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venerdì 19 luglio 2019

HIEKHA MOZAH, MOGLIE DELL’EX EMIRO DEL QATAR AL THANI, È UNA FIGURA DESTABILIZZANTE NELLA REGIONE ARABA: HA STUDIATO, COPRE IL CAPO, MA SFOGGIA VESTITI CHE LE FASCIANO IL CORPO, MA SOPRATTUTTO È LA MENTE CHE TIENE LE FILA DI UNO DEI GOVERNI PIÙ RICCHI DEL PIANETA

È STATA LEI A SUGGERIRE AL MARITO DI SFRUTTARE I GIACIMENTI DI GAS, DI COMPRARE IL PSG, INVESTIRE IN UNA MILANO IN ESPANSIONE E…(VIDEO) 

Marco Lombardo per “il Giornale”
mozah bint nasser al missned 8MOZAH BINT NASSER AL MISSNED 

Anche dietro agli uomini dei Paesi più maschilisti del mondo ci può essere una grande donna. Soprattutto se questa donna tiene le fila di uno dei governi più ricchi del pianeta, sfoderando doti da influencer e fermezza da leader.

«Io ho un sacco di tempo libero, per cui quando devo parlarle vado a fare la fila davanti al suo ufficio»: l' ex emiro del Qatar Hamad bin Khalifa Al Thani scherza ma non troppo quando parla di Mozah, sua moglie, la donna che ha portato l' emirato più odiato dai vicini ad essere il più potente di tutti. Shiekha Mozah bint Nasser Al Missned, come recita l' albero genealogico arabo, è genio e sregolatezza, ovviamente come lo si più essere da quelle parti.
al thani e mozah 4AL THANI E MOZAH 

E c'è lei dietro tutti gli investimenti che il Qatar ha fatto nel corso degli anni, che sia comprarsi una squadra di calcio a Parigi riempiendola di campioni, piuttosto che investire sulla zona più innovativa di una Milano in espansione. Dal Psg a Porta Nuova, il suo mondo è senza confini.

La sua storia è un intreccio di famiglie reali, con il padre esiliato in Kuwait durante una delle guerre di correnti usuali in Medioriente e il futuro marito non ancora sceicco che, dopo l' ennesimo rovesciamento di potere, proprio lì la conosce durante un viaggio diplomatico.

mozah bint nasser al missned 4MOZAH BINT NASSER AL MISSNED
Mozah si fa conquistare e sposare: diventa la seconda moglie, gli darà 7 dei 24 figli complessivi. E le altre due spose diventeranno comparsa di un' ascesa inarrestabile, perché l' eleganza è potere e l' intelligenza è un dono. La futura sceicca infatti non ne vuole sapere di essere sottomessa: studia, si laurea in sociologia, e quando il retrogrado e severo suocero Khalifa bin Hamed va in vacanza in Svizzera, alla fine si trova deposto dal figlio. E soprattutto dalla nuora. Era il 1995, l' inizio del regno di Mozah, anche se non ufficialmente.
al thani e mozah 3AL THANI E MOZAH 

Da allora, da quell' ufficio in cui la fila non manca mai, lei traccia la strada del suo Paese, e anche la linea di un' emancipazione che non piace ai vicini. Troppo spregiudicata, ma soprattutto troppo potente.

al thani e mozah 2AL THANI E MOZAH 
Mozah infatti significa affari e ricchezza che continua ad accumularsi: fu lei - contro tutto e tutti - a consigliare il marito, agli inizi degli Anni Novanta, di sfruttare i giacimenti di gas. Che là, dove abbonda il petrolio, era visto come un sottoprodotto inutilizzabile. Eppure un investimento di 20 miliardi di dollari ha fatto diventare il Qatar produttore del 30 per cento del mercato globale. Moltiplicando quei miliardi in poco tempo. E poi: il Qatar oggi è dappertutto. Per esempio detiene l' 11% per cento della Borsa di Londra, il 17% della Volkswagen, il 13% di Barcklays.

Mozah è questa: grande fiuto per gli affari e icona di moda, con un look rispettoso della religione ma che ammicca all' occidente. Con la testa sempre coperta da splendidi turbanti e tuniche fino ai piedi però attillate e sgargianti. Tanto amante del fashion che un giorno il marito le regalò Valentino.

al thani e mozah 1AL THANI E MOZAH 
Non solo il vestito: tutta la casa di moda. Mozah è un obbiettivo sul futuro a qualunque costo, se è vero come ha ammesso la stessa Fifa - che il campionato del mondo di calcio del 2022 arriverà nel deserto grazie a cospicui contributi personali elargiti nelle tasche che contano.

Mozah bint Nasser al MissnedMOZAH BINT NASSER AL MISSNED













Mozah, soprattutto, è la modernità al comando: è stata lei a suggerire l' apertura di una Tv che aiutasse il Qatar a diventare grande nel mondo via satellite. E oggi che Al Jazeera è una potenza, di nemici se n' è fatti tanti, vicini e lontani: «Non è vero che sosteniamo il terrorismo ha detto lei in una rara intervista la verità un giorno o l' altro verrà fuori». Eppure, per esempio: fu Al Jazeera ad alimentare la Primavera araba. Ma la visione del mondo ha diverse prospettive.

la principessa salma con la sceicca mozah del qatarLA PRINCIPESSA SALMA CON LA SCEICCA MOZAH DEL QATAR
Intanto quella piccola nazione stretta dai giganti, oggi ha un nuovo leader: mentre il marito fa la fila davanti alla sua porta per ingannare il tempo, sul trono ora c' è Tamim bin Hamad al-Thani, suo figlio. Mozah lo ha fatto studiare economia in Inghilterra, entrare nell' esercito, gli ha affidato la leadership della Qatar Sports Investment prima e della Investment Authority poi.

