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sabato 7 dicembre 2019

I MISTERI DI RIGOPIANO

PER FARE LUCE UNA VOLTA PER TUTTE SUGLI ALLARMI IGNORATI PER IL DISASTRO DELLA VALANGA A FARINDOLA SI INDAGA SU CARABINIERI E POLIZIA 
IL GIALLO DELLA CHIAMATA CHE CHIEDEVA L’EVACUAZIONE CINQUE ORE PRIMA DELLA VALANGA CHE RIEMERGE SOLO 18 MESI DOPO LA TRAGEDIA E LA RIUNIONE CARBONARA UNA SETTIMANA DOPO I FATTI – VIDEO

RIGOPIANO, LA TRAGEDIA DELL'HOTEL E QUELLA TELEFONATA SPARITA 





    RIGOPIANO, ALLARMI IGNORATI ORA SI INDAGA SU PS E ARMA
    Paolo Mastri per “il Messaggero”

    valanga sull'hotel rigopianoVALANGA SULL'HOTEL RIGOPIANO
    Ventinove morti, due processi in attesa di riunificazione, l'archiviazione degli ex governatori che riaccende la rabbia di sopravvissuti e familiari delle vittime. E una nuova inchiesta, la quarta, che mira a far luce sulla corretta gestione di un'informazione decisiva per ricostruire dinamiche e responsabilità della sciagura di Rigopiano e del successivo tentativo di depistaggio delle indagini, la famosa riunione carbonara svoltasi il 24 gennaio 2019 in un magazzino del campo base di soccorsi.

    gabriele d'angeloGABRIELE D'ANGELO
    È toccato alla guardia di finanza, per evidenti ragioni di opportunità, passare al setaccio nei giorni corsi computer e archivi della squadra mobile e dei carabinieri forestali di Pescara. Obiettivo: fare luce una volta per tutte sulla cosiddetta telefonata fantasma del cameriere Gabriele D'Angelo, scoperta da un'agente di polizia una settimana dopo la tragedia eppure entrata nel radar dei pubblici ministeri soltanto 18 mesi più tardi, a indagini praticamente chiuse.

    LA RICHIESTA IGNORATA
    GIORGIA GALASSI E VINCENZO FORTI - SOPRAVVISSUTI ALLA SLAVINA AL RIGOPIANOGIORGIA GALASSI E VINCENZO FORTI - SOPRAVVISSUTI ALLA SLAVINA AL RIGOPIANO
    Alle 11,38 del 18 gennaio 2017 il Centro di coordinamento dei soccorsi di Penne, già attivo per via di nevicate e terremoto, annota una chiamata del cameriere D'Angelo, che chiede l'evacuazione dell'Hotel Rigopiano. A tragedia avvenuta è l'elemento in grado di anticipare addirittura a cinque ore prima della valanga - caduta alle 16,30 - il ritardo nell'attivazione dei soccorsi: a scoprirlo, il giorno 25 gennaio, è un agente di polizia, Clementino Costa, distaccato al Coc di Penne.
    MAIL INVIATA DALL HOTEL RIGOPIANOMAIL INVIATA DALL HOTEL RIGOPIANORIGOPIANO RIFUGIORIGOPIANO RIFUGIO

    La sua annotazione, accompagnata da un'informativa del capo della squadra mobile Pierfancesco Muriana, viene trasmessa due giorni dopo ai carabinieri forestali, titolari della delega a indagare.
    Comincia da questo momento la storia parallela della telefonata fantasma, che riemerge dall'ombra soltanto a fine 2018, in un paio di verbali con i quali i forestali prima sostengono di non averne avuto diretta notizia, poi ammettono l'errore scrivendo: «L'annotazione dell'agente Crosta veniva correttamente trasmessa alla Procura della Repubblica in data 12/11/2018».
    hotel rigopianoHOTEL RIGOPIANO

    Non è l'unico mistero. Anche il riscontro fornito dagli screenshot del telefonino di Gabriele D'Angelo, estratti dal Ris a marzo del 2018, finisce nel fascicolo soltanto il 17 novembre del 2018, dopo una serie di disguidi telematici. È molto più che una baruffa tra polizia e carabinieri, e la scelta di un organo di polizia giudiziaria terzo misura la delicatezza del caso. Alla vigilia della riunificazione dei due processi aperti, il pasticcio della telefonata fantasma rischia di pesare come un'ipoteca su un dibattimento complicato, che le difese affronteranno con l'obiettivo dichiarato della prescrizione.
    hotel rigopiano bottiglie vinoHOTEL RIGOPIANO BOTTIGLIE VINO

    LA RIUNIONE SEGRETA
    Non è soltanto un'informativa dell'ex capo della mobile pescarese, rivelata da un verbale di indagini difensive, a mettere in moto l'inchiesta quater su Rigopiano. Autonomamente, sulla base di recenti indagini televisive, la Procura ha deciso di tornare su tutti i coni d'ombra della vicenda. Compresa la riunione carbonara del 24 gennaio, sulla quale ieri è stato ascoltato dai Pm Papalia e Serpi il vice comandante dei vigili del fuoco Luca Verna.
    andrea papaliaANDREA PAPALIA

