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giovedì 13 giugno 2019

DEUTSCHE BANK È STRACOLMA DI TITOLI TOSSICI ED È AL CENTRO DI SCANDALI INTERNAZIONALI, LE ESPORTAZIONI CROLLANO E LA PRODUZIONE INDUSTRIALE SCENDE: E SE ALLA FINE IL VERO MALATO D’EUROPA FOSSE LA GERMANIA?

IL DEBITO MONDIALE, L’INFLAZIONE DEBOLE, IL DOLLARO FORTE: STA PER SCOPPIARE UNA CRISI PEGGIORE DI QUELLA DEL 2007?

Paolo Becchi per “Libero Quotidiano”

deutsche bank commerzbank 2DEUTSCHE BANK COMMERZBANK
Troppo occupati dai problemi di casa nostra non vediamo quello che accade al di là delle nostra mura, eppure ci sono segnali preoccupanti che stanno indicando un cambiamento globale. Il mondo intero sta andando a passi lenti verso una nuova crisi senza precedenti, e senza che neppure sia stata ancora, per lo meno in Italia, metabolizzata quella precedente, una crisi che sarà più catastrofica e devastante di quella iniziata nel 2007, e questa volta forse avrà il suo epicentro proprio in Europa.
ANGELA MERKEL GIOCA CON PHON E PALLINAANGELA MERKEL GIOCA CON PHON E PALLINA


I segnali di un collasso tedesco sono evidenti da tempo, anche se i dati economici reali sono di questi ultimi mesi con la contrazione delle esportazioni (-3,4%) e della produzione industriale (-1,9%). Deutsche Bank, la più importante banca tedesca, quella che - vale la pena ricordarlo - ha speculato sullo spread tra il 2010 e il 2011 per far cadere l' ultimo governo Berlusconi, è da tempo al centro di scandali internazionali con vere e proprie operazioni di riciclaggio di denaro sporco per centinaia di miliardi di dollari, è inoltre stracolma di titoli tossici, esposta con oltre 48mila miliardi di euro in derivati (più o meno 27 volte il Pil dell' Italia), e in più ha circa 6 miliardi di debiti dichiarati.

COME LEHMANN BROTHERS
Lehman BrothersLEHMAN BROTHERS

Vi ricordate il crac di Lehmann Brothers e le sue conseguenze, ecco la banca tedesca può esplodere da un momento all' altro. Non è un caso che l' agenzia di rating Fitch abbia in questi giorni tagliato il rating della banca a BBB, e non escluda un rating ancora inferiore, anche se la notizia in Italia è passata quasi inosservata. Tutto ciò avviene in un quadro internazionale preoccupante.

Non c' è solo la «guerra delle tariffe» tra Cina e Usa, tra Germania e Usa è in atto da tempo una guerra commerciale e Trump ha un bersaglio molto facile da colpire se vuole far saltare la Germania. Ma c' è anche un altro problema di natura globale e non solo in Europa. Concentriamoci sulla crisi del debito, di cui oggi tanto si parla.

MATTEO SALVINI ANGELA MERKEL LUIGI DI MAIO IN IO TI SPREADDO IN DUEMATTEO SALVINI ANGELA MERKEL LUIGI DI MAIO
Una volta la cosa riguardava la Grecia, dopo aver ridotto quel Paese ad una colonia, ora tocca (o dovrebbe toccare) all' Italia. Eppure a livello globale il debito greco è del tutto irrilevante. E lo stesso può dirsi anche per il nostro debito. Il vero problema, di cui poco si parla, è semmai il debito globale.

318% DEL PIL
Il debito mondiale pubblico e privato, nel primo trimestre del 2018 è aumentato di 8mila miliardi di dollari raggiungendo la cifra di 247mila miliardi di dollari. Questa cifra rappresenta il 318% del Pil delle economie industrializzate. E dal 2007 la combinazione di debito pubblico e privato è aumentata del 36%. A differenza che in passato, inoltre, ora anche le economie emergenti, con il rafforzamento del dollaro e il crollo del prezzo del petrolio, stanno accumulando debiti elevati.

deutsche bank commerzbankDEUTSCHE BANK COMMERZBANK
Questi alti livelli di debito globale sono stati fomentati da anni di denaro a basso costo, o per meglio dire a costo zero, fornito dalla Federal Reserve, poi anche dalla Bce e dalla Bank of England e ora persino dalla Banca centrale cinese. Si è cercato di affrontare i mali dell' economia planetaria con l' esclusivo strumento della politica monetaria, e il risultato è disastroso: i mercati finanziari sono ora eccessivamente dipendenti dalla politica monetaria delle Banche centrali.

STAGNAZIONE E SPECULAZIONE
L' eccesso di credito, lungi dal rilanciare l' economia reale, sta aprendo la strada ad una nuova fase recessiva, una stagnazione globale: i mercati sono stati drogati da flussi di liquidità che invece di alimentare l' economia reale non hanno fatto altro che incrementare la speculazione finanziaria e aumentare l' indebitamento planetario a livelli ormai insostenibili.

