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venerdì 2 agosto 2019

I vigili del fuoco di New York chiedono una nuova indagine sull'11 settembre, citando "Prove schiaccianti di esplosivi pre-piantati"

I vigili del fuoco della zona di New York hanno chiesto una nuova indagine sull'11 settembre, sostenendo che "prove schiaccianti" di " esplosivi pre-piantati ... hanno causato la distruzione dei tre edifici del World Trade Center ". Franklin Square e Munson Fire District al di fuori del Queens, New York, hanno fatto la storia diventando il primo organo legislativo nel paese a sostenere una nuova indagine sugli eventi dell'11 settembre, secondo  Architects and Engineers for 9/11 Truth.
La risoluzione, letta ad alta voce  e approvata nel corso di una riunione del 24 luglio 2019 e che chiedeva l'indagine è stata redatta dal commissario Christopher Gioia ed è stata approvata all'unanimità dai cinque commissari. 
Secondo Activist Post , il commissario Christopher Gioia ha dichiarato: “Siamo una comunità affiatata e non dimentichiamo mai i nostri fratelli e sorelle caduti. Faresti meglio a credere che quando l'intero corpo dei vigili del fuoco dello Stato di New York sarà a bordo, saremo una forza inarrestabile. Siamo stati i primi vigili del fuoco a approvare questa risoluzione. Non saremo gli ultimi ".

Commissari di Franklin Square e Munson Fire District: Philip F. Malloy, Jr (a sinistra), Dennis G. Lyons (secondo da sinistra): Joseph M. Torregrossa (al centro); Christopher L. Gioia (secondo da destra); Les Saltzman (a destra).




Secondo il rapporto AE911  :
L'impatto dell'11 settembre sulla comunità si estende ben oltre le vittime e le loro famiglie in lutto. Il 12 settembre 2001 fu chiamato il Corpo dei vigili del fuoco di Franklin Square per assistere all'enorme sforzo di salvataggio e di recupero che era appena iniziato. Innumerevoli membri del dipartimento, tra cui Gioia e il commissario Philip Malloy (allora vigili del fuoco), hanno trascorso settimane in pila alla ricerca invano di civili e compagni di risposta che potrebbero essere ancora vivi. Oggi, Malloy è una delle migliaia che soffrono di effetti cronici sulla salute.
Il dipartimento ha anche perso uno dei suoi in Thomas J. Hetzel, affettuosamente chiamato "Tommy" dai commissari. Hetzel era un membro a tempo pieno dei vigili del fuoco di New York oltre a servire come vigile del fuoco volontario in Franklin Square. Durante l'incontro è stato esposto un commovente memoriale di Hetzel e c'erano la vedova, i genitori e la sorella di Hetzel.
"Le famiglie Hetzel ed Evans hanno apprezzato molto il procedimento", ha continuato Gioia. "Sanno che è una lotta in salita. Ma almeno hanno speranza, che è qualcosa che non hanno avuto da molto tempo."

Parlando con gli ospiti dopo l'incontro, il commissario Dennis Lyons ha dichiarato: "Abbiamo un memoriale - un pezzo di acciaio del World Trade Center con 28 fori in cui andavano le viti e dadi. Ogni anno l'11, abbiamo messo una rosa dentro ogni buca per i 24 pompieri della contea di Nassau e quattro residenti di Franklin Square che sono morti l'11 settembre. "
La risoluzione completa del dipartimento recita :
Considerando che gli attacchi dell'11 settembre 2001 sono indissolubilmente e per sempre legati a Franklin Square e ai vigili del fuoco di Munson;
Mentre, l'11 settembre 2001, mentre operava presso il World Trade Center di New York City, il vigile del fuoco Thomas J. Hetzel, badge # 290 della Hook and Ladder Company # 1, Franklin Square e Munson Fire Department di New York, è stato ucciso a svolgimento delle sue funzioni, insieme a 2.976 altri soccorritori e civili;
Considerando che, i membri dei Franklin Square e dei vigili del fuoco di Munson sono stati chiamati ad assistere nelle successive operazioni di salvataggio e recupero e pulizia del sito del World Trade Center, affliggendo molti di loro con malattie potenzialmente letali a causa della respirazione delle tossine mortali presenti al sito;
Considerando che i commissari del Board of Fire di Franklin Square e Munson Fire District riconoscono la natura significativa e convincente della petizione prima che il procuratore degli Stati Uniti per il distretto meridionale di New York riferisse crimini federali non perseguiti presso il World Trade Center l'11 settembre , 2001, e invitando il procuratore degli Stati Uniti a presentare tale petizione a una giuria speciale ai sensi della Costituzione degli Stati Uniti e 18 USC SS 3332 (A);
Considerando che, le prove schiaccianti presentate in detta petizione dimostrano oltre ogni dubbio che esplosivi e / o materiali incendiari erano pre-piantati - non solo aerei e gli incendi conseguenti - hanno causato la distruzione dei tre edifici del World Trade Center, uccidendo la stragrande maggioranza delle vittime che morì quel giorno ;
Considerando che le vittime dell'11 settembre, le loro famiglie, la gente di New York City e la nostra nazione meritano che ogni crimine relativo agli attacchi dell'11 settembre 2001 sia indagato al massimo e che ogni persona responsabile sia di fronte alla giustizia ;
ORA PERTANTO, SI DEVE RISOLVERE che i Commissari del Board of Fire di Franklin Square e Munson Fire District sostengano pienamente un'indagine federale della giuria e un procedimento giudiziario su tutti i reati connessi agli attacchi dell'11 settembre 2001, nonché tutti gli sforzi da altre entità governative per indagare e scoprire tutta la verità che circonda gli eventi di quel giorno orribile.
Richard Gage, AIA of Architects and Engineers for 9/11 Truth è apparso sul podcast di Quoth the Raven lo scorso venerdì per discutere del perché lui e la sua organizzazione credono che una nuova indagine sia giustificata. Fonte: qui

