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martedì 14 gennaio 2020

La Russia conduce esercitazioni di guerra con missili ipersonici in mezzo alla minaccia di guerra in Medio Oriente

Il presidente russo Vladimir Putin ha osservato un esercitazione di guerra al largo della costa della Crimea giovedì che ha incluso il lancio di missili ipersonici,  ha  affermato il ministero della Difesa russo .
Il servizio di radiodiffusione del ministero Zvezda ha riferito che il Mar Nero e le flotte del Nord hanno partecipato all'esercizio militare.
Durante l'esercitazione furono lanciati vari missili, inclusi i missili da crociera Kalibr e i missili lanciati ad aria ipersonici Kinzhal.
Più di 30 navi da guerra, tra cui l'ammiraglio Grigorovich e la fregata dell'ammiraglio Makarov, un sottomarino e più di 40 aerei, tra cui bombardieri strategici Tu-95MS, caccia Su-30SM e bombardieri Su-24M, hanno partecipato all'esercitazione.  Due caccia MIG-31K lanciarono missili ipersonici Kinzhal mentre i cacciatorpediniere guidati lanciarono missili da crociera Kalibr contro obiettivi.
Putin ha osservato gran parte dell'esercizio a bordo dell'incrociatore missilistico Marshal Ustinov.
"Le esercitazioni si sono svolte con successo", ha detto giovedì a Putin l'ammiraglio Nikolai Yevmenov, comandante in capo della Marina russa. 
L'esercitazione arriva mentre gli Stati Uniti e l'Iran erano sull'orlo della guerra all'inizio di questa settimana. Le tensioni sono diminuite ma sono ancora aumentate dopo che l'Iran ha lanciato missili in due basi statunitensi in Iraq.
La Russia è alleata militare dell'Iran, entrambi i paesi hanno condotto operazioni militari in Siria e, recentemente, hanno svolto esercitazioni di guerra marittima .
Le relazioni di Washington con la Russia e l'Iran si sono deteriorate dall'inizio della guerra civile siriana e ancora di più da quando il presidente Trump ha ritirato l'accordo nucleare del 2015 con Teheran.
L'ultima esercitazione militare della Russia e le crescenti tensioni in Medio Oriente indicano certamente che il mondo si sta avvicinando al conflitto. Fonte: qui

domenica 6 novembre 2016

LE NAVI DI PUTIN SONO IN SIRIA CARICHE DI MISSILI PER L'ULTIMO ASSALTO AD ALEPPO, ROCCAFORTE DEI RIBELLI ANTI-ASSAD

L'ATTACCO POTREBBE SCATTARE DURANTE L’ELECTION DAY NEGLI STATI UNITI 

OBAMA E PUTIN AVEVANO HANNO CONCORDATO DUE TREGUE MA NON HANNO RETTO: ORA SCATTA L’INFERNO

Giordano Stabile per “la Stampa”

ASSAD PUTINASSAD PUTIN
La lunga navigazione della portaerei Admiral Kuznetnov verso la Siria ha suscitato molte polemiche e preoccupazioni. E anche qualche presa in giro per la colonna di fumo eccessiva che usciva dalla sua ciminiera. Ma la vera mazzata finale sui ribelli assediati ad Aleppo potrebbe arrivare da un' altra nave russa, che ha attraversato il Bosforo senza dare troppo nell'occhio e dal Mar Nero si appresta a unirsi alla squadra ammiraglia in arrivo davanti al porto di Tartus. È la fregata lanciamissili Admiral Grigorovich, dotata dei micidiali Kalibr, missili cruise simili ai Tomahawk americani che dal mare potrebbero colpire le postazioni dentro la città con potenza devastante.

LA BATTAGLIA DI ALEPPOLA BATTAGLIA DI ALEPPO
La Russia ha già usato i Kalibr in un paio di occasioni nella guerra in Siria. Ma ora nel mirino ci sono i quartieri orientali della città, dove assieme a 10 mila combattenti sono intrappolati oltre 200 mila civili. E lo schieramento di una flotta con le migliori unità della marina russa lascia presagire che la resa dei conti sia questione di giorni. Oltre alla fregata ci sono anche tre sottomarini in grado di lanciare i Kalibr. Segno che l' aumento della potenza di fuoco arriverà soprattutto dai missili, più che dai cacciabombardieri imbarcati sulla portaerei.

LA BATTAGLIA DI ALEPPOBATTAGLIA DI ALEPPO
Il lungo giro della Kuznetnov dal Mar Artico al Mediterraneo, assieme all' incrociatore a propulsione nucleare Pietro il Grande, è ora visto dagli analisti militari più che altro come un' esibizione di potenza. La portaerei imbarca soltanto 10 Su-33 e quattro Mig-29K, «gli unici con capacità specifiche di attacco al suolo». E ci sono dubbi, sottolineati dall' analista Michael Kofman del Centre for Naval Analyses, sull' addestramento dei piloti a missioni di questo tipo. Non saranno quindi i cacciabombardieri dal mare a decidere le sorti della battaglia di Aleppo, ma l' impressionante dispiegamento missilistico.