al thani in visita dalla reginaAL THANI IN VISITA DALLA REGINA






E indovinate chi c' è dietro. Alla fine, nel 2013, il passaggio di consegna con il padre, tutto come previsto. Con ricchezza che si aggiunge ricchezza, fastidio (del Paesi confinanti) che si aggiunge a fastidio. Con l' isolamento politico, costato cara persino a 12mila cammelli qatarioti che si aggiravano placidamente nel deserto dell' Arabia Saudita, qualche decina di chilometri più in là.

hamad bin khalifa al thani 1HAMAD BIN KHALIFA AL THANI 
Rispediti dentro i confini pure loro: «Non sopportano la nostra indipendenza, la vedono come una minaccia ha affermato l' emiro -, è solo invidia per quello che sappiamo fare». Si parla di appoggi all' Iran, di finanziamenti a gruppi nemici, di rivalità economiche. Ma è lei, comunque, il perché dell' instabilità della regione: Mozah. Una donna, diversa. La sceicca.
Mozah bint Nasser al Missned con gli ObamaMOZAH BINT NASSER AL MISSNED CON GLI OBAMA





Che nel frattempo ha gestito i fiumi di denaro che ha saputo alimentare per ammodernare il Qatar con scuole, università e ospedali diventati centri d' eccellenza mondiale, con una fondazione che si preoccupa del progresso sociale nella sua regione, ma anche dei problemi creati dal fenomeno dell' immigrazione. È arrivata a parlarne anche al Papa, in udienza privata.
mozah bint nasser al missned e carloMOZAH BINT NASSER AL MISSNED E CARLO

Definendo l' Europa «non più un centro di potere, ma un luogo di sofferenza senza difesa». Perché vista dal suo ufficio la democrazia ha un altro sapore: «E non è il modello che propone l' Occidente: democrazia è modernizzazione». Anni fa il Guardian titolò così un articolo su di lei: l'(in)accettabile volto dell' espazione del Qatar. Sintetizzando perfettamente invidie e fascino per una donna che aveva comprato la casa più cara di Londra per fare della capitale britannica il centro di comando nel cuore dell' altro mondo.
 
In fondo lo scrittore Allen J. Fromherz ha definito il Qatar «una corporation con lo sciecco come amministratore delegato». E la sceicca come mente finanziaria. Lei, che a domanda sui suoi punti di riferimento, risponde «mio padre, mio marito e l' ex presidente egiziano Nasser». Nessuna donna, perché in effetti al mondo non c' è nessuna donna come lei. Fonte: qui
hamad bin khalifa al thani 3HAMAD BIN KHALIFA AL THANI Mozah bint Nasser al Missned e la Regina ElisabettaMOZAH BINT NASSER AL MISSNED E LA REGINA ELISABETTA

mercoledì 19 giugno 2019

IL FIGLIO DI PLATINI FU ASSUNTO DALLA QATAR SPORTS INVESTMENTS POCHI MESI DOPO IL FAMIGERATO VOTO SUI MONDIALI 2022. QUESTO SI AGGIUNGE AI MILIARDI RIVERSATI DAI QATARINI SULLA FRANCIA CHE HANNO PORTATO AL VOLTAFACCIA DI ''LE ROI'', LO STESSO CHE AVEVA RICEVUTO UN BONIFICO DA 2 MILIONI DI FRANCHI IN ''CONSULENZE'' DI CUI NON C'ERA TRACCIA NEL BILANCIO…


Marco Mensurati e Fabio Tonacci per “la Repubblica

La lunga notte della Fifa non è ancora passata. Quel grande suk che fu la riunione a Zurigo del 2 dicembre 2010 continua a parlare. E, a nove anni di distanza, ad agitare i suoi fantasmi. Fantasmi che, ieri, hanno seguito le Roi Michel Platini fino alla soglia della camera di custodia di Nanterre, dove ad attenderlo c' erano i poliziotti dell' Office Anticorruption convinti di avere finalmente in mano le prove dello "schema corruttivo" che - secondo l' inchiesta aperta nel 2016 - ha determinato la storia recente del calcio mondiale.

La scelta geopolitica
Platini, di quello schema, è l' uomo chiave. Nella riunione decisiva, il suo voto spostò gli equilibri e permise al calcio di consegnare se stesso e il proprio potere al Qatar, preferendo, per la prima volta nella storia, russi ed emiri ai manager in giacca e cravatta del versante anglosassone del mondo (Inghilterra e Stati Uniti).
michel platini sepp blatter 4MICHEL PLATINI SEPP BLATTER 

Fu un colpo di mano, quello di Platini e della Francia, che in pochi secondi spazzò via il tacito accordo di spartizione verso cui sembrava indirizzata la Fifa: alla Russia la coppa del mondo 2018, agli Stati Uniti quella del 2022. Le cose andarono diversamente. Gli Usa - che sull' evento del 2022 volevano investire pesantemente - restarono a bocca asciutta e gli emiri tornarono a Doha forti di una vittoria che di lì a poco avrebbe spostato parecchi equilibri. Troppi.

