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domenica 3 maggio 2020
venerdì 10 aprile 2020
Il primo ministro britannico Boris Johnson lascia la terapia intensiva
Sebbene rimanga ricoverato in ospedale, il primo ministro britannico Boris Johnson ha lasciato le cure intensive, ha detto Downing Street giovedì pomeriggio.
La notizia arriverà come un grande sollievo per i britannici che si sono radunati intorno al PM questa settimana quando le sue condizioni sono peggiorate notevolmente, portando quasi alla sua intubazione.
Fortunatamente, è stato in grado di evitarlo, anche se ha ricevuto brevemente assistenza per l'ossigeno.
Non è chiaro quando Johnson tornerà alla guida della Gran Bretagna. Dominic Raab ha detto giovedì che non parlava direttamente con Johnson da giorni, ma ha assicurato al pubblico che sarebbe arrivato un aggiornamento entro la sera.
Secondo quanto riferito, il Primo Ministro è stato trasferito nel reparto dell'ospedale britannico senza nome, dove sta ricevendo cure. Il suo ufficio ha detto che rimane di "buon umore".
Tutto sommato, ha trascorso 3 notti in terapia intensiva.
Dato il suo rapido miglioramento, non possiamo fare a meno di chiederci se gli è stato data qualche cura miracolosa.
Fonte: qui
martedì 7 aprile 2020
BORIS JOHNSON È GRAVE, RICOVERATO IN TERAPIA INTENSIVA ALL'OSPEDALE ST THOMAS DI LONDRA

IL PEGGIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DEL PREMIER BRITANNICO E' STATO CONFERMATO PURE DALLA BBC E DOWNING STREET
BORIS LASCIA LE DELEGHE DI PREMIER AD INTERIM AL MINISTRO DEGLI ESTERI, DOMINIC RAAB: MA GIRANO LE VOCI SECONDO CUI LE REDINI DEL PAESE SAREBBERO STATE PRESE IN MANO UFFICIOSAMENTE DA DOMINIC CUMMINGS, L’ONNIPOTENTE SUPER-CONSIGLIERE DI JOHNSON
Boris Johnson è grave: è in terapia intensiva all’ospedale St Thomas di Londra, dove era stato ricoverato domenica sera per coronavirus. Il suo posto alla testa del governo britannico è stato preso dal ministro degli esteri Dominic Raab.
È un precipitare della situazione che ha colto tutti di sorpresa, anche se gli interrogativi sulle sue reali condizioni di salute crescevano di ora in ora. Ieri mattina il premier ha fatto sentire la sua voce, via Twitter, dall’ospedale: ma i suoi portavoce non erano riusciti riescono a fugare i dubbi e le preoccupazioni sul suo stato reale. «La scorsa notte, su consiglio del mio dottore — aveva fatto sapere lo stesso Boris - sono andato in ospedale per alcuni esami di routine, poiché ho ancora i sintomi del coronavirus. Sono di buon umore e resto in contatto col mio team».
Downing Street insisteva a dire che non si trattava di un ricovero di emergenza, ma intanto Boris si accingeva a trascorrere una seconda notte in ospedale. I portavoce del governo avevano bollato come «disinformazione» le voci rimbalzate dalla Russia, secondo cui Johnson sarebbe attaccato a un ventilatore polmonare: ma non avevano escluso un rischio di polmonite e neppure hanno più definito i suoi sintomi come «lievi», bensì «persistenti», inclusi «febbre e tosse».
Gli esperti medici britannici ritengono che Boris in un primo momento sia stato probabilmente sottoposto a una radiografia al torace, se non a una Tac, per verificare lo stato dei suoi polmoni, mentre vengono monitorate le condizioni cardiache, il livello di ossigeno nel sangue e quello dei globuli bianchi, oltre che lo situazione degli altri organi vitali. Ma poi la situazione è precipitata.
I portavoce del governo assicuravano di essere «del tutto trasparenti» sulle condizioni del premier: una finzione, con ogni probabilità. In mattinata un ministro aveva specificato che Boris restava nel pieno delle sue funzioni, anche dal letto di ospedale, dove continuava a ricevere documenti. Pure il ministro degli Esteri Dominic Raab, che è la seconda autorità nell’esecutivo e ieri mattina ha presieduto al posto di Johnson la riunione del comitato di emergenza sull’epidemia, aveva sottolineato che Boris «continua a guidare il governo»: ma aveva suscitato sconcerto quando aveva ammesso di non aver più parlato col premier da sabato scorso.
