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lunedì 31 dicembre 2018

OGGI ARRIVERÀ IL DECRETO DEL MINISTERO PER STERILIZZARE L’AUMENTO DELLE TARIFFE AUTOSTRADALI

ASPI (GRUPPO BENETTON) HA GIÀ DATO LA DISPONIBILITÀ, MENTRE RESTA DA SCIOGLIERE IL NODO A24-A25 
IL GRUPPO TOTO, CHE GESTISCE LA “STRADA DEI PARCHI” POTREBBE FAR SCATTARE GLI AUMENTI NEL LAZIO E IN ABRUZZO DOPO LO SCONTRO CON ANAS
Umberto Mancini per “il Messaggero”

AUTOSTRADE CASELLOAUTOSTRADE CASELLO
Pedaggi congelati al casello per il 2019. Almeno per la rete gestita da Aspi, quella di Autostrade per l' Italia, la più estesa del Paese, mentre resta da sciogliere, a poche ore dal varo del decreto del Mit, il nodo che riguarda la Strada dei Parchi, che appartiene al gruppo Toto.

Anche per le altre tratte gli incrementi dovrebbero essere nulli o molto limitati in vista del confronto più ampio che si aprirà proprio al dicastero guidato da Danilo Toninelli. Di certo la riscrittura delle regole, fanno sapere le concessionarie autostradali, dovrà avvenire in una cornice chiara e trasparente, nel rispetto cioè delle convenzioni siglate e dei piani d' investimento.

PORTA STRETTA
autostradeAUTOSTRADE
Oggi, come noto, arriverà il verdetto del governo che di fatto ha chiesto la sterilizzazione degli aumenti delle tariffe. Aspi avrebbe già dato ampia disponibilità così come la Strada dei Parchi (A24-A25), accettando l' invito del ministro a discutere sul rapporto tra tariffe, andamento dell' inflazione e investimenti. E a farlo magari ogni anno e non ogni 5 come accade in certi casi.

STRADA DEI PARCHISTRADA DEI PARCHI
Di certo le convenzioni siglate non potranno essere stravolte, né modificate in maniera unilaterale. Anche perché i ricorsi, come accaduto in passato quando sono state congelate le tariffe, alla fine non farebbero che dar ragione alle concessionarie. La sterilizzazione sarà quindi a tempo, limitata, in attesa di un quadro regolatorio condiviso.

CESARE RAMADORICESARE RAMADORI
Tuttavia, come anticipato dal Messaggero, per la Strada dei Parchi (A24 e A25), quella che collega Roma all' Abruzzo, il congelamento degli aumenti potrebbe rivelarsi più problematico a causa del duro scontro con l' Anas. In una lettera la società si è infatti appellata al ministro Danilo Toninelli affinché eviti che Anas faccia ricadere «sugli utenti dell' A24-A25 il costo di ulteriori 75 milioni di euro relativi agli interessi sulle due rate del canone di concessione che devono essere sospese» per consentire la sterilizzazione delle tariffe ed evitare così il rincaro.
VIADOTTO USURATO STRADA DEI PARCHIVIADOTTO USURATO STRADA DEI PARCHI

Nella lettera l' ad di Strada dei Parchi, Cesare Ramadori, ha spiegato che un accordo con l' Anas era stato trovato «per il differimento al 2028 del versamento delle rate 2018 e 2019», ma che poi proprio l' Anas ha «aggiunto la pretesa di applicare sul valore delle rate posticipate (112.000.000 di euro), un tasso di interesse del 6% annuo al posto del tasso legale, come peraltro indicato dal Mit». Una proposta giudicata «inaccettabile».

Anche ieri, visto l' impasse, la società ha ribadito di essere pronta ad evitare aumenti al casello almeno fino al 31 marzo, ma solo a patto che l' Anas faccia marcia indietro. Se non sarà risolta la questione, gli automobilisti rischiano un aumento record di circa il 19% dei pedaggi. Questa mattina ci sarà l' incontro decisivo tra Anas e Mit per trovare un accordo.

LA MILANO SERRAVALLE
CESARE RAMADORI 1CESARE RAMADORI 
La società autostradale Milano Serravalle-Milano Tangenziali ha intanto deciso di sospendere fino al prossimo 31 gennaio l' adeguamento tariffario riconosciuto per il 2019. La sospensione dell' adeguamento tariffario riconosciuto in sede ministeriale - spiegano dalla società - deriva anche dalla «volontà di compensare, almeno in minima parte, i disagi arrecati all' utenza dalla chiusura parziale della Tangenziale Ovest di Milano, disposta per effettuare interventi di manutenzione straordinaria al viadotto di Rho».

