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martedì 25 febbraio 2020

“HA RICEVUTO REGALI COSTOSI E SOMME DI DENARO IN CAMBIO DI AGEVOLAZIONI E PROTEZIONE SUGLI APPALTI”

ALTRI GUAI IN ARRIVO PER L’EX CAPO DELLE MANUTENZIONI DI AUTOSTRADE MICHELE DONFERRI MITELLI, INDAGATO PER IL CROLLO DEL PONTE MORANDI 
LA GUARDIA DI FINANZA DI GENOVA HA ACQUISITO ALCUNI VERBALI DEL TESTIMONE DI GIUSTIZIA GENNARO CILIBERTO, RESI NEL 2013 PER UN’INCHIESTA SULLE INFILTRAZIONI CAMORRISTICHE IN LAVORI AFFIDATI AD ASPI E…

GENNARO CILIBERTO 1GENNARO CILIBERTO 
Si profilano ulteriori guai per Michele Donferri Mitelli, l' ex capo delle manutenzioni di Autostrade per l' Italia, licenziato da Aspi alla fine di ottobre 2019 e principale indagato nell' indagine sul crollo di Ponte Morandi. La Guardia di finanza di Genova ha acquisito, su mandato della Procura genovese che indaga sul crollo del Morandi, i verbali del testimone di giustizia Gennaro Ciliberto resi alla procura di Roma nel 2013 nell' ambito di un' inchiesta sulle infiltrazioni camorristiche in lavori affidati da Autostrade per l' Italia.

MICHELE DONFERRI MITELLIMICHELE DONFERRI MITELLI
Ciliberto avrebbe chiamato in causa Mitelli: «Ritengo - aveva fatto mettere a verbale Ciliberto - che abbia ricevuto regali costosi e somme di denaro in cambio di agevolazioni, informazioni e protezione in ambito appalti pubblici di Autostrade ».

ponte morandiPONTE MORANDI
Il testimone di giustizia Ciliberto aveva rivelato agli inquirenti romani le infiltrazioni della famiglia camorrista Vuolo di Castellammare di Stabia, legata ai clan D' Alessandro e Nuvoletta, in alcuni lavori affidati da Autostrade per l' Italia grazie alle entrature con alcuni membri della società, corrotti con mazzette e orologi di pregio. A interessare gli inquirenti genovesi c' è un aspetto particolare nella vicenda indagata dalla procura romana: i lavori eseguiti dalle ditte vicine alla camorra venivano effettuati con materiali scadenti.
PONTE MORANDI GENOVAPONTE MORANDI GENOVA

Fra i casi più eclatanti quello del cavalcavia di Ferentino (Frosinone) sulla A1 Roma-Napoli, inaugurato nonostante «la consapevolezza di gravi anomalie strutturali ». Donferri non è indagato nell' inchiesta romana ma in quella genovese sì: è accusato di aver fatto pressioni per comprimere i costi delle manutenzioni e falsificare i rapporti sui viadotti.

Fonte: qui


IL PONTE SI ERA MANGIATO LA FIBRA 
NEL 2015 I CAVI DELLE FIBRE OTTICHE PER MONITORARE IL PONTE MORANDI SI ERANO ROTTI E NON FURONO AGGIUSTATI: LA RIPARAZIONE COSTAVA SOLO 10MILA EURO 
IL TITOLARE DELLA “TECNO.EL”, LA DITTA CHE LI AVEVA INSTALLATI: “CI CONTATTARONO, FACEMMO UN PREZZO MA FINÌ TUTTO LÌ. NON AVREBBERO EVITATO IL CROLLO, MA ALMENO AVREBBERO POTUTO…”

