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mercoledì 15 luglio 2020

IL RINVIO DELLE TASSE È UN BLUFF: IL 20 LUGLIO ARRIVA LA STANGATONA

A VUOTO LE RICHIESTE DI SPOSTARE I VERSAMENTI IRPEF E IRES AL 30 SETTEMBRE.

GLI AUTONOMI CHE HANNO AVUTO DIRITTO ALLA SOSPENSIONE DEI VERSAMENTI DI MARZO APRILE E MAGGIO DELL'IVA E DEI CONTRIBUTI DOVRANNO RIPAGARE TUTTO.

IN UN'UNICA SOLUZIONE O A RATE FINO A DICEMBRE

I COMMERCIALISTI SCRIVONO A CONTE L'UNICA VIA DI USCITA È UNA “SANATORIA EX POST”

Da il Giornale

 

TASSETASSE

L'unica via di uscita a sentire molti commercialisti è una «sanatoria ex post». Già da qualche giorno la categoria si sta lamentando e nelle pagine social sta rimbalzando l'allarme. Intanto per il 20 luglio, che si sta avvicinando. Il governo Conte aveva in qualche modo illuso i contribuenti, su un nuovo rinvio dei versamenti delle imposte (in questo caso agli autonomi).

 

Un altro bluff.

 

Non è successo niente, nonostante gli addetti al settore, cioè i commercialisti, abbiano più volte segnalato quanto sia difficile rispettare la scadenza del 20 luglio. Impossibile per molte partite Iva, alle prese con le conseguenze del lockdown, avere oggi quella liquidità per pagare le imposte che venti giorni fa mancava. Da allora non è cambiato niente, forse in peggio.

 

fisco 55FISCO

Poi, sempre per le partite Iva, c'è la scadenza del 16 settembre. Il «D-day» denunciato dal Giornale in un fondo del 10 luglio, è un ingorgo fiscale difficilmente risolvibile. Gli autonomi che hanno avuto diritto alla sospensione dei versamenti di marzo aprile e maggio dell'Iva e dei contributi dovranno ripagare tutto. In un'unica soluzione o a rate fino a dicembre. Tornando alla scadenza più prossima, il primo rinvio concesso dal governo dal 30 giugno al 20 luglio per il versamento dei saldi 2019 e degli acconti 2020 per quanto riguarda Irpef, Ires e Irap per i contribuenti soggetti agli «Isa» (gli indici sintetici di affidabilità), non è sufficiente.

 

TASSETASSE

I professionisti e i contribuenti hanno atteso la conversione del decreto Rilancio, sicuri che il governo Conte avrebbe introdotto un altro rinvio, ma non è successo e ieri il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti Massimo Miani ha inviato al premier Giuseppe Conte e al ministro dell'Economia Roberto Gualtieri una lettera-appello per sollecitare il rinvio.

 

«Essendo ormai imminente la scadenza del 20 luglio si rinnova formalmente e come urgente priorità di tutti gli oltre 118mila iscritti al nostro Ordine professionale la richiesta di proroga al 30 settembre del termine per i versamenti relativi alle dichiarazioni dei redditi e dell'Irap 2020».

 

fisco 1FISCO

Una proroga, aggiunge Miani, «che peraltro è necessario disporre o quanto meno annunciare ufficialmente con il massimo anticipo possibile rispetto alla data del 20 luglio». Il problema è che al momento l'esecutivo potrebbe non avere il tempo materiale per approvare un altro rinvio, ha spiegato Enrico Zanetti, ex viceministro all'Economia e commercialista. Troppo tardi per inserirlo tra gli emendamenti del decreto Rilancio, difficile farlo rientrare nel testo finale del decreto Semplificazioni. Resta quindi l'ipotesi di un condonino.

