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mercoledì 11 dicembre 2019

I FURBETTI DELLE TASSE: NELL’ULTIMO ANNO SEQUESTRI DI OLTRE 6 MILIARDI PER REATI FISCALI

ECCO "L’ITALIA INDECENTE" CONTRO CUI HA PUNTATO IL DITO MATTARELLA: APERTI 16.807 FASCICOLI NELLE PROCURE CONTRO GLI EVASORI 
13.285 I SOGGETTI SCONOSCIUTI AL FISCO (EVASORI TOTALI), CHE HANNO EVASO 3,4 MILIARDI DI IVA. SENZA CONTARE I 8.032 DATORI DI LAVORO DENUNCIATI PER AVER IMPIEGATO 42.048 LAVORATORI IN NERO...

evasione fiscale in italiaEVASIONE FISCALE IN ITALIA
Fiorenza Sarzanini per il Corriere della Sera

Ci sono i cittadini totalmente sconosciuti al Fisco e quelli che frodano il Servizio sanitario nazionale con falsi requisiti. Ci sono gli evasori dell’Iva e quelli che percepiscono contributi dall’Inps pur non avendo titolo. Eccola l’Italia «indecente» contro la quale ha puntato il dito il capo dello Stato Sergio Mattarella quando ha evidenziato che «se io mi sottraggo al mio dovere di contribuire sto sfruttando quello che gli altri pagano, con le tasse che pagano».

evasione fiscale 1EVASIONE FISCALE 
La fotografia è nell’ultimo rapporto della Guardia di Finanza che dà conto dei risultati fino al giugno scorso, ma confermando come nel 2019 sia stata superata la soglia dei sei miliardi di euro di richieste di sequestro per reati fiscali. È stato lo stesso presidente della Repubblica a sottolineare «la possibilità di aumentare pensioni e stipendi e di abbassare le tasse per chi le paga» se non ci fossero «i 119 miliardi di evasione così com’era stata calcolata nell’ultimo documento ufficiale dell’anno passato». E i dettagli delle operazioni delle Fiamme Gialle individuano i settori di maggiore gravità.

Le false fatture
evasione fiscale in italia 2EVASIONE FISCALE IN ITALIA 
Le ultime verifiche svolte dai finanzieri confermano il trend già evidenziato nel giugno scorso, quando fu dato conto dell’attività svolta tra il 1° gennaio 2018 e il 31 maggio 2019. In 18 mesi «sono stati riscontrati 15.976 reati fiscali (emissione e utilizzo di fatture false, dichiarazioni fraudolente e occultamento delle scritture contabili) e denunciati 18.148 soggetti». I fascicoli aperti nelle Procure di tutta Italia sono stati 16.807 per un totale di «proposte di sequestro avanzate pari a 9,3 miliardi di euro». Ebbene la stima che riguarda gli ultimi dodici mesi calcola proposte di sequestro per oltre 6 miliardi di euro con un aumento percentuale che allarma.

evasione fiscale in italia 3EVASIONE FISCALE IN ITALIA 
La linea imposta a tutti i reparti prevede infatti «il potenziamento dell’analisi di rischio mediante banche dati sempre più interoperabili tra loro sviluppata, a livello centrale, con le moderne tecnologie informatiche» e questo ha fatto scattare misure patrimoniali per 1,5 miliardi di euro con un aumento che appare costante anche rispetto agli anni precedenti. A questo si aggiungono i «13.285 soggetti sconosciuti al Fisco (evasori totali), che hanno evaso 3,4 miliardi di Iva» ma anche gli «8.032 datori di lavoro denunciati per aver impiegato 42.048 lavoratori in nero.

