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domenica 22 dicembre 2019

LE FRENATE IMPROVVISE ALLA METRO DI MILANO? SAREBBE COLPA DELLA NUOVA RETE 5G CHE INTERFERISCE CON LE COMUNICAZIONI DEI TRENI

LE FREQUENZE SU CUI SI INSERISCE LA BANDA PER IL FUTURO DI INTERNET FINORA ERANO UTILIZZATE SOLO PER I TRASPORTI. E L’AFFOLLAMENTO DELLA RETE POTREBBE AVER CREATO DISTURBI NELLA TRASMISSIONE DEI DATI…



Monica Serra per “la Stampa”

milano, frenata improvvisa della metro 4MILANO, FRENATA IMPROVVISA DELLA METRO 
Dopo tre anni di frenate improvvise e un numero imprecisato di feriti, tra cui alcuni gravi, la procura di Milano ha forse finalmente un' ipotesi, anzi due, su cui lavorare. La prima riguarda le interferenze nelle comunicazioni dei treni dovute all' utilizzo della banda 5G; l' altra invece ha a che fare con l' assenza di diagnostica dei guasti che non vengono segnalati dal sistema, un prototipo fornito all' Atm nel 2009 dalla società francese Alstom, incaricata anche della manutenzione. Fonte: qui

giovedì 12 settembre 2019

ESPLODE LA RABBIA DELLA FIGLIA DEL VIGILANTE UCCISO A NAPOLI DOPO LE FOTO DELLA FESTA DEI 18 ANNI DI UNO DEI RESPONSABILI DELL'OMICIDIO

"COL PERMESSO AL KILLER, MIO PADRE È STATO UCCISO DUE VOLTE" 

"NON SI RENDONO CONTO DI QUELLO CHE HANNO FATTO, QUEL PREMIO È ASSURDO. 

HANNO COMMESSO UN OMICIDIO GRATUITO, SONO PERSONE CATTIVE DENTRO. 

IL NOSTRO SISTEMA È TROPPO MORBIDO NEI CONFRONTI DEI MINORI…"

DARIO DEL PORTO per repubblica.it
marta della corteMARTA DELLA CORTE
Quando ha visto quelle foto sui social, Marta ha sentito montare dentro di sé "una rabbia profonda". Erano le scene di una festa di compleanno. Due tavole imbandite, una coppia che si bacia. Un gruppo di amici che sorride. Sul muro, il numero 18. Solo che il neomaggiorenne era Ciro U., uno dei tre giovanissimi condannati in primo grado a sedici anni e mezzo di reclusione per l'omicidio di Francesco Della Corte, vigilante massacrato a bastonate nel marzo 2018 da una banda che lo aveva aggredito mentre lavorava, davanti alla stazione Piscinola della metropolitana di Napoli nel tentativo di rapinarlo della pistola.
"Mi fa stare male il solo fatto che quel ragazzo, dopo aver ucciso un uomo, possa aver pensato di festeggiare tranquillamente il suo compleanno. Significa che non hanno capito nulla, né lui né chi lo circonda. E trovo assurdo, vergognoso, che gli sia stata concessa l'autorizzazione", dice Marta Della Corte, la figlia ventunenne della vittima. Il processo d'appello inizierà il 19 settembre, il presidente della Corte d'Appello, Giuseppe De Carolis, ha avviato verifiche e lo stesso potrebbe fare il ministero della Giustizia.
marta della corte con il padreMARTA DELLA CORTE CON IL PADRE
Secondo una prima ricostruzione, Ciro ha ottenuto, su sua richiesta e in base a una relazione degli assistenti sociali, il permesso di lasciare il carcere minorile di Airola per trascorrere alcune ore in una canonica della zona. Gli spostamenti avvengono con scorta e agli agenti sarà presumibilmente chiesta una relazione. Appare difficile però che possa essere stato espressamente autorizzato a festeggiare il compleanno, come invece documentato dalle foto che, afferma l'avvocato Nicola Pomponio, sono state diffuse all'insaputa dell'interessato. "Come famiglia, ci siamo sempre affidati alla giustizia. Adesso però comincio ad avere paura", dice Marta.
Perché?
il killer del padre di marta della corteIL KILLER DEL PADRE DI MARTA DELLA CORTE
"È una reazione inevitabile, quando vedi che persone condannate per un delitto così grave ottengono un permesso dopo così poco tempo. Non c'è niente di rieducativo, in tutto questo. Il nostro sistema è troppo morbido nei confronti dei minori, non è più adatto al contesto in cui viviamo".
Secondo lei c'è troppo buonismo?
"Sì, mi pare evidente. Forse poteva funzionare prima, quando erano pochi i minorenni che commettevano reati, non in un periodo come questo, dove stiamo assistendo a un'emergenza vera e propria. Così i ragazzi vengono spinti a delinquere o possono essere usati come strumento dagli adulti. "Tanto non ci possono fare niente", lo dicevano anche nelle intercettazioni".
marta della corte con il padreMARTA DELLA CORTE CON IL PADRE
Gli assassini di suo padre hanno ammesso le loro responsabilità. Ma hanno mai mostrato segni di pentimento?
"Uno solo di loro ci ha scritto tre righe di scuse. Ma in udienza li ho sentiti parlare. Spiegavano come avevano ucciso un uomo, un padre di famiglia che usciva di casa tutti i giorni per lavorare, senza piangere, senza lasciar trasparire alcuna emozione. Nelle loro parole non c'era alcun sentimento. Hanno commesso un omicidio gratuito, sono persone cattive dentro".
E adesso quella festa di compleanno.
"Erano tutti sorridenti, distesi. Mi è sembrato davvero troppo. Significa che nessuno di loro ha compreso la gravità di quello che è accaduto".
Dopo tutto quello che ha passato, crede ancora nella giustizia?
"Certo che ci credo. Studio Giurisprudenza, ho sempre sognato di fare l'avvocato ma, dopo questa vicenda, a volte penso che sarebbe bello diventare magistrato".
Quanto è stato duro continuare a studiare dopo una tragedia simile?
"Tanti me lo chiedono. Lo faccio perché è ciò che mi lega di più a mio padre. Era una persona solare, amo ricordarlo mentre sorride. Era orgoglioso dei miei studi, mi incoraggiava sempre: questo è quello che mi fa andare avanti". Fonte: qui

