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domenica 5 gennaio 2020

IL MAGREBINO CHE HA INVESTITO E UCCISO SARA SFORZA NON AVEVA LA PATENTE

JARRAR AYOUB AVEVA ASSUNTO COCAINA, ERA UBRIACO E NON DOVEVA ESSERE IN ITALIA: AVEVA RICEVUTO UN DECRETO DI ESPULSIONE DA TEMPO, ED ERA RIMASTO QUA GRAZIE A UN RICORSO IN CASSAZIONE 
IL FIDANZATO DELLA RAGAZZA SI È SALVATO PER MIRACOLO ED È…
Manlio Biancone per www.ilmessaggero.it

l'incidente in cui ha perso la vita sara sforza 1L'INCIDENTE IN CUI HA PERSO LA VITA SARA SFORZA 
Oggi pomeriggio alle 15,30 nella chiesa di San Giuseppe ad Aielli Stazione, si terranno i funerali della giovane 23enne, Sara Sforza, morta nel tragico incidente avvenuto sulla Tiburtina. Ieri, l'anatomopatologo Simona Ricci ha eseguito l'esame autoptico sul corpo della giovane come richiesto dal Procuratore di Avezzano, Andrea Padalino, che coordina le indagini per ricostruire la dinamica dell'incidente. La morte sarebbe stata causata da una emorragia interna e forse dalla rottura dell'aorta addominale.

l'auto di sara sforzaL'AUTO DI SARA SFORZA
L'Alfa 159 ha invaso, durante un sorpasso, l'altra corsia e ha impattato con violenza la Renault Twingo condotta da Sara. Per la giovane non c'è stato scampo è morta sul colpo mentre il fidanzato Alessio, 31 anni, si è salvato per miracolo. E' ancora sotto shock all'ospedale di Avezzano, operato per le fratture multiple riportate.

Il magrebino, Jarrar Ayoub, 25enne, indagato per omicidio stradale, per aver causato la morte della giovane Sara, è invece ricoverato nel reparto di neurochirurgia dell'ospedale dell'Aquila. Lo straniero è stato trovato positivo ai test di alcol e droga: aveva nel sangue un tasso di cocaina e di alcolici molto al di sopra dei limiti di legge.

sara sforza 3SARA SFORZA 
Tra l'altro il magrebino non doveva stare in Italia perché raggiunto da un decreto di espulsione dopo una condanna per traffico di sostanze stupefacenti, non era in possesso neppure della patente di guida regolare. Disponeva infatti solo di quella marocchina che non era stata regolarizzata in quanto non ancora in possesso del permesso di soggiorno.
sara sforza con il fidanzatoSARA SFORZA CON IL FIDANZATO

Il sindaco di Aielli, Enzo Di Natale, in serata, ha diramato una nota, con la quale precisa «Come segno di cordoglio e di vicinanza di tutti gli aiellesi, con ordinanza sindacale, ho proclamato il lutto cittadino. Per la nostra comunità sarà giornata di dolore immenso. Mi auguro che sia un momento di condivisione del lutto e di rispetto nei confronti della famiglia che ha espressamente richiesto riservatezza e discrezione per il giorno delle esequie».

sara sforzaSARA SFORZAsara sforza 1SARA SFORZA 
Ieri mattina, i carabinieri sono tornati sul luogo dell'incidente e hanno sentito anche alcuni testimoni per riferire al magistrato inquirente che nei prossimi giorni deciderà se richiedere un provvedimento cautelare. Intanto la petizione sul web Giustizia per Sara rivolta al Ministro della Giustizia, ha raggiunto le seimila firme.
l'incidente in cui ha perso la vita sara sforzaL'INCIDENTE IN CUI HA PERSO LA VITA SARA SFORZA

A Celano, dove risiedono molti parenti della vittima si è creata tensione per la decisione adottata dalla Procura di non arrestare il giovane marocchino. Sulla vicenda ieri sono intervenuti, il coordinatore della Lega Abruzzo, Luigi D'Eramo: «L'assurda morte di Sara merita risposte ferme e immediate da parte dello Stato», e l'assessore regionale Guido Liris: «Colui che ha procurato il danno e la morte di Sara non deve essere fermato e incarcerato perché marocchino e straniero, ma semplicemente perché è colpevole». Fonte: qui

venerdì 11 ottobre 2019

ALEJANDRO AUGUSTO STEPHAN MERAN, IL KILLER DEI POLIZIOTTI NELLA QUESTURA DI TRIESTE SAREBBE STATO ARRESTATO PER TRAFFICO DI DROGA A CASA SUA, IN REPUBBLICA DOMINICANA

