venerdì 30 dicembre 2016

Sanzioni Usa contro Mosca per hacker, espulsi 35 diplomatici russi

E chiudono due complessi russi in Usa. Obama ordina sanzioni a Russia per hackeraggio voto


Ansa - E' dura la risposta Usa agli hackeraggi russi che hanno interferito nelle presidenziali americane con lo scopo di favorire l'elezione di Donald Trump. 

Con una decisione senza precedenti, Barack Obama ha disposto sanzioni direttamente contro le due principali intelligence russe, il Gru e l'Fsb, il primo per lo spionaggio militare all'estero e l'altro per il controspionaggio. 

Colpiti anche quattro ufficiali del Gru e tre società che hanno fornito supporto materiale alle cyber operazioni della stessa intelligence. In tutto nove tra entità e individui.


Inoltre il ministero del tesoro designerà due russi per l'uso di mezzi cibernetici che consentono di rubare fondi e informazioni personali. Il dipartimento di Stato, invece, ha espulso come persone non grate 35 funzionari russi operanti negli Usa che ''hanno agito in modo incoerente con il loro status diplomatico o consolare'', probabilmente per essere stati coinvolti in attività di intelligence sotto copertura diplomatica, dato che il comunicato della Casa Bianca parla di ''operativi dell'intelligence russa". Hanno 72 ore di tempo per lasciare gli Usa, insieme ai loro famigliari. Chiusi anche due complessi ricreativi di proprietà del governo russo a New York e in Maryland, usati per scopi di spionaggio.
Infine, il dipartimento dell' Homeland Security e l'Fbi stanno rilasciando informazioni tecniche declassificate sulle attività informatiche dell' intelligence militare e civile russa per consentire di individuarle e stroncarle negli Usa e all'estero. Immediata la reazione di Mosca: il Cremlino promette "misure di ritorsione", il ministero degli esteri ammonisce che le nuove sanzioni sono controproduttive e danneggeranno la ripresa delle relazioni bilaterali.

Ma Obama avvisa che non finisce qui, promettendo che gli Usa ''continueranno a prendere una serie di azioni a tempo debito, alcune delle quali non pubblicizzate'', contro la Russia e che la sua amministrazione fornirà nei prossimi giorni al Congresso un rapporto sulle interferenza di Mosca nelle elezioni. ''Tutti gli americani dovrebbero essere allarmati dalle azioni russe'', ha spiegato il presidente, evocando anche le persecuzioni subite dai diplomatici americani in Russia e definendo le varie decisioni prese oggi come una ''risposta necessaria e appropriata agli sforzi di danneggiare gli interessi Usa''.

La "vendetta" di Obama: espulsi 35 diplomatici russi. Putin: "Ora ritorsioni". E fa chiudere la scuola angloamericana a Mosca

Il Presidente americano ha annunciato sanzioni contro gli hackeraggi russi ai danni del Partito Democratico e altre organizzazioni politiche che hanno inquinato la campagna presidenziale. 
Trump: "Incontrerò i capi dell'intelligence, ma è ora che il nostro Paese pensi a cose migliori e più grandi". 
La Casa Bianca: "Potrebbero esserci nuove interferenze di Mosca nelle elezioni europee". 
Il Cremlino blocca anche la residenza estiva dell'ambasciatore degli Stati Uniti in Russia

La risposta di Obama agli hackeraggi russi che avrebbero inquinato le presidenziali vinte da Donald Trump è arrivata: ed è la più dura mai messa in atto fino ad ora. Le sanzioni decise dal Presidente americano riguardano infatti sia singoli individui che organismi russi. L 'azione più immediata riguarda trentacinque alti ufficiali russi legati ai servizi segreti che avranno dunque solo 72 ore per lasciare insieme alle loro famiglie gli Stati Uniti. Persone "non grate", secondo il Dipartimento di Stato americano, perché "funzionari operanti in America che hanno agiuto in modo incoerente con il loro status diplomatico". Ma ad essere colpiti ci sono anche l'Fsb, cioè i servizi segreti russi, e il Gru, i servizi militari. In quest'ambito vengono presi di mira anche quattro alti ufficiali: Igor Valentinovich Korobov, attuale numero uno del Gru, ed i suoi tre vice, Serhei Aleksandrovich Gizunov, Igor Olegovich Kostyukov e Vladimir Stepanovich Aleksev perché secondo la Casa Bianca sarebbero le persone che avrebbero direttamente ordinato gli attacchi contro il Comitato Nazionale Democratico e altre organizzazioni politiche americane.  Azioni che secondo Obama hanno inquinato gravemente la campagna elettorale.

