Visualizzazione post con etichetta Taranto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Taranto. Mostra tutti i post

venerdì 20 dicembre 2019

''ACCORDO DI MASSIMA RAGGIUNTO TRA I COMMISSARI E ARCELOR MITTAL''. IN REALTÀ IL COSIDETTO ''HEADS OF AGREEMENT'' NON È VINCOLANTE, MA INDICA LE BASI PER UNA FUTURA NEGOZIAZIONE CHE SI SVOLGERÀ FINO AL 31 GENNAIO

L'OBIETTIVO È ''LA RISTRUTTURAZIONE DEL CONTRATTO ORIGINARIO DI AFFITTO E VENDITA DELL'EX ILVA E PER L'OPERAZIONE FINANZIARIA DI RILANCIO DEL POLO SIDERURGICO''
A.MITTAL: FATTO ACCORDO DI MASSIMA COMMISSARI AZIENDA
arcelor mittalARCELOR MITTAL
 (ANSA) - I commissari straordinari dell'ex Ilva e Arcelor Mittal hanno raggiunto l'intesa di base per la trattativa della ristrutturazione del contratto originario di affitto e vendita degli stabilimenti e per l'operazione finanziaria di rilancio del polo siderurgico con base a Taranto.

A.MITTAL, NEGOZIAZIONE PER ACCORDO FINO AL 31 GENNAIO
 (ANSA) - " Mi risulta che si stia firmando in questo momento un documento che si chiama heads of agreement che si limita a indicare le basi per una futura negoziazione che si svolgerà fino al 31 gennaio al fini dei raggiungere un accordo vincolante". Lo ha detto uno degli avvocati di Arcelor Mittal in tribunale a Milano.

L'avvocato Ferdinando Emanuele, uno dei legali che assistono il gruppo franco indiano, davanti all'aula del Tribunale di Milano dove si terrà l'udienza con al centro il ricorso cautelare presentato dai commissari dell'ex Ilva ha spiegato che anche loro, come ha fatto ieri la controparte, chiederanno un rinvio. Fonte: qui

martedì 12 novembre 2019

ARCELOR-MITTAL HA DEPOSITATO L’ATTO DI RECESSO DEL CONTRATTO DI AFFITTO DELL’IMPIANTO DI TARANTO DOVE NEL FRATTEMPO STAMANI C’È STATO L’ENNESIMO INCENDIO

CONTE HA RIUNITO DI MAIO, PATUANELLI E I PARLAMENTARI PUGLIESI DEL M5S SUL DOSSIER, MA IN MOLTI SULLA POSSIBILE REINTRODUZIONE DELLO SCUDO PENALE SI SONO INCAZZATI E SI ATTACCANO ALL'EUROPA
Ex Ilva, sindacati: Incendio nell'acciaieria due

incendio all'ilva di taranto 3INCENDIO ALL'ILVA DI TARANTO
(LaPresse) - "Ancora una volta un incidente gravissimo nell'acciaieria due" dell'ex Ilva di Taranto, "una siviera appena uscita dal Convertitore 1 si è bucata svestendo acciaio in fossa, procurando fiamme altissime che raggiungevano le tubazioni gas. Solo l'intervento tempestivo dei vigili del fuoco evitato il peggio". E' quanto denunciano in una nota Fim, Fiom e Uilm.

Ex Ilva, sindacati: Incendio nell'acciaieria due-2
giuseppe conte luigi di maioGIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO
(LaPresse) - "Oltre il gravo episodio, nell'intervento emerge una mancanza inaudita, la completa assenza della distribuzione d'acqua della linea di emergenza che doveva essere utile al reintegro delle cisterne e di supporto a tutta l'acciaieria in caso di incendio", aggiungono i sindacati. "Ancora una volta le scriventi hanno assistito a iniziative e manovre per gestire l'emergenza del tutto improvvisate e non proceduralizzate dai singoli preposti e soprattutto gli stessi che devono dare l'esempio intervenivano sprovvisti dei dispositivi di sicurezza previsti". I sindacati ritengono "intollerabile l'intero accaduto, a dimostrazione che l'acciaieria due e tutti gli altri impianti necessitano di interventi immediati, e di una seria manutenzione ordinaria e straordinaria sino a oggi annunciata senza nessuno effettivo intervento".

Ilva, ArcelorMittal deposita l'atto di recesso
incendio all'ilva di taranto 2INCENDIO ALL'ILVA DI TARANTO 

Ex Ilva, i legali di ArcelorMittal hanno depositato all'iscrizione a ruolo in Tribunale a Milano l'atto di citazione per il recesso del contratto di affitto, preliminare all'acquisto, dello stabilmento di Taranto e delle altre sedi del gruppo. Ora il procedimento passerà al presidente del Tribunale Roberto Bichi che provvederà ad assegnarlo ad una delle due sezioni specializzate in materia di imprese.
giuseppe conte contratto ilvaGIUSEPPE CONTE CONTRATTO ILVA

I legali di Arcelor Mittal hanno depositato all'iscrizione a ruolo in Tribunale a Milano l'atto di citazione per il recesso del contratto di affitto, preliminare all'acquisto, dell'ex Ilva. Ora il procedimento passerà al presidente del Tribunale Roberto Bichi che provvederà ad assegnarlo ad una delle due sezioni specializzate in materia di imprese. 

Intanto oggi si è svolta di primo mattino una riunione del premier Giuseppe Conte con i parlamentari pugliesi del M5S sul dossier dell'ex Ilva. All'incontro hanno preso parte i ministri Luigi Di Maio, Stefano Patuanelli e Federico D'Incà. I toni si sarebbero accesi sulla questione della possibile reintroduzione di uno scudo per Arcelor Mittal, tema su cui molti parlamentari M5S fanno muro.
arcelor mittalARCELOR MITTAL

M5S
«Germania e Polonia vogliono un fondo europeo per la transizione ecologica e la decarbonizzazione? Bene, questo fondo deve riguardare anche l'ex Ilva. Il Just Transition Fund, che la nuova Commissione europea ha inserito fra le sue priorità, non deve riguardare solo il carbone ma anche l'acciaio».

