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domenica 2 febbraio 2020

À la recherche del Pensiero Liberale perduto: Luigi Einaudi



Un paio di giorni fa passavo da Dogliani...
e nell'aria di quel luogo, insieme ai profumi del "Dolcetto"...;-)
ho "acchiappato dei pensieri a volo...come fossero farfalle..."

La libertà economica è la condizione necessaria della libertà politica.

Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli.

Il denaro dei contribuenti deve essere sacro.

Chi avrà ma scritto delle perle di saggezza del genere?
E' stato Luigi Einaudi.
Carneade...Ma chi era costui?....

Credo che tutti si ricordino di Luigi Einaudi come Presidente della Repubblica (il secondo della ns. storia repubblicana).
O si ricordino il suo cognome visto che il figlio Giulio fondò la celeberrima casa Editrice Einaudi.
Purtroppo però sono andati dimenticati i suoi insegnamenti economici, che s'iscrivono nel solco del pensiero liberale e liberista.

Infatti hanno vinto i catto-comunisti....
e, sul lungo periodo, in un'Italia ormai allo SFACELO
OGGI possiamo "apprezzare" i risultati di questa vittoria e della conseguente omogeneizzazione culturale.
La vittoria e la prevalenza catto-comunista
non è tanto e non è solo ideologica ma soprattutto culturale, con un profondo radicamento nei meccanismi sociali e del modo di pensare di questa Italia in declino.
(Per carità! Ogni schema di pensiero ha pro&contro, nessuno schema è il male assoluto...ma la prevalenza assoluta, l'appiattimento, l'omogeneizzazione culturale sono la configurazione che più si avvicina al male assoluto o se preferite sono una delle configurazioni meno efficienti e meno "produttive")

Non ci credete?
RIFLETTETE A FONDO su questa frase recente di Papa Francesco che ci FA CAPIRE MOLTE COSE...
E CHE RIASSUME APPIENO il "rallenty medioevale basato sul SINCRETISMO CATTO-COMUNISTA-(IPOCRITAMENTE)PAUPERISTA" che prevale in Italia...

Risultato?
Un'Italia totalmente INETTA di fronte alla competizione globale,
passiva, abbarbicata ai suoi "piccoli orticelli" (a ciascuno il suo),
senza nessuna spinta al cambiamento al rinnovamento ma rivolta solo al mantenimento ed al tirare a campare,
PRIVA della minima capacità di adattamento.
Un Paese morto, zombie, cristallizzato, feudale&corporativo,
in cui la sua incredibile bellezza, la sua superiorità culturale, i suoi fasti (passati)
puzzano ormai di fiori marciti ed appassiti...quell'odore forte ed acre che senti nei cimiteri...
Io non sento il profumo frizzante dell'aria fresca...
o meglio...l'ho sentito per un po'...

Nella vita delle nazioni di solito l'errore di non saper cogliere l'attimo fuggente è irreparabile (Luigi Einaudi)

ed adesso ...di nuovo il puzzo di fiori marciti ed appassiti...
anche se spesso spacciati come aria fresca,
come il vento del Nuovo (potenza del marketing politico e del basso livello d'indipendenza della ns. informazione).
ECCO PERCHÉ' ORMAI L'ITALIA E' ALTROVE.

Chissà che Italia avremmo potuto avere OGGI..............................
. se avesse prevalso il pensiero di persone come Luigi Einaudi...
E vi ricordo che quanto segue, Luigi Einaudi non l'ha scritto oggi ma 100 anni fa...
il che rende l'idea
sia dello spirito anticipatore del personaggio
sia del grado infimo della nostra involuzione catto-komunista...

Io penso che chiunque legga anche solo i frammenti che seguono...
anche se imbibito profondamente di pensiero catto-comunista
possa cogliere come questo pensiero "liberale" poco abbia a che spartire con il turbo-liberismo ed il turbo-capitalismo di matrice iper-finanziarizzata...
Siamo invece di fronte a qualcosa che interpreta la più profonda ed autentica essenza dell'uomo e che risuona in sintonia con le sue migliori e dunque più efficienti costruzioni sociali ed economiche.