Sarebbe proprio Raab a subentrargli come primo ministro ad interim: ma girano le voci secondo cui le redini del Paese sarebbero state prese in mano ufficiosamente da Dominic Cummings, l’onnipotente super-consigliere di Johnson. Il mancato recupero di Boris, sofferente ormai da più di dieci giorni, viene spiegato col fatto che non si è concesso un minuto di riposo: e c’è chi dice che volesse emulare il suo idolo, Winston Churchill, che continuò a lavorare da Downing Street pur colpito da una polmonite.
Sul fronte del contagio del Paese, ieri è stata una giornata di speranza: i nuovi casi e i decessi sono scesi di un terzo rispetto ai giorni precedenti (il totale adesso è di 51.608 positivi e 5.373 morti). Ma il governo continua a dire che è troppo presto per poter parlare di ripartenza. Fonte: qui
lunedì 6 aprile 2020
Boris Johnson ricoverato in ospedale a causa di "persistenti" sintomi di coronavirus per 10 giorni
Dieci giorni dopo che Boris Johnson è stato diagnosticato per la prima volta con il coronavirus, alcuni minuti fa un portavoce di Downing Street ha dichiarato che il Primo Ministro britannico è stato ricoverato in un ospedale non divulgato per test a causa di "sintomi persistenti" tra cui una febbre alta.
"Su consiglio del suo medico, stasera il Primo Ministro è stato ricoverato in ospedale per i test".
"Questo è un passo precauzionale, poiché il Primo Ministro continua ad avere sintomi persistenti di coronavirus dieci giorni dopo essere risultato positivo al virus", ha detto un portavoce di Downing Street in una nota.
"Il primo ministro ringrazia lo staff del SSN per tutto il loro incredibile duro lavoro ed esorta il pubblico a continuare a seguire i consigli del governo di rimanere a casa, proteggere il SSN e salvare vite".
Johnson rimane al comando del governo ed è in contatto con colleghi e funzionari ministeriali. Fonte: qui
sabato 4 aprile 2020
Un febbrile Boris Johnson continuerà a isolarsi mentre i sintomi di COVID-19 peggiorano
Il primo ministro britannico Boris Johnson non ha un bell'aspetto.
In un breve video pubblicato su Twitter, il Primo Ministro britannico ha esortato i britannici a rimanere a casa, lodando coloro che hanno obbedito agli ordini di blocco nazionali per "salvare vite".
You are saving lives by staying at home, so I urge you to stick with it this weekend, even if we do have some fine weather.#StayHomeSaveLives
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Durante il video, Johnson ha anche esortato i britannici a rimanere a casa questo fine settimana, nonostante quello che ci si aspetta sia bel tempo (un evento estremamente raro in Gran Bretagna).
Ma con titoli britannici ed europei già in rosso, il video non ha fatto nulla per aumentare la fiducia degli investitori, dato che Johnson, pallido come un lenzuolo e lucido di sudore, sembra essere estremamente malato.
Per un virus che ha infettato i ricchi e i potenti tanto quanto i più poveri tra i poveri, Johnson è uno dei dozzine di funzionari pubblici, tra cui dozzine in Iran e una manciata in Brasile, che hanno contratto il virus. Almeno tre legislatori statunitensi hanno anche contratto il virus.
Secondo quanto riferito, le condizioni di Johnson sono diventate così gravi che si vocifera che ceda temporaneamente il potere a Michael Gove, che, come Johnson, ha iniziato la sua carriera come giornalista nella stampa britannica. Gove ha perso anche Gove e May durante due concorsi di leadership di Tory. Ma rimane un membro del gabinetto e uno dei conservatori più visibili e di fiducia nel Regno Unito.
I’m hearing more and more about Gove being lined up to take over from an ‘ill’ Johnson and what a result that will be. One unscrupulous chancer journalist with rich pals replaced by another one.
