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giovedì 26 dicembre 2019

SE PENSATE CHE LO SMARTPHONE SIA IL POSTO MIGLIORE DOVE CUSTODIRE I VOSTRI SEGRETI VI SBAGLIATE DI GROSSO

IL CELLULARE HA UNA SERIE DI SENSORI CHE, SE USATI IN MODO INAPPROPRIATO, POSSONO DIVENTARE STRUMENTI INVISIBILI PER ESSERE SPIATI CONTINUAMENTE: I CONSIGLI PER NON PERMETTERE CHE I DATI FINISCANO NELLE MANI SBAGLIATE…
Il cellulare? Serve ...anche per telefonare, ma occhio ai sensori! In ciascun dispositivo, e in funzione del costo dell'apparecchio, ce ne sono una dozzina che, se correttamente utilizzati, possono darci una mano in diverse attività quotidiane, ma se utilizzati in modo "informaticamente non igienico" possono diventare degli strumenti invisibili in grado di spiarci continuamente.
spiati dal cellulare 5SPIATI DAL CELLULARE
I sensori del cellulare - spiega il professor Domenico Laforenza, ricercatore emerito del Cnr - sono interni all'apparecchio e si possono classificare in base all'utilizzo dei dati che sono in grado di raccogliere: di movimento (accelerometro, giroscopio), di ambiente (barometro, termometro, telecamera, microfono) e di comunicazione (gps, wi-fi, bluetooth).
Essi raccolgono dati, che, elaborati da apposite App, forniscono informazioni di vario genere: ad esempio, sulla propensione a muoversi, fornendo il numero di passi effettuati, guidare su una mappa verso una destinazione sconosciuta, fornendo indicazioni sull'inquinamento acustico degli ambienti in cui viviamo, e così via.
spiati dal cellulare 4SPIATI DAL CELLULARE
Ma i sensori possono anche essere esterni al cellulare (che in questo caso agisce da "gateway") e possono essere utilizzati per misurare parametri fisiologici, ad esempio la glicemia o la frequenza cardiaca. Lo sfruttamento corretto e avveduto dei dati generati dai sensori da parte delle App, dunque, si traduce in notevoli effetti benefici per l'utente del cellulare.
spiati dal cellulare 3SPIATI DAL CELLULARE
"E', tuttavia, necessario prestare molta attenzione riguardo alla fine che fanno i nostri dati - aggiunge Laforenza - e qui il discorso si complica e, spesso, diventa legittima la preoccupazione di un loro possibile uso lesivo della nostra privacy se non, addirittura, fraudolento". Insomma, se non sta attenti, il pericolo di essere "profilati", o, peggio, spiati "in tempo reale" si fa molto più concreto.
spiati dal cellulare 2SPIATI DAL CELLULARE
"Prendete, ad esempio - spiega Laforenza - i sensori di comunicazione. Se avete il wi-fi o il bluetooth o entrambi attivati e siete, ad esempio, in un centro commerciale, i dati trasmessi dal vostro cellulare, alla continua ricerca di un "hot spot" (punto di accesso) per collegarsi a una rete wireless consentiranno di sapere quali negozi il vostro dispositivo ha visitato, quanto tempo è durata la sosta di fronte ad uno scaffale di prodotti.
spiati dal cellulare 1SPIATI DAL CELLULARE
Il passo successivo è quello di collegare i dati del cellulare alla vostra identità, cosa possibilissima mediante l'incrocio con altre sorgenti di dati, analizzati con sofisticate tecniche di Data Analytics. Ma come fare, allora, per contrastare un utilizzo potenzialmente lesivo della privacy, se non addirittura fraudolento, dei dati personali? "Osservando una scrupolosa 'igiene informatica'", dice Laforenza.
E spiega: "Bisogna prestare molta accortezza ai permessi che spesso distrattamente concediamo alle App che utilizziamo (ad esempio, accedere alla telecamera, alle nostre foto, alle email, e che, il più delle volte, sono all'origine di uno sfruttamento non appropriato delle informazioni ricavabili.
Ancor prima bisogna prestare attenzione agli 'store' dai quali scarichiamo le applicazioni, preferendo quelli più noti e autorevoli perché si suppone che richiedano agli sviluppatori di App garanzie di qualità e controlli preventivi più approfonditi.
TELEFONI SPIATITELEFONI SPIATI
Per ultimo, e non solo per risparmiare la batteria dei cellulari, bisogna attivare i sensori, ad esempio quelli del wi-fi o del bluetooth, soltanto quando è necessario. E, per concludere - dice l'esperto - mentre memorizzate questi consigli, ricordate che con il cellulare... potete anche telefonare". Fonte: qui