E non dimentichiamo che quello che oggi la maggioranza chiama LIBERISMO (selvaggio)
in realtà non è liberismo manco per la cippa...
mentre invece è uno dei Centralismi più oligarchici e meno liberali che si siano mai visti negli ultimi secoli
sommamente incarnato dalle onnipotenti Banche Centrali, dalle loro politiche centraliste,
dai mercati che ormai tradano solo le mosse di FED BCE etc
impippandosene dei fondamentali macro-economici
....producendo forzatamente una delle PIU' GRANDI BOLLE SPECULATIVE DI SEMPRE
e dunque...una delle peggiori redistribuzioni di ricchezza dai tempi del medioevo
etc etc

Sì sì lo so...quanto scrivo qui
è assolutamente MINORITARIO in questa Italia...
Non sto intessendo le solite lodi a Berlinguer Togliatti De Gasperi e/o Papa Giovanni...;-)
Dunque quanto scrivo suonerà come strano, estraneo, inconsueto e persino irritante ed eretico...
ma forse qualche spiraglio di luce passerà...ed anche solo un raggio sarà una nuova speranza...
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Giustizia non esiste là dove non vi è libertà.
(Notate qualche vaga somiglianza con il "socialismo liberale" di Sandro Pertini?
"Non vi può essere vera libertà senza giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà"....e non è un caso....)
La libertà economica è la condizione necessaria della libertà politica.

La libertà' esiste se esistono uomini liberi; muore se gli uomini hanno l'animo di servi.

Non le lotte o le discussioni devono impaurire, ma la concordia ignava e l'unanimità dei consensi.

“…migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di denaro. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.
Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie e investono tutti i loro capitali per ritrarre spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente con altri impieghi.”

Il denaro dei contribuenti deve essere sacro.

Amante del paradosso è colui il quale ricerca e scopre la verità esponendola in modo da irritare l'opinione comune, costringendola a riflettere ed a vergognarsi di se stessa e della supina inconsapevole accettazione di errori volgari.

La maggior parte delle parole comunemente adoperate dagli uomini politici sono sopratutto notabili per la mancanza di contenuto.

Conoscere per deliberare.

Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.

(Aveva pensato anche a noi blogger indipendenti...in netto anticipo....)
“Albo di Giornalisti! Idea da pedanti, da falsi professori, da giornalisti mancati, da gente vogliosa di impedire agli altri di pensare con la propria testa. L'albo è un comico non senso, è immorale perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero.” 
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...................................Einaudi introduce alcune novità nella politica economica dei liberali italiani: 
a suo parere vi è una mutua implicazione tra liberalismo e liberismo, discostandosi in questo dalle teorie di Benedetto Croce, che preconizzava il liberalismo italiano come un affare innanzitutto morale.

Einaudi invece afferma che le libertà civili e le libertà economiche siano reciprocamente dipendenti: ciascuna forma di libertà emerge solo in presenza delle altre.

Secondo Einaudi, il liberismo non è semplice economicismo.
Rifacendosi ai classici anglosassoni del pensiero liberale (John Stuart Mill e John Locke su tutti), egli esalta l'individualità, la libertà d'iniziativa, il pragmatismo.

La libertà funziona solamente laddove è esplicata nella sua completezza: un liberale "completo" è anche "liberista", perché tenta di applicare una reale corrispondenza tra ideale di libertà e società concretamente libera.

Secondo Einaudi, in un regime statalista la vita sociale ed economica è destinata alla stagnazione: l'individuo si perfeziona solo se è libero di realizzarsi come meglio crede; il liberalismo educa gli uomini perché insegna loro ad autorealizzarsi.
La meritocrazia risulta strettamente connessa a un'economia di mercato: l'individuo più competente o creativo può rendere migliore l'azienda e quindi viene assunto.