GIUSEPPE CONTEGIUSEPPE CONTE

 

Nel senso che la proroga sarebbe approvata dopo la scadenza del 20 luglio, magari proprio in sede di conversione del decreto Semplificazioni. Le opposizioni lo hanno chiesto esplicitamente (sono intervenuti Matteo Salvini leader della Lega e Claudia Porchietto di Forza Italia) Scadenza slittata, senza applicazione di sanzioni per chi non avesse pagato entro il 20 luglio. Paradossalmente, tanti meno saranno i contribuenti che rispetteranno la scadenza del 20 luglio, tanto più il governo sarà interessato a varare il rinvio. Un'altra brutta pagina nel rapporto tra fisco italiano e contribuenti.


Fonte: qui

sabato 15 febbraio 2020

IL MINISTRO ROBERTO GUALTIERI HA TANTI PESANTISSIMI PROBLEMI (RECESSIONE, IRPEF, IVA, CORONAVIRUS, ETC) E STA PENSANDO AD IMPORRE NUOVE TASSE ... AUGURI!


GUALTIERI È RIMASTO UN COMUNISTA(CONSIDERA RICCO CHI GUADAGNA 70 MILA EURO L’ANNO)

Il ministro del Tesoro, Roberto Gualtieri, ha tanti difficilissimi problemi (vedi articolo che segue), ma qualcuno arriva anche da pollaio che diventato il suo ministero. Intanto Gualtieri, che è del PD, rimasto un comunista in modalità Istituto Gramsci (chi guadagna 70 mila euro l’anno lo considera un ricco), ha una relazione speciale con Massimo D’Alema (vedi le nomine in CDP dell’avvocato Errore e del neo presidente di Impregilo Donato Iacovone) ed è sorvegliato a vista dal suo vice Nicola Misiani, che risponde a Zingaretti in quanto PD, anche lui very ortodosso.
Sottosegretario al Mef è la grillina Laura Castelli che cerca di sorvegliare, con il suo braccio destro Stefano Scalera, quello che combinano Gualtieri-Misiani.

antonio misianiANTONIO MISIANI
Poi c’è il capo di gabinetto del ministro, Luigi Carbone, detto Carboncino, già alle dipendenze di Tria, imparentato con Basssanini e noto soprattutto perché animatore di una jazz band, che è rimasto al suo posto grazie al rapporto del di lui padre con Gualtieri. Infine c’è l’ottimo Alessandro Rivera che cerca di tenere alta la bandiera di direttore generale del Tesoro, guardingo sulle vicende che accadono fuori dalla sua direzione, tentando di evitare eventuali “contaminazioni” politiche. Insomma, un bel pollaio.

GUALTIERI GIURA: «RIPRESA IN ARRIVO» UE E CONFCOMMERCIO LO SMENTISCONO
Camilla Conti per “la Verità”

ROBERTO GUALTIERI AKA MAO TSE TUNGROBERTO GUALTIERI AKA MAO TSE TUNG
«Tutti i nostri indicatori ci danno per gennaio una situazione di ripresa. A gennaio la produzione industriale e il Pil dovrebbero salire, siamo fiduciosi che l' economia possa ripartire». Il ministro del Tesoro, Roberto Gualtieri, ha dato così ieri il buongiorno all' Italia dal salotto televisivo di Omnibus. Con una ventata di grande ottimismo e fiducia su quello che sarà - parafrasando il suo capo, Giuseppe Conte - un altro anno bellissimo.
LAURA CASTELLILAURA CASTELLI

Nemmeno il tempo di arrivare all' ora di pranzo ed ecco che sulla testa dell' inguaribile ottimista è arrivata la doccia fredda da Bruxelles: la Commissione europea ha, infatti, rivisto al ribasso allo 0,3% nel 2020 e allo 0,6% nel 2021 le previsioni di crescita dell' Italia che finisce così fanalino di coda nell' Eurozona. «La fiducia nell' industria è migliorata a gennaio, ma non suggerisce ancora un rimbalzo imminente nella produzione industriale», scrive Bruxelles.
Luigi CarboneLUIGI CARBONE

Quest' anno e il prossimo il Pil del nostro Paese sarà dunque l' unico a crescere dello zero virgola, mantenendosi abbondantemente sotto l' 1%. La Germania e la Francia sono le penultime in classifica, però con aumenti per entrambe pari quest' anno all' 1,1%. Il tasso di crescita più alto è previsto per Malta a +4% nel 2020, seguita dall' Irlanda a +3,6%, mentre la Grecia dovrebbe crescere del 2,4% e la Spagna dell' 1,6%.