domenica 10 novembre 2019

“L'AMBASCIATORE MORABITO SOFFIAVA NOTIZIE AI CINESI SULLE NOSTRE AZIENDE”, IL DIPLOMATICO IN SERVIZIO AL MINISTERO DEGLI ESTERI, RISCHIA ADESSO IL PROCESSO

I PM: CORROTTO CON SOLDI, AFFITTI E LA RETTA PER LA CASA DEL FIGLIO 
AI CINESI AVREBBE SVELATO INFORMAZIONI SU VERSACE E FERRARI, IL REGGINA CALCIO, MA ANCHE CENTRI CLINICI, COMPLESSI ALBERGHIERI, INDUSTRIE TESSILI E…
Fiorenza Sarzanini per il Corriere della Sera
antonio morabitoANTONIO MORABITO

È stato ambasciatore nel principato di Monaco e quando è rientrato alla Farnesina si è occupato della Promozione del Sistema Paese. Ma a leggere gli atti dell' inchiesta dove è accusato di corruzione sembra fosse più interessato a promuovere gli interessi della Cina. Per questo Antonio Morabito, 64 anni, diplomatico in servizio al ministero degli Esteri, rischia adesso il processo. L' indagine è chiusa, lunghissimo l' elenco di regali, soldi, favori che avrebbe ottenuto per «soffiare» notizie riservate su società italiane di livello internazionale a intermediari che curavano per alcuni investitori cinesi il loro «shopping aziendale».

Grazie al proprio incarico e ai rapporti privilegiati che aveva costruito anche all' interno del ministero per lo Sviluppo economico era in grado di conoscere in anticipo le mosse dei vertici di moltissime aziende. E ai cinesi avrebbe svelato informazioni su marchi del lusso come Versace e Ferrari, società sportive come il Reggina calcio, ma anche centri clinici, complessi alberghieri, industrie tessili, imprese specializzate nella gestione delle linee ferroviarie.

Ma pure indiscrezioni per «i cinesi interessati ad acquistare tecnologia italiana nel settore delle telecomunicazioni per conto della Huawei», il colosso mondiale finito nel mirino di Donald Trump. In particolare avrebbe consegnato loro le «conoscenze acquisite anche in ragione della partecipazione, quale rappresentante italiano, al "Forum on Global Production Capacity" svolto in Cina a giugno 2016 e interessandosi «per far arrivare le delegazioni in Italia».
alberto di monaco e antonio morabitoALBERTO DI MONACO E ANTONIO MORABITO

Uno dei mediatori gli avrebbe elargito «mazzette» in contanti da 5mila euro, elargizioni mensili fino a 7mila euro, biglietti aerei, carte prepagate. Da un altro aveva invece preteso l' acquisto di 200 copie del suo libro «Valigia diplomatica» e ordini per altre 200 copie «così ti faccio fare record di vendite», ma che in realtà non risulta poi aver avuto grande successo.

Morabito era comunque a disposizione e nel 2016, quando era ancora nel Principato, riuscì «a far assumere un ruolo di rilievo agli investitori cinesi per la sponsorizzazione della settimana della moda di Montecarlo» e vantandosi di essere riuscito a far ottenere loro «il primo posto nelle sponsorizzazioni». Sono le intercettazioni dei suoi colloqui con mediatori e investitori a rivelare quali promesse facesse e soprattutto che tipo di informazioni era in grado di veicolare: «Mi impegno su infrastrutture e opere importanti tipo centrali elettriche gasdotti autostrade in Italia, Francia, Spagna» con un obiettivo dichiarato: «Dismissioni Enel».
antonio morabitoANTONIO MORABITO

Morabito tesseva la propria rete di relazioni e garantiva il risultato. Nel settembre 2017 uno dei mediatori gli chiede «un buon contatto in Ferrari» e lui non si tira indietro. Anzi risponde sicuro: «Noi abbiamo il principale azionista che... insomma è del governo, poi quando ci vediamo ti dico». In cambio l' interlocutore risulta avergli pagato l' affitto di una casa, ma anche il «deposito cauzionale per la residenza universitaria di Carlo Morabito», il figlio che l' ambasciatore andava poi a trovare a Manchester. Oltre ai viaggi e ad alcune somme versate come «cifra fissa».