Einaudi stesso ha curato direttamente la conduzione della sua azienda agricola presso Dogliani, applicandovi le tecniche di coltivazione più moderne.

L'autorealizzazione può portare allo scontro tra individui con interessi concorrenti.
Questo genere di lotta è però una lotta di progresso: gli uomini sono così costretti ad assumersi la responsabilità (guadagni e fallimenti) delle proprie imprese economiche, senza gravare su altri individui, come invece accade in uno stato assistenziale.

L'ideale liberale è un ideale in costante mutamento: può essere oggetto di critica perché nasce e si nutre di ideali concorrenti. 
Il liberalismo vive del contrasto.

Per Einaudi, con l'eccesso di statalismo si rischia di "impigrire" l'individuo.
Portato a disinteressarsi e a non assumersi responsabilità, si lascerà "trasportare dalla corrente", accettando con fatalismo anche illegalità e cattivi servizi, percependoli come prassi. 
Il liberalismo, diversamente, è una pratica più dura, ma attraverso l'autorealizzazione riesce a responsabilizzare i cittadini.

Una società libera ha bisogno di istituzioni minime e basate sulla trasparenza, in modo che siano più vicine al cittadino e da lui facilmente utilizzabili o contestabili: federalismo e decentramento rispondono bene a queste esigenze; 
Einaudi punta ad un federalismo europeo, con ciò a dire una sola politica economica, un forte esercito europeo in grado di tenere a bada le pressioni provenienti da oriente e in grado di confrontarsi paritariamente con gli USA
Einaudi non vuole la dissoluzione dei singoli stati ma auspica una federazione europea dotata di varie libertà, soprattutto economiche.

martedì 2 luglio 2019

‘’LE ÈLITES AL POTERE SI SONO ALLONTANATE DAL POPOLO”

L’INTERVISTA DI PUTIN AL ‘’FINANCIAL TIMES’’ È UN DOCUMENTO STORICO IMPORTANTE PERCHÉ CI MOSTRA COME I TRE MAGGIORI LEADER MONDIALI - TRUMP, XI E PUTIN 
RINCORRANO LA STESSA LINEA POLITICA POPULISTICA (MAI SUCCESSO PRIMA)
“I MIGRANTI POSSONO UCCIDERE, SACCHEGGIARE E STUPRARE IMPUNEMENTE PERCHÉ I LORO DIRITTI DEVONO ESSERE TUTELATI. QUINDI, L'IDEA LIBERALE È DIVENTATA OBSOLETA. È ENTRATA IN CONFLITTO CON GLI INTERESSI DELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DELLA POPOLAZIONE”
L'intervista è stata realizzata dal direttore del "Financial Times" Lionel Barber e dal corrispondente a Mosca Henry Foy e pubblicata “la Repubblica”

L'INTERVISTA ESCLUSIVA DEL FINANCIAL TIMES A VLADIMIR PUTINL'INTERVISTA ESCLUSIVA DEL FINANCIAL TIMES A VLADIMIR PUTIN
Presidente Putin, come ha visto cambiare il mondo nei vent' anni in cui è stato al potere?
«La prima cosa che vorrei dire è che non sono stato al potere per tutti questi vent' anni. Per quattro anni sono stato primo ministro, e non è la carica più alta della Federazione Russa. Tuttavia, sono da parecchio tempo al Governo, perciò sono in grado di giudicare che cosa sta cambiando. Mi arrischierei a dire che la situazione non è cambiata in meglio, ma resto ottimista. Tuttavia, per dirla senza mezzi termini, la situazione è diventata più drammatica ed esplosiva».

Ritiene che il mondo sia più frammentato?
putin xiPUTIN XI







«Sicuramente, perché durante la Guerra Fredda, il problema era la Guerra Fredda, è vero. Ma almeno c' erano alcune regole che tutti i soggetti che prendevano parte alla comunicazione internazionale più o meno sottoscrivevano. Ora sembra che non ci sia più nessuna regola. In questo senso, il mondo è diventato più frammentato e meno prevedibile, che è la cosa più deplorevole».

