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giovedì 23 luglio 2020

“SUI PRETI PUOI DIRE TUTTO, SUGLI OMOSESSUALI SE PARLI VAI IN GALERA”


DON CALOGERO D’UGO, PARROCO DI BELMONTE MEZZAGNO, ATTACCA LEGGE CONTRO L’OMOFOBIA EVOCANDO LA CENSURA: “SE TU DICI DI NON ESSERE D’ACCORDO CHE DUE UOMINI ADOTTINO UN BAMBINO PUOI ESSERE DENUNCIATO E PROCESSATO. QUA NON SI TRATTA DI NON RISPETTARE LE PERSONE CON QUESTE TENDENZE MA DI VOLER METTERE IL BAVAGLIO ALLA LIBERTÀ DI PENSIERO E DI OPINIONE…”


Da https://www.ilsicilia.it/

 

Finisce sui social l’omelia all’aperto di don Calogero D’Ugo, parroco di Belmonte Mezzagno, in provincia di Palermo, contro la legge sull’omofobia. Dal sagrato allestito davanti all’ingresso della chiesa, il sacerdote, come riporta l’edizione on line di Repubblica, ha lanciato un anatema contro il provvedimento.

 

DON CALOGERO D'UGODON CALOGERO D'UGO

“In Senato c’è una legge bavaglio che vogliono approvare – ha detto il parroco nella sua omelia – E’ una legge che parla del reato di omofobia. Cioè che se tu esprimi un parere contrario ai gruppi omosessualisti puoi andare in galere. Se tu dici non sono d’accordo che due uomini adottano un bambino puoi essere denunciato e processato. Se a scuola a tuo figlio vengono a fare educazione gender, una madre che si ribella può andare sotto processo“.

 

Il parroco ha poi proseguito la sua dura rampogna sostenendo che “adesso in Italia abbiamo le ‘categorie protette’. Sui preti puoi dire tutto, Dio lo puoi bestemmiare, sui giornalisti puoi dire tutto, sui politici no, sugli omosessuali se parli vai in galera. Qua non si tratta di non rispettare le persone con queste tendenze figuratevi, qua si tratta di voler mettere il bavaglio alla libertà di pensiero e di opinione, da parte di quelli che si dicono liberali e democratici. ed è vergognoso se passa una legge di questo tipo“. Il sacerdote ha infine concluso la sua omelia affermando: “Se passa questa legge io con questa predica rischio la denuncia. Non ho problemi“.


Fonte: qui

venerdì 31 gennaio 2020

BREXIT: DAL LAVORO AI VIAGGI, TUTTE LE NOVITÀ PER GLI STRANIERI (MA PER I CITTADINI COMUNITARI LA TRANSIZIONE SARÀ MORBIDA)


INIZIALMENTE SI PARLAVA DI LIBERO ACCESSO SOLO PER CHI AVESSE UN LAVORO CON UN REDDITO DI OLTRE 30.000 STERLINE L'ANNO, POI QUESTO TETTO (TROPPO ALTO) È STATO ELIMINATO. LA STERLINA RESTERÀ LA VALUTA IN VIGORE...

Caterina Belloni per “la Verità”

brexitBREXIT
Il conto alla rovescia per la Brexit è iniziato davvero e stasera, alla mezzanotte europea (le 23 a Londra) verrà anche proiettato con un riflettore sui mattoni scuri di Downing Street. Il primo ministro Boris Johnson farà un discorso alla nazione, tutti i palazzi del centro saranno illuminati, la bandiera inglese sventolerà sui pennoni di Parliament Square. Ma sotto il profilo pratico, che cosa cambierà da domani. Ecco le sette cose da ricordare per gli europei che non vogliono rinunciare a visitare Londra.
1 Nel periodo di transizione, che durerà fino al 31 dicembre 2020, gli europei potranno continuare a entrare in Gran Bretagna usando la carta di identità, anche se a un certo punto questo documento verrà considerato non più accettabile e si dovrà passare all' uso del passaporto. Nello stesso periodo, anche i passaporti per gli animali e la patente di guida europei continueranno a essere riconosciuti.
entrare nel regno unitoENTRARE NEL REGNO UNITO

2 Sotto il profilo della salute, la European health insurance card, o Ehic, sarà ancora valida durante il periodo di transizione e consentirà di ottenere un intervento di assistenza dal servizio pubblico in caso di malattia o incidente anche nel Regno Unito, come accade già ora. Successivamente, le regole potrebbero cambiare, ma dipenderà da come procederanno gli accordi con i singoli Paesi.

