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venerdì 16 agosto 2019

Juncker lancia l'allarme sulla Brexit!

La paura del "no deal" è a un livello febbrile. Tali discorsi sono inutili e ridicoli .

Deve essere serio




Il premio per la menzogna del giorno va a Jean-Claude Juncker, il presidente uscente della Commissione europea che una volta dichiarò famoso: " Quando diventa serio, devi mentire ".
“Se si tratta di una Brexit difficile, questo non è nell'interesse di nessuno, ma gli inglesi sarebbero i grandi perdenti. Fingono che non sia così, ma lo sarà ”, ha detto in un'intervista a un giornale austriaco, che è stato pubblicato sabato.
"Siamo al  massimo della preparazione , anche se alcune autorità britanniche affermano che non siamo ben preparati per un affare. Ma non partecipo a questo gioco estivo. Siamo preparati e spero lo siano anche gli inglesi ", ha detto.

Grandi perdenti? Massima preparazione?


Chi diavolo pensa che stia prendendo in giro?
Nessuna delle parti è completamente preparata al momento, ma entrambe le parti hanno tempo fino al 31 ottobre per prepararsi a No Deal.
Le cose sono veramente serie quando Juncker si avvicina al piatto con un paio di ovvie bugie che fanno paura.
L'idea che "gli inglesi saranno i grandi perdenti" mostra quanto sia disperata la posizione della Commissione Europea.
Coloro che non sono d'accordo potrebbero voler prendere in considerazione otto motivi per cui l'UE soffrirà molto più del Regno Unito in Brexit .

Unità di confutazione rapida

Per contrastare la paura, Michael Gove, capo dell'ufficio di gabinetto di Boris Johnson, affronta la falsa notizia della Brexit con un'unità di  confutazione rapida per eliminare "Miti e mezze verità" di No Deal .
La nuova unità di risposta sarà gestita da funzionari pubblici nell'ufficio del gabinetto e farà in modo che "il pubblico e le imprese non siano allarmati da storie spaventose o falsità", può rivelare il Sunday Telegraph. È noto che le figure del governo senior si sono frustrate per le storie anti-accordo trasmesse dalla BBC nei giorni scorsi, in particolare quella sulle mucche macellate nell'Irlanda del Nord dopo un'uscita senza accordo.
La scorsa settimana il programma della BBC Nightnight ha riferito che 45.000 vacche da latte potrebbero essere abbattute nell'Irlanda del Nord, in caso di Brexit senza accordi se fossero state applicate nuove tariffe più elevate al latte britannico nonostante Defra affermasse che un'abbattimento "non è assolutamente qualcosa che il governo prevede né è prevista in caso di mancato accordo ".
I ministri sono preoccupati del fatto che alcune storie nei media che esagerano le preoccupazioni in merito a un non-affare incoraggino inutilmente i membri del pubblico ad accumulare beni.
Per quanto riguarda la paura della Brexit, ti preghiamo di prendere in considerazione  No-Lorry Mayhem di Dover e Calais? "C'est la Bullshit" risponde il capo dei porti francesi .
Il capo dei porti del canale francese ha respinto gli avvertimenti sul caos della Brexit sulla rotta commerciale di Dover-Calais come irresponsabile spavalderia da parte degli agitatori politici.
"Le autorità britanniche hanno fatto molto per prepararsi. La gente dice di dormire, ma posso assicurarti che sono altamente professionali e pronti", ha dichiarato Jean-Marc Puissesseau, presidente di Port Boulogne Calais.
"Ci sono alcune persone nel Regno Unito che stanno scatenando questo catastrofismo per le proprie ragioni. Ciò ha suscitato molte preoccupazioni ma fondamentalmente 'c'est la bullsh **'. Non succederà nulla il giorno dopo la Brexit" ha detto al telegrafo.
"La Gran Bretagna sarà un paese terzo, tutto qui, e non vi è alcun motivo per cui ciò dovrebbe comportare problemi. Se entrambe le parti fanno il loro traffico di compiti a casa sarà completamente fluido", ha detto.

Preparativi

Puissesseau ha detto che nessuno è stato preparato a marzo, ma ora tutti sono preparati.
"Ho appena ricevuto una delegazione di trasportatori polacchi - e sono i più importanti in Europa - e posso dirti che sono perfettamente aggiornati su tutto ciò che deve essere fatto", ha affermato Puissesseau insistendo nel contempo sul trasporto di merci in un La Brexit dell'OMC non è così complicata come sostengono i critici.
Circa il 30 percento dei camion da Dover a Calais attualmente viaggiano vuoti (un segno di gravi squilibri nelle relazioni commerciali bilaterali del Regno Unito con l'UE). "Andranno direttamente alla linea verde e non avranno bisogno di spazio. Un altro 60 percento non trasporta materiale che deve essere controllato ”, ha affermato.