Lei è uno studioso di storia. Ha intrattenuto ore di conversazioni con Henry Kissinger. Quasi sicuramente avrà letto il suo libro, "Ordine mondiale". Con Trump assistiamo a un sistema molto più transazionale. Trump è molto critico delle alleanze. Va a vantaggio della Russia?
«Sarebbe meglio chiedere che cosa sarebbe a vantaggio dell' America.
trump putinTRUMP PUTIN
Trump non è un politico di professione. Ha una visione diversa degli interessi nazionali degli Stati Uniti. Molti dei suoi metodi non li accetto. Ma penso che sia una persona di talento. Sa molto bene che cosa si aspettano da lui i suoi elettori. La Russia è stata accusata, e per strano che possa sembrare lo è ancora nonostante il rapporto Mueller, di una fantomatica interferenza nelle elezioni americane. Che cosa è successo in realtà? È successo che Trump ha visto i cambiamenti nella società americana, e ne ha approfittato.
Qualcuno ha mai ragionato su chi abbia beneficiato della globalizzazione? La Cina è quella che ha tratto vantaggio più di tutti. Negli Stati Uniti la classe media non ne ha beneficiato. La squadra di Trump lo ha usato in campagna elettorale. È qui che bisogna cercare le ragioni della vittoria di Trump, non in qualche presunta interferenza estera. Penso che questo possa spiegare le sue apparentemente irragionevoli decisioni economiche e i suoi rapporti con partner e alleati».

Lei difende la globalizzazione insieme al presidente della Cina, Xi Jinping, mentre Trump dice "Prima l' America". Come spiega questo paradosso?
«Non penso che il suo desiderio di dare la precedenza all' America sia un paradosso. Io do la precedenza alla Russia, e nessuno lo percepisce come un paradosso».

Lei si è incontrato spesso con il presidente Xi, e Russia e Cina si sono indubbiamente avvicinate. Non sta puntando troppe fiches su una carta sola? Perché la politica estera russa, anche sotto la sua guida, si è sempre fatta un vanto di parlare con tutti.
«Tanto per cominciare, le fiches da puntare non ci mancano, ma non ci sono molte carte su cui puntarle. Questo è il primo punto. Il secondo è che valutiamo sempre i rischi. Il terzo è che le nostre relazioni con la Cina non sono motivate da opportunismo politico. Il trattato d' amicizia con la Cina fu firmato nel 2001, molto prima degli attuali disaccordi economici, per usare un eufemismo, fra Stati Uniti e Cina. Sì, la Russia e la Cina hanno molti interessi che coincidono. È la ragione dei frequenti contatti fra me e il presidente Xi Jinping. Naturalmente abbiamo anche stabilito un rapporto personale molto caloroso. Ci stiamo muovendo in linea con la nostra agenda bilaterale generale, che formulammo già nel lontano 2001, ma reagiamo rapidamente agli sviluppi mondiali. Non rivolgiamo mai le nostre relazioni bilaterali contro qualcuno. Non siamo contro nessuno, siamo per noi stessi».

Dopo 20 anni al vertice o vicino al vertice ha più fame di rischi?
«La mia fame di rischi non è aumentata né diminuita. Il rischio deve essere sempre ben giustificato. Non si può ricorrere al proverbio russo "Chi non rischia non berrà mai champagne". Prima di rischiare bisogna procedere a una valutazione meticolosa di ogni aspetto. I rischi folli, che trascurano la situazione reale e non tengono conto delle conseguenze, sono inaccettabili perché possono mettere in pericolo gli interessi di un gran numero di persone».
La sua decisione di intervenire in Siria è stata un rischio grosso?
«Abbastanza elevato. Però ho riflettuto attentamente con largo anticipo. Ho deciso che a lungo termine gli effetti positivi per la Russia avrebbero superato di gran lunga la scelta di restare a guardare mentre una organizzazione terrorista internazionale si rafforza vicino ai nostri confini».

