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domenica 19 gennaio 2020

SAPEVATE DELL’ESISTENZA DI UN “MOSSAD PRIVATO”?


E’ IL NOMIGNOLO DATO A “BLACK CUBE”, LA SOCIETÀ DI SICUREZZA DI CUI FANNO PARTE MOLTI EX AGENTI DELL’INTELLIGENCE ISRAELIANA 
WEINSTEIN SI E’ RIVOLTO A LORO PER TROVARE ELEMENTI CHE SCREDITASSERO LE SUE ACCUSATRICI - L’AGENZIA E’ FINITA SPESSO SUI GIORNALI: DALLA CAMPAGNA CONTRO HILLARY CLINTON AI TENTATIVI DI DELEGITTIMARE ALTI FUNZIONARI DELL'AMMINISTRAZIONE OBAMA FINO A…
Fabio Scuto per il “Fatto quotidiano”
Nel severo palazzo di arenaria della Corte distrettuale di Manhattan sono ripresi incontri e colloqui per selezionare i giurati del caso Harvey Weinstein. Il magnate del cinema Usa è accusato da 5 donne di stupro e violenza, altre 105 sono pronte a testimoniare sulle molestie sessuali subìte. I potenziali giurati convocati erano 600 e sono stati ridotti a 200 dopo 3 audizioni, 12 di loro alla fine saranno la giuria del tribunale presieduto dal giudice James Burke. Tra le carte del processo che si aprirà il 22 gennaio emerge un "dark side", un lato oscuro della vicenda che rischia di essere imbarazzante per molti in Israele.
harvey weinstein 3HARVEY WEINSTEIN 
Dagli atti processuali depositati emerge il ruolo della Black Cube, società di sicurezza israeliana soprannominata da tutti "il Mossad privato", che venne ingaggiata da Weinstein quando lo scandalo stava per esplodere nel 2017 per scavare nella vita delle sue accusatrici e trovare elementi per screditarle. Fu l' ex premier israeliano Ehud Barak a consigliare Weinstein. "Mi chiese solo un suggerimento senza spiegarmi per cosa ne aveva bisogno", si è poi giustificato Barak.
Dan ZorellaDAN ZORELLA
L'abituale discrezione che circonda gli agenti di queste company è stata violata l' altro giorno da Seth Freedman, che in una intervista con la Bbc ha ammesso di aver lavorato per l'agenzia israeliana e ha raccontato di aver avuto una conversazione telefonica di 75 minuti con Rose McGowan - una delle principali teste d' accusa - il cui contenuto venne poi riferito a Weinstein. Freeman ha anche ammesso che "l'elenco delle persone che Weinstein voleva che seguissimo era composto di 91 nomi".
MOSSADMOSSAD
Black Cube è stata oggetto di molta attenzione da quando è stata fondata nel 2010 da Avi Yanus e Dan Zorella, ex ufficiali dell' intelligence israeliana. Dal 2019 si è trasferita in nuovi uffici, un intero piano della lussuosa Bank Discount Tower su Yehuda Halevy Street e Herzl Boulevard a Tel Aviv. Arrivati in uno dei piani più alti, i visitatori dell' ufficio si trovano di fronte a un semplice ingresso nero, senza scritte e senza logo: chi arriva fin qui non ci arriva per sbaglio.
Nell' organigramma societario sono presenti ex elementi di spicco dell' Idf, l' ex "ramsad" del Mossad Efraim Halevy, ex uomini di punta della Difesa come Golan Malka, oltre a figure di peso legate alle società operanti nella sicurezza e nella ricerca militare. Per anni è stata presieduta, fino alla sua scomparsa nel 2016, da Meir Dagan che ha guidato il Mossad fino al 2012.
BLACK CUBEBLACK CUBE
Delle molte operazioni sotto copertura della Black Cube alcune sono finite sulle pagine della stampa israeliana, apparentemente senza imbarazzare la Company. Nel 2014 agenti della Bc vennero coinvolti nel tentativo di un magnate russo di screditare l' allora ministro Yair Lapid, durante l' ultima campagna elettorale in America alcuni operativi avevano fondato una società negli Usa che aveva preso a bersaglio la candidata Hillary Clinton.
E quando gli americani nel 2014 iniziarono a trattare segretamente con l' Iran per l' intesa sul nucleare, agenti della Bc entrarono in azione per cercare di screditare alti funzionari dell' Amministrazione Obama. I bersagli erano il viceconsigliere per la Sicurezza nazionale Ben Rhodes e il consigliere per la sicurezza nazionale del vicepresidente, Colin Kahl. Black Cube aveva contattato entrambi sotto diverse coperture, per discutere dell' Iran. L'operazione è stata smascherata dallo Fbi.
SPIONAGGIOSPIONAGGIO
Nel 2014, Buenos Aires ha voluto assumere Black Cube per raccogliere informazioni sull'hedge fund Usa Elliott Management, che aveva portato l' Argentina in tribunale per costringerla a pagare le obbligazioni che aveva precedentemente ristrutturato.
Nel 2016, due agenti israeliani del Black Cube sono stati arrestati in Romania con l'accusa di voler intimidire il principale procuratore anti-corruzione del Paese. E ancora, nel 2019 mentre stavano raccogliendo le prove d' accusa contro il premier Benjamin Netanyahu, gli uomini della Special Unit 433 si sono accorti che le loro mosse erano spiate. Bc era stata ingaggiata dalla difesa del premier per scoprire fin dove erano arrivati gli investigatori anti-frode israeliani. Fonte: qui

