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mercoledì 29 gennaio 2020

Il Pentagono persegue l'espansione "molto aggressiva" dei test sulle armi ipersoniche

Negli ultimi due anni Putin e il ministero della Difesa russo hanno fortemente pubblicizzato il loro programma di armi ipersoniche, rilasciando anche semi-frequentemente immagini e video di prototipi di missili ipersonici in azione. Anche la Cina ha propagandato negli ultimi mesi che sta testando missili terra-superficie ipersonici che i funzionari statunitensi temono potrebbero spostare in modo significativo l'equilibrio di potere nella regione del Pacifico.
E ora il Pentagono ha annunciato che il proprio programma di ipersonica classificato subirà un'espansione "molto aggressiva" nel corso del prossimo anno.
Citando i funzionari della difesa in un nuovo rapporto, Bloomberg riporta che questo include piani per almeno "quattro test di volo iniziali di prototipi per bombe planate che possono volare cinque volte la velocità del suono e manovrare lungo il percorso " e ulteriori finanziamenti e ricerche supplementari nell'ambito del nuovo istituito l'ufficio di transizione ipersonica.
Rendering del concetto di arma ad aria respirabile ipersonica di DARPA, tramite Raytheon / Notizie sulla difesa
Nelle dichiarazioni ufficiali di venerdì scorso, il segretario alla Difesa Mark Esper è apparso a fare riferimento periferico al programma, prevedendo al contempo che la prossima proposta di bilancio del Pentagono sarà finalizzata ad aumentare drasticamente i finanziamenti per la tecnologia di difesa sperimentale e all'avanguardia, superando l'attuale budget di 5 miliardi di dollari 5 anni fa. Ha fatto riferimento a una "competizione di grande potenza" in via di sviluppo  con la Cina .
"Abbiamo notevolmente aumentato i test di volo e altre sperimentazioni in modo da poter accelerare la consegna di questa capacità - in tutte le sue forme - ai nostri combattenti anni prima di quanto precedentemente previsto", ha detto Esper.
Tra i pochi dettagli che Bloomberg è stato in grado di raccogliere dai migliori funzionari, includono i seguenti piani : 
  • Frequenti sforzi di test: Mike White, il vicedirettore del Dipartimento della Difesa per l'ipersonica, ha dichiarato: "Abbiamo in programma di pilotare prototipi di concetti di lancio terrestre, marittimo e aereo in fase di sviluppo in tutto il nostro portafoglio".
  • La Marina, l'Esercito e l'Aeronautica Militare, insieme alla speciale agenzia di ricerca avanzata del Pentagono, stanno tutti sviluppando ipersonica.
  • Lockheed Martin e Raytheon sono profondamente coinvolti come prime contractor.
  • L'esercito sta lavorando a  una "arma ipersonica a lungo raggio" .
  • Scuole come Purdue, Notre Dame, Texas A&M e l'Università del Minnesota riceveranno importanti finanziamenti dal Congresso per proseguire la ricerca sull'ipersonica. 
White ha affermato che quest'anno segnerà una transizione significativa in cui i concetti di design e armi saranno “maturati” man mano che i test effettivi aumenteranno oltre la semplice fase di sviluppo, molti dei quali sono stati messi in atto nel 2017 e nel 2018.

Il Pentagono sta chiaramente reagendo ai programmi di avanzamento di Cina e Russia, dato che in modo allarmante queste armi  "sono difficili da fermare, possono manovrare e sono imprevedibili" e "difficili da rilevare", quindi "non hai molto tempo "per rispondere   come spiegato ulteriormente da White, secondo il rapporto. 

Va ricordato che un rapporto del 2018 del Government Accountability Office (GAO)  avvertiva  che l'attuale sistema di difesa antimissile balistico negli Stati Uniti è impotente contro i missili ipersonici provenienti da Cina e Russia. Fonte: qui

domenica 19 gennaio 2020

Missili ipersonici: è iniziata la nuova corsa agli armamenti?

