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lunedì 29 giugno 2020

Europa in allerta dopo un picco di radioattività sconosciuto rilevato sul Mar Baltico

Quasi un anno fa la Russia ha ammesso di rilasciare significative quantità di radiazioni nell'aria che hanno innescato allarmi di avvertimento nella regione dell'estremo nord delle città portuali del circolo polare artico di Arkhangelsk e Severodvinsk, dopo un fallito test sulle armi che ha coinvolto un  "reattore nucleare su piccola scala" che uccise scienziati russi - che si credeva collegati al programma ipersonico russo. 

Non possiamo fare a meno di ricordare quell'incidente ora con nuove segnalazioni di sensori di radiazione con sede in Scandinavia che rilevano nuovamente livelli di radioattività anomali nell'aria . Forse ci sono altri test di armi falliti in corso da qualche parte nella regione?: 

"I sensori di radiazione a Stoccolma hanno rilevato livelli di isotopi più alti del solito ma ancora innocui prodotti dalla fissione nucleare, probabilmente da qualche parte sul Mar Baltico o nelle vicinanze , ha affermato venerdì un organismo che gestisce una rete mondiale di sensori", riferisce Reuters .

L'Organizzazione globale del trattato sul divieto dei test nucleari (CTBTO) ha confermato l'attività superiore al normale.

I suoi sensori di rete ultra sensibili installati in Europa e nel mondo sono in grado di raccogliere test sulle armi nucleari quando si verificano in qualsiasi parte del mondo .

Secondo quanto riportato da Reuters, la stazione di monitoraggio di Stoccolma "ha rilevato 3 isotopi; Cs-134, Cs-137 e Ru-103 associati alla fissione nucleare a livelli più alti del solito", secondo il capo del CTBTO Lassina Zerbo, che ha fatto l'annuncio venerdì. 

Le particelle aggiuntive sono state raccolte dai sensori lo scorso lunedì e martedì e confermate dall'organizzazione di monitoraggio nucleare. Zerbo ha sottolineato, tuttavia, che non era a livelli dannosi per la salute umana.

Centrale nucleare russa a San Pietroburgo, AFP via Getty. 

"Questi sono certamente prodotti di fissione nucleare, molto probabilmente da una fonte civile", ha affermato il CTBTO in una nota. "Siamo in grado di indicare la probabile regione della fonte, ma è al di fuori del mandato del CTBTO identificare l'origine esatta." 

L'organizzazione ha inoltre ipotizzato che la fonte potesse provenire da qualsiasi luogo, dalla Russia occidentale ai paesi baltici, fino a parti della Scandinavia . Fonte: qui

giovedì 26 marzo 2020

“HO AVVISATO LA REGIONE LOMBARDIA UN MESE FA, MI HANNO RISPOSTO: NON ABBIAMO TEMPO DA PERDERE PER LE TUE STRONZATE”

IL RACCONTO DEL DIRIGENTE DEL 118 RIPORTATO DAL 'WALL STREET JOURNAL'. 

IL 22 FEBBRAIO L'UOMO AVREBBE SCOPERTO UN NUCLEO DI CASI DI CORONAVIRUS A BERGAMO

AVREBBE QUINDI MANDATO UNA EMAIL ALLE AUTORITÀ SANITARIE DELLA REGIONE, SUGGERENDO MISURE DRASTICHE. E I DIRIGENTI REGIONALI DELLA SANITÀ...

Fabio Paravisi per bergamo.corriere.it

coronavirus bergamoCORONAVIRUS BERGAMO

«Non abbiamo tempo da perdere per le tue str…te». Questa sarebbe la risposta ottenuta da un dirigente del 118 quando ha suggerito alla Regione misure drastiche quando ancora l’epidemia del coronavirus era agli inizi. A raccontarlo è Angelo Giupponi, responsabile dell’Articolazione aziendale territoriale del 118 di Bergamo all’interno di un reportage pubblicato nei giorni scorsi dal Wall Street Journal. I giornalisti Marcus Walker e Mark Miramont hanno effettuato un lungo viaggio a Bergamo, definitiva «il Ground zero dell’epidemia» oggi trasformata in «una città fantasma» e hanno parlato con numerosi dirigenti dell’ospedale Papa Giovanni e delle strutture regionali di emergenza.