incendio all'ilva di taranto 5INCENDIO ALL'ILVA DI TARANTO
Così in una nota l'europarlamentare del Movimento 5 Stelle Rosa D'Amato. «La Commissione europea non può voltarsi dall'altra parte dinanzi alla scelta di ArcelorMittal di ritirarsi da Taranto. Quello dall'ex Ilva è un caso emblematico su cui, come Movimento 5 Stelle, misureremo il reale rispetto della nuova Commissione Von der Leyen delle sue promesse in tema ambientale. Il Green New Deal annunciato da Bruxelles non può non affrontare il tema dell'acciaio, settore che rappresenta il 24% delle emissioni globali», aggiunge D'Amato.

incendio all'ilva di taranto 4INCENDIO ALL'ILVA DI TARANTO 
«La Commissione europea deve sostenere il Governo italiano in un progetto che preveda la chiusura dell'area a caldo e il consolidamento delle lavorazioni a freddo. A Taranto - conclude - si gioca una partita centrale per il futuro dell'Europa, una partita in cui dobbiamo dimostrare che una nuova economia, pulita e sostenibile sotto tutti i punti di vista, è possibile. Ecco perché Bruxelles non può voltarsi dall'altra parte». Fonte: qui

IL GOVERNO DOVREBBE ACCETTARE LA RIDUZIONE DELLA PRODUZIONE A 4 MILIONI DI TONNELLATE (DAI 4,5 ATTUALI) ED IL MANTENIMENTO IN FUNZIONE DI APPENA DUE ALTIFORNI 
ARCELOR MITTAL POTREBBE LIMITARSI A CHIEDERE LA MESSA IN CASSA INTEGRAZIONE DI 3 MILA OPERAI (E NON 5 MILA) 
DECISIVO PER L’INTESA, L’INGRESSO DELLO STATO ATTRAVERSO CDP CON UNA QUOTA DEL 20-30% NEL CAPITALE DI ARCELOR MITTAL ITALIA…
Paolo Baroni per “la Stampa”

giuseppe conte roberto gualtieri 9GIUSEPPE CONTE ROBERTO GUALTIERI 
«Nulla di calendarizzato»: le notizie che rimbalzano dal quartier generale di Londra dicono non sarà oggi il giorno in cui i Mittal torneranno a Roma per vedere di nuovo Conte e sciogliere il nodo-Ilva. Prima, infatti, occorre che la politica faccia chiarezza su cosa vuol fare, si fa notare, e questo vale sia per la maggioranza nel suo insieme che, soprattutto, per i 5 Stelle. Però, dopo il faccia a faccia molto duro della scorsa settimana a palazzo Chigi, sbollita la rabbia sembra che negli ultimi giorni si sia aperta «una fase di riflessione» da parte dei Mittal che potrebbe preludere ad un avvicinamento tra le parti. Sotto traccia, infatti, si tratta.

arcelor mittalARCELOR MITTAL
Sul piatto c'è sempre la minaccia di recesso dal contratto di acquisto dell'ex Ilva perchè l'investimento di 4,2 miliardi previsto a suo tempo è diventato insostenibile a causa della grave crisi del mercato dell' acciaio. Ma il problema, viene riconosciuto da più parti, oggi non è tanto il ripristino delle tutele legali, quanto i 5 mila esuberi annunciati.

Arcelor potrebbe ammorbidire un poco le sue richieste, ma il governo dovrebbe accettare la riduzione della produzione a 4 milioni di tonnellate (dai 4,5 attuali) ed il mantenimento in funzione di appena due altiforni. A sua volta il gruppo franco-indiano, riparametrando meglio produzione e numero di occupati, potrebbe limitarsi a chiedere la messa in cassa integrazione di «appena» 3 mila operai, più i 1.700 già in cig da mesi.

Tremila persone a cui destinare ammortizzatori di lunga durata in modo tale da superare l'attuale fase di crisi del mercato e da consentire senza intoppi il completamento della messa a norma di tutti gli impianti. «Un eventuale mantenimento della presenza di ArcelorMittal a Taranto, nel presupposto che la cosa si dimostri fattibile, non potrebbe prescindere da una riconsiderazione della presenza stessa» fanno sapere fonti vicine al dossier. Terzo punto di una possibile intesa, il ruolo dello Stato.
cassa depositi e prestiti 3CASSA DEPOSITI E PRESTITI

Esclusa una nazionalizzazione dell' Ilva («una pericolosa illusione» l'ha definita ieri Gualtieri), l' opzione più percorribile è quella che prevede l' ingresso dello Stato attraverso Cdp con una quota del 20-30% nel capitale di ArcelorMittal Italia. Soluzione che offrirebbe a Mittal la possibilità di alleggerire quel «rischio Italia» su cui le agenzie di rating l'hanno già messa nel mirino, e di contro darebbe al governo poteri di controllo più forti visto che potrebbe nominare nel cda alcuni suoi rappresentanti.

Lo stesso Gualtieri ha ammesso che l'opzione Cdp «ovviamente esiste», spiegando la Cassa «è uno strumento che non va escluso dalla cassetta degli attrezzi di cui disponiamo» per affrontare il caso-Ilva. Nell' attesa che una soluzione maturi il gruppo procede con le operazioni che porteranno alla «progressiva ed ordinata fermata degli impianti» decisa nei giorni scorsi. Ieri si è così appreso che da alcuni giorni a Taranto è stato sospeso lo scarico delle materie prime e anche dal porto di Brindisi hanno fatto sapere che i rifornimenti dell' ex Ilva sono sospesi.
arcelor mittalARCELOR MITTAL

Su un binario parallelo procede anche la battaglia legale: oggi gli avvocati di Arcelor depositano in Tribunale a Milano l' atto con cui il gruppo chiede il recesso dal contratto per l' ex Ilva già notificato ai commissari. Che a loro volta annunciano un ricorso urgente, in cui sostengono che il venir meno dello scudo penale non è una condizione che consente ad Arcelor di sfilarsi, e partono al contrattacco. Anche con la benedizione di Conte . 