Si tratta di missili capaci di viaggiare a velocità superiori a mach 5, difficili da individuare per il nemico, e impossibili da neutralizzare con i normali sistemi antimissile. 
Tutte le superpotenze li vogliono, ma è presto per dire come cambieranno gli equilibri di potere del pianeta

(immagine: Tass\Tass via Getty Images)

Una nuova corsa agli armamenti? O piuttosto qualcosa di più simile alla corsa allo spazio, un testa a testa scientifico in cui, più che la sicurezza della nazione, ci si gioca la reputazione? Le opinioni di esperti ed analisti si dividono. Ma una cosa è certa: le tecnologie ipersoniche, in particolare in campo missilistico, sono l’ultimissima moda in campo bellico. Tutti le vogliono: Stati UnitiRussia e questa volta anche la Cina, stanno investendo miliardi per sviluppare una nuova generazione di missili capaci di viaggiare a velocità almeno cinque volte superiori a quella del suono, che renderebbero inutile ogni strategia e sistema di difesa attualmente disponibile. Quanto sono vicini all’obbiettivo? E come cambierà lo scacchiere geopolitico mondiale quando entreranno definitivamente nell’arsenale delle grandi potenze?

Missili ipersonici: di cosa si tratta?

Definire cosa sia un dispositivo ipersonico è facile: si tratta di qualunque mezzo progettato per il volo all’interno dell’atmosfera terrestre e capace di raggiungere velocità ipersoniche, cioè superiori almeno di cinque volte alla velocità del suono. Perché distinguerli da quelli supersonici? È presto detto: il volo supersonico designa tutte le velocità superiori a quella del suono comprese tra mach 1 e mach 5, al di sopra delle quali subentrano nuove caratteristiche di aerodinamica, progettazione dei motori e resistenza degli scafi necessarie per propellere e mantenere in volo un velivolo o un missile, e per sottolineare queste differenze si parla di volo ipersonico.
Un obiettivo che richiede requisiti tecnici difficili e costosi da ottenere, tanto che se le ricerche in questo campo sono vecchie di decenni, è solo negli ultimissimi anni che si è iniziato a discutere concretamente della produzione di simili dispositivi. Le possibili applicazioni non sono limitate al campo bellico, ovviamente. Ma è parlando di missili che lo sviluppo di simili tecnologie diventa strategico: la disponibilità di missili ipersonici potrebbe infatti modificare drasticamente i metodi con cui le superpotenze progettano le loro battaglie.
Oggi esistono due tipi principali di missili usati per colpire il nemico a distanze considerevoli. Con due obbiettivi molto differenti. I missili da crociera, i più tradizionali, che vengono lanciati su traiettorie orizzontali verso il proprio obiettivo. Manovrabili, estremamente precisi, capaci di viaggiare a bassa quota per ingannare i radar, ma anche lenti, piccoli e con capacità di carico e gittata solitamente limitata (ma esistono anche modelli capaci di colpire bersagli a distanza intercontinentale). In alternativa, si può ricorrere ai missili balistici: enormi razzi lanciati in una lunghissima parabola, che li porta prima a uscire dall’atmosfera, e quindi a rientrare a tale velocità (a dirla tutta anche i missili balistici al rientro possono raggiungere velocità ipersoniche) da rendere pressoché impossibile intercettarli con sistemi antimissile tradizionali. Lo scopo in questo caso è uno: trasportare un bel po’ di testate atomiche sull’obiettivo, minimizzando al contempo le possibilità di difesa dell’avversario. Ma anche i missili balistici hanno i loro limiti: in particolare, manovrabilità minima e una traiettoria di volo estremamente prevedibile, che permetterebbe all’avversario, se non di neutralizzarli, quanto meno di evacuare per tempo l’obbiettivo e minimizzare così danni e vittime.
È qui che entrano in gioco i missili ipersonici: armi in grado di viaggiare a velocità che superano i seimila chilometri orari, capaci di raggiungere in pochi minuti bersagli posti all’altro capo del pianeta, eludendo qualunque tipo di sistema antimissile esistente, e con una manovrabilità tale da rendere impossibile per l’avversario prevedere, nel poco tempo a disposizione, quale sia il loro obbiettivo.