Andrea Pasqualetto per il "Corriere della Sera”
camion basko ponte morandiCAMION BASKO PONTE MORANDI
«Andò così: nel 2015 si erano rotti i cavi delle fibre ottiche che collegavano i sensori al sistema di monitoraggio del ponte Morandi. L' avevamo installato noi, il sistema, e quindi Autostrade ci ha contattato per capire quanto costasse ripristinarli. Abbiamo fatto un prezzo ma tutto è finito lì».
Non avete quindi riparato i cavi rotti?
«No».
TECNO.ELTECNO.EL
L' avranno fatto altri.
«Non credo».
Quale era il prezzo?
«Una cosa contenuta, mi pare diecimila euro».
luciano benettonLUCIANO BENETTON
Quando è crollato il ponte, Alessandro Paravicini pensò naturalmente a quei sensori.
La sua società, la romana Tecno.el, li aveva prodotti e sistemati per anni sul viadotto genovese proprio per prevenire rischi legati alla stabilità. Paravicini è così diventato un testimone chiave dell' indagine di Genova sul disastro del 14 agosto 2018, nell' ambito della quale è stato sentito.
Alla notizia del crollo quale fu il suo primo pensiero?
«Pensai che sarebbe stato meglio se il sistema di monitoraggio fosse stato attivo».
Avrebbe potuto evitare il disastro?
SARDINE CON OLIVIERO TOSCANI E LUCIANO BENETTONSARDINE CON OLIVIERO TOSCANI E LUCIANO BENETTON
«È difficile che il ponte si potesse salvare grazie ai sensori. Si tratta di una struttura isostatica, nella quale l' equilibrio delle forze è particolare. Se una di queste viene a diminuire, il processo di accelerazione del crollo diventa molto veloce e quasi inevitabile. In questi casi i sensori che segnalano il movimento strutturale servono a poco perché i tempi di reazione sono troppo lunghi».
La freccia indica il punto di massima corrosione di uno dei cavi, che pero' non ha ceduto – reperto ponte morandi di genovaLA FRECCIA INDICA IL PUNTO DI MASSIMA CORROSIONE DI UNO DEI CAVI, CHE PERO' NON HA CEDUTO – REPERTO PONTE MORANDI DI GENOVA
Quali sono normalmente i tempi di reazione?
«Dal momento in cui i sensori registrano la variazione a quello in cui si decide di chiudere il ponte possono passare anche quattro giorni».
Ma allora a cosa servono i sensori?
«A rilevare gli spostamenti nel tempo».
Se il cedimento fosse iniziato tempo prima sarebbe stato captato?
a sinistra della freccia si nota che lo spessore del cavo aumenta reperto ponte morandi genovaA SINISTRA DELLA FRECCIA SI NOTA CHE LO SPESSORE DEL CAVO AUMENTA REPERTO PONTE MORANDI GENOVA
«Sì, in questo caso il sistema sarebbe servito. Ma da quel che è emerso finora mi sembra si tratti di un' ipotesi improbabile. In ogni caso, se era attivo avrebbe potuto dare almeno delle informazioni sulle cause del crollo, agevolando il compito degli inquirenti che le stanno ancora cercando. Il sistema ci avrebbe cioè raccontato se un' ora prima del cedimento era successo qualcosa. Così invece non abbiamo dati».
reperto 132 dell'indagine sul crollo del ponte morandi di genovaREPERTO 132 DELL'INDAGINE SUL CROLLO DEL PONTE MORANDI DI GENOVA

frame del video della guardia di finanza sul crollo del ponte morandi di genovaFRAME DEL VIDEO DELLA GUARDIA DI FINANZA SUL CROLLO DEL PONTE MORANDI DI GENOVA
I sensori hanno mai registrato pericoli?
«No, quando erano funzionanti non hanno mai segnalato importanti variazioni».
Possibile che per risparmiare 10 mila euro abbiano rinunciato a riparare il guasto?
«Non penso proprio che il motivo della rinuncia fosse di natura economica. Forse avevano pensato di far rientrare la spesa nell' intervento più complessivo e strutturale di retrofitting che era stato programmato e che purtroppo non hanno realizzato. Come quando c' è una lavatrice che traballa e non si cambia il pezzo ma si attende di sostituirla interamente».
Sul ponte c' era però di mezzo la sicurezza di chi lo attraversava
ponte morandi genovaPONTE MORANDI GENOVA
«Era per dire dei ragionamenti che si fanno quando si tratta di fare un investimento, per quanto insignificante possa sembrare».
Quando avete iniziato a lavorare sul ponte Morandi?
«La prima installazione è di poco successiva all' intervento di rinforzo degli stralli della pila 11 (anno 1993, ndr) . Era un monitoraggio fatto per la verifica della tesatura dei cavi. Dopodiché il sistema è stato smontato e rimontato più volte, evolvendosi nel tempo, fino all' utilizzo delle fibre ottiche. Ma molti dei punti di misura erano rimasti quelli dell' epoca».
ponte morandi genova 2PONTE MORANDI GENOVA 
La pila 9, quella crollata, aveva dei sensori?
«Certo, erano collegati attraverso le fibre a quelli installati nella 10 e nella 11, dove esisteva il sistema di trasmissione dati. Sono quelli che avrebbero potuto raccontarci cos' è successo quando il ponte è crollato».