Tra questi c’è appunto Giupponi, che già il 22 febbraio avrebbe scoperto un nucleo di casi di coronavirus a Bergamo. Avrebbe quindi mandato una email alle autorità sanitarie della Regione, per sottolineare l’esigenza di svuotare alcuni ospedali per adibirli esclusivamente alla cura dei casi di coronavirus. I dirigenti regionali della sanità in quei giorni erano impegnati nella gestione dei casi scoppiati a Codogno e nei paesi attorno.
coronavirus bergamoCORONAVIRUS BERGAMO

«Sono tre giorni che non dormiamo e non vogliamo leggere le tue stron..te», è la risposta che Giupponi dice di avere ricevuto. Il medico non vuole più parlare della vicenda: «Non confermo e non smentisco, in questi giorni ho altro da fare», ha commentato oggi. Giupponi è anche uno dei tredici medici del Papa Giovanni che nei giorni scorsi hanno firmato una lettera pubblicata dal New England Journal of Medicine per avvisare che «la situazione a Bergamo è fuori controllo». Fonte: qui

coronavirus terapia intensiva bergamoCORONAVIRUS TERAPIA INTENSIVA BERGAMO


IL RACCONTO DEL COLONNELLO DEI CARABINIERI, PAOLO STORONI, CHE SMISTA LE BARE DEI MORTI PER CORONAVIRUS: “LA SITUAZIONE È CRITICA PERCHÉ IL FORNO CREMATORIO DI BERGAMO NON CE LA FA A SMALTIRE L'IMPRESSIONANTE RICHIESTA. SIAMO A CIRCA MILLE FUNERALI IN UN MESE CONTRO UNA MEDIA DI CENTO. ORA CERCHERÒ IN TOSCANA...
L'EMILIA È PIENA, HO CHIESTO A FERRARA, A BOLOGNA, NULLA. IN VENETO IL FORNO DI VICENZA È SCOPPIATO. HO PORTATO ALCUNE BARE IN FRIULI, MA ADESSO DEVO PER FORZA SPOSTARMI VERSO IL CENTRO SUD”

Andrea Pasqualetto per il “Corriere della Sera”

PAOLO STORONIPAOLO STORONI
«Ora cercherò in Toscana...l'Emilia è piena, ho chiesto a Ferrara, a Bologna, nulla...stessa cosa in Piemonte, anche se hanno dissequestrato il forno di Biella ma lì ci mettono quelli di Trecate e sono tanti. In Veneto il forno di Vicenza è scoppiato. Ho portato alcune bare due giorni fa a Gemona, in Friuli, ma adesso devo per forza spostarmi verso il Centro Sud».

Paolo Storoni non è un impresario di pompe funebri. È il comandante provinciale dei carabinieri di Bergamo, un colonnello che arriva dai reparti speciali dell' Arma. Si occupava di criminalità organizzata, narcotraffico, omicidi, rapine. Da quando è esplosa l'emergenza è l' addetto allo smistamento delle bare della provincia più martoriata d' Italia: 1.878 decessi. Una cupa, inesorabile, tragica processione di casse e camion dell' Esercito che corrono per l' Italia verso i forni crematori.

CORONAVIRUS - LE BARE PORTATE VIA CON I CAMIONCORONAVIRUS - LE BARE PORTATE VIA CON I CAMION
Qual è la situazione comandante?
«Bergamo è una provincia in grande trambusto, che sta pagando una straordinaria emergenza. Quanto alle bare, delle quali mi sto occupando con il coordinamento della Prefettura, la situazione è critica perché il forno crematorio di Bergamo non ce la fa a smaltire l' impressionante richiesta. Siamo a circa mille funerali in un mese contro una media di cento. E non è facile trovare posto nelle altre strutture del Nord. Mi trovo a dirigere un drammatico traffico di bare, come un vigile che indica la giusta direzione.
Questo serve e questo faccio perché ritengo utile aiutare i Comuni della Bergamasca in un momento così difficile».

Quante ne avete portate via con i camion?
«Noi militari, cioè carabinieri ed Esercito, fino a ieri abbiamo fatto quasi 400 trasferimenti, un conto al quale non si riesce a star dietro. Il fatto è che molte famiglie ora chiedono la cremazione e il sistema non è pronto ad assorbire numeri così imponenti. Il nostro lavoro è accompagnare con pietas i corpi di questi nostri concittadini come se fossero i nostri cari. È gente che in molti casi conoscevamo».
esercito a bergamo per portare via le bare 4ESERCITO A BERGAMO PER PORTARE VIA LE BARE 

E le imprese di pompe funebri?
«Si tratta di una criticità sotto vari aspetti. Da una parte hanno avuto un alto numero di contagi che li costringe a lavorare a ranghi ridotti. Dall' altra abbiamo scoperto comportamenti poco corretti da parte di alcune agenzie. Ne abbiamo fermate tre che volevano portar via le bare con mezzi di fortuna. Sono stati denunciati. In altri casi abbiamo notato un aumento dei prezzi. In questi frangenti emerge la nobiltà d' animo di alcuni e la bestialità di altri».