Fonte: qui

venerdì 13 settembre 2019

VI RICORDATE DI VALERIE PLAME, LA SPLENDIDA SPIA DELLA CIA “BRUCIATA” DAL GOVERNO USA CHE SPIATTELLÒ LA SUA IDENTITÀ?



È TORNATA E SI CANDIDA AL CONGRESSO CON UNO SPOT... 
“LA PERSONA CHE MI ESPOSE SI CHIAMA SCOOTER LIBBY, FINÌ IN PRIGIONE, MA TRUMP LO HA PERDONATO” 
IN REALTÀ NON FU LIBBY A RIVELARE IL SUO NOME. E POI... – VIDEO





Anna Lombardi per “la Repubblica”

lo spot di valerie plame 3 2LO SPOT DI VALERIE PLAME
Valerie Plame ingrana la marcia: «La Cia ci insegna davvero a guidare come nei film» dice, lanciandosi in una folle corsa nel deserto a bordo di una Chevrolet Camaro, una scena tutta volante e polvere che apre il video con cui annuncia la sua candidatura al Congresso nelle fila democratiche in New Mexico. Sì, l' ex spia "bruciata" dal suo stesso governo nel 2003 perché il marito, l' ex ambasciatore Joseph Wilson, aveva smentito la storia dell' uranio arricchito in Niger usato come alibi per scatenare la guerra in Iraq, scende in campo.
valerie plame con il marito joseph wilson 1VALERIE PLAME CON IL MARITO JOSEPH WILSON 



E lo fa con una clip girata come uno spy-movie , intitolata Undercover , sotto copertura, presentata proprio nel giorno in cui i giornali americani raccontano la storia di un' altra spia. Quella infiltrata al Cremlino, fatta fuggire precipitosamente nel 2017 dopo essere stata inguaiata dal protagonismo di Donald Trump.

scooter libbySCOOTER LIBBY







«Ero un agente della Cia sotto copertura », dice appunto Plame, 56 anni, nata in Alaska da una famiglia ebrea di origini ucraine, il papà ufficiale dell' aeronautica, il fratello veterano del Vietnam. «Il mio compito era impedire che stati canaglia e terroristi s' impadronissero di armi nucleari. Ho vissuto in ogni luogo caldo: Iran, Iraq, Pakistan, Corea del Nord».

Poi, però, prosegue levandosi un sassolino dalla scarpa: «Il capo dello staff del vicepresidente Dick Cheney si vendicò di mio marito esponendo la mia identità. Il suo nome era Scooter Libby. Per quello finì in prigione. E indovinate chi lo ha perdonato un anno fa? President Trump», dice ancora rievocando la vicenda a cui nel 2010 è stato dedicato anche un film, Fair game , con Naomi Watts e Sean Penn protagonisti: «Ho servito il mio Paese. Fino a quando non mi ha tradito». Ma non è quella brutta esperienza a spingerla oggi in politica, spiega: «È ora di dare una svolta», afferma decisa.
lo spot di valerie plame 6LO SPOT DI VALERIE PLAME 

karl roveKARL ROVE















«Su sicurezza nazionale, assistenza sanitaria, diritti delle donne stiamo regredendo. È ora di dare una svolta», afferma decisa. Girando lo sterzo in una rocambolesca inversione a U, sempre in quel video che su YouTube è stato già visualizzato da quasi un milione di persone in poche ore conclude: «Trump, ho dei conti da sistemare ». Un inizio di campagna scoppiettante, certo, ma che le ha già attirato addosso una pioggia di critiche.
lo spot di valerie plame 4LO SPOT DI VALERIE PLAME 

Plame non è mai stata in Iraq o Corea del Nord, nota infatti il Washington Post , il giornale che nel 2003 contribuì a bruciarne l' identità addirittura insinuando che stesse complottando contro la Casa Bianca insieme al consorte. Dirigeva le operazioni della Task force specializzata in armi nucleari, certo: ma dalla molto più pacifica Grecia. Non solo. Il quotidiano le ricorda che non fu Libby a svelare il suo nome.
richard armitageRICHARD ARMITAGE