I 35 russi dichiarati persone non grate dagli Stati Uniti ''sono agenti dell'intelligence russa''. Lo ha detto un alto dirigente della Casa Bianca. I due complessi di proprietà del governo russo di cui è stato negato l'accesso, ha sottolineato la stessa fonte, servivano invece per attività di intelligence

Tra i destinatari delle sanzioni Usa per gli hackeraggi di Mosca il Tesoro inserirà anche altri due due cittadini russi, Evgeniy Bogachev e Aleksey Belan, entrambi ritenuti noti cyber criminali responsabili di intrusioni nel sistema finanziario internazionale, anche ai danni di compagnie americane. Bogachev e alcuni suoi complici sono considerati responsabili di aver rubato oltre 100 milioni di dollari a istituzioni Usa, Belan di aver compromesso e sottratto i dati di almeno tre importanti società e-commerce.

 La risposta russa non si è fatta attendere: un portavoce del Cremlino, ribadendo l'estraneità russa agli atti di pirataggio informatico, ha detto che le azioni messe in atto da Obama sono controproducenti e danneggiano il ripristino dei legami bilaterali. E per ritorsione, le autorita' russe hanno chiuso la scuola anglo-americana di Mosca (frequentata anche da bambini del personale d'ambasciata britannico e canadese, ma anche da ragazzi di altre nazionalita'). Lo riferisce la Cnn citando un dirigente Usa. Chiuso anche l'accesso alla residenza di vacanza dell'ambasciata Usa a Serebryany Bor, vicino a Mosca.

Ma per il Presidente Obama le sanzioni erano necessarie: "Arrivano dopo ripetuti ammonimenti, pubblici e privati, rivolti al governo russo", ha detto. "E sono una risposta ai tentativi russi di nuocere agli interessi americani". Per sottolineare quanto ritiene grave la questione ha poi aggiunto: "Tutti gli americani dovrebbero essere allarmati dalle azioni compiute dagli hacker russi". 

L'annuncio delle misure punitive arriva dopo settimane di dibattito sugli hackeraggi dei mesi scorsi e un rapporto della Cia secondo cui gli attacchi informatici avevano lo scopo di favorire il candidato repubblicano. Coinvolgimento sempre negato da Mosca e minimizzato dal presidente eletto Donald Trump, che aveva perfino insinuato che l'attacco poteva essere partito dagli stessi Stati Uniti: azione di qualche buontempone, "un ciccione di 400 chili che gioca a fare l'hacker dalla sua camera da letto". Il presidente eletto aveva sbuffato perfino dopo che mercoledì i maggiori giornali americani avevano anticipato la volontà di Obama di sanzionare i russi: "Dobbiamo andare avanti con le nostre vite, aveva affermato".

E infatti, nota il New York Times, le ritorsioni decise da Obama sono anche l'ennesima durissima risposta del presidente uscente al suo successore. L'azione decisa di Obama costringerà infatti Trump a prendere una decisione netta. All'indomani del suo insediamento, il 20 gennaio, dovrà infatti decidere se revocare le sanzioni appena introdotte. Atto che potrebbe non piacere ai tanti repubblicani che chiedono un'inchiesta pubblica sul caso. Come se non bastasse, annullare l'azione del suo predecessore vorrebbe dire smentire le conclusioni della sua stessa agenzia d'intelligence, la Cia appunto.

"Nell'interesse del nostro Paese e del suo grande popolo, la prossima settimana incontrerò i leader della comunità dell'intelligence per essere aggiornato sui fatti di questa situazione", ha detto Donald Trump commentando le sanzioni decise dall'amministrazione Obama contro gli hackeraggi russi. Ma poi ha anche sostanzialmente sminuito il problema affermando che ''è tempo per il nostro Paese di procedere verso cose migliori e più grandi''.

Intanto le azioni anti russe di Obama proseguiranno anche nei prossimi giorni: il dipatimento di Sicurezza Interna e l'Fbi si starebbero infatti preparando a declassificare "informazioni tecniche sulle attività informatiche dei servizi militari e civili russi" in modo da potersi meglio difendere "dalla campagna globale russa". Facendo poi capire che potranno anche esserci altre azioni segrete: "Continueremo con tempi e modi che non saranno pubblicizzati". ''Abbiamo tutte le indicazioni che (i russi, ndr) continueranno ad interferire nelle elezioni democratiche di altri Paesi, inclusi alcuni del nostri alleati europei'': lo ha detto un alto dirigente della Casa Bianca in una press call sulle sanzioni alla Russia per i suoi presunti hackeraggi nelle elezioni americane.

