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martedì 3 marzo 2020

Coronavirus, due magistrati del tribunale contagiati: rinviate udienze civili non urgenti. Regione: "Piano per proteggere gli over 65"

Evacuato il sesto piano del Palazzo di giustizia per una sanificazione urgente. Protezione civile e volontariato coinvolti sul modello del 'piano caldo' estivo per gli anziani. Il governatore Fontana: "Stiamo combattendo i giorni più difficili"

"Stiamo combattendo i giorni più difficili: nello spazio di due o tre giorni si avrà un'idea se i contagi cominceranno a rallentare o addirittura a decrescere": il governatore della Lombardia Attilio Fontana parla in diretta a Mattinocinque, non nascondendo le difficoltà, ma lanciando un segnale di speranza. Che, però, ha bisogno della collaborazione di tutti. Per questo la Regione lancia un appello agli anziani lombardi perché nelle prossime due settimane restino il più possibile a casa e riducano al minimo i contatti sociali con parenti e amici. È la fascia di cittadini over 65, secondo i dati disponibili finora e il parere degli esperti al lavoro, quella più debole in questa emergenza sanitaria e che rischia le conseguenze più critiche dall'eventuale contagio da coronavirus. I dati aggiornati forniti dalla Regione Lombardia convalidano la richiesta d'accortezza: "Il 53 per cento dei nostri 1.254 casi positivi in Lombardia sono nella fascia dai 65 anni in su. Ma gli over 65 in terapia intensiva corrispondono al 68 per cento. Per questo ribadiamo a tutti coloro che hanno più di 65 anni la necessità di rendere estremamente rarefatta la vita sociale". E ancora: "Uscite il meno possibile nelle prossime due o tre settimane". Così si è rivolto ai lombardi l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, che ricorda l'attività della centrale operativa della sanità regionale impegnata in un lavoro senza sosta dalle sette del mattino alle due di notte. 

Coronavirus a Milano, due magistrati del tribunale risultati positivi ai test. Rinviate udienze civili

Due magistrati in servizio a Palazzo di Giustizia sono risultati positivi al tampone. Uno lavora alla Sesta sezione civile, l'altro in quella penale, alla sezione Misure di prevenzione. Sono entrambi in isolamento ma non sarebbero in gravi condizioni. In auto-isolamento una trentina di persone: 15 giudici delle due sezioni e 15 del personale amministrativo, che riceveranno due volte al giorno una telefonata dalle autorità sanitarie per capire le loro condizioni. Ma l'auto-isolamento potrebbe estendersi anche a tutti quelli che sono venuti in contatto con i magistrati. Sospese immediatamente le udienze delle due sezioni, disposta una sanificazione urgente degli ambienti, e per questo è stato evacuato il sesto piano, facendo uscire magistrati, avvocati e tutti i presenti. Il presidente del Tribunale Roberto Bichi ha poi deciso di sospendere e rinviare a dopo aprile tutte le udienze civili non urgenti, alla luce della "diminuzione delle risorse", ossia del personale, giudici e personale amministrativo, a causa del contagio dei due magistrati e dell'isolamento di altri dipendenti. Verranno trattate in questi giorni, quindi, solo le procedure d'urgenza, come ad esempio le cause sugli alimenti e le udienze del settore immigrazione. Resta anche fissata, ad esempio, l'udienza sul caso Ilva del 6 marzo, perché è un procedimento urgente. Le udienze della Sezione misure di prevenzione sono state rinviate. Per il settore penale, invece, le udienze sia urgenti che non urgenti restano fissate, come nei giorni scorsi. Bichi ha chiarito, comunque, che la decisione sulle cause civili è solo "un primo passo" e che bisognerà valutare l'evoluzione della situazione nelle prossime ore.