Fonte: qui


Pedaggi, ecco cosa cambia al casello


Toninelli: 'Aumenti sospesi su 90% autostrade'

Ansa - "Grazie al duro lavoro fatto al Mit in questi ultimi giorni, e nonostante tantissimi ostacoli, ho firmato i decreti grazie ai quali, nel 2019, non scatterà nemmeno un centesimo di aumenti dei pedaggi sul 90% delle autostrade italiane". Lo scrive su Fb il ministro Danilo Toninelli, sottolineando che "nella maggior parte dei casi l'assenza di rincari è il risultato di una fruttuosa interlocuzione con i concessionari autostradali".
"Laddove l'accordo non si è raggiunto, come nel caso di Strada dei Parchi, che gestisce le arcinote A24-A25 - scrive ancora Toninelli - abbiamo agito emanando comunque l'apposito decreto di sterilizzazione degli esorbitanti rincari per gli utenti". Per il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti "siamo di fronte a un risultato di cui vado molto fiero, un traguardo importante del Governo del cambiamento a favore dei cittadini, di tutti noi. Questo è quanto abbiamo fatto ereditando gli errori del passato. Per il futuro invece prevediamo pedaggi più bassi perché direttamente collegati con gli investimenti effettivi e non più presunti da parte dei concessionari. Una norma che abbiamo inserito nel decreto Genova e che è già legge. La rivoluzione è iniziata. Vi auguro dunque, e auguro a tutti noi, un 2019 ricco di tante altre grandi vittorie, sempre a favore dei cittadini onesti".
Strada dei Parchi, concessionaria delle autostrade A24 e A25, blocca di propria iniziativa gli aumenti dei pedaggi, di circa il 19%, che sarebbero scattati a mezzanotte. Lo rende noto la stessa azienda che ha deciso "nonostante l'incomprensibile posizione di Anas". La società ha deciso di sospendere gli aumenti dei pedaggi approvati dal Governo a fine 2017 e quelli previsti dalla Convenzione vigente per il 2019. L'intesa per la 'sterilizzazione' degli aumenti trovata con il Mit è saltata per opposizione dell'Anas. "Strada dei Parchi, società concessionaria delle autostrade A24 e A25 - si legge in una nota - nel prendere atto con rammarico delle ingiustificate pretese di Anas, che esige un tasso di interesse del 6% annuo al posto del tasso legale del 2% sulle rate posticipate 2018 e 2019 dovute quale prezzo della concessione, pretese reiterate nonostante gli inviti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti suo controllante, comunica agli utenti che a partire dalla mezzanotte di oggi e fino a quando il Governo non troverà un'adeguata soluzione normativa, ha deciso di sospendere gli aumenti dei pedaggi di A24 e A25 approvati dal Governo alla fine del 2017 e quelli previsti dalla Convenzione vigente per il 2019. Strada dei Parchi si dice fiduciosa che il MIT possa mettere al più presto la Concessionaria di A24 A25 e A25 nella possibilità di sottoscrivere il nuovo 'Piano economico e finanziario', in modo da affrontare in via definitiva la questione degli adeguamenti tariffari". Oggi il cda  dell'Anas "ha deliberato di avviare una negoziazione" anche con il Mit per "differire le rate 2017 e 2018 dovute da Strade dei Parchi per il corrispettivo della concessione, nonostante l'articolato e annoso contenzioso in essere". E' quanto si legge in una nota. La scelta arriva "in considerazione del significativo impatto sociale della iniziativa, rivolta primariamente alla tutela dell'interesse pubblico a mitigare un significativo incremento tariffario a partire dal 2019".
Autostrade: Stop 6 mesi a pedaggi in spirito collaborazione - Il Consiglio di Amministrazione di Autostrade per l'Italia ha determinato, condividendo tale iniziativa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di mantenere sulla propria rete l'attuale livello tariffario, senza quindi applicare all'utenza l'incremento sul pedaggio spettante alla concessionaria". Lo rende noto un comunicato nel quale si sottolinea che "Autostrade per l'Italia intende così supportare la crescita e la competitività del Paese mantenendo a proprio carico l'iniziativa per un periodo di sei mesi in un fattivo spirito di collaborazione con il governo".
Autovie: da ministero stop all'aumento dell'1,48%  -"Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha bloccato l'incremento delle tariffe sul 90% delle autostrade italiane fra le quali Autovie Venete. Il decreto, pervenuto ieri alle 21.52, facendo riferimento alla richiesta di adeguamento presentata da Autovie, pari all'1,48%, ha escluso il riconoscimento per l'anno 2019". Così Autovie Venete in una nota. Il ritocco delle tariffe, spiega la concessionaria, era stato "richiesto come riconoscimento di indennizzazione dell' inflazione per coprire i costi della terza corsia della A4, con aumenti dei pedaggi che sarebbero stati comunque molto contenuti tra i 5 e i 10 centesimi". Il Mit - riporta la nota - precisa che "la concessione è scaduta il 31 marzo 2017 e attualmente sono in corso di definizione i rapporti economici tra le parti. Eventuali recuperi tariffari saranno determinati al momento del subentro del nuovo concessionario". Autovie sottolinea infine che "non tutto ciò che incassa resta alla concessionaria. Una parte, pari al 2,5% circa va ad Anas, l'Iva va allo Stato, un'ulteriore quota viene utilizzata a copertura degli investimenti e un'altra, non di poco conto, è destinata alle spese di manutenzione: dalla gestione degli impianti tecnologici agli interventi più vari".