    Protagonista, secondo dichiarazioni a scoppio ritardato, di uno scontro verbale con l'allora prefetto Pescara a proposito della famosa telefonata del cameriere D'Angelo. Un altro mistero di cui non c'è traccia nel verbale ufficiale della riunione. Fonte: qui

    venerdì 27 gennaio 2017

    RIGOPIANO: QUELL’ALBERGO NON DOVEVA STARE LI’, C’ERANO STATE 32 VALANGHE

    1. QUELL’ALBERGO NON DOVEVA STARE LI’
    Fabio Tonacci per la Repubblica

    RIGOPIANO SOCCORSIRIGOPIANO SOCCORSI
    Una lettera datata 18 dicembre 2014, finita agli atti dell' inchiesta di Pescara che indaga per "disastro colposo" e "omicidio colposo plurimo", spiega perché il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta non possa ancora chiamarsi fuori da questa vicenda. E quattro foto storiche, allegate all' esposto che il forum ambientalista H20 ha inviato ai magistrati, paiono rafforzare l' ipotesi che l' area dell' hotel Rigopiano (nelle prossime ore sarà posta sotto sequestro) fosse già stata colpita da una valanga nel 1936. Rendendola quindi il luogo meno adatto dove costruire un resort a quattro stelle.

    ilario lacchetta sindaco farindolaILARIO LACCHETTA SINDACO FARINDOLA
    La lettera su carta intestata è firmata dall' assessore regionale che, due anni fa, aveva la delega alla Protezione Civile: Mario Mazzocca. «Caro sindaco, al fine di favorire una maggiore conoscenza della particolarità del nostro territorio e anche i possibili rischi connessi alla sua frequentazione, abbiamo elaborato la Carta storica delle valanghe, che troverai nell' allegato dvd». Era indirizzata ai comuni che tra il 1957 e il 2013 avevano subito almeno una slavina. Tra questi, c' è Farindola, dove sette mesi prima della lettera era stato eletto il giovane sindaco Lacchetta, ingegnere trentenne.
    RIGOPIANO RIFUGIORIGOPIANO RIFUGIO

    Il dvd che gli fu recapitato conteneva un "Gis", un software per la navigazione cartografica, che evidenziava un fatto: nelle vicinanze dell' hotel Rigopiano, sul versante del Monte Camicia che insiste sulla provinciale 37 si erano registrate 32 valanghe. Una, nel 1999, aveva investito la strada, in località Castelli, prima del bivio che porta al resort. «La mappa - prosegue la lettera di Mazzocca - deve intendersi non come una potenziale carta del rischio valanghe, ma come strumento utile per conoscere meglio il territorio».


    rigopianoRIGOPIANO

    Dunque Lacchetta è, deve essere, perfettamente a conoscenza che perlomeno la viabilità di quella zona è vulnerabile. Il punto è che a Farindola, come scrive il Centro, da 12 anni nessuno convoca la commissione valanghe, cioè l' organismo che normalmente riceve il bollettino Meteomont, lo valuta, e lo "declina" sul proprio territorio. Il consesso, cioè, dove un sindaco si può formare un' opinione tecnica, ed eventualmente decidere un' ordinanza di sgombero "per pericolo incombente" o la chiusura delle strade.

    La commissione, però, a Farindola smette di lavorare tra il 2005 e il 2006. Proprio nel periodo in cui fu deciso che il piccolo albergo estivo sarebbe stato acquistato e trasformato in un resort con piscina e spa, aperto tutto l' anno.
    vigili del fuoco rigopianoVIGILI DEL FUOCO RIGOPIANO

    Lacchetta ha dichiarato che il bollettino Meteomont del 17 gennaio, quello che innalzava il rischio valanghe da 2 a 4, non gli è mai arrivato. Gli investigatori sospettano che si sia incagliato in qualche ufficio della Prefettura di Pescara. Ma se anche fosse stato inviato correttamente, a Farindola non c' era alcuna commissione in grado di valutarlo.

    2. I POMPIERI: MAI VISTO NULLA DI SIMILE. E C’ERA PURE UNA FUGA DI GAS
    Corrado Zunino per la Repubblica

    HOTEL CROLLATO - RIGOPIANOHOTEL CROLLATO - RIGOPIANO
    Non ci sono più le pietre lucide sui muri esterni della Sala del biliardo, la valanga le ha strappate dal cemento. Un quadro blu e la luce che lo illuminava sono interi, il corridoio che li riparava è a fondovalle. Non sono bastati i cento filmati dei vigili del fuoco prodotti e resi pubblici in questi nove giorni per comprendere cosa è stata l' enorme slavina nata dal terremoto di mercoledì scorso. Bisogna salire qui, all' Hotel Rigopiano. Non si è mai visto nulla di simile, non lo hanno visto mai - giurano - i vigili del fuoco.

    la valanga dell hotel rigopianoLA VALANGA DELL HOTEL RIGOPIANO
    All' interno dell' area intrattenimento intitolata al Vate D' Annunzio sono stati salvati tre bambini. Ora si comprende che quella sopravvivenza, e gli undici vivi tutti, sono un evento irripetibile. Le 120mila tonnellate di neve lanciata a cento all' ora hanno staccato dai muri le pietre, eppure i muri sono rimasti in piedi.