agenzia delle entrateAGENZIA DELLE ENTRATE
Sanità e pensioni
Il rapporto aggiornato ai primi sei mesi del 2019 ha dimostrato un aumento vertiginoso delle denunce pari all’88% per «indebita esenzione dal pagamento dei ticket sanitari» e del 34% per chi usufruiva senza averne i requisiti delle «prestazioni sociali agevolate». Un anno fa un’inchiesta della Procura di Termini Imerese aveva portato alla denuncia di otto persone che erano riuscite a sottrarre alle casse pubbliche quattro milioni e mezzo di euro. Le truffe su spesa previdenziale e sanitaria sono state di ben 108 milioni, ma si è riusciti a recuperare soltanto 15 milioni e anche questo serve a dare la misura di quanto sia complicata la lotta all’evasione. Non a caso la Finanza ha evidenziato come «le frodi più ingenti hanno interessato le indebite percezioni di rimborsi e pagamenti da parte del Servizio sanitario nazionale (29 milioni di euro) e la fraudolenta gestione di ricoveri e prestazioni da parte di strutture accreditate al Servizio sanitario nazionale per 15,9 milioni. Nota dolente rimane quella della previdenza.
evasione fiscale 3EVASIONE FISCALE

Il rapporto sulla spesa evidenzia come «le condotte fraudolente nel settore previdenziale e assistenziale, che si annidano soprattutto nelle frodi in danno dell’Inps, hanno consentito di captare indebite erogazioni per oltre 27,3 milioni, pari a circa il 59% delle condotte illecite accertate nel presente segmento operativo». Per questo si rimarca la «rilevanza strategica degli interventi per l’inclusione e la sostenibilità sociale e il rilancio degli investimenti pubblici, a livello nazionale e locale. Nel settore della spesa «ogni inefficienza o spreco incide in maniera diretta e immediata sulla vita dei singoli cittadini». 

Fonte: qui

lunedì 5 agosto 2019

I movimenti sul conto corrente che scatenano il Fisco


© Fornito da Il Giornale Online SRL IlGiornale
Come abbiamo ricordato in queste settimane, la Supernagrafe del Fisco ha una nuova arma: il Risparmiometro. L'Agenzia delle Entrate infatti sta già monitorando i conti correnti degli italiani per rilevare gli eventuali scostamenti tra quanto dichiarato e i risparmi. Una strategia che già a partire dai primi mesi del prossimo anno potrebbe portare a contestazioni e a sanzioni e multe sui contribuenti. Ma quali sono i movimenti sul conto che potrebbero far scattare l'allarme del Fisco? Un movimento sospetto potrebbe riguardare un accredito da parte di un conoscente di un importo di diverse migliaia di euro senza una carta che giustifica il motivo del bonifico. Non basta giustificarsi con l'alibi della donazione. Le donazioni, come aveva ricordato qualche tempo fa Laleggepertutti, dovrebbero preveder un'imposta dell'8 per cento. 
Solo le donazioni tra parenti stretti hanno una franchigia che supera il milione di euro con una tassa pari al 4 per cento. Tra fratelli e sorelle la franchigia è fissata a 100mila euro con una imposta del 6 per cento. Occhio poi ai bonifici periodici diretti ad una stessa persona. Il Fisco potrebbe sospettare di un rapporto di lavoro in nero o del pagamento di un affitto senza regolare contratto.
Ma il Fisco con le sue nuove armi monitora anche gli importi dei bonifici confrontandoli con il tenore di vita e soprattutto con quanto dichiarato. Ad esempio un bonifico di circa 10mila euro a favore di un disoccupato o una spesa di una cifra simile in pcoo tempo per un soggetto che non lavora potrebbe immediatamente far scattare l'allarme dalle parti delle Entrate. Inoltre bisogna porre particolare attenzione a spostamenti di denaro fra moglie e marito. Uno scambio frequente di bonifici con una cadenza piuttosto regolare (magari con cifre elevate) potrebbe portare ad un accertamento preciso sui conti correnti dei due coniugi con il sospetto di una una evasione fiscale. Poi fate attenzione a i bonifici che hanno provenienza dall'estero.