3 Lavorare e vivere nel Regno Unito resterà possibile senza restrizione per gli europei nel periodo di transizione, all' interno del libero diritto di circolazione. Dopo invece per trasferirsi a Londra ci saranno regole precise, ancora in fase di definizione.

micheal gove e boris johnson campagna per la brexitMICHEAL GOVE E BORIS JOHNSON CAMPAGNA PER LA BREXIT
Inizialmente si parlava di libero accesso solo per chi avesse un lavoro con un reddito di oltre 30.000 sterline l' anno, poi questo tetto - troppo alto - è stato eliminato. A quanto si intuisce al momento, però, dal prossimo gennaio sarà possibile trasferirsi nel Regno solo se si ha un' offerta di lavoro, quindi non verrà più consentito arrivare senza una destinazione precisa e poi trovare una professione una volta in loco.

4 Un altro nodo da sciogliere riguarda le pensioni. Gli inglesi che vivono in Europa dovrebbero continuare a percepirle come adesso, cosa che vale anche per gli italiani in Uk, ma non si esclude che dal 2021 cambi il regime di tassazione e a definirlo saranno gli accordi che verranno avviati da domani in poi.
boris johnson alla camera dei comuniBORIS JOHNSON ALLA CAMERA DEI COMUNI

5 Nel periodo transitorio, poi, il Regno Unito sarà costretto a continuare a contribuire al bilancio dell' Unione europea, anche se non avrà più i «suoi» parlamentari (73 andranno a casa) e il primo ministro Johnson non parteciperà più ai meeting dei capi di governo. La Corte di Giustizia europea, però, resterà quella di riferimento per le dispute di tipo legale.

6 L' argomento degli scambi commerciali tra Unione europea e Regno Unito diventerà la vera questione calda. Il Dipartimento per la Brexit, creato da Theresa May nel 2016, chiuderà oggi e da domani tutti gli incontri e le negoziazioni verranno gestite da un comitato insediato direttamente a Downing Street.
legge sulle linee guida per la brexitLEGGE SULLE LINEE GUIDA PER LA BREXIT
Che dovrà valutare come gestire lo scambio di merci senza rincari, blocchi in frontiera ed eccessive complicazioni. Fino alla fine del 2020, in realtà, non ci saranno modifiche, ma dal primo gennaio 2021 serviranno nuovi patti sottoscritti e approvati bilateralmente, perché il flusso delle merci tra il Vecchio continente e l' isola non venga compromesso.
7 In termini di moneta, infine, non ci saranno variazioni, anche perché il Regno Unito funziona in modo indipendente in questo senso già da molto prima che si cominciasse a parlare della Brexit.
il peso del divorzio della gran bretagna dall'ueIL PESO DEL DIVORZIO DELLA GRAN BRETAGNA DALL'UE
La sterlina resterà la valuta in vigore, con una sola aggiunta che sancisce il divorzio: la diffusione di una moneta da cinquanta pence dedicata al Brexit Day con il motto «Peace, prosperity and friendship with all nations», ovvero «Pace, prosperità e amicizia con tutte le nazioni». Oggi ne saranno messe in circolazione tre milioni, con altri sette in arrivo nei prossimi mesi. Per la gioia dei collezionisti.
contributi alla ue cosa succedera' con la brexitCONTRIBUTI ALLA UE COSA SUCCEDERA' CON LA BREXITla moneta commemorativa per la brexitLA MONETA COMMEMORATIVA PER LA BREXIT

Fonte: qui

sabato 7 settembre 2019

LA LEGGE ANTI-NO DEAL PASSA ANCHE ALLA CAMERA DEI LORD: LUNEDÌ BORIS PROVERÀ DI NUOVO A FAR VOTARE PER ELEZIONI-LAMPO, MA L'OPPOSIZIONE SI È RIUNITA PER RESPINGERE QUESTA IPOTESI


DOMANDA: MA IL PARLAMENTO INGLESE NON VUOLE L'ACCORDO DI THERESA MAY, NON VUOLE UN SECONDO REFERENDUM MA NEANCHE RESTARE NELL'UE. E ORA NON VUOLE UN'ELEZIONE PRO/CONTRO BORIS. 