martedì 11 aprile 2017

BRACCIO DI FERRO ORBAN-SOROS.

SPECULATORE FINANZIARIO CONTRO IL PREMIER!

IL PREMIER UNGHERESE VUOLE CHIUDERE L’UNIVERSITA’ DI BUDAPEST FINANZIATA DAL MAGNATE. 

E QUESTO, PER RISPOSTA, GLI ORGANIZZA UNA MANIFESTAZIONE CON 70 MILA PERSONE IN STRADA

Alessandra Benignetti per Il Giornale

manifestazione soros contro orban12MANIFESTAZIONE SOROS CONTRO ORBAN
Decine di migliaia di persone hanno manifestato, ieri, a Budapest, contro la chiusura della Central European University, l’università fondata nella capitale ungherese dal miliardario statunitense, George Soros(noto speculatore finanziario!). Una protesta annunciata, dopo l'approvazione, la scorsa settimana, da parte del Parlamento ungherese, di una legge che porterà alla chiusura entro il 2021 dell’ateneo fondato dal magnate statunitense di origine magiara.

In 70mila, secondo l’agenzia di stampa Reuters, sono scesi in piazza domenica, in quella che è già stata definita come una delle più grandi manifestazioni contro il governo degli ultimi sette anni. I partecipanti alla manifestazione hanno riempito la piazza antistante il Parlamento, difesa dai poliziotti in tenuta anti sommossa, per chiedere al presidente della Repubblica, Janos Ader, di mettere il veto al provvedimento voluto dall'esecutivo di Budapest.

ORBAN SOROSORBAN SOROS
Migliaia di manifestanti, per la maggior parte studenti, hanno percorso le strade di Budapest in corteo, accendendo le luci dei propri smartphone, per chiedere il rispetto della libertà di istruzione. Slogan contro il premier, Viktor Orbán, sono stati scanditi quando i manifestanti hanno raggiunto la sede del partito di governo, Fidesz. Un gruppo più ristretto ha poi bloccato l’Oktogon, una delle piazze più famose del centro di Budapest, sedendosi sull’asfalto e intonando nuovamente cori contro il capo dell'esecutivo magiaro e contro il suo partito.

Oggi, il presidente ungherese, Janos Ader, deciderà se firmare il decreto sulle università straniere, convertendolo in legge, o se porre il veto sul provvedimento, per incostituzionalità, rimandandolo all’esame del Parlamento. Nonostante le pressioni internazionali, gli appelli dei manifestanti, di alcuni partiti di opposizione e del rettore della Central European University, Michael Ignatieff, questo passaggio è considerato, però, da molti, come una pura formalità.
manifestazione soros contro orban1MANIFESTAZIONE SOROS CONTRO ORBAN

È improbabile, infatti, che Ader, membro del partito di governo Fidesz, e rieletto presidente il mese scorso grazie proprio al supporto di Orbán, possa bocciare la cosiddetta legge anti-Soros. 