Con importi di peso, la banca, seguendo le norme sull'antiriciclaggio, potrebbe chiedere spiegazioni. Poi la faccenda potrebbe essere trattata direttamente dall'Agenzia delle Entrate. Fate attenzioni anche i prelievi in contanti troppo elevati, anche questo tipo di operazioni vengono monitorate dal grande occhio del Fisco e di fatto potrebbero dare il via ad un accertamento sul singolo contribuente. Le grandi verifiche comunque sono già partite con l'uso del Risparmiometro e della Superanagrafe. Dopo l'estate potrebbero arrivare amare sorprese per migliaia di contribuenti.
Fonte: qui 

mercoledì 24 luglio 2019

L'Agenzia delle entrate della Bulgaria cade vittima della più grande rapina informatica nella storia

Quando si sente parlare di attacchi informatici su larga scala, probabilmente si evocano immagini di disadattati fanatici del computer che superano i sistemi di infosec all'avanguardia e fanno sparire montagne di dati preziosi. Si scopre, che è come prendere caramelle da un bambino.
La semplice velocità e facilità con cui gli hacker russi si sono infiltrati nelle reti digitali globali è diventata una specie di barzelletta. 
E il governo bulgaro è diventato l'ultima vittima a scoprirlo nel modo più duro dopo aver subito il suo più grande furto informatico nella storia. 
Gli hacker russi si sono  infiltrati nell'agenzia delle entrate bulgara , l'NRA, e hanno rubato documenti personali di cinque milioni di contribuenti in uno spettacolare attacco di phishing.
La rapina è stata così ampia che si teme che 2 su 3 dei registri degli adulti del paese siano stati compromessi - la più grande violazione di dati mai registrata per la nazione balcanica. 
Il primo ministro bulgaro, Boyko Borissov, ha convocato una riunione di emergenza per esaminare l'entità del danno e si è anche scusato con il Paese.

Sociopatici casuali

Le informazioni trapelate includono nomi, dati personali e guadagni finanziari sia di privati ​​che di aziende. 
Il ministro delle finanze Vladislav Goranov ha rivelato che ha affermato che gli hacker si sono infiltrati in oltre 110 banche dati dell'agenzia (circa il tre percento del conteggio totale) sebbene abbia rassicurato i cittadini sul fatto che nessuna informazione classificata o qualcosa che possa mettere in pericolo la stabilità finanziaria è stata raggiunta. 
Il governo prevede di chiedere aiuto all'agenzia di cibersicurezza dell'UE per eseguire audit approfonditi sui suoi sistemi più sensibili.
Il motivo dell'attacco non è ancora stato stabilito, anche se si sospetta che sia un atto di ritorsione dopo che il governo bulgaro ha acquistato diversi aerei da combattimento statunitensi F16.
Potrebbe anche essere un brutto caso di sociopatia casuale considerando che gli aggressori hanno inviato al governo bulgaro un messaggio di posta elettronica schernendo  "... lo stato della tua sicurezza informatica è uno burla". 
In effetti, il ministro delle finanze ha già respinto un possibile collegamento all'acquisto del jet sottolineando che l'attacco è avvenuto prima dell'approvazione dell'accordo. I media bulgari hanno anche ricevuto e-mail contenenti collegamenti per il download dei dati rubati dagli hacker tramite il provider di posta russo, Yandex.