Cav: Mit autorizza aumento tariffe +2,06% -  Aumenti contenuti per i pedaggi autostradali sulle competenze di Concessioni Autostradali Venete Spa. Lo comunica oggi la concessionaria della A4 Venezia-Padova, passante di Mestre e A57 Tangenziale di Mestre. L'adeguamento scatta da oggi ed è stato comunicato ieri sera dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Dopo tre anni di tariffe invariate per la maggior parte di classi di veicoli, il Mit ha riconosciuto un aggiornamento tariffario pari al 2,06%, che si traduce in un aumento massimo dei pedaggi di 10 centesimi per le auto e in alcuni casi di 20 centesimi per i mezzi pesanti. In particolare, la tariffa tra la barriera di Venezia-Mestre e Padova Est passa da 2,70 a 2,80 euro per le automobili e da 6,70 a 6,80 euro per gli autoarticolati a 5 assi. Aumenti più consistenti riguardano i mezzi pesanti a 5 assi su alcuni percorsi, come ad esempio tra i caselli della A57 (Venezia-Mestre, Mirano-Dolo e Mira-Oriago) e quelli del Passante: a Martellago-Scorzè da 9,40 a 9,60 euro, a Preganziol da 12,50 a 12,70 euro. "L'adeguamento - afferma la Presidente di CAV, Luisa Serato - è stato riconosciuto dal Mit anche sulla base della particolare mission della nostra società, che ha per vincolo statutario l'investimento complessivo degli utili in infrastrutture per il Veneto, di concerto con la Regione e lo stesso Ministero. Questo peculiare assetto societario rende CAV, società partecipata al 50% da Anas e al 50% dalla Regione Veneto, unica nel panorama delle concessioni autostradali italiane, per cui non è prevista alcuna redistribuzione dei dividendi fra i due soci". Sempre su richiesta di CAV, il Mit, di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, ha concesso la proroga fino al 31 dicembre delle agevolazioni tariffarie che riguardano il traffico pendolare tra i caselli di Mirano-Dolo e Padova Est: sarà dunque valido anche per il nuovo anno l'abbonamento (adeguato al nuovo regime tariffario) che riguarda i residenti dei comuni di Mirano, Dolo, Mira, Spinea e Pianiga che effettuano almeno 20 transiti mensili tra le due stazioni, che sarebbe scaduto ieri.
A35 Brebemi, confermato lo sconto 20% anche nel 2019 - È stato confermato lo sconto sui pedaggi di A35 Brebemi. La promozione rinnovata anche quest'anno per tutto il 2019 "è stata pensata e fortemente voluta per abbassare i costi di percorrenza, compensando l'adeguamento tariffario comunicato dal Ministero dal primo gennaio 2019". Lo comunica la società in una nota spiegando di aver "deciso di rinnovare lo sconto del 20% per tutto il nuovo anno a tutti gli utenti dotati di Telepass Business e Family grazie alla promozione "Best Price", valida sette giorni su sette, per tutti gli spostamenti effettuati e su qualsiasi tratta in A35 Brebemi e A58 TEEM". Nelle prossime settimane, conclude la nota, "verrà annunciato anche un nuovo programma di incentivazione e fidelizzazione destinato a fornire ulteriori vantaggi ai Clienti A35 Brebemi".
Aumento del 6,32% per ll'Aosta-Monte Bianco - Tariffe autostradali più salate del 6,32% a partire da oggi sul tratto dell'A5 tra Aosta e il Traforo del Monte Bianco. Lo comunica la società Raccordo autostradale Valle d'Aosta. Per il 2019 vengono confermate le agevolazioni ai pendolari e residenti in Valle d'Aosta con veicoli di classe A (motocicli e autovetture) provvisti di Telepass che prevedono 2 transiti gratuiti ogni 4 e suoi multipli, fino ad un massimo di 48 transiti mensili). Il Ministero per le infrastrutture e trasporti ha autorizzato, dal 1 gennaio al 31 dicembre 2019, l'aumento della percentuale di sconto al 68,5%. "Tale misura ha l'effetto di mantenere invariata la tariffa per i residenti-pendolari sui percorsi di competenza RAV rispetto a quella applicata nel 2017 e nel 2018", spiega la Rav spa. Fino al 31 dicembre 2019 restano in vigore anche le altre agevolazioni Telepass: l'utilizzo gratuito della tangenziale di Aosta e le riduzioni di importo nei transiti agli svincoli liberi di Aosta Ovest e Morgex.
A22, tariffe invariate nel 2019 - Anche per quest'anno resta in vigore il blocco delle tariffe sull'Autostrada del Brennero. Come nel 2015, 2016 e 2017 - informa l'A22 - anche il 2019 vedrà la conferma delle tariffe attualmente in vigore e dedotte dalla tariffa unitaria, calcolata e applicata secondo la formula del "Price Cap". Per il calcolo dettagliato delle diverse tratte e tipologie di mezzo si può consultare la sezione "Calcola pedaggio" sul sito www.autobrennero.it. 