giovedì 27 giugno 2019

LA STAZIONE DELLA METRO A REPUBBLICA RIAPRE DOPO 246 GIORNI DI CHIUSURA

LA SINDACA CHIEDE SCUSA. I CITTADINI: “VERGOGNA MONDIALE” 

I COMMERCIANTI LAMENTANO PERDITE DEL 70% 

“SE LA RAGGI PENSA CHE POSSA FINIRE TUTTO A 'TARALLUCCI E VINO SI SBAGLIA DI GROSSO”



Alessandra Camilletti per www.ilmessaggero.it

stazione metro repubblicaSTAZIONE METRO REPUBBLICA

Era pronta anche la torta. Taglio della prima fetta previsto alle 17, con la riapertura della fermata Repubblica della metro A dopo otto mesi di chiusura. E invece niente, festa guastata. Se ne riparla oggi quando si spezzerà il vuoto di collegamento tra Termini e Spagna. La stazione sarà riaperta dalle 5.30 con quattro scale mobili su sei. Tra le due chiuse, quella saltata il 23 ottobre, con il ferimento di 24 tifosi del Cska Mosca, per cui si attende il piano di intervento.

Proprio nella giornata di sciopero del trasporto pubblico ieri era attesa la riapertura, «il giorno buono» sospirano fin quasi a metà pomeriggio i commercianti della zona, e anche l'ora buona, in concomitanza con la ripartenza della linea per la fascia di rispetto dello sciopero dalle 17 alle 20. Queste erano le indicazioni venute dai tecnici, dice il Comitato. Poi invece, con polemica, la torta torna in freezer e questa mattina verrà cambiato il numero scritto sopra: riapertura non più dopo 245 giorni di chiusura, ma dopo 246.

roma, dopo 246 giorni riapre la fermata metro repubblica 20ROMA, DOPO 246 GIORNI RIAPRE LA FERMATA METRO REPUBBLICA 
A cambiare le cose, alle 16.30, il tweet della sindaca Virginia Raggi: «La stazione Repubblica riaprirà domani mattina in sicurezza. Ci scusiamo per i disagi che cittadini e commercianti hanno dovuto affrontare in questi mesi a causa dei lavori straordinari di manutenzione». A seguire la comunicazione di Ama, il cui presidente e ad Paolo Simioni aveva fatto un sopralluogo in mattinata: «Conclusi con esito positivo i collaudi alla stazione metro Repubblica: riaprirà domattina alle 5.30. Nel corso della giornata di oggi verranno completate le operazioni di messa in sicurezza e pulizia della stazione».