Due possibili approcci

Se i vantaggi di un missile ipersonico sui competitor attuali è evidente, il problema è che per viaggiare a quelle velocità, mantenendo al contempo un’alta manovrabilità, servono tecnologie complesse e costose. Nuovi materiali in grado di sopportare pressioni e temperature altissime. E sistemi di propulsione incredibilmente complessi. Attivare un motore in grado di spingere un missile a velocità ipersoniche è stato infatti paragonato a tentare di accendere un fiammifero con un vento che soffia a oltre tremila chilometri orari. Il tipo di propulsore capace di una simile impresa è chiamato scramjet (o supersonic combustion ramjet), ed è capace di funzionare come un motore a reazione, ma utilizzando come comburente dell’aria che entra nel motore a velocità supersonica. E questo apre un ulteriore difficoltà: i motori scramjet possono attivarsi solamente dopo aver superato, in qualche altro modo, la velocità del suono.
Le soluzioni e i materiali per superare tutte queste difficoltà esistono, e hanno portato a sviluppare due grandi famiglie di missili ipersonici. La prima, più semplice da realizzare, consiste in un modulo privo di motore chiamato glider che viene montato in cima a un normale missile balistico. Il missile viene sparato su una traiettoria tradizionale, e una volta rientrato in atmosfera, raggiunta la velocità ipersonica desiderata, viene sganciato il glider, che procede spinto dall’inerzia, ma capace di effettuare manovre per modificare il proprio percorso, fino a colpire l’obbiettivo.
Una seconda categoria di missili è invece più simile a quelli da crociera: sistemi dotati di motore scramjet, che vengono spinti a velocità supersoniche da un altro mezzo (un aereo o un altro missile), per poi sganciarsi, attivare il proprio motore, accelerare fino a velocità ipersoniche e colpire il bersaglio. Entrambe le soluzioni hanno pro e contro, ed entrambe sono in fase di sviluppo da parte delle principali potenze del pianeta.
La Russia di recente ha rivelato che la sua prima arma ipersonica è diventata ufficialmente operativa. Il dispositivo in questione si chiama Avangard, ed consta di un glider montato sopra un tradizionale missile balistico (al momento ancora il vecchio modello sovietico RS-18B), progettato per staccarsene al rientro in atmosfera, e procedere poi senza motori, ma con la possibilità di compiere virate e manovre in volo un po’ come un aliante. E stando alle specifiche diffuse dal Cremlino, è capace di raggiungere un incredibile mach 22 prima di colpire il suo bersaglio.
Anche la Cina ha annunciato negli scorsi mesi l’ingresso nel suo arsenale di un’arma ipersonica. Il suo Df-Zf è un glider montato su un missile balistico a medio raggio, capaci di raggiungere velocità comprese tra mach 5 e mach 10, e come per il competitor russo, pensato per trasportare testate nucleari, ma anche per essere usato senza testata esplosiva. Gli Stati Uniti, dal canto loro, non hanno ancora un modello funzionante. Ma il dipartimento della difesa ha recentemente investito un miliardo di dollari per lo sviluppo di un missile ipersonico. E anche India e Francia sembrerebbero a buon punto nello sviluppo di un proprio modello.

Cambiano gli equilibri di forze?