Fonte: qui

LETTERA APERTA DEL POPOLO ITALIANO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

LETTERA APERTA DEL POPOLO ITALIANO
AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Sergio Mattarella


COMITATO PER LA LEGALITA’

Questo è secondo ragione, che’l populo castighi li magistrati che fanno male.
Tu, populo, se’ il Signore e se’ vicario di Cristo nostro Re, e a te appartiene fare osservare la giustizia”
(Girolamo Savonarola)


Esimio Presidente,
non sappiamo come chiamarLa. Siamo nella confusione più totale e non per causa nostra.
Questa volta, però, siamo noi, Popolo sovrano, a pronunciare il discorso di fine anno per le ragioni che Lei capirà da se stesso, avendo ormai perso gli Italiani ogni fiducia nella Sua persona.
Si ricorda di ciò che ha fatto, da Ministro della Difesa, quando per due volte ha tradito l’Arma dei Carabinieri? Glielo ricordiamo noi:
  • la prima volta quando scomparve nel momento in cui l’Arma stava subendo un’aggressione senza pari da parte di questa scellerata classe politica, che stava tentando di modificare il suo ordinamento. Lei si dileguò e lasciò solo il Presidente del COCER Carabinieri, Colonnello Antonio Pappalardo - mentre il Comandante Generale, Sergio Siracusa, fuggiva - a difendere i Carabinieri. Quella sera Pappalardo chiese con voce ferma, vibrante, all’allora Capo del Governo, Massimo D’Alema, di ritirare due esecrabili emendamenti. E lui, per tema che l’intero COCER Carabinieri si legasse in uniforme davanti a Palazzo Chigi, cedette e l’Arma fu salva;
  • la seconda volta, quando accusò Pappalardo davanti al Parlamento che era un uomo infedele perché aveva osato attaccare sua Maestà, D’Alema I. Giunse pure ad affermare che egli aveva falsificato un documento.
Lei non fece torto alla persona di Antonio Pappalardo, ma all’Arma intera, che si trovò senza il suo Presidente, che l’aveva difesa in tante giuste battaglie contro questi politici, che la gente ormai odia.
Questo suo comportamento inquietante ha lasciato i Carabinieri in un mare di perplessità. Molti di loro, in relazione a talune sue recenti prese di posizione, non hanno potuto fare a meno di constatare che “il lupo perde il pelo, ma non il vizio!”.
Ci vuole spiegare come ha potuto nel gennaio del 2014 giudicare incostituzionale, come membro della Corte Costituzionale, la legge cosiddetta “Porcellum”, che ha eletto il parlamento in carica, e il 3 febbraio del 2015 accettare l’elezione a Capo dello Stato dallo stesso Parlamento, da lei delegittimato?
Al di sopra delle leggi degli uomini, esiste la legge morale, della coerenza e della linearità dei comportamenti. Soprattutto esiste il senso dell’etica delle Istituzioni.
Da un quotidiano apprendiamo che suo padre è stato indicato da un pentito di mafia, giudicato pienamente attendibile dalla Corte d’Appello di Trapani, uomo d’onore della famiglia di Castellammare del Golfo.
Apprendiamo, altresì, che il suo nome compare negli elenchi telefonici di agende e rubriche d logge massoniche collegate con la mafia, scoperti a seguito di perquisizioni della polizia, logge che la Corte d’Assise di Trapani ha sentenziato essere infestate da elementi mafiosi, nell’ambito del processo Rostagno, che poco prima di essere ucciso, stava indagando proprio su queste logge.
Tutto ciò è vero o è falso?
Il Popolo italiano non può rimanere nel dubbio. La magistratura si deve sbrigare a dare esaurienti risposte.
Se tutte queste accuse fossero vere, come ha potuto accettare l’elezione a Capo dello Stato, senza comprendere che sarebbe stato esposto a ignobili ricatti, compromettendo così la stessa stabilità dello Stato, in cui Cittadini onesti e Carabinieri, Poliziotti e Militari credono fermamente e che difendono a viso aperto e a testa alta!?
Lei comprende perché ci troviamo in grave difficoltà a chiamarLa, signor Presidente.
Esca allo scoperto, come non ha mai fatto nella Sua vita politica, e ci dica come stanno le cose, chiarendoci pure le ragioni per le quali è stato ucciso dalla mafia Suo fratello, Piersanti, che noi tanto stimiamo.
Il Popolo Italiano e i Carabinieri, Militari e Poliziotti, da troppo tempo attendono da Lei risposte chiare e inequivocabili! Lo faccia nel Suo discorso di fine anno!
Cordialmente


