Visualizzazione post con etichetta Mose. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mose. Mostra tutti i post

mercoledì 15 gennaio 2020

MOSE: LA PROVA TECNICA ALLA BOCCA DEL LIDO VA A BUON FINE


IL MINISTRO DE MICHELI SI MOSTRA OTTIMISTA RISPETTO A FUTURE ACQUE ALTE: “IN CASO DI EMERGENZA POTREMO ALZARE LE PARATIE”

MA IL SUPER-COMMISSARIO SPITZ AVEVA ANNUNCIATO CHE LE BARRIERE POTRANNO ESSERE ALZATE NON PRIMA DI SEI MESI

Giuseppe Pietrobelli per www.ilfattoquotidiano.it

moseMOSE
Il Mose tiene con il fiato sospeso i veneziani, che vi vedono ormai l’unico baluardo che li può difendere dalle acque alte. Ma anche i politici, che si rendono conto, in caso di malfunzionamento delle dighe mobili, di dover gestire un fallimento di proporzioni colossali, le cui colpe si distribuirebbero, a ritroso nel tempo, un po’ a tutte le forze politiche, da Forza Italia, al Pd e anche alla Lega.

Per questo, non appena una delle prove di sollevamento alle bocche di porto della Laguna di Venezia va a buon fine, subito piovono commenti entusiasti. Alla Bocca di Porto del Lido si è svolto il primo test del 2020. Ha riguardato l’intera barriera composta da 20 dighe mobili nella parte a sud, tra l’isola artificiale al centro del canale e San Nicolò. L’innalzamento è iniziato alle 8.30 e si è concluso poco dopo le 13. Si replica il 3 marzo.

test delle paratoie del mose 1TEST DELLE PARATOIE DEL MOSE 

Uno dei primi commenti è venuto dalla ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli, dal seminario del Pd nel Reatino. Con un lapsus. “Stanotte la prima prova sul Mose è andata bene…”. Ha probabilmente equivocato con l’ultima prova del 2019 che avvenne in orario notturno. Ha comunque preso la palla al balzo per aggiungere, riferendosi alle future acque alte: “Se si ripresenterà l’emergenza potremo alzare le paratie“.

test delle paratoie del mose 10TEST DELLE PARATOIE DEL MOSE
Una settimana fa, dopo un summit a Venezia, il super-commissario per il Mose, Elisabetta Spitz, aveva annunciato che le barriere in caso di emergenza potranno essere alzate non prima di sei mesi. Ben che vada, visto che l’acqua alta non è statisticamente un fenomeno estivo, se ne dovrebbe riparlare a ottobre. A giorni il super-commissario illustrerà il nuovo cronoprogramma che comunque non dovrebbe modificare la data di consegna dell’opera prevista per il dicembre 2021.

Il test è stato seguito in prima persona dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, che è anche commissario straordinario per l’acqua alta. “Prova delle paratoie del Mose a San Nicolò: riuscita!” ha twittato. E rivolto ai veneziani, ancora impegnati a fare i conti con i danni delle acque alte che si sono susseguite tra novembre e dicembre, ha scritto: “Continueremo l’operazione trasparenza e a fare pressione perché i lavori accelerino e vadano a completamento per la sicurezza della città: lo dobbiamo ai cittadini che vivono e lavorano a Venezia. Dimostreremo al mondo, anche per l’orgoglio nazionale e per la credibilità del Paese, che questa grande opera tecnologica funziona”.
test delle paratoie del mose 7TEST DELLE PARATOIE DEL MOSE 

paola de micheli ritiro del pd all'abbazia di contigliano 37PAOLA DE MICHELI RITIRO DEL PD ALL'ABBAZIA DI CONTIGLIANO
Tra i danni indotti dall’acqua alta c’è il calo del turismo, che si annuncia scarso anche per Carnevale. “La ripresa è ancora molto lenta e Capodanno non è stata una giornata di festa per noi. – ha dichiarato Vittorio Bonacini, presidente dell’Associazione veneziana albergatori – Per il momento le prenotazioni ricevute non ci inducono a essere ottimisti: c’è ancora molta confusione. Per fare chiarezza a inizio febbraio, in collaborazione con l’Associazione stampa estera di Roma, avremo a Venezia, nostri ospiti, un centinaio di giornalisti delle testate di tutto il mondo perché i turisti internazionali sono ancora spaventati dalle immagini dell’acqua alta”.