Il ruolo di Platini
Tamim bin Hamad al ThaniTAMIM BIN HAMAD AL THANI




Pochi giorni dopo, fu lo stesso Platini a dichiarare di aver votato per il Qatar. Attirando su di sé l' ira della parte "occidentalista" della Fifa, nonché le attenzioni di Fbi e media anglosassoni. I giornali francesi dissero che le Roi aveva subito pressioni da parte di Nicolas Sarkozy. Si scoprì che il 23 novembre del 2010, una decina di giorni prima dell' assegnazione, Sarkozy organizzò un pranzo riservato all' Eliseo con Tamin bin Hamad al-Thani, allora principe ereditario. Nel corso dell' incontro si discusse di molti temi, ma su tutti dell' acquisto da parte del fondo sovrano di Doha del Psg, e della creazione dell' emittente beIN Sports per fare concorrenza a Canal+ nel mondo dei diritti tv. Due interventi in grado di rilanciare l' intero settore, per la Francia.
TAMIM AL THANI NUOVO EMIRO DEL QATARTAMIM AL THANI NUOVO EMIRO DEL QATAR

L' accordo segreto con Al Jazeera
Ma a motivare la giravolta di Platini c' era anche dell' altro, e di personale. Le indagini dell' Fbi - che di lì al 2015 portarono allo "scandalo Fifa" e alle dimissioni di Blatter - individuarono un bonifico sospetto da 2 milioni di franchi svizzeri ricevuto nel febbraio del 2011. Secondo Platini, era il pagamento di una consulenza svolta per Blatter tra il 1998 e il 2002. Ma di quei soldi non si è mai trovata traccia nei bilanci. Un primo processo per quei fatti si è concluso con un' assoluzione, in Svizzera. Ma adesso l' anticorruzione francese ha trovato nuovi elementi, in particolare su un contratto segreto tra la Fifa e Al Jazeera (emittente di Doha).
TAMIM AL THANI CON IL PARIS SAINT GERMAINTAMIM AL THANI CON IL PARIS SAINT GERMAIN

Quel contratto assegnava ad Al Jazeera i diritti televisivi delle future coppe del mondo in cambio di 300 milioni di dollari, più uno strano bonus da 100 milioni in caso di assegnazione del mondiale al Qatar. Bonus che è stato pagato due mesi dopo l' assegnazione, negli stessi giorni del bonifico a Platini.

Il figlio di le Roi
A rendere ancor più sospetti i rapporti tra Platini e il Qatar, c' è anche un' altra storia. Pochi mesi dopo il pranzo all' Eliseo, suo figlio Laurent venne assunto presso la Qatar Sports Investments, anche se Michel dichiarò che la circostanza non aveva nulla a che vedere con il suo voto. A trarre vantaggi inaspettati dalla relazione dell' ex campione francese con gli emiri non fu solo il giovane Laurent, ma anche due suoi "grandissimi amici".
l tamim hamad thani CON SARKOZYL TAMIM HAMAD THANI CON SARKOZY

Agli atti dell' inchiesta ci sono due mail del comitato promotore dei mondiali in Qatar in cui si dispone di mandare due "inviti sicuri" per il Forum annuale sulla Finanza e gli Investimenti di Parigi, a Louis Nicollin, «un industriale e presidente di club» che aveva prestato il suo aereo a Platini durante la campagna presidenziale del 2007, e a Gael Levergies, un ristoratore di Parigi con cui le Roi «è andato tre volte in vacanza».

LAURENT PLATINILAURENT PLATINI









Il braccialetto giapponese
Del resto, nella notte del grande suk del 2 dicembre, si era caduti anche più in basso. Nelle carte dell' Fbi c' è l' elenco dei cadeaux fatti a Platini dai promotori giapponesi. Uno "yakusugi ball", un braccialetto in cedro giapponese (1.200 dollari), una macchina fotografica digitale (1.200 dollari) e un paio di orecchini da 700 dollari per la signora Platini. I russi, invece ci erano andati più pesanti, inviando all' ex presidente dell' Uefa un Picasso (che lui nega di aver mai ricevuto).

Euro 2016
LAURENT PLATINILAURENT PLATINI
Ma non è tutto. Perché stando alle dichiarazioni dell' avvocato di Platini, William Bourdon, gli investigatori francesi dopo tre anni di indagini hanno superato le ipotesi di accusa deducibili dal lavoro dell' Fbi e si sono convinti che "il grande schema corruttivo" abbia abbracciato anche Euro 2016. «Il mio cliente - si è limitato a dire l' avvocato sul punto - ha risposto con serietà e precisione a tutte le domande». Fonte: qui

MAZZETTE, SCHIAVISMO E MORTI BIANCHE: TUTTE LE OMBRE SUI MONDIALI DEL QATAR 
UN FIUME DI PETROLDOLLARI SUL CALCIO: PER GLI EMIRI IL PALLONE NON È SOLO UN GIOCATTOLO COSTOSO MA UNO STRUMENTO PER RIPOSIZIONAMENTI GEOPOLITICI. 
IL QATAR GRAZIE AL CALCIO PORTA NEL MONDO I SUOI MESSAGGI POLITICI NELLA GUERRA (ANCHE COMMERCIALE) ALL'ARABIA 
I CASI PSG E CITY E LA COPPA DEL MONDO IN INVERNO CHE FA DISCUTERE....
Romolo Buffoni per “il Messaggero”

qatar 2022QATAR 2022
Il calcio ha trovato nel deserto la risorsa per placare la sua sete sempre più pressante di denaro. Emiri e sceicchi hanno riversato nelle casse dei club europei un fiume di soldi capace di deviare il rimbalzo del pallone, cambiando la storia di due club come il Paris Saint-Germain e il Manchester City, strappati dall'eterno anonimato, e anche quella della Coppa del Mondo Fifa che nel 2022, per la prima volta, sarà disputata quando in Europa sarà inverno. Tutti sognano un emiro.

L'ultimo a confessarlo è stato Francesco Totti lunedì, nel giorno del suo addio alla Roma americana: «Tornerò con un'altra proprietà e il club piace molto agli emiri». In un certo senso il club giallorosso beneficia già dei petrodollari grazie allo sponsor Qatar Airways (39 milioni fino al 2021).

