Visualizzazione post con etichetta parere negativo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta parere negativo. Mostra tutti i post

giovedì 23 gennaio 2020

È ARRIVATO IL PRIMO NO DELL’ANTITRUST SULLA FUSIONE TRA FINCANTIERI E STX: “SAREBBE INCOMPATIBILE CON IL MERCATO E AVREBBE EFFETTI DISTORSIVI”.

È ARRIVATO IL PRIMO NO DELL’ANTITRUST SULLA FUSIONE TRA FINCANTIERI E STX: “SAREBBE INCOMPATIBILE CON IL MERCATO E AVREBBE EFFETTI DISTORSIVI”.
Giusy Caretto per www.startmag.it

Margrethe VestagerMARGRETHE VESTAGER
Fatti, indiscrezioni e scenari sull’acquisizione dei cantieri francesi Stx da parte di Fincantieri con le ultime novità da Bruxelles secondo Repubblica

“Incompatibile” con il mercato interno e le regole di concorrenza dell’Unione, così la Commissione europea avrebbe motivato il suo primo “no” all’acquisizione dei cantieri navali di Saint Nazaire da parte di Fincantieri.
stx

IL PRIMO NO DI BRUXELLES
I risultati delle prime verifiche da parte della Commissione Ue sugli effetti fusione tra l’italiana Fincantieri e la francese Stx nel campo dei cantieri navali sono arrivati: il gruppo italiano non può acquisire Chantiers de l’Atlantique (ex Stx), secondo le indiscrezioni da Bruxelles del quotidiano Repubblica.
fincantieri stxFINCANTIERI STX

OPERAZIONE INCOMPATIBILE CON IL MERCATO
Per l’Europa, l’acquisizione dei cantieri navali di Saint Nazaire da parte di Fincantieri sarebbe “incompatibile” con il mercato interno e le regole di concorrenza, si legge nello Statement of Objections (160) inviato dall’Ue il 21 dicembre a Fincantieri (si tratta del documento di chiusura delle indagini)

EFFETTI DISTORSIVI SUL MERCATO
fincantieriFINCANTIERI
L’acquisizione, spiega Repubblica sulla base del documento di Bruxelles, “avrebbe effetti distorsivi sul mercato europeo della costruzione di navi da crociera per via di una posizione dominante del nuovo colosso che unirebbe il primo (Fincantieri) e il secondo (Stx) costruttore del continente”. La fusione porterebbe, secondo la Commissione, a una restrizione della concorrenza, dal momento che non è previsto l’ingresso sul mercato di nuovi soggetti.

emmanuel macron tagEMMANUEL MACRON TAG
AUMENTO DEI PREZZI
Le compagnie da crociera, dunque, per Bruxelles dovrebbero fare i conti con “un aumento dei prezzi per la costruzione delle navi, nonché una riduzione della scelta e della loro qualità”, secondo quanto riportato da Repubblica.

NON E’ DETTA L’ULTIMA
La questione, comunque, è ben lungi dall’essere chiusa. Fincantieri, infatti, ha tempo fino al 31 gennaio per “rispondere ai rilievi presentando nuove argomentazioni”.

ANALISTI POSITIVI
macron conteMACRON CONTE
Che tutto potrebbe ribaltarsi lo credono gli analisti di Equita che, secondo quanto riferito da MF-Milano Finanza, sostengono che la chiusura di Bruxelles sia solo “un’indicazione preliminare che lascia spazio a Fincantieri per presentare eventuali rimedi”.

Anche Banca Imi sembra positiva: “Riteniamo che, al fine di ottenere il via libera finale dall’antitrust Ue, Fincantieri possa mettere in atto alcune misure di riduzione della capacità, che dovrebbero coinvolgere il cantiere della controllata Vard in Nord Europa”, sostengono gli analisti.

IL 17 APRILE IL VERDETTO FINALE
La decisione finale di Bruxelles dovrebbe arrivare il 17 aprile, un mese dopo rispetto al termine inizialmente fissato dalla Vestager.
von der leyen vestagerVON DER LEYEN VESTAGER

GERMANIA E FRANCIA ESULTANO
Il no di Bruxelles a Fincantieri fa felici, per ora, Germania e Francia che hanno spinto la Commissione ad indagare sulla fusione, dopo che Parigi e Berlino si sono viste bocciare la fusione tra la tedesca Siemens e la francese Alstom.

L’INIZIO
Fincantieri aveva firmato l’accordo di acquisizione per il 50% di Stx France (più l’uno per cento dato “in prestito” dallo Stato francese, con diritto di recesso per 12 anni qualora l’Italia non rispettasse i suoi impegni), nel febbraio 2018. L’accordo era stato notificato alla Commissione europea nel maggio 2018 e Bruxelles aveva ritenuto che la soglia di fatturato dell’operazione non era tale da richiedere un esame da parte della Commissione.
margrethe vestagerMARGRETHE VESTAGER

La commissaria alla concorrenza, Margrethe Vestager aveva rinviato alle autorità nazionali l’esame del dossier.

L’INTERVENTO DELLA FRANCIA
Fu la Francia, come ha approfondito in questo articolo Start Magazine, ad aver presentato alla Commissione una “domanda di rinvio” che “permette a uno o più Stati membri di chiedere” all’Antitrust europea “di esaminare una concentrazione che, pur non rivestendo una dimensione europea, incide sugli scambi all’interno del mercato unico e rischia di incidere in misura significativa sulla concorrenza nei territori degli Stati membri che presentano la richiesta. La Germania si è associata alla richiesta di rinvio trasmessa dalla Francia”.
emmanuel macron angela merkelEMMANUEL MACRON ANGELA MERKEL

Ad appoggiare la richiesta da parte della Francia fu anche la Germania, richiedendo l’intervento di Bruxelles.