Altri problemi?
«C' è quello dei farmaci che non arrivano perché i corrieri hanno ancora delle difficoltà con le maestranze malate o in sciopero. C' è il problema della carenza di bombole d' ossigeno per chi sta a casa: ai 400 malati cronici si sono aggiunte mille persone. E c' è quello delle persone anziane».

Cioè?
esercito a bergamo per portare via le bare 1ESERCITO A BERGAMO PER PORTARE VIA LE BARE 
«Molti anziani sono soli, soprattutto nei paesini di montagna. C' è chi è in quarantena e se ne deve stare a casa, c' è chi ha perso il marito o la moglie e si è ritrovato senza nessuno, poveri, e chi ha familiari che non può andare a trovare perché a loro volta sono in quarantena. All' inizio dell' emergenza è successo poi che diverse famiglie hanno portato i nonni nelle case di paese per paura del contagio».

La vicenda che l' ha più toccata?
«Quella della famiglia del mio collega Claudio Ponzoni, morto a 46 anni di coronavirus. Nel giro di due settimane la moglie ha perso il padre, che viveva con loro, e poi lui. È rimasta sola con la loro bambina di 10 anni, senza nessuno. Nei giorni dell' agonia di Claudio l'unico punto di riferimento della moglie ero io. Lei (37 anni, ndr ) era in quarantena e chiamava me per sapere di lui. Quando Claudio è morto mi ha chiesto il favore di andare a casa loro per dirlo alla bambina. Anzi, per confermarlo perché la piccola non voleva credere alla mamma. Non dimenticherò mai quegli occhi. Alla fine, la bimba mi ha regalato pure un disegno. Sono ancora così, in quarantena, sole». Fonte: qui

martedì 3 settembre 2019

Facebook: allarme Bce su Libra, piano affascinante ma infido

Mersch, spero popoli europei non cedano al richiamo delle sirene

Ansa- I piani di Facebook per la moneta virtuale Libra sono "affascinanti ma infidi". Lo ha detto il membro del comitato esecutivo della Bce, Yves Mersch, partecipando a una conferenza a Francoforte. A giudizio di Mersch, secondo quanto riferisce l'agenzia Bloomberg, le monete private hanno poca o nessuna possibilità di affermarsi come alternative praticabili a quelle ufficiali, dal momento che solo una banca centrale indipendente può dare ai soldi il sostegno istituzionale di cui hanno bisogno per ottenere la fiducia del pubblico.
"Spero sinceramente - ha detto Mersch - che i popoli dell'Europa non saranno tentati di lasciare indietro la sicurezza e la solidità delle soluzioni e dei canali di pagamento ufficiali in favore delle promesse affascinanti ma infide che arrivano dal richiamo della sirena di Facebook". Anche altri banchieri centrali hanno recentemente lanciato l'allarme su Libra e le autorità Antitrust Ue stanno conducendo un esame preliminare su come Libra verrà gestita e su come funzionerà il sistema di pagamenti.

lunedì 20 marzo 2017

CADE RAQQA. - MASSIMA ALLERTA A ROMA PER IL VERTICE DEI LEADER EUROPEI IL PROSSIMO WEEKEND

DOPO L'ATTENTATO DI PARIGI IL CENTRO DELLA CAPITALE SARÀ BLINDATO 

LA CADUTA DELLO STATO ISLAMICO IN SIRIA E IRAQ PUÒ PORTARE I COMBATTENTI IN FUGA A CERCARE UN ULTIMO COLPO DI CODA NELLE NOSTRE CITTÀ

1. PAURA ISIS, LA UE SI BLINDA "PRONTI NUOVI ATTACCHI" È SUPER ALLERTA A ROMA
Gianluca Di Feo per ''La Repubblica''

La frantumazione dello Stato islamico, con le due capitali di Raqqa e Mosul prossime alla caduta, non è una buona notizia per l' intelligence europea.
C' è la convinzione che l' Isis tenterà il colpo di coda, cercando presto di attaccare l' Unione. Ogni episodio, come l' aggressione all' aeroporto di Parigi, viene analizzato per ricostruire qualunque possibile contatto con la ragnatela radicale che comunica sul web o si affida a predicatori itineranti.