Estremità sciolte

Ci sono molti punti in sospeso che devono essere affrontati, quindi nonostante le affermazioni di Juncker, nessuno è completamente preparato.
Nessuno sarà completamente preparato neanche il 31 ottobre.
Ma ora che la realtà della Brexit è sprofondata, c'è un sacco di tempo per legare la maggior parte dei significativi lati liberi.

Aspettatevi cooperazione

È vantaggioso sia per il Regno Unito che per l'UE cooperare, quindi aspettatevi una cooperazione.
Autore di Mike Shedlock tramite MishTalk




LA BREXIT STA PER CHIUDERE LE PORTE DELLA GRAN BRETAGNA 

DAL PROSSIMO 1 NOVEMBRE I CITTADINI EUROPEI NON POTRANNO PIÙ EMIGRARVI LIBERAMENTE, SE IL 31 OTTOBRE QUESTO PAESE USCIRÀ DALLA UE CON IL "NO DEAL" 

GUAI ALL’ORIZZONTE PER I 3 MILIONI E MEZZO DI EUROPEI RESIDENTI IN GRAN BRETAGNA…

Enrico Franceschini per “la Repubblica”

boris johnsonBORIS JOHNSON
Chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori: la Brexit sta per chiudere le porte della Gran Bretagna. Dal prossimo 1 novembre i cittadini europei non potranno più emigrarvi liberamente, se il 31 ottobre questo paese uscirà dalla Ue con il "no deal", ovvero senza alcun accordo, come minaccia di fare Boris Johnson. Lo ha reso noto Downing Street, confermando indiscrezioni secondo cui la "libertà di movimento", un principio cardine dell' Unione Europea, finirà immediatamente il giorno dopo la Brexit, senza una fase di transizione per l' introduzione delle nuove norme.
glasgow, proteste contro boris johnsonGLASGOW, PROTESTE CONTRO BORIS JOHNSON
L' annuncio ha suscitato immediate proteste a Bruxelles e a Londra. «I cittadini dei 27 paesi della Ue che risiedono nel Regno Unito e quelli che ancora vogliono visitarlo meritano più certezze e maggiori informazioni », commenta su Twitter Guy Verhofstadt, rappresentante del Parlamento europeo ai negoziati sulla Brexit. «Una decisione irresponsabile e avventata», afferma Ed Davey, portavoce dei liberaldemocratici, il più europeista fra i partiti britannici.
«Che conseguenze avrebbe per i cittadini europei che vivono in Gran Bretagna, quando ritornano da un viaggio all' estero? Il nostro governo vuole seriamente che a un' infermiera europea di un ospedale britannico non verrà permesso di rientrare nel Regno Unito da una vacanza? È assurdo». Concorda Nicolas Hatton di The3Million, l' associazione che rappresenta i 3 milioni e mezzo di europei residenti in Gran Bretagna: «Significa caos e discriminazione. Come potranno le guardie di frontiera distinguere tra chi vive qui e quelli che arriveranno dopo?».
Il governo britannico ha organizzato un sistema per garantire a tutti gli europei residenti in Gran Bretagna di restarvi a tempo indeterminato con pieni diritti, anche in caso di Brexit con il "no deal"; e per chi vorrà emigrare in seguito si parla di piani per un sistema "a punti" sul modello di Australia e Singapore per il futuro. Ma il "settled status", ovvero il permesso di residenza permanente, introdotto quattro mesi fa, è stato finora ottenuto solo da un milione di europei (tra cui 120 mila italiani su un totale di 700 mila), ed è improbabile che i restanti due milioni e mezzo si mettano in regola nei 72 giorni che mancano alla Brexit.
john bercow e la mozione per bloccare il no dealJOHN BERCOW E LA MOZIONE PER BLOCCARE IL NO DEAL
È vero che per richiedere il "settled status" c' è tempo fino al dicembre 2020, ma chi non ne è ancora provvisto e va in Europa potrebbe trovarsi in difficoltà a dimostrare al ritorno il diritto di residenza. Si profilano complicazioni anche per chi ha già il "settled status", poiché si tratta di uno status digitale, senza un documento che lo attesti.
L' alternativa è che il primo ministro ci ripensi. O che raggiunga in extremis un accordo con la Ue per scongiurare il "no deal". O che sia l' opposizione a bloccarlo, come il leader laburista Jeremy Corbyn si è ieri impegnato a fare «in qualunque modo». Ma il primo novembre, se non cambia niente, a Londra tornerà di moda la vecchia barzelletta: nebbia sulla Manica, il continente isolato.
Fonte: qui

mercoledì 14 settembre 2016

“La Ue è Finita”: Dal Der Spiegel A El Pais, La Stampa Europea Non Ha Dubbi…

BERLINO - La sostanza è: la Ue sta per spaccarsi in due: Nord contro Sud. E a scriverlo è niente di meno che il Der Spiegel.

"I capi di governo dei Paesi del Mediterraneo sono spesso stati derisi da Bruxelles con il nomignolo 'Club Med'.