L' alto ufficiale della Casa Bianca venne condannato, sì: ma per aver coperto la fonte di quelle informazioni. La gola profonda fu un' altra: l' ex vicesegretario di Stato Richard Armitage, secondo quanto da lui stesso ammesso nel 2006. Forzature e semplificazioni da spot che ora, potrebbero costarle care. «Cara Valerie Plame», già scrive su Twitter Matt Schlapp, presidente dell' American Conservative Union e opinionista della rete conservatrice Fox News : «Iniziare la tua campagna con delle inesattezze, rivela molte cose su di te». C' è il rischio di una brutta frenata. Fonte: qui

giovedì 12 settembre 2019

LA SPIA RUSSA CHE LA CIA HA RIPORTATO NEGLI USA SI CHIAMA OLEG SMOLENKOV.

ERA STATO RECLUTATO DALL’INTELLIGENCE AMERICANA MENTRE LAVORAVA ALL’AMBASCIATA RUSSA DI WASHINGTON 

DA MOSCA HANNO AMMESSO CHE LAVORAVA NEGLI UFFICI DELLA PRESIDENZA, MA HANNO NEGATO CHE AVESSE ACCESSO DIRETTO A PUTIN. MA ALLORA PERCHÉ È STATA NECESSARIA L’ESTRAZIONE?
Paolo Mastrolilli per “la Stampa”

donald trump alla casa bianca con sergei lavrov e sergei kislyakDONALD TRUMP ALLA CASA BIANCA CON SERGEI LAVROV E SERGEI KISLYAK
Oleg Smolenkov. E' questo il nome della spia russa che la Cia ha fatto scappare negli Usa, temendo per la sua vita. L' identità è stata rivelata dai media di Mosca, e nessuno ha smentito, anche se il Cremlino ha negato che avesse accesso diretto a Putin. Resta da capire invece la ragione che ha reso necessaria l' estrazione, e il ruolo avuto dal presidente Trump.

yuri ushakovYURI USHAKOV








Smolenkov aveva lavorato all' ambasciata russa di Washington con Yuri Ushakov, e questo probabilmente è il periodo in cui l' intelligence americana lo aveva reclutato. Nel 2008 Ushakov era tornato a Mosca come consigliere per la politica estera di Putin, allora premier, e poi lo aveva seguito al Cremlino quando era stato eletto presidente per il terzo mandato. Smolenkov era il braccio destro dell' ambasciatore, che lo ha aveva tenuto con sé in tutti questi passaggi.

yelizaveta peskova con il padre dmitri peskovYELIZAVETA PESKOVA CON IL PADRE DMITRI PESKOV
Il portavoce del Cremlino, Peskov, ha ammesso che la talpa lavorava negli uffici della presidenza, ma ha negato che avesse accesso diretto a Putin o ad informazioni segrete. Secondo Peskov, Smolenkov era stato licenziato tra il 2016 e il 2017, e quindi la storia del suo ruolo e della fuga è «pulp fiction». Una fonte a conoscenza dei fatti ha però detto al giornale Kommersant che «la questione è seria», perché la talpa aveva contatti con il presidente, e comunque riceveva informazioni riservate attraverso Ushakov. Tra le altre cose, sarebbe stato lui a rivelare che Putin in persona aveva ordinato di interferire con le elezioni americane, per favorire Trump.
 
Il pericolo passato
Già nel 2016, durante l' amministrazione Obama, la Cia aveva suggerito a Smolenkov di fuggire, perché la sua identità rischiava di essere scoperta e quindi era in pericolo di vita. Lui però aveva rifiutato, per ragioni famigliari. Ma la situazione si era complicata, e il 14 giugno del 2017 era scomparso dalla sua abitazione di Mosca in via Kargopolskaya, insieme alla moglie Antonina, le due figlie di 2 e 7 anni, e il figlio di 13.