L’INDAGINE DI BRUXELLES
Sugli elementi (e i reclami) forniti da Germania e Francia, dunque, ad ottobre 2019 la Commissione europea ha avviato un’indagine approfondita per valutare la proposta di acquisizione.

La domanda di navi da crociera è in piena espansione in tutto il mondo. Chantiers de l’Atlantique e Fincantieri sono due leader mondiali in questo settore. Per questo motivo valuteremo attentamente se l’operazione proposta possa nuocere alla concorrenza nel settore a scapito dei milioni di europei che ogni anno scelgono di trascorrere vacanze in crociera”, aveva annunciato la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager. Fonte: qui

venerdì 23 agosto 2019

TONINELLI AFFONDA ANCHE LA "GRONDA": L’ANALISI COSTI-BENEFICI SULL’OPERA DICE CHE “BISOGNA INDIVIDUARE ALTRE OPZIONI”

PECCATO CHE L’OPERA SIA STATA GIÀ APPROVATA A TUTTI I LIVELLI, E IL PERCORSO BUROCRATICO È GIÀ COMPLETATO 

Umberto Mancini per “il Messaggero”

danilo toninelli all'inaugurazione dell'hub di trenitalia a milano rogoredoDANILO TONINELLI ALL'INAUGURAZIONE DELL'HUB DI TRENITALIA A MILANO ROGOREDO
È ancora scontro, durissimo, fra Autostrade per l'Italia e Danilo Toninelli. Stavolta la polemica fra l'azienda del gruppo Atlantia e il ministro delle Infrastrutture riguarda la Gronda di Genova all'indomani della pubblicazione dell'analisi costi-benefici del Mit. Analisi secondo cui, come nel caso della Tav, «bisogna individuare altre opzioni per l'infrastruttura». Insomma, un no secco ad andare avanti.

gronda genova 8GRONDA GENOVA













Peccato che l'opera, come noto, già approvata a tutti i livelli, sia stata finanziata mentre gli espropri sono partiti da mesi. Autostrade fa notare che «qualunque tipo di modifica farebbe ripartire da zero l'iter progettuale e autorizzativo della Gronda, causando un ritardo di 6-10 anni nella realizzazione dell'opera, con il rischio di affossarla definitivamente».

gronda genovaGRONDA GENOVA
Del resto il percorso burocratico è già completato: il progetto definitivo è stato approvato dal Mit il 7 settembre 2017 e nell'aprile 2018 è stato approvato il relativo Piano di convalida che ha definito gli aspetti finanziari dell'intervento. Si attendeva dallo scorso agosto solo l'ok politico, quello che avrebbe dovuto dare Toninelli sul progetto esecutivo, per aprire subito i cantieri. Via libera che il ministro non ha dato e che ha scatenato non solo la reazione di Autostrade, ma di tutto il mondo produttivo.
salvini toninelliSALVINI TONINELLI

danilo toninelli palestrato 2DANILO TONINELLI PALESTRATO










Confindustria e sindacati ritengono inaccettabile lo stop imposto dai 5Stelle. Stop che non piace non solo al governatore della Liguria Giovanni Toti, al sindaco di Genova Bucci e alla Lega, ma anche al futuro e possibile alleato di governo, ovvero il Pd. Da sempre favorevole all'infrastruttura, vitale per lo sviluppo di Genova.

LA REPLICA
Autostrade contesta punto per punto l'analisi costi benefici del Mit. Un dossier caratterizzato da «errori macroscopici, soluzioni tecniche irrealizzabili, valutazioni dei dati del tutto arbitrarie». Anche perché «le soluzioni alternative proposte non sono tecnicamente realizzabili, in quanto i lavori necessari non sono eseguibili, oppure bloccherebbero di fatto il traffico da e verso Savona per numerosi anni».
gronda genova 10GRONDA GENOVA

Infatti le soluzioni alternative prospettate invece di spostare il traffico pesante al di fuori del tessuto urbano, caricherebbero di pesanti flussi le tratte cittadine, congestionando ulteriormente la città di Genova. Inoltre, sempre secondo l'azienda, l'analisi del Mit non tiene minimamente conto delle valutazioni di sicurezza, elemento fondamentale per qualunque studio di questo tipo». Secondo rilievo: «La cancellazione del progetto determinerebbe danni ingenti per lo Stato».
gronda genova 6GRONDA GENOVA

Aspi, in seguito al contratto firmato con il Mit, ha già effettuato il 92% di espropri sul territorio e bandito gare per circa 700 milioni di euro. Il mancato avvio dei lavori e una modifica del progetto, come stimato dalla stessa analisi costi-benefici, comporterebbe infatti il risarcimento di oltre 1 miliardo per i lavori finora svolti. Chicca finale: il costo finale dell'opera è di 4,3 miliardi, invece dei 4,7 erroneamente riportati dallo studio Mit».

gronda genova 7GRONDA GENOVA 
L'analisi del Mit - conclude Autostrade - è basata su un progetto superato della Gronda, non sul progetto esecutivo. Vengono usate infatti «planimetrie sbagliate e inserite connessioni ad oggi non esistenti o non facenti parte del progetto di Aspi». Non si tiene conto inoltre della liberalizzazione del tratto della A10 tra Prà e Genova Aeroporto, richiesta dallo stesso Mit con l'approvazione del progetto definitivo nel settembre 2017». È dunque evidente che il gruppo di lavoro del ministero non ha lavorato sul progetto esecutivo, di cui è in possesso dallo scorso agosto, ma su un piano ormai superato. In serata la controreplica del Mit che rigetta tutte le critiche. Fonte: qui
gronda genova 3GRONDA GENOVA 3