MA ALLORA CHE CA**O VUOLE? IL BELLO È CHE NON LO SA NESSUNO…

  1. DAL PROFILO TWITTER (PARODIA) DELLA REGINA RIASSUME BENE LA SITUAZIONE:

 BREXIT: LEGGE ANTI-NO DEAL PASSA ANCHE ALLA CAMERA DEI LORD
 (ANSA) - Passaggio completato anche alla Camera dei Lord per la legge anti-no deal promossa ai Comuni dalle opposizioni e da un gruppo di Tory dissidenti con l'obiettivo di cercare d'imporre al recalcitrante governo di Boris Johnson la richiesta all'Ue di un rinvio della Brexit oltre la scadenza del 31 ottobre. Il testo è stato approvato dalla Camera alta senza sorprese e senza opposizione, visto che anche l'esecutivo - pur contrario ai suoi contenuti - aveva preferito rinunciare a porre ulteriori ostacoli puntando ormai a risolvere il braccio di ferro sulla Brexit con la convocazione di elezioni anticipate nel Regno Unito appena possibile.
boris johnson regina elisabettaBORIS JOHNSON REGINA ELISABETTA
Ora per la conclusione dell'iter sprint della legge non resta che il suggello scontato della firma della regina, o Royal Assent, e il deposito a Westminster, previsto per lunedì. Vale a dire lo stesso giorno in cui il governo intende riproporre - a legge varata - una mozione in favore del voto politico anticipato a metà ottobre: mozione a cui peraltro le opposizioni rimangono per ora orientate a far mancare il quorum.

BREXIT: ALTA CORTE, SOSPENSIONE PARLAMENTO È LEGALE
 (ANSA) - La sospensione del Parlamento britannico, annunciata dal governo Tory di Boris Johnson per 5 settimane a partire dalla prossima, è legale. Lo hanno confermato i giudici dell'Alta Corte britannica di Londra respingendo - dopo che un primo ricorso di militanti anti Brexit era stato respinto in Scozia - le contestazioni presentate dagli avvocati dell'attivista Gina Miller con il sostegno di politici pro Remain di vari partiti incluso l'ex premier John Major. Il caso passerà alla Corte Suprema per un ulteriore passaggio.
il discorso della regina alla camera dei lordIL DISCORSO DELLA REGINA ALLA CAMERA DEI LORD

BREXIT:LABOUR RIPETE NO A VOTO LAMPO, OPPOSIZIONI A CONSULTO
 (ANSA) - Il Labour resta orientato a votare no lunedì di fronte al secondo tentativo preannunciato dal governo Tory di Boris Johnson di presentare una mozione alla Camera dei Comuni britannica per indire elezioni anticipate nel Regno Unito il 15 ottobre. Lo ha ribadito oggi la titolare degli Esteri del governo ombra laburista, Emily Thornberry, a margine di un incontro in teleconferenza tenuto dal leader del suo partito, Jeremy Corbyn, con i responsabili parlamentari di tutte le altre forze di opposizione per coordinare le posizioni. Incontro in cui è stata ribadita la volontà di garantire prima lo stop al rischio di una Brexit senz'accordo (no deal). Il sospetto di Corbyn che gli indipendentisti scozzesi dell'Snp si possano alla fine sfilare dando l'ok al voto immediato - nel timore che gli elettori interpretino la tattica della dilazione come una forma di "paura", come Johnson già imputa agli oppositori - è stata intanto per ora smentita dal capogruppo a Westminster di questa formazione, la terza per consistenza ai Comuni dopo Tory e Labour, Ian Blackford.
Il premier in carica invoca lo sbocco elettorale ormai come unica via d'uscita dallo stallo sulla Brexit dopo l'approvazione ai Comuni di un legge anti-no deal promossa dai suoi contestatori per imporre un rinvio del divorzio da Bruxelles oltre la scadenza del 31 ottobre: rinvio che lo stesso Johnson peraltro si dice indisponibile a chiedere. "La possibilità di avere un'elezione generale è ovviamente assai attraente" per l'opposizione, ha affermato la Thornberry, "ma dobbiamo prima risolvere una crisi imminente" e assicurarci che la convocazione delle urne non sia "un trucco" per far sì che nel frattempo Londra esca comunque dall'Ue "senz'accordo".
jeremy corbyn in piazza contro boris johnsonJEREMY CORBYN IN PIAZZA CONTRO BORIS JOHNSON
Per evitare questo rischio, Corbyn nei giorni scorsi aveva detto di voler prima lasciar entrare in vigore la legge anti-no deal, cosa che accadrà in effetti proprio lunedì. Ma vari esponenti pro Remain del suo e di altri partiti lo spingono a continuare a far ostruzionismo almeno per alcune settimane, in modo da cercare di spostare le elezioni oltre il 31 ottobre, nella speranza di mettere in imbarazzo Boris Johnson.