Prima che calasse la scure della Commissione europea, erano arrivate altre due smentite all' ottimista Gualtieri: nella sua nota congiunturale Confcommercio ipotizza, infatti, a febbraio una variazione del Pil mensile del -0,1%, dato che porterebbe a una decrescita di -0,6% rispetto allo stesso mese del 2018. Non solo. La paventata recessione (tecnica) dell' economia italiana potrebbe essere certificata già nel primo quarto dell' anno in corso: il Pil mensile indica, infatti, in -0,4% e -0,6% le variazioni tendenziali di gennaio e febbraio, rispettivamente.
ALESSANDRO RIVERAALESSANDRO RIVERA

Nelle stesse ore a delineare uno scenario dalle tinte più fosche è stato il presidente della Corte dei conti Angelo Buscema che chiede una maggiore spinta agli investimenti pubblici e soprattutto invoca la prevenzione del rischio di deviazioni del debito per gli effetti del coronavirus.
Tutto questo grande ottimismo di Gualtieri non sembra stare quindi in piedi. Né sembrano così intensi i rapporti con l' amico Paolo Gentiloni, ora commissario Ue per gli Affari economici, considerando lo scarso tempismo con cui ieri mattina presto il ministro ha fatto certe dichiarazioni. Tanto più che sempre a Omnibus lo stesso Gualtieri non ha escluso qualche ritocco alle tasse.

«Piccole rimodulazioni» sull' Iva, ha detto a Omnibus parlando della riforma fiscale, il cui perno - ha spiegato - è la revisione dell' Irpef. Precisando, però, subito dopo: «Quanto la ridurremo, e le aree dei beneficiari, è prematuro dirlo, dipenderà anche dal quadro economico». Appunto.
roberto gualtieri e dario franceschini all'abbazia di contiglianoROBERTO GUALTIERI E DARIO FRANCESCHINI ALL'ABBAZIA DI CONTIGLIANO
Che l' entusiasmo sia prematuro lo dimostra, inoltre, la risposta a Bruxelles filtrata da «fonti» del Mef alle agenzie di stampa nel pomeriggio. «Pur essendo innegabile che i dati sul quarto trimestre dello scorso anno siano stati nel complesso deludenti, è ancora presto per valutare l' impatto dei recenti dati macroeconomici sulla crescita del Pil nel 2020», hanno detto dal Tesoro.

Sottolineando comunque che «per una valutazione più equilibrata è opportuno attendere quantomeno i dati sull' attività dei servizi nel quarto trimestre e sulla produzione industriale di gennaio». Tradotto: meglio tenere le bocche cucite a microfoni accesi e aspettare le previsioni aggiornate sulla crescita del Pil che verranno comunicate con la pubblicazione del Def a inizio aprile.
giuseppe conte roberto gualtieri mesGIUSEPPE CONTE ROBERTO GUALTIERI MES

L' unica, magra, consolazione per l' ottimista Gualtieri è arrivata dall' agenzia americana Moody' s che con l' Italia dimostra clemenza lasciando l' outlook stabile sul rating definendolo «appropriato» in quanto sintetizza bene i punti di forza e debolezza del nostro Paese. Moody' s non vede ragioni per tagliare «adesso» le stime di crescita del Pil dell' Italia nel 2020, attualmente fissate a +0,5%, ha spiegato il senior vice presidente dell' agenzia Kathrin Muehlbronner, ieri a Milano.