LA BATTAGLIA DI ALEPPOBATTAGLIA DI ALEPPO
I movimenti delle navi fanno pensare che l'attacco potrebbe scattare proprio durante la giornata elettorale di martedì prossimo negli Stati Uniti, o subito prima. I ribelli hanno cercato di anticipare le mosse russe con un'offensiva scattata il 28 ottobre per rompere l'assedio. Migliaia di combattenti hanno assaltato le posizioni dell' esercito siriano a Sud-Ovest della città per aprire una breccia e raggiungere i quartieri assediati. Dopo una prima giornata di successi, con i governativi costretti a cedere i distretti di Minyan e Dahiyat al-Assad, l' attacco è finito in stallo.

ALEPPOALEPPO
Ieri violenti raid aerei hanno dato il via alla controffensiva di Damasco. Decine di insorti sono stati uccisi nei due distretti e gli altri hanno cominciato a ripiegare. Fonti filo-governative segnalano anche la concentrazione delle forze speciali siriane a Est e Nord di Aleppo. Sono le formazioni «Tigri», «Falchi del deserto» e la Brigata Al-Quds. Se i ribelli non riusciranno a dare slancio ai loro attacchi nei prossimi giorni scatterà probabilmente l' assalto di terra alla città.

Dal 30 settembre 2015, quando sono cominciati i raid russi, il regime di Bashar al-Assad è riuscito a ribaltare quasi completamente la situazione ad Aleppo. I ribelli controllavano allora quasi i due terzi della metropoli, ora poco più di un terzo e solo un decimo della popolazione.

l assedio di aleppo in siria 3L'ASSEDIO DI ALEPPO IN SIRIA 
I bombardamenti hanno fatto migliaia di vittime ma anche le formazioni jihadiste che occupano alcuni quartieri a Est, come Ahrar al-Sham e l' ex Al-Nusra, hanno colpito scuole e abitazioni con razzi e potenti mortai. Centinaia di civili sono stati uccisi anche a Ovest. Russia e Stati Uniti hanno concordato due tregue a febbraio e settembre. Non hanno retto. E ora per gli abitanti di Aleppo si annuncia un novembre di fuoco e distruzione.

Fonte: qui
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sabato 5 novembre 2016

Flotta russa schierata nel Mediterraneo, i raid potrebbero iniziare entro 48 ore

Putin invia anche la fregata lanciamissili capofila della classe Admiral Grigorovich che, entro domani, sarà in posizione di lancio nel Mediterraneo

La fregata lanciamissili capofila della classe Admiral Grigorovich ha lasciato Sebastopoli giovedì scorso ed entro domani sarà in posizione di lancio nel Mediterraneo. 

E’ l’ultima unità di superficie russa che si unirà al gruppo da battaglia della portaerei Admiral Kuznetsov, schierata al largo della Siria. Il gruppo di volo della portaerei russa si coordinerà con la forza aerea di stanza nella base siriana di Hmeimim. Le attività proseguiranno fino al prossimo mese di gennaio. Considerando le rotazioni delle unità russe, i primi raid potrebbero iniziare entro le prossime 24/48 ore.

L’attuale capacità russa nel Mediterraneo

Sono quindici i velivoli ad ala fissa imbarcati, tra Su-33 e MiG-29K/KUB, e dieci gli elicotteri Ka-52K, Ka-27 e Ka-31 sulla portaerei russa Admiral Kuznetsov. Dopo il pattugliamento nel Mediterraneo, la Kuznetsov ritornerà in cantiere per lavori di rifacimento dell’intero ponte di volo, con sostituzione del rivestimento e del sistema di decollo ed atterraggio. Tali interventi, fissati per l’inizio del 2017, dureranno tre anni. La Kuznetsov è scortata dall’incrociatore lanciamissili pesante a propulsione nucleare Pyotr Veliky, ammiraglia della Flotta del Nord e dalle cacciatorpediniere classe Udaloy I, Severomorsk e Vice-Admiral Kulakov. È la prima missione operativa per il Pyotr Veliky e la Admiral Kuznetsov.

Il Pyotr Veliky è la più grande nave da guerra a propulsione nucleare del mondo, equipaggiata con missili antinave Granit e di difesa Fort, versione navale dell’S-300. 

Gli incrociatori missilistici da battaglia a propulsione nucleare classe Kirov, costruite in quattro esemplari, rappresentano la massima espressione sovietica delle navi da battaglia di prima linea. 