Ora e' diverso - scrive in una lunga analisi il settimanale tedesco Der Spiegel -.

La scorsa settimana Francia, Italia, Grecia, Spagna, Portogallo, Cipro e Malta hanno tenuto un vertice in Grecia.

Il Presidente francese Hollande ha dichiarato: "Abbiamo bisogno di un programma di crescita che viaggi con la domanda".

Il primo ministro italiano Matteo Renzi ha presentato un piano concreto per un fondo da 50 miliardi di euro: ogni membro della Ue dovrebbe destinare lo 0,5 per cento del Pil al contrasto alla disoccupazione.

Finora tale proposta è sempre stata rifiutata da Berlino e Bruxelles. Atene spera di nuovo in un asse Renzi-Tsipras, mentre Hollande può nuovamente bearsi del ruolo di "senior leader".

"Mentre il Sud d'Europa trova coesione - continua l'articolo -, la Germania ha perso un alleato potente, la Gran Bretagna. Il gruppo dei Paesi mediterranei sostiene che l'Europa deve avere una nuova visione e una nuova politica. "Rappresentiamo piu' della meta' dell'Ue ", ha detto il premier italiano Renzi ad Atene. "Siamo al centro della crisi dei rifugiati, di quella della sicurezza e della crisi economica", gli ha fatto eco Tsipras. Il Nord Europa, nel frattempo, tentenna. Il leader del gruppo parlamentare del gruppo Ppe al Parlamento europeo, il tedesco Manfred Weber, ha lanciato accuse nei confronti di Tsipras, reo a parer suo di provare "nuovamente a giocare ai suoi giochi". Ha inoltre accusato Hollande di "Trattare con i comunisti del Sud". Altrettanto sprezzante e' stato il ministro delle Finanze tedesco Wolfgan Schaeuble, che ha esortato i suoi omologhi del Sud a risparmiare di più". 

E' evidente una frattura orizzontale in Europa: da un lato il variopinto caravanserraglio dei Paesi mediterranei e del Sud con le loro richieste alla Ue di mani libere per la spesa e per i disavanzi di bilancio degli stati, dall'altro - e opposto - lato i Paesi del centro Europa e del Nord, sempre più diversi e lontani dalle logiche levantine che anzi criticano aspramente con questo evidenziando la frattura ogni giorno più insanabile tra visioni e destini diametralmente opposti della Ue. 

A questo quadro descritto dal Der Spiegel si aggiungono come benzina sul fuoco le dure accuse alla Commissione Ue  e al suo capo, il discusso e controverso Juncker.

"Il presidente della Commissione europea, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, presenterà proprio oggi al parlamento Ue la sua relazione annuale sullo stato dell'Unione. La questione centrale sulla quale dovrebbe soffermarsi Juncker - sostiene, sempre oggi, un editoriale del quotidiano spagnolo El Pais -riguarderà rilevanza e capacità dell'Ue di rispondere ai problemi che preoccupano i cittadini europei. Ancora una volta, infatti, la Ue versa in uno stato di fragilita' e disunione estremamente preoccupante. Alle problematiche che si insinuano ormai da tempo sul fronte economico, dove nonostante l'azione della Bce dominano la crescita debole e la disoccupazione persistente, si aggiungono ora lo shock causato a giugno dalla decisione del popolo britannico di lasciare l'Ue, e l'ascesa del nazionalismo in tutta Europa. Due questioni - prosegue El Pais - che rappresentano una minaccia molto grave per l'integrazione europea".

"Questo clima di disgregazione politica - continua l'editoriale dell'autorevole quotidiano spagnolo - e' la logica conseguenza di anni di crisi economica e, soprattutto, della mancanza di risposte efficaci ai bisogni reali della gente. La minaccia jihadista, la deriva autoritaria della Turchia, i naufragi nel Mediterraneo, l'ascesa del nazionalismo anti-immigrati e la mancanza di crescita economica sono problemi legati tra loro da un elemento comune: la mancanza di una leadership e di uno scopo comune della Ue e il dissolvimento di valori quali la lealta' e la solidarietà senza i quali il progetto europeo non puo' sostenersi. La vera sfida per Juncker e per gli alfieri del progetto europeo - popolari, liberali e socialisti - non e' spiegare di quale Europa abbiamo bisogno, ma perche' sembra impossibile raggiungerla. La debolezza dell'Europa di oggi - conclude l'editoriale - non sta nella mancanza di idee, ma nell'incapacita' di attuarle".

E' un altro modo per dire la stessa cosa: l'Unione europea è agli sgoccioli. Sta per finire.

P.S. STATE MOLTO ATTENTI ALLA FREGATURA, OVVERO ALLA CREAZIONE DI UN EURO DI SERIE B.

UN EURO DI SERIE B: 

E' PUR SEMPRE UNA MONETA USURAIA A DEBITO PER DI PIU' SVALUTATA; 

NON E' LA SOVRANITA' MONETARIA.