegnerò ai leader europei" è "l'impegno di Donald Trump nei confronti della Nato. Lo afferma il presidente americano Barack Obama a poche ore dalla partenza per l'Europa. "Un enorme continuità nelle relazioni estere degli Stati Uniti continuerà con il presidente-eletto, Donald Trump, che ha mostrato un "grande interesse" nel mantenere le relazioni estere. 
"Con il mio team siamo pronti ad accelerare i prossimi passi verso la transizione. Aiutero' il presidente eletto ad affrontare questa grande sfida": lo ha detto Barack Obama nel corso della sua prima conferenza stampa dopo le elezioni presidenziali.
"L'America oggi e' piu' forte e le alleanze sono cruciali per la nostra sicurezza": lo ha detto Barack Obama che stasera partira' per il suo ultimo viaggio in Europa dove incontrera' i principali leader europei. "Non mollero' fino all'ultimo", ha agiunto Obama.
La comunità ebraica e quella musulmana in Usa protestano contro la nomina di Steve Bannon come chief strategist di Trump: "E' una scelta che rende l'appello all'unità una presa in giro", afferma il Council on American-Islamic relations. L'accusa a Bannon è quella di aver trasformato il suo sito Breibart in uno strumento di "propaganda etnica e di nazionalismo bianco", con posizioni "razziste" e, aggiungono gli ebrei, "antisemite". "Bannon deve andare via - attacca infatti anche l'Anti-Defamation League - se Trump vuole davvero essere il presidente di tutti".
Portavoce difende Bannon, 'brillante stratega' - Donald Trump scende in campo per difendere la controversa nomina di Steve Bannon: "Chi lo critica - ha detto la portavoce del tycoon, Kellyanne Conway - dovrebbe andare a guardare il suo curriculum. Bannon e' uno stratega brillante, e con Reince Priebus sta facendo sacrifici enormi per servire il presidente".
''Protestano contro di me perche' non mi conoscono, ma dico loro di non avere paura'': e' il primo messaggio di Trump ai manifestanti che da giorni protestano contro la sua elezione a presidente degli Usa. E ai suoi sostenitori Trump a chiesto "stop" agli attacchi contro neri, ispanici e gay. Il presidente americano eletto ha annunciato poi che alla Corte costituzionale nominerà giudici 'pro vita' (anti aborto) e 'pro secondo emendamento' (quello sul diritto all'autodifesa con le armi).
Incarcereremo i criminali o butteremo fuori gli irregolari che hanno precedenti penali  - Donald Trump ha ribadito in una intervista alla Cbs un'altra delle sue promesse elettorali, l'espulsione di 2-3 milioni di clandestini con precedenti penali. "Quello che faremo e' buttare fuori dal Paese o incarcerare le persone che sono criminali o hanno precedenti criminali, membri di gang, trafficanti di droga", ha detto, indicando la cifra in due, forse anche tre milioni. Quanto agli altri irregolari, il neopresidente eletto ha sostenuto che una decisione verrà presa dopo aver reso sicura la frontiera. Trump ha confermato che intende costruire il muro al confine col Messico, precisando che una parte potrebbe essere muro e una parte una "recinzione", in accordo con quanto proposto dai repubblicani al Congresso.