Che genere di risultato ha portato il rischio assunto in Siria?
«Innanzitutto molti militanti intenzionati a far ritorno in Russia sono stati eliminati. In secondo luogo, siamo riusciti a stabilizzare una regione contigua. Quindi abbiamo rafforzato direttamente la sicurezza interna della Russia.

Questo in terzo luogo. Quarto, abbiamo stabilito rapporti commerciali buoni con tutti i Paesi della regione e le nostre posizioni in Medio oriente si sono stabilizzate.
Quanto alla Siria, siamo riusciti a preservarne la sovranità, impedendo che il paese cadesse nel caos come la Libia».

Lei è impegnato a far sì che Al Assad resti al potere o può essere, ad un certo punto, che in Siria avvenga una transizione, con l' appoggio russo, che non sia come quella in Libia?
«Credo che i siriani debbano essere liberi di scegliere il proprio futuro. Al contempo, vorrei che le azioni degli attori esterni fossero, come nel caso dei rischi, prevedibili e comprensibili. Quando abbiamo discusso la questione con la precedente amministrazione Usa, abbiamo chiesto, "supponiamo che Assad si dimetta, cosa succederà domani?". "Non lo sappiamo", hanno detto. Ma se non sai cosa accadrà domani, perché parlare a vanvera oggi?».

Ritiene che vi sia la possibilità di un miglioramento delle relazioni anglo-russe e che si possano superare alcune questioni delicate, come la vicenda Skripal?
skripalSKRIPAL
«Senta, tutta questa storia di spie e controspie non è degna di relazioni interstatali serie. Questa spy story non vale cinque copechi. E nemmeno cinque sterline. Le questioni riguardanti le relazioni interstatali si misurano in miliardi e riguardano il destino di milioni di persone. Come possiamo paragonare le due cose? Sappiamo che le imprese del Regno Unito, vogliono lavorare con noi. E noi sosteniamo questa intenzione. Creano posti di lavoro e valore aggiunto. E se aggiungiamo una situazione politica imprevedibile, non saranno in grado di lavorare. Penso che sia la Russia che il Regno Unito siano interessati a ripristinare pienamente le loro relazioni. Penso che sia più facile per May, perché se ne sta andando ed è libera di fare ciò che ritiene giusto e necessario senza preoccuparsi di alcune conseguenze di politica interna».
KISSINGER PUTINKISSINGER PUTIN

Qualcuno potrebbe dire che una vita umana vale più di cinque centesimi.
«È morto qualcuno?».

Oh, sì. Quel signore che aveva un problema di droga ed è morto dopo aver toccato il Novichok.
«E pensa che sia assolutamente colpa della Russia?».

skripalSKRIPAL
Non ho detto questo. Ho detto che qualcuno è morto.
«Sì, è morto un uomo, e questa è una tragedia. Ma cosa abbiamo a che fare con questo?».

Crede che quel che è successo a Salisbury mandi un messaggio a chiunque pensi di tradire Mosca?
IL TESSERINO IDENTIFICATIVO DELLA STASI CON IL NOME E LA FOTO DI VLADIMIR PUTINIL TESSERINO IDENTIFICATIVO DELLA STASI CON IL NOME E LA FOTO DI VLADIMIR PUTIN
«Il tradimento è il crimine più grave possibile e i traditori devono essere puniti. Non sto dicendo che l' incidente di Salisbury sia il modo di farlo. Questo signore, Skripal, era già stato punito. Era stato arrestato, condannato, aveva scontato la sua pena in prigione. Era fuori dal radar. Perché interessarsi ancora a lui? Per quanto riguarda il tradimento, deve essere punibile. È il crimine più spregevole che si possa immaginare».

