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mercoledì 25 settembre 2019

TRE ERGASTOLI AL CLAN DI OSTIA: PER LA CORTE D'ASSISE È UN'ASSOCIAZIONE MAFIOSA

CARCERE A VITA PER CARMINE, OTTAVIO E ROBERTO SPADA, QUEST'ULTIMO GIÀ CONDANNATO PER L'AGGRESSIONE CON UNA TESTATA AL GIORNALISTA RAI DANIELE PIERVINCENZI. 

Federica Angeli per Repubblica.it

lettura sentenza contro clan spadaLETTURA SENTENZA CONTRO CLAN SPADA
Tre ergastoli. Per Carmine, Roberto e Ottavio Spada, detto "Marco". E la sentenza di primo grado riconosce che il clan Spada, la potente famiglia sinti del litorale romano, è un'associazione mafiosa.

Dopo oltre nove ore di Camera di consiglio i giudici della Corte d'Assise hanno confermato i capi d'accusa, e quindi il 416bis agli oltre 20 imputati a processo per associazione a delinquere di stampo mafioso e videocollegati dai rispettivi carceri. L'inchiesta era partita dopo gli oltre 30 arresti del 25 gennaio 2018 con cui le forze dell'ordine hanno eseguito l'ordinanza per gli omicidi del 2011 di Giovanni Galleoni e Francesco Antonini, considerati come l'inizio dell'ascesa degli Spada.

ROBERTO SPADAROBERTO SPADA
Gli imputati erano accusati a vario titolo di reati come l'associazione di stampo mafioso, l'omicidio, l'estorsione, l'usura, la detenzione e porto di armi e di esplosivi, incendio e danneggiamento aggravati, ed altri crimini contro la persona, oltre al traffico di stupefacenti, l'attribuzione fittizia di beni e l'acquisizione, in modo diretto e indiretto, della gestione e il controllo di attività economiche, e appalti legati a stabilimenti balneari, sale giochi e negozi. Dei 24 imputati, 17 sono stati condannati e sette escono assolti con formula piena.

I due pm che hanno istruito il processo, Ilaria Calò e Mario Palazzi, nel corso della requisitoria avevano chiesto duecentootto anni più tre ergastoli per associazione a delinquere di stampo mafioso nei confronti degli imputati che avevano scelto il rito ordinario nel maxi processo del clan. Le pene più alte erano state richieste per il boss Carmine Spada, detto Romoletto, il fratello Roberto Spada, noto alle cronache per la testata che fracassò il setto nasale al giornalista Daniele Piervincenzi nel novembre del 2018, e il nipote Ottavio Spada, detto Marco: per loro tre ergastoli. E sono stati confermati. Roberto Spada era già stato condannato a sei anni per la testata a Piervincenzi.
ROBERTO SPADA PICCHIA DANIELE PIERVINCENZIROBERTO SPADA PICCHIA DANIELE PIERVINCENZI
Oltre ai tre ergastoli, condannato a 16 anni di reclusione Ottavio Spada, detto "Maciste", a 9 anni Nando De Silvio, detto "Focanera" e a 10 anni a Ruben Alvez del Puerto, anche lui coinvolto nell'aggressione al giornalista Rai di Nemo. Assolti invece Armando Spada, Enrico Spada, Roberto Spada detto "Zibba", Francesco De Silvio, Samy Serour, Stefano De Dominicis e Roberto Sassi.

CARMINE SPADA DETTO ROMOLETTOCARMINE SPADA DETTO ROMOLETTO
"Sono indignato, è una follia vera", così il commento a caldo dell'avvocato Mario Girardi, difensore di Carmine Spada, che ha aggiunto: "Questa decisione è una vergogna, non condivisibile in alcun suo aspetto".

Nell'attesa della sentenza l'aula bunker si era riempita di cittadini di Ostia che volevano assistere alla lettura del verdetto. Era presente anche la sindaca Raggi che ha espresso "soddisfazione" per la sentenza e ha aggiunto: "Istituzioni e cittadini onesti se uniti vincono sempre. Continuerò #atestaalta la battaglia per la legalità".

In aula anche qualche familiare degli imputati, in netta minoranza rispetto al pubblico di residenti del X Municipio, accompagnati dal presidente dell'associazione antimafia Noi Massimiliano Vender, dal presidente della Fnsi Giuseppe Giulietti e da Giampiero Cioffredi presidente dell'Osservatorio sulla legalità della Regione Lazio. 