venerdì 28 dicembre 2018

NEL 2019 AUMENTANO GAS, RC AUTO E MULTE


COME DA TRADIZIONE LA MAZZATA TARIFFARIA ARRIVA CON IL CAPODANNO. E POTREBBE ARRIVARE A OLTRE 900 EURO A FAMIGLIA 

LE ASSOCIAZIONI A TUTELA DEI CONSUMATORI STIMANO UN RINCARO ANNUO PER FAMIGLIA DI 26 EURO SOLO PER IL GAS…

Antonio Castro per “Libero quotidiano”

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Aumentano gas, Rc auto e multe. E va già bene perché il leggero ritracciamento del petrolio ha fatto scendere la bolletta elettrica (con un risparmio di "ben" 50 centesimi l' anno). Come da tradizione la mazzata tariffaria arriva con il Capodanno. E potrebbe arrivare a oltre 900 euro a famiglia. Di sicuro si rischia di farsi andare per traverso cenoni e libagioni natalizie varie. Il 2019 si annuncia davvero pirotecnico dal punto di vista tariffario.
Per il gas - spiega l' Arera, l' Autorità di regolazione per energia reti e ambiente - dal «1° gennaio si registrerà una crescita del 2,3%, legata alla dinamica delle quotazioni nei mercati all' ingrosso e all' aumento degli oneri generali gas».

IL CONTO
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Le associazioni a tutela dei consumatori hanno già fatto di conto e stimato un rincaro annuo per famiglia di 26 euro solo per il gas. Per quanto riguarda l' energia elettrica nel primo trimestre 2019 l' aggiornamento tariffario (un calo stimato di appena 50 centesimi) è dovuto principalmente ad un «deciso calo della componente a copertura dei costi per l' approvvigionamento della materia prima (-5,32% sulla spesa della famiglia tipo), controbilanciato dalla riattivazione degli oneri generali (+5% sulla stessa spesa).

Un aggiornamento degli oneri con cui si ottiene il loro completo adeguamento per recuperare, nel corso del 2019, quanto sospeso negli ultimi 2 trimestri del 2018». E dobbiamo anche essere contenti visto che avevamo in eredità un aumento complessivo, per la luce del 9%. Qualche mese fa l' Authority - per raffreddare i prezzi - aveva attivato un' operazione di "scudo" e ora rispalma nel tempo il ripristino di tutti gli aumenti bloccati nei due precedenti trimestri.