L' allerta è massima. Un allarme che riguarda anche l' Italia e spinge a potenziare le misure di sicurezza in vista delle celebrazioni del Trattato di Roma, che nel prossimo weekend raduneranno nella capitale i capi di Stato della Ue.
folla all aeroporto di orlyFOLLA ALL AEROPORTO DI ORLY
Dalla scorsa estate le partenze di volontari della jihad verso il Medio Oriente si sono sostanzialmente fermate: la frontiera turca è stata chiusa, i viaggi sono diventati impossibili. E' la stessa propaganda del Califfato a invitare i suoi accoliti a non partire: «Bisogna seminare la morte in Occidente, dovete ucciderli lì dove vi trovate», ripetono gli appelli rilanciati su Internet.

Invece aumentano le segnalazioni sui reduci che dall' Iraq e dalla Siria cercano di tornare in Europa, muovendosi soprattutto lungo i percorsi balcanici dove possono contare su appoggi vecchi e nuovi. Si sentono emuli della Hijram, la sacra migrazione che nel 622 portò Maometto dalla Mecca a Medina, permettendogli di sfuggire ai nemici e rimettere in sesto il suo gruppo.
zied b il terrorista dell aeroporto di parigiZIED B IL TERRORISTA DELL AEROPORTO DI PARIGI

Sono combattenti che non si sentono sconfitti e credono in una missione di fede senza scadenze: uomini addestrati da mesi di guerra e pronti a tutto.
Non sono soltanto loro a fare paura. Alla ritirata dell' Isis si accompagna una nuova vitalità di Al Qaeda, mai scomparsa seppur afflitta negli scorsi anni da un calo di visibilità e di reclute. Con i soldati iracheni alle porte della moschea dove nel luglio del 2014 Abu Bakr Al Baghdadi proclamò la nascita del Califfato, oggi i militanti dell' organizzazione di Osama Bin Laden trovano più seguaci e si dimostrano sempre più attivi, sui campi di battaglia della Siria e della Libia, ma anche nelle cellule rimaste nascoste in Europa.

In questo contesto, l' Italia non è immune dai pericoli. Anzi, i vertici della sicurezza nazionale restano convinti che il terrorismo jihadista colpirà anche da noi. Non è fatalismo, ma l' analisi dei segnali aggiornata continuamente e che mostra aspiranti kamikaze privi di armi ma capaci di usare qualunque strumento per cercare di uccidere: un coltello, un auto, un camion.

ROMA BLINDATAROMA BLINDATA
Una minaccia che si cerca di contrastare ogni giorno. Ci sono ottomila soldati a presidiare piazze e monumenti; agli agenti è stato chiesto di girare sempre armati, anche quando sono fuori servizio. Misure che nascono dall' esperienza degli attacchi condotti sulle strade in Francia, in Germania, in Belgio. Soprattutto viene rafforzata l' attività di controllo sul territorio, a qualunque ora: quella vigilanza che ha permesso di individuare Anis Amri, il killer di Berlino bloccato durante un pattugliamento di routine a Sesto San Giovanni dopo avere attraversato indisturbato quattro paesi.

La preoccupazione non riguarda solo il rischio di attentati: le valutazioni dell' intelligence tengono conto pure del clima politico di questi mesi.

Perché gli assalti dell' ultimo anno - che fossero opera di squadre organizzate o di lupi solitari - avevano un obiettivo politico: scatenare la reazione contro gli immigrati, spingendo così le comunità musulmane a radicalizzarsi.

ROMA BLINDATAROMA BLINDATA
In Francia nonostante le stragi di Parigi e Nizza questo non è accaduto e anche le autorità tedesche sono riuscite a contenere la xenofobia dopo il massacro del mercatino di Natale: non c' è stata la caccia allo straniero. E' vero, in quelle nazioni la prova più importante saranno le prossime elezioni, al momento però i kamikaze hanno mancato il bersaglio più importante: davanti agli attacchi, l' Europa non ha rinunciato ai suoi valori democratici e non ha tradito i principi di solidarietà.
Ma se dovessero colpire da noi, come reagiremmo?