    Hanno tirato giù tre piani della struttura, conficcato sei auto nella neve in cento metri circolari, una è in perpendicolare come fosse un gioco circense, eppure il vano caldaia è illeso. Ha persino salvato un adulto. Due divani in pelle nera appoggiati alla neve, qui sporca, un materasso sputato sulla strada mezzo chilometro lontano. E tronchi, tronchi, tronchi.
    RigopianoRIGOPIANO

    Pezzi di faggi secolari ammassati intorno al resort a quattro stelle, un nuovo bunker. S' alzano gli occhi e si capisce che la slavina che si è staccata dal costone ha fatto un viaggio lungo almeno ottocento metri, una stretta curva a destra, una a sinistra più dolce per incanalarsi in un alveo naturale pieno di alberi. Sradicandoli, ha saltato un fossato che negli ultimi quarant' anni aveva fermato tutte le valanghe precedenti ed è piombata sull' hotel isolato, quaranta persone dentro assediate da due metri di nevicate. Era larga trecento metri e alta tre, la valanga, ha alzato l' albergo, lo ha fatto girare e l' ha spianato. Giù di tre piani, ora sommersi dal tetto.
    hotel rigopiano 2HOTEL RIGOPIANO 2

    Nove giorni dopo, gli effetti dell' impatto non regalano più speranze: agli undici vivi si affiancano, in un destino che li terrà sempre insieme, ventinove morti. Cinque non hanno ancora un nome. Il Gran Sasso è lì sopra, di una bellezza estrema. Il cielo di nuovo scuro, nell' aria tre gradi sotto lo zero. Viaggiamo con i ramponi sotto i dopo-sci e l' Artva agganciato al torace, serve a mandare frequenze a chi ti sta cercando sotto la neve: il rischio valanga non si è mai allontanato da Rigopiano.
    i soccorsi all hotel rigopiano 4I SOCCORSI ALL HOTEL RIGOPIANO 4

    L' ingegner Luca Verna, responsabile dei soccorsi, il funzionario dei vigili che aveva messo su carta il piano per il recupero, rivela un dettaglio fin qui nascosto: «Quando abbiamo raggiunto l' albergo, ci siamo accorti che c' era una fuga di gas in corso. Tutto sembrava contro di noi e le quaranta persone all' interno. Gli elicotteri non potevano volare, i mezzi pesanti non potevano avanzare. Abbiamo iniziato a scavare, e a entrare, rischiando un' esplosione. Abbiamo incanalato il bombolone grigio in una flangia e abbiamo fatto uscire il gas all' esterno, infuocato».

    VALANGA A RIGOPIANOVALANGA A RIGOPIANO
    Ora si possono vedere da vicino i locali che in questi giorni recintavano i ritrovamenti buoni e cattivi: la reception, la cucina, il bar, la sala del caminetto, un bagno. Chi è rimasto nell' area benessere, la famosa spa al piano interrato, si è salvato. Scende il buio, si deve rientrare. Il primo sopralluogo pubblico sui resti del Rigopiano diventerà per molto tempo l' ultimo. Il cantiere finisce sotto sequestro.

    Fonte: qui

    martedì 24 gennaio 2017

    LA MADRE DEGLI IMBECILLI E’ SEMPRE INCINTA.

    ANCHE QUELLA DEI FUNZIONARI CHE NON HANNO PRESO SUL SERIO L’ALLARME DI RIGOPIANO 

    ERANO CONVINTI CHE FOSSE CROLLATO IL TETTO DI UNA STALLA E NON L’ALBERGO 

    LA TELEFONATA D’ALLARME SCAMBIATA PER UNO SCHERZO 

    ESTRATTI I CADAVERI DI ALTRE 6 PERSONE

    Da la Repubblica

    rigopianoRIGOPIANO
    Si aggrava sempre di più, con il passare delle ore, il bilancio della tragedia dell'Hotel Rigopiano di Farindola (Pescara), travolto il 18 gennaio da una valanga causata dalle scosse di terremoto: nella notte sono stati recuperati i corpi senza vita di tre persone, tutti uomini, mentre poco dopo le 9 i vigili del fuoco hanno recuperato i corpi di altre due donne ed un altro uomo all'interno della struttura crollata. Il bilancio ufficiale delle vittime sale a 15, mentre il numero dei dispersi scende a 14. Undici le persone finora in salvo.

    vigili del fuoco rigopianoVIGILI DEL FUOCO RIGOPIANO
    Mentre i soccorsi lavorano giorno e notte senza sosta, nella speranza di poter trovare qualcuno ancora in vita (speranza a cui ha dato forza il ritrovamento, ieri, di tre cuccioli di pastore tedesco ancora vivi, rimasti bloccati in un locale caldaie dell'albergo), proseguono le indagini per ricostruire le ore immediatamente successive al disasto. E, con il passare delle ore emergono dettagli, come la telefonata d'allarme raccolta da una funzionaria della Prefettura e ignorata, perché ritenuta falsa.