stazione metro repubblicaSTAZIONE METRO REPUBBLICA
I commercianti non ci stanno. «Certo che siamo contenti che la metro riaprirà, ma ci sentiamo presi in giro. Volevamo festeggiare la riapertura della metro ma è ancora un annuncio disatteso», sbotta Angelo Mantini, portavoce del Comitato Riapertura metro Repubblica, che alle 17, invece di tagliare la torta, si ritrova a prendere banchetto e megafono per dare ancora una volta voce alla protesta della piazza: «E che cosa c'è di straordinario in otto mesi quando riapriremo solo quattro delle sei scale. Quella che si è rotta non è stata riparata. Si poteva costruire una nuova stazione».

roma, dopo 246 giorni riapre la fermata metro repubblica 18ROMA, DOPO 246 GIORNI RIAPRE LA FERMATA METRO REPUBBLICA
Mezza giornata sembra un soffio, ma qui ha il peso di un macigno. «Era importante aprire oggi perché dopo 245 giorni ogni giorno che passa è importante, è come aspettare qualcosa che non si definisce mai sottolinea Mantini L'apertura oggi non era una nostra idea. Sono state le persone che lavorano qui sotto a dire a tutti i negozianti che la metro poteva riaprire già alle 10. Solo che c'è sciopero e allora le 17. Poi forse qualcuno ha pensato che è meglio aprire domani alle 5.30, nel più completo anonimato».

Ad un certo punto sparisce il cartello che segnava la chiusura della metro e il display non ha più l'indicazione off-limits, poi tutto torna alla situazione di lunedì. Esponenti del Comitato annunciano la presenza per le 5.30, per l'apertura dei cancelli. Alle 9.30, invece, il ritrovo in piazza, torta compresa, come due mesi fa si era brindato per protesta. «E la foto quotidiana che pubblichiamo su Facebook in bianco e nero diventerà a colori», annuncia Mantini.
roma, dopo 246 giorni riapre la fermata metro repubblica 19ROMA, DOPO 246 GIORNI RIAPRE LA FERMATA METRO REPUBBLICA 

I consumatori: vergogna mondiale. «Il caso della stazione della metro Repubblica a Roma ha rappresentato una vergogna per la città agli occhi del mondo intero, e non possono certo bastare le scuse del sindaco Raggi a placare la rabbia di cittadini e negozianti». Lo afferma il Codacons in una nota, commentando la notizia della riapertura della fermata.

roma, dopo 246 giorni riapre la fermata metro repubblica 1ROMA, DOPO 246 GIORNI RIAPRE LA FERMATA METRO REPUBBLICA 






«Le scuse di Virginia Raggi sono rispedite al mittente e non vengono accettate né dagli utenti, né dagli esercenti - spiega il presidente Carlo Rienzi - Chi vive e lavora nella zona di Repubblica, così come i turisti e i titolari di attività commerciali nell'area, ha subito un danno evidente e se il sindaco pensa che possa finire tutto a 'tarallucci e vinò si sbaglia di grosso. Gli abbonati Atac devono ottenere un equo indennizzo per il disservizio subito e gli esercenti il risarcimento per la riduzione del giro di affari della propria attività come conseguenza della prolungata chiusura della stazione».

Fonte: qui


GRAMELLINI: "LA FERMATA ‘REPUBBLICA’ DELLA METRO DI ROMA HA RIAPERTO I BATTENTI DOPO 246 GIORNI, LE 4 SCALE MOBILI FUNZIONANTI AL MOMENTO DELLA CHIUSURA CONTINUANO IMPERTERRITE A FUNZIONARE. MENTRE QUELLA ROTTA CONTINUA A ESSERE ROTTA. 

MA ALLORA CHE COSA HANNO FATTO IN QUESTI 8 MESI? 