BORIS
Ian Buruma per “la Repubblica”*
*Traduzione di Anna Bissanti
jeremy corbynJEREMY CORBYN
L'idea che il Primo ministro britannico Boris Johnson sia un uomo del popolo, un leader della gente comune che combatte le élite dell'establishment, potrebbe sembrare un po' inconsueta o addirittura stravagante. Dopo tutto, Johnson incarna alla perfezione l'élite: ha studiato a Eton e Oxford e ha quella ricercatezza eccessiva nel parlare e nei modi tipica dell'upper class britannica. Da giornalista e da parlamentare in qualche caso è stato una voce spregiudicata, spesso scorretta, ma sempre impegnata della classe dirigente conservatrice.
Eppure, ecco che sostiene di rappresentare "la voce del popolo" contro le voci che in parlamento, da sinistra come da destra, contestano le sue politiche ispirate a una linea dura e intransigente per la Brexit. Parlare di tutti gli oppositori di una hard Brexit in termini di nemici del popolo è stata una caratteristica costante della campagna a favore dell'uscita dalla Ue. Da quando la popolazione si è espressa nel referendum del 2016, tutti i tentativi di attenuare le ripercussioni negative trovando un compromesso o posponendo la rottura sono visti alla stregua di un attacco alla volontà popolare.
In parlamento, Johnson deve far fronte a una vasta opposizione, soprattutto dopo che ha deciso la sospensione delle attività per arrivare direttamente alla Brexit il 31 ottobre, con o senza accordo. Martedì, una maggioranza ha votato a favore di una mozione che obblighi il Primo ministro a rimandare la Brexit qualora non si riesca a raggiungere un accordo. Johnson ha rimosso tutti i conservatori che hanno votato a favore di questa mozione, tra i quali i ministri del precedente governo. E poi ha invocato le elezioni generali, che Johnson presenta come una battaglia tra "il popolo" e "i politici" che gli intralciano la strada.
I provvedimenti del premier britannico sono fuori dal comune, ma non sono illeciti. Di sicuro, non sono tipici dei conservatori - nel senso che non sono mirati a tutelare le leggi tradizionali o l'ordine costituito. Perdipiù, sono assai poco British. Preoccupati, alcuni commentatori instaurano paralleli con alcuni episodi avvenuti durante l'ascesa del fascismo.
In verità, da studioso del mondo classico, Johnson sarà sicuramente consapevole che il modello del demagogo dell'upper class che conquista il potere fomentando l'ira delle classi inferiori risale alla fine della Repubblica nell'antica Roma, quando i tribuni della plebe attaccarono i patrizi in Senato aizzando e sobillando le masse spesso violente. Senza dubbio, nei privilegi di quell'istituzione c'erano molte cose sbagliate, ma a segnare la fine della Repubblica e l'inizio della dittatura imperiale fu proprio una demagogia di questo tipo.
Neanche i referendum rientrano tra le abitudini britanniche consolidate. Nel 1945, quando Winston Churchill propose di indire un referendum per prolungare il suo governo di guerra, il leader laburista Clement Attlee bocciò l'idea e la definì "avulsa da tutte le nostre tradizioni". Nei regimi chiusi, i plebisciti sono considerati una forma di "democrazia diretta", quando si presume che la volontà popolare trovi la sua espressione più pura nella volontà di un grande leader.

