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sabato 17 settembre 2016

DRAGHI: DERIVATI, UN SILENZIO ASSORDANTE!

E’ con infinita tristezza che durante la settimana abbiamo assistito alla celebrazione del genio di Mario Draghi. Mai visto una simile ondata a senso unico soprattutto sulla stampa locale,  di elogi ad un uomo che è tra i principali responsabili di questa crisi, come abbiamo visto recentemente.


Ieri su Repubblica è apparsa la seguente notizia…

La procura regionale per il Lazio della Corte dei Conti ha invitato a comparire la banca d’affari Usa e i responsabili del Tesoro che hanno stipulato contratti con la controparte statunitense: Cannata, La Via, Siniscalco e Grilli.

ROMA – L’accusa è pesante: hanno scommesso con i soldi degli italiani. E costretto lo Stato a chiudere in fretta e furia contratti con Morgan Stanley in perdita per tre miliardi di euro tra dicembre 2011 e gennaio 2012. Ora la Corte dei conti li ha convocati tutti e ha chiesto loro danni per 4,1 miliardi.

Davanti alla magistratura contabile dovranno presentarsi, oltre alla banca d’affari Usa, Maria Cannata, direttore del Debito pubblico, che dal 2000 ad oggi ha firmato molti di quei contratti e i relativi decreti di approvazione e Vincenzo La Via, predecessore della Cannata.

Insieme a loro, Domenico Siniscalco, direttore generale del Tesoro, che terminata la propria esperienza ha pensato bene di andare a lavorare proprio per Morgan Stanley e Vittorio Grilli, anche lui direttore del Tesoro, e passato, una volta uscito dallo Stato, nelle fila di un’altra banca d’affari Usa, la Jp Morgan.

Il resto lo lascio leggere a Voi a me interessa un particolare, ovvero il motivo per il quale non è stato convocato anche Mario Draghi!

Cosa centra Mario Draghi? La firma di Mario Draghi sui derivati di Stato

Quando era al Tesoro, negli anni ’90, ne sottoscrisse per centinaia miliardi. E ora sono un problema

Dopo l’annuncio del Quantitave Easing di ieri, Mario Draghi è oggi su tutte le prime pagine, celebrato come il salvatore dell’Italia e dell’Europa.

Nel passato di Draghi, tuttavia, c’è una vicenda che ancora fa sentire il suo peso nei nostri disastrati conti pubblici e che rischia di minare la ripresa della nostra economia. La storia è quella dei derivati sottoscritti tra il 1991 e il 2001 quando Draghi era Direttore Generale al Ministero del Tesoro.

È una storia scivolosa, quella dei derivati della Repubblica, e forse è meglio cominciare dall’inizio.

Ovviamente non è il caso di chiamare un governatore centrale che ha appena ricevuto il premio come costruttore d’Europa a testimoniare su decisioni alquanto irresponsabili.


Questo non lo dico io ma un deputato del PD, un certo Galli, il quale suggerisce che di questi tempi meglio pensarci su un attimo a mettere Draghi davanti alle sue responsabilità.

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3,8 Miliardi Di Perdite: La Corte Dei Conti Accusa


Il resto lo lascio alla Vostra consapevolezza mentre osservate estasiati le gesta quotidiane di questo super banchiere, noi continuiamo ad occuparci di quello che succede dietro le quinte dove un altro ” public servant” si è trasferito in Goldman Sachs, per fare i conti della serva.

Ue: Barroso attacca Juncker, “contro di me azione discriminatoria”

E’ quantomeno singolare che a fare le pulci a Barroso sia questo uomo, che mentre l’Europa affondava, stipulava contratti che favorivano l’elusione fiscale a danno degli altri Paesi

Pubblicati nel 2014 in maniera congiunta da alcuni giornali internazionali, e in Italia da “l’Espresso”  , i documenti hanno dimostrato come il Lussemburgo sia riuscito nel tempo a diventare il paradiso fiscale preferito dalle più famose aziende. Un successo ottenuto attirando le grandi imprese attraverso contratti segreti e imposte bassissime. Che hanno fatto perdere, al contempo, miliardi di entrate fiscali ai governi delle nazioni in cui queste multinazionali operavano prevalentemente. Insomma, centinaia di miliardi sottratti ai contribuenti di tutto il mondo.

LuxLeaks fa tremare Juncker. “Elusione fiscale in Lussemburgo

Si Juncker, uno che mentre si beve quattro coppe di champagne durante un’intervista nega di avere problemi con l’alcool…

Jean-Claude Juncker denies alcohol problem during

Niente di particolare è solo il presidente della Commissione europea che ogni tanto fa discorsi di elevata ispirazione, se non ci credete guardatevi questo video…

JUNCKER: UN’EUROPA UBRIACA FRADICIA!