    Fabio Tonacci per la Repubblica

    HOTEL CROLLATO - RIGOPIANOHOTEL CROLLATO - RIGOPIANO
    "Sono Marcella di cognome, Quintino di nome". Per quattro volte il ristoratore di Silvi Marina declina le sue generalità, durante la telefonata del grande equivoco. Quella delle 18.20 di mercoledì 18 gennaio. Per quattro volte l'uomo si sente rispondere da una funzionaria di alto livello della prefettura, con tono infastidito, che "l'hotel Rigopiano non è crollato", che "questa storia gira da stamattina" e che si sta sbagliando perché a essere crollata è "la stalla di Martinelli, quello delle pecore".

    CINQUE MINUTI
    RigopianoRIGOPIANO

    Un equivoco, appunto. Gigantesco. Durato per tutti i cinque minuti circa della chiamata che il centralino del 113 girò alla sala operativa del Ccs, il Centro di coordinamento dei soccorsi attivato la mattina stessa nella prefettura di Pescara.

    Marcella: "Mi sente?"

    Funzionaria: "Sì che la sento".

    MAIL INVIATA DALL HOTEL RIGOPIANOMAIL INVIATA DALL'HOTEL RIGOPIANO
    M: "Sono Marcella di cognome, Quintino di nome. Il mio cuoco mi ha contattato su WhatsApp cinque minuti fa, l'albergo di Rigopiano è crollato, non c'è più niente... Lui sta lì con la moglie, i bimbi piccoli... intervenite, andate lassù".

    F: "Questa storia gira da stamattina. I vigili del fuoco hanno fatto le verifiche a Rigopiano, è crollata la stalla di Martinelli".

    M: "No, no! Il mio cuoco mi ha contattato su WhatsApp 5 minuti fa, ha i bimbi là sotto... sta piangendo, è in macchina... lui è uno serio, per favore".
    hotel rigopiano prima della slavinaHOTEL RIGOPIANO PRIMA DELLA SLAVINA

    F: "Senta, non ce l'ha il suo numero? Mi lasci il numero di telefono (...). Ma è da stamattina che circola questa storia, ci risulta che solo la stalla è crollata. Che le devo dire?".

    IL PRIMO ERRORE

    È questo il primo drammatico errore. Pietropaolo Martinelli è un piccolo imprenditore di Farindola. Produce un formaggio assai conosciuto da queste parti, il pecorino di Farindola. La sua stalla si trova a pochi chilometri di distanza dall'hotel Rigopiano, e quella mattina il terremoto ne ha danneggiato gravemente il tetto: è piombato su 300 pecore, rimaste incastrate.

    Per questo motivo il proprietario aveva segnalato il crollo a chi stava gestendo i soccorsi, attraverso la Guardia Forestale. Quando la funzionaria sente parlare di Rigopiano, pensa alla fattoria. Non è sola nella sala operativa, e chi le sta vicino concorda con lei. La telefonata tra la funzionaria della prefettura e Quintino Marcella continua.

    F: "Come si chiama quel cuoco?".

    hotel rigopiano 2HOTEL RIGOPIANO 
    M: "Giampiero Parete. È quello della pizzeria, è il figlio di Gino...".

    F: "Sì, lo conosco benissimo il figlio di Gino, conosco lui, conosco la mamma. È da stamattina che gira 'sta cosa. Il 118 mi conferma che hanno parlato col direttore due ore fa, mi confermano che non è crollato niente, stanno tutti bene".

    M: "Ma come è possibile?".

    F: "La mamma dell'imbecille è sempre incinta. Il telefonino... si vede che gliel'hanno preso...".

    M: "Ma col numero suo?".

    F: "Sì".

    hotel rigopiano 2HOTEL RIGOPIANO 
    IL DIRETTORE ALL'OSCURO

    La funzionaria pensa a uno scherzo. Ipotizza che qualcuno possa aver preso il cellulare di Giampiero Parete e abbia mandato un finto allarme a Quintino. Il quale, incredulo, le ribadisce che Pareti è "uno serio", uno che non permetterebbe mai una cosa del genere, che ha moglie e figli nell'albergo crollato, che la situazione è gravissima.

