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sabato 3 agosto 2019

’AMAZZONIA – BOLSONARO HA SDOGANATO IL POLMONE VERDE DEL PIANETA ALL’ESTRAZIONE MINERARIA: CACCIA ALL’ORO E DISBOSCAMENTO, NELL’ENORME FORESTA SIAMO AL FAR WEST

NON CI SONO LEGGI E LA CIVILTÀ INDIOS RISCHIA L'ESTINZIONE


Paolo Manzo per “il Giornale”
waiapi 2WAIAPI
Proprio come nel vecchio Far West, senza stato né legge. L'Amazzonia di oggi ha dismesso i panni di polmone del pianeta per vestire quelli meno nobili di enorme giacimento, soprattutto d' oro, da sfruttare a più non posso a favore del mercato internazionale e soprattutto senza alcun briciolo di considerazione per chi ci vive e per le generazioni che verranno. Testimoni disperati di questo scempio sono soprattutto gli indios.
deforestazione amazzonia 5DEFORESTAZIONE AMAZZONIA
Negli ultimi giorni prima è toccato alla comunità dei Waiãpi, installati nello stato amazzonico dell' Amapà, che si è vista il suo villaggio di Yvytotõ invaso all' improvviso e con violenza da una cinquantina di garimpeiros (gli estrattori illegali di oro) armati fino ai denti. Secondo gli indios avrebbero ucciso a colpi d' arma da taglio il loro capo, il cacique 68enne Emyra Waiãpi.
jair bolsonaro dal barbiere 10JAIR BOLSONARO DAL BARBIERE 
Chi è sopravvissuto è dovuto scappare. Il rischio di un ulteriore bagno di sangue è stato subito denunciato da uno dei senatori dell' Amapà Randolfe Rodrigues e persino da Caetano Veloso che in un video ha chiesto aiuto «alle autorità in nome della dignità del Brasile nel mondo».
waiapi 1WAIAPI
Qualche giorno dopo, poi, è stata la volta dello stato amazzonico del Parà dove è partita una spedizione degli indios Mundurucu che hanno intimato ai garimperos e ai disboscatori illegali di uscire dalla loro riserva nel più breve tempo possibile. «Siamo davvero indignati - hanno detto - nel vedere i nostri alberi tagliati e la nostra terra distrutta». Ci troviamo in prossimità del Rio Tapajòs, uno dei grandi affluenti del Rio delle Amazzoni divenuto purtroppo il cuore di questa corsa all' oro che sta portando allo stremo il Brasile.
jair bolsonaroJAIR BOLSONARO
Di certo il nuovo governo di Bolsonaro - sostenuto in campagna elettorale anche dalla lobby dei grandi latifondisti - non aiuta. Dopo aver contestato i dati sulla deforestazione amazzonica il nuovo presidente ha sdoganato il polmone verde del pianeta all' estrazione mineraria e a varie iniziative economiche di forte impatto ambientale. Ma è soprattutto l' oro la grande minaccia. Lo stesso oro che poi ammiriamo in forma di gioielli esposti nelle migliori vetrine della vecchia Europa.
deforestazione amazzonia 4DEFORESTAZIONE AMAZZONIA
Un mercato, però, con sacche di illegalità fuori controllo le cui proporzioni sono davvero spaventose. Alle 70 tonnellate prodotte in Brasile ogni anno in modo regolare se ne aggiungono, infatti, almeno una ventina completamente fuorilegge che generano guadagni non dichiarati al fisco per l' equivalente di quasi un miliardo di euro secondo l' Agenzia mineraria nazionale. E proprio il bacino del Rio Tapajós è l' area del Paese dove si produce più oro e quindi anche più oro illegale, giunto ormai a quota 15 tonnellate l' anno per un valore di quasi mezzo miliardo di euro.
indios amazzonia 3INDIOS AMAZZONIA
deforestazione amazzonia 6DEFORESTAZIONE AMAZZONIA 
La piccola cittadina di Itaituba è diventata il simbolo di questa devastazione. I suoi 5 mila abitanti sono quasi tutti garimpeiros e l' oro abbonda così tanto che spesso lo si usa al posto della moneta nazionale che è il real. Ma basta guardarsi intorno per capire come il crimine la faccia da padrone. Decine di piccoli aerei decollano e atterrano ogni giorno sulle trenta piste esistenti. Piste completamente illegali usate per trasportare oro e lavoratori nel cuore della foresta amazzonica senza che nessuno controlli. Le cifre parlano chiaro.
deforestazione amazzonia 7DEFORESTAZIONE AMAZZONIA
Solo in questa parte di Brasile alle 850 estrazioni legali se ne sommano 2mila totalmente clandestine. Un vero e proprio scempio come rivelato dalle foto satellitari utilizzate dalla polizia federale per monitorare il fenomeno.
deforestazione amazzonia 10DEFORESTAZIONE AMAZZONIA 
«Sono migliaia i punti di estrazione non autorizzati dentro la foresta - spiega il commissario Gecivaldo Vaconcellos Ferreira - il che rende completamente impossibile da parte nostra la possibilità di chiuderli tutti. Siamo troppo pochi». Un problema non solo degli indios ma di tutta la società civile. Attorno al mercato dell' estrazione illegale ruota un indotto criminale fatto di prostituzione infantile, di sfruttamento umano, di droga e alcolismo. Ma come è possibile che questo mercato riesca a sfuggire ai controlli?
indios amazzonia 10INDIOS AMAZZONIA
Perché manca un sistema informatico nazionale dei certificati che attestano la legalità dell' origine del prodotto e poi perché «multare è un iter molto complesso - spiega Eduardo Leão, direttore dell' Agenzia Nazionale di Minerazione - e le multe sono davvero ridicole, poco meno di mille euro». Delinquere insomma conviene. Anche perché se si rispettasse la legge si sarebbe costretti a sanare a proprie spese gli eventuali danni ambientali e la riforestazione intorno.
indios amazzonia 7INDIOS AMAZZONIA
Da cui gli scenari spettrali che si ripetono per km e km in mezzo alla foresta: alberi distrutti, fango ovunque, desolazione. Per non parlare poi del mercurio usato nel processo di separazione dell' oro e tranquillamente riversato nell' acqua dei fiumi mettendo a repentaglio per la sua tossicità qualità e aspettativa di vita delle comunità soprattutto indigene che vivono sulle rive.
deforestazione amazzonia 9DEFORESTAZIONE AMAZZONIA
Sono 7 milioni di tonnellate l' anno solo i detriti provocati dall' estrazione illegale che finiscono nelle acque del Rio Tapajós. Per il procuratore della Repubblica dello stato del Parà Camões Bonaventura «si stanno rubando alla società brasiliana intera tonnellate e tonnellate di oro senza che la società abbia nulla in cambio». Proprio come fecero i primi colonizzatori portoghesi che l' oro arrivarono a contrabbandarlo in Europa nascondendolo ovunque, persino nelle statue votive di legno. Fonte: qui