CALCIO GIOCATTOLO
MANSOURMANSOUR
Per i ricchi arabi il calcio non è solo un giocattolo costoso. Il Qatar porta nel mondo, grazie al pallone, i suoi messaggi politici nella guerra all'Arabia. Anche per questo Nasser Al-Khelaifi, patron del Psg, stregato dal brasiliano Neymar due anni fa non esitò a pagare la clausola rescissoria per liberarlo dal Barcellona: 222 milioni di euro sull'unghia. Anzi, ne tirò fuori dal portafogli 300: il resto fu mancia per il giocatore. E non gli è da meno Mansur bin Zayd Al Nahyan, che non è qatariota ma degli Emirati Arabi Uniti, patron dal 2008 degli inglesi del City e cugino di Tamim bin Hamad al-Thani, fondatore della Qatar Sport Investments che detiene, appunto, il Psg.

Mansur con campagne acquisti faraoniche ha ribaltato le gerarchie di Manchester dove, prima del suo avvento, solo lo United collezionava trofei. Oggi invece è la squadra di Guardiola a vincer. Per entrambi, ovvero per Al-Khelaifi e Al Nahyan, è la Champions League il sogno, l'oggetto del desiderio che le centinaia di milioni spesi finora non riescono ad acquistare.

Real Madrid, Barcellona, Bayern Monaco, Liverpool, Manchester United, Juventus e tutte le altre grandi del calcio continentale hanno accusato il colpo. Pur con fatturati e patrimoni monstre, nessuna può contare su interi Stati alle spalle. Per questo la Uefa ha tentato di salvare il salvabile introducendo il Fair Play finanziario, ossia il divieto di rimpinguare le casse sociali con iniezioni dirette di denaro da parte dei patron. Ostacolo aggirato attraverso sponsorizzazioni fittizie, alle quali per ora sembra non esserci rimedio.
al khelaifiAL KHELAIFI

La guerra diplomatica divenuta anche commerciale fra emiri ed Arabia Saudita, il nemico giurato nello scacchiere geopolitico del Golfo, con tanto di embargo pesante per il Qatar. L'Arabia viene accusata di supportare attivamente la pirateria televisiva attraverso il canale beoutQ. Polemica che lo scorso inverno ha coinvolto anche la nostra Lega di Serie A per la scelta di disputare la Supercoppa italiana Juventus-Milan a Gedda.

INVERNO CALDO
I Mondiali del 2022, per il Qatar, rientrano in questo quadro. Per assecondare questi potenti finanziatori l'universo pallonaro ha scarificato addirittura la ritualità del Mondiale estivo. Gli avveniristici stadi sorti nel deserto hanno, ovviamente, sistemi di aria condizionata di ultimissima generazione ma costringere i giocatori a giocarsi la Coppa a 50 gradi all'ombra rasentava il tentato omicidio. Ma non importa, si sposta il calendario e di gioca da novembre a dicembre. I tifosi? Capiranno. Del resto quelli del Sudamerica hanno sempre visto la Coppa del Mondo in maniche lunghe. Gli europei per una volta sacrificheranno pizza, birra & caroselli con polenta, vino rosso e cioccolato caldo. Pecunia non olet.

MAZZETTE E SFRUTTAMENTO: QUANTE OMBRE SULLA COPPA
Alec Cordolcini per “il Giornale”
qatar 2022QATAR 2022

Sulla carta Qatar 2022 dovrebbe essere la 22ª edizione del Mondiale di calcio. Nella realtà invece è tutto fuorché calcio. Ci sono corruzione, squalifiche, arresti, morti sul lavoro, violazione dei diritti umani, frizioni geopolitiche, tutto messo a mollo in uno sterminato oceano di petrodollari. Presto o tardi, però, la sporcizia finisce a riva. L' ultimo carico è arrivato ieri dalla Francia con l' arresto di Michel Platini nell' ambito di un' inchiesta aperta due anni fa dal Parquet National Financier, la superprocura anti-corruzione transalpina istituita nel 2014.

Epicentro dell' indagine la cena organizzata all' Eliseo nel novembre 2010 tra Platini, il Presidente Nicolas Sarkozy, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani e Sébastien Bazin, all' epoca proprietario del Paris Saint-Germain.
AL THANIAL THANI


Platini ha sempre dichiarato di aver deciso di votare per la candidatura del Qatar prima della cena, ma secondo l' indagine fu in quell' occasione che venne ufficializzato il tutto: Al Thani si sarebbe impegnato a effettuare una serie di investimenti, tra i quali l' acquisto del PSG, in cambio del pieno sostegno dell' Uefa alla candidatura del Qatar, promossa grazie a pagamenti per 5 milioni di dollari a diversi funzionari del calcio mondiale. Mazzette finite nelle mani di membri della Concacaf, dell' Oceania e di federazioni africane. Un caso divenuto noto come Qatar-gate e che ha portato alla squalifica a vita dell' ex presidente della AFC (la federazione asiatica) Mohamed Bin Hammam per violazioni ripetute al codice etico.

Dopo il businessman qatariota è caduto anche Sepp Blatter, nonostante nel suo caso la controversa assegnazione di Qatar 2022 abbia rappresentato solo la scintilla capace di fare luce su un malgoverno consolidatosi nel corso degli anni.

roma qatar airwaysROMA QATAR AIRWAYS
Il mondo del pallone attorno al Qatar scotta anche per motivi geopolitici. Un esempio è arrivato dal tentativo, fallito, del Presidente Fifa Gianni Infantino di anticipare di quattro anni il Mondiale a 40 squadre, introducendolo già in occasione di Qatar 2022. L' operazione necessitava però di un paese co-organizzatore, ma dal giugno 2017 il Qatar ha rotto i rapporti diplomatici con Arabia Saudita, Emirati Arabi e Bahrain, con tanto di chiusura delle frontiere.