Il loro armamento è cosi pesante che non esiste un loro equivalente occidentale. 

Come dotazione principale, le Kirov sono armate con venti missili SS-N-19 Shipwreck. 

Parliamo di un missile antinave corazzato, dal peso di sette tonnellate, lungo dieci metri e con un raggio d’azione di 700 km. Se lanciati a sciame, i missili sono in grado di interagire tra di loro stabilendo la priorità.


Fanno parte della flottiglia anche un rimorchiatore ed una nave di sorveglianza. Il Cremlino ha ordinato a tre navi cisterna, provenienti dai porti russi nel Mar Nero, di rifornire in rotazione la flottiglia per l’intera durata della sua permanenza nel Mediterraneo orientale.

Al gruppo da battaglia della Kuznetsov si sono unite anche due unità classe Buyan-M, la Serpukhov e la Zelyony Dol, che hanno attraversato il Bosforo il 5 ottobre scorso. Le corvette lanciamissili sono in posizione di lancio dal Mediterraneo orientale. Con un’autonomia di circa 2.000 km, il supersonico 3M-54 Kalibr può essere imbarcato sui sottomarini e sulle unità da battaglia di piccole dimensioni. 

La Serpukhov e la Zelyony Dol hanno già lanciato missili Kalibr contro obiettivi di Jabhat Fatah Al-Sham (ex al-Nusra), identificati nell’area di Dar-Taaza e nella provincia di Aleppo, in Siria. Nel Mediterraneo orientale i russi hanno in attività come unità combattenti anche la fregata missilistica classe Krivak II, Pytlivyj e la dragamine Ivan Golubets.

La classe Admiral Grigorovich

Sei unità del progetto 11356 sono attualmente in costruzione. Le Admiral Grigorovich si basano sulla tecnologia utilizzata per le fregate indiane costruite in Russia, classe Talwar. Da queste ultime ereditano le caratteristiche stealth dello scafo per ridurre la rcs. Saranno dotate anche dei nuovi sistemi modulari di difesa aerea Shtil, ritenuti in grado di intercettare tutti i velivoli, pilotati e non, esistenti e futuri. Una delle principali caratteristiche del sistema è la sua elevata velocità di fuoco standardizzata a due secondi per lancio.

Gli Akula hanno raggiunto il Mediterraneo

Tre sottomarini russi, due dei quali a propulsione nucleare, sono già nel Mar Mediterraneo. I primi due sottomarini d’attacco a propulsione nucleare classe Akula, equipaggiati con missili da crociera Kalibr, hanno lasciato Severmorsk, nei pressi di Murmansk, una settimana fa. Il terzo sottomarino russo a propulsione diesel elettrica rilevato appartiene alla classe Kilo. Proprio i sottomarini d'attacco Akula potrebbero rappresentare la vera forza d'attacco, mentre la flotta di superficie potrebbe essere solo una potenziale distrazione.

Il reale contributo della Kuznetsov in Siria

Il vettore costruito presso il Cantiere Mykolaiv Sud a metà degli anni ‘80, è divenuto pienamente operativo solo nel 1995, a causa dei drastici tagli al bilancio della Difesa russo a seguito del crollo dell'Unione Sovietica.

La nave, progettata per colpire grandi bersagli di superficie e proteggere le rotte marittime dagli attacchi nemici, è in grado di trasportare un massimo di 52 velivoli ad ala fissa e rotante ed l'unica al mondo a poter operare anche alle latitudini polari. La Admiral Kuznetsov non sarà determinante per cambiare gli equilibri di potere nell’area siriana, considerando che i russi detengono già la superiorità aerea nel paese. Sebbene ottimizzato per le operazioni sulle portaerei, il gruppo aereo imbarcato possiede una limitata autonomia e capacità di carico. Il gruppo da battaglia russo è inferiore per potenza e tecnologia al corrispettivo americano. Sia il vettore che il personale sono alla prima operazione a lungo termine lontano dalle proprie basi. Le portaerei, però, rappresentano asset strategici delle maggiori potenze. Non necessariamente devono avere un uso pratico, ma riflettono una capacità militare che solo poche nazioni detengono. Un gruppo da battaglia rappresenta gli interessi strategici di una potenza globale ed è una manifestazione tangibile del concetto di proiezione.