Fonte: qui

lunedì 31 dicembre 2018

OGGI ARRIVERÀ IL DECRETO DEL MINISTERO PER STERILIZZARE L’AUMENTO DELLE TARIFFE AUTOSTRADALI

ASPI (GRUPPO BENETTON) HA GIÀ DATO LA DISPONIBILITÀ, MENTRE RESTA DA SCIOGLIERE IL NODO A24-A25 
IL GRUPPO TOTO, CHE GESTISCE LA “STRADA DEI PARCHI” POTREBBE FAR SCATTARE GLI AUMENTI NEL LAZIO E IN ABRUZZO DOPO LO SCONTRO CON ANAS
Umberto Mancini per “il Messaggero”

AUTOSTRADE CASELLOAUTOSTRADE CASELLO
Pedaggi congelati al casello per il 2019. Almeno per la rete gestita da Aspi, quella di Autostrade per l' Italia, la più estesa del Paese, mentre resta da sciogliere, a poche ore dal varo del decreto del Mit, il nodo che riguarda la Strada dei Parchi, che appartiene al gruppo Toto.

Anche per le altre tratte gli incrementi dovrebbero essere nulli o molto limitati in vista del confronto più ampio che si aprirà proprio al dicastero guidato da Danilo Toninelli. Di certo la riscrittura delle regole, fanno sapere le concessionarie autostradali, dovrà avvenire in una cornice chiara e trasparente, nel rispetto cioè delle convenzioni siglate e dei piani d' investimento.

PORTA STRETTA
autostradeAUTOSTRADE
Oggi, come noto, arriverà il verdetto del governo che di fatto ha chiesto la sterilizzazione degli aumenti delle tariffe. Aspi avrebbe già dato ampia disponibilità così come la Strada dei Parchi (A24-A25), accettando l' invito del ministro a discutere sul rapporto tra tariffe, andamento dell' inflazione e investimenti. E a farlo magari ogni anno e non ogni 5 come accade in certi casi.

STRADA DEI PARCHISTRADA DEI PARCHI
Di certo le convenzioni siglate non potranno essere stravolte, né modificate in maniera unilaterale. Anche perché i ricorsi, come accaduto in passato quando sono state congelate le tariffe, alla fine non farebbero che dar ragione alle concessionarie. La sterilizzazione sarà quindi a tempo, limitata, in attesa di un quadro regolatorio condiviso.

CESARE RAMADORICESARE RAMADORI
Tuttavia, come anticipato dal Messaggero, per la Strada dei Parchi (A24 e A25), quella che collega Roma all' Abruzzo, il congelamento degli aumenti potrebbe rivelarsi più problematico a causa del duro scontro con l' Anas. In una lettera la società si è infatti appellata al ministro Danilo Toninelli affinché eviti che Anas faccia ricadere «sugli utenti dell' A24-A25 il costo di ulteriori 75 milioni di euro relativi agli interessi sulle due rate del canone di concessione che devono essere sospese» per consentire la sterilizzazione delle tariffe ed evitare così il rincaro.
VIADOTTO USURATO STRADA DEI PARCHIVIADOTTO USURATO STRADA DEI PARCHI

Nella lettera l' ad di Strada dei Parchi, Cesare Ramadori, ha spiegato che un accordo con l' Anas era stato trovato «per il differimento al 2028 del versamento delle rate 2018 e 2019», ma che poi proprio l' Anas ha «aggiunto la pretesa di applicare sul valore delle rate posticipate (112.000.000 di euro), un tasso di interesse del 6% annuo al posto del tasso legale, come peraltro indicato dal Mit». Una proposta giudicata «inaccettabile».