OBAMA PUTINOBAMA PUTIN
Erano andati in vacanza in Montenegro e li erano spariti. Il servizio segreto Fsb aveva aperto un' inchiesta per omicidio, ma poi l' aveva chiusa, giungendo alla conclusione che Oleg era fuggito. L' anno dopo lui e la moglie avevano acquistato per 925.000 dollari una casa di sei stanze a Stafford, in Virginia. L' avevano intestata al proprio vero nome, ma ora verranno messi sotto protezione. La Cnn ieri ha rivelato che Trump ha detto ai suoi collaboratori di non usare l' intelligence raccolta così, perché rovina i suoi rapporti personali con i leader stranieri. Ciò alimenta i sospetti sul suo ruolo, ma il problema era iniziato durante l' amministrazione Obama, e la Cia ha negato ogni connessione col comportamento del presidente. Fonte: qui

lunedì 2 settembre 2019

Comey "è un bugiardo comprovato". La Casa Bianca attacca l'ex direttore dell'FBI dopo il rapporto IG

Aggiornamento (1455ET) : la Casa Bianca ha rilasciato una dichiarazione estremamente forte sul rapporto dell'ispettore generale:

Dichiarazione della Segreteria stampa

James Comey è un bugiardo e spione provato. Il rapporto dell'ispettore generale mostra che Comey ha violato i più basilari obblighi di riservatezza nei confronti del governo degli Stati Uniti e del popolo americano, "al fine di ottenere un risultato desiderato personalmente".
Perché Comey ha vergognosamente divulgato informazioni alla stampa - in palese violazione delle politiche dell'FBI - la Nazione è stata costretta a sopportare la sconsiderata caccia alle streghe di due anni motivata politicamente.
Comey ha disonorato se stesso e il suo ufficio per promuovere un'agenda politica personale, e questo rapporto conferma ulteriormente questo fatto.
*  *  *
Aggiornamento (1405ET) : il presidente Trump si è preso una pausa momentanea dall'aiutare il Fla. Gov. Ron DeSantis ad abbattere i boccaporti in vista dell'atterraggio del weekend dell'uragano Dorian - e dal fare tutto il possibile per pompare il mercato - facendo un tentativo all'ex disgraziato dell'FBI il regista James Comey a seguito della pubblicazione di giovedì del rapporto IG del DoJ, che ha confermato che Comey ha violato sia la politica del DoJ che la legge, facendo trapelare alla stampa il contenuto dei suoi memo.
"Forse mai nella storia del nostro Paese qualcuno è stato più completamente disonorato ed esclamato di James Comey nel rapporto dell'ispettore generale appena pubblicato", ha twittato Trump. "Dovrebbe vergognarsi di se stesso!"
Naturalmente, come abbiamo detto di seguito, Comey non la vede in questo modo. Ma forse, un giorno, riconoscerà almeno che ha agito in modo avventato - e ha messo i suoi subordinati in una posizione molto imbarazzante - decidendo di far trapelare i promemoria come una strategia inestimabile per cercare di minare il presidente del paese appena inaugurato che afferma di amo così tanto.
* * *
In un attesissimo rapporto pubblicato giovedì mattina, l'ispettore generale del DOJ ha rivelato che l'ex direttore dell'FBI James Comey gestiva i memo che aveva preso dagli incontri con il presidente Trump prima che fosse licenziato senza tante cerimonie all'inizio del 2017 violando la politica del dipartimento e la legge quando li condivideva con un confidente di vecchia data, che poi ha fatto trapelare i loro contenuti alla stampa.
"Concludiamo che la conservazione, la gestione e la diffusione di Comey di alcuni Memo hanno violato le politiche del Dipartimento e dell'FBI e il suo Accordo di lavoro dell'FBI", afferma il rapporto generale dell'ispettore del Dipartimento di Giustizia.
L'ospite della Fox News, Sean Hannity, ha avvertito che Comey dovrebbe essere preoccupato di affrontare le ripercussioni per la sua decisione di svelare il contenuto dei memo.
"Senza dubbio ... [Comey] dovrebbe sudare molto stasera su ciò che potrebbe essere in quei rapporti. Questo rapporto dovrebbe essere la punta dell'iceberg quando si tratta di Jim Comey."
L'ufficio dell'IG aveva riferito a Comey di un potenziale processo all'inizio di questa estate in base alla sua gestione dei memo, secondo quanto riferito dalla CNN . Ma il DoJ ha rifiutato di presentare un caso, in parte perché i pubblici ministeri non credevano che esistessero prove per dimostrare che Comey sapeva e intendeva violare le leggi relative al trattamento delle informazioni classificate.