Fonte: qui


arresto roberto spadaARRESTO ROBERTO SPADAroberto spada aggredisce l inviato di nemo 5ROBERTO SPADA AGGREDISCE L'INVIATO DI NEMO

sabato 4 maggio 2019

ROMA, CASAMONICA - A CASA AVEVA DROGA, SOLDI E GIOIELLI MA VOLEVA CHIEDERE IL REDDITO DI CITTADINANZA

E’ LA STORIA DI MARIANNINA DI SILVIO, CONVIVENTE DI GUERRINO CASAMONICA 
LA DONNA VIVEVA IN UNA CASA OCCUPATA DI PROPRIETA’ DELL’INPS 
IN BELLA VISTA NEL SALONE C'ERA UN BILANCINO DI PRECISIONE, UN CONTENITORE CON DENTRO DELLA COCAINA E 2MILA EURO IN CONTANTI…
Francesco Salvatore per “la Repubblica - Edizione Roma”

casamonica orologiCASAMONICA OROLOGI
Nella sua abitazione al Tuscolano, la donna aveva un piccolo tesoro oltre che droga e soldi Ma al giudice ha detto di essere povera Aveva un piccolo tesoro nascosto in casa ma al giudice, Mariannina Di Silvio, 23 anni, convivente di Guerrino Casamonica ha detto di essere povera e di voler fare richiesta del reddito di cittadinanza.

Il piccolo tesoro è saltato fuori durante una perquisizione della polizia: gli agenti stavano cercando tutt' altro, ovvero droga in una casa occupata di proprietà dell' Inps, nel quartiere Tuscolano- Don Bosco. Quando l' altro ieri i poliziotti sono entrati in casa di Mariannina Di Silvio, 23 anni, convivente di Guerrino Casamonica, 39 anni, gli si è schiuso davanti agli occhi uno scrigno pieno di monili d' oro: cinque orologi fra cui due Rolex, 16 ciondoli, 31 anelli con brillanti e non (tra cui due fedi nuziali con inciso "Ale e Ledy"), 15 orecchini, 4 bracciali, 8 collane, 7 catenine, 2 croci, una spilla e, per finire, una bustina di polvere dorata.
donne casamonicaDONNE CASAMONICA

Una gioielleria, di fatto. Infilata all' interno di una cassaforte in un vano nel salotto. Il ritrovamento dei gioielli, poi sequestrati, che gli investigatori ipotizzano siano provento di attività illecita, hanno fatto passare in secondo piano il motivo originario del blitz. Ovvero mettere fine a un traffico di droga all' interno di un condominio ritenuto il feudo delle famiglie di origine sinti - poco lontano dalla basilica di San Giovanni Bosco, divenuta famosa 4 anni fa per il funerale show di Vittorio Casamonica.

casamonica casaCASAMONICA CASA
La segnalazione era arrivata agli agenti del commissariato Tuscolano alcuni giorni prima. E al mattino, quando sono arrivati in casa della donna, i poliziotti hanno subito notato qualcosa che non andava. In bella vista c' era un bilancino di precisione e, poco più in là, un contenitore con dentro della cocaina e 2mila euro in contanti in banconote di vario taglio. Mariannina Di Silvio si è subito dichiarata proprietaria della droga e, per questo, sono scattate le manette. Gli agenti hanno passato al setaccio anche l' appartamento accanto ma non è stato trovato nulla.

blitz contro i casamonicaBLITZ CONTRO I CASAMONICA
Trascorsa una notte in cella, ieri mattina si è svolta l' udienza di convalida davanti al giudice. Dopo la testimonianza dei poliziotti il giudice ha convalidato l' arresto, perché ritenuto nei termini di legge, e disposto la misura cautelare dell' obbligo di firma: l' indagata, adesso, dovrà andare ogni giorno in commissariato per segnalare la sua presenza. In aula, ad ogni modo, la donna non ha mostrato alcun timore. Incalzata dal pm Gianluca Mazzei non ha dato alcuna spiegazione sulla provenienza di quel tesoretto. Anzi, ha rilanciato. Dichiarandosi indigente, si è spinta oltre: «Ho tre figli, chiederò il reddito di cittadinanza».

Fonte: qui