Fonte: qui

SE DAVVERO SALTASSE IL BANCO CON ARCELORMITTAL, L’ILVA RISCHIA DI ESSERE COMPRATA DAI CINESI? 
TUTTO IL SETTORE SIDERURGICO EUROPEO È IN CRISI. LA VIA DELLA SETA RISCHIA DI DIVENTARE LA NUOVA VIA DELL’ACCIAIO 
TRA DUMPING E ACQUISIZIONI (IERI QUELLA DELLA BRITISH STEEL) I CINESI SI PRENDONO TUTTO…
Teodoro Chiarelli per “la Stampa”

acciaio fonderia altofornoACCIAIO FONDERIA ALTOFORNO
Taranto, ma non solo. La crisi dell' ex Ilva è solo un tassello della più vasta crisi dell' industria siderurgica europea, che da anni soccombe sotto i colpi di maglio di produttori come Russia, Turchia e, soprattutto, Cina. E proprio alla Cina, paradossalmente, c' è chi guarda ora nel caso saltasse il banco con ArcelorMittal sullo stabilimento pugliese. Il mercato dell' acciaio è per sua natura ciclico.
luigi di maio xi jinpingLUIGI DI MAIO XI JINPING

Essendo un comparto tra i più energivori, soffre in maniera marcata le oscillazioni dei prezzi dei combustibili necessari a far marciare gli impianti. Ma il suo andamento è legato in maniera strettissima anche ad alcuni settori specifici del manifatturiero, in particolare l' industria automobilistica.
 
E il dopo Dieselgate e le nuove sensibilità ambientaliste non si può dire che stiano facendo vivere un buon periodo all' industria delle quattroruote. Il problema ormai strutturale della siderurgia europea è la difficoltà nel competere con l' acciaio a basso prezzo proveniente dalla Cina, che smaltisce sotto costo sui mercati esteri la produzione in eccesso. Il dumping di Pechino è tra i fattori che nel 2018 hanno portato le importazioni di acciaio in Europa a crescere del 12% a fronte di un mercato che saliva di appena il 3,3%.

acciaio fonderia altofornoACCIAIO FONDERIA ALTOFORNO
La produzione complessiva di Pechino ha raggiunto i massimi storici, con un aumento del 2,2% nei primi nove mesi del 2019: nello stesso periodo ArcelorMittal - il gigante anglo-indiano che ora vorrebbe abbandonare l' ex Ilva - ha perso il 18% del suo valore in Borsa e ha tagliato la produzione in tutta Europa. La fusione tra la tedesca Thyssenkrupp e l' indiana Tata è fallita per l' opposizione della Commissione europea. Nel Regno Unito il terzo produttore nazionale, la British Steel, ha dichiarato bancarotta.
british steel acciaioBRITISH STEEL ACCIAIO

Un mix di rallentamento del ciclo economico e dell' imposizione di dazi da parte degli Stati Uniti verso la Cina ha comportato l' afflusso di prodotti cinesi a basso costo verso l' Europa che non si è protetta dalla concorrenza asiatica. Su una produzione mondiale di 1 miliardo e 808 milioni di tonnellate l' anno, 168 milioni sono prodotte in Europa, contro 928 milioni realizzate in Cina (il 50% della produzione mondiale), mentre gli Stati Uniti producono solo 75-80 milioni di tonnellate l' anno.
sciopero all'ilva 2SCIOPERO ALL'ILVA 

ArcelorMittal è il colosso più grande del pianeta, con 96,4 tonnellate prodotte ogni anno, ma ai primi posti si piazzano comunque i cinesi: al secondo (Baowu Steel, con 67,4 milioni di tonnellate), quarto, sesto, settimo, nono, decimo posto della classifica mondiale ritroviamo infatti tutte aziende del Dragone. Però è stata avviata una maxifusione tra Baowu Steel e Magang Steel: un' unione tra società statali, nata con l' intento di «rafforzare la competitività internazionale».

Probabilmente già oggi supera il colosso franco indiano. La Via della Seta rischia di diventare la nuova Via dell' Acciaio. I piani di espansione cinesi procedono spediti e mirati. Con un investimento di 46 milioni di euro, Hebei Iron and Steel (Hbis), secondo player cinese, ha rilevato in Serbia l' acciaieria Smederevo, la più grande del Paese, con la firma maturata durante la visita a Belgrado nel giugno 2016 del presidente Xi Jinping. La stessa Hbis ha acquisito dalla famiglia italiana Bolfo nel 2014 la Duferco Trading, primo trader europeo dell' acciaio basato in Svizzera.

hebei acciaio 1HEBEI ACCIAIO british steelBRITISH STEEL
Nel Regno Unito il terzo produttore nazionale, la British Steel, ha dichiarato bancarotta. E ieri il gruppo cinese Jingye ha raggiunto un accordo per acquisire il produttore siderurgico britannico. Secondo la Bbc, l' importo dell' acquisto sarebbe di 70 milioni di sterline (81,2 milioni di euro) e il governo britannico dovrebbe contribuire al salvataggio attraverso garanzie sui prestiti e altri finanziamenti.

di maio ilvaDI MAIO ILVA
Dalla Cina un pericolo o anche un' opportunità? «Se le aziende cinesi, indiane o russe che siano, vengono e rispettano le regole e il mercato non ci sono problemi - commenta con pragmatismo Alessandro Banzato, presidente di Federacciai - La siderurgia ha una natura fortemente globalizzata ed è fisiologico che chi annovera 6 fra i primi 10 produttori al mondo stia incominciando a realizzare una crescita fuori dai propri confini e quindi anche in Europa».

ilva taranto 2ILVA TARANTO 
Ecco quindi che nell' ipotesi di un abbandono definitivo da parte di ArcelorMittal, un possibile intervento cinese sull' ex Ilva diventa qualcosa di più di una suggestione. Mercoledì il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, parlando a Shanghai, ha riferito che «c' è anche un grande interesse su Taranto, che ci è stato manifestato, e che porterà ad alcune iniziative sugli investimenti». Il passaggio chiave potrebbe essere una soluzione integrata che includa anche il nodo infrastrutturale dell' aerea ionica. 