Tuttavia, come ha detto Hannity, le cose "non stanno andando bene ... per il signor Super Patriot , un ragazzo che conosce meglio di noi ... ci viene detto che il rapporto rimprovererà fortemente l'ex disgraziato direttore dell'FBI, documentando la sua totale mancanza di candore. Ciò significa mentire " , ha detto Hannity.
Come ci ha ricordato un precedente rapporto dei media, il rapporto Comey è separato da un rapporto più ampio su come il DoJ ha gestito le indagini sulla Russia, anche se non è ancora chiaro perché sia ​​necessario il rapporto separato.
Comey ha preso famigerato i promemoria dopo gli incontri con il presidente Trump, dove Trump presumibilmente gli ha chiesto di andare piano con l'ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn. Comey ha poi divulgato il contenuto di questi memo a un amico attraverso un fidato confidente, contribuendo a stimolare il lancio della sonda russa.
In una serie di tweet che hanno risposto al rapporto, Comey ha provato a girare i risultati del rapporto, evidenziando una sezione del rapporto favorevole alla sua narrazione.
Ecco alcuni punti salienti del rapporto, a partire dalla conclusione:
Il Congresso ha fornito all'FBI poteri e autorità sostanziali per raccogliere prove nell'ambito della missione criminale e di controspionaggio dell'FBI. L'FBI usa queste autorità ogni giorno nelle sue numerose indagini sulle accuse di traffico di droga, terrorismo, frode, criminalità organizzata, corruzione pubblica, spionaggio e una miriade di altre minacce alla sicurezza nazionale e pubblica. Nel processo, l'FBI ottiene legalmente l'accesso a una quantità significativa di informazioni sensibili sugli individui, molti dei quali non sono stati accusati, potrebbe non essere mai accusato, o potrebbe non essere nemmeno oggetto di indagine. Per questo motivo, le libertà civili di ogni individuo che potrebbe rientrare nell'ambito delle autorità investigative dell'FBI dipendono dalla capacità dell'FBI di proteggere le informazioni sensibili da divulgazioni non autorizzate.
Come lo stesso Comey ha spiegato nella sua testimonianza del 20 marzo 2017 dinanzi al Comitato permanente permanente sull'intelligence della Camera, non è stato in grado di fornire dettagli sulla natura o la portata delle indagini in corso dell'FBI sulle interferenze russe nelle elezioni presidenziali del 2016 perché l'FBI è molto attento nel modo in cui gestiamo le informazioni sui nostri casi e sulle persone su cui stiamo indagando ... La nostra capacità di condividere i dettagli con il Congresso e il popolo americano è limitata quando quelle indagini sono ancora aperte, cosa che spero abbia senso. Dobbiamo proteggere la privacy delle persone ... Non possiamo proprio fare il nostro lavoro bene o abbastanza se iniziamo a parlarne mentre lo stiamo facendo.
Tuttavia, dopo la sua rimozione come direttore dell'FBI due mesi dopo, Comey ha fornito una copia di Memo 4, che Comey aveva conservato senza autorizzazione, a Richman con le istruzioni per condividere i contenuti con un reporter per il New York Times. Il Memo 4 includeva informazioni relative sia alle indagini in corso dell'FBI su Flynn sia, per conto proprio di Comey, informazioni che credeva e presumeva costituivano prove di un tentativo di ostacolare le indagini in corso su Flynn; più tardi quello stesso giorno, il New York Times ha pubblicato un articolo su Memo 4 intitolato, "Come Memo dice che Trump gli ha chiesto di porre fine alle indagini Flynn".
La responsabilità di proteggere le informazioni sensibili delle forze dell'ordine spetta in gran parte ai dipendenti dell'FBI che hanno accesso ad esse attraverso le loro funzioni quotidiane. A volte, alcuni di questi dipendenti possono non essere d'accordo con le decisioni di pubblici ministeri, giudici o funzionari dell'FBI e dei funzionari di rango superiore in merito alle azioni da intraprendere o meno in materia penale e di controspionaggio. Possono persino, in alcune situazioni, diffidare della legittimità di tali decisioni di vigilanza, perseguimento o giudiziale. Ma anche quando questi dipendenti credono che le loro convinzioni personali più ferme possano essere servite da una divulgazione non autorizzata, l'FBI dipende da loro per non divulgare informazioni sensibili.