Anche ieri, visto l' impasse, la società ha ribadito di essere pronta ad evitare aumenti al casello almeno fino al 31 marzo, ma solo a patto che l' Anas faccia marcia indietro. Se non sarà risolta la questione, gli automobilisti rischiano un aumento record di circa il 19% dei pedaggi. Questa mattina ci sarà l' incontro decisivo tra Anas e Mit per trovare un accordo.

LA MILANO SERRAVALLE
CESARE RAMADORI 1CESARE RAMADORI 
La società autostradale Milano Serravalle-Milano Tangenziali ha intanto deciso di sospendere fino al prossimo 31 gennaio l' adeguamento tariffario riconosciuto per il 2019. La sospensione dell' adeguamento tariffario riconosciuto in sede ministeriale - spiegano dalla società - deriva anche dalla «volontà di compensare, almeno in minima parte, i disagi arrecati all' utenza dalla chiusura parziale della Tangenziale Ovest di Milano, disposta per effettuare interventi di manutenzione straordinaria al viadotto di Rho».

Fonte: qui


Pedaggi, ecco cosa cambia al casello


Toninelli: 'Aumenti sospesi su 90% autostrade'

Ansa - "Grazie al duro lavoro fatto al Mit in questi ultimi giorni, e nonostante tantissimi ostacoli, ho firmato i decreti grazie ai quali, nel 2019, non scatterà nemmeno un centesimo di aumenti dei pedaggi sul 90% delle autostrade italiane". Lo scrive su Fb il ministro Danilo Toninelli, sottolineando che "nella maggior parte dei casi l'assenza di rincari è il risultato di una fruttuosa interlocuzione con i concessionari autostradali".
"Laddove l'accordo non si è raggiunto, come nel caso di Strada dei Parchi, che gestisce le arcinote A24-A25 - scrive ancora Toninelli - abbiamo agito emanando comunque l'apposito decreto di sterilizzazione degli esorbitanti rincari per gli utenti". Per il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti "siamo di fronte a un risultato di cui vado molto fiero, un traguardo importante del Governo del cambiamento a favore dei cittadini, di tutti noi. Questo è quanto abbiamo fatto ereditando gli errori del passato. Per il futuro invece prevediamo pedaggi più bassi perché direttamente collegati con gli investimenti effettivi e non più presunti da parte dei concessionari. Una norma che abbiamo inserito nel decreto Genova e che è già legge. La rivoluzione è iniziata. Vi auguro dunque, e auguro a tutti noi, un 2019 ricco di tante altre grandi vittorie, sempre a favore dei cittadini onesti".
Strada dei Parchi, concessionaria delle autostrade A24 e A25, blocca di propria iniziativa gli aumenti dei pedaggi, di circa il 19%, che sarebbero scattati a mezzanotte. Lo rende noto la stessa azienda che ha deciso "nonostante l'incomprensibile posizione di Anas". La società ha deciso di sospendere gli aumenti dei pedaggi approvati dal Governo a fine 2017 e quelli previsti dalla Convenzione vigente per il 2019. L'intesa per la 'sterilizzazione' degli aumenti trovata con il Mit è saltata per opposizione dell'Anas. "Strada dei Parchi, società concessionaria delle autostrade A24 e A25 - si legge in una nota - nel prendere atto con rammarico delle ingiustificate pretese di Anas, che esige un tasso di interesse del 6% annuo al posto del tasso legale del 2% sulle rate posticipate 2018 e 2019 dovute quale prezzo della concessione, pretese reiterate nonostante gli inviti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti suo controllante, comunica agli utenti che a partire dalla mezzanotte di oggi e fino a quando il Governo non troverà un'adeguata soluzione normativa, ha deciso di sospendere gli aumenti dei pedaggi di A24 e A25 approvati dal Governo alla fine del 2017 e quelli previsti dalla Convenzione vigente