    La funzionaria, però, è irremovibile. Anche perché alle 17.40 dal Ccs dove lei si trova hanno effettivamente chiamato il direttore dell'Hotel Rigopiano, Bruno di Tommaso, per informarsi sulla situazione. Lo hanno fatto perché Parete, prima di rivolgersi a Marcella pregandolo di diffondere l'Sos, aveva contattato il 118 lanciando lui stesso l'allarme (nei tabulati telefonici, la chiamata risulta essere partita dal suo cellulare alle 17.08).

    i soccorsi all hotel rigopiano 9I SOCCORSI ALL HOTEL RIGOPIANO
    È questa la primissima segnalazione del disastro dell'albergo: il centralino la gira prima alla Croce Rossa e poi, da questa, al Ccs. Di Tommaso però è a Pescara, non a Farindoli. Non sa della valanga, non lo può sapere. E quando lo contattano per verificare, risponde basandosi sulle uniche informazioni di cui dispone in quel momento: l'hotel è a posto, non gli risulta che sia successo niente. Per questo la funzionaria, di fronte alle insistenze di Marcella, sbotta.

    i soccorsi all hotel rigopiano 6I SOCCORSI ALL HOTEL RIGOPIANO
    F: "Due ore fa, le confermo, al 118 hanno parlato con l'hotel. Non le dico una bugia! Ma se fosse crollato tutto, pensa che che rimarremmo qua?"

    M: "Si metta in contatto col direttore...".

    F: "Non so se si rende conto della situazione... Abbiamo gente in strada, gente con la dialisi, anziani. E io per lei... Provi lei a mettersi in contatto con il direttore. Non è scortesia. Arrivederci".


    Fonte: qui


    L’HOTEL RIGOPIANO È STATO COSTRUITO SUI DETRITI DI UNA VALANGA DEL 1936, E ORA SCATTA UNA NUOVA INDAGINE SUI LAVORI DI AMPLIAMENTO, DOPO CHE SINDACO E ASSESSORI DI FARINDOLA ERANO GIÀ STATI PROSCIOLTI 

    IL FORUM H20: ‘COME STARE PROPRIO LUNGO LA CANNA DI UN FUCILE CHE POI È STATO CARICATO ED HA SPARATO’

    I REATI SONO PRESCRITTI: UN’EVENTUALE SENTENZA RISCHIA DI AVERE UN VALORE ESCLUSIVAMENTE STORICO 

    Marco Imarisio per il Corriere della Sera

    Carta canta. Per almeno due volte. Nel 1991 la Regione Abruzzo decide di dotarsi di una mappa che segnala eventuali criticità sul proprio territorio. Si tratta di un debutto, reso necessario dalle alluvioni e dallo sciame sismico del biennio precedente. La carta ufficiale mostra come l' hotel Rigopiano sia al centro di un' area con colate detritiche, dette conoidi.
    hotel rigopiano mappe geomorfologicheHOTEL RIGOPIANO MAPPE GEOMORFOLOGICHE

    A farla breve, un lembo di terreno rialzato rispetto alla superficie intorno per via dell' accumulo di materiale caduto dall' alto. Nel dicembre del 2007 quel documento diventa una specie di Vangelo ambientale, perché viene adottato tale e quale com' era dalla Giunta che sulla base delle sue segnalazioni approva il nuovo Piano di assetto idrogeologico.

    Con il senno di poi si può fare di tutto, ma è vero che quelli riportati sopra non sono giudizi, ma semplici dati rilevati dai documenti ufficiali presenti sul sito della Regione.
    Sono stati resi pubblici dal Forum H2O, filiazione diretta dei comitati per l' acqua pubblica.
    Attivisti, ingegneri e operatori ambientali militanti. I due puntini rossi che indicano il Rigopiano, ponendolo all' interno di una zona che gli esperti della Regione hanno considerato a elevato rischio di «anche precipitazione ambientale» sono il punto di partenza che ha portato la Procura di Pescara ad acquisire la loro denuncia.

    la valanga dell hotel rigopianoLA VALANGA DELL HOTEL RIGOPIANO
    «L' elemento conoscitivo non è stato trasformato in un vincolo che avrebbe obbligato a non costruire o a farlo seguendo direttive che avrebbero fatto impennare i costi». Da qui in poi ogni elemento diventa opinione, quindi confutabile. Come quella di Augusto De Sanctis, presidente del Forum, convinto che non sia stata sciatteria, ma una pura questione di soldi. L' hotel Rigopiano era una struttura preesistente, in una zona dove nel 1936 si era verificata una valanga di portata paragonabile a quella che mercoledì scorso ha fatto strage. A quel tempo, nella valle sorgeva solo un rifugio.

    rigopianoRIGOPIANO
    Secondo il Forum H2O questo non è importante, perché i tempi di ritorno di questi fenomeni estremi sono molto lunghi. Come per le piene dei fiumi, possono avere una ciclicità plurisecolare, raggiungendo aree che ai non addetti ai lavori sembravano tranquille. «È per questo» aggiunge De Sanctis «che esistono le carte del rischio, basate sugli eventi già noti ma soprattutto sulle caratteristiche specifiche del terreno in questione».