CI SONO TRE FASCICOLI SU DI LUI IN PATRIA, ERA SCHEDATO, MA IN ITALIA HA OTTENUTO TRANQUILLAMENTE UN PERMESSO DI SOGGIORNO DI LUNGA PERMANENZA: EVIDENTEMENTE NESSUNO HA INDAGATO SUI SUOI EVENTUALI PRECEDENTI AI CARAIBI…
Fausto Biloslavo per “il Giornale”

Alejandro Augusto Stephan MeranALEJANDRO AUGUSTO STEPHAN MERAN
Alejandro Augusto Stephan Meran, il killer dei poliziotti nella Questura di Trieste, sarebbe stato arrestato per traffico di droga a casa sua, in Repubblica Dominicana, secondo un' informativa della Dndc, la Direzione nazionale antidroga del paese caraibico. La conferma arriva da Santo Domingo grazie ad Alicia Ortega, une delle più famose giornaliste investigative dell' isola.

A Trieste gli investigatori spiegano di non avere ancora ricevuto queste informazioni. «Per ora non abbiamo riscontri del genere, ma siamo in attesa di ricevere per vie ufficiali informazioni dettagliate dalla Repubblica Dominicana» spiegano da Trieste.
Nell' informativa dell' antidroga di Santo Domingo, che fornisce anche una foto del killer dei due poliziotti con un filo di pizzetto e sguardo triste, corrispondono anche il numero di passaporto, in possesso degli inquirenti italiani, l'età, 29 anni e il luogo di nascita, Comendador, il capoluogo della provincia di Elías Piña.
Alejandro Augusto Stephan MeranALEJANDRO AUGUSTO STEPHAN MERAN

Un'area al confine con Haiti dove passano le vie del narcotraffico caraibiche. Su Alejandro ci sono «tre fascicoli della Dncd» e sarebbe «stato in carcere nel Paese per traffico di droga» si legge nell' informativa, dove «ha scontato la pena». Forse potrebbe trattarsi solo di un fermo o le accuse magari sono cadute in seguito, ma le certezze si avranno solo con l' arrivo della documentazione ufficiale richiesta dagli inquirenti del capoluogo giuliano. Le notizie che arrivano dall' antidroga di Santo Domingo sollevano, però, ulteriori domande sul passato tutto da chiarire del pluriomicida, che si tenta di accreditare come un bravo ragazzo affetto da turbe mentali.
Alejandro Augusto Stephan MeranALEJANDRO AUGUSTO STEPHAN MERAN

Ortega è certa che il dominicano era schedato, ma in Italia non si è mai saputo nulla. Il giovane Alejandro sarebbe arrivato la prima volta nel nostro paese con la famiglia nel 2005. Poi però, se risultano tre dossier e l' arresto in Repubblica Dominicana, deve essere rientrato in patria.

Nel nostro Paese era incensurato e ha ottenuto un permesso di soggiorno di lunga permanenza. Evidentemente nessuno ha indagato su eventuali precedenti ai Caraibi. Secondo informazioni raccolte da il Giornale a l' Aquila il futuro killer, registrato come immigrato disoccupato, ha girato dal 2015 a Montebelluna in provincia di Treviso, Ponte della Alpi, vicino a Belluno e alla fine Trieste.