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Operazioni di rinvio a parte, saltano fuori comunque degli aumenti consistenti: per Federconsumatori si arriverà ad un aumento per famiglia di 560,2 euro (tra il 1 aprile 2018 e il 31 marzo 2019), per la sola energia elettrica, e di 1.150 euro l' anno per il gas.

INFRAZIONI PIÙ SALATE
Il Codacons, invece, è più pessimista e stima una mazzata per famiglia pari a 914 euro.
«Il nuovo anno si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro», fanno di conto, «mentre le multe stradali dovrebbero salire del +2,2%, con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia».

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Se poi il tasso «di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo, mentre per l' alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018». E tutto questo confidando in una tenuta sui livelli attuali del prezzo del petrolio.

Se invece dovesse lievitare, i costi per il rifornimento di carburante potrebbero aumentare (+149 euro a nucleo). Con evidenti ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti), per +67 euro a famiglia. Per l' Rc auto si stimano aumenti dell' 1,4% (18 euro in media), confidando in un accordo tra governo e gestori autostradali per contenere i previsti aumenti contrattuali al casello (si stima un aggravio di 45 euro a famiglia).

Fonte: qui

martedì 24 maggio 2016

CONDIZIONI “ESTREME”, NUOVE TASSE INDIRETTE IN GRECIA

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Secondo quanto riportato da KeepTalkingGreece, il governo greco sta varando nuovi pesanti aumenti di tasse sui consumi, ovviamente per raggiungere gli impossibili obiettivi fiscali voluti dalle istituzioni dell’Unione Europea. Questi sforzi di cavare sangue dalle pietre evidenziano solamente l’accanimento ideologico per la distruzione totale delle economie dei paesi sconfitti, e l’incapacità di qualsiasi difesa da parte delle classi politiche di questi ultimi.

di KeepTalkingGreece, 16 maggio 2016

Un nuovo pacchetto di tasse indirette e tasse sui consumi speciali, per un totale di 1,8 miliardi di euro sarà presentato in parlamento martedì o mercoledì per essere approvato in modo da presentarlo alla riunione dell’Eurogruppo del 24 maggio. Il pacchetto si può paragonare a niente meno che a un uragano, uno tsunami o l’esplosione di un vulcano, che farà letteralmente esplodere l’austerità, quindi la recessione, per l’ennesima volta dal 2010, mentre l’economia reale è di nuovo in recessione, la disoccupazione è bloccata sul 24-25 percento, e i salari medi sono di 600-700 euro.
Le tasse riguarderanno l’IVA, i carburanti, caffè, tabacchi e sigarette, alcool, automezzi privati, linee del telefono fisso, televisione via cavo e industria del turismo.

Gli aumenti da giugno-luglio 2016

La parte più tremenda della nuova tornata di tasse è l’aumento dell’IVA dal 23 al 24 percento, che dovrebbe partire il primo luglio 2016. Sarà il quinto aumento dell’IVA dal 2010. Si calcola che debba portare introiti fiscali per 450 milioni di euro. L’aumento dell’IVA colpirà qualsiasi bene di consumo e i servizi, inclusi i biglietti per il trasporto pubblico. I prezzi dei biglietti ad Atene sono già saliti da 1,20 a 1,40 euro all’inizio dell’anno. Per molti beni di consumo, tra cui beni alimentari, l’IVA era già salita dal 13 al 23 percento nel luglio 2015.
Sappiamo tutti che l’aumento dell’IVA non si trasferisce sui prezzi reali per la stessa percentuale, ma certe volte anche di più…
Veicoli privati: Ci saranno modifiche nel calcolo delle tasse di immatricolazione dei veicoli. Queste saranno calcolate secondo il prezzo di vendita e non più seconda la cilindrata. Trovate qui ulteriori dettagli in greco.
Prezzi dei carburanti: Ci saranno aumenti di tasse sui consumi speciali. Cinque centesimi al litro di benzina diventeranno 3-4 centesimi in più sul prezzo finale, considerando anche l’IVA. Otto centesimi al litro di gasolio diventeranno 10 centesimi in più sul prezzo finale.
Non è ancora chiaro se ci saranno aumenti anche sul GPL – informazioni non confermate parlano di 0,25 centesimi in più al litro – mentre il Ministero delle Finanze considera la possibilità di aumentare le tasse sul gas naturale usato nell’industria.
Il 15 ottobre 2016 entrerà in vigore un aumento di 6 centesimi al litro di olio combustibile.
TV via cavo: Da giugno 2016 ci sarà un aumento del 10 percento sul prezzo, escludendo l’aumento dell’IVA.
Birra: I prezzi al consumo saranno aumentati (non è stato chiarito in quale percentuale) – Perché la birra? Immaginiamo sia per il fatto che ci sono molti produttori di birra locali, i quali ovviamente dovranno pagare il prezzo di voler fare impresa in Grecia.
Bevande alcoliche: La riduzione speciale del 50 percento per il gruppo di isole del Dodecaneso sarà cancellata.
Eliminazione delle detrazioni IVA per le isole: Sono previsti ampi aumenti del prezzo di beni e servizi sulle isole (Syros, Thassos, Andros, Tinos, Karpathos, Milos, Skyros, Alonnisos e Sifnos) dal 1° luglio 2016, dato che le detrazioni del 30 percento sull’IVA saranno cancellate. In questo caso si tratta di un impegno già preso dal governo verso i creditori nell’estate dell’anno scorso.