Fonte: qui

giovedì 26 dicembre 2019

ENNESIMO FLOP DELLE PARATOIE CHE DOVREBBERO DIFENDERE VENEZIA: ''I RISCHI SAREBBERO STATI PIÙ DEI BENEFICI, PER QUESTO ALLA FINE ABBIAMO DECISO DI NON ALZARLE''

CINZIA ZINCONE, PROVVEDITORE ALLE OPERE PUBBLICHE, ROMPE L'IMBARAZZANTE SILENZIO CHE SI ERA CREATO DOPO UN MISTERIOSO TEST DEL MOSE AL LIDO DURANTE L'EMERGENZA ACQUA ALTA DI 150 CM DI LUNEDÌ NOTTE
Giorgio Scura per https://www.fanpage.it
test delle paratoie del mose 3TEST DELLE PARATOIE DEL MOSE

"I rischi sarebbero stati più dei benefici, per questo alla fine abbiamo deciso di non alzare le paratoie del Mose". Cinzia Zincone, provveditore alle Opere pubbliche del Triveneto (che ha assorbito le funzioni del Magistrato alle Acque), rompe l'imbarazzante silenzio che si era creato ieri, vigilia di Natale, dopo un misterioso test del Mose al Lido durante l'emergenza acqua alta di 150 cm di lunedì notte. Innanzitutto il test – segreto, visto che nessuna comunicazione in merito era stata data – c'è stato, o meglio, era in programma, ma poi è stato annullato.

In extremis, visto che la Capitaneria di Porto era stata avvisata soltanto alle 20.30 di un possibile innalzamento lunedì 23 notte. Fino a ieri però non si avevano comunicazioni ufficiali su questo test, né sul perché alla fine fosse stato annullato, ma ecco che il provveditore – che subentra a Roberto Linetti, travolto nel 2014 dallo scandalo delle tangenti Mose – spiega al Fatto Quotidiano:

test delle paratoie del mose 1TEST DELLE PARATOIE DEL MOSE 
Nella serata di lunedì è arrivata un’ultima relazione in cui i benefici erano indicati come piuttosto modesti. Potendo innalzare solo la barriera di Treporti, era stato calcolato un beneficio limitato all’abbassamento del livello d’acqua di circa 5 centimetri. Ma considerando altri fattori si poteva arrivare solo a uno-due centimetri. Anche perché con una marea prolungata l’acqua avrebbe avuto il tempo di entrare in laguna dalle altre bocche”.

Insomma, alzare le paratoie del Mose parzialmente, non serve a nulla. Troppi rischi. "La marea sarebbe durata molto tempo e mancando i compressori si sarebbe impiegato molto tempo a sollevare le paratie. Inoltre, mancando pure i generatori di emergenza, l'opera sarebbe diventata ingovernabile in caso di calo di corrente elettrica".

Insomma, il Mose, non essendo pronto al 94% come era stato detto, semplicemente non è pronto per entrare in funzione. Ed è bene che non si rischi nulla. Quello che preoccupa è l'assenza di trasparenza nella comunicazione delle operazioni relative a questa gigantesca opera costata già sei miliardi e che attualmente non è stata mai messa in condizioni di funzionare, nemmeno parzialmente. E intanto Venezia è sommersa, anche a Natale.

Fonte: qui

domenica 31 marzo 2019

VENEZIA E LA FARSA CONTINUA DEL MOSE

SI SPOSTA ANCORA LA FINE DEI LAVORI DELLA FARAONICA, COSTOSISSIMA E CRITICATISSIMA GRANDE OPERA CHE DOVREBBE SALVARE VENEZIA DALL'ACQUA ALTA 

I CANTIERI, PARTITI NEL 2003, NON TERMINERANNO NEPPURE DOPO L'ENNESIMO SLITTAMENTO SPOSTATO AL 2021 

INTANTO TUTTO QUELLO CHE È GIÀ STATO COSTRUITO SOTT'ACQUA RISCHIA DI MARCIRE


ROBERTO LINETTIROBERTO LINETTI
Il Mose non sarà finito nei tempi previsti. L’orizzonte della grande opera slitta ancora una volta in avanti. «In queste condizioni è impossibile rispettare l’impegno del 31 dicembre 2021», ha detto ieri mattina il Provveditore alle Opere pubbliche Roberto Linetti ai membri della commissione Ambiente della Camera, in sopralluogo a Venezia.