In tribunale sono arrivati i tecnici che devono sanificare aule e uffici al terzo e al sesto piano del Palazzo. Al momento, i corridoi dei due piani non sono stati chiusi, ma è probabile che le aree davanti agli uffici e alle aule interessate agli interventi verranno momentaneamente interdette all'accesso del pubblico. Fuori dagli uffici e dalle aule interessate ci sono cartelli che ne segnalano la chiusura e il fatto che le udienze delle due sezioni coinvolte (la sesta civile al sesto piano e la sezione misure di prevenzione al terzo piano) sono state rinviate. "Stanno evacuando il sesto piano del Tribunale, due casi fra i giudici - ha scritto l'avvocato Mirko Mazzali su Facebook -. Teniamolo pure aperto il Tribunale per fare udienze che possono benissimo farsi fra un paio di mesi senza che succeda nulla. Si devono fare solo le udienze urgenti, non è difficile da capire". Con una circolare firmata dal procuratore Francesco Greco, intanto, la procura di Milano chiude tutti gli sportelli al pubblico "sprovvisti di vetro" (ufficio portale, ufficio dibattimento, 415 bis, ufficio esecuzioni)  fino a lunedì 9 marzo.

Coronavirus, due magistrati del tribunale contagiati: rinviate udienze civili non urgenti. Regione: "Piano per proteggere gli over 65"

Coronavirus in Lombardia, il piano per proteggere gli anziani e il punto sui contagi

Nella tarda serata di ieri i contagiati in Lombardia erano saliti a 1.254, i ricoverati a 478 dei quali 127 in terapia intensiva mentre i malati senza sintomi risultavano esser 472. I decessi sono cresciuti da 31 a 38, sette vittime in più tutte con più di 80 anni e patologie pregresse. La buona notizia è la guarigione dei primi due malati nella zona rossa del Lodigiano, tornati a casa in attesa dell'ultimo tampone di controllo. Per gli anziani il piano che si sta studiando coinvolge i sindaci lombardi ma anche la Protezione civile e il mondo del volontariato e ha lo scopo di attivare dei modelli di intervento sugli anziani sulla falsariga del piano anticaldo o antifreddo che viene di solito introdotto d'estate o d'inverno nelle città quando molti over 65 sono più a rischio per le condizioni climatiche estreme. Una rete straordinaria di assistenza da attuare sul territorio per aiutare gli over 65 più fragili, che magari non hanno parenti su cui poter contare, che hanno bisogno di un pasto caldo o di qualcuno che compri loro le medicine o i beni di prima necessità. In questo senso l'apporto dei volontari sarà fondamentale. Per attuare un sostegno domestico nei prossimi 15 giorni e fare in modo che questa fascia della cittadinanza possa restare in casa senza forti disagi, una accortezza che può essere risolutiva per la loro salute visto che tutti i decessi finora causati dal contagio dal coronavirus riguardano over 65. Ma anche un aiuto significativo al contenimento del virus. La stessa logica che ha portato a contingentare le visite nelle Rsa e nelle case di riposo, perché se il virus entrasse in quei luoghi sarebbe un pericolo serio per gli ospiti. Per questo è stato chiesto a parenti e amici di andare a trovare gli anziani in casi di estrema necessità, mentre in altre circostanze è meglio astenersi per tutelarli. Almeno per le prossime due settimane.


Coronavirus in Lombardia, positivo l'assessore Mattinzoli

"Buona giornata a tutti. Tengo a farvi sapere che il mio morale è buono, sono tranquillo, nonostante, per ora, la febbre non abbia intenzione di mollare". Così l'assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Alessandro Mattinzoli, dal nosocomio bresciano dove è ricoverato in un audio messaggio pubblicato sulla pagina Facebook di Lombardia Notizie Online. "Sono felice - ha aggiunto l'esponente della giunta - che tutti i miei colleghi di giunta siano risultati negativi. "Noi contagiati - ha sottolineato - siamo veramente in ottime mani e guariremo sicuramente tutti. Un saluto alla mia famiglia, a tutti i lavoratori e collaboratori di Regione Lombardia, a partire dal mio staff e dalla mia Direzione e un pensiero agli imprenditori che anche loro, non contagiati, stanno vivendo un momento difficile". Ieri solo alla fine di una lunghissima giornata si tira un sospiro di sollievo: nessun assessore è stato contagiato oltre ad Alessandro Mattinzoli. L'assessore regionale alle Attività produttive di Sirmione sul lago di Garda, al mattino, era stato ricoverato all'ospedale di Brescia dopo l'esito positivo del tampone. Durante una diretta sul suo profilo su Facebook, il governatore Attilio Fontana annuncia che la " giunta ha stanziato 40 milioni per affrontare l'emergenza". Con una delibera che prevede l'acquisto di alcune attrezzature innovative. Si tratta soprattutto di un primo lotto di 62 ventilatori portatili, una specie di casco che posizionato sul paziente induce ossigeno e lo aiuta a respirare. "Sono i primi ma stiamo cercando di recuperarne altri appena saranno reperibili", fa sapere l'assessore al Bilancio Davide Caparini. Questi ventilatori sono strategici perché possono essere posizionati in tutti i reparti di Pneumologia e in certi casi eviterebbero che per alcuni malati contagiati dal virus sia necessaria la terapia intensiva.