Tra i paesi non confinanti, l' Oman ha declinato l' invito, mentre il Kuwait presentava enormi problemi a livello di logistica, di infrastrutture ma anche politici, basti pensare che il divieto di bere alcolici rimane totale (il Qatar per contro ha previsto un' esenzione per gli stranieri), e un main sponsor come Budweiser non avrebbe sicuramente gradito.

nasser al khelaifi neymarNASSER AL KHELAIFI NEYMAR
Fino a qualche tempo fa nel mondo del lavoro del Qatar era in vigore la Kafala, un meccanismo di reclutamento che prevedeva la confisca dei passaporti ai lavoratori migranti.
stadio doha qatarSTADIO DOHA QATAR





Pochi giorni fa l' Organizzazione Internazionale del Lavoro ha definito una farsa la riforma del lavoro che avrebbe abolito questo moderno sistema di schiavitù, denunciando la permanenza di un sistema di concessione di permessi in uscita dal paese, nonché del potere eccessivo dei datori di lavoro nei confronti della manodopera. Lo sfruttamento della forza lavoro straniera, le centinaia di morti nei cantieri per la realizzazione delle infrastrutture per il Mondiale e l' assoluta mancanza di tutele sono state oggetto a più riprese di denunce da parte di Human Rights Watch, Amnesty International e dell' International Trade Union Confederation.