Il Comitato per la Legalità     

giovedì 29 dicembre 2016

PUTIN E ERDOGAN TROVANO UN ACCORDO PER LA TREGUA IN SIRIA E SPARTIRSI IL PAESE

ASSAD RESTERÀ PER QUALCHE ANNO AL COMANDO MA GIÀ SI PARLA DI UN PERMESSO DI USCITA PER LUI E LA FAMIGLIA, E DI ALMENO UN PAIO DI NOMI PER LA SUCCESSIONE 

AMERICANI E SAUDITI TAGLIATI FUORI DAI GIOCHI

Marco Ansaldo per “la Repubblica”

Una tregua. E poi un piano di spartizione del Paese. Senza i sauditi, e con gli americani fuori gioco. 

Questo è il progetto che tre grandi potenze - Russia, Turchia e Iran - decise a proporsi come vincitrici della guerra in Siria, si preparano ora a siglare su Damasco.

Potrebbe essere questione di giorni, per il cessate il fuoco, se non di ore. Ma l'accordo fra i tre Paesi, con gli americani tenuti a distanza nel momento del passaggio di poteri fra Obama e Trump, e con l' opposizione dell' Arabia Saudita che non vuole la permanenza di Assad, sancisce il tentativo di un nuovo ordine regionale e soprattutto la forza di Vladimir Putin nell' imporre una "pax" russa.
vladimir putinVLADIMIR PUTIN

Il punto di frizione -superabile però - è proprio la presenza del Presidente siriano. Tuttavia le obiezioni della Turchia, nemica acerrima di Assad, sono destinate a cadere di fronte alla concessione piena che Mosca farà ad Ankara: mano libera nel fermare militarmente i curdi nel nord della Siria e, punto ancora più rilevante, il permesso di controllare e gestire l'intero nord del Paese, dove le truppe di Ankara sono già presenti per bloccare la nascita del Rojava, cioè il Kurdistan dell' Ovest.

Con il nord assegnato alla Turchia, e la permanenza di Assad per qualche anno a Damasco (ma già si parla di un permesso di uscita per lui e la famiglia, e di almeno un paio di nomi per succedergli fra i leader come lui alawiti), Russia e Iran resterebbero come i grandi protettori di Damasco.

ALEPPO COMBATTENTI PRO ASSAD FESTEGGIANOALEPPO COMBATTENTI PRO ASSAD FESTEGGIANO
Inoltre con l'Iraq lasciato agli Usa (qui vincitori), e la Siria nelle mani di Mosca, l'Iran otterrebbe il vantaggio di mantenere un Presidente alawita a Damasco, più vicino dunque agli sciiti, senza far cadere la capitale siriana in mani sunnite, oltre a tenere aperto il corridoio che collega Teheran a Beirut permettendo così il passaggio di armi agli Hezbollah nel Libano. Uno scenario figlio di eventi nati negli ultimi giorni, secondo alcuni autorevoli analisti come ad esempio Olivier Roy.

Per il politologo e orientalista francese, il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan infatti, già campione dell' Islam sunnita, è ora divenuto l'alleato di una coalizione russo-iraniana favorevole agli sciiti. Un cambio di alleanza - spiega - che arriva crudelmente dopo l'omicidio dell' ambasciatore russo ad Ankara del 19 dicembre scorso ad opera di un misterioso poliziotto in congedo.
assad putinASSAD PUTIN

Il cessate il fuoco, sostiene la Turchia, dovrebbe escludere tutti "i gruppi terroristici".
Quelli tenuti fuori dal prossimo importante vertice che definirà la pace in Siria, ad Astana, in Kazakistan, a metà gennaio. Proprio l' individuazione delle formazioni armate sarà uno dei nodi da sciogliere.