L'ex direttore Comey non è stato all'altezza di questa responsabilità. Non salvaguardando le informazioni sensibili ottenute nel corso del suo impiego presso l'FBI e utilizzandole per creare pressioni pubbliche per un'azione ufficiale, Comey ha dato un pericoloso esempio per gli oltre 35.000 dipendenti dell'FBI attuali e per le molte migliaia di ex dipendenti dell'FBI, che allo stesso modo avere accesso o conoscenza di informazioni non pubbliche. Comey ha dichiarato di essere stato costretto a intraprendere queste azioni "se amo questo paese ... e amo il Dipartimento di Giustizia e amo l'FBI". Tuttavia, erano impiegati attuali o ex dell'FBI a seguire l'esempio dell'ex direttore e divulgare informazioni sensibili in al servizio delle proprie convinzioni personali fermamente convinte, l'FBI non sarebbe in grado di adempiere correttamente alle sue funzioni di contrasto, come lo stesso Comey notò nel suo 20 marzo, Testimonianza congressuale 2017. Comey ha espresso una preoccupazione simile al presidente Trump, secondo il Memo 4, nel discutere delle perdite di informazioni dell'FBI, dicendo a Trump che la capacità dell'FBI di condurre il proprio lavoro è compromessa "se la gente corre in giro a dire alla stampa quello che facciamo". Non c'è dubbio. parte del motivo per cui i più stretti consiglieri di Comey usavano le parole "sorpreso", "sbalordito", "scioccato" e "delusione" per descrivere le loro reazioni all'apprendimento di ciò che Comey aveva fatto.
In precedenza abbiamo accusato Comey di agire unilateralmente e in contrasto con la politica del Dipartimento.103 La divulgazione non autorizzata di Comey di informazioni sensibili relative all'applicazione della legge sull'indagine di Flynn merita simili critiche. In un paese basato sullo stato di diritto, è della massima importanza che tutti i dipendenti dell'FBI aderiscano alle politiche del Dipartimento e dell'FBI, in particolare di fronte a quelle che sembrano circostanze straordinarie o convincenti convinzioni personali. Comey aveva a disposizione diverse altre opzioni legali per difendere la nomina di un consulente speciale, che ci disse che era il suo obiettivo nel divulgare le informazioni. Ciò che non era permesso era la divulgazione non autorizzata di informazioni investigative sensibili, ottenute nel corso dell'occupazione dell'FBI, al fine di ottenere un risultato desiderato personalmente.
* * *
Se voleva forzare la nomina di un avvocato speciale, il rapporto ha scoperto che Comey aveva altre opzioni lecite oltre a perdere alla stampa, tuttavia, ha scelto di ignorarle.
La divulgazione non autorizzata di Comey di informazioni sensibili relative all'applicazione della legge sull'indagine di Flynn merita simili critiche. In un paese basato sullo stato di diritto, è della massima importanza che tutti i dipendenti dell'FBI aderiscano alle politiche del Dipartimento e dell'FBI, in particolare di fronte a quelle che sembrano circostanze straordinarie o convincenti convinzioni personali. Comey aveva a disposizione diverse altre opzioni legali per difendere la nomina di un consulente speciale, che ci disse che era il suo obiettivo nel divulgare le informazioni. Ciò che non era permesso era la divulgazione non autorizzata di informazioni investigative sensibili, ottenute nel corso dell'occupazione dell'FBI, al fine di ottenere un risultato desiderato personalmente.
Perfino i membri del gruppo dirigente di Comey furono "scioccati" dalle azioni dell'allora regista.
IG: I membri del gruppo dirigente senior di Comey hanno usato gli aggettivi "sorpreso", "sbalordito", "scioccato" e "delusione" per descrivere le loro reazioni all'apprendimento che Comey ha agito da solo per fornire il contenuto di Memo 4, attraverso Richman, a un giornalista
Come ha sottolineato Ryan Saavedra, l'IG ha scoperto che Comey ha dato un "pericoloso esempio" per le decine di migliaia di impiegati dell'FBI che lavorano sotto di lui ...
... E la "linea di fondo", come diceva un giornalista:
Perfino la CNN ha ammesso che il rapporto era "dannoso" per Comey.
Diversi ingegni di Twitter hanno setacciato i risultati dei rapporti relativi ai memo di Comey da 1 a 7.
Leggi il rapporto completo pubblicato giovedì mattina sotto.
o1902 di Zerohedge su Scribd. Fonte: qui