Il legale di fiducia, Francesco Zacheo, che lo ha incontrato nel carcere del capoluogo giuliano racconta che «legge la Bibbia ogni giorno e non si ricorda» dei due poliziotti uccisi. Mercoledì prossimo si terranno a Trieste le esequie solenne delle vittime, Pierluigi Rotta e Matteo Demenego. Il legale sta cercando «di ricostruire la vita di Alejandro da quando è nato a oggi, ma da quello che dice la madre ha una fedina penale pulita».

alejandro augusto stephan meran 2ALEJANDRO AUGUSTO STEPHAN MERAN 
Il killer faceva anche la spola con la Germania dove ha vissuto con un amico a Deggendorf, che gli investigatori vogliono interrogare. Lo scorso novembre, a Monaco, Alejandro ha rubato un' Audi, non facile da portare via per un neofita, andando poi a sbattere contro la recinzione dell' aeroporto. Sembra che volesse entrare nello scalo a forza per prendere un volo diretto a Santo Domingo. Ali agenti tedeschi intervenuti ha detto che esprimeva «pensieri confusi su una missione per Gesù».

alejandro augusto stephan meranALEJANDRO AUGUSTO STEPHAN MERAN
Per questo motivo è stato ricoverato in una struttura psichiatrica. Il legale ed i familiari sottolineano che aveva problemi mentali ed era in cura in Germania. Zacheo, ha ribadito che la madre «prima dell' accaduto aveva denunciato tantissime volte» i problemi del figlio. «Se non ricordo male - conclude - Alejandro è stato negli ospedali di Belluno, Udine e Trieste». Secondo l' avvocato «tutto, sarà basato ovviamente sulla perizia psichiatrica, dove si valuta la sua condizione mentale difficile».
Nonostante la dimestichezza con le armi dimostrata nella mattanza in Questura, Betanja, la madre, ha garantito al legale «che suo figlio non ha mai preso pistole in mano».

Fonte: qui

giovedì 9 marzo 2017

Follia del Tar: vietato espellere i clandestini spacciatori

Il Tar della Liguria ha dichiarato illegittimo negare il permesso di soggiorno a un extracomunitario condannato (due volte) per spaccio senza valutarne i legami familiari
I giudici amministrativi di Genova hanno perciò annullato un decreto con cui il questore di La Spezia aveva rigettato la domanda di permesso di soggiorno motivandola con le due condanne. La discutibile motivazione addotta è che «in presenza di legami familiari debitamente dimostrati, l'amministrazione non può esprimere un diniego senza avere preventivamente analizzato l'effettività e la valenza di tali legami».
Il fil rouge che connette la sentenza con il trend della magistratura è che i giudici ormai hanno assunto la funzione di creare diritto, riempiendo gli interstizi della normativa vigente. Siamo sempre più un Paese di common law con un Parlamento sempre più delegittimato nella sua funzione primaria, quella di legiferare. Se nemmeno una condanna duplice è sufficiente a giustificare il rifiuto del permesso di soggiorno ad un extracomunitario pregiudicato, vi è seriamente da chiedersi quale sia la prospettiva verso la quale ci vogliono condurre.
La tutela sociale della famiglia non può essere la coperta di Linus che viene tirata a secondo della convenienza in una direzione o nell'altra. Occorre decidersi: se la famiglia è la cellula primigenia della nostra società lo sia sempre. Per tutti. Si susseguono sentenze di diritto creativo con cui i giudici avvalorano concezioni disgreganti della famiglia tradizionale (genitori A e genitori B, adozioni surrettizie di figli a coppie omosessuali, progetti ibridi in cui un coniuge abbia rettificato il proprio sesso e ciò nonostante viene considerato valido il matrimonio sottostante) e poi, improvvisamente, ci si richiama alla tutela sociale dei legami familiari per un extracomunitario pluri-condannato. In un Paese di culle vuote, che viaggia spedito verso l'estinzione demografica, è come se si sia ormai deciso che tale vuoto debba essere colmato dalle avanguardie che attraversano i confini. I figli dell'Italia 2.0, le risorse di boldriniana concezione che sostituiranno i nostri Marco, Sofia, Giacomo, Claudia.
Gli stessi politici si affannano su riforme incostituzionali bocciate al referendum mentre urge una seria politica per la famiglia tradizionale, senza la quale non verrà mai garantito il ricambio generazionale. Laddove politiche di questo tipo sono state approntate, nel Nord-Europa o in Francia, i vagiti di neonati riempiono i corridoi dei reparti maternità: in Italia fare figli oggi è rimesso all'eroismo dei pochi incoscienti abbandonati da uno Stato che non li agevola in nulla. 
La famiglia merita una tutela sociale solo per i pluripregiudicati?
Daniela Missaglia
Fonte: Il Giornale