E così, tra una crisi e l’altra, uno fa il banchiere centrale, l’altro il presidente dell’unione europea e … scusate se faccio la marmellata mentre scrivo, un altro ancora viene premiato con 3 milioni di euro per aver contribuito a risollevare le sorti di MPS…o sbaglio?

Mps: il presidente Massimo Tononi presenta dimissioni al cda

A dimenticavo, giusto per non farci mancare nulla, sembra che il nuovo amministratore delegato di Monete dei Paschi di Siena abbia…

Mps, quando il nuovo Ad prestò 60 milioni a Fusi.

L’amico di Verdini

Il 12 giugno 2008 Pisaneschi dice che c’è bisogno di una spinta nel comitato crediti, ma esulta già: “Non ho difficoltà perché se la pratica è ben istruita eccetera… lì c’è… il Morelli c’è”. Il 17 giugno Fusi dice al suo socio Bartolomei che “Pisaneschi ormai di banda c’è” e aggiunge che “poi il passaggio va fatto anche con Marino e con Morelli … perchè loro quando va in Comitato (crediti) bisogna che ci siano”.

Ovviamente sono solo intercettazioni, per carità, magari diceva tanto per dire…per fortuna che Morelli c’è!



Ieri abbiamo scoperto che l’Italia è in deflazione ormai da un anno, un particolare da nulla, sai specialmente a livello di debito pubblico, in fondo , lui il salvatore della patria ci teneva a farlo sapere, lo ha dichiarato recentemente…

“La trasmissione degli effetti della politica monetaria all’economia reale non ha mai funzionato così bene come oggi”.


Si Mario, bravo, grazie Mario!

Fonte: qui

mercoledì 23 marzo 2016

RENZI CONFESSA: IL PD HA PERSO LE ELEZIONI, NON HO PIÙ LA MAGGIORANZA MA COMANDO LO STESSO RACCATTANDO VOTI

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TRAVAGLIO: “RENZI CONFESSA: IL PD HA PERSO LE ELEZIONI, NON HO PIÙ LA MAGGIORANZA MA COMANDO LO STESSO RACCATTANDO VOTI, DEVASTANDO LA COSTITUZIONE E MANDANDO IN VACCA UN REFERENDUM CHE NON PIACE AI MIEI AMICHETTI"

"IL MIGLIOR MODO PER NASCONDERE LE PORCATE È QUELLO DI FARLE SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI”

Travaglio: “Noi italiani invece siamo talmente abituati all' idea che il nostro voto non conta nulla, che i parlamentari si comprano e si vendono e che i governi si decidono aumma aumma nelle segrete stanze di organi mai eletti, da fare spallucce dinanzi a un premier che confessa di governare con i voti di una coalizione che ha perso le elezioni"

Marco Travaglio per il “Fatto quotidiano”
RENZI VERDINI
RENZI VERDINI
Sentendola in non so più quale titolo di telegiornale (tanto sono tutti uguali), ho pensato di aver capito male. Infatti la frase, attribuita a Matteo Renzi, suonava così: "Governiamo con Verdini e Alfano perché le elezioni le abbiamo perse". Poi ieri ho controllato sull' house organ, l' Unità: "Conosco un metodo infallibile per non avere in maggioranza Alfano e Verdini: vincere le elezioni, cosa che nel 2013 non è accaduta".
Frase identica testuale anche sull'amata Repubblica e nel pezzo dell' adorata Meli sul Corriere. Purtroppo nessun giornale l'ha messa nel titolo: forse perché nessuno ha colto le due clamorose notizie ivi contenute, o forse perché tutti le hanno colte fin troppo bene.
La prima è piuttosto rilevante: il neocondannato Verdini è ufficialmente nella maggioranza del governo Renzi, come noi scriviamo da mesi, sempre smentiti dai giannizzeri renziani (ma il capo dello Stato, nelle cui mani giura il premier, sarà stato avvertito?).
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VERDINI
La seconda è addirittura clamorosa: il presidente del Consiglio comunica urbi et orbi alla Nazione che al governo c'è un partito (il suo) che ha perso le elezioni e che, non avendo la maggioranza in Parlamento, usa senatori eletti contro il suo partito staccatisi da un altro partito che alle elezioni era stato sconfitto ancor più del suo. Qualcuno dirà: ma lo sanno tutti. Vero: ma ora lo dice il capo del governo.
Ve l' immaginate la Merkel, Valls, Cameron, Rajoy o Tsipras che dichiarano orgogliosi: "La sapete l' ultima? Ho perso le elezioni, dunque governo io"? Verrebbero immediatamente dimissionati dai rispettivi capi dello Stato con l'immediato scioglimento delle Camere e l'indizione dei comizi elettorali, sempreché non fossero preceduti dalle sirene di un'ambulanza e da un paio di robusti infermieri della neuro.
RENZI LOTTI
RENZI LOTTI
Noi italiani invece siamo talmente abituati all' idea che il nostro voto non conta nulla, che i parlamentari si comprano e si vendono e che i governi si decidono aumma aumma nelle segrete stanze di organi mai eletti, da fare spallucce dinanzi a un premier che confessa di governare con i voti di una coalizione che ha perso le elezioni, alle quali lui per giunta non partecipò.
Embè? Che sarà mai? Tutto qui? Conosciamo l'obiezione: la Costituzione non prevede l'elezione diretta del premier, quindi la polemica sul premier non eletto è insensata. Ma qui il problema non è che Renzi non è un parlamentare:

è che né lui né il suo partito si sono mai presentati agli elettori per chiedere i voti sul programma che stanno realizzando.

Anzi, il suo partito, l'ultima volta che si presentò agli elettori, chiese i voti su un programma che è l'esatto contrario di quello che Renzi sta realizzando.

E prese il 25% dei voti, cioè gli stessi dei 5Stelle, che però non avevano alleati, mentre il Pd di Bersani aveva Sel: dunque il premio di maggioranza, previsto dall'Italicum per la prima coalizione, lo presero Pd e Sel. Purtroppo però bastava alla Camera, ma non al Senato.

E in ogni caso chi comanda in Italia (anche dall'estero) aveva già deciso che di un governo Pd-Sel non si poteva neppure parlare: meglio ricicciare l'inciucione con chi le elezioni le aveva straperse, cioè B. e Monti. Tutti dentro o quasi per tener fuori i 5Stelle, cioè gli unici vincitori.

RENZI MATTARELLA ALFANO
RENZI MATTARELLA ALFANO

Per avallare quel golpetto bianco, occorreva un presidente ad hoc: niente Prodi o Rodotà, meglio un altro golpettino per riesumare re Giorgio, uomo di mondo e stomaco forte.

Che infatti benedisse il governo Letta di Larghe Intese con Pd, Pdl e Centro montiano. E pazienza se il Pd scioglieva l'alleanza con Sel, senza cui non avrebbe avuto gli stessi voti (quanti ne avrebbe presi Bersani, se avesse promesso in campagna elettorale una bella ammucchiata con B. e Monti?) e non avrebbe ottenuto il premio di maggioranza.

Un obbrobrio che però, almeno numericamente, stava in piedi, avendo un'ampia maggioranza in Parlamento e nel Paese (circa il 55% dei votanti del 2013). Poi però B. se ne andò e il Centro si sfarinò in mille pulviscoli.

E la Consulta stabilì che il Parlamento era stato eletto con regole incostituzionali, anche per il premio di maggioranza che consente al Pd di averne una(LA COSA, PERO', E' IN PIEDI DAL 2006 E I DANNI SI SONO NEL FRATTEMPO ACCUMULATI!!!).

A quel punto Renzi rovesciò Letta e fece il governo di Piccole Intese con Alfano e quel che restava del Centro. Anche lui aveva i numeri, almeno in Parlamento (nel Paese no: la sua coalizione rappresenta poco più del 30% dei votanti del 2013 e meno del 20% nei sondaggi), anche se molto più risicati di Letta e anche se grazie a un premio di maggioranza fuorilegge.

Ma ha preso a comportarsi come se avesse dietro di sé una maggioranza oceanica, al punto di cambiare la Costituzione e la legge elettorale a colpi di fiducie e canguri per silenziare una minoranza che, in realtà, nel Paese è maggioranza.

renzi letta alfano
RENZI LETTA ALFANO
Poi, strada facendo, ha perso anche la maggioranza numerica: un po' per l' emorragia dalla sinistra del Pd, un po' per la diaspora centrista.
Allora ha iniziato ad acquistarli in cambio di poltrone e promesse: ex Sel, FI , M5S , Lega. Tutta gente che sfugge ai radar e non la votano manco i parenti stretti. Non più una Grande (o Media) Coalizione: una Grande Colazione.

Il premier, ottenuta la fiducia delle Camere con una maggioranza, se n'è comprata un'altra. Scordandosi, tra l' altro, di avvertire il Colle. E ora confessa: il Pd ha perso le elezioni, io non ho più la maggioranza, ma comando lo stesso raccattando voti qua e là, devastando la Costituzione e mandando pure in vacca un referendum che non piace ai miei amichetti: vi piace il presepe?

Il miglior modo per nascondere le porcate è sempre quello di farle sotto gli occhi di tutti. Furbi et orbi.

Fonte: qui