2. LA CAPITALE CHIUDE IL CENTRO: ZONA BLU OFF LIMITS
Mauro Favale per ''la Repubblica''

In omaggio ai colori della bandiera Ue l' hanno ribattezzata "blue zone". In realtà sarà una zona "rossa" inavvicinabile per tutti a eccezione delle delegazioni dei 40 capi di Stato e di governo che arriveranno a Roma sabato prossimo, 25 marzo.
Nella capitale l' allerta è al massimo per il sessantesimo anniversario dei Trattati europei, quelli che nel 1957 videro nascere il primo nucleo della Cee.

guido marinoGUIDO MARINO
Il dispositivo che il neo-questore Guido Marino (si è insediato il primo marzo) sta mettendo a punto prevede l' impiego di almeno 3.000 agenti per strada per gestire una delle giornate che gli investigatori definiscono «tra le più complesse degli ultimi 10 anni»: quattro cortei, due sit-in, 30.000 manifestanti di sinistra e di estrema destra attesi anche da Francia, Grecia e Germania. E, su tutto, l' allarme terrorismo che incombe.

Per questo il centro della città, dalla mezzanotte del 25 sarà off limits per auto e pedoni. Blindata l' area attorno a Quirinale, piazza Venezia e Campidoglio, dove si riuniranno i capi di Stato. Chiusi per un giorno il Colosseo (dove potrebbe esserci una visita degli ospiti alle celebrazioni), il Foro Romano e Palatino e la Domus Aurea. Artificieri e unità cinofile lavoreranno per una capillare bonifica di tutta l' area.

PIAZZA DELLA REPUBBLICA TURISTA 1PIAZZA DELLA REPUBBLICA TURISTA 1
Oltre ai tiratori scelti, verranno schierate le Uopi della polizia e le Api del carabinieri, unità di primo intervento addestrate per affrontare minacce di tipo terrorista. E poi, ancora, la prefettura si sta preparando a diramare un' ordinanza specifica, simile a quelle emanate durante i giorni caldi del Giubileo: no fly zone sulla capitale, vietato l' uso di droni (al contrario ci saranno quelli delle forze dell' ordine per un monitoraggio dall' alto), oltre al trasporto di qualsiasi tipo di materiale esplodente.

Già due giorni fa, la questura ha fatto presente ai manifestanti che si apprestano a giungere a Roma che sarà vietato l' uso di caschi, sciarpe e passamontagna durante i cortei. Dei quattro già programmati e autorizzati, il più partecipato dovrebbe essere quello che si riunirà alle 14 a piazza San Paolo. Sotto la sigla "Eurostop" hanno aderito le frange più radicali dell' antagonismo italiano: marceranno verso la Bocca della Verità (al confine con la "zona blu") proponendo una piattaforma "No all' euro, no alla Ue e no alla Nato".

Fonte: qui

martedì 24 gennaio 2017

LA MADRE DEGLI IMBECILLI E’ SEMPRE INCINTA.

ANCHE QUELLA DEI FUNZIONARI CHE NON HANNO PRESO SUL SERIO L’ALLARME DI RIGOPIANO 

ERANO CONVINTI CHE FOSSE CROLLATO IL TETTO DI UNA STALLA E NON L’ALBERGO 

LA TELEFONATA D’ALLARME SCAMBIATA PER UNO SCHERZO 

ESTRATTI I CADAVERI DI ALTRE 6 PERSONE

Da la Repubblica

rigopianoRIGOPIANO
Si aggrava sempre di più, con il passare delle ore, il bilancio della tragedia dell'Hotel Rigopiano di Farindola (Pescara), travolto il 18 gennaio da una valanga causata dalle scosse di terremoto: nella notte sono stati recuperati i corpi senza vita di tre persone, tutti uomini, mentre poco dopo le 9 i vigili del fuoco hanno recuperato i corpi di altre due donne ed un altro uomo all'interno della struttura crollata. Il bilancio ufficiale delle vittime sale a 15, mentre il numero dei dispersi scende a 14. Undici le persone finora in salvo.

vigili del fuoco rigopianoVIGILI DEL FUOCO RIGOPIANO
Mentre i soccorsi lavorano giorno e notte senza sosta, nella speranza di poter trovare qualcuno ancora in vita (speranza a cui ha dato forza il ritrovamento, ieri, di tre cuccioli di pastore tedesco ancora vivi, rimasti bloccati in un locale caldaie dell'albergo), proseguono le indagini per ricostruire le ore immediatamente successive al disasto. E, con il passare delle ore emergono dettagli, come la telefonata d'allarme raccolta da una funzionaria della Prefettura e ignorata, perché ritenuta falsa.