Ponte Morandi: per i periti, difetti esecutivi e poca manutenzione

Depositata la relazione sul quesito del primo incidente probatorio. Elevato grado di corrosione per i trefoli in acciaio. Prorogato lo stato di emergenza

Ansa - "Difetti esecutivi" rispetto al progetto originario e degrado e corrosione di diverse parti dovuti alla "mancanza di interventi di manutenzione significativi". Lo scrivono i tre periti del gip Angela Nutini nella risposta al secondo quesito del primo incidente probatorio per il crollo del ponte Morandi. I periti hanno esaminato le condizioni di conservazione e manutenzione dei manufatti non crollati e delle parti precipitate. I periti hanno analizzato i reperti, ma anche effettuato carotaggi e analisi sia sulle parti crollate (quelle della pila 9) che quelle rimaste in piedi. Per quanto riguarda il reperto 132 (l'ancoraggio dei tiranti sulle sommità delle antenne del lato Sud), considerata dalla procura la prova regina perché è il punto che si sarebbe staccato per primo, i periti hanno individuato nei trefoli "uno stato corrosivo di tipo generalizzato di lungo periodo, dovuto alla presenza di umidità di acqua e contemporanea presenza di elementi aggressivi come solfuri e cloruri". I tre esperti, nella loro relazione, hanno analizzato i reperti, ma anche effettuato carotaggi e analisi sia sulle parti crollate (quelle della pila nove) che quelle rimaste in piedi (non solo la 10, ma anche le altre).
In particolare per quanto riguarda il reperto 132 (l'ancoraggio dei tiranti sulle sommità delle antenne del lato Sud), considerata dalla procura di Genova la prova "regina" perché è il punto che si sarebbe staccato per primo, i periti hanno individuato nei trefoli "uno stato corrosivo di tipo generalizzato di lungo periodo, dovuto alla presenza di umidità di acqua e contemporanea presenza di elementi aggressivi come solfuri, derivanti dello zolfo, e cloruri". L'inchiesta vede indagate 71 persone, insieme alle due società Autostrade e Spea. I reati, a vario titolo, sono di omicidio colposo, omicidio stradale colposo, disastro colposo, attentato alla sicurezza del trasporti e falso.  I trefoli di acciaio dentro i tiranti della pila 9 del ponte Morandi, quella crollata il 14 agosto 2018, avevano un grado elevato di corrosione. E' quanto scrivono i tre periti del gip nella relazione del primo incidente probatorio. Il 68% dei trefoli del gruppo primario, situato all'interno del tirante, e l'85% dei trefoli situati più all'esterno, avevano una riduzione di sezione tra il 50% e il 100%.


"Per quanto riguarda la situazione dello strallo della pila 9 la relazione dei periti riporta soltanto la classificazione degli stati di corrosione dei fili di acciaio componenti i trefoli, classificazione determinata in modo sommario e quindi utilizzabile soltanto ai soli fini descrittivi. Tale classificazione consente comunque di escludere che sia stato lo strallo la causa primaria del cedimento". Lo afferma Aspi in una nota.