TARTASSA CHE TI PASSA!

BELPIETRO RACCONTA LA NUOVA IDEONA DI FRANCESCHINI, TASSARE PC E CELLLULARI PER FAR QUADRARE I CONTI DELLA SIAE: “IL GENIO CHE DIFENDE LE OPERE D'INGEGNO VUOLE ALZARE L'IMPOSTA SU QUALSIASI COSA ABBIA UNA MEMORIA DIGITALE, ANCHE DEL 20%. SIGNIFICA CHE QUANDO SI COMPRERÀ UN TELEFONINO, IN BASE ALLA DIMENSIONE DELLA MEMORIA DEL DISPOSITIVO SI PAGHERÀ…”
Maurizio Belpietro per “la Verità”

dario franceschini e nicola zingaretti alla finestra dell'abbazia di contigliano 5DARIO FRANCESCHINI E NICOLA ZINGARETTI ALLA FINESTRA DELL'ABBAZIA DI CONTIGLIANO 
Come si fa a recuperare 10 miliardi per cercare di risalire nei sondaggi quando questi 10 miliardi nelle casse dello Stato non ci sono? 

Semplice, si alzano le tasse e si fa pagare agli italiani quella che poi verrà spacciata come una manovra che riduce le tasse. Vi sembra una fregatura del contribuente? È esattamente così, ma a inventare il modo per gabbare gli italiani non siamo noi, bensì quel gran ministro dell' Ingegno che risponde al nome di Dario Franceschini, che potremmo anche definire il responsabile della cultura delle imposte, visto quante ne mette a dimora il suo dicastero.

iphone 11 proIPHONE 11 PROroberto gualtieri e dario franceschini all'abbazia di contiglianoROBERTO GUALTIERI E DARIO FRANCESCHINI ALL'ABBAZIA DI CONTIGLIANO
La prima è già ufficiale e nel più puro stile statalista mira a colpire un settore in espansione, con il risultato che anche una delle poche attività che non sprofondano nella decrescita infelice giallorossa farà la fine già sperimentata da altre branche dell' economia. Di che parliamo? Ma della tassa ribattezzata Air b&b, ossia di quel trattamento fiscale che mira a spremere chi affitta i propri appartamenti, trattandolo come se non fosse un privato cittadino, ma un' azienda vera e propria.

dario franceschini a cinecitta'DARIO FRANCESCHINI A CINECITTA'
Da tempo ci sono persone che hanno messo a reddito le case ereditate o comprate, affittandole per periodi brevi ai turisti o ai manager di passaggio. Persone che, dovendo restare per qualche settimana o mese in città, alla stanza d' albergo preferiscono un' abitazione, trovandola più confortevole o anche solo economicamente più conveniente. Grazie alla cedolare secca, che fu introdotta da Giulio Tremonti per far emergere gli affitti in nero, se il locatore non è una società può pagare la tassa sulla pigione non con l' aliquota Irpef ma versando il 21 per cento, a prescindere dal reddito incassato.

maurizio belpietro sulla terrazza dell atlante star hotel (2)MAURIZIO BELPIETRO SULLA TERRAZZA DELL ATLANTE STAR HOTEL
La normativa, varata nel 2011, è stata estesa anche agli affitti di breve durata e ciò ha consentito non solo di prosciugare il nero, ma anche di far crescere un' attività che si affianca a quella degli alberghi e ora vale nel suo complesso un paio di miliardi di Pil. Beh, che si è inventato il ministro della cultura e della tosatura?

dario franceschini ritiro del pd all'abbazia di contigliano 3 1DARIO FRANCESCHINI RITIRO DEL PD ALL'ABBAZIA DI CONTIGLIANO
Un tetto agli affitti: chi ha più di tre appartamenti d' ora in poi non potrà più beneficiare della cedolare secca, ma dovrà essere trattato alla stregua di una multinazionale, cioè pagare di più, vale a dire probabilmente il doppio. In pratica, visto che il settore degli affitti brevi funzionava a dovere, consentendo agli italiani di arrotondare, Erario Franceschini, ministro di un governo nato per evitare l' aumento delle tasse, provvederà ad affossarlo.