Fabio Tonacci per la Repubblica

HOTEL CROLLATO - RIGOPIANOHOTEL CROLLATO - RIGOPIANO
"Sono Marcella di cognome, Quintino di nome". Per quattro volte il ristoratore di Silvi Marina declina le sue generalità, durante la telefonata del grande equivoco. Quella delle 18.20 di mercoledì 18 gennaio. Per quattro volte l'uomo si sente rispondere da una funzionaria di alto livello della prefettura, con tono infastidito, che "l'hotel Rigopiano non è crollato", che "questa storia gira da stamattina" e che si sta sbagliando perché a essere crollata è "la stalla di Martinelli, quello delle pecore".

CINQUE MINUTI
RigopianoRIGOPIANO

Un equivoco, appunto. Gigantesco. Durato per tutti i cinque minuti circa della chiamata che il centralino del 113 girò alla sala operativa del Ccs, il Centro di coordinamento dei soccorsi attivato la mattina stessa nella prefettura di Pescara.

Marcella: "Mi sente?"

Funzionaria: "Sì che la sento".

MAIL INVIATA DALL HOTEL RIGOPIANOMAIL INVIATA DALL'HOTEL RIGOPIANO
M: "Sono Marcella di cognome, Quintino di nome. Il mio cuoco mi ha contattato su WhatsApp cinque minuti fa, l'albergo di Rigopiano è crollato, non c'è più niente... Lui sta lì con la moglie, i bimbi piccoli... intervenite, andate lassù".

F: "Questa storia gira da stamattina. I vigili del fuoco hanno fatto le verifiche a Rigopiano, è crollata la stalla di Martinelli".

M: "No, no! Il mio cuoco mi ha contattato su WhatsApp 5 minuti fa, ha i bimbi là sotto... sta piangendo, è in macchina... lui è uno serio, per favore".
hotel rigopiano prima della slavinaHOTEL RIGOPIANO PRIMA DELLA SLAVINA

F: "Senta, non ce l'ha il suo numero? Mi lasci il numero di telefono (...). Ma è da stamattina che circola questa storia, ci risulta che solo la stalla è crollata. Che le devo dire?".

IL PRIMO ERRORE

È questo il primo drammatico errore. Pietropaolo Martinelli è un piccolo imprenditore di Farindola. Produce un formaggio assai conosciuto da queste parti, il pecorino di Farindola. La sua stalla si trova a pochi chilometri di distanza dall'hotel Rigopiano, e quella mattina il terremoto ne ha danneggiato gravemente il tetto: è piombato su 300 pecore, rimaste incastrate.

Per questo motivo il proprietario aveva segnalato il crollo a chi stava gestendo i soccorsi, attraverso la Guardia Forestale. Quando la funzionaria sente parlare di Rigopiano, pensa alla fattoria. Non è sola nella sala operativa, e chi le sta vicino concorda con lei. La telefonata tra la funzionaria della prefettura e Quintino Marcella continua.

F: "Come si chiama quel cuoco?".

hotel rigopiano 2HOTEL RIGOPIANO 
M: "Giampiero Parete. È quello della pizzeria, è il figlio di Gino...".

F: "Sì, lo conosco benissimo il figlio di Gino, conosco lui, conosco la mamma. È da stamattina che gira 'sta cosa. Il 118 mi conferma che hanno parlato col direttore due ore fa, mi confermano che non è crollato niente, stanno tutti bene".

M: "Ma come è possibile?".

F: "La mamma dell'imbecille è sempre incinta. Il telefonino... si vede che gliel'hanno preso...".

M: "Ma col numero suo?".

F: "Sì".

hotel rigopiano 2HOTEL RIGOPIANO 
IL DIRETTORE ALL'OSCURO

La funzionaria pensa a uno scherzo. Ipotizza che qualcuno possa aver preso il cellulare di Giampiero Parete e abbia mandato un finto allarme a Quintino. Il quale, incredulo, le ribadisce che Pareti è "uno serio", uno che non permetterebbe mai una cosa del genere, che ha moglie e figli nell'albergo crollato, che la situazione è gravissima.

