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mercoledì 12 giugno 2019

Cronache da VenezuItalia



Premessa: per fortuna che il Bitcoin c'èèèè.... ;-)

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È una mattina qualsiasi della vostra vita. 
Vi accingete a entrare in un bar per il secondo caffè della giornata, ma vi accorgete di non avere contanti. 
Per fortuna lì accanto c’è un bancomat. 
Distrattamente infilate la tessera e… che seccatura, non funziona.
Pazienza, pagherete con carta di credito. 
Orrore: non funziona neanche quella.

(thread lungo proveniente dal futuro, dopo l’”incidente”)

“Ma che non lo sa?”
“Cosa?”
“Le carte oggi non funzionano”
“Ah, e perché?”
“L’Italia è uscita dall’euro”
“Ma che dice? Quando? Ieri sera eravamo nell’euro! Lo spread era a 800, lo so, ma coso… quello lì, com’è che si chiama… in conferenza stampa ha detto che era tutto a posto… 
E poi che c’entra la mia carta scusi?”
“Vabbe’ ‘sto caffè lo offro io va”.............................

.
“No aspetti, non c’è bisogno. Ecco, ho qui con me un minibot da 1 €, me l’ha regalato mio figlio che l’ha vinto a Monopoli, c’è la faccia di Tardelli sopra”
“Vabbe’, se insiste… però me ne deve da’ 10”
“Ma come 10? 10 € per un caffè?”
“No, è che se vuole paga’ in minibot fanno 10 da 1 €”
“Ma non è la stessa cosa scusi? Borghi ha detto…”
“Dai nun se preoccupi, offro io”.

Il fatto è che l’Italia è uscita dall’euro nella notte.

“La fase 1: attaccheremo all’alba”..........................................................

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Nel 1982 l’Italia vinceva la coppa del mondo. Io avevo finito la prima liceo, avevo un sacco di capelli ed erano anni felici, almeno per come la vedevo io.
Erano gli spensierati anni 80. 
L’Italia allora era ancora sovrana, eravamo padroni a casa nostra e battevamo orgogliosamente moneta propria. 
L’inflazione nel 1982 era al 17%, lo spread BTP/Bund a 1175 punti base, i tassi d’interesse al 25%. Insomma eravamo in Sudamerica ma non lo sapevamo. Allora però il debito del paese rispetto al PIL viaggiava intorno al 60%.
Non c’era l’euro, non c’era Macron, non c’era Juncker, l’Europa non ci chiedeva niente.

In quegli anni i liberi professionisti erano praticamente nulla tenenti, i rappresentanti di commercio scaricavano dalle tasse le barche a vela e consumavano (per il fisco) abbastanza benzina da fare il giro della terra, i dentisti facevano la prima fattura a ottobre, il fuoribusta nel Nord-est era un benefit troppo attraente per perdere tempo con l’università e spesso anche con il liceo.
In quegli anni noi svalutavamo la nostra liretta come massima strategia monetaria, magari per vendere in Germania due sedie o due scarpe in più (ovviamente prodotti a basso costo grazie al fuoribusta) ma poi ci serviva una vita per pagare il mutuo della prima casa e ci compravamo i BTP per difenderci un po’ da tassi di inflazione sempre in doppia cifra che erodevano ogni mese il potere d’acquisto.
Ma allora ci sembrava tutto bellissimo, almeno lo ricordiamo così, noi ragazzi degli anni 80.
In quel momento, mentre io ascoltavo gli Spandau Ballet sulle spiagge di Lignano, i nostri politici cominciarono a fregarsene del mio futuro, smisero di fare manovre di bilancio che tenessero almeno un po’ da conto il fatto che un giorno la mia generazione sarebbe stata oggi nella stessa posizione delle persone che allora mandavano allegramente in pensione, costruivamo orrendi palazzi ovunque, strade inutili, scuole marce in partenza e capannoni industriali come non ci fosse un domani. 
Ma, come sempre, il domani è arrivato.