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Come se ciò non bastasse, Johnson è stato assalito dalla stampa britannica, che ha attaccato tutto dalla sua riluttanza a prendere misure pesanti all'inizio della crisi, alla continua carenza di test COVID-19 per operatori sanitari di prima linea, un problema che è diventato un enorme scandalo per il suo governo, come spiega la CNBC. Fonte: qui
venerdì 27 marzo 2020
Coronavirus, il premier inglese Boris Johnson positivo al test
E' in isolamento ma assicura che "continuerà a lavorare"
Il premier inglese Boris Johnson è risultato positivo al test. Ha sintomi lievi e si è messo in isolamento.
Tutti i i membri del governo inglese saranno ora costretti a mettersi in isolamento domiciliare e dovranno a loro volta essere sottoposti al tampone
Over the last 24 hours I have developed mild symptoms and tested positive for coronavirus.
I am now self-isolating, but I will continue to lead the government’s response via video-conference as we fight this virus.
Together we will beat this. #StayHomeSaveLives
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giovedì 27 febbraio 2020
LA GRAN BRETAGNA NEL PANICO: “NON SIAMO PRONTI A FRONTEGGIARE UNA EVENTUALE EMERGENZA PER IL CORONAVIRUS”

I MEDICI SI LAMENTANO: “NON ABBIAMO MEZZI NÉ PERSONALE E IL GOVERNO MENTE SULLE POTENZIALITÀ DEL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE
NON CI SONO ABBASTANZA POSTI LETTO PER LA TERAPIA INTENSIVA E POTREMMO ESSERE COSTRETTI A DOVER SCEGLIERE CHI RICOVERARE TRA I PAZIENTI CONTAGIATI DAL CORONAVIRUS E QUELLI IN RIANIMAZIONE PER ALTRE PATOLOGIE…”
«Il nostro paese ha fatto tantissimi tamponi, ma non siamo pronti a fronteggiare una eventuale emergenza per il Coronavirus. Non abbiamo mezzi né personale e il governo sta mentendo sulle potenzialità del sistema sanitario nazionale». In Gran Bretagna l'allerta per il Covid-19 sta facendo molto discutere, specialmente dopo la denuncia di alcuni dirigenti medici e primari.
Se finora l'azione dei vertici della sanità britannica era stata encomiabile, visto il rigido monitoraggio dei contagi attraverso migliaia di tamponi, ora i medici denunciano un comportamento scorretto da parte del governo presieduto da Boris Johnson e lanciano l'allarme: «Se dovesse esplodere una epidemia nel paese, non saremmo in grado di fronteggiare l'emergenza. Non ci sono abbastanza posti letto per la terapia intensiva e i medici sono pochi, potremmo essere costretti a dover scegliere chi ricoverare tra i pazienti contagiati dal Coronavirus e quelli che si trovano in rianimazione per altre patologie». Lo riporta l'Independent.
Diversi medici, in tutto il Regno Unito, hanno poi aggiunto: «Il governo ha mentito in maniera spudorata sulla preparazione del nostro sistema sanitario. Dal 2009, anno dell'influenza suina, esiste un protocollo rigido su come affrontare ogni pandemia ma i tempi sono cambiati da allora. Il protocollo dei "tre saggi", come viene chiamato, è efficace per affrontare ogni anno l'influenza stagionale, ma di fronte alla pandemia sarebbe assolutamente inutile e insensato, anche perché il sistema sanitario non è più quello di un decennio fa. Negli ultimi anni, un po' tutti i governi hanno fatto tagli drastici e scandalosi alla sanità e mancano posti letto per la terapia intensiva».
Altri medici, invece, hanno voluto sottolineare l'aspetto umano rispetto a quello professionale: «Di fatto, saremo costretti a decidere delle vite degli altri perché non abbiamo abbastanza risorse sotto ogni punto di vista, ma non è questa la missione della nostra professione. Il governo, anche tramite i media, ha ribadito che il sistema sanitario è ben preparato, ma non è la verità. Se dovesse esserci una pandemia, potremmo solo sperare che i contagi interessino persone sane e giovani, altrimenti sarebbe una vera e propria strage».
Di fronte alle allarmanti denunce dei medici, un portavoce del governo britannico ha risposto così: «Il Regno Unito è uno dei leader mondiali nel preparare e gestire emergenze sanitarie e il nostro approccio sarà sempre guidato dagli esperti medici. Siamo consapevoli delle difficoltà che potremmo incontrare di fronte a una pandemia globale, ma ci stiamo preparando per ogni eventualità grazie ad un team di esperti proprio perché la sanità pubblica è la nostra priorità».