La funzionaria, però, è irremovibile. Anche perché alle 17.40 dal Ccs dove lei si trova hanno effettivamente chiamato il direttore dell'Hotel Rigopiano, Bruno di Tommaso, per informarsi sulla situazione. Lo hanno fatto perché Parete, prima di rivolgersi a Marcella pregandolo di diffondere l'Sos, aveva contattato il 118 lanciando lui stesso l'allarme (nei tabulati telefonici, la chiamata risulta essere partita dal suo cellulare alle 17.08).

i soccorsi all hotel rigopiano 9I SOCCORSI ALL HOTEL RIGOPIANO
È questa la primissima segnalazione del disastro dell'albergo: il centralino la gira prima alla Croce Rossa e poi, da questa, al Ccs. Di Tommaso però è a Pescara, non a Farindoli. Non sa della valanga, non lo può sapere. E quando lo contattano per verificare, risponde basandosi sulle uniche informazioni di cui dispone in quel momento: l'hotel è a posto, non gli risulta che sia successo niente. Per questo la funzionaria, di fronte alle insistenze di Marcella, sbotta.

i soccorsi all hotel rigopiano 6I SOCCORSI ALL HOTEL RIGOPIANO
F: "Due ore fa, le confermo, al 118 hanno parlato con l'hotel. Non le dico una bugia! Ma se fosse crollato tutto, pensa che che rimarremmo qua?"

M: "Si metta in contatto col direttore...".

F: "Non so se si rende conto della situazione... Abbiamo gente in strada, gente con la dialisi, anziani. E io per lei... Provi lei a mettersi in contatto con il direttore. Non è scortesia. Arrivederci".


Fonte: qui


L’HOTEL RIGOPIANO È STATO COSTRUITO SUI DETRITI DI UNA VALANGA DEL 1936, E ORA SCATTA UNA NUOVA INDAGINE SUI LAVORI DI AMPLIAMENTO, DOPO CHE SINDACO E ASSESSORI DI FARINDOLA ERANO GIÀ STATI PROSCIOLTI 

IL FORUM H20: ‘COME STARE PROPRIO LUNGO LA CANNA DI UN FUCILE CHE POI È STATO CARICATO ED HA SPARATO’

I REATI SONO PRESCRITTI: UN’EVENTUALE SENTENZA RISCHIA DI AVERE UN VALORE ESCLUSIVAMENTE STORICO 

Marco Imarisio per il Corriere della Sera

Carta canta. Per almeno due volte. Nel 1991 la Regione Abruzzo decide di dotarsi di una mappa che segnala eventuali criticità sul proprio territorio. Si tratta di un debutto, reso necessario dalle alluvioni e dallo sciame sismico del biennio precedente. La carta ufficiale mostra come l' hotel Rigopiano sia al centro di un' area con colate detritiche, dette conoidi.
hotel rigopiano mappe geomorfologicheHOTEL RIGOPIANO MAPPE GEOMORFOLOGICHE

A farla breve, un lembo di terreno rialzato rispetto alla superficie intorno per via dell' accumulo di materiale caduto dall' alto. Nel dicembre del 2007 quel documento diventa una specie di Vangelo ambientale, perché viene adottato tale e quale com' era dalla Giunta che sulla base delle sue segnalazioni approva il nuovo Piano di assetto idrogeologico.

Con il senno di poi si può fare di tutto, ma è vero che quelli riportati sopra non sono giudizi, ma semplici dati rilevati dai documenti ufficiali presenti sul sito della Regione.
Sono stati resi pubblici dal Forum H2O, filiazione diretta dei comitati per l' acqua pubblica.
Attivisti, ingegneri e operatori ambientali militanti. I due puntini rossi che indicano il Rigopiano, ponendolo all' interno di una zona che gli esperti della Regione hanno considerato a elevato rischio di «anche precipitazione ambientale» sono il punto di partenza che ha portato la Procura di Pescara ad acquisire la loro denuncia.

la valanga dell hotel rigopianoLA VALANGA DELL HOTEL RIGOPIANO
«L' elemento conoscitivo non è stato trasformato in un vincolo che avrebbe obbligato a non costruire o a farlo seguendo direttive che avrebbero fatto impennare i costi». Da qui in poi ogni elemento diventa opinione, quindi confutabile. Come quella di Augusto De Sanctis, presidente del Forum, convinto che non sia stata sciatteria, ma una pura questione di soldi. L' hotel Rigopiano era una struttura preesistente, in una zona dove nel 1936 si era verificata una valanga di portata paragonabile a quella che mercoledì scorso ha fatto strage. A quel tempo, nella valle sorgeva solo un rifugio.

rigopianoRIGOPIANO
Secondo il Forum H2O questo non è importante, perché i tempi di ritorno di questi fenomeni estremi sono molto lunghi. Come per le piene dei fiumi, possono avere una ciclicità plurisecolare, raggiungendo aree che ai non addetti ai lavori sembravano tranquille. «È per questo» aggiunge De Sanctis «che esistono le carte del rischio, basate sugli eventi già noti ma soprattutto sulle caratteristiche specifiche del terreno in questione».