Coronavirus in Lombardia, l'aggiornamento dagli ospedali

L'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera ha fatto il punto sulla disponibilità in questi reparti di emergenza: "Sono circa 200 a oggi i posti letto che stiamo recuperando in terapia intensiva. In Lombardia abbiamo 900 posti, inizialmente erano 120 quelli dedicati alla gestione dei pazienti con coronavirus. Stiamo ampliando il numero di terapie intensive per il virus e sono già diventati 140, ma ne stiamo recuperando altre 50. Il numero di posti dedicato al coronavirus sta crescendo". La Regione inoltre sta attribuendo ad alcuni ospedali una vocazione specializzata nel trattamento della malattia. Si tratta delle strutture di Lodi, Seriate e Crema, dove "i reparti di Medicina sono stati trasformati in Pneumologia e sono stati creati settori di infettivologia" con un aiuto anche "del mondo privato accreditato che è entrato nella nostra unità di crisi". A breve si attende anche una risposta dal ministero della Difesa sulla richiesta avanzata dalla Regione di avere sul territorio rappresentanti della sanità militare.

Fonte: qui



Coronavirus, a Milano due magistrati positivi: sanificazione in corso nel Tribunale

sabato 21 gennaio 2017

Consiglio Ue, limiti a giudici politici

'Italia regoli conflitto interessi dei magistrati che divengono dei parlamentari'


(ANSA) - ROMA, 19 GEN - L'Italia deve introdurre leggi che pongano limiti più stringenti per la partecipazione dei magistrati alla politica, e mettere fine alla possibilità per i giudici di mantenere il loro incarico se vengono eletti o nominati per posizioni negli enti locali. È una delle dodici raccomandazioni contenute nel rapporto di Greco, organo anti corruzione del Consiglio d'Europa, approvato il 21 ottobre scorso e reso pubblico oggi. Il Consiglio chiede poi all'Italia di introdurre norme "chiare e applicabili" per regolare "la spinosa questione" del conflitto d'interessi dei parlamentari.


Ancora, occorrono più misure e strumenti per assicurare l'integrità dei membri delle commissioni tributarie. Nonostante negli ultimi anni l'Italia abbia fatto "passi decisivi" per combattere la corruzione, secondo l'organismo ci sono ancora diversi problemi da risolvere tra cui "l'allarmante" numero dei processi penali non conclusi a causa della prescrizione.

sabato 14 gennaio 2017

Giustizia: Anm contro governo, magistrati disertano cerimonia anno giudiziario Cassazione

La decisione presa all'unanimità dal comitato direttivo come forma di protesta per il "mancato adempimento degli impegni politici assunti da parte del governo" su pensioni e trasferimenti dei magistrati


Ansa - L'Anm non parteciperà alla cerimonia, il 26 gennaio, in Cassazione. In quella stessa data terrà una conferenza stampa nella propri sede al Palazzaccio. Parteciperà, invece, alle cerimonie, sabato 28, nelle Corti d'Appello.

Lo ha stabilito il Comitato direttivo centrale come forma di protesta per il "mancato adempimento degli impegni politici assunti da parte del governo" su pensioni e trasferimenti dei magistrati.

La decisione è stata presa all'unanimità.


domenica 8 gennaio 2017

FUORI I NOMI DI CHI HA UCCISO MPS!

