martedì 14 marzo 2017

Crediti deteriorati: questa volta il prezzo è giusto?

Finalmente un valore commerciale per gli NPL in pancia alle banche italiane. Oggetto della transazione sono le sofferenze bancarie di MPS, che verranno cedute (così sembra) a diversi investitori che si spartiranno la torta a un prezzo pari al 25% del nominale.

Pian pianino…eppur si muove. E non c’è nulla che sia così salutare per il sistema italiano come qualche buona notizia in ambito di sofferenze bancarie o se preferite di Non Performing Loans. Un mucchio di prestiti che sono di dubbio esito, che non si sanno valorizzare e fintanto che non vengono ceduti e “prezzati” in modo credibile, rappresentano sempre una grossa incognita.
Se parliamo di “prezzare” vi pregherei di lasciar perdere quanto è avvenuto con Atlante, vista la scarsa credibilità del veicolo stesso. Un contenitore che molte banche hanno già svalutato in bilancio fino ad un 70% rispetto agli importi investiti (Unicredit).

Il dubbio quindi permane… Per molti il prezzo giusto sarebbe addirittura 35%. Ma attenzione, sono giudizi estremamente di parte. Ma è altrettanto vero che per molte banche gli NPL oggi vengono valutati più o meno così… L’altra parte del mercato invece parla addirittura di un 20, 15 o persino 10% del loro valore nominale. Voi capite benissimo che per una banca queste percentuali muovono non poco.

E la domanda che tutti si pongono quindi è: ma quanto bisogna quindi valutare mediamente gli NPL? Difficile.. ma ecco che finalmente arriva un metro un po’ più affidabile, secondo me, ed interessante.
La bozza di piano approvata ieri dal cda di Banca Monte dei Paschi di Siena prevede la cessione dell’intero portafoglio di non performing loans (28 miliardi lorde di sofferenze) a uno o più acquirenti a un valore medio del 25% del valore nominale, che si confronta con il 30% che era stato concordato con il fondo Atlante. (…)
Una differenza di 5 punti percentuali rispetto al povero Atlante, non è così esagerata e va ben oltre le mie aspettative (che si aggiravano sul 15 massimo 20%)
(…) E’ quanto riportato dal Wall Street Journal, che cita fonti vicine alla situazione, secondo le quali la banca senese dovrebbe trasferire blocchi di crediti deteriorati a uno o più veicoli di nuova creazione controllati da fondi di investimento o da società in grado di gestirli e starebbe ancora valutando se detenere una quota di minoranza nel veicolo o meno. Tra i potenziali investitori interessati al portafoglio Npl di Mps ci sono Lone Star Funds, Fortress Investment e la Pacific Investment Management di Allianz .(Source)
Sia ben chiaro, non vuol dire che TUTTI gli NPL italiani verranno ceduti a tale valore, ma rappresenta un indicatore “commerciale” a cui aggrapparsi per fare delle valutazioni più congrue. E siccome tali importi vanno oltre le mie aspettative, non posso negarvi che tutto questo rende le banche italiane, in borsa, decisamente più interessanti. Anche perché sa fine luglio dell’anno scorso ovvero 8 mesi fa, il settore è ancora a -46%.