L' accusa esplicita è questa: l' ultima ristrutturazione, avvenuta tra il 2007 e il 2008, «ha ampliato le capacità ricettive della struttura e quindi il rischio intrinseco», quando invece c' erano tutti gli elementi per accorgersi dei problemi.
RigopianoRIGOPIANO

Almeno una parte di colpa nel disastro sarebbe quindi da attribuire a quegli ultimi lavori, autorizzati da una delibera del comune di Farindola il 30 settembre 2008 che divenne oggetto di una inchiesta e di un processo per corruzione e abuso di ufficio, chiusi nell' aprile del 2016 con l' assoluzione «perché il fatto non sussiste» di tutti gli imputati. Sindaco, assessore e consiglieri comunali.

I reati erano prescritti da tempo. «Ma la completezza dell' istruttoria impone il vaglio delle risultanze dibattimentali» scrissero i giudici nelle motivazioni della sentenza. La Del Rosso srl, titolare dell' hotel, aveva preso possesso di alcuni terreni limitrofi dei quali era proprietario il Comune, e li aveva utilizzati per espandere la ristrutturazione in corso. I magistrati ipotizzarono uno scambio di denaro in cambio della sanatoria, che si rivelò inesistente. La valutazione dei giudici su quei lavori differisce non poco da quelle di Forum H2O.

HOTEL CROLLATO - RIGOPIANOHOTEL CROLLATO - RIGOPIANO
«Non soltanto non emerge alcun profilo di illegittimità nella delibera adottata, ma non può ravvisarsi neppure un esercizio dei pubblici poteri non improntato a imparzialità e buon andamento. Infatti, l' occupazione abusiva, che riguardava una porzione di terreno piuttosto esigua (1.700 metri quadrati), tenuto conto della collocazione geografica, un' area di montagna totalmente disabitata e destinata a pascolo, fu sanata e stabilito per la sua occupazione un canone ritenuto congruo».

Non è un precedente da poco. Le ultime modifiche del Rigopiano hanno superato indenni il verdetto dell' aula.
SLAVINA AL RIGOPIANOSLAVINA AL RIGOPIANO

Quelle meno recenti risalgono alla notte dei tempi. La nuova inchiesta della Procura su come e perché l' hotel Rigopiano sia stato costruito in un' area dove sono presenti colate di detriti, rischia di avere un valore esclusivamente storico.

Fonte: qui

domenica 22 maggio 2016

"2016 nuovo anno da caldo record", la Nasa lancia l'allarme clima

OFC2LzcnQm7cNNrO"Con l'aggiornamento di aprile, c'è oltre il 99% di possibilità che il 2016 sia un nuovo anno da record". Il tweet d'allarme è di Gavin Schmidt, scienziato della Nasa, che lascia poco spazio all'immaginazione. Dopo un autunno e un inverno anomali, sembra che temperature più alte della media non siano in procinto di abbandonarci anzi. A ottobre, novembre e dicembre sono stati registrati oltre un grado in più (da 1,01 a 1,10), mentre nei primi 4 mesi del 2016 è stato toccato un +1,33 (febbraio), +1,29 (marzo) e 1,11 ad aprile, il più caldo aprile di sempre sulla media trentennale 1951-1980.
With Apr update, 2016 still > 99% likely to be a new record (assuming historical ytd/ann patterns valid).
L'aumento delle temperature, si legge sul 'Guardian', è dovuto in parte al fenomeno climatico del Nino che da solo non può però giustificare un tale aumento di temperatura. Il problema è la quantità di CO2 presente nell'atmosfera. E "i climatologi lanciano avvertimenti sin dagli anni Ottanta. Dal 2000 in poi è tutto scontato" commenta Andy Pitman, direttore dell'Arc Centre of Excellence for Climate System Science dell'università australiana del New South Wales.