La delegazione, guidata dal presidente leghista Alessandro Benvenuto, il segretario Federico Antonio, con i deputati veneziani Nicola Pellicani (Pd) Giorgia Andreuzza (Lega). Visita al cantiere del Lido, poi alla Basilica di San Marco, per costatare di persona i danni provocati ai marmi e ai mattoni dall’ultima acqua alta eccezionale e dall’aumento delle maree medio alte. Nel pomeriggio incontro in Prefettura con le categorie, gli Industriali, le istituzioni, la Procuratoria di San Marco, la Capitaneria.
CANTIERE DEL MOSECANTIERE DEL MOSE

«È stata una visita molto utile», commenta Pellicani, «e la commissione si è resa conto di alcuni problemi che erano già emersi durante le audizioni dello scorso autunno. La grande opera va a rilento, siamo al 94 per cento ma mancano gli impianti. Il decreto sblocca-cantieri finalmente ha inserito anche il Mose tra le opere bloccate. Ci aspettiamo la nomina di un commissario. Che dovrà essere un tecnico. Non certo il sindaco Brugnaro».

venezia progetto mose cantieri xVENEZIA PROGETTO MOSE CANTIERI
«Una necessità», dice ancora Pellicani, «perché come abbiamo potuto vedere, oggi i cantieri sono fermi, i progetti in ritardo. Ci sono 900 milioni disponibili, ma non è possibile avviare in tempi brevi tutti questi progetti e i lavori. Dunque, il termine slitterà ancora».

Il presidente Benvenuto, torinese, paragona il Mose al grattacielo della Regione Piemonte. «Anche quello è finito ma non collaudato, vetri rotti, mai utilizzato. Insomma, un’incompiuta. «È un’opera trasversale», continua, «che va portata a termine e fatta funzionare. Ci faremo carico di questo».

mose venezia NMOSE VENEZIA
Nel pomeriggio la Procuratoria di San Marco ha presentato ai commissari una lista dei danni subiti dalla Basilica. Il presidente degli Industriali Vincenzo Marinese ha elencato i ritardi burocratici per la bonifica delle aree industriali da recuperare e chiesto azioni concrete

foto aerea mose veneziaFOTO AEREA MOSE VENEZIA











Le imprese del Consorzio e Thetis hanno ribadito la loro disponibilità a continuare i lavori già programmati. I primi dovranno riguardare la riparazione dei guasti e delle criticità. Tubi sott’acqua bucati, che ancora non sono stati sostituiti, corrosione all’interno dei alcune parti delle cerniere, manutenzione da potenziare. Intanto delle tre imprese che hanno partecipato alla gara sulla manutenzione di Treporti, due (Cimolai e Brodosplit) sono state escluse 15 giorni fa per la mancanza dei titoli. Adesso si attende la decisione finale sull’unica candidata rimasta, Fincantieri
VENEZIA CANTIERI DEL MOSEVENEZIA CANTIERI DEL MOSEmose veneziaMOSE VENEZIA

lunedì 3 ottobre 2016

QUEL PALLONARO DI RENZI ORA RICICCIA IL PROGETTO FOLLE DEL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA MA CON LE “GRANDI OPERE” L’ITALIA DIVENTA SOLTANTO UNA SUPER MANGIATOIA

COME NEL CASO DEL “MOSE”, LA BARRIERA-MOSTRO CHE DOVREBBE DIFENDERE VENEZIA DALL’ACQUA ALTA. NONOSTANTE I 6 MILIARDI DI SPESA, L’OPERA CHE DOVREBBE DURARE UN SECOLO, SEMBRA CHE NON FUNZIONI TANTO BENE: GLI INCIDENTI NEI TEST SI MOLTIPLICANO; LA STRUTTURA A CAUSA DEL SUO STESSO PESO PUO’ ANDARE GIÙ DI 3 CENTIMETRI L’ANNO, AVRA’ DEI COSTI DI MANUTENZIONE SPAVENTOSI (ERANO 2 MILIONI L’ANNO SALITI POI A 60)

IL PONTE NON SI FARA’ MAI PERO' GIRERANNO UN SACCO DI SOLDI: L'EUROLINK CONTROLLATA DA IMPREGILO GIA' VUOLE 790 MILIONI DI INDENNIZZO PER LA PERDITA DEL CONTRATTO