Fonte: quian pianino…eppur si muove. E non c’è nulla che sia così salutare per il sistema italiano come qualche buona notizia in ambito di sofferenze bancarie o se preferite di Non Performing Loans. Un mucchio di prestiti che sono di dubbio esito, che non si sanno valorizzare e fintanto che non vengono ceduti e “prezzati” in modo credibile, rappresentano sempre una grossa incognita.Se parliamo di “prezzare” vi pregherei di lasciar perdere quanto è avvenuto con Atlante, vista la scarsa credibilità del veicolo stesso. Un contenitore che molte banche hanno già svalutato in bilancio fino ad un 70% rispetto agli importi investiti (Unicredit).
Il dubbio quindi permane… Per molti il prezzo giusto sarebbe addirittura 35%. Ma attenzione, sono giudizi estremamente di parte. Ma è altrettanto vero che per molte banche gli NPL oggi vengono valutati più o meno così… L’altra parte del mercato invece parla addirittura di un 20, 15 o persino 10% del loro valore nominale. Voi capite benissimo che per una banca queste percentuali muovono non poco.
E la domanda che tutti si pongono quindi è: ma quanto bisogna quindi valutare mediamente gli NPL? Difficile.. ma ecco che finalmente arriva un metro un po’ più affidabile, secondo me, ed interessante.
La bozza di piano approvata ieri dal cda di Banca Monte dei Paschi di Siena prevede la cessione dell’intero portafoglio di non performing loans (28 miliardi lorde di sofferenze) a uno o più acquirenti a un valore medio del 25% del valore nominale, che si confronta con il 30% che era stato concordato con il fondo Atlante. (…)
Una differenza di 5 punti percentuali rispetto al povero Atlante, non è così esagerata e va ben oltre le mie aspettative (che si aggiravano sul 15 massimo 20%)
(…) E’ quanto riportato dal Wall Street Journal, che cita fonti vicine alla situazione, secondo le quali la banca senese dovrebbe trasferire blocchi di crediti deteriorati a uno o più veicoli di nuova creazione controllati da fondi di investimento o da società in grado di gestirli e starebbe ancora valutando se detenere una quota di minoranza nel veicolo o meno. Tra i potenziali investitori interessati al portafoglio Npl di Mps ci sono Lone Star Funds, Fortress Investment e la Pacific Investment Management di Allianz .(Source)
Sia ben chiaro, non vuol dire che TUTTI gli NPL italiani verranno ceduti a tale valore, ma rappresenta un indicatore “commerciale” a cui aggrapparsi per fare delle valutazioni più congrue. E siccome tali importi vanno oltre le mie aspettative, non posso negarvi che tutto questo rende le banche italiane, in borsa, decisamente più interessanti. Anche perché sa fine luglio dell’anno scorso ovvero 8 mesi fa, il settore è ancora a -46%.
E la domanda che tutti si pongono quindi è: ma quanto bisogna quindi valutare mediamente gli NPL? Difficile.. ma ecco che finalmente arriva un metro un po’ più affidabile, secondo me, ed interessante.
La bozza di piano approvata ieri dal cda di Banca Monte dei Paschi di Siena prevede la cessione dell’intero portafoglio di non performing loans (28 miliardi lorde di sofferenze) a uno o più acquirenti a un valore medio del 25% del valore nominale, che si confronta con il 30% che era stato concordato con il fondo Atlante. (…)
Una differenza di 5 punti percentuali rispetto al povero Atlante, non è così esagerata e va ben oltre le mie aspettative (che si aggiravano sul 15 massimo 20%)
(…) E’ quanto riportato dal Wall Street Journal, che cita fonti vicine alla situazione, secondo le quali la banca senese dovrebbe trasferire blocchi di crediti deteriorati a uno o più veicoli di nuova creazione controllati da fondi di investimento o da società in grado di gestirli e starebbe ancora valutando se detenere una quota di minoranza nel veicolo o meno. Tra i potenziali investitori interessati al portafoglio Npl di Mps ci sono Lone Star Funds, Fortress Investment e la Pacific Investment Management di Allianz .(Source)
Sia ben chiaro, non vuol dire che TUTTI gli NPL italiani verranno ceduti a tale valore, ma rappresenta un indicatore “commerciale” a cui aggrapparsi per fare delle valutazioni più congrue. E siccome tali importi vanno oltre le mie aspettative, non posso negarvi che tutto questo rende le banche italiane, in borsa, decisamente più interessanti. Anche perché sa fine luglio dell’anno scorso ovvero 8 mesi fa, il settore è ancora a -46%.









Finalmente un valore commerciale per gli NPL in pancia alle banche italiane. Oggetto della transazione sono le sofferenze bancarie di MPS, che verranno cedute (così sembra) a diversi investitori che si spartiranno la torta a un prezzo pari al 25% del nominale.