PAOLO BECCHIPAOLO BECCHI
Un eccesso di liquidità e di credito/debito in assenza di una effettiva crescita porterà ad una situazione in cui quei debiti/crediti non riusciranno più ad essere esigili. Iniettando sempre più liquidità nei mercati i governatori delle Banche centrali credono come Billy Tyne, capitano della Andrea Gail, di aver ottenuto il risultato sperato, e non si accorgono che dietro alla calma apparente si sta preparando «la tempesta perfetta».

Le regole del libero mercato impediscono che il denaro arrivi ai governi che dovrebbero spenderlo per soddisfare i bisogni dei propri cittadini. Il denaro passa così, ad esempio nell' Unione europea, dalla Bce ai forzieri delle banche che invece di immetterlo nel circuito dell' economia reale acquistano altri titoli per rivederli a loro volta alla Bce, incassando sicuri dividendi. E così non fanno altro che autoalimentare una bolla speculativa destinata inevitabilmente a scoppiare. Il «libero mercato», abbandonato a se stesso, porta evidentemente alla sua distruzione.
MARIO DRAGHIMARIO DRAGHI

IL PROSSIMO TUNNEL
Altro che uscita dalla crisi: ne stiamo preparando una nuova, dalle proporzioni globali sinora mai viste. Altro che uscita dal tunnel. Stiamo passando da una galleria all' altra, senza neppure in Italia aver visto la luce.

L' inflazione resta ancora debole e il dollaro forte: La Fed, come la Bce del resto, sta in realtà soltanto comprando ulteriore tempo. Una ritira fuori il suo bazooka e rilancia il Quantitative Easing, l' altra ribadisce che taglierà ulteriormente i tassi. Difficile pensare che questi strumenti - sino ad oggi fallimentari - ci porteranno fuori dalla crisi. Draghi uscirà presto di scena, e sarà lodato da tutti, in realtà, se ci pensate bene, nei suoi otto anni di presidenza non è cambiato assolutamente nulla.

lehman brothers 2008LEHMAN BROTHERS 2008
Ogni tanto ci vogliono soltanto illudere con un po' di sole, ma d' improvviso un' onda enorme rovescerà la nave. Fuor di metafora Il cambio ciclico è ormai alla porte e prima o poi saranno cazzi amari per tutti.

IL DENARO NON BASTA
Un vecchio saggio direbbe: non se ne esce pompando nuovo denaro, ma probabilmente trovando qualcosa di meglio del denaro. Il problema però è che la nostra civiltà è costruita proprio sul denaro. E non se vedono di nuove all' orizzonte. E allora che fare? Forse si potrebbe cominciare a pensare, come ai vecchi tempi, ad un bel Giubileo del debito globale. Fonte: qui