martedì 21 giugno 2016

Il Pakistan denuncia gli USA all’ONU: ”Basta con i vostri droni, state massacrando la nostra popolazione”

droniIl Pakistan ha denunciato gli attacchi sistematici dei droni statunitensi contro il proprio territorio con il pretesto della lotta contro il terrorismo.


La rappresentante permanente del Pakistan davanti all’Organizzazione delle Nazioni unite, Tehmina Yanyua, ha accusato il silenzio dei media occidentali e degli organismi internazionali davanti al massacro di civili che è stato causato dalle incursioni dei droni senza pilota. 


Il comunicato della Cancelleria Pakistana ha richiesto una risposta dal Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU davanti alle violazioni dei diritti umani e la perdita di vite preziose causate dagli attacchi dei droni.

L’ambasciatrice ha esortato la comunità internazionale ed il Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU a seguire da vicino le violazioni dei diritti umani che si producono  come risultato degli attacchi aerei illegali. 


La diplomatica ha aggiunto che i sistematici attacchi di aerei senza pilota degli USA violano anche la carta dell’ONU ed il diritto internazionale.
Dall’invasione dell’Afghanistan avvenuta nel 2001, il Pentagono realizza, su ordine diretto di Obama (premio Nobel per la Pace), bombardamenti contro presunte posizioni del gruppo terrorista dei Talebani nel territorio pakistano, cosa che ha provocato le critiche delle autorità del paese ed il forte risentimento contro gli statunitensi   delle popolazioni colpite .
Islamabad ha qualificato come una violazione della sua sovranità territoriale i voli dei droni statunitensi nel suo spazio aereo, operazioni che hanno causato la morte di centinaia di civili inermi ed una forte reazione di odio da parte della popolazione delle aree interessate che hanno manifestato la loro rabbia e la loro condanna.
Proteste contro attacchi dei droni USA
Proteste contro attacchi dei droni USA
I droni USA colpiscono indiscriminatamente qualsiasi assembramento di persone, come ad esempio feste di matrimonio o gruppi di bambini che giocano all’aperto. Come sostenuto anche da varie organizzazioni internazionali , queste azioni sono considerate veri e propri crimini di guerra la cui responsabilità ricade sulle autorità statunitensi ed in paticolare sul Presidente Obama (premio Nobel per la Pace) che ha autorizzato queste operazioni omicide.
Le operazioni dei droni USA vengono realizzate non solo in Pakistan ma anche in altri paesi come la Somalia, il Sudan, lo Yemen, la Siria, l’Iraq ed altri. Alcune di queste operazioni vengono dirette e partono da basi americane in Sicilia (Sigonella).
Fonte: Al Mayadeen
Traduzione e sintesi: Luciano Lago
Fonte: qui