All' inizio della nostra conversazione ho parlato della frammentazione. Un altro fenomeno odierno è che c' è una reazione popolare contro le élite e contro l' establishment e lo si è visto con la Brexit in Gran Bretagna, in Germania con l' Afd, in Turchia e nel mondo arabo. Per quanto tempo pensa che la Russia possa rimanere immune da questo movimento globale?
vladimir putin con matteo salviniVLADIMIR PUTIN CON MATTEO SALVINI
«Bisogna considerare la realtà di ogni singolo caso. Certo, ci sono alcune tendenze, ma sono solo generali. Per quanto tempo la Russia rimarrà un paese stabile? Più a lungo è, meglio è. Perché molte cose e la sua posizione nel mondo dipendono dalla stabilità. La ragione interna del crollo dell' Unione Sovietica fu che la vita era difficile per la gente. I negozi erano vuoti e la gente aveva perso il desiderio di preservare lo Stato.
Pensavano che non potesse andare peggio. Invece la vita peggiorò, specie all' inizio degli Anni '90, quando collassarono i sistemi di protezione sociale e di assistenza sanitaria e l' industria si sgretolò.

Poteva anche funzionare male, ma almeno la gente aveva un lavoro. Dopo il crollo, lo perse. Quindi, ogni caso va esaminato separatamente. Che cosa sta succedendo in Occidente? Le élite al potere si sono allontanate dal popolo. C'è anche la cosiddetta idea liberale che ha esaurito il suo scopo. Quando il problema dell' immigrazione ha raggiunto un punto critico, molti nostri partner occidentalihanno ammesso che il multiculturalismo non è efficace e che gli interessi della popolazione locale vanno presi in considerazione. Al tempo stesso, chi si trova in difficoltà a causa dei problemi politici nel proprio Paese d' origine ha bisogno della nostra assistenza. È giusto, ma cosa ne è degli interessi della popolazione locale quando il numero di migranti diretti verso l' Europa occidentale è nell' ordine di migliaia o centinaia di migliaia?».

vladimir putin angela merkelVLADIMIR PUTIN ANGELA MERKEL
Angela Merkel ha commesso un errore?
«Un errore capitale. Si può criticare Trump per la sua intenzione di costruire un muro tra il Messico e gli Stati Uniti. Forse esagera. Ma almeno sta cercando una soluzione. Per quanto riguarda l' idea liberale, i suoi sostenitori non stanno facendo nulla. Dicono che tutto va bene. Ma è così? Sono seduti nei loro accoglienti uffici, mentre coloro che affrontano il problema non sono contenti. Lo stesso accade in Europa.

L'idea liberale presuppone che non ci sia bisogno di fare nulla. I migranti possono uccidere, saccheggiare e stuprare impunemente perché i loro diritti devono essere tutelati. Quindi, l' idea liberale è diventata obsoleta. È entrata in conflitto con gli interessi della stragrande maggioranza della popolazione.

trump putin helsinki 5TRUMP PUTIN HELSINKI 
O prendiamo i valori tradizionali. Non voglio insultare nessuno, perché siamo già stati condannati per la nostra presunta omofobia. Non abbiamo problemi con le persone Lgbt. Ma alcune cose ci sembrano eccessive. Ora c' è chi sostiene che i bambini possono svolgere cinque o sei ruoli di genere. Lasciamo che tutti siano felici, ma non dobbiamo permettere che ciò metta in secondo piano la cultura, le tradizioni e i valori familiari tradizionali di milioni di persone».
ZAR PIETRO IL GRANDEZAR PIETRO IL GRANDE







Ha conosciuto molti leader mondiali. Chi ammira di più?
«Pietro il Grande».

Ma è morto.
«Vivrà finché la sua causa sarà viva come la causa di ognuno di noi. (Ride). Vivremo finché vivrà la nostra causa. Se si riferisce ai leader attuali di diversi Paesi e Stati, sono rimasto molto colpito dall' ex presidente francese Chirac. È un vero intellettuale, un vero professore, un uomo saggio e molto interessante. Quando era presidente, aveva la sua opinione su ogni questione, sapeva come difenderla e rispettava sempre le opinioni dei suoi partner».