"Le percentuali di corrosione riportate nella tabella della perizia depositata confermano in che la capacità portante degli stralli era ampiamente garantita, come hanno dimostrato anche i risultati delle analisi compiute dal laboratorio Empa di Zurigo e dall'Università di Pisa. Quindi, l'eventuale presenza di una percentuale ridottissima di trefoli corrosi fino al 100% non può in alcun modo aver avuto effetti sulla tenuta complessiva del Ponte", lo afferma Aspi in una nota.

Intanto il Consiglio dei Ministri, nella riunione di ieri sera, ha deliberato la proroga di un anno dello stato di emergenza per il crollo del Ponte Morandi e della nomina del Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti a commissario delegato. "Siamo soddisfatti per la rapidità con cui il Governo ha accolto le nostre richieste, come ci avevano garantito nell'incontro a Palazzo Chigi di due giorni fa", ha dichiarato Toti. "Questo passaggio era fondamentale per proseguire il grande lavoro fatto fino ad oggi e dare al territorio tutte le risposte di cui ha bisogno, fino alla ricostruzione del nuovo ponte".  Sono state tutte abbattute le palazzine intorno al ponte. Manca solo il piano basso del civico 9 poi saranno tutte abbattute . In attesa della decisione sui detriti intanto prosegue l'attività dei demolitori che tra pochi giorni 'attaccheranno' l'ultima pila, la 2, quella più vicina alla collina di Coronata. A quel punto, la demolizione dell'ex viadotto Morandi potrà dirsi conclusa.


LA CONCLUSIONE CHOC DEI PERITI SUL PONTE MORANDI: “C’ERANO MOLTI FILI COMPLETAMENTE CORROSI PRIMA DELLA ROTTURA” 
SCARSA MANUTENZIONE E DIFETTI DI COSTRUZIONE: IL VIADOTTO MORANDI ERA UNA BOMBA PRONTA AD ESPLODERE, MA AUTOSTRADE MINIMIZZA: “I DIFETTI NON C’ENTRANO CON IL CROLLO…”
Andrea Pasqualetto per il “Corriere della Sera”

IL REPERTO 132 DEL PONTE MORANDI DI GENOVAIL REPERTO 132 DEL PONTE MORANDI DI GENOVA
«Il numero dei fili senza corrosione era praticamente trascurabile mentre vi erano molti fili completamente corrosi prima della rottura». Cioè, prima del crollo del ponte Morandi, 14 agosto 2018, 43 vittime e una città in ginocchio. Sono pesanti le conclusioni dei periti nominati dal giudice di Genova per analizzare le condizioni di conservazione e manutenzione del viadotto nell' ambito del primo incidente probatorio disposto dal gip Angela Maria Nutini (il secondo, sulle cause del disastro, è in corso). Soprattutto per quanto riguarda il reperto 132, considerato dalla procura il maggior indiziato del disastro, un po' la pistola fumante, già oggetto di valutazione da parte dei super esperti dei laboratori di Zurigo.

LA PERIZIA SUL PONTE MORANDI DI GENOVALA PERIZIA SUL PONTE MORANDI DI GENOVA
Si tratta della parte terminale di uno degli stralli, che aggancia nella parte superiore la pila crollata. Secondo i professori Gianpaolo Rosati, Massimo Losa e Renzo Valentini, che hanno firmato la perizia, un cavo su quattro di questa sezione è risultato completamente corroso. Mentre il 61% aveva subito una riduzione di spessore di almeno la metà. Solo «il 14% dei gruppi di fili primari e il 3% di quelli secondari sono risultati per nulla o poco corrosi».

Così, la prova regina. Almeno secondo la procura, che per il crollo sta indagando 71 persone e due società, Autostrade per l' Italia e Spea. «Lo stato di conservazione delle selle Gerber (altro elemento importante della struttura, ndr) è caratterizzato da un livello non trascurabile di degrado generalizzato, che interessa calcestruzzo, armatura e cavi di precompressione», proseguono i periti, precisando che «non sono presenti interventi atti ad arrestare i fenomeni in corso».

a sinistra della freccia si nota che lo spessore del cavo aumenta reperto ponte morandi genovaA SINISTRA DELLA FRECCIA SI NOTA CHE LO SPESSORE DEL CAVO AUMENTA REPERTO PONTE MORANDI GENOVA
Il sospetto di una carente manutenzione strutturale è al centro dell' indagine penale ed è richiamato più volte nelle 72 pagine della perizia. «Nessun intervento recente». L' ultimo significativo «risale a circa 25 anni fa, successivamente sono stati eseguiti interventi di presidio con l' installazione di reti per i distacchi .... che non intervengono sullo sviluppo del processo corrosivo».
reperto 132 dell'indagine sul crollo del ponte morandi di genovaREPERTO 132 DELL'INDAGINE SUL CROLLO DEL PONTE MORANDI DI GENOVA