Fonte: qui

domenica 7 aprile 2019

La nuova alleanza in Medio Oriente agita le potenze mondiali

Un nuovo blocco sta emergendo nel grande Medio Oriente con gli obiettivi dichiarati di dominare l'intero mondo arabo , confrontando e contenendo gli Stati Uniti e i loro alleati; e controllando l'intera economia, dalla produzione ai trasporti.
I membri principali del nuovo blocco sono Turchia, Iran e Qatar; con Iraq, Siria, Libano e Giordania sottomettendosi al nuovo blocco.
Gli esperti russi chiamano il nuovo blocco "l'Intesa del Medio Oriente" .
La chiave del successo del blocco è la correlazione emergente dell'influenza delle grandi potenze all'indomani delle guerre in Siria e in Iraq . La Russia e la Repubblica popolare cinese sono pronte a scendere a compromessi con i poteri regionali per assicurare i loro interessi vitali e globali, mentre gli Stati Uniti, l'Arabia Saudita e, in misura minore, Israele, sono le nemesi del blocco.
Le radici dell '"Intesa del Medio Oriente" sono a Doha. Il Qatar nell'estate 2017 ha avviato una miriade di discussioni bilaterali e trilaterali con Iran e Turchia dopo che l'Arabia Saudita e gli alleati del GCC hanno imposto l'assedio al Qatar nel giugno di quell'anno. Tuttavia, non è stato fino alla seconda metà del 2018, con l'impatto iniziale dell'assedio largamente migliorato, che la postura di lungo termine post-bellica del più grande Medio Oriente è diventata una priorità importante.
Fu allora che Doha, Teheran e Ankara iniziarono a parlare di formare un blocco strategico coerente.
Secondo Iman Zayat, Managing Editor di The Arab Weekly, a fine novembre 2018, i tre paesi hanno firmato un accordo a Teheran per creare un "gruppo di lavoro comune per facilitare il transito delle merci tra i tre paesi". Questo fu l'inizio di un profondo riallineamento delle tre potenze regionali. "Il Qatar si è unito irrevocabilmente con Ankara e Teheran contro i suoi ex alleati arabi. Si è definitivamente posizionato in un'alleanza regionale che persegue il dominio geopolitico guidando l'instabilità ", ha osservato Zayat.
Non ci volle molto perché le tre potenze potessero rendersi conto che per avere successo in un simile blocco bisognava concentrarsi sui problemi di sicurezza e non solo sulle questioni economiche.
Seguirono trattative di tipo hectico. A metà dicembre del 2018, i tre ministri degli esteri - Muhammad bin Ab-dulrahman al-Thani, Mohammad Javad Zarif e Mevlut Çavusoglu - hanno firmato i protocolli e gli accordi per il nuovo blocco a margine del 18 ° Forum di Doha. Nel forum, il Qatar ha formalmente chiesto "una nuova alleanza che sostituisca il Consiglio di cooperazione del Golfo di quattro decenni". Da allora, sono in corso negoziati specifici e concreti sul consolidamento del blocco. Le modalità finali per le azioni congiunte e le priorità comuni, in particolare l'integrazione degli stati arabi, sono state formulate a partire dal marzo 2019.
L'Iran era la forza dominante in questa fase.
L'ultima spinta decisiva per l'integrazione araba ha avuto luogo durante la visita di Bashar al-Assad a Teheran il 25 febbraio 2019. Qui si è presentato alle richieste dei mullah iraniani e alla stretta supervisione di Teheran. Significativamente, durante il suo soggiorno a Teheran, Assad è stato costantemente scortato da Qassem Soleimani, Mahmoud Alavi e Ali Akbar Velayati, che ha partecipato a tutti i suoi incontri con i leader iraniani. A Teheran, Assad si è impegnata a sostenere il nuovo blocco ea sostenere il grande Medio Oriente che i membri del blocco stavano cercando di creare.
Gli obiettivi geo-strategici e geoeconomici del blocco sono enormi e, come stanno le cose alla fine di marzo 2019, ampiamente raggiungibili.
Il primo obiettivo dell '"Intesa del Medio Oriente" è stato quello di consolidare rapidamente una forte influenza, se non la gemma, su Iraq, Siria, Libano e Giordania prima che la Mezzaluna fertile delle minoranze potesse riemergere come una valida strategia geo-strategica e entità. Il ruolo principale della rinascita Mezzaluna fertile delle minoranze fu quello di costituire un cuscinetto che contenesse l'impennata dell'ambiente arabo sunnita e il blocco dell'accesso sia dell'Iran che della Turchia alle terre centrali di al-Jazira.
La più grande paura dei membri del blocco, tuttavia, fu la possibile ascesa dei curdi come potenza regionale una volta interiorizzato il tradimento degli Stati Uniti e pronti a stringere accordi con Mosca e Damasco. La generale suscettibilità dei quattro paesi arabi alla nuova posizione regionale era evidente dal loro palese disprezzo delle sanzioni statunitensi contro l'Iran. Quindi, questa regione sarebbe presto diventata la chiave per un nuovo atteggiamento grandioso e strategico per l'intero Medio Oriente.
Teheran è emerso come il potere dominante nella posizione di sicurezza.
L'ondata è stata condotta sotto il comando di Maj.-Gen. Qassem Soleimani, comandante della Forza Quds del Corpo delle guardie rivoluzionarie iraniane (IRGC: Pasdaran). Il leader supremo Ayatollah Ali Khamene'i, l'11 marzo 2019, ha assegnato al Soleimani un onore unico e di alto livello: l'Ordine di Zolfaghar. [Significativamente, questo ordine, stabilito nel 1856 come La decorazione del comandante dei fedeli dall'imperatore Naser al-Din Shah, fu conferito fino al 1925 dove fu ribattezzato "L'Ordine di Zolfaghar dall'Emperatore Reza Shah I." non era stato premiato dopo la caduta dello Scià nel 1979 fino al premio - presumibilmente nella più alta delle tre classi dell'Ordine - a Maj.-Gen. Soleimani.]
Il ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif ha riferito all'agenzia Mehr News che Soleimani ha ricevuto il premio per il suo ruolo guida "nella lotta contro il terrorismo e l'estremismo nella regione". Zarif ha sottolineato che i risultati di So-Leimani "hanno preparato le basi per la creazione di una regione forte e stabile, libera dalla violenza e dalla radicalizzazione".
Il 18 marzo 2019, i comandanti militari di Iran, Siria e Iraq si sono riuniti a Damasco per discutere della cooperazione strategica e operativa a lungo termine. Le delegazioni erano guidate da Mohammad Bagheri (capo di stato maggiore delle forze armate iraniane), Ali Abdullah Ayyoub (ministro della difesa siriano) e Othman al-Ghanmi (capo di stato maggiore dell'esercito iracheno). Ufficialmente, il vertice si è occupato del coordinamento delle operazioni antiterrorismo, della messa in comune delle frontiere e dell'apertura delle frontiere e del ripristino del controllo di Damasco sull'intero territorio siriano.
In realtà, il vertice tripartito ha discusso la posizione regionale emergente ora che le guerre in Siria e in Iraq si stanno avvicinando alla fine. Bashar al-Assad ha affrontato il vertice e ha sottolineato problemi di sicurezza e politica a lungo termine.
