martedì 10 maggio 2016

FONDO INTERBANCARIO TUTELA DEPOSITI … INESISTENTE!

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Noi, negli ultimi anni, abbiamo più volte suggerito di usare razionalità e pragmatismo di fronte alle notizie che quotidianamente i media tradizionali offrono, soprattutto a proposito della leggenda metropolitana secondo la quale i depositi bancari sotto i 100.000 euro sono assicurati…

La notizia dell’ultima ora è la seguente, la domanda è… per quale motivo il presidente del Fondo lancia solo ora un simile allarme?

Maccarone ha detto di non poter fare stime su quanto verrà richiesto al Fondo per questa finalità, limitandosi a ricordare che l’outstanding dei bond subordinati venduti al retail era di circa 320 milioni di euro.
“Sul piano prospettico la situazione non è certamente incoraggiante. Oggi questa interpretazione della Commissione (sull’utilizzo dei fondi di garanzia dei depositi) corre il rischio di diventare norma”.

Ora con il bail-in in vigore, Maccarone ha detto che c’è la prospettiva concreta che la crisi di una banca si risolva con la sua liquidazione.

“Non credo che il nostro sistema economico e civile sia pronto… Nel caso di una banca in liquidazione non verrebbero pagati i depositanti”, ha spiegato.

Il fondo sarà alimentato con contribuzioni ex-ante ma non può lavorare, come in passato, per prevenire una crisi bancaria.
“Stiamo studiando la possibilità di irrobustire il meccanismo volontario per rendere possibili interventi preventivi”.

Ora nel fondo volontario ci sono 300 milioni, sono pochi, non ci si fa granché”, ha detto.

La ragione di creare anche un fondo volontario, ha spiegato il presidente del Fondo di garanzia, è che “oggi non si può ripetere lo schema delle quattro banche. Se la banca è ‘likely to fail’ e non si trova una soluzione rapidamente, la strada è o la risoluzione o la liquidazione coatta. E non voglio pensare a una soluzione che colpisca i depositanti”.
(Stefano Bernabei)

In giro si mormora che il “bailin” in Italia sia inevitabile…

(…)  Il governatore della Banca d’Italia non ha gradito – definendole “politicamente molto scorrette” – le dichiarazioni al Corriere della Sera di Elke König, economista, presidente del Single Resolution Board (Srb) – l’autorità europea di risoluzione unica e secondo pilastro dell’Unione bancaria – che aveva ribadito la contrarietà agli aiuti di Roma alle banche italiane ricordando come la Germania abbia sì aiutato le banche tedesche, ma quando era concesso. “Gorbaciov una volta disse: chi arriva tardi viene punito dalla storia. Onestamente l’Italia ha attraversato la prima e seconda ondata della crisi senza interferire con le sue banche”. (HuffingtonPost)
Due premesse!

La prima è che la signora ha ragione, solo degli idioti potevano sottoscrivere la regola del “bail-in” e farla approvare in Parlamento di nascosto quest’estate mentre gli italiani erano al mare, ma soprattutto loro sono stati più furbi.

La seconda è che è vero che Gorbaciov disse che chi arriva tardi viene punito dalla storia, ma suggerisco agli amici tedeschi di ricordare che anche chi insiste con i trucchi e la voglia di EGEMONIA sugli altri viene punito dalla storia, a meno che non abbiano la memoria corta …
”  Il governatore ha fatto notare che la natura particolare del settore bancario e l’obiettivo di stabilità finanziaria dovrebbero richiedere un approccio più strutturato da parte della Commissione europea in tema di concorrenza e aiuti di stato. Le norme invece prevedono che ogni intervento pubblico faccia scattare la procedura. In questo modo prevale l’obiettivo delle politiche su concorrenza e aiuti di stato rispetto all’obiettivo di salvaguardia della stabilità finanziaria. “In altri termini – ha detto Visco – non è preso nella giusta considerazione il fatto che la stabilità finanziaria è di vitale importanza per l’economia reale”.
Visco usa un’espressione sibillina per far comprendere quanto pericoloso sia il tema bancario: “Se fallisce un supermercato, lo chiudi e un altro apre. Se fallisce una banca, è molto improbabile che ne apra un’altra, è più probabile che quella accanto cominci ad avere problemi”. Le conseguenze di uno squilibrio dei mercati “possono essere piuttosto gravi” e per questo a volte occorre agire velocemente: “nel caso delle banche, questo richiede la possibilità di ricorrere a una rete di protezione pubblica e, in un’Unione come la nostra, anche a una sovranazionale in presenza di rischi sistemici e di contagio”.

Ma tu guarda in parole povere si parla di SOVRANITA’ e poter NAZIONALIZZARE una banca sistemica, apertamente, anche se è inutile dirlo con il senno di poi e usare belle metafore per quanto giuste siano.

Se io fossi stato il governatore della Banca d’Italia lo avrei dichiarato pubblicamente prima in questi anni e sarei andato ovunque in televisione e sui giornali ad esprimere la mia contrarietà soprattutto avrei convinto il Governo a non firmare.
Non era politicamente possibile? Non diciamo fesserie, preparatevi allora alla prossima tempesta perfetta.
Andrea Mazzalai
Fonte: qui

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