angela merkel boris johnson 4ANGELA MERKEL BORIS JOHNSON 
Tuttavia, il fulcro della democrazia parlamentare, di cui la Gran Bretagna è stata una dei primi e più fieri esempi, è che è indiretta. L'idea che lo stato rappresenti la volontà popolare è un concetto della Francia giacobina, sempre respinto dai conservatori britannici a cominciare da Edmund Burke. In una democrazia parlamentare "il popolo" non esiste, e tanto meno esistono una volontà popolare o una voce popolare. I politici sono scelti per rappresentare interessi differenti, che in seguito possono essere oggetto di discussione in parlamento, nella speranza che approdino a una soluzione grazie a compromessi.
In una democrazia liberale, anche l'opinione pubblica è più una forma di rappresentanza che un'espressione diretta. Nei secoli più recenti, l'opinione pubblica è stata diffusa dalla stampa, cartacea o televisiva, mediata da giornalisti e direttori. Tutto questo, ovviamente, adesso è cambiato. Grazie a internet, la maggior parte delle opinioni circola ormai senza alcuna forma di mediazione. Adesso, il popolo ha centinaia di milioni di voci. I giornalisti sembrano retrogradi e, come i politici, sono visti perlopiù con diffidenza - danno "notizie fasulle", sono "obsoleti" ed "elitari".

boris johnsonBORIS JOHNSON
Ciò non significa che i giornalisti e i politici siano tutte persone perbene e che abbiano opinioni giuste. Tutt'altro. Tuttavia, abbiamo già potuto constatare quanto sia facile per demagoghi e impostori - in assenza di una forma qualsiasi di mediazione, in parlamento come nei media - manipolare le voci del popolo. Sospendendo il parlamento in uno dei dibattiti più importanti del secolo, Johnson espone la democrazia liberale agli stessi pericoli a cui la Repubblica Romana fu esposta dagli agitatori populisti.
Nella campagna per la Brexit, ci sono stati molti aspetti sconvenienti: paure esagerate degli immigrati, illusioni di grandezza e così via. Il tema più rispettabile è stato quello che ruota attorno alla questione della sovranità. L'Ue non è uno stato democratico. Farne parte significa che certe leggi possano essere proposte e approvate da persone che non sono state elette direttamente in elezioni nazionali. È indispensabile aprire un caso purista, in base a cui una democrazia liberale non possa delegare i poteri legislativi a istituzioni sovranazionali senza stemperare la propria sovranità nazionale.
In verità, alcune delle leggi giudicate molto irritanti dai sostenitori della Brexit non sono per nulla europee, bensì nazionali. Il punto, però, non è se le leggi siano giuste o sbagliate, ma chi abbia il diritto di scriverle. Alcuni patrioti britannici - non senza motivo, in fondo - pensano che questo sia il nocciolo di fondo del sistema democratico, esemplificato al meglio dalla Madre di tutti i parlamenti. Quando però esaltano fanaticamente la volontà popolare, espressa in un referendum, diventano difensori di una tradizione politica assai diversa, ostile al sistema parlamentare britannico.
Fonte: qui

sabato 10 agosto 2019

Ecco i segni che il governo degli Stati Uniti si sta preparando per Farmageddon(strage delle fattorie)

Martedì mattina il presidente Trump ha accennato a quello che sembra essere l'ennesimo salvataggio di una fattoria, mentre i fallimenti delle fattorie aumentano e i carichi del debito agricolo diventano insopportabili.
As they have learned in the last two years, our great American Farmers know that China will not be able to hurt them in that their President has stood with them and done what no other president would do - And I’ll do it again next year if necessary!

Una crisi agricola alla pari di ciò che è stato osservato nei primi anni '80 potrebbe arrivare, specialmente da quando il Senato degli Stati Uniti ha approvato un disegno di legge alla fine della scorsa settimana che lo rende più accessibile per gli agricoltori con maggiori carichi di debito da presentare per la protezione da fallimento, ha riferito Reuters .