Io non sono un economista, non certo uno bravo e illuminato come Borghi. Non sono nemmeno un politico, uno acclamato dalle folle come Salvini.
Io sono solo un ingegnere chimico che fa il manager da molti anni, che qualche bilancio, anche di considerevole dimensioni per gli standard italiani, lo ha gestito e che nella vita si è riservato il lusso di leggere più di qualche libro. 
Insomma ce n’è abbastanza da poter pretendere qualcosa di più di un ex bibitaro del San Paolo e di un ex commesso di Burghy per farmi prendere in giro, almeno sui numeri.
E io non voglio che ai miei figli sia fatto quello che è stato fatto a me e alla mia generazione da politici irresponsabili e disonesti, esattamente come lo siete voi, disonesti intellettualmente quand’anche non materialmente.

Il solo pensare di tornare alle ricette economiche degli anni 80 con la situazione patrimoniale del 2019 e nel mondo del 2019, sarebbe sufficiente a farvi meritare la clinica psichiatrica, se non la galera.

Perché l’Italia fa politiche in deficit da decenni, la lira era già una liretta quando il mercato globale praticamente non esisteva, la Russia e la Cina, il sud-est asiatico non esportavano e i risultati sono quelli che oggi vediamo tutti.

Quindi caro Salvini, anche se probabilmente non capisci molto di quello di cui vai blaterando (citare Di Maio sul punto non vale nemmeno la pena) non mi venire a raccontare che la soluzione è tornare alla lira e a fare politiche di deficit che chiami (in malafede) espansive.
La storia italiana per chi la conosce, dimostra l’esatto contrario. Il problema è molto più complesso di come tu lo dipingi ai tuoi elettori.
Perché se io oggi sono costretto a lavorare almeno dieci anni più di mio padre, se io oggi sono costretto ad andare in pensione con una miseria rispetto a quanto avrò versato di contributi, è colpa delle stesse porcherie che tu vai propagandando come facili, ovvie e brillanti soluzioni.

Ora puoi tornare su Twitter a raccontarmi che oggi hai espulso un senegalese, anche se non è vero. A me non cambia nulla. 
A te, per ora, da un senso e un ritorno elettorale alla tua esperienza politica ma, caro Salvini, per noi è il solito, trito e ritrito senso di pubblica inutilità della politica italiana.

Adriano Costantini (Manager ed Ingegnere)

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Si chiamava "El Patacòn", una moneta parallela creata in Argentina in piena tragedia economica agli inizi del millennio. 
Erano "ufficialmente" garantiti dallo Stato, e i giornalisti economici li definirono subito mini-bond. 
Fu una catastrofe.
La mazzata definitiva per il paese.
Lo Stato non rimborsò un bel nulla, i "patacones" non li voleva più nessuno e diventarono carta straccia. 
L'inflazione esplodeva a livelli inconcepibili e inimmaginabili per un europeo.
Proprio in quel momento, arrivai a Buenos Aires per un viaggio della memoria. 

La sera, andai con alcuni amici in un ristorante in centro. 
Al tavolo c'era un apparecchietto quadrato con un orologio e un timer inserito, dotato di un display luminoso che forniva dei numeri a intermittenza. 
Chiesi al cameriere che cosa fosse. 
Mi spiegò che era il calcolatore dell'inflazione, motivo per cui il menù non era dotato di prezzo. 
In seguito alla comunicazione ufficiale del governo, infatti, "los patacones" erano diventati insolvibili e l'inflazione aveva raggiunto la media del 5/10% al giorno, ovvero la media del 200% al mese. 
Tradotto voleva dire che quando entravi in un ristorante, se la pizza e una birra costavano 12 euro alle ore 21, alle ore 23 potevano costare 14.
La vita quotidiana era un delirio surreale.
Due individui che fanno parte dell'attuale esecutivo italiano (niente nomi, please) hanno addirittura citato quell'esperienza come un modello positivo cui far riferimento ammettendo di aver preso l'idea da lì.
E' molto peggio del guaio dell'ideologia o della disinformazione.
Qui stiamo entrando in un quadro di totale squilibrio mentale.
E' come affidare la ricostruzione del ponte Morandi a Maurizio Crozza sostenendo che la gestione va affidata a un genovese doc.
Nel nome del sovranismo, si intende.

Sergio Di Cori Modigliani

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i famosi 7 PUNTI DOLENTI....