Fonte: qui

venerdì 9 agosto 2019

E’ FINITA ANCHE LA BATTAGLIA M5S SULL’ILVA: ARCELOR MITTAL RITROVA L’IMMUNITÀ PENALE

LA MULTINAZIONALE HA PRESENTATO RICORSO CONTRO IL DECRETO DEL MINISTRO DELL'AMBIENTE COSTA CHE HA AVVIATO IL RIESAME DELLA AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE (AIA) ALLA LUCE DI NUOVI DATI SUL RISCHIO SANITARIO…

Marco Palombi per il “Fatto quotidiano”
luigi di maio in imbarazzo davanti ad alessandro marescotti a taranto 2LUIGI DI MAIO IN IMBARAZZO DAVANTI AD ALESSANDRO MARESCOTTI A TARANTO
In attesa del testo del "decreto Imprese", approvato martedì sera in Consiglio dei ministri, ci si deve accontentare del pudico accenno del comunicato di Palazzo Chigi: il governo, tra le altre, ha varato anche "disposizioni in materia di Ilva". Dietro queste cinque parole c'è il ritorno dell' immunità penale per i nuovi proprietari dell' acciaieria di Taranto, la multinazionale ArcelorMittal, che sarebbe rimasta senza "scudo" dal 6 settembre e minacciava di fermare la produzione.
Insomma Arcelor, che ha forti sponde leghiste nell' esecutivo, ha vinto sull' immunità e ha pensato bene di assestare anche un altro schiaffone ai 5 Stelle di governo: ha presentato ricorso contro il decreto del ministro dell' Ambiente Costa che ha avviato il riesame della Autorizzazione integrata ambientale (Aia) alla luce di nuovi dati sul rischio sanitario.
ilvaILVA
Partiamo dalla cosiddetta "esimente penale".
Luigi Di Maio aveva cantato vittoria a maggio quando il decreto Crescita eliminò lo scudo penale "totale" fino al completamento del Piano ambientale (2023) concesso da Matteo Renzi a gestori e proprietari dell' Ilva: l' esimente, prevedeva il testo, sarebbe stata abrogata a partire dal 6 settembre per Arcelor e restava in vigore per i commissari governativi alle bonifiche e solo per l' attuazione dell' Aia.
ilva taranto 3ILVA TARANTO 
Non sono passati neanche tre mesi e, viste anche le minacce di chiusura e causa miliardaria della multinazionale, lo stesso Di Maio è stato costretto alla marcia indietro: torna lo scudo, ma sarà meno vasto del precedente. È "l' immunità a scadenza" di cui Il Fatto ha già parlato tempo fa: in sostanza Arcelor avrà la stessa immunità dei commissari, cioè circoscritta all' attuazione delle prescrizioni dell' Aia e del relativo cronoprogramma. Se, per fare un esempio, il Piano ambientale prevede che i parchi minerari siano sistemati entro il 2020, lo scudo sarà valido solo fino a quella data e solo per le operazioni previste dall' Aia.
ilva taranto 4ILVA TARANTO 
Di Maio, che in 90 giorni ha dovuto rimangiarsi un decreto, la mette così: "Abbiamo individuato una norma di equilibrio che rivede la precedente forma di immunità generalizzata in un sistema di tutele a scadenza vincolate al rispetto del piano ambientale". Niente più scudo, dice il vicepremier, su sicurezza del lavoro e salute. In realtà, essendo ambiti strettamente connessi, è difficile che lo scudo penale non influenzi anche eventuali procedimenti contro l' azienda per questi reati.
ArcelorMittal, come detto, ha vinto e ora vuole stravincere: alla multinazionale non basta l' immunità né la cassa integrazione di oltre mille operai non prevista dal piano industriale (il mercato è in ribasso, dicono), ma adesso punta a bloccare pure Sergio Costa. Qual è il problema? Il ministro dell' Ambiente, dopo aver ricevuto un esposto del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci (Pd), con un decreto ministeriale del 27 maggio ha avviato il riesame dell' Autorizzazione integrata ambientale.
sergio costaSERGIO COSTA
È contro questo decreto che la società proprietaria dell' Ilva di Taranto ha fatto ricorso al Tar: "È lo schiaffo più grande - s' è indignato il sindaco Melucci - Evidentemente qualcuno ha pensato che a Ferragosto fosse possibile l' ennesimo saccheggio e l' ulteriore presa in giro della città".
Al ministero dell' Ambiente, invece, non sono sorpresi più di tanto. D' altra parte, per l' azienda, è una "grana" non da poco. Il Comune a fine maggio ha chiesto infatti al ministero di imporre alla fabbrica "condizioni di esercizio più severe per acclarati motivi sanitari": i dati a fine 2018 dimostrano infatti che a Taranto - pur con l'acciaieria quasi ferma - si continua a morire e ammalarsi di più che nel resto d' Italia.
Se i tecnici di governo confermeranno la pericolosità sanitaria dell' Ilva, Costa potrebbe chiedere ad ArcelorMittal di accelerare il Piano Ambientale e, soprattutto, porre nuovi tetti alla produzione rispetto ai 6 milioni di tonnellate annue attuali (ma l' impegno è portarle ad otto col tempo).
Acquisita la pericolosità dell' acciaieria per i tarantini, ora si può spiegare quella di Costa per la multinazionale. Lo stabilimento di Taranto, che perde un milione al giorno, tornerà redditizio solo ricominciando a produrre almeno 8 milioni di tonnellate l' anno (oggi è sotto le 5): con tetti più stringenti alla produzione tenere aperta l' acciaieria di Taranto semplicemente non converrebbe più. Un' opzione, quella della chiusura, che ad Arcelor dispiace fino a un certo punto: in Europa ci sono 30 milioni di tonnellate di sovracapacità produttiva e i clienti dell' Ilva se li è già presi.
Fonte: qui

mercoledì 10 luglio 2019

LA PROCURA DI TARANTO ORDINA LO SPEGNIMENTO DELL’ALTOFORNO 2 DELL'ILVA DI TARANTO, CIOÈ LA PRINCIPALE PARTE PRODUTTIVA DELL’ACCIAIERIA

DOPO LA CANCELLAZIONE DELL’IMMUNITÀ LEGALE, ARCELOR MITTAL NON POTRÀ FARE ALTRO CHE MOLLARE LA PARTITA E DECRETARE LA CHIUSURA DELLO STABILIMENTO...
Roberta Amoruso per “il Messaggero”

ilvaILVA
Non è garantita la sicurezza degli operai. Così ieri la Procura di Taranto ha ordinato lo spegnimento dell'Altoforno 2 dell'ex Ilva, la principale parte produttiva dell'acciaieria, già tecnicamente sotto sequestro preventivo, a quasi quattro anni dai sigilli e dalla «facoltà d'uso» concessa dopo la morte di un operaio.

ilva taranto 9ILVA TARANTO





Un decreto del governo Renzi aveva sbloccato proprio questa linea produttiva che garantiva l'operatività dello stabilimento. Ma di fronte alla richiesta di rimozione formale del sequestro da parte dei vertici della fabbrica, è scattata ieri la nuova richiesta di stop: perché le prescrizioni imposte allora dalla Procura non sono state realizzate oppure non sono adeguate e sufficienti a garantire la sicurezza degli operai.
ilva taranto 7ILVA TARANTO 

Una nuova minaccia per il polo siderurgico, un ostacolo in più sulla strada del rilancio targato ArcelorMittal, già decisa a fare un passo indietro se il 6 settembre dovesse cadere davvero, come previsto dal decreto Crescita, l'immunità legale prevista per i vertici.