Il disegno di legge bipartisan, designato come Family Farmer Relief Act del 2019, aumenta il carico di debito totale di quanto un agricoltore può dover soddisfare le qualifiche per archiviare il fallimento del Capitolo 12, a 10 milioni di $ dal precedente limite di 4 milioni di $.
Secondo i dati del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), la gestione di un'azienda agricola oggi comporta costi molto più elevati rispetto a tre decenni fa. Gli esperti affermano che senza una completa riforma della legge, gli agricoltori mamme e pop sarebbero soggetti alla protezione fallimentare del capitolo 11, che è costosa e caotica.
Il disegno di legge è stato approvato giovedì scorso e prima dalla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, è diretto alla firma del presidente Trump. A giudicare dai commenti del presidente di martedì mattina sul potenziale di un terzo salvataggio in azienda, sembra che molto probabilmente questo disegno di legge verrà approvato.
I repubblicani e l'amministrazione Trump si stanno preparando per Farmageddon con nuove misure interventiste che speriamo attutiscano gli agricoltori dalle tariffe di ritorsione della Cina.
Il nuovo disegno di legge, una volta firmato, supporterà la base agricola del presidente Trump che è stata ostacolata dalle tariffe di ritorsione della Cina sui prodotti agricoli.
Lo scopo del disegno di legge è aiutare gli agricoltori ad evitare "liquidazioni di massa e ulteriore consolidamento nei più grandi settori del settore", ha affermato il senatore americano Chuck Grassley, repubblicano dell'Iowa, dove soia, maiale, mais, mangimi e foraggi, e prodotti a base di cereali trasformati sono le principali esportazioni dello stato.
Gli avvocati fallimentari e i gruppi del settore agricolo hanno rapidamente sollecitato il cambiamento a causa del collasso dei redditi agricoli negli ultimi anni, che hanno scatenato un'ondata di fallimenti non osservata dalla crisi agricola degli anni '80.
"Con i fallimenti delle fattorie a livelli record in alcune regioni del paese, il passaggio del Senato del Family Farmer Relief Act invia un segnale importante agli agricoltori familiari e agli allevatori che i nostri funzionari eletti sono disposti ad agire in questi tempi difficili. Il disegno di legge dà a più agricoltori un'opportunità per qualificarsi per la ristrutturazione finanziaria in modo che possano mantenere la loro terra e mezzi di sussistenza. Siamo ansiosi per la firma da parte del Presidente di questo disegno di legge e apprezziamo la leadership del senatore Chuck Grassley (R-IA) e tutti i cosponsori per il loro sostegno agli agricoltori americani e allevatori ", ha detto il presidente della American Farm Bureau Federation, Zippy Duvall.
Reuters osserva che non tutti sono entusiasti del cambiamento. L'American Bankers Association ha detto ai legislatori di opporsi al disegno di legge e ha avvertito "i termini di credito si inasprirebbero considerevolmente per molte aziende agricole familiari, con un impatto sproporzionato sulle aziende agricole più in difficoltà che hanno più bisogno di credito", secondo una nota inviata ai legislatori della Camera il 25 luglio .
Un'indagine Reuters della Federal Deposit Insurance Corporation ha mostrato che le principali banche di Wall Street stanno ora chiudendo i prestiti rischiosi agli agricoltori mentre i redditi agricoli diminuiscono e i tassi di delinquenza salgono alle stelle.

Il governo si sta preparando per una crisi agricola; questa volta, potrebbe essere peggio degli anni '80.
Fonte: qui

Farmageddon: le insolvenze e i fallimenti dei prestiti agricoli salgono alle stelle, i profitti scendono