La misura decisa dal governo magiaro, modifica le norme che regolano l’attività delle università straniere in Ungheria, obbligando gli atenei finanziati da Stati non membri dell’Ue, ad aprire una sede anche nel Paese di provenienza e ad operare sulla base di un accordo bilaterale tra il governo del Paese di provenienza dell’università e il governo ungherese.

manifestazione soros contro orbanMANIFESTAZIONE SOROS CONTRO ORBAN
La legge, però, appare chiaramente diretta contro la Central European University, l’unico ateneo che in Ungheria non rispetta questi requisiti, e si inquadra nella più ampia “offensiva” del governo del premier ungherese, Orbán, contro le organizzazioni finanziate da Soros, che operano in Ungheria. Prima dell'ateneo privato fondato da Soros nel 1991 a Budapest, a finire nel mirino dell’esecutivo guidato da Orbán, erano state, infatti, le Ong finanziate dallo stesso magnate statunitense, che si occupano di migranti e diritti umani, la cui azione, secondo il governo magiaro, sarebbe mirata ad indebolire le istituzioni ungheresi e a destabilizzare il Paese.

Ad essere preoccupate per la libertà educativa(le solite balle europeiste!!!) in Ungheria ci sono diverse istituzioni internazionali, compreso il Parlamento europeo, che nella prossima sessione plenaria discuterà della vicenda. Secondo la Reuters, inoltre, il dipartimento di Stato americano, in settimana, invierà dei diplomatici a Budapest per cercare di risolvere la questione della Central European University.

Fonte: qui

domenica 15 gennaio 2017

A CHE SERVE L'EURO (DA RITAGLIARE E INCORNICIARE)


A GERMANIA HA RISPARMIATO 240 MILIARDI DI EURO GRAZIE AI BASSISSIMI TASSI D'INTERESSE DI CUI GODE DAL 2008

SONO I CALCOLI DELLA BUNDESBANK. L'EUROCRISI È STATA UNA BENEDIZIONE PER LA MERKEL - MA C'È DI PIÙ: ''IL PIL 2016 È CRESCIUTO GRAZIE ALLA CRISI DEI RIFUGIATI. PIÙ POPOLAZIONE E TASSI SUI MUTUI AI MINIMI STORICI (GRAZIE ALL'ODIATA BCE) UGUALE BOOM DELLE COSTRUZIONI

PER CHIUDERE: ''IL GOVERNO HA PIÙ SOLDI DI QUANTI RIESCA A SPENDERE''

VI RICORDIAMO CHE LA BUNDESBANK, LA BANCA CENTRALE TEDESCA, E' PUBBLICA ED ACQUISTA IN EMISSIONE L'INOPTATO DEI TITOLI DI STATO DEL PROPRIO PAESE, COSA CHE NON ACCADE PER L'ITALIA.

QUESTA DIFFERENZA PROVOCA DAL 1981 UNA DIFFERENZA SOSTANZIALE TRA GLI INTERESSI PAGATI SUL DEBITO PUBBLICO FRA I 2 PAESI DELL'ORDINE DEL 3%-4% ANNUI, PARI AD UNA DIFFERENZA DI COSTO DELL'ORDINE DI 50 MILIARDI L'ANNO.


1. GERMANIA:STAMPA, DA TASSI BASSI RISPARMIO STATO PER 240 MLD
 (ANSA) - "Un regalo da 240 miliardi di euro". È il titolo di un articolo dell'Handelsblatt che, oggi, anticipa i calcoli della tedesca Bundesbank, secondo la quale, questa è la somma risparmiata dal Bund tedesco, grazie ai tassi bassi negli ultimi anni. "Dal 2008 lo Stato ha pagato 240 miliardi di euro in meno per i tassi, rispetto a prima della crisi finanziaria", si legge. Gli economisti della banca centrale tedesca hanno comparato il livello dei tassi del 2007, anno precedente alla crisi, con quello degli anni successivi.
MERKEL E SCHAEUBLEMERKEL E SCHAEUBLE

Lo Stato nel 2007 dovette pagare agli investitori ancora un 4,23% di rendita media per il denaro fresco. "Soltanto l'anno scorso, grazie al crollo dei tassi, Bund, Laender, Comuni e assicurazioni sociali hanno dovuto pagare 47 miliardi in meno, per il servizio del debito". E secondo i calcoli dell'istituto economico RWI, conclude Hb, "se i tassi salissero soltanto di un 1%, lo Stato dovrebbe pagare 21 miliardi di euro in più".