UN PO' DI PAZIENZA E LO SAPREMO. SE NON NOI, I NOSTRI NIPOTI…"

ROTTE E MAI RIPARATE LE SCALE DELLA VERGOGNA
Lorenza De Cicco per “il Messaggero”

Gli operai finora non l'hanno nemmeno toccata, in otto mesi. È ancora lì, sfasciata e inutilizzabile come quella sera del 23 ottobre scorso, quando il rullo di metallo scivolò verso il basso a velocità folle, accartocciando le lamine e falciando le gambe dei tifosi del Cska in trasferta. Decine di feriti. L'incidente sui giornali di tutto il mondo. L'immagine del collasso Capitale. Otto mesi dopo e con oltre mezzo milione di euro già sborsato dall'Atac, la stazione della metro A in piazza della Repubblica ha riaperto, ieri mattina.

repubblica scala mobileREPUBBLICA SCALA MOBILE
Ma la rampa crollata è incredibilmente ancora fuori uso, come 247 giorni fa. Stesso discorso per l'impianto gemello che le sta affianco. Funzionano le altre 4 scale, quelle mai precipitate. E nemmeno il pannello con le bellezze di Roma tagliate dalla luce del tramonto - la magia dei Fori, la cupola di San Carlo al Corso - che l'Atac ha sistemato per nascondere alla vista la scala maledetta, riesce a coprire la vergogna dei ritardi. Incomprensibili, a pensare che una stazione centralissima, tra le più frequentate della Capitale, sia rimasta chiusa per 32 settimane di fila per una rampa collassata e che abbia riaperto, dopo tanti travagli, senza che quella scala sia stata aggiustata.

Se non ci fosse il cartonato a coprire tutto, il rullo martoriato dopo 8 mesi di chiusura sarebbe la fotografia perfetta per raccontare il tormento che vivono i trasporti romani e allo stesso tempo l'odissea di una burocrazia paludosa e goffa, che prolunga i disagi oltre ogni immaginazione. Mettere in fila le date aiuta a ricostruire responsabilità ed errori (in attesa che venga ricostruita la scala...). Responsabilità del Campidoglio, dell'Atac, della ditta di manutenzione.

METRO BARBERINI SCALA MOBILEMETRO BARBERINI SCALA MOBILE
Primo flashback: la scala in questione - matricola 339 - era stata costruita nel 2009, per rimpiazzare quella installata nella stazione in occasione dell'apertura, nel 1980. In teoria la scala avrebbe dovuto reggere «fino al 2029». Cioè per altri dieci anni. Così prevedevano i tecnici dell'Atac. Invece è crollato tutto e ora la Procura indaga sulle falle della manutenzione.

A occuparsene, fino a tre mesi fa, era un consorzio che metteva insieme un'impresa di Napoli con una ditta di Roma. L'appalto lo aveva assegnato a luglio 2017 la vecchia governance di Atac, scelta sempre da Virginia Raggi, nello specifico quella guidata dall'ex amministratore unico, Manuel Fantasia. Un ingegnere nucleare, prima nominato e poi scaricato dai grillini a settembre 2017. Il consorzio di Napoli aveva sbaragliato la concorrenza con un maxi-ribasso del 49,7%. E arriviamo al 23 ottobre scorso. Il crollo della rampa 339.
METRO BARBERINI SCALA MOBILEMETRO BARBERINI SCALA MOBILE

Dopo l'incidente, i pm hanno sequestrato tutto. Ma già il 27 novembre, dopo un mese, avevano ordinato il «dissequestro parziale». Tradotto: a parte la rampa crollata e quella di fianco (i sigilli saranno tolti il 28 marzo), sulle altre 4 si poteva lavorare già da quasi sette mesi. Atac all'inizio ha ordinato una serie di controlli, puntando a riaprire per metà gennaio. Ma la situazione, invece di migliorare, si è aggravata, fino alla grottesca conseguenza che per un mese intero il centro di Roma non ha avuto una stazione del metrò aperta. Come negli anni 80.

All'Atac ci si accorge che il problema è serio durante le «prove di carico» del 10 e 11 gennaio. Durante i collaudi, altre due scale di Repubblica non reggono. «Il disco freno non era idoneo», scopre la società comunale. Un mese e mezzo dopo, il 27 febbraio, Atac chiede allora al consorzio della manutenzione di riparare «con urgenza» tutte le scale.

roma crolla scala mobile in metro 8ROMA CROLLA SCALA MOBILE IN METRO 8

E di accollarsi i costi, compresa la fabbricazione dei pezzi mancanti, ormai fuori produzione. Il consorzio a marzo risponde picche. E così l'Atac decide di stracciare il contratto. Nel frattempo la vicenda ha preso una piega surreale: è precipitata un'altra scala a Barberini - stazione ancora parzialmente sequestrata - e anche Spagna ha dovuto chiudere per un mese, avendo impianti uguali.