Bagheri ha spiegato che l'obiettivo del "vertice tripartito tra Iran, Siria e Iraq con la partecipazione dei loro comandanti anziani [era] di coordinare gli sforzi nella lotta contro i gruppi terroristici nella regione. ... Negli ultimi anni è stato raggiunto un eccellente coordinamento tra Iran, Siria, Russia e Iraq, e c'è stata solidarietà con l'Asse della Resistenza che ha portato a importanti vittorie nel contrastare il terrorismo, e oggi, sulla base di queste vittorie, il consolidamento della sovranità e il progresso verso la liberazione del resto della Siria è in atto ".
Contemporaneamente, le prime indicazioni delle cose a venire si stavano già rivelando.
A metà marzo 2019, il vice primo ministro turco Muhterem Ince e il suo omologo iraniano, Hussein Zulfiqari, hanno raggiunto "un accordo sul lancio di un'operazione simultanea contro i gruppi terroristici che minacciano la sicurezza di entrambi i paesi" durante un incontro ad Ankara. In caso di successo, questa sarebbe la prima di molte operazioni. La prima operazione congiunta è stata condotta il 18-23 marzo 2019, principalmente nel nord dell'Iraq. Oltre alle bombe e ai bombardamenti diffusi, circa 600 forze speciali turche e iraniane hanno effettuato operazioni di incursione congiunta contro i "campi terroristici" curdi. Negli ultimi giorni dell'operazione, i bombardamenti aerei erano diretti contro tutte le nemesi curde in Siria, Iraq, Turchia e Iran. Il 24 marzo 2019, Ankara e Teheran hanno annunciato che "sono determinati a continuare a svolgere tali operazioni congiunte di antiterrorismo".
Nel frattempo, il Qatar è emerso come il potere dominante su tutte le questioni relative all'economia regionale.
La prima priorità era quella di costruire nuovi oleodotti e gasdotti del Qatar nel Mediterraneo attraverso Iran-Iraq-Siria e collegarsi anche agli oleodotti in Turchia. Questi oleodotti andrebbero a sostituire i "gasdotti sunniti" originariamente pianificati che dovevano attraversare il Qatar, l'Arabia Saudita, l'Iraq e la Siria e che in origine avevano portato al supporto il Qatar per la jihad siriana. I nuovi gasdotti si sposterebbero sulle rive del Mediterraneo - principalmente il porto siriano di Latakia - gas e petrolio da Qatar e Iran. I gasdotti sarebbero seguiti da linee elettriche e un'infrastruttura di trasporto completamente integrata su base regionale.
L'infrastruttura strategica a lungo termine immaginata dall'Intesa del Medio Oriente riflette le grandiose aspirazioni strategiche dell'Iran e della Turchia.
Le arterie chiave sarebbero dall'Iran alle rive del Mediterraneo, e dalla Turchia occidentale al Mar Rosso e all'Hijaz. In definitiva, queste strade sarebbero state soppiantate dalle ferrovie. L'Iran e l'Iraq hanno già iniziato a costruire la linea ferroviaria dal valico di confine di Shalamcheh a Bassora in Iraq. Questo è il primo segmento di una linea che raggiungerebbe Latakia. Teheran sta negoziando con Damasco la gestione iraniana del porto civile di Latakia (i russi controllano le strutture militari) nei prossimi mesi come uno sbocco importante per il commercio internazionale dell'Iran.
Prese insieme, le nuove ferrovie avrebbero fornito l'accesso per la Nuova Via della Seta al Mediterraneo orientale e al Mar Rosso; collegherebbe la rotta nord-sud Russia-Iran con il Mediterraneo; e costituirebbe un'estensione della linea ferroviaria Europa-Turchia molto simile alla vecchia ferrovia di Baghdad e del Golfo Persico. L'attuale sistema ferroviario iraniano collega la linea ferroviaria nord-sud al confine pakistano e, quindi, in definitiva, alla Cina occidentale.
Sia Pechino che Mosca sono più interessate al rapido completamento di queste linee ferroviarie come parte della estesa Belt and Road Initiative (BRI).
Presi insieme, l'accordo di cooperazione sui trasporti tra i tre membri del blocco (Qatar, Iran e Turchia) e l'accordo sui trasporti tra Iran, Iraq e Siria, prevedono un sistema di strade e ferrovie che collega tutti questi stati. Ciò rende l'Iran il fulcro delle reti di trasporto regionali e, quindi, un importante fornitore di accesso per la RPC. In effetti, gli alti funzionari della RPC ritengono che l'Iran sia "un perno chiave del BRI cinese nella regione".
Il 19 marzo 2019, il Ministro del Commercio della RPC Zhong Shan ha sottolineato il ruolo dell'Iran come "il partner strategico" nel grande Medio Oriente per "l'ulteriore sviluppo dei legami economici e commerciali" con l'intera regione. "L'Iran è il partner strategico della Cina nel Medio Oriente e la Cina è il più grande partner commerciale e importatore di petrolio dall'Iran", ha detto Zhong. In definitiva, ciò garantirebbe all'Iran un posto centrale nei calcoli strategici ed economici globali della RPC.
Il secondo obiettivo dell '"Intesa del Medio Oriente" era usare il blocco arabo, in particolare i suoi elementi sunniti, in concomitanza con l'escalation nello Yemen e la crescente ostilità di Oman (non sunnita, ma ibadita), per soffocare e sottomettere Arabia Saudita. Con l'Arabia Saudita già vicina all'implosione in seguito al regno del principe ereditario Mohammed bin Salman bin 'Abd al-'Aziz al-Saud, i leader di Doha, Teheran e Ankara sembrano convinti che ci vorrebbe solo una piccola pressione al fine di provocare la disgregazione e l'auto-smembramento dell'Arabia Saudita.
La chiave per il successo anticipato del blocco era nel capitalizzare le tendenze basate sul patrimonio già in crescita in tutta l'Arabia Saudita. L'impatto complessivo della sovversione turco-giordana e islamista-jihadista nell'Hejaz, l'impatto crescente dei movimenti anti-Al-Saud tribali e jihadisti che organizzano negli altopiani nejdi e la radicalizzazione e militanza facilitata dall'Iran degli sciiti le comunità arabe orientali saudite accelererebbero lo smembramento dell'Arabia Saudita secondo le linee tradizionali. Anche se presto la Casa di al-Saud non avesse perso il potere, la miriade di problemi interni avrebbe impedito all'arabo saudita di giocare un ruolo regionale contro il nuovo blocco ei suoi alleati.
Un gran numero di funzionari e esperti dell'intelligence in tutto il Medio Oriente concordano con questa valutazione.
La Russia è stata messa in imbarazzo dall'emergere dell '"Intesa del Medio Oriente".
Alla fine di dicembre del 2018, alcuni esperti russi hanno spiegato che "Turchia, Iran e Qatar si stanno muovendo in modo diretto verso la creazione di un'alleanza a pieno titolo in Medio Oriente, minacciando di apportare gravi modifiche allo status quo nella regione." E anche se il summit tripartito di Damasco e altri forum regionali ha salutato la loro amicizia con la Russia, il Cremlino era preoccupato per l'ascesa del blocco. I numerosi vertici tripartiti e gruppi di lavoro della Russia hanno sottolineato ripetutamente la completa sfiducia tra Iran e Turchia. Le enormi vendite di armi russe ad entrambi i paesi non devono essere confuse, in quanto sono principalmente uno strumento per mantenere entrambi i paesi legati alla Russia e in rotta di collisione con gli Stati Uniti.