FELTRI: “PRIMA DI SBORSARE 8 MILIARDI, IL GOVERNO PUBBLICHI L’ELENCO DEI MASCALZONI CHE HANNO INTASCATO CIFRE SBALORDITIVE EVITANDO DI RESTITUIRLE. PERCHÉ LO SCANDALO È STATO SEPOLTO SOTTO UNA COLTRE DI OMERTÀ? PERCHE’ I MAGISTRATI NON OBBLIGANO IL 'MONTE' A SCOPERCHIARE LA PATTUMIERA CHE NASCONDE LE CARTE DELLA VERITÀ?”

Vittorio Feltri per “Libero quotidiano”

vittorio feltriVITTORIO FELTRI
Quante frottole ci hanno raccontato sulla crisi del Monte dei Paschi di Siena. Hanno voluto farci credere - e in parte ci sono riusciti - che si è trattato di una calamità naturale, quindi inevitabile, mentre chi ha gestito l'istituto ha prestato, anzi regalato, soldi a tutti, cani e porci, tranne a chi ne aveva effettivo bisogno per mandare avanti attività produttive, commerciali, artigianali e industriali, e che sarebbe stato in grado di restituirli.

La banca dei maneggioni comunisti, ex e post comunisti, ha favorito soltanto i compagni e gli amici dei compagni ed è saltata in aria perché i fortunelli che hanno incassato senza fornire garanzie si sono guardati da ripianare le somme a debito, considerandole non prestiti, ma gentili omaggi.

Ora ci si domanda: cosa ha fatto il Monte per recuperare i crediti? Nulla. Non ha mosso un dito.

MPSMPS

Quante cause ha intentato nei confronti dei bucaioli onde riprendersi ciò che gli era dovuto, interessi compresi? Nessuno si è impegnato - né amministratori né dirigenti - per far quadrare i conti, e i conti sono sballati. Miliardi e miliardi usciti e mai più rientrati. Perché questa banca, la più antica e gloriosa, da quando è finita miseramente sotto il controllo dei rossi - incapaci per definizione, dato che sono anticapitalisti ideologici - non si è peritata di rendere noti i nomi dei bidonisti ai quali ha versato montagne di soldi senza farseli ridare?

mps titoli di stato 2MPS TITOLI DI STATO 2
Ecco il punto. 

Perché lo scandalo è stato silenziato, sepolto sotto una coltre di omertà?

Per quale motivo la magistratura non obbliga il Monte a scoperchiare la pattumiera che nasconde le carte della verità?

Tra l'altro gli stessi compagnucci dei compagnucci che hanno combinato il disastro, ora hanno deliberato di salvare l' istituto in procinto di fallire donandogli la bellezza di otto miliardi otto prelevati dai forzieri dello Stato, cioè nostri.

I cittadini italiani, svenati dalle tasse, sono pure costretti a sanare i bilanci di una banca che invece di fare la banca arricchiva lorsignori in cambio di che?

Ci piacerebbe scoprirlo.

Il governo prima di sborsare 8 miliardi pubblici faccia chiarezza: pubblichi l' elenco dei mascalzoni che hanno intascato cifre sbalorditive evitando con cura di riportarle al mittente.

Risulta che il 70-80 per cento degli insolventi sia costituito da grandi imprenditori, non da poveri cristi strozzati dalla recessione.


E allora fuori i nomi dei profittatori, siano opportunamente sputtanati.
IL TITOLO MPS MONTEPASCHI DAL 2000 A GENNAIO 2016 OVVERO DA 110 EURO A 70 CENTIL TITOLO MPS MONTEPASCHI DAL 2000 A GENNAIO 2016 OVVERO DA 110 EURO A 70 CENT

La gente merita di guardare in faccia chi la impoverisce. E noi di Libero, interpretandone le legittime aspirazioni, pretendiamo che il Monte e la magistratura mostrino i documenti che inchiodano alle loro responsabilità coloro che hanno sfasciato l' istituto presentando le spese ai contribuenti italiani. Da oggi in poi insisteremo ogni giorno finché non sia fatta giustizia e i furfanti non siano esposti al ludibrio popolare.