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Non contento del danno che potrebbe arrecare, il capodelegazione del Pd al governo si sta però dando da fare per assestare all' economia un' altra stangata. Questa volta nel mirino non ci sono le case, ma i telefonini, gli smart watch, i pc e pure i braccialetti contapassi. In pratica, siccome è a caccia di soldi allo scopo di far quadrare i conti della Siae, la Società italiana autori ed editori, il genio che difende le opere d' ingegno vuole alzare l' imposta su qualsiasi cosa abbia una memoria digitale, aumentando il prelievo anche del 20 per cento.
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In soldoni, significa che quando si comprerà un telefonino, in base alla dimensione della memoria del dispositivo si pagherà di più: sopra i 32 giga si passerà da 5,2 a 6,9 euro. Mentre chi prenderà uno smart watch (finora esente dalla tassa Siae) dovrà versare tra i 2,2 fino ai 5,6 euro. Qualcuno potrebbe osservare che qualche euro in più su un cellulare che ne costa parecchie centinaia in fondo non sia gran cosa. Certo, ma visto che il governo quando promette di diminuire le tasse alla fine nelle tasche degli italiani mette gli spicci, non si capisce perché poi una parte se la debba far restituire usando un sotterfugio come l' accisa sui prodotti digitali.
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roberto gualtieri dario franceschiniROBERTO GUALTIERI DARIO FRANCESCHINI














Franceschini, insomma, bussa a quattrini come un Gualtieri qualsiasi, forse per smentire una frase attribuita a Tremonti, il quale da ministro dell' Economia avrebbe detto che la gente la cultura non la mangia (l' ex ministro ha poi negato di aver mai pronunciato ciò che i giornali gli misero in bocca). Calvario Franceschini vuole invece dimostrare che con la cultura si mangia eccome. Anzi: con la cultura si fanno i milioni. Di questo passo prevediamo un aumento delle tasse anche sui lettori digitali tipo Kindle.

dario franceschini e michela de biaseDARIO FRANCESCHINI E MICHELA DE BIASE
Poi, finiti i prodotti elettronici, si passerà a quelli cartacei, cioè ai libri e ai giornali e magari, perché no, ai quaderni e ai prodotti di cancelleria. In particolare si stangheranno le gomme, perché non si sa mai, che a qualcuno venga la balzana idea di cancellare il governo. Del resto, bastano e avanzano le facce di gomma di certi politici che ad agosto respinsero compatti le elezioni, dichiarando di voler evitare l' aumento delle tasse. Facce di gomma e anche un po' di bronzo. Fonte: qui

giovedì 1 agosto 2019

LA PROCURA DI GENOVA HA APERTO UN’INCHIESTA SULL'IVA NON VERSATA DA “BOOKING.COM” SUGLI AFFITTI DELLE ABITAZIONI DI PRIVATI

booking.com 2

LE IMPOSTE NON PAGATE SAREBBERO CIRCA 350MILIONI DI EURO E SONO SFUGGITE TOTALMENTE AL FISCO: LA SOCIETÀ DOVREBBE OPERARE COME SOSTITUTO D’IMPOSTA PER CHI AFFITTA SENZA PARTITA IVA, MA LA TASSA NON È NEMMENO DICHIARATA PERCHÉ…


