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venerdì 29 novembre 2019

IL CANDIDATO GRILLINO ALLA PRESIDENZA DELLA CALABRIA HA LA CASA ABUSIVA!

TAR E CONSIGLIO DI STATO HANNO CONDANNATO IL PROFESSORE E SUO FRATELLO A DEMOLIRE UN PIANO DELL’ABITAZIONE, MA LA VILLETTA È ANCORA IN PIEDI 

LA STORIA RISALE ALLA FINE DEGLI ANNI OTTANTA, QUANDO I GENITORI DI AIELLO SI FECERO PRENDERE LA MANO DAL MATTONE SELVAGGIO…

Alessia Candito per www.repubblica.it

francesco aielloFRANCESCO AIELLO
Sciolta positivamente la riserva, il docente Unical Francesco Aiello è ufficialmente il candidato pentastellato alla presidenza della Regione Calabria. Ma alla campagna di trasparenza, tutela e rilancio del territorio promessa, potrebbe esserci un ostacolo grande quanto una casa. Per la precisione, la sua casa. La villetta di Aiello è stata dichiarata parzialmente abusiva e in parte da abbattere, ma svetta ancora orgogliosa a Carlopoli, in provincia di Catanzaro, nonostante Tar e Consiglio di Stato abbiano condannato il professore e il fratello a demolire un piano.

francesco aiello 6FRANCESCO AIELLO 
La storia ha radici antiche - siamo alla fine degli anni Ottanta - addirittura a quando mamma e papà Aiello hanno deciso di tirarla su. E si sono fatti prendere la mano, andando ben oltre la cubatura prevista. Quando l'anno dopo il responsabile dell'ufficio tecnico del Comune, arrivato scortato dalle forze dell'ordine, ha certificato volumetrie più che doppie e una destinazione d'uso completamente diversa da quella prevista nel piano di lottizzazione, l'hanno ignorato.

Lo stesso hanno fatto negli anni successivi con l'ordinanza di demolizione e il verbale di inottemperanza notificato un anno e mezzo dopo. Risultato, la casa è per lo più abusiva - ci sono un piano interrato e il secondo in più e il corpo principale è grande quasi il doppio del previsto - ma è rimasta là. Solo dopo quattro anni - è il '99 e la questione si trascina da un decennio - in Comune si ricordano di quella pratica rimasta in sospeso.

francesco aiello 1FRANCESCO AIELLO 
L'amministrazione avvia la procedura per la revoca della concessione edilizia e improvvisamente anche in casa Aiello ci si ridesta. Non per mettere le cose a posto, ma per bloccare l'iniziativa del Comune con un ricorso al Tar. In attesa dell'esito della richiesta di condono, si spiega. Ma va male, malissimo, perché l'istanza viene respinta. E anche la richiesta di sanatoria viene accettata solo con lo sconto. Traduzione, il corpo principale viene "graziato" nonostante la palese obesità rispetto a quanto previsto, ma seminterrato e primo piano - dice la sentenza - devono essere demoliti.

francesco aiello 5FRANCESCO AIELLO 
L'ordinanza però rimane nuovamente lettera morta. L'amministrazione riesce solo a farsi pagare dagli Aiello gli oneri concessori per corpo principale e primo piano, sanati con un provvidenziale condono, ma il resto della costruzione abusiva rimane dov'è. Passano altri dieci anni e il Comune ci riprova a mettere un po' d'ordine nella giungla di cemento cittadino. Ai fratelli Domenico e Francesco Aiello, eredi della costruzione, viene notificata l'ennesima ordinanza di demolizione, inutilmente contestata dai due di fronte a Tar e Consiglio di Stato.

francesco aiello 4FRANCESCO AIELLO 
Non muovono un dito e l'amministrazione - ancora una volta - si dimentica della questione. Tocca ad un vicino di casa dei due fratelli sollecitare per l'ennesima volta la giustizia amministrativa per far rispettare la sentenza e ancora una volta gli Aiello si mettono di traverso. Ma perdono, di nuovo. L'unica cosa che riescono ad ottenere è che si butti giù "solo" il secondo piano e giusto perché smantellando il seminterrato verrebbe giù tutto l'edificio.  Così ha stabilito il perito, che su incarico dei giudici ha studiato il caso e depositato la propria relazione un anno fa. Ma nulla si è mosso, la villetta è ancora lì e nessuno si è disturbato a togliere neanche una tegola. "È l'uomo giusto" ha detto il coordinatore pentastellato per le regionali Paolo Parentela. "Guardiamo alla solidarietà, al lavoro, alla bellezza e ricchezza della natura e alle altre risorse della nostra terra, che recupereremo, valorizzeremo e proteggeremo dalla 'ndrangheta, dai colletti bianchi e dalla politica delle clientele, degli abusi, dei compari e dei comitati di affari". Ma magari dall'abusivismo edilizio no.