Pian pianino…eppur si muove. E non c’è nulla che sia così salutare per il sistema italiano come qualche buona notizia in ambito di sofferenze bancarie o se preferite di Non Performing Loans. Un mucchio di prestiti che sono di dubbio esito, che non si sanno valorizzare e fintanto che non vengono ceduti e “prezzati” in modo credibile, rappresentano sempre una grossa incognita.
Se parliamo di “prezzare” vi pregherei di lasciar perdere quanto è avvenuto con Atlante, vista la scarsa credibilità del veicolo stesso. Un contenitore che molte banche hanno già svalutato in bilancio fino ad un 70% rispetto agli importi investiti (Unicredit).
Il dubbio quindi permane… Per molti il prezzo giusto sarebbe addirittura 35%. Ma attenzione, sono giudizi estremamente di parte. Ma è altrettanto vero che per molte banche gli NPL oggi vengono valutati più o meno così… L’altra parte del mercato invece parla addirittura di un 20, 15 o persino 10% del loro valore nominale. Voi capite benissimo che per una banca queste percentuali muovono non poco.
E la domanda che tutti si pongono quindi è: ma quanto bisogna quindi valutare mediamente gli NPL? Difficile.. ma ecco che finalmente arriva un metro un po’ più affidabile, secondo me, ed interessante.
La bozza di piano approvata ieri dal cda di Banca Monte dei Paschi di Siena prevede la cessione dell’intero portafoglio di non performing loans (28 miliardi lorde di sofferenze) a uno o più acquirenti a un valore medio del 25% del valore nominale, che si confronta con il 30% che era stato concordato con il fondo Atlante. (…)
Una differenza di 5 punti percentuali rispetto al povero Atlante, non è così esagerata e va ben oltre le mie aspettative (che si aggiravano sul 15 massimo 20%)
(…) E’ quanto riportato dal Wall Street Journal, che cita fonti vicine alla situazione, secondo le quali la banca senese dovrebbe trasferire blocchi di crediti deteriorati a uno o più veicoli di nuova creazione controllati da fondi di investimento o da società in grado di gestirli e starebbe ancora valutando se detenere una quota di minoranza nel veicolo o meno. Tra i potenziali investitori interessati al portafoglio Npl di Mps ci sono Lone Star Funds, Fortress Investment e la Pacific Investment Management di Allianz .(Source)
Sia ben chiaro, non vuol dire che TUTTI gli NPL italiani verranno ceduti a tale valore, ma rappresenta un indicatore “commerciale” a cui aggrapparsi per fare delle valutazioni più congrue. E siccome tali importi vanno oltre le mie aspettative, non posso negarvi che tutto questo rende le banche italiane, in borsa, decisamente più interessanti. Anche perché sa fine luglio dell’anno scorso ovvero 8 mesi fa, il settore è ancora a -46%.

Finalmente un valore commerciale per gli NPL in pancia alle banche italiane. Oggetto della transazione sono le sofferenze bancarie di MPS, che verranno cedute (così sembra) a diversi investitori che si spartiranno la torta a un prezzo pari al 25% del nominale.

Pian pianino…eppur si muove. E non c’è nulla che sia così salutare per il sistema italiano come qualche buona notizia in ambito di sofferenze bancarie o se preferite di Non Performing Loans. Un mucchio di prestiti che sono di dubbio esito, che non si sanno valorizzare e fintanto che non vengono ceduti e “prezzati” in modo credibile, rappresentano sempre una grossa incognita.
Se parliamo di “prezzare” vi pregherei di lasciar perdere quanto è avvenuto con Atlante, vista la scarsa credibilità del veicolo stesso. Un contenitore che molte banche hanno già svalutato in bilancio fino ad un 70% rispetto agli importi investiti (Unicredit).
Il dubbio quindi permane… Per molti il prezzo giusto sarebbe addirittura 35%. Ma attenzione, sono giudizi estremamente di parte. Ma è altrettanto vero che per molte banche gli NPL oggi vengono valutati più o meno così… L’altra parte del mercato invece parla addirittura di un 20, 15 o persino 10% del loro valore nominale. Voi capite benissimo che per una banca queste percentuali muovono non poco.
E la domanda che tutti si pongono quindi è: ma quanto bisogna quindi valutare mediamente gli NPL? Difficile.. ma ecco che finalmente arriva un metro un po’ più affidabile, secondo me, ed interessante.
La bozza di piano approvata ieri dal cda di Banca Monte dei Paschi di Siena prevede la cessione dell’intero portafoglio di non performing loans (28 miliardi lorde di sofferenze) a uno o più acquirenti a un valore medio del 25% del valore nominale, che si confronta con il 30% che era stato concordato con il fondo Atlante. (…)
Una differenza di 5 punti percentuali rispetto al povero Atlante, non è così esagerata e va ben oltre le mie aspettative (che si aggiravano sul 15 massimo 20%)
(…) E’ quanto riportato dal Wall Street Journal, che cita fonti vicine alla situazione, secondo le quali la banca senese dovrebbe trasferire blocchi di crediti deteriorati a uno o più veicoli di nuova creazione controllati da fondi di investimento o da società in grado di gestirli e starebbe ancora valutando se detenere una quota di minoranza nel veicolo o meno. Tra i potenziali investitori interessati al portafoglio Npl di Mps ci sono Lone Star Funds, Fortress Investment e la Pacific Investment Management di Allianz .(Source)
Sia ben chiaro, non vuol dire che TUTTI gli NPL italiani verranno ceduti a tale valore, ma rappresenta un indicatore “commerciale” a cui aggrapparsi per fare delle valutazioni più congrue. E siccome tali importi vanno oltre le mie aspettative, non posso negarvi che tutto questo rende le banche italiane, in borsa, decisamente più interessanti. Anche perché sa fine luglio dell’anno scorso ovvero 8 mesi fa, il settore è ancora a -46%.


