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mercoledì 30 novembre 2016

INDIA - “Giorno della collera” contro il bando delle rupie: in piazza centinaia di migliaia di persone


La protesta si è svolta in modo per lo più pacifico. I partiti di opposizione hanno chiamato a raccolta la popolazione contro l’eliminazione delle banconote più utilizzate. Premier chiede ai colleghi di partito di mostrare i propri estratti conto per fugare dubbi di complicità.
New Delhi (AsiaNews) – Centinaia di migliaia di persone sono scese per le strade di tutta l’India per manifestare contro il bando delle banconote da 500 e 1000 rupie che ha gettato nella miseria la popolazione. Nonostante la massiccia partecipazione e il timore di disordini negli assembramenti, il “giorno della collera” promosso da 13 partiti di opposizione si è svolto senza eccessi e non si registrano violenze di particolare entità.
Oltre 100mila cittadini hanno preso parte alle proteste a Calcutta, nel West Bengal, dove la chief minister Mamata Banerjee ha messo in guardia da ulteriori “rivolte ed epidemie [di malcontento]” se la misura economica del premier Narendra Modi dovesse continuare. Altre 6mila persone hanno manifestato a Mumbai, centro nevralgico per l’economia di tutto il Paese.
I partiti di opposizione hanno chiamato a raccolta i cittadini, colti del tutto alla sprovvista dalla manovra finanziaria decretata per combattere la contraffazione di moneta. Ad AsiaNews fonti locali hanno riferito che dopo il primo entusiasmo, la situazione è precipitata a causa della grande disorganizzazione del governo.
Le conseguenze peggiori sono per la classe media e i poveri, che ogni giorno affrontano lunghe ore in coda davanti agli sportelli per scambiare le vecchie banconote. Ad aggravare la situazione, le notizie diffuse nei giorni successivi il varo del bando, quando si è scoperto che i membri del partito di governo Bjp (Bharatiya Janata Party) erano stati informati in anticipo dell’eliminazione delle rupie e hanno avuto il tempo di mettere al riparo i propri risparmi
Nell’estremo tentativo di allontanare i sospetti, oggi il premier ha chiesto ai colleghi di partito di mostrare gli estratti conto dei propri depositi bancari. Nel frattempo però le opposizioni sono sempre più coalizzate e nei giorni scorsi è uscito allo scoperto anche Manmohan Singh, ex primo ministro, che ha parlato di “monumentale fallimento di gestione” e prevede un crollo dell'economia pari al 2%.
Fonte: qui

domenica 20 novembre 2016

Con il ritiro delle banconote, l’India in ginocchio rischia la rivolta

L’opposizione ha lanciato al governo un ultimatum di tre giorni per risolvere la situazione. In tutto il Paese ci sono già stati 50 morti.

Non ci sono soldi per i matrimoni, mentre un magnate del Bjp ha speso 69 milioni di euro per far sposare la figlia. La Banca centrale ha annullato i debiti di 63 grandi imprenditori amici del premier, pari a oltre 690 miliardi di euro.
 Cambio giornaliero da 4500 a 2000 rupie.
Mentre le condizioni dei poveri sono sempre più drammatiche, in tutto il Paese si è sollevata una profonda ondata di sdegno per il “matrimonio della figlia di un magnate ed ex membro del Bjp (Bharatiya Janata Party, il partito al governo), costato 5 miliardi di rupie (circa 69 milioni di euro). Qui la gente comune non ha i soldi per mangiare e i matrimoni sono sospesi, mentre il politico si è potuto permette di spendere quella cifra enorme”.
Tutte le opposizioni stanno facendo quadrato contro Modi e “lamentano il fatto che non sono state stampate banconote di tagli più bassi sufficienti a soddisfare la domanda”. Ma l’indignazione più grande, oltre al fatto che si è scoperto che i membri del Bjp già sapevano in precedenza che sarebbe stata attuata la riforma e hanno avuto il tempo per cambiare il proprio denaro, “è che la Reserve Bank of India [la Banca centrale indiana], ha deciso che 63 grandi imprenditori non dovranno più restituire i crediti avuti in prestito dalle banche. I debiti ammontano a 50mila miliardi di rupie (oltre 690 miliardi di euro)(Nota: non siamo riusciti a trovare la conferma a questa notizia.)”.

Come è possibile tutto questo – si domanda – quando i poveri contadini vengono gettati sul lastrico se non restituiscono debiti da 2.500 rupie? È una logica incomprensibile: i grandi debitori continuano a vivere nel lusso e a viaggiare all’estero, al contrario del popolo”.
I contadini sono quelli più svantaggiati, anche perché alle banche di credito cooperativo – molto diffuse a livello rurale – è stato imposto di non cambiare denaro. Il governo teme che la maggior parte del denaro riciclato passi da queste banche, perché i ricchi affiderebbero ai poveri ingenti somme da scambiare al loro posto”.
Modi in passato, conclude, “era un venditore di thè. Ora tutti sostengono che egli stia facendo bere alla popolazione un ‘thè senza zucchero’, cioè un thè amaro. Si è dimenticato degli indiani comuni”.

Per altre info: Lotta alla contraffazione: ritirate le banconote da 500 e 1000 rupie 

Fonte: qui