Fonte: qui

IL 70% DEI CATTIVI DEBITORI DI MPS NON SONO ARTIGIANI O COMMERCIANTI MA RICCHI IMPRENDITORI, COME LA FAMIGLIA DE BENEDETTI (CASO SORGENIA) O I MARCEGAGLIA


CHE A MARZO HANNO RICEVUTO(DA FALLITI) UN NUOVO FINANZIAMENTO DI QUASI MEZZO MILIARDO, NONOSTANTE ABBIANO GIÀ 1,5 MILIARDI DI DEBITI


Giuliano Zulin per ''Libero Quotidiano''

titolo mps in 12 mesiTITOLO MPS IN 12 MESI
Natale è passato, ma il governo (e la Bce) si apprestano a fare un bel regalo agli italiani: una tassa di 251 euro a famiglia. L'altro ieri abbiamo scoperto che l'aumento di capitale di Montepaschi non sarà più di 5 miliardi, bensì di 8,8. Dei quali ben 6,5 saranno a carico del contribuente. Il conto dunque è presto fatto.

Basta dividere 6,5 miliardi per quasi 26 milioni di famiglie e spunta fuori l' obolo per Siena: 251 euro, appunto. Le associazioni dei consumatori hanno dato altri numeri, prendendo a riferimento tutta la dote del cosiddetto decreto salva-risparmio, 20 miliardi, votato a tempo di record dal Parlamento (dieci minuti esatti): 330 euro a italiano, compresi neonati e ultracentenari, che fanno 774 euro a famiglia. Che sberla, eh...
RENZI MPSRENZI MPS

Però quello che fa più arrabbiare è il caso Mps. Innanzitutto per un motivo politico: fino a fine novembre la banca più antica del mondo teneva botta, ma dopo il referendum è scattata la fuga di correntisti e risparmiatori per timori di un crac. Da qui l' allargarsi del buco e la richiesta della Bce di iniettare più soldi nelle casse malandate di Siena.

Eppure l'idea di fare le pulizie finali dalle sofferenze nei bilanci è di fine luglio. Perché si sono sprecati cinque mesi? Lo capiamo il motivo: il governo Renzi non voleva usare denari pubblici per salvare l'istituto che fu del Pd. Va bene, ma quei 3,8 miliardi aggiuntivi? In fondo sono soldi nostri, no? È come aver buttato al vento il gettito della tassa sulla prima casa...

MPSMPS
Quello che però fa veramente incazzare è anche la gestione allegra di Siena nel concedere prestiti. Ci hanno spiegato che le banche sono in crisi perché da otto anni il Pil è agonizzante, per cui molti finanziamenti alle imprese si sono trasformati in sofferenze. Giusto, peccato che, a un'analisi sommaria, si scopra che il 70% dei cattivi debitori del Monte non siano l' artigiano o il commerciante travolti dalla crisi.

carlo de benedettiCARLO DE BENEDETTI
No, precisamente il 69,7% dei crediti in sofferenza erano prestiti a ricchi. Neanche 10mila clienti in tutto. In particolare le pratiche con importi compresi tra uno e tre milioni rappresentano il 24,3% delle sofferenze per un valore di quasi 2,5 miliardi, mentre quelle superiori ai tre milioni sono il 32,4%, per un valore di oltre 3 miliardi.

LA LISTA
Chi sono questi signori? Qui sta il vero mistero di Mps. Perché tutta questa fretta nello statalizzare la banca? Forse per non far vedere chi sono i signori che hanno tirato il pacco alla banca? La lista dei cattivi pagatori è il vero tesoro, forse ormai l'unico, dell'istituto. E chi la conserva tiene per le palle tutti i potenti d'Italia, perché è quasi inevitabile che imprenditori, politici e vip abbiano avuto rapporti con il terzo istituto del Paese...

sorgeniaSORGENIA
Noi sappiamo alcuni nomi, quelli che si possono ricostruire dai vecchi comunicati di Mps. E già ci bastano per farci salire la pressione. Tipo la famiglia De Benedetti. Ricordate Sorgenia? A un certo momento il gruppo energetico non stava più in piedi, oberato da 600 milioni di perdite. Le banche che avevano finanziato le attività della società chiedevano di rientrare dei loro prestiti, ma dalle parti dell'Ingegnere non ne hanno voluto sapere di metter mano al portafogli. Così Mps e le sue sorelle hanno dovuto convertire i crediti in azioni, mettendosi poi a gestire l'azienda.

emma marcegagliaEMMA MARCEGAGLIA
E poi c' è la storia del gruppo Marcegaglia. La società attiva nell' acciaio di proprietà di Antonio ed Emma Marcegaglia. A marzo hanno ricevuto un nuovo finanziamento di quasi mezzo miliardo, nonostante abbiano già 1,5 miliardi di debiti. Soldi che sulla carta serviranno ad agevolare i piani di sviluppo del gruppo. Anche qui, ci ha messo del suo Mps. Sette anni durerà il prestito. Quando la liquidità di Siena è appena di quattro mesi, come certificato dalla Bce.