Fonte: qui
giovedì 26 dicembre 2019
COME SI FA IL POPULISTA
Boris Jonson ha vietato ai membri del governo di partecipare al Forum di Davos che si terrà il mese prossimo. “Il nostro compito è ottenere risultati per il popolo, non bere champagne coi miliardari” (la fonte di Dawning Street).
Nel novembre scorso, ossia prima del successo elettorale, il suo governo ha aperto un’indagine su Georges Soros e i 3 milioni di sterline che la sua fondazione ha pagato per una campagna anti-Brexit e per far cadere il capo del governo.
E’ stata adita la Commissione Elettorale perché indaghi sulla illegittimità di queste “donazioni” – le donazioni estere a organizzazioni politiche sono vietate per legge – ma come ha scoperto il Daily Mail, la Open Society, che ha sede in Usa, ha aggirato il divieto facendo partite i soldi da un conto di facciata di Londra.
I 3 milioni sono apparsi nel conto di un gruppo pro-UE, chiamato Best for Britain (BfB) che ha sede in un edificio di uffici a Westminster dove stanno altre organizzazioni anti-Brexit, che hanno nomi come “Open Britain” ed “European Movement”.
L’offensiva di Johnson contro Soros
Il BfB ha aperto un sito web dove consigliava un sofisticato tipo di “voto tattico”, rivolto agli elettori propensi a votare per i Verdi, i Liberal Democrats e il Plaid Cymru (un partito locale gallese) – formazioni minoritarie, ma (guarda caso) che avevano appena stretto fra loro un patto,chiamato “Unite To Remain”: non opporsi l’uno all’altro in 60 circoscrizioni. Secondo lo steso BfB, se il 30 per cento degli elettori favorevoli al ”remain” avessero votato in questo modo “tattico”, dei 60 seggi marginali, 44 sarebbero stati “vincibili” da elementi anti-Brexit.
Si intuisce che anche solo aver elaborato una simile strategia di desistenza ha richiesto una analisi seggio per seggio e l’identificazione dei tre partiti minori quasi voto per voto: anche solo un simile esame dev’essere stato costoso, molto sopra i 3 milioni. La difficoltà era invitare gli elettori dei tre partiti (“perdenti” storici) a seguire questa tattica, e fargliela capire (anzitutto) e convincerli. A questo sono serviti i soldi di BfB, che ha speso cifre notevoli, negli ultimi 30 giorni, in inserzioni pubblicitarie .
Non è bastato e non è riuscito.

Adesso vedremo se l’indagine proseguirà, magari non esclusa la indicazione di Soros come persona non grata. Nel 1992, il finanziere “di origine ungherese” (come badano a ripetere i media) quando attuò la manovra speculativa contro la lira, lo fece anche contro la sterlina. Da noi aiutato da Ciampi che dissanguò le casse della nazione di 48 miliardi di dollari per una “difesa della lira” (ossia per mantenerne le quotazioni alte in modo da tenerla agganciata al marco tedesco – difesa del tutto inutile dopo che ebbe dalla banca centrale tedesca la assicurazione che non avrebbe cooperato nel “salvataggio”. Soros guadagnò un miliardo di dollari. Ma non fu certo il solo: sarebbe interessante sapere chi, anche italiano, raccolse la sua parte dei 48 miliardi che Ciampi buttava dalla finestra di Bankitalia.
Certa una cosa: non mi pare che Soros abbia ricevuto una laurea honoris causa da una università britannica, come quella che ricevette – dalla mani stesse di Romano Prodi – dall’ateneo di Bologna.
E’ la differenza fra avere un popolo e non averlo.
E’ comunque utile imparare, da Boris, “come si fa il populista”: la lucida identificazione dell’avversario e l’energia da mettere in campo, avendo una chiara valutazione delle forze preponderanti, sofisticate e sleali che l’avversario sa mettere in campo.
Su Giorgetti che candida Draghi
Dico questo perché giorni fa un lettore – e nemmeno dei più rozzi – mi scrisse invitandomi ad indignarmi con lui del “tradimento” di Giorgietti, il leghista sospetto perché ha il numero di telefono di Draghi: ha proposto di mettersi con i partiti del governo attorno a un tavolo per cambiare tre o quattro regole e andare presto al voto. E’ giunto a proporre Mario Draghi come capo del governo. Ciò coronava, per il lettore , il “tradimento” di Salvini che ha ripetuto di non voler uscire dall’euro…Ci hanno tradito tutti, noi “no-Euro”, anche la Lega.