martedì 30 aprile 2019

Il loro progetto: cavalcare il prossimo crack per “più Europa“

Macron riceve Mattarella il 2 maggio. Non a Parigi ma ad Amboise, paesetto  della Loira,  con la scusa di onorare la tomba di Leonardo.  Gli abitanti non dovranno guardare dalle finestre (decreto comunale).  Il traffico sarà vietato dalle 7  alle 5  pomeridiane alle auto,  dalle 7 alle  13 ai pedoni. Mobilitati  300 gendarmi.
Ormai hanno abbandonato  anche la finzione del curarsi del popolo. Devono preparare  il salvataggio dell’euro-oligarchie e del sistema UE, ad ogni costo,   da tutte le spinte popolari  e gli  scollamenti che il sistema subisce per  i suoi errori e contraddizioni.
Ormai  il fallimento della moneta unica imperfetta è  la constatazione   generale  di ogni  sede autorevole.  Il Wall Street Journal ha parlato dello “incredibile restringimento dell’euro” in un articolo del l’11 febbraio, notando che mentre  tra il 2009 e il 2017  la Cina è cresciuta del 139%,  gli Stati Uniti del 34%, la UE è calato del -2%.
Eurolandia  detiene insieme il tasso di crescita più  basso del mondo e la massima disoccupazione giovanile,  36,6 per cento in Grecia, 34,1  in Spagna, 31,6  in Italia, e  anche in Francia, 24. Cifre da mettere   a confronto con l la Germania (6,1%),  Stati Uniti (12,8), Gran Bretagna (15,3).
Impoverimento delle popolazioni, indebitamento pubblico e privato crescente, vampirizzazione di capitali e competenze  da parte del Nord a danno del Sud. La Francia con la pretesa macroniana di non essere confusa col Sud,  ha un debito pubblico ormai al 99% del Pil,  ma un debito privato  da far impallidire:  le imprese  francesi accumulano un debito di 4 mila miliardi, ossia del  175% del Pil, e  in aumento strutturale: dieci anni fa, all’inizio  della crisi, era del 135%. La Banque de France   stessa  ha segnalato   i rischi di liquidità e di default che potranno accrescersi nei prossimi  mesi.   Contrariamente all’Italia  che esporta ancora, la Francia ha anche un deficit commerciale enorme, e passato da 2,1  miliardi a 59,9 nel 2018.  Il Financial Times  nota che  i mercati possono da un momento all’altro svendere il debito francese, facendo salire lo spread  e   per farla breve, lasciamo perdere le banche tedesche, non senza ricordare che Socièté Generale non sta meglio di Deutsche Bank..
Nei vent’anni di esistenza dell’euro, ha sancito uno studio del tedesco Centro  di Politica Europea, ogni italiano ha perso 73.650 euro, ogni francese 56.996,  mentre ogni tedesco avrebbe guadagnato 23.116, e un olandese  21300.
Jean Quatremer, il corrispondente di Le Monde a Bruxelles, un tempo europeista convinto, adesso ritiene che l’euro imploderà in un crack devastante, se non avviene   un salto della UE in una vera federazione.
Ora, è proprio questo crack che le euro-oligarchie sentono avvicinarsi.  Una replica  del collasso del 2008, peggiore perché gli ammortizzatori usati all’epoca  –   quantitative easing per le banche, aumento dei debiti pubblici (per le banche) – sono ormai esauriti. Qualcosa di enorme: basta pensare che l’euro è la seconda  moneta di riserva  mondiale, utilizzata da  60 paesi  del pianeta,; i contraccolpi della cris dell’euro sarebbero mondiali.
Ma attenzione: nella strategia  di lorsignori, “mai sprecare una bella crisi”. L’Europa loro l’hanno completata chiusa come gabbia di ferro così, approfittando delle crisi,  a spese della popolazione sempre più misera.  Adesso, si preparano al  momento in cui la prossima crisi darà loro la prossima scusa economica e finanziaria per fare il desiderato “salto federale”: concentrazioni bancarie,  mercato comune dei debiti pubblici, austerità ulteriore.
Bisogna convincere la Germania, che non vuole mettere in comune i debiti (né i  vantaggi).  Ma è un fatto che a fine marzo, la direttrice del Fondo Monetario Christine Lagarde ha esortato  a  “stabilire un sistema comune di garanzia dei depositi” e “un mercato europeo dei capitali unificati”  per rinforzare il  sistema bancario europeo. Questa unione bancaria limiterebbe gli effetti della prossima crisi economica – e non sarebbe impossibile  immaginare  che fra qualche mese la Lagarde sia messa  al posto di Macron, in contemporanea con  la salita  in plancia di comandi in Italia di Mario Draghi:  i  banchieri diretti guidatori del “salto federale”  degli Stati Uniti d’Europa per lorsignori  e  la loro sopravvivenza e  potere totale. E  repressione ancora più dura e spietata di ogni spinta dal basso, “sovranismo” che diventa  criminale “fascismo”, e sopprimere ogni protesta ,ogni domanda sulla illegittimità fondamentale dell’euro, del debito, degli interessi sul debito manipolati totalmente dalla  BCE e dell’impunità delle banche.
L’incontro Mattarella-Macron va inserito in questo progetto generale: approfittare del crack per saldare il loro potere e  chiudere definitivamente la gabbia dei popoli.  D'altra parte, nel 2017 Attalì aveva profetizzato: “Il prossimo presidente” (dopo Macron) “sarà una  donna”.

In Francia è uscito un libro Crépuscule, opera di Juan Branco, consigliere  giuridico di Julian Assange, che tratta delle reti che hanno messo al potere questo povero giovane  inadatto all’Eliseo.  “Non sono corrotti. Sono la corruzione”, scrive.
Fuori testo, ma non fuori tema, questa lucida  analisi  della “Sinistra Patriottica”  – degna di essere ascoltata:

venerdì 14 aprile 2017

ALI-CRACK! I SINDACATI PUNTANO SUL COMMISSARIAMENTO DELLA COMPAGNIA CONSERVANDO GUBITOSI AL VERTICE

E SCOPRONO CHE IL VECCHIO MANAGEMENT HA CEDUTO AD ETHIAD ROTTE REDDITIZIE, SFRUTTANDO LO SCALO DI ABU DHABI


Dalle parti di Fiumicino, la strategia dei sindacati è ormai chiara: i sindacati puntano sul commissariamento di Alitalia. Per due motivi: Gubitosi diventerebbe il commissario della compagnia ed i lavoratori avrebbero tutto da guadagnare, piuttosto che accogliere il piano lacrime e sangue previsto dal management.

ETHIAD ALITALIA xETHIAD ALITALIA
Nel loro attivismo, poi, i sindacati avrebbero anche scoperto che la vecchia dirigenza di Alitalia avrebbe ceduto rotte assai redditizie ad Ethiad; fruttando, soprattutto, l’hub di Abu Dhabi. 

cramer ball luca di montezemoloCRAMER BALL LUCA DI MONTEZEMOLO