per il 2019. Strada dei Parchi si dice fiduciosa che il MIT possa mettere al più presto la Concessionaria di A24 A25 e A25 nella possibilità di sottoscrivere il nuovo 'Piano economico e finanziario', in modo da affrontare in via definitiva la questione degli adeguamenti tariffari". Oggi il cda  dell'Anas "ha deliberato di avviare una negoziazione" anche con il Mit per "differire le rate 2017 e 2018 dovute da Strade dei Parchi per il corrispettivo della concessione, nonostante l'articolato e annoso contenzioso in essere". E' quanto si legge in una nota. La scelta arriva "in considerazione del significativo impatto sociale della iniziativa, rivolta primariamente alla tutela dell'interesse pubblico a mitigare un significativo incremento tariffario a partire dal 2019".
Autostrade: Stop 6 mesi a pedaggi in spirito collaborazione - Il Consiglio di Amministrazione di Autostrade per l'Italia ha determinato, condividendo tale iniziativa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di mantenere sulla propria rete l'attuale livello tariffario, senza quindi applicare all'utenza l'incremento sul pedaggio spettante alla concessionaria". Lo rende noto un comunicato nel quale si sottolinea che "Autostrade per l'Italia intende così supportare la crescita e la competitività del Paese mantenendo a proprio carico l'iniziativa per un periodo di sei mesi in un fattivo spirito di collaborazione con il governo".
Autovie: da ministero stop all'aumento dell'1,48%  -"Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha bloccato l'incremento delle tariffe sul 90% delle autostrade italiane fra le quali Autovie Venete. Il decreto, pervenuto ieri alle 21.52, facendo riferimento alla richiesta di adeguamento presentata da Autovie, pari all'1,48%, ha escluso il riconoscimento per l'anno 2019". Così Autovie Venete in una nota. Il ritocco delle tariffe, spiega la concessionaria, era stato "richiesto come riconoscimento di indennizzazione dell' inflazione per coprire i costi della terza corsia della A4, con aumenti dei pedaggi che sarebbero stati comunque molto contenuti tra i 5 e i 10 centesimi". Il Mit - riporta la nota - precisa che "la concessione è scaduta il 31 marzo 2017 e attualmente sono in corso di definizione i rapporti economici tra le parti. Eventuali recuperi tariffari saranno determinati al momento del subentro del nuovo concessionario". Autovie sottolinea infine che "non tutto ciò che incassa resta alla concessionaria. Una parte, pari al 2,5% circa va ad Anas, l'Iva va allo Stato, un'ulteriore quota viene utilizzata a copertura degli investimenti e un'altra, non di poco conto, è destinata alle spese di manutenzione: dalla gestione degli impianti tecnologici agli interventi più vari".
Cav: Mit autorizza aumento tariffe +2,06% -  Aumenti contenuti per i pedaggi autostradali sulle competenze di Concessioni Autostradali Venete Spa. Lo comunica oggi la concessionaria della A4 Venezia-Padova, passante di Mestre e A57 Tangenziale di Mestre. L'adeguamento scatta da oggi ed è stato comunicato ieri sera dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Dopo tre anni di tariffe invariate per la maggior parte di classi di veicoli, il Mit ha riconosciuto un aggiornamento tariffario pari al 2,06%, che si traduce in un aumento massimo dei pedaggi di 10 centesimi per le auto e in alcuni casi di 20 centesimi per i mezzi pesanti. In particolare, la tariffa tra la barriera di Venezia-Mestre e Padova Est passa da 2,70 a 2,80 euro per le automobili e da 6,70 a 6,80 euro per gli autoarticolati a 5 assi. Aumenti più consistenti riguardano i mezzi pesanti a 5 assi su alcuni