I grandi leader preparano sempre la propria successione. Può dirci con quale processo sarà scelto il suo successore?
putin scolarettoPUTIN SCOLARETTO
«Posso dirle che ci ho sempre pensato, fin dal 2000. La situazione cambia e cambiano anche alcune esigenze delle persone. Alla fine, e lo dico senza teatralità, la decisione dovrà prenderla il popolo russo. Non importa tanto quello che fa l' attuale leader e come lo fa, né chi rappresenta e come, perché è l' elettore che ha l' ultima parola».
vladimir putin con hassan rohaniVLADIMIR PUTIN CON HASSAN ROHANI












Quindi la scelta sarà approvata dal popolo russo in una votazione?
«Nel vostro Paese, un leader se ne va e il leader che gli succede non è eletto dal voto diretto del popolo, ma dal partito al potere. In Russia è diverso, perché siamo un Paese democratico. Se i nostri alti funzionari se ne vanno, si tengono elezioni a scrutinio segreto diretto universale. Lo stesso accadrà in questo caso».

Non posso fare a meno di sottolineare che lei ha assunto la presidenza prima delle elezioni.
putin giovane hipsterPUTIN GIOVANE HIPSTER
«Sì, è vero. E allora? Ero presidente in carica e, per essere eletto e diventare capo di Stato, ho dovuto partecipare a un' elezione, cosa che ho fatto. Sono grato al popolo russo per la fiducia accordatami all' epoca e, successivamente, nelle elezioni successive. È un grande onore essere il leader della Russia».

Fonte: qui




Putin parla del liberalismo, definendolo "Obsoleto", in un'ampia intervista in occasione del G-20


Giovedì scorso, in un'intervista esclusiva con FT , il presidente russo Vladimir Putin ha propagandato la crescita del populismo nazionale in Europa e in America dicendo che il liberalismo è "speso" come ideologia. Ha parlato a lungo di numerose questioni, che abbiamo discusso qui per argomento. 

Governi liberali

Alla vigilia del vertice del G20, Putin ha detto che "l'idea liberale" era "sopravvissuta al suo scopo" mentre il pubblico si era rivolto contro l'immigrazione e il multiculturalismo. La sua opposizione al liberalismo allinea Putin con leader come il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, l'ungherese Viktor Orban, Matteo Salvini in Italia e l'insurrezione Brexit nel Regno Unito.
Putin ha detto: 



"[I liberali] non possono semplicemente dettare nulla a nessuno proprio come hanno cercato di fare negli ultimi decenni."

Immigrazione e rifugiati

Ha detto che la decisione del cancelliere Angela Merkel di ammettere oltre 1 milione di rifugiati in Germania è stato un "errore cardinale" e ha elogiato il presidente Trump per aver cercato di fermare i migranti e le droghe dal Messico. 
Putin ha detto:
 "Questa idea liberale presuppone che non si debba fare nulla. Che i migranti possano uccidere, saccheggiare e stuprare impunemente perché i loro diritti come migranti devono essere protetti.Ogni crimine deve avere la sua punizione. L'idea liberale è diventata obsoleta. È entrato in conflitto con gli interessi della stragrande maggioranza della popolazione ".

Sull'interferenza elettorale

Mentre Putin è stato preso di mira negli Stati Uniti, vale a dire per il tentativo di intervenire nelle elezioni del paese, Putin ha negato e chiamato l'idea di "interferenza mitica".
Putin ha detto:
"Cosa è successo negli Stati Uniti, e come è successo? Negli Stati Uniti, le principali società statunitensi - le società, i loro manager, azionisti e partner - hanno fatto uso di questi benefici. La classe media non ha quasi beneficiato della globalizzazione. La squadra di Trump ha percepito questo molto acutamente e chiaramente, e lo hanno usato nella campagna elettorale. È qui che dovresti cercare le ragioni alla base della vittoria di Trump, piuttosto che in qualsiasi presunta interferenza straniera ".

La guerra commerciale Cina / Stati Uniti