Sono stati poi riscontrati «fenomeni di ossidazione e corrosione nelle parti metalliche dei dispositivi di appoggio, probabilmente correlabili alla vita utile trascorsa in assenza di lavori funzionali alla durabilità dell' opera». Insomma, la perizia bacchetta chi doveva eseguire gli interventi. Senza trascurare il fatto che ci fossero pure dei difetti di costruzione del ponte, inaugurato negli anni Sessanta. «Numerose fessure si sono sviluppate tra i cavi, alcune delle quali di notevole entità e probabilmente legate alla fase costruttiva».
frame del video della guardia di finanza sul crollo del ponte morandi di genovaFRAME DEL VIDEO DELLA GUARDIA DI FINANZA SUL CROLLO DEL PONTE MORANDI DI GENOVA


Corrosione, scarse manutenzioni ed errori di realizzazione, dunque. Per la procura il documento dei periti è un pilastro dell' accusa. Per gli esperti di Autostrade, invece, tutt' altro: «Non evidenzia situazioni di degrado che possano in alcun modo essere messe in relazione con una diminuzione della capacità portante del ponte.
il nuovo video del crollo di ponte morandi 4IL NUOVO VIDEO DEL CROLLO DI PONTE MORANDI














L' analisi delle parti crollate ha messo in luce alcuni difetti solo localizzati che non sono in alcun modo connessi alla funzionalità dell' opera. Le parti non crollate hanno superato positivamente le prove di carico».

BRUNO VESPA DANILO TONINELLI CON IL PONTE MORANDI CROLLATOBRUNO VESPA DANILO TONINELLI CON IL PONTE MORANDI CROLLATO

mercoledì 23 gennaio 2019

L'AIR FORCE RENZI: ''È UN AIUTO DI STATO AD ALITALIA''.


STRAPAGARE QUEL VECCHIO AIRBUS SERVIVA A COMPENSARE ETIHAD PER L'OPERAZIONE (IN PERDITA) SUL 49% DI ALITALIA 

MA IL TRUCCO NON È RIUSCITO E ORA LA CORTE DEI CONTI BASTONA IL GOVERNO. SOLO CHE GLI ARABI NON LO RIVOLGONO, E FANNO RICORSO AL TAR

DAGOSPIA DEL 4 AGOSTO 2016: L'AIR FORCE CAZZ-ONE RESTA A TERRA DI NUOVO. RENZI NON SI VUOLE FAR FOTOGRAFARE MENTRE SALE SULLA SCALETTA PER I SUOI VOLI BLU, E IN MEZZO CI SONO ETIHAD, ALITALIA E UNO STRANO SOVRAPPREZZO… QUI


«L'AIR FORCE RENZI UN AIUTO DI STATO AD ALITALIA» CORTE DEI CONTI IN PICCHIATA SULL' AEREO IN LEASING
airbus a340 nuovo aereo blu di renzi 6AIRBUS A340 NUOVO AEREO BLU DI RENZI
L'AIRBUS STRAPAGATO E MAI USATO. ETIHAD NON LO RIVUOLE: VERSO IL RICORSO AL TAR

Chiara Giannini per “il Giornale”

L'Airbus A-340, meglio conosciuto come Air Force Renzi, che l' attuale governo sta cercando di ridare indietro a Etihad, sarebbe finito al centro di un' inchiesta della Corte dei conti, che starebbe indagando per capire il perché un velivolo che all' epoca in cui fu preso in leasing valeva sul mercato non più di 50 milioni di euro sia stato, invece, fermato dall' esecutivo di allora per 168 milioni 205mila euro. Ammontare che sarebbe stato versato man mano se il contratto fosse stato portato a termine.

Il sospetto è quello di un aiuto di Stato ad Alitalia, società che all' epoca in cui sugli scranni di palazzo Chigi sedeva l' ex premier Matteo Renzi, era già in forte crisi. E che dall' operazione, senza far nulla, incassò 7,3 milioni di euro, a cui si aggiunsero 31 milioni per la manutenzione. Ma sulle tracce di possibili inghippi starebbe anche la magistratura ordinaria che, secondo fonti del Giornale, starebbe per tirar fuori la verità sul perché l' uomo di punta del Giglio magico e i suoi ministri vollero a tutti i costi quell' aereo così antieconomico e inutile.
renzi a319RENZI A319

La storia è semplice da raccontare e di fronte agli occhi di tutti.
Nel 2015 la presidenza del Consiglio chiese un parere all' Aeronautica militare su un possibile leasing per l' A-340. La Forza armata, che all' epoca era guidata dal generale Pasquale Preziosa, dette parere tecnico negativo, indicando i vari svantaggi. La scelta, nonostante ciò, venne imposta.