percorsi, come ad esempio tra i caselli della A57 (Venezia-Mestre, Mirano-Dolo e Mira-Oriago) e quelli del Passante: a Martellago-Scorzè da 9,40 a 9,60 euro, a Preganziol da 12,50 a 12,70 euro. "L'adeguamento - afferma la Presidente di CAV, Luisa Serato - è stato riconosciuto dal Mit anche sulla base della particolare mission della nostra società, che ha per vincolo statutario l'investimento complessivo degli utili in infrastrutture per il Veneto, di concerto con la Regione e lo stesso Ministero. Questo peculiare assetto societario rende CAV, società partecipata al 50% da Anas e al 50% dalla Regione Veneto, unica nel panorama delle concessioni autostradali italiane, per cui non è prevista alcuna redistribuzione dei dividendi fra i due soci". Sempre su richiesta di CAV, il Mit, di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, ha concesso la proroga fino al 31 dicembre delle agevolazioni tariffarie che riguardano il traffico pendolare tra i caselli di Mirano-Dolo e Padova Est: sarà dunque valido anche per il nuovo anno l'abbonamento (adeguato al nuovo regime tariffario) che riguarda i residenti dei comuni di Mirano, Dolo, Mira, Spinea e Pianiga che effettuano almeno 20 transiti mensili tra le due stazioni, che sarebbe scaduto ieri.
A35 Brebemi, confermato lo sconto 20% anche nel 2019 - È stato confermato lo sconto sui pedaggi di A35 Brebemi. La promozione rinnovata anche quest'anno per tutto il 2019 "è stata pensata e fortemente voluta per abbassare i costi di percorrenza, compensando l'adeguamento tariffario comunicato dal Ministero dal primo gennaio 2019". Lo comunica la società in una nota spiegando di aver "deciso di rinnovare lo sconto del 20% per tutto il nuovo anno a tutti gli utenti dotati di Telepass Business e Family grazie alla promozione "Best Price", valida sette giorni su sette, per tutti gli spostamenti effettuati e su qualsiasi tratta in A35 Brebemi e A58 TEEM". Nelle prossime settimane, conclude la nota, "verrà annunciato anche un nuovo programma di incentivazione e fidelizzazione destinato a fornire ulteriori vantaggi ai Clienti A35 Brebemi".
Aumento del 6,32% per ll'Aosta-Monte Bianco - Tariffe autostradali più salate del 6,32% a partire da oggi sul tratto dell'A5 tra Aosta e il Traforo del Monte Bianco. Lo comunica la società Raccordo autostradale Valle d'Aosta. Per il 2019 vengono confermate le agevolazioni ai pendolari e residenti in Valle d'Aosta con veicoli di classe A (motocicli e autovetture) provvisti di Telepass che prevedono 2 transiti gratuiti ogni 4 e suoi multipli, fino ad un massimo di 48 transiti mensili). Il Ministero per le infrastrutture e trasporti ha autorizzato, dal 1 gennaio al 31 dicembre 2019, l'aumento della percentuale di sconto al 68,5%. "Tale misura ha l'effetto di mantenere invariata la tariffa per i residenti-pendolari sui percorsi di competenza RAV rispetto a quella applicata nel 2017 e nel 2018", spiega la Rav spa. Fino al 31 dicembre 2019 restano in vigore anche le altre agevolazioni Telepass: l'utilizzo gratuito della tangenziale di Aosta e le riduzioni di importo nei transiti agli svincoli liberi di Aosta Ovest e Morgex.
A22, tariffe invariate nel 2019 - Anche per quest'anno resta in vigore il blocco delle tariffe sull'Autostrada del Brennero. Come nel 2015, 2016 e 2017 - informa l'A22 - anche il 2019 vedrà la conferma delle tariffe attualmente in vigore e dedotte dalla tariffa unitaria, calcolata e applicata secondo la formula del "Price Cap". Per il calcolo dettagliato delle diverse tratte e tipologie di mezzo si può consultare la sezione "Calcola pedaggio" sul sito www.autobrennero.it.