Finalmente un valore commerciale per gli NPL in pancia alle banche italiane. Oggetto della transazione sono le sofferenze bancarie di MPS, che verranno cedute (così sembra) a diversi investitori che si spartiranno la torta a un prezzo pari al 25% del nominale.

Pian pianino…eppur si muove. E non c’è nulla che sia così salutare per il sistema italiano come qualche buona notizia in ambito di sofferenze bancarie o se preferite di Non Performing Loans. Un mucchio di prestiti che sono di dubbio esito, che non si sanno valorizzare e fintanto che non vengono ceduti e “prezzati” in modo credibile, rappresentano sempre una grossa incognita.
Se parliamo di “prezzare” vi pregherei di lasciar perdere quanto è avvenuto con Atlante, vista la scarsa credibilità del veicolo stesso. Un contenitore che molte banche hanno già svalutato in bilancio fino ad un 70% rispetto agli importi investiti (Unicredit).
Il dubbio quindi permane… Per molti il prezzo giusto sarebbe addirittura 35%. Ma attenzione, sono giudizi estremamente di parte. Ma è altrettanto vero che per molte banche gli NPL oggi vengono valutati più o meno così… L’altra parte del mercato invece parla addirittura di un 20, 15 o persino 10% del loro valore nominale. Voi capite benissimo che per una banca queste percentuali muovono non poco.
E la domanda che tutti si pongono quindi è: ma quanto bisogna quindi valutare mediamente gli NPL? Difficile.. ma ecco che finalmente arriva un metro un po’ più affidabile, secondo me, ed interessante.
La bozza di piano approvata ieri dal cda di Banca Monte dei Paschi di Siena prevede la cessione dell’intero portafoglio di non performing loans (28 miliardi lorde di sofferenze) a uno o più acquirenti a un valore medio del 25% del valore nominale, che si confronta con il 30% che era stato concordato con il fondo Atlante. (…)
Una differenza di 5 punti percentuali rispetto al povero Atlante, non è così esagerata e va ben oltre le mie aspettative (che si aggiravano sul 15 massimo 20%)
(…) E’ quanto riportato dal Wall Street Journal, che cita fonti vicine alla situazione, secondo le quali la banca senese dovrebbe trasferire blocchi di crediti deteriorati a uno o più veicoli di nuova creazione controllati da fondi di investimento o da società in grado di gestirli e starebbe ancora valutando se detenere una quota di minoranza nel veicolo o meno. Tra i potenziali investitori interessati al portafoglio Npl di Mps ci sono Lone Star Funds, Fortress Investment e la Pacific Investment Management di Allianz .(Source)
Sia ben chiaro, non vuol dire che TUTTI gli NPL italiani verranno ceduti a tale valore, ma rappresenta un indicatore “commerciale” a cui aggrapparsi per fare delle valutazioni più congrue. E siccome tali importi vanno oltre le mie aspettative, non posso negarvi che tutto questo rende le banche italiane, in borsa, decisamente più interessanti. Anche perché sa fine luglio dell’anno scorso ovvero 8 mesi fa, il settore è ancora a -46%.
STAY TUNED!

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