L' aereo arrivò in Italia e fu verniciato a settembre 2015, con la scritta «Repubblica italiana», quando ancora del contratto non c' era neanche l' ombra, così come i documenti non erano ancora stati firmati quando a dicembre i piloti italiani partirono per l' addestramento.

renzi aereoRENZI AEREO
Peraltro, di quell' aereo non c' era necessità anche perché solo il 5 per cento dei voli di Stato era così lungo da aver bisogno di uno scalo di un' ora per il rifornimento di carburante e gli altri li facevano senza problemi i velivoli del 31esimo stormo.
La dimostrazione sta nel fatto che Renzi non ha mai volato su quell' aereo.
Ma ci sono altri punti veramente poco chiari.

Anche i Falcon 900 dati alla Cai, l' agenzia di trasporto dei servizi italiani, sono andati via, come racconta qualche bene informato, «a parole».
aereo renziAEREO RENZI
Partirono da Ciampino per essere riconfigurati da velivoli civili quando ancora non erano stati sistemati i documenti con Armaereo, la Direzione per gli armamenti aeronautici e l' aeronavigabilità.

Il ministro alle Infrastrutture, Danilo Toninelli, e il vicepremier Di Maio hanno fatto una vera e propria crociata, con tanto di teatrino con i giornalisti in hangar a Fiumicino, chiarendo che l' Air Force Renzi tornerà presto ai legittimi proprietari. La verità è che Etihad non ci pensa nemmeno a riprendersi un aereo che non serve più a niente, tanto che ha aperto un contenzioso con Alitalia, che rischia penali altissime, così come lo Stato italiano. Etihad avrebbe anche fatto ricorso al Tar.

airbus a340 nuovo aereo blu di renzi 5AIRBUS A340 NUOVO AEREO BLU DI RENZI
Cosa certa è che tutti coloro che hanno cercato di osteggiare la corsa di Renzi verso l' acquisizione in leasing dell' aereo, prima o poi si sono trovati indagati dalla Procura militare per i motivi più disparati. Come è successo allo stesso Preziosa, accusato di accanimento nei confronti di un altro generale. È poi stato assolto, dimostrando la sua innocenza, ma anche di aver ragione sull' aereo. Altri, invece, sono saliti momentaneamente sul carro del vincitore, battendosi il petto per un velivolo che, lo ha dimostrato il tempo, è pronto per essere rottamato.

Fonte: qui

mercoledì 7 settembre 2016

ECCO LA MAIL, SULLA GIUNTA RAGGI, CHE SCRISSE PAOLA TAVERNA A DI MAIO LO SCORSO 5 AGOSTO





LA TAVERNA AVVISÒ IL VICEPRESIDENTE DELLA CAMERA SULL'INDAGINE IN CORSO NEI CONFRONTI DI PAOLA MURARO, 

INOLTRE CHIEDE ANCHE DI CONDIVIDERE L’INFORMAZIONE CON IL RESTO DEL DIRETTORIO NAZIONALE

Simone Canettieri per www.ilmessaggero.it

Ecco la mail che scrisse Paola Taverna a Luigi Di Maio lo scorso 5 agosto. Il documento - che il Messaggero è in grado di mostrarvi in esclusiva - è netto. L'esponente del mini direttorio romano avvisò il vicepresidente della Camera sull'indagine in corso nei confronti di Paola Muraro.

LA MAIL DI PAOLA TAVERNA A LUIGI DI MAIO LA MAIL DI PAOLA TAVERNA A LUIGI DI MAIO TAVERNA TAVERNA

È il punto due della mail, al primo c'è la questione della rimozione di Raffaele Marra. Taverna nell'avvisare Di Maio dell'indagine in corso sulla Muraro gli chiede anche di condividere questa informazione con il resto dei componenti del direttorio nazionale. 

Ma in queste ore Carla Ruocco, Carlo Sibilia e Roberto Fico hanno dichiarato di essere stati tenuti all'oscuro di tutto.

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Di Maio si scusa e chiarisce tutto: “Ho commesso un errore, ho sottovalutato la mail”



«Ho commesso un errore, ho sottovalutato» la mail. «Perché ho pensato che l’iscrizione nel registro degli indagati venisse da un esposto di uno del Pd. E non l’ho detto ai miei colleghi del Direttorio. Sono qui per dirvelo guardandovi negli occhi». Lo ha detto Luigi Di Maio nel corso della manifestazione M5S a Nettuno con Beppe Grillo.