.............E' chiaro che l'euro non è perfetto e va migliorato insieme alla UE
ma il ritorno alla Lira - a monte del fatto che sia cosa buona oppure no - rimane per ora un MITO, prima di tutto perchè non esiste un piano pratico per tornarci che non passi per una CATASTROFE.
Allo stesso tempo rispetto alla descrizione dei tempi della LIRA fatta da Phastidio
la situazione nel frattempo è persino peggiorata rispetto al 1976
1. Oggi c'è un'economia Globalizzata Iper-competitiva con tanti nuovi Big Player che ci stanno facendo a fettine
2. Oggi c'è una finanza globale finanziarizzata che è velocissima e con enorme potere di fuoco...ed è pure in leva = ancora maggiore velocità e potere di fuoco = dunque se decidono di attaccarti...altro che nel 1976 a botte di telefono e dei primi fax!
3. politicamente siamo sempre più marginali mentre nel 1976 eravamo l'ago strategico della bilancia nella guerra fredda in Europa = allora tutto ci era permesso o quasi
4. il debito pubblico oggi è alle stelle insieme al rapporto debito/PIL rispetto agli anni 70, dunque tutto è amplificato e più difficile da gestire
5. nel 1976 Italia era all'avanguardia anche nell'industria mentre oggi siamo sempre più indietro con l'innovazione che avanza veloce e con produzioni industriali sempre più sofisticate e tecnologiche, mentre molta della nostra industria è rimasta indietro, a parte meritevoli nicchie. 
Per esempio nel 1976 il settore tech quasi non esisteva mentre oggi è importantissimo e noi siamo quasi inesistenti.
6. Il SUD va sempre peggio e s'inabissa sempre di più della sua terzomondizzazione
7. i politici di oggi sono dei caproni ignoranti populisti che fanno apparire i politici degli anni 70 dei fini statisti a confronto....................

Fonte: qui

giovedì 5 gennaio 2017

UN FINANZIERE ITALIANO RACCOGLIE TUTTI I SOLDI PARCHEGGIATI DAGLI EVASORI IN SVIZZERA E VUOLE CONVERTIRLI IN EURO. SONO DUE MILIARDI E MEZZO, LA CASSAZIONE HA RIAPERTO I TERMINI PER LA CONVERSIONE E IL REATO È ORMAI PRESCRITTO

A BANKITALIA E ANTIMAFIA NON RESTA CHE INDAGARE SULLA PROVENIENZA (SPORCHISSIMA) DELLE LIRE...

Da ''L'Espresso'' in edicola domani
EVASIONE FISCALEEVASIONE FISCALE

Ci sono ancora cinquemila miliardi di lire in circolazione. Lo scrive l'Espresso nel numero in edicola da domenica 8 gennaio, citando l'avvocato che rappresenta i venti proprietari dell'enorme tesoro rimasto finora nascosto a procure, forze di polizia e Fisco.

Evasione FiscaleEVASIONE FISCALE
La somma, pari a due miliardi e mezzo di euro, secondo lo stesso avvocato è frutto per lo più di evasione fiscale. Un reato ormai prescritto, visto che dall'introduzione dell'euro in Italia sono passati dieci anni, e per il quale i proprietari delle lire non possono dunque più essere perseguiti. Per questo motivo, e sfruttando la sentenza della Corte Costituzionale che nel 2015 ha riaperto i termini per la conversione delle lire, il legale chiede oggi alla Banca d'Italia di cambiare in euro i cinque mila miliardi, dicendosi disposto ad andare fino alla Corte di Giustizia europea se la sua richiesta non verrà esaudita.

caveau banca svizzeraCAVEAU BANCA SVIZZERA
Custodito in buona parte in Svizzera, il denaro è stato raccolto da Giorgio Ronchi, un finanziere italiano residente da anni in Canton Ticino. I legami professionali di Ronchi, che nel corso della sua carriera è stato membro di decine di consigli d'amministrazione, hanno portato però Banca d'Italia e Antimafia ad accendere un faro sulla reale provenienza dei cinquemila miliardi di lire.  