Fonte: qui

venerdì 21 ottobre 2016

PUTIN MANDA 8 NAVI IN SIRIA FACENDOLE PASSARE ATTRAVERSO LA MANICA E LA GRAN BRETAGNA S’INFURIA

LONDRA: “È UN'AGGRESSIONE. LA RUSSIA DEVE FERMARE LE ATROCITÀ A DAMASCO” 

IL CREMLINO: “LA CAUSA DEI DISASTRI SONO LE INTERFERENZE OCCIDENTALI E LA MANIA DI VOLER CAMBIARE I REGIMI POLITICI A CASA ALTRUI”

Mirko Molteni per “Libero Quotidiano”

Una grossa squadra navale russa si dirige verso le acque siriane per aumentare il potenziale da scatenare contro l'Isis e gli altri jihadisti avversari di Assad, ma Londra la pensa diversamente e parla di «aggressione russa» in Europa, per il solo fatto che le navi stanno solcando acque vicinissime alla Gran Bretagna.

Il primo ministro inglese Theresa May ha dichiarato infatti durante un vertice dell'Unione Europea a Bruxelles: «Nonostante la Brexit dobbiamo continuare quella robusta e condivisa postura di fronte all'aggressione russa. Dobbiamo pressare la Russia perché fermi le sue atrocità in Siria». E ciò, nonostante Mosca abbia sospeso i bombardamenti su Aleppo per favorire la creazione di corridoi umanitari, seppure sia uno stop temporaneo in attesa di riprendere la spallata finale.

THERESA MAYTHERESA MAY
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha ribattuto alla May additando come prima causa dei disastri in Medioriente, dalla Libia alla Siria, «le interferenze occidentali e la mania di voler cambiare i regimi politici a casa altrui». La Gran Bretagna ha il dente avvelenato perché si sente sfidata dalla squadra navale della Flotta del Nord, salpata pochi giorni fa da Severomorsk, nella penisola di Kola, e che dopo essere stata segnalata martedì da aerei da ricognizione P-3 Orion dell' aviazione norvegese al largo della Scandinavia, presso Trondheim, è poi passata a 160 km dalla Scozia, discendendo nel Mare del Nord.

Sergey LavrovSERGEY LAVROV
Ora la flotta si accinge a entrare nel canale della Manica, a poche miglia dalle coste inglesi. In sé nulla d' illegale, le navi russe percorrono acque internazionali e hanno diritto di libero passaggio, come del resto la stessa flotta americana ha sempre rivendicato in tutti gli oceani del mondo per le sue forze. Ma brucia agli anglosassoni il messaggio non verbale del capo del Cremlino, Vladimir Putin, che mostra di non farsi intimorire.

Ieri la flotta britannica, la Royal Navy, ha iniziato a pedinare da vicino le navi russe, inviando sulla loro scia l' incrociatore Duncan e la fregata Richmond. La squadra russa aggirerà nei prossimi giorni la Spagna ed entrerà nel Mediterraneo dallo Stretto di Gibilterra, puntando dritta verso le acque antistanti la Siria, forse rifornendosi nella base di Tartus.
navi russe nei mari inglesi 8NAVI RUSSE NEI MARI INGLESI 


È composta da ben otto navi fra cui spicca la portaerei Admiral Kuznetsov, un colosso da 60.000 tonnellate, più piccola delle portaerei americane, ma pur sempre dotata di 37 aerei da combattimento, fra Sukhoi Su-25 e Su-33 e Mig-29, più 26 elicotteri Kamov. Fra le altre navi, la più potente è l' incrociatore Pietro il Grande, a propulsione nucleare, che da solo imbarca ben 20 missili antinave Granit, più addirittura 230 missili antiaerei di varia gittata.

elicottero kamovELICOTTERO KAMOV

ll che fa della nave intitolata al famoso zar del 1700 un «arsenale galleggiante» in grado di fornire alla squadra navale un notevole ombrello contro eventuali sorprese dall' aria. La squadra del Nord porterà fra pochi giorni a oltre 20 unità l' entità totale della flotta russa dislocata in Siria, già rafforzata pochi giorni fa anche dall' arrivo di tre unità aggiuntive dalla flotta del Mar Nero, le corvette Mirazh, Serpukov e Zelenyy Dol, unità piccole, ma armate con missili da crociera Kalibr con cui bombardare obbiettivi terrestri dell' Isis, e anche con missili antinave Malakhit.
MERCENARI RUSSI IN SIRIAMERCENARI RUSSI IN SIRIA

Dato che i jihadisti non possiedono aviazione, né navi di superficie, la presenza massiccia di navi con armamento antiaereo dà un preciso ammonimento agli Usa e ai loro alleati, indicando che l'«Armada» russa è in grado di difendersi da ogni tipo di minaccia e che sarebbe in grado pure di sventare un tentativo di «no-fly zone» che eventualmente Washington volesse far imporre usando i suoi caccia di base in Turchia.

Del resto, l' imminenza delle elezioni americane potrebbe anche spingere i vertici USA a forzare la situazione per obbligare anche un eventuale Trump vincitore a ritrovarsi prigioniero di una situazione irreversibile.
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Fonte: qui