    L' accusa esplicita è questa: l' ultima ristrutturazione, avvenuta tra il 2007 e il 2008, «ha ampliato le capacità ricettive della struttura e quindi il rischio intrinseco», quando invece c' erano tutti gli elementi per accorgersi dei problemi.
    RigopianoRIGOPIANO

    Almeno una parte di colpa nel disastro sarebbe quindi da attribuire a quegli ultimi lavori, autorizzati da una delibera del comune di Farindola il 30 settembre 2008 che divenne oggetto di una inchiesta e di un processo per corruzione e abuso di ufficio, chiusi nell' aprile del 2016 con l' assoluzione «perché il fatto non sussiste» di tutti gli imputati. Sindaco, assessore e consiglieri comunali.

    I reati erano prescritti da tempo. «Ma la completezza dell' istruttoria impone il vaglio delle risultanze dibattimentali» scrissero i giudici nelle motivazioni della sentenza. La Del Rosso srl, titolare dell' hotel, aveva preso possesso di alcuni terreni limitrofi dei quali era proprietario il Comune, e li aveva utilizzati per espandere la ristrutturazione in corso. I magistrati ipotizzarono uno scambio di denaro in cambio della sanatoria, che si rivelò inesistente. La valutazione dei giudici su quei lavori differisce non poco da quelle di Forum H2O.

    HOTEL CROLLATO - RIGOPIANOHOTEL CROLLATO - RIGOPIANO
    «Non soltanto non emerge alcun profilo di illegittimità nella delibera adottata, ma non può ravvisarsi neppure un esercizio dei pubblici poteri non improntato a imparzialità e buon andamento. Infatti, l' occupazione abusiva, che riguardava una porzione di terreno piuttosto esigua (1.700 metri quadrati), tenuto conto della collocazione geografica, un' area di montagna totalmente disabitata e destinata a pascolo, fu sanata e stabilito per la sua occupazione un canone ritenuto congruo».

    Non è un precedente da poco. Le ultime modifiche del Rigopiano hanno superato indenni il verdetto dell' aula.
    SLAVINA AL RIGOPIANOSLAVINA AL RIGOPIANO

    Quelle meno recenti risalgono alla notte dei tempi. La nuova inchiesta della Procura su come e perché l' hotel Rigopiano sia stato costruito in un' area dove sono presenti colate di detriti, rischia di avere un valore esclusivamente storico.

    Fonte: qui

    lunedì 23 gennaio 2017

    Rigopiano, una turbina era rotta: "Ripararla sarebbe costato 10mila euro"

    Rigopiano, una turbina era rotta: "Ripararla sarebbe costato 10mila euro"

    È già polemica sui soccorsi in ritardo. Secondo Libero è stata fatta una "scoperta imbarazzante". Un mezzo si è rotto lo scorso 7 gennaio e da allora nessuno avrebbe autorizzato la spesa, variabile tra i 10 mila e i 25 mila euro, per poterlo riparare

    Sarà l'inchiesta della procura di Pescara a chiarire se la tragedia dell'hoterl Rigopiano poteva essere evitata e chi non ha fatto fino in fondo il proprio dovere. Nel giorno dei primi interrogatori e del sopralluogo dei magistrati sull'area del disastro, il procuratore Cristina Tedeschini concentra l'attenzione su chi aveva il compito di disporre l'evacuazione dell'albergo, dopo che era stata diramata l'allerta meteo, e chi poi doveva liberare le vie d'accesso.
    Nel mirino ci sono le comunicazioni partite dall'hotel nelle ore precedenti la slavina di mercoledì scorso, oltre che quelle partite dalla provincia verso Palazzo Chigi. Tra le attrezzature a disposizione della provincia di Pescara è noto che ci fosse una sola turbina del 1988, oltre che un Unimog, un camioncino in grado di tagliare l'erba d'estate e spalare la neve d'inverno, nelle disponibilità dell'ente pescarese dal 2000. Questo mezzo però si è rotto lo scorso 7 gennaio e da allora nessuno avrebbe autorizzato la spesa, variabile tra i 10 mila e i 25 mila euro, per poterlo riparare, nonostante la neve fosse cominciata a cadere copiosa.

    Uno dei dettagli che i magistrati dovranno chiarire è il motivo per cui dopo le richieste d'aiuto siano passate diverse ore prima che i mezzi di soccorso si muovessero. L'allarme del cuoco di Rigopiano è partito alle 17.40, raccolto dal suo datore di lavoro, Quintino Marcello che a sua volta ha chiamato la Prefettura. Alle 18, quando ormai l'emergenza è conclamata, l'Anas riceve la richiesta di una turbina idonea, l'unica funzionante in zona, visto che quella della provincia è inutilizzabile. Quel mezzo però doveva fare gasolio e svolgere tutta una serie di adempimenti tecnici, quindi è arrivato sulla strada provinciale solo alle 19.30. Ha dovuto superare 28 km ostruiti da neve, detriti, rami sechi per raggiungere la destinazione 12 ore dopo.

