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lunedì 23 marzo 2020

REPARTI DI TERAPIA INTENSIVA AL COLLASSO IN PARTICOLAR MODO A MADRID DOVE I PAZIENTI SONO SISTEMATI PER TERRA NEI CORRIDOI IN ATTESA DI TROVARE I LETTI DISPONIBILI



I CONTAGIATI SONO PIÙ DI 33 MILA CON 4500 CASI IN PIÙ IN 24 ORE

I MORTI SONO 2182 (+462 NELL’ULTIMO GIORNO) 

LA VICEPREMIER CARMEN CALVO È STATA RICOVERATA IN OSPEDALE PER UN'INFEZIONE RESPIRATORIA... 


MADRID, CAOS IN OSPEDALE: PAZIENTI PER TERRA ANCHE NEI CORRIDOI

SPAGNA - CAOS IN OSPEDALE CON PAZIENTI AMMASSATI O NEI CORRIDOISPAGNA - CAOS IN OSPEDALE CON PAZIENTI AMMASSATI O NEI CORRIDOI
Reparti di terapia intensiva al collasso in particolar modo a Madrid dove i pazienti sono sistemati per terra nei corridoi in attesa di trovare i letti disponibili. I numeri di contagiati e morti per il coronavirus in Spagna sono in continua crescita.

CORONAVIRUS OLTRE 2.000 MORTI IN SPAGNA,+462 IN 24 ORE
(ANSA) - Aumenta ancora il numero di contagi e vittime da coronavirus in Spagna. Lo riferisce El Pais nel suo ultimo aggiornamento: sono almeno 33.089 in totale, dei quali 2.355 in terapia intensiva. I morti sono 2.182, con un incremento di 462 vittime nelle ultime 24 ore. I contagi in Spagna sono aumentati di 4.517 unità rispetto a ieri, con un incremento del 14%, hanno riferito le autorità sanitarie. Allo stesso tempo "si va riducendo la percentuale dei pazienti in terapia intensiva". Inoltre, 'oltre il 10% dei contagiati sono stati dimessi", ha spiegato il direttore del centro di coordinamento emergenze del ministero Fernando Simon. "Ma c'è un altro dato che non ci piace: "3.310 operatori sanitari contagiati". Attualmente, i pazienti ancora ammalati sono meno di 27.000.
SPAGNA - CAOS IN OSPEDALE CON PAZIENTI AMMASSATI O NEI CORRIDOISPAGNA - CAOS IN OSPEDALE CON PAZIENTI AMMASSATI O NEI CORRIDOI

SPAGNA, LA VICEPREMIER IN OSPEDALE PER PROBLEMA RESPIRATORIO
 (ANSA) - La vicepremier spagnola Carmen Calvo è stata ricoverata in ospedale per un'infezione respiratoria. Lo riferiscono i media locali. Fonti della vicepresidenza citate da El Mundo spiegano che Calvo ha già fatto il test del coronavirus e si attende l'esito.

Fonte: qui

giovedì 12 marzo 2020

UNO STUDIO PUBBLICATO SULLA RIVISTA SCIENTIFICA ''LANCET'' SEMBRA MUTARE IL PARADIGMA SUI TEMPI DEL CONTAGIO: LE PERSONE CON IL CORONAVIRUS POSSONO CONTINUARE A TRASMETTERLO PER UN PERIODO COMPRESO TRA 8 E 37 GIORNI

I PIÙ CONTAGIOSI? I PAZIENTI SINTOMATICI E CHI NECESSITA RICOVERO OSPEDALIERO 

NON E' UNA PASSEGGIATA, E' UNA VIA CRICIS LA GUARIGIONE PERCHE' È LEGATA A DUE CRITERI, CLINICO E VIROLOGICO: SOLO DOPO AVER SUPERATO LA FASE CRITICA (TOSSE, RESPIRO, POLMONITE), SI PASSA ALLA CONVALESCENZA 

Cristina Marrone per "www.corriere.it"

coronavirus 1CORONAVIRUS 
Le persone ricoverate con Covid-19 possono continuare a trasmettere il virus per un periodo compreso tra 8 e 37 giorni e in media circa 20 giorni. A indicarlo è uno studio pubblicato su Lancet che di fatto ribadisce che sono proprio i pazienti sintomatici, coloro che hanno necessità di un ricovero ospedaliero, ad essere i più contagiosi.

emergenza coronavirusEMERGENZA CORONAVIRUS




«L’ampio spargimento virale osservato nel nostro studio ha importanti implicazioni per guidare le decisioni in merito alle precauzioni» osserva uno dei coautori Bin Cao, del Friendship Hospital e Capital Medical University di Pechino e indica «la necessità di test negativi per Covid-19 prima che i pazienti vengano dimessi dall’ospedale».