A partire dal 1° luglio 2017

Caffè: Ci saranno aumenti da 2 a 4 euro al chilo sul caffé importato, a seconda del tipo. Dato che la Grecia non produce caffè, il prezzo della bevanda preferita dai greci esploderà. Si prevede che i prezzi al consumo per il caffè nei bar e nelle mense aumenterà di oltre il 20 percento.
Sigarette, sigarette elettroniche e tabacchi: Ci saranno aumenti di tasse sui consumi speciali: le stime parlano di aumenti di 30-50 centesimi per pacchetto di sigarette, di 26-30 centesimi per 20 grammi di tabacco, e di 10 centesimi per millilitro di liquido per le sigarette elettroniche.
Telefoni fissi: Aumenti di tasse del 5 percento sulle linee di telefono fisso al netto dell’IVA, che riguarderà anche segreteria telefonica e accesso a internet.
Dato che agli aumenti si sommerà pure l’aumento dell’IVA, immaginiamo una crescita delle bollette dal 5 al 10 percento.

A partire dal 1° gennaio 2018

Hotel e camere in affitto: Si aggiungerà una tassa speciale sul prezzo dell’alloggio a seconda delle “stelle” della struttura. Per strutture a 1 o 2 stelle ci saranno aumenti di 0,50 euro, per strutture a 3 stelle aumenti di 1,5 euro, per strutture a 4 stelle aumenti di 3 euro e per strutture a 5 stelle aumenti di 4 euro. Gli aumenti si intendono per camera o alloggio al giorno.
Camere in affitto: Categoria 1 o 2: aumento di 0,25 euro, categoria 3: aumento di 0,50 euro, categoria 4: aumento di 1 euro.
L’ovvio risultato sarà che quando aumentano i prezzi del carburante, questo impatterà tutti gli altri settori.
Si può tentare di calcolare quale sarà realmente il costo reale, ma penso che ci darebbe le vertigini…
Valdis Dombrovskis, della Commissione Europea, sabato ha detto a un giornale greco che “non abbiamo chiesto ulteriori tasse” e che questa è stata “la decisione del governo greco stesso“. Certo. I creditori vogliono licenziamenti di massa nel settore pubblico e tagli drastici di stipendi e pensioni. Queste misure porteranno a raccogliere 5,4 miliardi di euro di qui al 2018? Non sappiamo, ma sinceramente ne dubitiamo.
Il fatto è che il governo Syriza ha fatto un gran pasticcio con le trattative della primavera 2015, e anche se i funzionari del governo tra di loro ammettono pure che “gli accordi del luglio 2015 sono stati la cosa peggiore che potessimo fare“, a pagarne il prezzo saremo io, te, gli anziani, i disoccupati e i malati. Non solo, ovviamente, per gli errori di Syriza, ma anche per la pessima gestione del Pasok e di Nuova Democrazia nel corso degli anni.
E nonostante si possano giustificare tutte le critiche immaginabili verso il governo Syriza-Anel, non abbiamo ancora sentito delle proposte costruttive per una soluzione sostenibile da parte dei partiti di opposizione, a parte “Syriza deve andarsene a casa“. Siamo condannati a vivere con questo populismo. Bah!
A proposito: il 30-35 percento degli introiti fiscali previsti di solito si perde nei corridoi scuri dell’evasione, cioè 8-10 miliardi di euro all’anno.

PS. Penso di dover riattivare al più presto quella vecchia stampante di euro che ho a casa.