IL CAVALLO DI TROIKA
Ecco il terzo motivo per non stare sereni, dopo il varo del decreto salva-risparmi. La Banca centrale europea, insieme all'Unione Europea, ormai decideranno il nostro futuro più di quanto non lo facciano già. La questione è semplice: la Ue è anche disponibile a concederci un aumento di 20 miliardi del debito pubblico per mettere in sicurezza le banche, anche se nei trattati dovremmo invece diminuirlo...

IL TITOLO MPS MONTEPASCHI DA LUGLIO 2015 A GENNAIO 2016IL TITOLO MPS MONTEPASCHI DA LUGLIO 2015 A GENNAIO 2016
Perché? Beh, ci penserà Bruxelles a far rispettare le regole del Fiscal Compact, cioè diminuire il debito un tot all' anno, nelle prossime leggi di bilancio. Come dire: aumenti il debito? Va bene, taglierai di più la spesa. Oppure aumenterai le tasse, tipo quella di successione che è troppo bassa rispetto alla media Ue (sostengono sempre gli eurocrati), o quella sulla casa (ricordate i mugugni dopo che Renzi cancellò la Tasi?). In ogni caso il conto arriverà a noi.

Tutti capiscono che non si possono far saltare le banche, perché non sono imprese come le altre, però è da incoscienti perdere tempo per poi farsi dettare gli interventi da Bruxelles o da Francoforte. 

Dopo non lamentiamoci se nel 2018 la gente voterà "Forconi". 

Il cosiddetto populismo non nasce sugli alberi(ma nasce dai ladri, corrotti ed usurpatori al potere!!!): è figlio del dilettantismo di chi ha gestito l' Italia fino ad ora.

Fonte: qui

Global Debt Sales Hit A Record $6.6 Trillion In 2016

Earlier in 2016, the US Investment Grade bond market passed an key milestone when some time around August, the total amount of high grade debt outstanding hit $6 trillion, tripling from $2 trillion at the time of the financial crisis. Most, if not all, of the new funding was used to buyback stock. 


And now, as we come to the end of 2016, another $6 trillion number makes a dramatic appearance, this time in a slightly different metric: according to Dealogic, global debt sales hit a record in 2016, led by corporations rushing to load up on cheap borrowing costs, now threatened by Trump’s vague policies to boost the US economy. As the FT reported, courtesy of record low rates throughout most of 2016, overall debt issuance in the year rose to just over $6.6 trillion, breaking the previous annual record set in 2006.Corporates “took advantage of low rates,” said Monica Erickson, portfolio manager with DoubleLine Capital. “The cost of capital is low so it makes sense for them to come to market.” Companies accounted for more than half of the $6.62 trillion of debt issued, underlining the extent to which negative interest-rate policies adopted by the European Central Bank and the Bank of Japan encouraged the corporate world to increase its leverage. The problem: rates are now rising rapidly.

Corporate bond sales - both investment grade and junk - climbed 8% year on year to $3.6tn, led by blockbuster $10bn-plus deals to finance large mergers and acquisitions.

The remaining debt included sovereign bonds sold through bank syndication, US and international agencies, mortgage-backed securities and covered bonds. The figures exclude sovereign debt sold at regular auction.
However, the annual bond issuance record may remain untouched for a while: the recent Trumpflation rally has accelerated the move higher in interest rates that some investors fear will make debt burdens harder to bear in 2017. It will certainly make new issuance more expensive for corporate Treasurers and CFOs.
Cited by the FT, Pimco's Scott Mather said that “the low cost of financing with record-low interest rates simply made building up leverage tempting. This happens every economic cycle, but what makes this one special is the added incentive to issue debt at very low interest rates. It sows the seeds of the next downturn or the next credit event.”
As the following chart shows, eight of the 10 largest bond sales underwritten by banks this year were from companies, including offerings from brewer Anheuser-Busch InBev, PC manufacturer Dell and Microsoft.
To be sure, 2016 was a "special" year with the universe of negative-yielding bonds touching $14tn at one point, forcing asset managers to "stomach lower returns."
It wasn't just corporations, however, rushing to load up on debt: the year’s debt sales were buoyed by China and Japan-based issuers, up 23 and 30 per cent respectively, from a year earlier.
Investors say they expect 2016 is likely to prove a high-water mark for debt issuance in this cycle, with the Fed forecast to raise rates further and question marks growing over the future of bond-buying programs from the BoJ and the ECB.
For a world drowning in debt, where by some estimates total debt/GDP is now around 225% (after clocking in at 199% in Q2 2014 per "that" McKinsey study)...
... any slowdown in debt issuance, or any roadblocks to the rolling over of tens of trillions in short-term debt, could prove calamitous. which is also why many market watchers are convinced that after a spike in yields in the next few months, fears of the next recession will sent yields to even lower, all time lows.