MEZZO MILIONE GIÀ SPESO
Passa altro tempo. Siamo ad aprile. La municipalizzata mette a bilancio 1 milione e 265mila euro solo per le scale. A oggi ne sono stati già spesi 543mila, senza contare l'Iva. Ma i due contratti applicativi, prima per la metro di Spagna, poi per Repubblica, incredibilmente non hanno mai riguardato la rampa distrutta otto mesi fa. Cioè l'innesco di tutto.

Lo confermano le carte sugli appalti pubblicate dall'Atac. Nell'ultimo provvedimento del 16 maggio scorso, c'è scritto che la scala con la matricola 339 farà parte di «ulteriori contratti applicativi». Si è scelto di procedere sulle altre 4 scale, spiegano dalla partecipata, per fare prima. Perché ripararle sarebbe stato meno complicato. Un paradosso, a pensare che ci sono voluti sette (sette) mesi, togliendo il mese del sequestro. Per la scala precipitata si è ancora in una fase di «verifica», poi arriverà una «relazione tecnica», poi ancora si procederà coi lavori. Tempi? Incerti, naturalmente. Fonte: qui


lunedì 3 aprile 2017

San Pietroburgo, bomba nella metropolitana: 10 morti e 47 feriti. La procura parla di 'attentato'

Putin in città, non esclude terrorismo.

Bomba nella metropolitana di San Pietroburgo: una esplosione è avvenuta nel tunnel tra due stazioni e ha causato dieci morti e 47 feriti, di cui 6 in gravi condizioni. Il numero delle vittime arriva dalla ministra russa della Salute Veronika Skvortsova, secondo cui 39 persone sono ricoverate in ospedale. Secondo la ministra, sette persone sono morte sul posto, una durante il trasporto in ambulanza, e altre due in ospedale.
La deflagrazione è avvenuta tra la fermata di Sennaya e quella del Tekhnologichesky Institut e, secondo fonti citate dall'agenzia Interfax, è stata causata da un ordigno artigianale "probabilmente lasciato su un vagone prima della partenza del convoglio", e quindi non da un terrorista kamikaze. La bomba era stata resa più pericolosa con l'aggiunta di "elementi lesivi".
E un ordigno inesploso è stato trovato in un'altra stazione della metro di San Pietroburgo, quella di Ploshchad Vosstaniya. E' stato disinnescato. "In seguito alle misure prese dalle forze dell'ordine - fa sapere il Comitato antiterrorismo in una nota - alla stazione Ploshchad Vosstaniya è stato trovato e tempestivamente disinnescato un ordigno artigianale". 
"C'è stata solo un'esplosione, nessun incendio, tutti i morti si trovavano dentro il vagone vicino al luogo dell'esplosione", ha detto una fonte. 
La persona che si sospetta abbia piazzato l'ordigno nel vagone della metro sarebbe stato filmato dalle telecamere interne. Lo riferisce Interfax. Secondo altre fonti, la bomba era stata piazzata in una ventiquattrore.
Intanto la procura generale russa parla di "attentato". "I procuratori - ha detto il portavoce della procura generale Aleksandr Kurennoi, citato dall'agenzia Interfax - faranno tutto il possibile per precisare tutti i particolari che riguardano questo attentato affinché niente del genere succeda in futuro".
LA DIRETTA LIVE
Tutte le fermate sono state chiuse e sono state messe in atto le operazioni di evacuazione.
Su alcune foto pubblicate sui social media si vede un vagone della metro sventrato dall'esplosione a San Pietroburgo e corpi sulla banchina.  

Il presidente russo Vladimir Putin - che si trova Strelna, nei pressi di San Pietroburgo, dove aveva in programma un incontro con il presidente bielorusso Alexander Lukashenko - è stato informato di quanto è accaduto. "I motivi al momento non sono chiari, non escludiamo nessuna pista: né quella criminale, né quellaterroristica": così Vladimir Putin, sottolineando che le indagini "sono in corso". 
Il Comitato Investigativo russo ha aperto due indagini criminali sui fatti di San Pietroburgo. Una in base all'articolo 205 del codice penale - "terrorismo" - e una in base al codice 223, "produzione di esplosivi e ordigni". Lo riporta Kommersant.