Dopo anni di depressione del reddito agricolo e aumento dei livelli del debito, una revisione del rapporto trimestrale della Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) di Tri-State Livestock News rivela che "i tassi di insolvenza per i prestiti agricoli commerciali sia nel settore immobiliare che nel settore dei prestiti non immobiliari i settori sono al massimo da sei anni ".
Circa il 2,5% dei prestiti immobiliari commerciali in agricoltura aveva una scadenza di 30 giorni nel 1 ° trimestre 19, in aumento rispetto al 2,1% nel trimestre precedente e al di sopra della media storica del 2,1%. Il 2,3% dei prestiti non immobiliari in agricoltura detenuti da istituti di credito commerciali era scaduto da 30 giorni, in aumento dall'1,5% nel trimestre precedente e al di sopra della media storica dell'1,7%. I tassi di insolvenza per i finanziatori commerciali non sono stati così alti dal 2013.
I tassi di delinquenza dei prestiti agricoli non sono ancora ai livelli di crisi, ma negli ultimi anni hanno superato le medie storiche, poiché i redditi agricoli negli stati del Midwest e del Mid-Southern sono crollati negli ultimi sei anni.
Il reddito agricolo netto, una vasta misura dei profitti, è diminuito del 45% da un massimo di $ 123,4 miliardi nel 2013 a circa $ 63 miliardi l'anno scorso, secondo il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti (USDA).
Si prevede che i redditi agricoli saranno significativamente più bassi nel 2019 poiché le inondazioni da record hanno devastato gran parte della cintura agricola quest'anno.
Circa due terzi delle banche agricole intervistate dalla Fed di St. Louis affermano che i loro clienti agricoli sono stati gravemente colpiti dalle inondazioni e da altre avverse condizioni meteorologiche durante l'estate.
I redditi agricoli in diverse regioni del Midwest sono diventati stabili quest'anno grazie ai salvataggi agricoli del presidente Trump e all'aumento dei prezzi del mais che è iniziato a maggio a causa delle preoccupazioni sulla resa dopo il tempo umido, secondo i banchieri intervistati dalla Fed di Kansas City.
La pioggia da record nel Midwest ha aggiunto ulteriore sofferenza all'agricoltore fortemente indebitato che ha a che fare con bassi prezzi delle materie prime e ora tutti i canali di esportazione dell'agricoltura in Cina sono stati completamente fermati grazie all'ultima escalation della guerra commerciale del presidente Trump.
I guadagni del tempo umido per i commercianti di grano globali Cargill Inc e Archer Daniels Midland Co, mentre forti piogge hanno fermato il trasporto di chiatte sul fiume Mississippi, interrotto le spedizioni di bestiame e costretto alcune strutture a chiudere.
Secondo la Fed di St. Louis, il 2 ° trimestre 19 ha registrato il 22 ° trimestre consecutivo per il declino del reddito agricolo nell'ottavo distretto della Federal Reserve (Arkansas, Illinois, Indiana, Kentucky, Mississippi, Missouri e Tennessee).
Si prevede che i redditi depressi continueranno per tutto il secondo semestre, abbattuti da una crescente guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, problemi di produzione agricola con possibilità di rendimenti inferiori grazie alle avverse condizioni meteorologiche e prezzi dell'agricoltura generale che rimangono in deflazione, ha detto l'ottavo distretto.
L'amministrazione Trump si sta preparando per un calo più marcato del reddito agricolo e per un arresto generale nel Midwest nei prossimi anni.
Martedì mattina il presidente Trump ha  accennato a quello che sembra essere l'ennesimo salvataggio della fattoria.
C'è stato anche un disegno di legge bipartisan, chiamato Family Farmer Relief Act del 2019 , che aumenta il carico di debito totale di quanto un agricoltore può dover soddisfare le qualifiche per presentare la bancarotta del Capitolo 12, a $ 10 milioni dal precedente limite di $ 4 milioni. Ciò rende più semplice per gli agricoltori di mamme e pop presentare il capitolo 12, anziché il capitolo 11, la protezione dalla bancarotta, che è costosa e caotica.
Il disegno di legge è stato approvato giovedì scorso e in precedenza dalla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, è diretto alla firma del presidente Trump. A giudicare dai commenti del presidente di martedì mattina sul potenziale di un terzo salvataggio in azienda, sembra che molto probabilmente questo disegno di legge verrà approvato.
Fino a giugno 2019, e nell'ultimo anno, ci sono stati 535 casi di fallimento del Capitolo 12, con un aumento del 13%. Il livello delle domande di fallimento del capitolo 12 è ai massimi livelli dal 2012.
I repubblicani e l'amministrazione Trump si stanno preparando per  Farmageddon con nuove misure interventiste [salvataggi e modifiche alla legge fallimentare) che speriamo attutiscano gli agricoltori dalle tariffe di ritorsione della Cina.
Un'indagine di Reuters sulla FDIC ha mostrato che le principali banche di Wall Street stanno ora liquidando i prestiti rischiosi agli agricoltori perché i loro redditi continuano a calare.
Con il crollo dei redditi delle aziende agricole e l'aumento dei fallimenti, sembra che il governo si stia preparando per un incidente agricolo, potrebbe essere peggio dei primi anni '80. 

Fonte: qui