Più o meno lo stesso

La tua ipotesi è buona quanto la nostra che questa non sarà l'ultima volta che hacker russi si infiltrano in database sensibili di governi, aziende e aziende e rubano informazioni preziose.
Dopotutto, gli hacker russi sono considerati i più competenti al mondo. Ok, probabilmente ti starai chiedendo come valutano gli hacker visto che i criminali non sarebbero esattamente disposti a fare test di velocità per classificare la velocità con cui decifrano i codici.
Nello studio forense di una breccia che si stringe la mano, l'obiettivo principale è il primo punto di intrusione. La rapidità con cui un intruso può spostarsi da quel beachhead a un attacco completo, noto anche come velocità di breakout, è considerato un buon proxy delle sue abilità.  
E si scopre che nessuno batte i russi.
Nel 2018, la società di cibersicurezza CrowdStrike ha analizzato 30.000 tentativi di violazione e ha scoperto che gli hacker sponsorizzati dallo stato russo hanno di gran lunga la maggiore velocità di sblocco, a soli 19 minuti dall'intrusione iniziale per aumentare i loro privilegi all'interno di una rete. È incredibilmente veloce considerando che la velocità media di sblocco è vicina alle cinque ore. 
Al secondo posto ci sono hacker nordcoreani che realizzano l'impresa in circa due ore in più rispetto ai russi, mentre gli hacker cinesi al terzo posto impiegano circa quattro ore.
Ci sono un paio di ragioni per cui gli hacker russi sono così bravi nel loro commercio, tra cui  un'istruzione informatica e informatica superiore  di livello junior e una carenza di punti vendita come la Silicon Valley dove incanalare tali competenze.
Quindi, quali paesi sono maggiormente a rischio? 
I governi con un basso livello di impegno per la sicurezza informatica, tra cui molte nazioni del terzo mondo, sono a maggior rischio di cyberespionaggio.
(Clicca per ingrandire)
Fonte: Brookings.edu
Secondo il  Security Magazine , Algeria, Indonesia, Vietnam, Tanzania e Uzbekistan sono i paesi con meno sicurezza informatica al mondo mentre Giappone, Francia, Canada, Danimarca e Stati Uniti in questo ordine sono i meno vulnerabili agli attacchi.
Per inciso, anche le nazioni meno sicure dal punto di vista cyber subiscono gli attacchi meno telnet (provenienti dall'interno del paese), il che significa che sono per lo più vittime di hacker stranieri.

mercoledì 25 gennaio 2017

SOVRAINDEBITAMENTO: Doveva 509mila euro al Fisco: grazie a una legge del Pdl ne paga solo 54mila

Doveva al fisco la bellezza di 509mila euro. Ma se l'è cavata pagando 54mila euro. Ossia, ottenendo uno sconto da Equitalia, incaricata della riscossione, di 455mila euro. Il fortunato protagonista di questa vittoria è un ex imprenditore al quale nel lontano 1993 era stato fatto un accertamento fiscale.
All'epoca l'uomo era titolare del 20% del maglificio di famiglia, poi fallito, e da lì era derivato il suo debito col fisco: 166mila euro cui sono poi state aggiunte le sanzioni (125mila euro), gli interessi di mora (187mila euro), l'aggio e gli oneri di riscossione (per altri 29.500 euro). Fino ad arrivare alla cifra monstre di 509mila euro, che fanno circa un miliardo delle vecchie lirette, quando il debito era stato contestato. Da allora sono passati 25 anni. L'imprenditore è diventato un impiegato amministrativo che guadagna 1.700 euro e non possiede immobili. Imposssibile, per lui, come riporta il quotidiano Il Giornale, ripagare il debito.
Ma qui entra in gioco il suo avvocato, Pasquale Lacalandra del Foro di Milano, il quale va a rispolverare una la legge numero 3/2012 sul Sovraindebitamento, promossa dal senatore del Pdl Roberto centaro. Prevede, quella norma, che i debiti anche di natura fiscale siano ridotti in relazione alle concrete possibilità economiche del debitore. 

"Ho cercato di far ragionare i funzionari dell'Agenzia delle Entrate e grazie a quella legge siamo riusciti ad avere la meglio".
L'importo è stato determinato prendendo la busta paga del mio cliente e applicato la legge sul Sovraindebitamento, che prevede che lo Stato possa pignorare solo un decimo delle entrate di un suo debitore nel caso questi guadagni fino a 2.500 euro al mese.

Questo decimo è poi stato moltiplicato per tutti i pignoramenti che gli sarebbero potuti arrivare fino all'età di 84 anni, considerata anche la pensione che il mio cliente percepirà al termine dell'attività lavorativa. Su questo ragionamento è stato trovato l'accordo con l'Agenzia.

Fonte: qui