Ivan Cimmarusti per “il Sole 24 Ore”

evasione fiscaleEVASIONE FISCALE
L' intermediazione di Booking.com sugli affitti delle abitazioni di privati senza partite Iva, potrebbe aver generato, tra il 2013 e il 2019, una evasione dell' Imposta sul valore aggiunto pari a 350 milioni di euro. Una stima basata sull' aumento esponenziale di questo tipo di prenotazioni, che dal 2017 ha registrato un incremento del 30%, superando di gran lunga quelle fatte con gli hotel. Il danno è duplice: da una parte il fisco perde un' entrata rilevante, dall' altra c' è una concorrenza sleale verso tutte quelle strutture ricettive che invece pagano regolarmente l' Imposta.
booking.com 11BOOKING.COM 
È questa la traccia che sta seguendo la Procura della Repubblica di Genova, con una inchiesta che presto porterà alle prime iscrizioni nel registro degli indagati, con responsabilità diretta della società amministrata da Glenn Fogel.
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In ballo c' è un importante gettito fiscale, che sfugge totalmente al controllo. L' inchiesta è condotta dal procuratore aggiunto Francesco Pinto e dal sostituto Giancarlo Vona, che stanno ricostruendo un presunto «sistema» che consente alla società, con sede in Olanda, di far sparire l' Imposta sul valore aggiunto legata, esclusivamente, all' intermediazione per l' affitto di abitazioni di proprietà di privati che non hanno partita Iva.
In questo caso, infatti, Booking dovrebbe operare in qualità di sostituto di imposta, registrandosi in Italia o utilizzando un rappresentante fiscale. Invece la tassa non è neanche dichiarata, con il risultato che l' azienda è sotto procedimento giudiziario per violazione della legge sui reati tributari.
L' inchiesta, condotta dal primo gruppo della Guardia di finanza di Genova, al comando del colonnello Ivan Bixio, nasce sulla base di alcuni preliminari accertamenti su appartamenti in affitto della provincia di Genova. Ci si è accorti che nelle fatture con Booking non era applicata l' Iva.
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Quello che in un primo momento è stato ritenuto un caso isolato, presto si è trasformato in modus operandi. L' intreccio investigativo, attraverso banca dati e documentazioni societarie, ha permesso di appurare che Booking non aveva mai pagato l' Iva per l' intermediazione con privati. Il fascicolo conta anche un parere dell' Agenzia dell' Entrate, un atto emesso a seguito di apposito quesito fatto da Federalberghi.
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L' associazione ha segnalato che il portale «emette fatture senza Iva italiana, applicando il meccanismo del cosiddetto "reverse charge" anche nei casi in cui la struttura ricettiva è priva di partita Iva. La conseguenza è l' evasione totale dell' imposta, che non viene pagata né dal portale né dalla struttura». L' Agenzia «ha chiarito che l' Iva - spiegano da Federalberghi - sulle commissioni pagate ai portali che operano in altri paesi Ue è sempre dovuta.
Se la struttura ricettiva ha la partita Iva, essa si di dovrà fare carico del versamento in regime di inversione contabile. Se la struttura non ha partita Iva, dovrà essere invece il portale ad identificarsi in Italia e ad emettere fattura con Iva Italiana». Il tema è stato approfondito con una richiesta di informazioni all' Olanda: un ordine di indagine europeo che, tuttavia, non ha prodotto risultati.
evasione fiscale 1EVASIONE FISCALE
Le autorità dei Paesi Bassi hanno sostanzialmente negato qualsiasi illecito di Booking, rimandando al mittente la richiesta di ottenere documentazioni. Secondo Alessandro Massimo Nucara, direttore generale di Federalberghi, il danno non è solo alle casse dell' Erario, ma anche all' intero settore ricettivo. «Il mercato soffre - spiega - perché vede competere nello stesso spazio - la piattaforma web di Booking - soggetti che vendono lo stesso servizio, ma che sottostanno a regole diverse.
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Quello degli appartamenti privati è un business molto spesso privo di ogni forma di controllo e tutela per i consumatori. A preoccuparci è soprattutto la concorrenza sleale verso l' attività di impresa, che a differenza del privato che non ha partita Iva, paga regolarmente l' Imposta».
Fonte: qui

venerdì 7 giugno 2019

Ma Salvini e Di Maio sanno come e cosa si somma?