Fonte: qui

P.S.: potete usare la funzione TRANSLATE di Google(sulla colonna di destra), selezionando prima un qualsiasi linguaggio e poi successivamente, l'italiano, per avere la traduzione automatica.

mercoledì 28 dicembre 2016

GERMANIA: SALARI ALLA SOGLIA DELLA POVERTÀ, SEMPRE PIÙ TEDESCHI INDEBITATI

Nonostante nell’opinione pubblica italiana sia largamente diffusa l’idea che in Germania le condizioni dei lavoratori siano ottimali, o comunque migliori rispetto a quelle del nostro paese, un recente rapporto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali svela un’altra verità. Il numero dei cittadini tedeschi che vive alle soglie della povertà è in costante crescita.
di Von Lisa Schwesig,13 Dicembre 2016
Sempre più famiglie tedesche sono indebitate. Questo è quanto riportato dal rapporto sulla povertà, finora inedito, redatto dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Se nel 2013 le famiglie con debiti erano 1,97 milioni, nel 2015 la cifra ha raggiunto i 2,05 milioni. Secondo il quotidiano “Bild”, che cita il rapporto ufficiale, questa condizione affligge quasi 4 milioni di adulti in Germania, numeri che lo stesso Ministero ha in seguito confermato a n-tv.  Una tendenza  in aumento costante dal 2006, che non dà cenni di inversione di rotta.
Secondo l’analisi del Ministero l’indebitamento dei tedeschi è legato principalmente alla “povertà di reddito”. Rispetto al 2012 i livelli di reddito dei cittadini sono aumentati in modo significativo. Nel 2015, i lavoratori tedeschi hanno guadagnato in media il 10,7% in più. Ciò soprattutto grazie alle buone condizioni economiche del paese. Tuttavia, gli affitti e il costo della vita sono aumentati proporzionalmente agli stipendi.
Inoltre, un dipendente su dieci lavora per una retribuzione oraria inferiore ai dieci euro. Il guadagno si posiziona quindi appena sopra la soglia di povertà. Nella Germania orientale più di un terzo dei lavoratori percepisce un salario di basso livello. Allo stesso tempo cresce anche in Germania occidentale il numero dei lavoratori a basso salario. La maggior parte dei lavoratori a basso reddito vive in Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove oltre il 35% dei dipendenti percepisce un misero stipendio. Nella zona di Amburgo, invece, vive una percentuale di lavoratori a basso reddito nettamente inferiore (solo il 15%).
 Hartz IV in costante aumento
La relazione svela numeri importanti anche per ciò che concerne il “reddito di sostegno”.
Nel 2015 quasi 8 milioni di persone sono state dipendenti da servizi come l’Hartz IV. Si tratta di quasi 800 mila persone in più rispetto a cinque anni prima. La quota percentuale dei destinatari dell’Hartz IV è così aumentata del 10%.

A questo dato va aggiunto il crescente numero dei senza tetto in Germania. A detta del rapporto, oltre 335 mila persone vivono senza fissa dimora. Si tratta di una condizione permanente per oltre il 10% di questi individui. Sommando i dati, negli ultimi dieci anni il numero di persone senza una propria abitazione è quindi cresciuto di quasi il 25%.
Mentre sempre più persone si trovano costrette ad affrontare una condizione di povertà, cresce parallelamente il numero dei milionari. Se nel 2009 erano circa 12.500 le persone che potevano vantare un reddito annuo di 1 milione di euro, nel 2015 si contano in Germania circa 4.000 milionari in più. Questi ultimi hanno versato al Paese, solo lo scorso anno, quasi tre milioni di euro di tasse.
Il rapporto completo su povertà e ricchezza in Germania verrà pubblicato dal Ministero del lavoro nella primavera del 2017. La relazione viene redatta ogni 3/4 anni da circa un centinaio di esperti.