Fonte: qui

giovedì 24 novembre 2016

Carminati: «Ho preso i soldi al caveau fra un documento e l'altro»


Nel corso del processo per Mafia Capitale per cui è imputato, il 'Cecato' ammette per la prima volta di aver compiuto il furto alla Banca di Roma e di aver prelevato il contenuto delle 147 cassette di sicurezza.

I retroscena del colpo che colpì magistrati, avvocati, funzionari della Giustizia connessi con i più grandi misteri d'Italia, erano stati pubblicati in esclusiva dal nostro giornale

di Lirio Abbate                                                                                         22 novembre 2016

Per la prima volta Massimo Carminati, intervenendo in aula durante il processo a mafia Capitale in cui è imputato, ammette di aver compiuto il furto al caveau della Banca di Roma a luglio 1999, ma soprattutto rivela ai giudici del tribunale di aver portato via documenti riservati contenuti nelle cassette di sicurezza. La dichiarazione spontanea del “cecato” arriva a conclusione della deposizione fatta oggi da due ufficiali dei carabinieri, chiamati a deporre dalla difesa di Carminati, accusato di essere il capo di mafia Capitale.

L'Espresso ha pubblicato nelle scorse settimane i retroscena di questo furto, rendendo noti i nomi delle vittime titolari delle cassette di sicurezza. Fra loro vi erano magistrati importanti, avvocati, professionisti e impiegati del ministero della Giustizia. Nomi che non erano mai stati resi pubblici.

"È ovvio dal 2002 da dove proviene la mia disponibilità economica. Se c'erano tutti questi dubbi sulla mia partecipazione al colpo del caveau a piazzale Clodio (avvenuto nel luglio del 1999 ndr) potevano dirlo subito così mi assolvevano invece di condannarmi. C'erano tanti documenti in quel caveau, ma anche tanti soldi e io qualche soldo l'ho preso".




Il nostro settimanale ha titolato in copertina “Ricatto alla Repubblica”, con i segreti della lista Carminati. Perché l'ex estremista di destra che ha fondato adesso mafia Capitale aveva scelto le cassette da svuotare nel 1999 e oggi l'Espresso è stato in grado di ricostruire i misteri d'Italia ai quali sono connesse le vittime: dalla P2 alle stragi, da Andreotti al delitto di Pasolini.

vedi anche:


Oggi nell'aula bunker di Rebibbia è arrivata la svolta, accompagnata da un chiaro messaggio che è tutto da decifrare. Carminati dice: «Sulla mia disponibilità economica, tutti ci girano intorno, ma è ovvio quale fosse dal 2002: se c'erano tutti questi dubbi che io avessi partecipato al furto al caveau potevano dirlo prima così mi assolvevano invece di condannarmi». E aggiunge un particolare importante: « È vero, c'erano molti documenti, e così fra un documento e l'altro ho preso pure qualche soldo».

Poi, come ha fatto altre volte, ha puntato ancora all'inchiesta de l'Espresso sui Quattro re di Roma, sostenendo «che per me non era una fuga di notizie».

vedi anche:

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I quattro re di Roma

Carminati, Fasciani, Senese e Casamonica. Ecco i boss che si sono spartiti il controllo della città. Mettendo a freno omicidi e fatti di sangue troppo eclatanti per garantire il silenzio sui propri traffici


Fino ad oggi Massimo Carminati non aveva mai ammesso alcuna responsabilità fra le tante che gli sono state rivolte nelle aule giudiziarie. Oggi ammette di aver preso “documenti” e soldi dal caveau che fino al giorno del suo arresto lo hanno fatto vivere al di sopra del suo tenore ufficiale di vita. Carminati è stato processato per questi furto e condannato dai giudici di Perugia.

La condanna per il colpo al caveau è diventata definitiva il 21 aprile 2010. Ma Carminati ha evitato il carcere grazie all’indulto Prodi-Berlusconi, che gli ha cancellato tre anni di pena. Quindi ottiene l’affidamento nella cooperativa sociale di Salvatore Buzzi. E, secondo l’accusa, fonda mafia Capitale.

Fonte: qui