mercoledì 18 maggio 2016

Manifestazioni e scioperi contro il Jobs Act: la Francia rischia la paralisi, caos a Parigi

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Il governo Valls sta forzando la mano per far approvare la riforma del lavoro, Jobs act. Hollande: su questa legge non cederò. Tensione nella capitale

Sono giorni da incubo che attendono da oggi il governo di Manuel Valls, che sta forzando la mano in Parlamento per far approvare la legge di riforma del mercato del lavoro, il Jobs Act in salsa francese: manifestazioni generali e scioperi in diverse categorie sono previsti a partire da martedì. E la situazione è già degenerata: i primi scontri fra polizia e manifestanti ci sono stati a Nantes, dove sono stati fermati otto giovani. Problemi anche a Rennes, già teatro di scontri violenti nei giorni scorsi. A Parigi giovani mascherati, si sono confusi tra i manifestanti per creare disordine. In piazza c’erano 12.000 persone secondo le autorità, 55.000 per i sindacati. La polizia ha lanciato gas lacrimogeni e ha fermato almeno 49 dimostranti in una giornata di guerriglia durante una nuova manifestazione di protesta organizzata da sindacati e studenti. Bernard Cazeneuve, ministro degli Interni, ha annunciato che dopo le manifestazioni di oggi, 53 persone hanno ricevuto il divieto ufficiale del ministero di partecipare a qualsiasi manifestazione futura (per ora a tempo indeterminato). 
La protesta a Parigi contro la riforma sul lavoro si trasforma in guerriglia

LA POSIZIONE DEI SINDACATI  

In strada contro la “El Khomri” – la legge prende il nome da Myriam El Khomri, ministra del Lavoro, e introduce maggiore flessibilità: soprattutto rende più facile il ricorso al licenziamento economico, in particolare nelle imprese più piccole. Al momento attuale solo la Cfdt, uno dei due più grandi sindacati francesi, tradizionalmente più moderato, è favorevole alla riforma. Assolutamente contraria, invece, l’altra grande forza sindacale, la Cgt (equivalente della Cgil italiana) e altri sei sindacati nazionali (Fo-Force Ouvrière, Fsu, Solidaires, Unef, Unl e Fidl). Martedì e giovedì queste sette organizzazioni hanno indetto due giornate di proteste e manifestazioni. 
Scontri in piazza a Parigi tra i giovani contro la riforma del lavoro e polizia

SCIOPERI PER CATEGORIA  

Hanno iniziato nella notte tra lunedì e martedì gli autotrasportatori, che sono tra i più accaniti contro la legge (soprattutto sulla possibilità di ridurre il pagamento degli straordinari, prevista dalla El Khomri). Martedì mattina in 3mila erano già riusciti a bloccare la zona portuale di Le Havre. Problemi anche per il trasporto urbano a Parigi, man mano che i lavoratori abbandonano il posto di lavoro per partecipare alla manifestazione. Per le ferrovie (Sncf), invece, la giornata clou sarà mercoledì: forti perturbazioni sono attese, in particolare per le linee Rer, che collegano Parigi alla sua periferia (tre treni su quattro dovrebbero essere soppressi). Altro settore di punta in questa ondata di proteste è quello petrolchimico: i sindacati prevedono «una riduzione progressiva della produzione da martedì» e uno sciopero generale venerdì.  

HOLLANDE (STRANAMENTE) DURO  

Il presidente, in genere criticato per la sua debolezza, si è invece mostrato deciso stamani a dare battaglia. «Non cederò: la legge passerà», ha detto, ricordando che il provvedimento è «il frutto di un compromesso». In effetti la El Khomri è già stata ampiamente rivista, cedendo alle richieste del sindacato (e per gli imprenditori è stata svuotata delle sue misure più importanti). Ma la scorsa settimana, non potendo contare sulla maggioranza assoluta dei consensi all’Assemblea nazionale, Valls e Hollande hanno deciso di ricorrere a una procedura d’emergenza (articolo 49.3 della Costituzione), che consente l’approvazione di una legge senza il voto in aula. Lo stesso faranno nel Senato, dove il provvedimento sarà esaminato in giugno, e quando ritornerà ai deputati per la seconda lettura. La legge dovrebbe essere approvata definitivamente entro la fine di luglio. 

UNA PARTITA GIA’ PERSA?  

Secondo alcuni osservatori, questa battaglia dei sindacati contro il Governo sarebbe già persa in partenza, proprio perché contro la procedura del 49.3 c’è poco da fare. E perché, nell’ultima giornata di manifestazioni, il 12 maggio, erano scesi in piazza in 55mila, contro i 390mila dello scorso 31 marzo. Ma un sondaggio dell’istituto Bva, reso noto stamani, indica comunque che il 54% dei francesi è favorevole alle proteste contro Valls e Hollande sulla legge. Proprio la partecipazione alle manifestazioni di oggi sarà un elemento importante per valutare il futuro di questo braccio di ferro fra i lavoratori e il governo.

Fonte: qui

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