Visualizzazione post con etichetta veto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta veto. Mostra tutti i post

domenica 8 marzo 2020

Gli Stati Uniti bloccano la dichiarazione delle Nazioni Unite a sostegno del cessate il fuoco mediato dalla Russia in Siria

Il cessate il fuoco nella provincia siriana di Idlib è entrato in vigore venerdì e si è tenuto fino ad ora. Con ogni altra nazione a bordo, gli Stati Uniti hanno bloccato una dichiarazione congiunta delle Nazioni Unite a sostegno del cessate il fuoco, dicendo che era "prematuro" farlo.
Il cessate il fuoco è entrato in vigore venerdì a mezzanotte, tramite l'AP.
Il cessate il fuoco è stato mediato da Turchia e Russia, e questo è quasi sicuramente il problema dal punto di vista degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti si rifiutano ampiamente di sostenere qualsiasi accordo siriano in cui è coinvolta la Russia.
"È prematuro", hanno detto gli Stati Uniti, respingendo la dichiarazione congiunta che l'ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vassily Nebenzia, aveva chiesto agli altri 14 Stati membri di adottare, secondo i diplomatici.
"Vari paesi hanno preso atto e accolto con favore l'accordo", ha affermato Nebenzia. "Ma a causa di una posizione di una delegazione, non è stato possibile."  -AFP
Funzionari statunitensi hanno anche sostenuto a fondo l'offensiva militare turca a Idlib, e probabilmente non sono contenti che la Turchia abbia fatto un accordo per non andare in guerra .
I funzionari statunitensi non erano molto d'accordo con la partecipazione diretta a una guerra istigata dalla Turchia, ma erano troppo felici di prestargli un servizio labiale. Ma AFP riporta :
Secondo i diplomatici, Mosca ha segnalato che potrebbe opporsi all'approvazione dell'accordo di pace USA-talebani nel Consiglio di sicurezza a seguito dell'opposizione degli Stati Uniti al cessate il fuoco tra Russia e Turchia.

Avere indietro le Nazioni Unite per un cessate il fuoco, anche se non si prevede che sopravviverà necessariamente, è di solito la norma, anche se gli Stati Uniti possono trovare, nel cercare il sostegno per il loro accordo afgano, possono affrontare una resistenza simile.
Autore di Jason Ditz via AntiWar.com

lunedì 26 settembre 2016

Obama, veto alla legge che rende imputabile l’Arabia Saudita per gli attentati dell’11 settembre

Il presidente Usa esprime “profonda solidarietà” ai familiari delle vittime. Tuttavia, conferma la contrarietà per una legge “lesiva degli interessi nazionali”. 

Riyadh aveva minacciato di strappare gli accordi economici con Washington. 

I promotori del testo annunciano battaglia: il veto può essere superato con i due terzi dei voti del Congresso. Favorevole la Clinton. 

Washington (AsiaNews/Agenzie) - Barack Obama ha posto il veto sulla controversa  legge approvata di recente dal Congresso Usa, che permette ai parenti delle vittime dell’11 settembre di citare in giudizio i Paesi sospettati di aver sostenuto gli attacchi. Fra questi vi è anche l’Arabia Saudita, alleato storico degli Stati Uniti nella regione mediorientale. In una nota la Casa Bianca sottolinea che il presidente degli Stati Uniti esprime “profonda solidarietà” con i familiari delle oltre 3mila persone uccise negli attentati; tuttavia, egli non può permettere il via libera a una norma [il  Justice Against Sponsors of Terrorism Act, ndr] che sarebbe “lesiva degli interessi nazionali”. 

L’Arabia Saudita è un alleato di lungo corso degli Usa. Dal regno wahhabita provengono 15 dei 19 attentatori che hanno compiuto gli attacchi dell’11 settembre negli Stati Uniti, in cui sono morte circa 3mila persone; tuttavia, non sono mai emersi in questi anni legami diretti dei vertici di Riyadh negli attacchi. 

La legge, che ha ricevuto il via libera dalla Camera e dal Senato, è stato oggetto di critiche anche da parte delle monarchie del Golfo, perché “contraddice le fondamenta e i principi delle relazioni fra Stati” e, in particolare, va a colpire “l’immunità giurisdizionale”. 

Obama si è sempre detto contrario alla sua approvazione, perché potrebbe renderebbe imputabili gli Stati Uniti in procedimenti intentati da governi stranieri. Inoltre, la legge rischia di incrinare ancor più i già delicati rapporti con Riyadh che ha criticato con forza la scelta dell’amministrazione Usa di stringere un accordo sul nucleare con l’Iran, nemico storico dei sauditi. 

Nelle scorse settimane il ministero saudita degli Esteri aveva minacciato di ritirare gli investimenti e i contratti economico-commerciali fra Riyadh e Washington. L’Arabia Saudita ha investito 750 miliardi di dollari nelle banche degli Stati Uniti. 

Intanto fra i promotori - molti dei quali compagni di partito del presidente - regna malumore e disapprovazione per la scelta di Obama. Il senatore democratico Chuck Schumer, che ha promosso in prima persona il testo di legge - di dice “contrariato” e annuncia nuove azioni parlamentari per superare il veto. “Se i sauditi non hanno fatto nulla di male - ha aggiunto - non hanno nulla da temere riguardo alla norma. Ma se sono colpevoli, devono rispondere dei crimini commessi”. 

Il veto di Obama potrà essere superato da una votazione congiunta di entrambe le Camere, che abbia almeno i due terzi dei consensi fra deputati e senatori. 

E proprio sul provvedimento legato alle stragi dell’11 settembre si era consumato il primo strappo fra l’attuale amministrazione e la candidata democratica alle presidenziali di novembre. Poco prima dell’annuncio di Obama, infatti, Hillary Clinton aveva annunciato che, in caso di elezione, avrebbe dato il suo via libera alla norma.

Fonte: qui