    Fonte: qui



    BEN 11 ORE PRIMA DELLA SLAVINA, DAL RESORT RIGOPIANO ERA STATO CHIESTO UN INTERVENTO VIA EMAIL ALLA PREFETTURA E ALLA PROVINCIA DI PESCARA


    A FORZA DI TAGLI GOVERNATIVI PER SALVAGUARDARE SOLO GLI INTERESSI DELLE BANCHE, NON C'E' RIMASTO PIU' NIENTE!!
    AL SINDACO DI FARINDOLA E ALLA POLIZIA PROVINCIALE SEGNALANDO UNA “SITUAZIONE PREOCCUPANTE”

    SI AVVISAVA DI TELEFONI FUORI USO E OSPITI “TERRORIZZATI” DOPO LE SCOSSE DI TERREMOTO

    MA E’ ANCHE VERO CHE LA STRADA CHE PORTA ALL’HOTEL ANDAVA CHIUSA. E ORA VIENE RISPOLVERATO IL FASCICOLO SULLA STORIA DEL RESORT (E’ UN ABUSO EDILIZIO CONCLAMATO) E SULL'INDAGINE PER CORRUZIONE A CARICO DI EX AMMINISTRATORI LOCALI DI FARINDOLA 

    LA SLAVINA È PIOMBATA SULL'ALBERGO A CENTO CHILOMETRI ORARI CON LA STESSA POTENZA DI 4000 TIR A PIENO CARICO. AVEVA UNA FORZA D'URTO DI 20 TONNELLATE PER METRO QUADRATO

    1 - LA VALANGA CON LA FORZA DI 4 MILA TIR IGNORATA LA MAIL D' ALLARME DELL'HOTEL

    È piombata sull' albergo alla velocità di cento chilometri orari con la stessa potenza di 4.000 Tir a pieno carico. Aveva una forza d' urto pari a 20 tonnellate per metro quadrato, una massa di 50 mila tonnellate, ed è stato praticamente impossibile per i muri dell' hotel sostenere una tale pressione.
    hotel rigopiano prima della slavina 3HOTEL RIGOPIANO PRIMA DELLA SLAVINA 3
    I numeri elaborati da Meteomont, il servizio nazionale di previsione neve e valanghe dei carabinieri forestali, dicono più di ogni descrizione. Il resort Rigopiano di Farindola si è trovato sulla traiettoria di un nemico che non avrebbe potuto fermare in nessun modo e che lo ha spostato in avanti di molti metri facendolo ruotare.
    SLAVINA AL RIGOPIANOSLAVINA AL RIGOPIANO

    «Aveva una capacità distruttiva enorme pur essendo medio-grande», per dirla con Valerio Segor, dirigente del Servizio di assetto idrogeologico dei bacini montani della Valle d' Aosta. E adesso si guarda con apprensione al resto della neve rimasta in cima. Una preoccupazione che riguarda tutto l' Appennino centrale dove il rischio valanghe è ritenuto molto alto, mentre è il maltempo a preoccupare nelle regioni meridionali, soprattutto in Calabria e Sicilia dov'è allerta rossa per il rischio idrogeologico (si sono registrati ieri allagamenti e frane). Alle prese con pessime condizioni meteo anche la Sardegna e poi c' è tutta l' area del Centro Italia ancora sotto scacco per la neve che ha isolato moltissime frazioni di montagna.

    hotel rigopiano 3HOTEL RIGOPIANO 3
    E ancora: per oggi pomeriggio il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio ha convocato una riunione sulle Grandi Dighe delle regioni colpite dal sisma e dal maltempo. Ci saranno la Protezione civile, il Consiglio superiore dei lavori pubblici, le Regioni coinvolte e i gestori che hanno la responsabilità dei controlli.

    Si è scoperto ieri che dall'hotel undici ore prima della slavina era stato chiesto un intervento via email. L' amministratore Bruno Di Tommaso, alle 7 del mattino di mercoledì 18 gennaio, inviò infatti un messaggio di posta elettronica alla prefettura e alla Provincia di Pescara, al sindaco di Farindola e alla polizia provinciale segnalando una «situazione preoccupante» con telefoni fuori uso e ospiti «terrorizzati» usciti dall' albergo dopo le forti scosse di terremoto del giorno precedente e intenzionati a rifugiarsi nelle loro auto. Alle 17.30 dello stesso giorno l' hotel fu inghiottito dalla valanga.
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    La mail è nelle carte dell' inchiesta del procuratore aggiunto di Pescara Cristina Tedeschini che parla di «una settimana di tempo per fare un primo punto sulle indagini».

    2 - "LA STRADA ANDAVA CHIUSA" E SPUNTA IL PRIMO ALLARME LANCIATO ALLE 7 DEL MATTINO
    Francesco Grignetti per “la Stampa”

    C'è un elemento nuovo a illuminare meglio la realtà di Rigopiano, dove, a detta del pm Cristina Tedeschini, è «assodato che fosse zona di valanghe». Un tempo, i 9 chilometri di strada che collegano il centro abitato di Farindola al resort, in presenza di neve erano considerati «a rischio». E si preferiva chiuderli al traffico piuttosto che garantirne la percorribilità.