Fonte: qui

martedì 23 luglio 2019

L’INGEGNERE LICENZIATO CON UNA MAIL DAL MINISTRO DEI TRASPORTI: “HO CHIESTO SPIEGAZIONI MA LUI NON MI HA RISPOSTO. SARÀ MOLTO IMPEGNATO, IMMAGINO”

“IL CONTRODOSSIER? SONO ACCUSE FALSE. IO SONO UN TECNICO E HO SEMPRE AVUTO RISPETTO DEI RUOLI. LA APPENDINO VUOLE HYPERLOOP? COSTA MOLTO DI PIÙ RISPETTO ALLA TAV E NON RISPONDE AD ALCUNA NECESSITÀ REALE”
«CONTRO DI ME ACCUSE FALSE VORREI SAPERE PERCHÉ MA LUI NON MI HA RISPOSTO»
Estratto dell’articolo di Christian Benna per il “Corriere della Sera”

danilo toninelli palestrato 2DANILO TONINELLI PALESTRATO 
«Egregio ingegnere, con la presente le comunichiamo che il suo rapporto professionale con il ministero dei Trasporti si interrompe». Il ministro Danilo Toninelli ha licenziato con una mail l' unico componente della commissione per l' analisi costi-benefici pro Tav.
Lui, Pierluigi Coppola, ingegnere napoletano, classe 1972, docente a Tor Vergata, torna all' attività di ricerca, «mi occuperò di auto a guida autonoma» ma si dice «molto amareggiato, per i modi inusuali con cui sono stato mandato via».
danilo toninelli palestratoDANILO TONINELLI PALESTRATO












Ingegner Coppola, perche Toninelli l’ha cacciata?
«Vorrei saperlo anche io. Nella mail che ho ricevuto mi si accusa di aver violato il codice di comportamento dei dipendenti pubblici. Non ho mai offeso la pubblica amministrazione, ne ho arrecato danno. Ho chiesto spiegazione al ministro ma non ho ricevuto risposta».

Allontanato perché pro Tav?
MARCO PONTI NO TAVMARCO PONTI NO TAV
«Sulla base delle mie analisi ritengo che la Torino-Lione sia un' opera utile che porta benefici. E ho contestato i metodi degli altri esperti. Da allora non ho partecipato più alle loro riunioni. Non capisco perché vengo mandato via proprio adesso».

Il ministro non risponde da marzo neanche agli altri esperti che hanno bocciato la Tav.
tav lavori linea torino lioneTAV LAVORI LINEA TORINO LIONE
«Sarà molto impegnato immagino. Noi siamo tecnici, non politici. Possiamo essere in disaccordo. Non ha senso finire in polemica».

Dal Mit però si gettano ombre sul suo operato. Avrebbe fatto circolare il controdossier che dice che la Tav conviene.
CHIARA APPENDINOCHIARA APPENDINO
«È falso. Le mie stime sull' opera erano molto diverse da quelle dei colleghi che hanno contestato l' opera. Ho consegnato il mio dossier alla struttura del Mit e a Toninelli. Qualcuno l' ha fatto circolare online, ma non io».

pierluigi coppola non firma analisi costi benefici tavPIERLUIGI COPPOLA NON FIRMA ANALISI COSTI BENEFICI TAV








(…)  La sindaca di Torino Chiara Appendino dice no alla Tav ma è favorevole all' Hyperloop. I treni superveloci a levitazione magnetica sono meglio della Tav?
«Non ho studiato bene questa tecnologia. Ma costa molto di più rispetto alla Tav e non risponde ad alcuna necessità reale».