Inoltre, proprio per la loro alta contagiosità (e questo spiega anche l’alto numero di medici e infermieri positivi dopo aver curato i pazienti) gli operatori sanitari non devono mai abbassare la guardia e proteggersi sempre in modo adeguato per evitare il contagio.

Cosa vuol dire guarire
il team di medici cinesi che stanno combattendo contro il coronavirus 2IL TEAM DI MEDICI CINESI CHE STANNO COMBATTENDO CONTRO IL CORONAVIRUS 
Guarire dal coronavirus, per chi ha sintomi importanti, non è una passeggiata. La guarigione è legata a due criteri, clinico e virologico. La guarigione clinica consiste nella scomparsa dei sintomi, in questo caso tosse, raffreddore, febbre, malessere generale, difficoltà del respiro e, nelle situazioni più gravi, polmonite. È a questo punto che scatta la convalescenza.

il centro di milano durante l'emergenza coronavirus 20IL CENTRO DI MILANO DURANTE L'EMERGENZA CORONAVIRUS
Poi c’è la guarigione virologica: un paziente risultato positivo al virus e sottoposto all’esame periodico del tampone faringeo a un certo punto diventa negativo. Tra le due guarigioni ci può essere una minima sfasatura. Anche chi non ha più il virus può dover restare in ospedale in attesa di recuperare completamente.

Viceversa, i sintomi possono sfumarsi o sparire ma il virus risulta ancora presente nell’organismo per questo è importante eseguire più di un tampone prima delle dimissioni. Solo con la certezza della negatività non si è più infettivi.
coronavirus 3CORONAVIRUS 

Quanto durano i sintomi nei casi più gravi
Lo studio identifica anche i principali fattori di rischio di morte tra questi pazienti: oltre a malattie pregresse, sono indicati segni di sepsi e problemi di coagulazione del sangue. La ricerca ha esaminato 191 pazienti ricoverati a Wuhan presso lo Jinyintan Hospital and Wuhan Pulmonary Hospital: 137 sono stati dimessi e 54 sono morti in ospedale.

reparto di terapia intensiva all'ospedale di wuhan 1REPARTO DI TERAPIA INTENSIVA ALL'OSPEDALE DI WUHAN 
I ricercatori hanno confrontato le cartelle cliniche, i dati di trattamento e i risultati di laboratorio tra sopravvissuti e non, descrivendo, per la prima volta, il quadro completo della progressione del Covid-19.

La durata mediana della febbre era di circa 12 giorni ma la tosse durava più a lungo; nei sopravvissuti,il sintomo di dispnea ( la mancanza di respiro) cessa dopo circa 13 giorni, ma dura fino alla morte nei non sopravvissuti.
coronavirus gran bretagna 6CORONAVIRUS GRAN BRETAGNA 

Il tempo di dimissione e di decesso
In media, i pazienti avevano un’età media di 56 anni, il 62% erano uomini e il 48% presentava patologie croniche sottostanti, la più comune era la pressione alta e il diabete. Dall’esordio della malattia, il tempo mediano alla dimissione è stato di 22 giorni e il tempo medio alla morte è stato di 18,5 giorni.

coronavirus 11CORONAVIRUS 
Rispetto ai sopravvissuti, i pazienti deceduti avevano maggiori probabilità di avere livelli ematici elevati della proteina d-dimero, responsabile della formazione di coaguli (trombi) nei vasi sanguigni e livelli elevati di Interleuchina 6 (un biomarcatore di infiammazione e malattie croniche).