Fonte: qui

giovedì 16 giugno 2016

E SE IL 23 GIUGNO SI VOTASSE ANCHE IN ITALIA PER L'USCITA - IN UN COLPO SOLO - DA UE E EURO, CHE ACCADREBBE?

ar_image_4901_lmercoledì 15 giugno 2016
Lunedì scorso, il principale quotidiano economico nazionale, nella sua versione cartacea, riguardo al possibile successo del Brexit al referendum del 23 giugno scriveva testualmente “L’unica cosa certa è che si cercherebbe di dare all’Inghilterra una lezione durissima, facendole pagare cara l’uscita, nella speranza di dissuadere i cittadini europei dal cercare simili avventure”.

Nemmeno i dispacci delle SS ai tempi bui del nazismo arrivavano a simili livelli di arrogante violenza nei confronti della libera espressione democratica del volere popolare.

Semmai ve ne fosse bisogno, si tratta dell’ennesima dimostrazione che la ue NON è una struttura democratica, ma un regime dittatoriale asservito alle élites finanziarie (che sono ben diverse dai ceti imprenditoriali e capitalistici tradizionalmente intesi) che guadagnano e speculano su una realtà economica “virtuale” scaricando le perdite sulla popolazione ed incamerando guadagni impressionanti.

Non è un caso se l’ex sindaco di Londra Boris Johnson abbia dimostrato che il top management delle aziende quotate del FTSE100 arrivi a guadagnare 150 volte lo stipendio medio di un loro dipendente, contro le 25 volte di inizio anni 80. E’ chiaro che le oligarchie non vogliano mollare la presa e siano disposte a tutto, pur di mantenere la popolazione europea nella loro morsa d’acciaio costituita da alta disoccupazione, bassa crescita e fortissima immigrazione.

E l’Italia?

L’Italia sta infinitamente peggio dell’Inghilterra: per la prima volta nella sua storia, la speranza media di vita è scesa, ben 11.000.000 di italiani rinunciano a cure mediche per mancanza di soldi ed il 10% della popolazione non sa se il giorno successivo sarà in grado di mangiare.

Un panorama desolante come neppure la Seconda Guerra Mondiale ci aveva lasciato, simile, forse, solo alla situazione dei paesi dell’ex blocco sovietico all’indomani del crollo del muro di Berlino. Naturalmente, mentre gli italiani rinunciano a curarsi, questo governo di non eletti, spende 7 miliardi di euro per l’accoglienza di sedicenti “profughi” belli in carne e robusti che pretendono aria condizionata, televisione satellitare e ogni altra comodità.

Tutto questo per spiegarvi che all’interno di questa Ue NON esiste speranza per l’Italia.

Ma cosa accadrebbe in caso di italexit?

Proviamo ad immaginare che il 23 giugno si votasse da noi e vincessero i fautori dell’uscita dalla Ue e dall’euro. In base ai trattati della Ue, verrebbero negoziati i tempi per l’uscita dell’italico stivale dalla cortina di ferro ed il ritorno alla lira. Sarebbe morte distruzione e rovina? Decisamente no, e vediamo perché:

- Svalutazione della lira rispetto ad euro e dollaro, ovvero crescita del PIL: si tratterebbe del riequilibrio del cambio, ora decisamente sopravvalutato rispetto alla nostra realtà. Accadrebbe né più né meno di quanto accaduto nel 1992 a seguito della speculazione di Soros: la svalutazione della lira fece da preambolo ad una robusta crescita del PIL nel 1994 e 1995 (+2,2% e +2,9%) ed al boom delle esportazioni nei tre anni successivi (+8,7% nel 1993, + 9,6% nel 1994, +12,5% nel 1995).
Questo accadde perché la svalutazione della lira rese competitivo il made in Italy in tutto il mondo e fu il motivo per cui i tedeschi, per accoglierci nel “paradiso” dell’euro pretesero una fortissima (e artificiosa) rivalutazione della lira tramite il rapporto di cambio lira/euro che di fatto estromise le nostre aziende dai mercati internazionali a favore di quelle teutoniche.
- Rischio di inflazione quasi nullo: a quanti paventano l’iperinflazione, è bene ricordare che l’euro ha perso quasi il 30% del suo valore dai massimi, ma l’Italia e quasi tutta la ue è in deflazione, per cui il rischio di un’inflazione a due o tre cifre è solo nella mente in malafede dei prezzolati filo ue che vogliono mantenervi in uno stato di miseria e depressione. Qualora il prezzo del petrolio dovesse salire o il rapporto nuova lira /dollaro mettere a rischio il prezzo dell’energia, sarebbe sufficiente togliere qualche accisa messa dal trio infernale monti-letta-renzi per riequilibrare la situazione.
- Sovranità monetaria: la Banca d’Italia dovrebbe tornare prestatore di ultima istanza, esattamente come la Banca d’Inghilterra o la Banca del Giappone, ovvero garantire l’emissione dei titoli di stato monetizzando l’eventuale invenduto. Anche in questo caso, il rischio d’inflazione è nullo data la situazione in cui versa il paese. Grazie alla sovranità monetaria, il governo potrebbe avviare una serie di investimenti per modernizzare il paese: banda larga, manutenzione delle strade e delle ferrovie, ritorno ad una sanità pubblica degna di questo nome, tutela delle pensioni e degli anziani.
- Riforma fiscale: aliquote progressive fino ad un max del 25% e taglio dell’iva sui generi primari, con conseguente inasprimento delle pene per gli evasori, in particolare per le grandi imprese e le banche.
- Salvataggio delle banche: nazionalizzazione delle banche, con arresto immediato e confisca dei beni per tutti gli amministratori delle banche in dissesto e condanna a pene esemplari. Questo perché ad essere tutelati devono essere i risparmiatori e non i pessimi manager.
- Aumento dei consumi interni di prodotti nazionali: la svalutazione della nuova lira renderebbe più conveniente acquistare prodotti realizzati in Italia piuttosto che in Germania e questo favorirebbe le aziende italiane ed il riassorbimento della disoccupazione.
Tutto questo potrebbe essere attuato solo in caso di uscita dell’Italia dalla ue e dall’euro.
Minacce di rappresaglia? Dazi doganali? Siamo sicuri che a rimetterci non sarebbero i paesi nordici, Germania in testa?
Chiaramente, se il governo Merkel dovesse imporre dazi ai prodotti italiani, noi faremmo altrettanto contro i prodotti provenienti dalla Germania (sarebbero già oggi d’obbligo, visto che molti prodotti tedeschi sono truffaldini, vedasi i motori volkswagen!) e siamo proprio sicuri che le case automobilistiche germaniche sarebbero disposte a rinunciare ad uno dei principali mercati di sbocco dei loro prodotti? L’idiozia tedesca è un fatto storico, come la sua ottusità, ma se non vendi, non puoi far mangiare lamiera ai tuoi operai e sanzioni contro l’Italia porterebbero dritto a questo.
Speculazioni finanziarie, vendetta dei “mercati” come auspicato al Sole24ore?
I “mercati” sono uomini che speculano dietro un computer sulla pelle della gente e compito della politica è regolamentare i “mercati” che sono tutto tranne che un’entità astratta, anche attraverso il carcere.
Per la cronaca, quanto illustrato qui non è fantascienza, ma manovre politiche ed economiche attuate da paesi con tassi di crescita decisamente migliori dei nostri, che hanno deciso di non svendere la loro sovranità ed il benessere dei propri cittadini ai gangsters della finanza.

Ora, cari italiani, dovete decidere se riprendervi il vostro benessere e la vostra speranza di vita o se morire di stenti e sacrifici per servire i “padroni” della Ue. E’ tempo di decidere del vostro futuro e di quello dei vostri figli, non di agitarvi per un rigore non concesso.

Luca Campolongo
Fonte: ilnord.it
http://www.kushnirs.org/macroeconomics_/it/italy__export.html
http://www.kushnirs.org/macroeconomics_/it/italy__gdp.html#main
http://www.telegraph.co.uk/opinion/2016/03/16/boris-johnson-exclusive-there-is-only-one-way-to-get-the-change/
http://www.tempi.it/qual-e-il-paese-europeo-che-cresce-di-piu-ebbene-si-limpresentabile-ungheria-di-orban#.V2ALz_mLTIU
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sanit-undici-milioni-rinunciano-cure-1269080.html