3. L'ARTICOLO INTEGRALE DELL'HANDELSBLATT, CON UN ESTRATTO DA RITAGLIARE E INCORNICIARE


''Il Pil della Germania è cresciuto dell'1,9% lo scorso anno. Bassi tassi di interesse e una maggior spesa del governo in connessione con la crisi dei rifugiati, la crescita è stata spinta da un boom nell'industria delle costruzioni, alimentata dalla crescita della popolazione e da tassi d'interesse sui mutui ai minimi storici.
merkel schaeuble germaniaMERKEL SCHAEUBLE GERMANIA

''La crisi dei rifugiati e la politica monetaria ultra-accomodante della BCE si sono dimostrate una benedizione per l'economia, e hanno artificialmente prolungato la ripresa'', sostiene Carsten Brzeski, un analista di ING-Diba.

L'economia tedesca sta andando bene, il che significa che al momento ci sono talmente tanti soldi disponibili che i ministeri non riescono a spenderli tutti, non avendo la capacità di pianificazione necessaria. Come risultato, la spesa annuale del 2016 è risultata 5,7 miliardi più bassa di quanto avesse programmato il ministro delle Finanze Schaeuble.''

Fonte: qui


venerdì 4 novembre 2016

“LA REPUBBLICA DEI BROCCHI”, ANALISI IMPIETOSA DI UNA CLASSE DIRIGENTE ...

I BROCCHI SONO SCALTRI, SONO INAFFONDABILI E, SOPRATTUTTO, SI SPALLEGGIANO. A VANTAGGIO DI INCAPACI E CORROTTI

Ferruccio De Bortoli per il Corriere della Sera

La Repubblica dei Brocchi di Sergio Rizzo (Feltrinelli) è un tagliente atto d' accusa nei confronti della classe dirigente italiana. Spietato. Non risparmia nessuno. Nemmeno i giornalisti. Nel leggerlo mi è venuto in mente, non solo per assonanza, un pamphlet pubblicato nella Francia d' inizio secolo scorso. La République des Camarades , ovvero dei compari, di Robert de Jouvenel, riproposto in Italia, qualche anno fa, a cura di Emanuele Bruzzone.
de bortoliDE BORTOLI

Quando la democrazia deperisce nella ragnatela delle amicizie compiacenti, gli interessi particolari e le relazioni oscure. Ma il racconto giornalistico di Rizzo è così ricco di episodi di malcostume o di semplice incoerenza o stupidità da ridurre, nel confronto, lo scritto sui mali della Terza Repubblica francese alla mera fisiologia del potere. Nel caso italiano di normale c' è molto, troppo.

La furbizia elevata a dote ostentata della vita sociale, la facilità con cui si violano le norme senza pagarne mai un dazio in termini di minore reputazione, la tendenza a sentirsi sempre vittime, imputando agli altri i mali del Paese. 

Al punto che lo straordinario saggio di Rizzo sul declino della classe dirigente (pubblica e privata, sia ben chiaro) italiana, poteva benissimo avere un altro titolo. I brocchi sono scaltri. Sono inaffondabili. Sono esempi di "suc-cesso" a scapito della distruzione dell'intera società. E a volte abbiamo la netta sensazione che, alla fine, vincano loro.

Rizzo ha la freddezza del giornalista e commentatore d' inchiesta, attento al dettaglio, che non fa sconti, ma non è privo di speranza. Riconosce le tante qualità del Paese, le molte eccellenze, il capitale sociale della solidarietà e termina il suo libro con quelli che lui chiama piccoli consigli. Codici etici, per esempio, che non siano solo foglie di fico stese sul miope corporativismo italiano.
funzionari pubbliciFUNZIONARI PUBBLICI

Quello che fa dire ai tanti che si comportano bene: siamo tutti colleghi, dunque diamoci una mano. E chiudiamo un occhio, non si sa mai, prima o poi potrebbe accadere anche a noi. Un impegno autentico nel moralizzare la politica, magari attuando quell' articolo 49 della Costituzione sulla trasparenza e la democraticità della vita dei partiti. Oppure accogliendo, quando si formano le liste per le elezioni di qualsiasi natura, il «piccolo consiglio» di Gustavo Ghidini, storico fondatore del Movimento consumatori: dichiarare pendenze penali, situazione patrimoniale, interessi in conflitto. Proposta tanto semplice da essere caduta sempre nel vuoto.