Inoltre, la Russia ha una disputa di lunga data con il Qatar a causa del suo sostegno ai jihadisti del Caucaso del Nord (sia in Qatar che in Siria-Iraq).
La cosa più importante è che il grande progetto del Cremlino per il futuro del grande Medio Oriente si basa sull'ascesa della Mezzaluna fertile delle minoranze - dove ai curdi è assegnato un ruolo chiave - come una zona cuscinetto che contiene l'impennata dell'ambiente arabo sunnita e che blocca il accesso sia dell'Iran che della Turchia nel cuore di al-Jazira. La Russia è consapevole che sia l'Iran che la Turchia sono implacabili nemici dei kurdi e non permetterebbero mai ai kurdi di stabilire un'entità vitale ai loro confini nonostante il sostegno russo. Le operazioni congiunte turco-iraniana contro i curdi nel nord dell'Iraq sono foriere dell'escalation anti-curda a venire, un'escalation che la Russia non può impedire.
Allo stesso tempo, la Russia è ancora il principale grande potere nella regione e il facilitatore dei progetti di accesso e sviluppo della RPC.
Per mantenere i loro interessi vitali nel contesto dell'ascesa del blocco, la Russia potrebbe dover affrontare l'imperativo per significativi compromessi. Esperti e funzionari russi riconoscono l'esistenza di uno scenario pessimistico incentrato sulla presenza russa lungo le coste orientali del Mediterraneo (oltre l'autostrada Aleppo-Damasco), bloccando l'invasione USA / Occidente. Per raggiungere questo obiettivo, la Russia avrebbe dovuto stringere alleanze più strette con gli alawiti, i drusi e le élite urbane della Siria, oltre a proteggere Israele (e la sua enorme popolazione di origine russa) sia dall'Iran che dalla Turchia. Detto questo, tenere la cintura lungo le rive del Mediterraneo significherebbe anche bloccare le arterie vitali dei trasporti che sia l'Iran che la Turchia sono determinati a stabilire.
Quindi, il Cremlino concede, lo scontro potrebbe essere inevitabile.
Di conseguenza, il 19 marzo 2019, mentre il vertice militare tripartito si riuniva a Damasco, Pres. Russia. Vladimir Putin ha inviato il ministro della difesa Sergei Shoigu a Damasco. L'obiettivo principale della visita di Shoigu era garantire gli interessi russi nel contesto della nuova posizione regionale.
Si è incontrato prima con Pres. Bashar al-Assad e ha trasmesso un messaggio speciale da Putin. Il Ministro Shoigu ha tenuto colloqui con il Pres. Assad, l'intera leadership della difesa siriana e alti generali russi. Assad e i suoi generali ammisero che non c'era alcun sostituto all'aiuto militare russo, e che senza la Russia sarebbe stato impossibile completare la sconfitta dei jihadisti e liberare il territorio siriano.
Shoigu ha risposto che la Russia "continuerà a sostenere gli sforzi per riguadagnare il controllo del Governo siriano su tutto il paese" alle condizioni di una vera alleanza. "La Siria, con il sostegno della Russia, ha indubbiamente raggiunto un successo significativo nella lotta contro il terrorismo internazionale", ha ricordato Shoigu ai suoi interlocutori. Ha spiegato che il Cremlino era molto interessato a "le questioni relative alla lotta al terrorismo internazionale insieme a vari aspetti della sicurezza in Medio Oriente e degli accordi postbellici".
Assad è stato elogiativo nel lodare Putin e l'aiuto russo, ma Shuigo non era convinto.
Nel frattempo, i Qatar ed i loro alleati hanno chiarito che non temono una reazione degli Stati Uniti all'emergenza "dell'Intesa del Medio Oriente".
Gli alti funzionari del Qatar attribuiscono questo a ripetute minacce da Doha che se gli Stati Uniti dovessero interferire con il nuovo blocco e la sua ascesa al potere, Doha ordinerebbe l'immediata chiusura dell'enorme base americana ad Al-Udeid, in Qatar, e smetterebbe di intercedere anche con Teheran impedire ai jihadisti sciiti sponsorizzati dall'Iran di attaccare la base della marina statunitense in Bahrain. Inoltre, la crescente dipendenza della comunità di intelligence degli Stati Uniti sull'intelligence turca (Milli? Stihbarat Te? Kilat ?: MIT) per le operazioni clandestine in Asia centrale e nel sostegno delle comunità musulmane secessioniste sia della Russia che della Cina rappresenta gli Stati Uniti reazione muta all'abbandono turco della NATO.
La stessa logica negherebbe la resistenza degli Stati Uniti all'ascesa del blocco. Allo stesso modo, l'entusiasmo degli Stati Uniti per un summit Trump-Rouhani (adattato dopo il summit Trump-Kim), in cui il Qatar e l'Oman erano i principali mediatori, avrebbe anche frenato una dura reazione al crescente ruolo regionale dell'Iran.
L'amministrazione Trump è consapevole dei limiti statunitensi nel grande Medio Oriente.
Allo stesso tempo, gli Stati Uniti restano fermi nell'impedire alla Repubblica popolare cinese e alla Russia di consolidare la loro influenza nel grande Medio Oriente e di portare la Nuova Via della Seta nella regione. I maggiori funzionari statunitensi, il principale consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton e il segretario di Stato Mike Pompeo, hanno ripetutamente avvertito che non ci potrebbe essere alcun compromesso con la RPC, né la tolleranza dell'ascesa della RPC da nessuna parte. "Questo è un grosso problema, come affrontare la Cina in questo secolo - probabilmente la più grande questione internazionale che affrontiamo", ha affermato Bolton il 21 marzo 2019.
Dal momento che l'influenza degli Stati Uniti nel Medio Oriente arabo era diventata quasi inesistente, entro il 2019, nonostante la presenza delle forze americane in Siria-Iraq-Giordania e le relazioni speciali con l'Arabia Saudita, l'attenzione degli Stati Uniti si era concentrata sul soffocare le arterie nord-sud e est-ovest tra la Russia, la RPC e il grande Medio Oriente colpendo l'anello più debole: l'Azerbaijan.
Washington è convinto che se si applicasse una forte pressione, allora Baku taglierebbe le cruciali arterie di trasporto che transitano e si collegano in Azerbaijan a scapito della Nuova Via della Seta e del blocco che la sostiene. Ciò, tuttavia, non farebbe che galvanizzare sia la Turchia che l'Iran in ulteriori azioni anti-statunitensi all'interno e attorno al grande Medio Oriente, rafforzando ulteriormente "l'Intesa del Medio Oriente".
Inoltre, la logica di Washington respinge la realtà che, se l'Azerbaijan avesse rispettato, sarebbe sostanzialmente isolato e senza i mezzi per far sì che le sue esportazioni raggiungessero i loro mercati.
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