RENZI PADOANRENZI PADOAN
«Diamogli caviale»: Matteo Renzi è talmente spregiudicato nella campagna per il sì al referendum sulla riforma costituzionale, cui ha legato il suo stesso destino, che ha riesumato il ponte sullo Stretto di Messina, come le brioches di Maria Antonietta. Pare che a destra piaccia assai la filosofia delle grandi opere. Ma non vi è chi non veda che questo paese ha bisogno d'altro, di una miriade di "piccole opere", di pane e non di caviale e che il ponte non si farà mai, soprattutto se partirà davvero (?) il progetto antisismico che durerebbe interi decenni.
RENZI - IL PONTE DELLO STRETTORENZI - IL PONTE DELLO STRETTO

La filosofia delle grandi opere del resto ha un caso di scuola-fotocopia, che si chiama Mose (o "il mostro", secondo l' ex sindaco Massimo Cacciari) che dovrebbe difendere Venezia dall' acqua alta. Sono passati 33 anni da quando le nostre migliori intelligenze ingegneristiche e matematiche progettarono l' avveniristica difesa dall' acqua alle bocche di porto. Ma, a parte la grande ruberia che continua a procurarci sconcerto, e 6 miliardi di spesa, che alla fine diventeranno 8, contro i 3,4 iniziali, la grande opera che dovrebbe durare un secolo, sembra che non funzioni tanto bene. Gli incidenti nei test si moltiplicano.
PONTE SULLO STRETTOPONTE SULLO STRETTO

Pochi giorni fa alla bocca di porto Lido-Nord-Treporti due paratoie sono scese, ma non sono risalite. Incidente analogo a Punta Sabbioni. I blocchi di calcestruzzo, su cui è stata fatta una cresta di 8 milioni l'uno, sono sensibili persino all'accumulo di peoci, che ne compromettono la stabilità. Secondo una ricerca del Cnr, "il Mostro" può andare giù di 3 centimetri l'anno con i suoi cassoni di calcestruzzo.

Tutto il sistema, se mai nel 2018 entrerà davvero in funzione, avrà dei costi di manutenzione spaventosi. La stima iniziale era di 2 milioni l'anno, ma visti i problemi, la stima è cresciuta fino a 60 milioni, che potrebbero ancora lievitare fino a 80. Questo, dopo più di 30 anni, è il punto sulla grande opera per eccellenza, caso di scuola per il ponte. Da un punto di vista ingegneristico, il ponte non è meno complesso.
venezia mose chioggia armatura inox ripresa boccola nastro espansivo lamiera per giunti impermeabilizzazione acqua di mareVENEZIA MOSE CHIOGGIA ARMATURA INOX RIPRESA BOCCOLA NASTRO ESPANSIVO LAMIERA PER GIUNTI IMPERMEABILIZZAZIONE ACQUA DI MARE

Tre chilometri e 666 metri a campata unica, retti da torri alte 400 metri nell'area geologicamente e tettonicamente più attiva di tutto il Mediterraneo. I problemi tecnici e ingegneristici sono colossali, come mostra per l'appunto la storia del mostro veneziano e pochi sono pronti a giurare che il ponte starà in piedi senza problemi.

Naturalmente Renzi i soldi non li ha (4 miliardi di base d'asta già lievitati fino a 8) e sa benissimo che il ponte non si farà, ma lui crede che serva per sedurre quell' elettorato berlusconiano che credette a tutte le promesse vergate sulla lavagnetta televisiva. Sapete come finirà? Mentre il Mose arrugginirà tra gli accumuli di cozze, si continuerà ad almanaccare sull'altra grande opera impossibile.
VENEZIA CANTIERI DEL MOSEVENEZIA CANTIERI DEL MOSE

Ma alla fine saranno tutti felici perché l'ennesima messa in sonno del progetto farà girare un sacco di soldi, in aggiunta ai 500 milioni già spesi per mantenere la società Stretto di Messina. L'Eurolink controllata da Impregilo vuole 790 milioni come indennizzo per la perdita del contratto (la Stretto di Messina ne vuole 325). Andato a male il caviale elettorale, si troverà certo il modo di dare soddisfazione finanziaria all' amico Salini dell' Impregilo.

Fonte: qui