Del resto l' articolo 54 della Costituzione recita: «I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore». Sia l' articolo 49 sia il 54 della Costituzione del 1948 sono rimasti largamente inattuati. È giusto riformare, ma forse è anche doveroso attuare. Senza vergogna.

funzionari pubblici mazzetteFUNZIONARI PUBBLICI MAZZETTE
Ecco il filo conduttore delle tante storie raccontate da Rizzo. A volte si rimane senza parole, potremmo persino dire ammirati, nel costatare l' immensa fantasia giuridica degli italiani. Che cosa non si fa per mantenere un vitalizio, per giustificare un privilegio, e persino per aggirare i risultati di un concorso. Come quello della Asl (oggi si chiamano Ats) di Pavia, vinto da un' unica candidata, evidentemente sgradita, e annullato perché le domande sono state ritenute «troppo difficili».

burocraziaBUROCRAZIA
Un' eccezione si trova sempre. Per far sì, ad esempio, che i dirigenti statali chiamati a ricoprire incarichi negli organi collegiali delle società pubbliche, siano pagati a dispetto della gratuità inizialmente prevista per legge. O consentire a un prefetto di assumere la carica di sindaco della sua città. La burocrazia è refrattaria a essere giudicata (le resistenze alla pur lieve riforma Madia ne sono una prova). Rizzo ricorda un' indagine del 2014, secondo la quale tutti i dirigenti pubblici di prima fascia hanno avuto una valutazione non inferiore a nove su dieci. 

Tutti geni o tutti, in qualche modo, complici.

Il sindacato non è da meno, specie quello nel pubblico impiego e nelle municipalizzate. All' Azienda trasporti di Roma è prevista la concessione, nel 2016, di 131 mila ore di agibilità sindacale, corrispondenti al lavoro di 82 persone, per un costo di 4,3 milioni. Il dopolavoro, cioè il sindacato, gestisce mense ed altri servizi. A costi d' affezione. 

Chi ha proposto di sostituire la mensa, costosa come un ristorante stellato, con i buoni pasto si è visto tagliare le gomme della sua auto. A proposito di gomme, quelle dei mezzi circolanti in città sono fornite da una società esterna gestita da un funzionario Atac in aspettativa. C' è posto per tutti, parenti e amici, meglio se di sindacalisti importanti. Il servizio, o quello che resta, per gli utenti, può aspettare.

burocrazia2BUROCRAZIA
Non stupisce nessuno che un ex giudice della Corte costituzionale difenda contro lo Stato un condannato per truffa. Né che membri dell' Avvocatura si rivolgano al Tar contro la decisione del governo di mandarli in pensione a 70 (settanta!) anni, o che magistrati si rivolgano alla Corte costituzionale per contestare un taglio in busta paga. Certo, sono cittadini come gli altri. L' esempio, come servitori dello Stato, censurabile.

La classe dirigente privata non è migliore di quella pubblica. Spesso persino peggiore. «Burocrazia, concorrenza inesistente, incarichi affidati sulla base di relazioni personali. Eccole qui - scrive Rizzo - le cause del degrado generale di certe professioni». 

Le vicende dei dopo terremoto sono assai significative per giudicare il ruolo, non sempre professionale, dei tecnici chiamati a fare le perizie. Rizzo ricorda che il cratere del sisma che colpì, nel 2002, il Molise riguardava 14 comuni. Aumentati in seguito a 83, ovvero tutti quelli della provincia di Campobasso. Tranne uno. Guardiaregia, il cui sindaco non aveva denunciato danni. E probabilmente non è passato come un custode della legalità.

ASSEMBLEA CONFINDUSTRIAASSEMBLEA CONFINDUSTRIA - broccopoli
I troppi scandali bancari pongono un interrogativo sulla qualità e la moralità di diversi manager, consiglieri d' amministrazione, sindaci, revisori e sulla loro incapacità di vedere o denunciare pratiche sospette. E aprono uno squarcio - che Rizzo indaga in profondità - su una certa omertà territoriale, sull' orgoglio delle appartenenze che sconfina spesso in complicità. 

Anche la Confindustria, nel suo gigantismo rappresentativo, fa parte della Repubblica dei Brocchi. Emergono le figure dei professionisti delle associazioni, collezionisti d' incarichi. Un mondo che riproduce al proprio interno difetti che denuncia come inaccettabili per la politica e per il resto della società.