Non so quanti lettori condividano lo stato d’animo di questo. Temo che, in generale, non si rendano conto fino a che punto siamo soggetti alla dittatura oligarchica, e quali siano le sue armi.
Salvini dice che non vuole uscire dall’euro? Non vi siete accorti, lettori, che non si può proporre nel dibattito pubblico il tema? Già solo provare ad evocarlo equivale ad auspicare un nuovo genocidio degli ebrei. E dico letteralmente: non vi siete accorti come i media stanno costantemente associando il “no euro” con l’odio, quindi per semplice slittamento con gli insulti antisemiti (inesistenti) ricevuti dalla senatrice Segre? Ormai criticare la UE è identificato a odio, antisemitismo, sentimento sub-umano di inimicizia verso la Segre, e amico di Putin.
Il nemico indicato dalla NATO e dalla Merkel. Amico è dir poco: vi rendete conto che la valorosa magistratura italiana ha un’inchiesta aperta sui milioni che il leghista Savoini trattò a Mosca e di cui L’Espresso ha la incriminante intercettazione? E di cui Mentana non perde occasione di accennare? Tutti sappiamo che quei soldi non esistono: anche al magistratura, ed è proprio questo che deve spaventarvi – dirvi che viviamo in una dittatura di tipo sovietico, l’epoca dei processi-farsa. La magistratura italiana è la divisione corazzata del blocco di potere costituito dagli “europeisti”, un blocco che va dal Quirinale (ancora non capite il potere che viene usato da lì?) dal Vaticano al PD ai grillini, le tv, i media , e l’appoggio di Bruxelles, di Berlino, di Parigi, della banca centrale.
Salvini era nell’angolo
La magistratura sta provando seriamente a distruggere Salvini, con la mezza dozzina di dossier aperti. E’ ovvio,il sistema di potere capisce che non può tornare ad elezioni finché il Capitone rischia di prendere il 34 %.
Non vi rendete conto fino a che punto Salvini è nell’angolo? Nella dittatura europea, un programma euro critico è antisemitismo; è odio, come ci ricordano nelle piazze le sardine esaltate dai media; la Palamara gli è alle calcagna; la famigghia del Quirinale, i media tv soprattutto, che stanno identificando “sovranismo” con antisemitismo e filo-putinismo. Persino El Papa lo sta scalciando.
Non resta a Salvini più alcun tema programmatico e politico che possa enunciare; il suo messaggio è monocorde e stanca , i sondaggi calano..
Ed ecco la proposta di Giorgetti: serve a far uscirer dall’angolo la Lega e povero Salvini; getta la palla nel campo avversario, disinnesca a bomba mediatica, dà a Salvini un’immagine non più “estremista” a di “Odiatore” sub-umano che gli hanno dipinto le sardine, assediandolo nelle piazze. Se uno propone all’opposizione tutta di mettersi attorno a un tavolo, come può essere il nuovo Goebbels?
Propone addirittura Mario Draghi premier? Se questo sarà inevitabile – se lo hanno deciso ben altri poteri forti-malavitosi – è meglio che sia stato anche con la Lega: non vedete, lettori, i danni che subiamo dall’essere ininfluenti e dall’avere tutti i poteri esteri e interni contro?
Draghi è una candidatura a cui tutti i nemici non possono dire di no, men che mano grillini e piddini, Mattarelli e Bergoglio e Palamare e Conte e Gualtieri – E’ una profferta che non costa niente alla Lega. Tanto più che Girgetti sappia direttamente che mai e poi mai Draghi accetterebbe di mettersia capo di un governo italiota: per litigare con la coalizione? Per esporsi alla bufera permanente che è la politica italiana per quelli che sono soggetti al voto popolare? Draghi viene da una superiore alla canea e alla votazione, una carica eccelsa dove godeva la massima impunità giudiziaria e morale – a lui conviene solo il Quirinale protetto dalle leggi contro il vilipendio ..