Senza immunità e con l'Altoforno 2 congelato, uno dei tre dello stabilimento, un colosso come ArcelorMittal non potrà che abbandonare la partita, decretando la chiusura dello stabilimento di Taranto. Lo sa bene anche il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, che pur tenendo il punto anche ieri sulla linea che «non esiste alcuna possibilità che torni» l'immunità cancellata dal decreto Crescita, ha poi di fatto aperto a una soluzione mediata.
ilva taranto 6ILVA TARANTO

Lo ha fatto nel corso dell'incontro di tre ore al Mise con i commissari, i vertici di ArcelorMittal e i sindacati. Lo ha anche ribadito chiaramente in un'intervista al Mattino in edicola oggi. «Sull'immunità penale troveremo una soluzione con l'azienda», ha spiegato. «In questi mesi di interlocuzione ho sempre detto ad ArcelorMittal che la dirigenza dell'azienda non ha nulla da temere dal punto di vista legale se dimostra buona fede continuando nell'attuazione del piano ambientale: se si chiede di precisare questo concetto attraverso interpretazioni autentiche anche per norma, siamo assolutamente disponibili.

luigi di maio in imbarazzo davanti ad alessandro marescotti a taranto 1LUIGI DI MAIO IN IMBARAZZO DAVANTI AD ALESSANDRO MARESCOTTI A TARANTO
Ma nessuna persona in questo Paese potrà mai godere di una immunità per responsabilità di morti sul lavoro o disastri ambientali». L'ipotesi illustrata ai sindacati è quella di inserire in un decreto già in lavorazione, un provvedimento a largo spettro e non ad hoc per l'Ilva, la garanzia dello scudo legale per i vertici nell'ambito specifico della realizzazione del piano ambientale (non dell'intero piano quindi).

Del resto, l'intervento della Procura di Taranto sembra proprio dare ragione ai vertici ArcelorMittal che finora hanno sostenuto di non poter gestire uno stabilimento sotto sequestro, impostarne il rilancio e mettere tutte le toppe necessarie sul piano ambientale, ma anche della sicurezza, rinunciando del tutto all'immunità prevista nel contratto.

ilva taranto 5ILVA TARANTO
IL COMPROMESSO
Per il resto, il ministro dello Sviluppo sembra davvero convinto che in punto di diritto ArcelorMittal non possa rescindere il contratto da un giorno all'altro di fronte a un cambio di regole (quella sull'immunità), come invece sembra dimostrare chiaramente il contratto di cui dava conto ieri Il Sole24Ore ribadendo ciò che tutti i giornali hanno scritto in questi giorni.
ilva taranto 4ILVA TARANTO




Nel contratto c'è l'esimente penale, cioè una modifica che legittimerebbe Mittal a sciogliere il contratto? «Non è affatto così», ha detto curiosamente di Maio aggiungendo che nel contratto, così come negli atti successivi, «si parla esclusivamente della possibilità di recesso in caso di annullamento o di modifiche sostanziali del DPCM 29 settembre 2017, ovvero del piano ambientale».

ilva taranto 8ILVA TARANTO
Sull'altro capitolo cruciale sul tavolo ieri al Mise, invece, nessun passo avanti. La Cassa integrazione ordinaria scattata per oltre 1.400 non si tocca, dato il calo della domanda del settore, ha insistito il colosso dell'acciaio. Una delusione per i sindacati che ora aspettano l'aggiornamento del dossier nell'incontro previsto la prossima settimana.

milena gabanelli ilva famiglia riva 2MILENA GABANELLI ILVA FAMIGLIA RIVA



Intanto, a quanto pare lo stesso ministro incontrerà anche i pm di Taranto nei prossimi giorni, in modo da intravedere possibili soluzioni per evitare lo spegnimento dell'Altoforno 2 e mettere a rischio 11 mila lavoratori. Per ora è stato disposto solo l'avvio della procedura di fermo. Il provvedimento è la conseguenza, quasi scontata, del rigetto da parte del gup tarantino della istanza di dissequestro dell'Altoforno dopo il sequestro preventivo disposto in seguito all'incidente costato la vita all'operaio travolto da una colata incandescente.
ilva taranto 3ILVA TARANTO 3








All'epoca, anche in forza di uno dei decreti legge sull'Ilva (poi impugnato dinanzi alla Corte costituzionale), fu concessa all'azienda siderurgica la facoltà d'uso dell'Afo 2. Nel corso dell'udienza preliminare è stato accertato dai tecnici nominati dallo stesso giudice che l'azienda non avrebbe adempiuto alle prescrizioni per la messa in sicurezza dell'impianto. Ma questo non significa una disattivazione dall'oggi al domani (impossibile) dell'impianto. Così ArcelorMittal e i commissari Ilva potrebbero avanzare una richiesta alla magistratura per adempiere agli adeguamenti necessari.