«IO, EPURATO SENZA UNA SPIEGAZIONE POCA TRASPARENZA SULLA TORINO-LIONE»
Umberto Mancini per “il Messaggero”

pierluigi coppolaPIERLUIGI COPPOLA
«Non voglio fare polemiche, dico solo che sono amareggiato e che dopo 4 anni di lavoro al ministero dei Trasporti non mi sarei mai aspettavo di ricevere un simile trattamento». Il day after dell'ingegner Pierluigi Coppola, ormai ex esperto della struttura tecnica di Missione del Mit epurato il 16 luglio con una mail da Danilo Toninelli, è tutto sommato tranquillo. «Ho ricevuto tante telefonate e messaggi di stima e solidarietà da parte di colleghi ed amici». Di certo non si aspettava il polverone sollevato dalla politica.  

danilo toninelli palestrato.DANILO TONINELLI PALESTRATO.







Ingegnere, il rischio, viste le polemiche roventi e le parole di Salvini, è che adesso sia proprio il ministro Toninelli a finire sul banco dei possibili epurati, dei licenziabili in un ipotetico rimpasto di governo. Forza Italia, Pd, Lega e, pure una parte di 5Stelle, hanno messo nel mirino il ministro delle Infrastrutture. E non solo per il no alla tav ripetuto in maniera ossessiva. Ora anche il suo licenziamento in tronco dal dicastero fa discutere...
danilo toninelli palestrato 3DANILO TONINELLI PALESTRATO
«Non mi occupo di queste cose. Ho sempre avuto il massimo rispetto dei ruoli. Ho usato toni pacati e non voglio in nessun modo alimentare polemiche».

Sta di fatto però che è stato licenziato senza un minimo di preavviso, con una Pec firmata dal ministro Toninelli il 15 luglio scorso.
pierluigi coppola 2PIERLUIGI COPPOLA











«E' così. Ho avuto un giorno di tempo per lasciare le consegne, parlare con i colleghi, passare i dossier a cui stavo lavorando. Ripeto: questo mi lascia un po’ di amarezza. Forse non è stato considerato il lavoro fatto negli ultimi 4 anni. Io sono un tecnico. E come tale non voglio fare invasioni di campo. Mi occupo, anzi mi occupavo, di elaborare e fornire analisi tecniche al Mit. Solo di quello».

salvini visita il cantiere tav di chiomonte 14SALVINI VISITA IL CANTIERE TAV DI CHIOMONTE
Di fatto però paga il fatto di non essere allineato, di aver espresso, in maniera palese, il suo dissenso rispetto alle valutazioni finali della Commissione costi-benefici sulla Tav.
«Ho scritto una nota al ministro Toninelli per esprimere il mio dissenso sul metodo e sul fatto che se fossero state adottate le metodologie previste proprio dal Mit, le linee guida del decreto 300 del 2017, il risultato dell'analisi costi benefici sarebbe stato ben diverso».

marco ponti 4MARCO PONTI





La Commissione guidata dal professor Ponti ha invece scelto una strada diversa, bocciando, come noto, la Torino-Lione, come chiedeva proprio Toninelli e tutto il movimento 5Stelle. Lo stesso ministro, ricorderà bene, anticipò di fatto il verdetto della Commissione prima della pubblicazione del dossier.
CANTIERE TAV TORINO LIONECANTIERE TAV TORINO LIONE


«Non voglio fare invasioni di campo. Si tratta di una analisi che non condividevo e dalla quale mi sono dissociato non firmando il documento finale».

Si riferisce alla questione del mancato gettito per lo Stato delle accise per 6 miliardi all'origine del no alla Tav E ai temi dell'inquinamento e della strategicità dell'opera per Italia e Francia non considerati dalla Commissione?
«Quello e non solo. Io, come tutti i tecnici, mi occupo di fornire un supporto alla politica. Non entro nel merito delle scelte. Ho lavorato con tanta dedizione e mi sarei aspettato un atteggiamento più rispettoso visto l'impegno profuso nella Struttura tecnica di missione. Credo di aver dato sempre un contributo professionale».

Ultima domanda, sulla valutazione finale per la Tav, quella elaborata dalla sua ex Commissione costi-benefici, c'è stata molta confusione, è stata fatta una scelta di parte?
pierluigi coppola 1PIERLUIGI COPPOLA
«Non c'è stata grande trasparenza. Meglio: non c'è stata tutta la trasparenza necessaria rispetto ad una opera così importante sotto il profilo infrastrutturale per il nostro Paese».

Ma adesso rischia anche il presidente della Commissione Ponti che ha criticato il ministro Toninelli?
«Non lo so. Vediamo a settembre».

Fonte: qui