L’obbiettivo è dunque quello di sviluppare armi in grado di neutralizzare qualunque sistema antimissile. Ma quanti paesi sono dotati di simili sistemi di difesa? Ben pochi, a guardare bene. Bloccare un missile balistico è già, di per sé, un’operazione quasi impossibile, paragonata da molti a tentare di bloccare un proiettile sparandone un altro a propria volta. Detto questo alcune nazioni si sono dotate ufficialmente di sistemi antimissile che sulla carta sono in grado di intercettare anche un missile balistico. Fortunatamente, a oggi non abbiamo mai dovuto scoprire se funzionano realmente.
russi hanno schierato un sistema simile, ma attualmente è dedicato unicamente alla difesa della capitale Mosca. Anche Israele e India sono dotati di sistemi di difesa contro missili balistici, ma anche nel loro caso si tratta di un arsenale difensivo estremamente ridotto. L’unica nazione che possiede un sistema di difesa relativamente sviluppato, in grado di intercettare efficacemente un missile balistico, sono gli Stati Uniti. Ma anche in questo caso, si tratta di un’efficacia relativa: secondo gli analisti l’America ha ottime chance di riuscire a neutralizzare un singolo missile balistico lanciato da un paese come la Corea del Nord o l’Iran. Ma in una guerra contro un’altra superpotenza, come la Russia, il sistema antimissile americano si rivelerebbe probabilmente del tutto inutile.
Detto questo, è proprio il vantaggio (se pur solo nominale) degli Stati Uniti a motivare gli investimenti cinesi e russi. Dotarsi di armi ipersoniche servirebbe infatti a livellare il campo, riportando gli equilibri mondiali a quella “distruzione mutua assicurata” che ha scandito le politiche di Russia e America per tutto il periodo della Guerra fredda. A questo punto la domanda è d’obbligo: come cambierà il pianeta con questa nuova corsa agli armamenti ipersoniciSecondo molti esperti, ben poco. Almeno dal punto di vista degli attuali equilibri tra superpotenze. L’utilità bellica delle armi ipersoniche è ancora tutta da dimostrare. E il loro sviluppo al momento sembra più questione di orgoglio nazionale, che di reale vantaggio militare.
Ma come scrive l’esperto di sicurezza e politiche nucleari Andrew W. Reddie in un articolo sul Bulletin of the Atomic Scientist (rivista fondata nel 1945 dagli ex scienziati del progetto Manhattan), anche così i missili ipersonici potrebbero rivelarsi pericolosi per diverse ragioni. E la principale è che la loro esistenza renderà più difficile distinguere un attacco missilistico convenzionale, o anche un semplice lancio di un razzo verso lo spazio, da un attacco nucleare. Con l’avvento dei missili ipersonici sarà invece complicato comprendere se un razzo lanciato dal rivale è diretto nello spazio, o sta trasportando testate nucleari pronte a colpire in pochi minuti. E il rischio è che qualcuno, nel dubbio, decida per errore di premere il proverbiale pulsante rosso.
Da Wired.it

martedì 14 gennaio 2020

La Russia conduce esercitazioni di guerra con missili ipersonici in mezzo alla minaccia di guerra in Medio Oriente

Il presidente russo Vladimir Putin ha osservato un esercitazione di guerra al largo della costa della Crimea giovedì che ha incluso il lancio di missili ipersonici,  ha  affermato il ministero della Difesa russo .
Il servizio di radiodiffusione del ministero Zvezda ha riferito che il Mar Nero e le flotte del Nord hanno partecipato all'esercizio militare.
Durante l'esercitazione furono lanciati vari missili, inclusi i missili da crociera Kalibr e i missili lanciati ad aria ipersonici Kinzhal.
Più di 30 navi da guerra, tra cui l'ammiraglio Grigorovich e la fregata dell'ammiraglio Makarov, un sottomarino e più di 40 aerei, tra cui bombardieri strategici Tu-95MS, caccia Su-30SM e bombardieri Su-24M, hanno partecipato all'esercitazione.  Due caccia MIG-31K lanciarono missili ipersonici Kinzhal mentre i cacciatorpediniere guidati lanciarono missili da crociera Kalibr contro obiettivi.
Putin ha osservato gran parte dell'esercizio a bordo dell'incrociatore missilistico Marshal Ustinov.
"Le esercitazioni si sono svolte con successo", ha detto giovedì a Putin l'ammiraglio Nikolai Yevmenov, comandante in capo della Marina russa. 
L'esercitazione arriva mentre gli Stati Uniti e l'Iran erano sull'orlo della guerra all'inizio di questa settimana. Le tensioni sono diminuite ma sono ancora aumentate dopo che l'Iran ha lanciato missili in due basi statunitensi in Iraq.
La Russia è alleata militare dell'Iran, entrambi i paesi hanno condotto operazioni militari in Siria e, recentemente, hanno svolto esercitazioni di guerra marittima .
Le relazioni di Washington con la Russia e l'Iran si sono deteriorate dall'inizio della guerra civile siriana e ancora di più da quando il presidente Trump ha ritirato l'accordo nucleare del 2015 con Teheran.
L'ultima esercitazione militare della Russia e le crescenti tensioni in Medio Oriente indicano certamente che il mondo si sta avvicinando al conflitto. Fonte: qui