Fonte: qui

lunedì 18 febbraio 2019

TARANTO - CONTESTATI DEPUTATI M5S: 'SIETE MORTI, DOVETE SPARIRE'

CHI DI POPOLO FERISCE DI POPOLO PERISCE 
VIDEO: DEPUTATI M5S CONTESTATI A TARANTO DOVE IN CAMPAGNA ELETTORALE GRILLO E DI BATTISTA PROMETTEVANO DI CHIUDERE L’ILVA E CONVERTIRLA IN UN MEGA PARCO VERDE, SALVO POI FARE RETROMARCIA 
TRE DEPUTATI A UN COMIZIO SUL REDDITO DI CITTADINANZA,  CON POSTER “SE LO DICIAMO LO FACCIAMO”, SONO STATI TRAVOLTI DAGLI INSULTI: “SIETE MORTI, DOVETE SPARIRE, CI AVETE PRESO IN GIRO”

TARANTO - CONTESTATI DEPUTATI M5S: 'SIETE MORTI, DOVETE SPARIRE'






ASSEMBLEA NELLA CITTÀ DELL' ILVA, LA PIÙ GRAVE CONTESTAZIONE MAI SUBITA DAL MOVIMENTO DI GOVERNO. "BUGIARDI", "STATE COI FASCISTI", "SIETE MORTI" TARANTO, URLA E RIVOLTA CONTRO I DEPUTATI M5S
deputati m5s contestati a taranto 2DEPUTATI M5S CONTESTATI A TARANTO

Jacopo Iacoboni per “la Stampa”

«Buffoni», «bugiardi», «buu», «siete spariti da Taranto», «state coi fascisti». La Nemesi è iniziata. Il «governo del popolo» e la maggioranza del popolo vengono ferocemente umiliati e fischiati dal popolo. Il Movimento assaggia una prima anticipazione di ciò che rischia di subire a breve ovunque.

deputati m5s contestati a taranto 1DEPUTATI M5S CONTESTATI A TARANTO
Succede a Taranto, la città dell' Ilva, dove platealmente la promessa di chiudere gli impianti - il cavallo di battaglia dei cinque stelle tarantini, e in generale dei cinque stelle pugliesi, assieme ovviamente al no al gasdotto Tap - è stata clamorosamente disattesa. La gente si sente presa in giro. Non bastano più i fake account sui social per convincerla del contrario.
ilva taranto 9ILVA TARANTO

Grillo diceva che l' area sarebbe stata convertita in un mega parco verde, sul modello di quelli nordeuropei. Non è andata esattamente così. E ieri un gruppo di cassintegrati dell' Ilva, e alcuni ambientalisti, hanno presentato il primo di tanti conti che saranno amari. I deputati M5S Giovanni Vianello, Gianpaolo Cassese e Anna Macina si erano palesati in una sala conferenze di un albergo pensando a un comizio che (come stava infelicemente scritto sul mega poster del tavolo della discussione) doveva intitolarsi: «Se lo diciamo lo facciamo». Mai slogan fu più infausto.

DI MAIO TAPDI MAIO TAP
«Ci eravamo preoccupati, siete spariti, da Taranto», gli hanno gridato subito dalla sala. «No, noi ci siamo ogni giorno», ha provato a replicare - forse con un rilancio eccessivo - Vianello, e a quel punto la sala inferocita non ci ha visto più. Non è stata una buona mossa sfidarli. «Ci avete preso in giro tutti», hanno urlato i tarantini presenti, fischi, buu, grida. «Siete venuti a parlare di chiusura davanti alla fabbrica. Poi vi siete alleati con Salvini e dite che è colpa del Pd se la fabbrica continua a produrre. Siete spariti da Taranto e ora sparirete anche da Roma» .

deputati m5s contestati a taranto 4DEPUTATI M5S CONTESTATI A TARANTO
E era abbastanza impressionante vedere i cinque stelle che provavano a fare i moderati, quelli che invitano a «un pacato e civile confronto», «però fateci parlare, siete venuti per dialogare sì o no? o volete solo contestare?». Avete presente Grillo, contestato in maniera oxoniense dagli studenti alla Oxford Union, che rispose con un goffo «non siete cortesi»? Ecco, immaginatevi a Taranto la rabbia di questa gente.

luigi di maio e alessandro di battista in auto 3LUIGI DI MAIO E ALESSANDRO DI BATTISTA IN AUTO
Una donna ha raggiunto vette di ironia gridando: «Come si usa a Taranto nelle visite di condoglianze, noi abbiamo portato zucchero e caffè, perché siete morti! Morti! Via da Taranto, dovete sparire!». Applausi a scena aperta quando zucchero e caffè sono stati effettivamente consegnati agli sventurati parlamentari grillini.
deputati m5s contestati a taranto 3DEPUTATI M5S CONTESTATI A TARANTO

Non era finita. «Cosa voterete su Salvini?». Una signora con i riccioli biondi: «Vi siete alleati coi fascisti!», gli ha gridato in faccia. Vianello allora ha tentato un' altra sortita sfortunata, almeno lessicalmente: «Lo stai dicendo tu che siedi su una poltrona» (forse voleva dire: «È facile dirlo da casa, mentre noi cerchiamo dei compromessi»), ma la parola «poltrona» gli ha fatto esplodere la sala in faccia: «Ma quale poltrona e poltrona, voi, state sulle poltrone. Zitti!. Fateci parlare. È finita, andatevene con l' amico vostro Savini, è finita la pacchia» .

deputati m5s contestati a taranto 5DEPUTATI M5S CONTESTATI A TARANTO
Un' altra donna a un certo punto ha gridato: «Facciamoglielo dire, perché stanno con fascisti, facciamoglielo dire, e ci dice pure che siamo noi, gli stronzi!». Vianello ha provato a concludere ormai sconvolto, «io questa vostra lettera la voglio portare domani al ministero, se ci date la possibilità». È dovuta intervenire la Digos, in tutto questo. I parlamentari del popolo hanno dovuto esser protetti dall' ira del popolo.

Fonte: qui

PADELLARO: “I GRILLINI HANNO DELUSO IL LORO ELETTORATO, CHE CHIEDEVA MISURE PER EVITARE LA CRISI E SI È RITROVATA GLI STRILLI DI DI BATTISTA E I GILET GIALLI” 
“PER IL M5S È QUESTIONE DI VITA O DI MORTE ARRIVARE ALLE EUROPEE, PER QUESTO VOTERANNO CONTRO IL PROCESSO A SALVINI, UN SUICIDIO ASSISTITO PER IL QUALE PAGHERANNO UN PREZZO SALATISSIMO. SALVINI HA UN GRANDE VANTAGGIO RISPETTO A RENZI...”


Pietro Senaldi per “Libero Quotidiano”

antonio padellaroANTONIO PADELLARO
«Con i grillini hanno fatto un giro di valzer, ma non è affatto detto che a Di Maio e soci ne sarà concesso un secondo. Inutile appendersi a ragionamenti da partito socialdemocratico, le elezioni in Abruzzo sono un segnale che il voto d' opinione è rimasto deluso da Cinquestelle ed è in cerca di altri lidi. Dubito che in Sardegna tra sette giorni l' esito sarà diverso».