Fonte: qui

Il 2016 è stato l’anno della bugia

Anziché la bugia dell’anno, il 2016 è stato l’anno della bugia. Non si contano, infatti, la quantità di bugie, falsità, ipocrisie che sono riusciti a somministrarci quest’anno. Ci hanno riempiti quotidianamente di dati, indicatori, numeri sulla crescita, sul benessere, che non abbiamo né visti né sentiti. Ci hanno garantito la tutela e il ristoro del risparmio truffaldinamente sottratto dalla mala gestione delle banche e chiudiamo il 2016 con un decreto di salvataggio sul Monte dei Paschi di Siena per venti miliardi, che sarà altro debito sulle nostre spalle. Soldi che oltretutto non basteranno perché la dimensione del buco contabile del colosso senese è talmente oceanica da essere sconosciuta, come sono sconosciuti i misteri che avvolgono la storia dell’istituto toscano, ma che comunque in primis servono a salvare i parassiti finanziari e i grandi Usurai.
Ci hanno bombardato sull’utilità e sulla necessità dell’accoglienza e ci ritroviamo invasi da una massa di clandestini che nessuno è in grado di identificare e di gestire. Extracomunitari che sbarcano a fiumi dalle navi militari, che utilizziamo per andare a prenderli e salvarli e che poi, nella più parte, si sparpagliamo nel Paese per fare danni, malaffare, violenze, furti e lavoro nero. Parliamo di centinaia di migliaia di persone, per lo più islamiche, di cui nulla sappiamo e nulla possiamo sapere, tanto è vero che gli stessi paesi dai quali dichiarano di provenire nella quasi totalità dei casi li disconoscono. Eppure ci hanno fatto credere che sono una risorsa, una provvidenza, una garanzia per il welfare e per le nostre pensioni, come se senza di loro saremmo perduti. Tanto l’hanno detto e sbandierato da convincere specialmente gli immigrati che, appena sbarcano, protestano, alzano la voce, pretendono e battono cassa come fossero padroni dell’Italia. Hanno negato con sdegno ogni collegamento fra sbarchi e terrorismo, insultando chiunque li ammonisse dal continuare con la scellerata politica dell’accoglienza, eppure oggi si accorgono che un legame fra le cose c’è eccome.

Andrebbero aiutati a casa loro e non derubati delle loro risorse e sciacallati in ogni modo dalle multinazionali(che sono alla ricerca del profitto senza alcun limite).  

Ci hanno giurato un rimedio equo alle follie della Legge Fornero e hanno scodellato la vergogna dell’Ape (Anticipo pensionistico), fatta apposta perché non cambi nulla. Ci hanno dato la parola sulla revisione della spesa, ma le pensioni d’oro, i vitalizi, i super stipendi di Stato e i compensi da sceicco dei manager pubblici continuano a crescere e restare. Hanno sbagliato, mentito e disatteso così tanto da farsi bocciare tutto, dall’Europa, dalla Corte costituzionale e dagli italiani sul referendum.
Eppure stanno lì, hanno cambiato Matteo Renzi con il suo gemello in sedicesimi, ma tutti gli altri nonostante le promesse sono rimasti incollati alle poltrone, come se il quattro dicembre avessero vinto loro. Hanno cacciato solo la Giannini per mettere al suo posto una ministra, la Fedeli, che ha dichiarato una laurea fasulla pur di diventare capo della Pubblica istruzione, roba da matti. Insomma, in un anno sono riusciti a dire tante balle e bugie da inzeppare tutti i trecentosessantacinque giorni, come un barattolo di sardine.

Chiudiamo il 2016 con più debito, più clandestini, più povertà, più ingiustizia, più giovani disoccupati, un fallimento che spacciano per successo. Chiudiamo l’anno con la gente avvelenata dai disservizi, dall’insicurezza, dagli scandali e dal menefreghismo sull’esito del voto referendario, con le tasse alle stelle e con i salvataggi degli speculatori finanziari e degli Usurai, uno vero schifo insomma.
Chiudiamo così, con questo bilancio, con questo Governo, con questa maggioranza, chiudiamo con la matita in mano perché prima o poi torneremo a votare.

Elide Rossi e Alfredo Mosca

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