Mercoledì scorso l’Agenzia delle Entrate ha comunicato che nei primi quattro mesi dell’anno il gettito Irpef è salito del 3,2 per cento e quello Iva del 4,6 per cento. E qualche giorno dopo è arrivato un comunicato congiunto di MoVimento 5 Stelle e Lega: “Abbiamo maggiori incassi di Irpef e Iva di quasi l’8 per cento”
salvini di maio

Pierino all’esame di terza media consegna il compito con la risoluzione di un semplice problema di matematica: un fruttivendolo e sua moglie hanno due banchi di frutta al mercato. Nei primi quattro mesi dell’anno lui vende il 20 per cento in più; lei il 30 per cento in più. Quanto vendono in più in totale? Risposta: il 50 per cento. Matita blu dell’insegnante e Pierino è bocciato.
Basterebbe una scolarizzazione di base per sapere che l’aumento totale di Iva e Irpef non può essere dell’8 per cento (per la cronaca, è del 3,6).
lega m5s addizioni
Ma noi sappiamo di chi stiamo parlando, no?
Fonte: qui

lunedì 20 maggio 2019

“Gli assorbenti da lavare sono nel contratto di Governo?”

“I pannolini lavabili  sono nel contratto?”. Questo  vorrei che Salvini chiedesse a  Di  Maio e a Conte, se avesse la vispezza dell’intelligenza che occorre contro questi, quando attaccano con questi pretesti  (Di Maio: “Spero che Salvini abbia chiesto a Le Pen, a Orban e agli altri governi sovranisti di prendersi i migranti che arrivano in Italia”).
“E  gli assorbenti lavabili sono nel contratto?”. Ecco una domanda assolutamente da fare. Perché sono il puro,  originario programma 5S: pannolini lavabili, giacche rivoltabili, calzini rammendabili, pneumatici (dei riksciò)   da rappezzare, scarpe vecchie da  risuolare, rumenta da cui campare cercandoci dentro cose da recuperare.  Autostrade da lasciar crollare perché tanto andremo tutti in bicicletta, e io cosa ci vado a fare a Lione, che mi  frega.


Il ritorno alla coppetta. Decrescita felice.

E’  la  già nota decrescita felice, aggravata adesso dall’originario moralismo degli Onesti, manette e carcere  prima che la  “corruzione” sia  anche  solo minimamente provata:  la condanna  viene pronunciata da Travaglio  sul Fatto Quotidiano, a nome delle procure, e tanto basta.
Questo che il governo viene attuando è  il programma dei 5 Stelle. Ma  non è, mi pare, quello delle Lega. Quello per il quale la lega ha dato il  suo appoggio del 17% al movimento del 33%.
L’idea originaria – così ci avevano dato la sensazione – era diversa e grandiosa: ci uniamo per andare contro la UE, eventualmente realizzare il piano B, frenare ad ogni costo l’immigrazione africana che Renzi aveva contrattato con la UE per avere in cambio un po’ di soldi in deficit da mettere in tasca di alcuni; sforare il 3, uscire dalla Prigione dei Popoli  che ormai è la UE….

D’accordo, avete rinunciato a questo programma massimo. Richiedeva coraggio, carattere, qualità culturali che non avete.  Dalla posizione di attacco  in prima linea  avete ripiegato  a  una posizione di  retroguardia molto arretrata: lecchinaggio dell’eurogarchia e della BCE (i 5 Stelle) e la promessa di cambiare la UE dall’interno, eccetera.  Avevate tenuto almeno nella lotta agli scafisti  e alle loro scariche umane,  e dei  sinistri, clericali e mediatici irresponsabili vari che vogliono riempirne l’Italia. Una battaglia sempre più disperata, dove Salvini  (poveretto)( ha contro tutti,  dal Papa all’ONU, dalla UE ai media e voi grillini…


“Provoca”.