Perché M5S ha perso forza attrattiva?
«Dopo gli anni del vaffa-day, la protesta anti-casta tout court, il forte richiamo alla legalità, volti nuovi al posto delle solite vecchie facce, l' idea di presentare la squadra di governo prima del voto e quella di far restituire allo Stato dai parlamentari una parte dello stipendio, cosa che non si era mai vista prima, avevano portato molto consenso, permettendo al Movimento di andare oltre lo zoccolo duro e attirando consensi da sinistra e recuperando parte degli astensionisti.
LUIGI DI MAIO E ALESSANDRO DI BATTISTA INCONTRANO I VERTICI DEI GILET GIALLILUIGI DI MAIO E ALESSANDRO DI BATTISTA INCONTRANO I VERTICI DEI GILET GIALLI

Ma alla prova del governo i grillini hanno deluso il loro nuovo elettorato, gente che chiedeva stabilità e una serie di misure per evitare la crisi ma si è ritrovata gli strilli di Di Battista, i gilet gialli e un reddito di cittadinanza che per ora presenta più incognite che altro».

Perché il M5S sta facendo del no all' Alta Velocità la linea del Piave?
«È una battaglia identitaria, i no-Tav esistevano prima ancora che nascesse M5S e ne hanno favorito il successo in Piemonte. L' opposizione all' Alta Velocità mette insieme elementi fondativi del Movimento, come l' ecologismo, la decrescita felice, il no agli sprechi: in un momento di difficoltà come questo è difficilissimo per i grillini mollare sul punto, al di là dei costi-benefici dell' opera, argomento nebuloso».
Di Maio e Di BattistaDI MAIO E DI BATTISTA

Sono in difficoltà e tornano alle origini, ma non è come ammettere di aver fallito la prova del governo?
«Certo, retrocedere nella propria riserva indiana è una sconfitta. Il Movimento sconta la propria contraddizione: è nato forza di opposizione ma ora che è al governo deve cambiare registro. M5S non riesce a dimostrare buonsenso e a rassicurare gli elettori, che vogliono sapere se questo Paese sarà modernizzato e avrà mai nuove infrastrutture.

padellaro antonioPADELLARO ANTONIO
Non basta dire no alla Tav perché è più utile la Roma-Pescara, come ha sostenuto Di Maio in campagna elettorale in Abruzzo, perché la gente sa che è una boutade, in realtà tu dici no alla Torino-Lione ma non stai progettando nessuna ferrovia in Centro Italia. E il Ponte Morandi è ancora lì che aspetta».

Non fai sconti, direttore, ma secondo il Fatto Quotidiano i Cinquestelle non sono il meno peggio?
«Il contratto di governo era l' unica soluzione possibile per uscire dall' impasse politico, ma inevitabilmente ha messo in competizione Salvini - non la Lega, che in questo momento è un' astrazione, perché esiste solo il Capitano - con M5S. E questo confronto l' ha vinto Matteo, tant' è che in Abruzzo si è preso il 15% degli elettori grillini delusi».

toninelliTONINELLI
I motivi della vittoria di Salvini?
«A parte aver condotto con efficacia, e in maniera volutamente brutale, la lotta agli immigrati clandestini, il leghista, rispetto al collega vicepremier grillino, ha il grande vantaggio di avere un partito compatto dietro.

In Cinquestelle invece chi comanda? Di Maio, Di Battista, Fico? Sotto certi aspetti mi ricordano il Pd pre-renziano, dove ognuno diceva la sua e si capiva poco. Avere 4-5 opinioni diverse all' interno danneggia un partito agli occhi degli elettori, che hanno bisogno di certezze».

Cosa ne pensi dell' idea dei grililni di far decidere da un referendum su internet se votare sì o non al processo a Salvini?
DI MAIO E TRAVAGLIODI MAIO E TRAVAGLIO
«Lo spiega bene sul Fatto Marco Travaglio. Dire No, con la sponda del giureconsulto Giarrusso, e della piattaforma Rousseau rappresenta per M5S una specie di suicidio assistito per il quale pagheranno un prezzo salatissimo d' immagine e credibilità. Dire Si rischia di mettere in crisi il governo perche Salvini dovra subire oltre al processo la reazione di chi nella Lega e nel centrodestra tutto considera i grillini una iattura di cui liberarsi al piu presto.

Per il M5s un casino comunque. Perdere le poltrone o perdere la faccia? Conte, Di Maio e Toninelli dovevano pensarci prima, quando hanno permesso al ministro degli Interni di fare come gli pareva. Autodenunciarsi ora fa un po' ridere».

rousseau voto sul processo a salvini 4ROUSSEAU VOTO SUL PROCESSO A SALVINI
Il barometro di Antonio Padellaro non segna buon tempo per Cinquestelle. Il fondatore e primo direttore del giornale più grillino, e meno salviniano, d' Italia, attuale nume tutelare del quotidiano di Travaglio, ha un approccio pratico e una visione per nulla ideologica dei guai di Di Maio e delle fortune del suo alleato e competitor leghista. Per Cinquestelle, vede una sola via percorribile: strutturarsi in partito, non arrivare a rispedire Di Battista in Guatemala, come gli suggerirebbe Libero, ma rendersi conto che in un M5S di governo lui c' entra davvero poco e non è il caso farne l' uomo immagine, e appena possibile staccarsi dall' abbraccio mortale con la Lega.

luigi di maio matteo salviniLUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI
«La decrescita felice non è più uno slogan vincente: il Movimento o mette la crescita come una priorità, imbocca subito la strada del partito di governo e stringe i rapporti con i ceti produttivi, oppure ha perso la battaglia. La domanda è se non sia già troppo tardi e il vantaggio di Salvini sia ormai incolmabile».

Finirla con l' ossessione anti-Casta per diventare partito di governo a tutti gli effetti rischia di essere una mossa suicida per M5S?
«L' alternativa, ovverosia tornare sulle barricate, castra ogni possibilità di sviluppo futuro del Movimento. L' Italia ormai si è lasciata alle spalle la sbornia di rivoluzione e rancore che ha fatto le fortune grilline. Il Pd, Berlusconi e tutti quelli che c' erano prima se ne sono andati.