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    Chi sa, tra i vertici delle amministrazioni locali, ne parla a mezza voce: «Sul ciglio c'è ancora il segnale stradale, pronto all'occorrenza». Ma così accadeva un tempo, appunto, quando Rigopiano non era ancora sinonimo di un albergo di lusso, la strada portava soltanto a una locanda nel cuore di una riserva naturale e a nessuno sarebbe venuto in mente di dannarsi per battere la neve in campo aperto. Le cose erano facili, al tempo: scendeva la neve, la sbarra bloccava la strada, la locanda chiudeva i battenti.

    LA TRASFORMAZIONE
    Tutto è cambiato, nel frattempo. Al posto di un antico casolare, trasformato in locanda negli Anni Sessanta, c'è ora un hotel di lusso che può accogliere fino a 200 ospiti. E dato che il resort è divenuto il pilastro dell'economia di Farindola, è impensabile chiudere la strada.
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    Ma come siano cambiate le cose, e perché, sulla base di quali ricchi investimenti, e in forza di quale abuso urbanistico poi sanato dal Comune, c'è stato un processo a raccontarlo. Quel dibattimento per il reato di corruzione a carico di ex amministratori locali di Farindola (non per l'abuso, che era conclamato) si concluse con un'assoluzione e una generale prescrizione. Ora che si indaga per omicidio colposo e disastro colposo, però, i carabinieri hanno rispolverato il fascicolo e lo leggeranno con altri occhi.

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    Per arrivare al resort c'era una strada «difficile», insomma. È diventata impraticabile e si è trasformata in una trappola mortale, però, perché da queste parti le turbine antineve non funzionano. Inutile lanciare l' allarme meteo se poi gli uffici provinciali non sono in grado di reagire e rendere praticabili le strade. 

    A Chieti, come ha scoperto il quotidiano locale «Il Centro», su una dotazione di sette turbine, cinque sono quelle scassate. A Pescara hanno una sola turbina ed è rotta dal 6 gennaio. La Provincia si difende agitando il suo bilancio ridotto all' osso.

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    E c' è una curiosità che sembra darle ragione: tre mesi fa la Corte Costituzionale ha dato ragione proprio alla Provincia di Pescara in conflitto con la Regione Abruzzo perché non aveva ricevuto i fondi necessari a garantire il trasporto degli studenti disabili. Un servizio considerato essenziale che non può essere subordinato al pareggio di bilancio.

    L' indagine dei pm ha intanto accertato che la strada di accesso all' hotel era ancora aperta la sera di martedì 17 quando va via una coppia di ospiti che si è spaventata per il maltempo, e con loro il direttore dell' albergo Bruno Di Tommaso. Lo spalaneve provinciale fino a quel momento ha fatto il suo dovere. È nella notte che riprende a nevicare.
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    Il giorno dopo, già alle 7 del mattino è chiaro che uno spalaneve qualsiasi non sarebbe stato più sufficiente. 

    «A Rigopiano non si va», dice un dirigente della sala operativa. Comincia la ricerca affannosa di un' altra turbina visto che la loro è rotta, ma a quel punto l' intero Abruzzo è in tilt .

    Le scosse e la paura Nel frattempo arrivano le scosse telluriche e all' albergo si spaventano. Il proprietario decide che è ora di far andare via tutti, clienti e personale.

    Un gruppo in arrivo di 7 persone è pregato di tornare indietro. Gli altri preparano le valigie e si sistemano nella hall. Viene promessa una turbina per le 15 e però l' intervento salta. Alle 15,44, Di Tommaso manda una mail di sollecito al sindaco, al prefetto e al presidente della Provincia. «I clienti - scrive - sono terrorizzati dalle scosse sismiche e hanno deciso di restare all' aperto. Abbiamo cercato di fare il possibile per tranquillizzarli, ma non potendo ripartire a causa delle strade bloccate, sono disposti a trascorrere la notte in macchina». Conclude che i duecento metri del viale privato sono stati ripuliti e chiede «di predisporre un intervento».
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    Ma il presidente della Provincia Antonio Di Marco vedrà quel messaggio soltanto il giorno dopo. «È una mail ininfluente - dirà poi -. Nessuno l' ha sottovalutata per il semplice motivo che io alle 14 avevo incontrato la sorella dei proprietari e avevo dato loro rassicurazioni che entro la serata sarebbe andata una turbina a liberare la strada». Si garantisce un intervento per le 19. Arriverà prima la slavina mortale.



    3 - LA RICHIESTA DAL RESORT: SITUAZIONE PREOCCUPANTE

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    «La situazione qui è diventata preoccupante. Ci sono 2 metri di neve e gli ospiti non possono ripartire, sono terrorizzati e sono disposti a trascorrere la prossima notte in auto». Sono queste le parole che Bruno Di Tommaso, l' amministratore dell' hotel Rigopiano, scrive a prefettura e Provincia di Pescara, al sindaco di Farindola e alla polizia provinciale chiedendo un intervento urgente.

    Fonte: qui