La Sea Watch tedesca  – violando le acque territoriali perché non è stata autorizzata –     vuole  discaricare a Lampedusa  i tipi che, pagando un caro biglietto agli scafisti, si sono messi apposta in falso pericolo di  naufragio e voglio sbarcare dopo aver distrutto i loro documenti – e Di Maio: “Sullo sbarco ci stiamo ragionando con Conte”.

(Se volete aprire i porti al traffico di esseri umani clandestini delle #ONG scafiste, ditelo apertamente)

Un vostro senatore difende le ONG e  dà  degli “xenofobi” ai leghisti.
  • La vostra ministra Trenta, vuol dedicare la sfilata militare del 2 giugno “all’inclusione”, ossia  farne un Gay Pride e delle forze(dis)armate un ONG per LGBT.
  •  – Il ministro Tria regala una poltrona d’oro al suo ministero alla cognata del piddini Gentiloni.  (Alessandra Dal Verme la cognata illustre, oltre che di nobili origini,. La dottoressa è sposata con un altro nobile, tale Gentiloni Silveri. Non un Gentiloni qualunque, bensì il fratello dell’ex Presidente del Consiglio, Paolo.
–   La vostra ministra della salute è  per l’eutanasia e i vaccini, come una qualunque radicale venduta a bigpharma.
  •  Siete a favore dell’aborto senza se e senza ma, e bollate quelli che non sono d’accordo come medievali.  Siete arrivati a perseguitare i vostri membri che sono anti-aborto,  abolendo la, libertà di coscienza:
  •  Adesso siamo ai pannolini da lavare come programma. Che caduta nel prosaico, dopo l’epica con cui siamo andati insieme al governo per rovesciare i tavoli in Europa , uscire alla gabbia che ci strangola e ci riempie di disoccupati e di miserabili senza prospettive .
Ebbene: questo che attuate è  il “VOSTRO” programma. Totalmente vostro. Non il nostro. Allora  realizzatevelo da  voi, col vostro 33% e senza il nostro 17.
Perché, vedete,  Di Maio rimbecca con ogni pretesto  Salvini e  lo smentisce e schernisce  a colpi bassi, approfittando della sua lealtà (e poca vispezza)  credendo che tanto  lui non può far cadere il governo perché Mattarella non darà mai nuove elezioni; e in ogni caso, della caduta  del governo daranno la colpa a lui, e la Lega sarà penalizzata nelle urne.
Il punto è che c’è un limite politico e morale che è stato superato: i grillini  fanno i Golpisti dell’Onestà per tenere la  Lega sotto scacco giudiziario, onde obbligarla a votare per un programma che si rivela ogni giorno non solo diverso da quello dell’epico contratto, ma nemico. Con i leghisti come schiavi.
Il fatto è che  intanto, il banchiere centrale olandese  Knot si fa intervistare dal solito Fubini e spiattella esattamente il programma della spoliazione che faranno subire all’Italia.
Ebbene:  Di Maio dà ragione a Knot (contro l’ingenuo Salvini),  rinnegando quel  che diceva solo poche settimane fa.

Di Maio: ‘Mai voteremo legge di bilancio che aumenta il debito’


Presto anche da noi.

Ora,  nessun partito con la  testa sul collo deve farsi vedere ad appoggiare questo progetto grillini, con la rovina e lo strangolamento che  provocherà.  Lo facciano i grillini   nel loro  governo – senza la Lega.  Magari coi pd, con i più Europa, coi montiani, con Berlusconi che ha  lodato Draghi , con Draghi presidente. Nella rovina, anche senza potere, è meglio che la Lega se ne stia fuori.
“I pannolini non sono nel contratto”. Questo direbbe Salvini se fosse vispo..

Maurizio Blondet

Fonte: qui