TAV TORINO LIONETAV TORINO LIONE
Il Paese non ha più bisogno di essere eccitato, cerca una guida, e Salvini si sta muovendo meglio dei grillini, si propone come colui che risolve i problemi, anziché l' uomo del no. Guarda anche il rallentamento che ha imposto al tema del sovranismo e ai rapporti con i Paesi dell' Est. Non picchia, applica lo slogan "prima li impaurisci, poi li conquisti, infine li rassicuri". Non trovi strano che abbia incontrato lui i pastori sardi mentre Di Maio, ministro dello Sviluppo, anziché fare il diavolo a quattro, sta zitto? È una cosa senza precedenti nella storia del Paese».

giuseppe conte salvini e di maio discorso prima della fiducia 1GIUSEPPE CONTE SALVINI E DI MAIO DISCORSO PRIMA DELLA FIDUCIA 1
Veramente quello che ci ha fatto la figura peggiore è Conte. Forse ha ragione l' Europa, il nostro premier non sarà un burattino ma, a dispetto del nome, non conta granché «Resta uno ricevuto con tutti gli onori da Trump e Macron e che parla a tu per tu con la Merkel. Poi certo, tutti sanno che la sua vera forza è l' asse con Mattarella, che ha bisogno di lui come garante della stabilità».

Quanto dura il governo?
«Per M5S è questione di vita o di morte arrivare alle Europee, per questo voteranno contro l' autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini, anche se sarà dura farlo digerire al loro mondo. E anche al leghista non conviene strappare: è il primo caso di un partito di governo che raddoppia i consensi mangiandoli all' alleato, chi glielo fa fare di smettere?

antonio padellaroANTONIO PADELLARO
Dopo le Europee però sarà tutta un' altra storia: Salvini supererà M5S e dovrà decidere cosa fare da grande. Anche se dovesse prendere il 35%, il leghista avrà chiaro che non può governare da solo, ma contemporaneamente i grillini sconfitti non potranno continuare a riproporre al proprio elettorato un' alleanza penalizzante».

E quindi, si vota, governo tecnico, che altro?
«La cosa che semplificherebbe, in positivo, il quadro sarebbe la ricomposizione di un centrodestra, stavolta a guida salviniana, e un' attrazione tra M5S e il nuovo Pd a guida Zingaretti».

berlusconi salviniBERLUSCONI SALVINI
Ma Salvini non vuole governare con Berlusconi
«Il 51% gli italiani non l' hanno mai dato neppure a Berlusconi. Matteo dovrà scegliere il male minore: un Silvio non più king maker ma socio di minoranza, come la Meloni, o perpetuare l' alleanza con M5S, che però porta all' immobilismo, come si sta vedendo ora sulla Tav, l' economia, il taglio delle tasse.

Ma se uno resta immobile, il consenso se ne va, e questo Salvini lo sa. Un Berlusconi debole per Matteo è meno pericoloso di M5S, anche perché i grillini ora sono sotto botta, ma se superano decorosamente lo scoglio delle Europee, poi saranno meno docili».

E il Pd può allearsi con M5S dopo tutte le botte che si sono dati?
conferenza stampa su reddito di cittadinanza e quota 100 36CONFERENZA STAMPA SU REDDITO DI CITTADINANZA E QUOTA 100
«La lotta alla povertà è giusta, ma questo salario grillino è nebuloso. Il meccanismo è complicato, addirittura inquietante, si presta a truffe e iniquità e l' unica certezza per ora è che i centri d' impiego non hanno mai funzionato. E poi il lavoro, se non c' è, non lo crei con i navigator, che saranno i soli a trovare occupazione grazie al reddito di cittadinanza.

M5S doveva limitarsi a rifinanziare il reddito d' inclusione del Pd, che in modo masochista l' ha fatto senza mai attribuirsene il merito. Per marcare la differenza dai Dem, i grillini si sono inventati un' altra cosa che però rischia di non stare in piedi e non piace alla maggioranza degli elettori».

Pur di fermare la Tav la relazione degli esperti sui costi e benefici è arrivata a fare l' elogio dell' anidride carbonica e delle tasse sul carburante
giuseppe conte e luigi di maio con la postepay per il reddito di cittadinanzaGIUSEPPE CONTE E LUIGI DI MAIO CON LA POSTEPAY PER IL REDDITO DI CITTADINANZA
«Quella è una questione politica, non tecnica, su cui M5S si gioca il futuro: forza di governo o di decrescita. Se non fai la Tav, devi fare altro, gli elettori, anche grillini, non vogliono un Paese fermo».

Con l' autonomia come finirà?
«Per ora hanno creato la cornice. Se sarà dipinto astratto o secessionista dipende anche qui dai risultati della Lega alle Europee. Certo le regioni ricche del Nord stanno salutando lo Stato unitario. Vedrai che al Sud i neoborbonici rialzeranno la testa».

RAGGI DI MAIORAGGI DI MAIO
Quanto pesa nella crisi di M5S il fallimento della Raggi?
«Non crocifiggiamola. È evidente che quando si è candidata non aveva la minima idea del casino in cui si andava a ficcare. Ma governare Roma è inutile, oltre che difficile, per citare Mussolini. Il punto è l' intera classe dirigente di M5S, che è tecnicamente e come esperienza inferiore a quella leghista, la quale amministra, e bene, tutto il Nord, portando un valore aggiunto al partito. Molti elettori meridionali si sono convinti a votare Salvini anche vedendo come funzionano Lombardia e Veneto».

matteo salvini pollice verso a renziMATTEO SALVINI POLLICE VERSO A RENZI
Salvini è al massimo del consenso: non rischia l' ubriacatura mediatica e di potere, come Renzi?
«Il consenso è volubile e il rischio c' è sempre, specie se l' economia, come sembra, inizierà ad andare male e le riforme annunciate restano al palo. Però Salvini ha un grande vantaggio rispetto a Renzi: si può arrivare a odiarlo, ma non è antipatico, come non lo era Berlusconi, e te lo dico io che ho fondato un quotidiano che si fondava sull'antiberlusconismo. Il Matteo fiorentino invece credo risulti antipatico pure a se stesso».

Quindi sbagliava chi vedeva in Renzi l' erede di Silvio?
«Il Nazareno non tornerà mai e il Partito della Nazione non ha mai avuto possibilità di esistere. L' erede di Berlusconi è Salvini: in lui l' elettorato del Cavaliere, che nel Paese è sempre stato maggioranza, ha ritrovato ogni riferimento».

Fonte: qui