La proposta di Giorgietti attrae, e come no, il PD: sarebbe l’occasione di condizionare l’ alleato grillino, e contrastare le sue riforme più stolide e inutili e demenziali, dalla chiusura dell’ilva a quelle giudiziarie che ci restituiranno un paese in macerie , come ha detto Giorgetti.
Invito anche a considerare che anche Renzi è sotto attacco della magistratura (un dossier che non sarebbe mai stato aperto se Renzi non avesse iniziato la spaccatura del PD) perché ha rotto il partito di riferimento del Procuratore Totale, da cui s’ è fatto proteggere in questi anni nelle su illegalità gravissime con cui la Procura ha occupato il potere politico. Magari l’incontro Renzi-Salvini in casa Verdini è servito a coordinare una tattica contro il nemico comune?
A me sembra, da Giorgetti, una mossa tattica intelligente – date le circostanze disperate in cui il progetto del populismo italiano si trova. Infatti lo stesso Salvini dapprima non l’ha capito e l’ha respinto … ma non voglio infierire. Dobbiamo tutti imparare a fare i populisti.
Fonte: qui
OMAGGIO A NIGEL FARAGE, EROE DEL POPULISMO
Un omaggio a Nigel Farage, eroe democratico. Non ha partecipato alle ultime votazioni – nonostante avesse da poco piazzato, nelle europee, il Brexit Party di sua invenzione come più grosso partito britannico nell’europarlamento, annunciando prima la desistenza sua e del suo partito perché Boris Jocnson potesse avere la maggioranza di governo abbastanza grande da “fare il Brexit”.
La sua desistenza è stata qualcosa più che decisiva: molti dei votanti per il Labor nella “barriera rossa” del Nord de-industrializzato avevano votano, nelle penultime elezioni, il suo Brexit Party e prima ancora il suo UKIP ( UK Independence Party)
Quest’uomo con l’aspetto da Andy Capp ma l’eloquio splendido e tagliente della upper class, che in fondo non ha mai vinto davvero – gli inglesi votavano per lui nelle elezioni locali e per mandarlo i Europa, mai ha ottenuto un seggio ai Comuni, pur provandoci sette volte – ma è riuscito nell’incredibile missione di imporre il tema dell’uscita dalla Gran Bretagna dalla UE, portandola dai margini al cuore del dibattito politico: fino al trionfo, il Brexit che è lo scopo della sua vita da 30 anni. Sopportando per decenni gli insulti che impariamo a conoscere da populisti: matti, ossessi di identità, razzisti. L’Establishment britannico lo ha tenuto ai margini come portatore di un’infezione plebea.
Senza aver mai avuto un briciolo di potere, con la sua sola oratoria come arma, ha costretto i due partiti principali e storici a rimodellare le loro politiche su immigrazione ed euroscetticismo, a schierarsi “pro” o “contro”; senza di lui non ci sarebbe stato il referendum del 2016 dove la volontà popolare ha detto Brexit.
E non solo nel Regno Unito; Farage ha costretto l’ eurocrazie e gli altri governi a prendere atto del tema, le disfunzioni e la mancanza di libertà e democrazia nella UE, magagne che lorsignori hanno nascosto sotto i tappeti. Non si può dimenticare che, nell’europarlamento, s’è alzato a difendere la sovranità italiana, che i nostri governanti non hanno mai osato.
“Il successo di Farage è una testimonianza dell’impatto che figure populiste possono avere, anche quando non vincono”, ha commentato l’americano The Atlantic : “In tutta Europa, i partiti populisti hanno dimostrato la loro capacità di ristrutturare la politica nei rispettivi paesi semplicemente fissando i termini del dibattito pubblico – spesso su una solo questione – e costringendo i partiti tradizionali a impegnarsi. In tal modo, hanno rivelato la vera innovazione della nuova estrema destra: la vittoria elettorale in senso convenzionale non è una condizione necessaria per vincere”.

Speriamo sia un auspicio. Adesso Nigel Farage ha ottenuto lo scopo della sua vita, perseguito con ostinazione e coraggio e – ora si vede – disinteresse. La Brexit la farà un altro. Il fatto che Farage, apparentemente, non abbia negoziato la sua desistenza, non abbia chiesto qualcosa per sé – risulta quasi incredibile dato il livello del personale politico esistente. Quale politico italiano avrebbe mai fatto qualcosa del genere?
Ammirevole mister Farage, uomo libero e eroe politico, saluto.
Fonte: qui
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