Fonte: qui


PER RISALIRE ALLA PRIMA PERSONA COLPITA DA COVID-19 BISOGNA VIAGGIARE NEL TEMPO FINO AL 17 NOVEMBRE, MA I CINESI HANNO RIFERITO ALL'OMS CHE IL PRIMO CASO CONFERMATO ERA STATO DIAGNOSTICATO L'8 DICEMBRE 
PARE CHE IL PAZIENTE ZERO FOSSE UN 55ENNE DELLA PROVINCIA DI HUBEI 
NEL MESE SUCCESSIVO SI È OSSERVATO UN AUMENTO DI 1-5 CASI AL GIORNO. 
AL 20 DICEMBRE I CASI CONFERMATI ERANO 60, POI…

coronavirus cinaCORONAVIRUS CINA
Il primo caso di una persona colpita da Covid-19 può essere fatto risalire al 17 novembre scorso, secondo notizie di stampa che fanno riferimento a dati del governo cinese non pubblicati.

 A scriverne, riporta oggi il Guardian, è il South China Morning Post, secondo il quale le autorità cinesi avevano identificato almeno 226 persone che avevano contratto il virus lo scorso anno ed erano sotto supervisione medica. Il primo in assoluto risale al 17 novembre.
ricerca in cina contro il coronavirusRICERCA IN CINA CONTRO IL CORONAVIRUS

I dati riportati dal Post, che il Guardian precisa di non aver potuto verificare, parlano di un 55enne della provincia di Hubei come primo caso. Nel mese successivo si è osservato un aumento di 1-5 casi al giorno. Al 20 dicembre i casi confermati erano 60.
coronavirus cinaCORONAVIRUS CINA

Il governo cinese aveva riferito all'Oms che il primo caso confermato era stato diagnosticato l'8 dicembre. Le autorità cinesi hanno parlato per la prima volta di una possibile trasmissione tra esseri umani il 21 gennaio. 
Fonte: qui

lunedì 9 gennaio 2017

Malati a terra, Nas in ospedale a Nola

Dopo segnalazioni su malati adagiati per assenza letti

Ansa- I carabinieri del Nas sono stati inviati dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin all'ospedale di Nola dopo le denunce sulle condizioni in cui sono stati accolti, su materassi per terra, alcuni malati. I Nas dalle ore 10 di questa mattina sono nel nosocomio a controllare quanto accaduto.


"Ho sentito il ministro Lorenzin sul caso del Santa Maria della Pietà, il presidio sanitario di Nola. È una situazione intollerabile e scandalosa". A dirlo è Gioacchino Alfano, sottosegretario alla Difesa e coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra in Campania in riferimento alla situazione dell'ospedale dove malati sono stati adagiati a terra in assenza di letti e barelle come segnalato da alcuni familiari.


"Inoltre, - aggiunge - chiedo al presidente De Luca di prendere provvedimenti seri anche perché in Campania ci sono tante strutture di eccellenza, così come tantissimi medici straordinari. È ingiusto che tutte queste nostre eccellenze poi vengono confuse con queste situazioni al limite del paradossale".

Ospedale di Nola, pazienti curati  a terra: la denuncia su Facebook
I Nas già inviati dal ministero

La foto postata sui social network: mancano barelle e posti letto e i malati vengono curati sul pavimento. Il governatore della Campania De Luca annuncia l'apertura di un'indagine interna. Il direttore sanitario: «Meglio così che non visitarli del tutto»






Annalisa Grandi per www.corriere.it

Una foto, pubblicata su Facebook. Due donne, sdraiate per terra. Un operatore del 118 accanto a una delle due. L’immagine racconta e denuncia quello che avviene nell’ospedale Santa Maria della Pietà di Nola, nel napoletano. Pazienti stesi sul pavimento, per la mancanza di barelle e posti letto.
CONDIZIONI DEI PAZIENTI ALL OSPEDALE DI NOLACONDIZIONI DEI PAZIENTI ALL OSPEDALE DI NOLA

«ECCO COME VENGONO CURATI I PAZIENTI»
La denuncia parte dai social, da uno scatto postato su Facebook e che immortala la situazione nel nosocomio: gli ammalati stesi a terra, sulle coperte o direttamente sul pavimento. Non ci sono barelle, né abbastanza posti letto. «Ecco come vengono curati e dove messo i pazienti all'ospedale di Nola» si legge.

LE REAZIONI
Decine i commenti, anche di chi racconta di essere stato nella struttura e di aver vissuto sulla propria pelle quanto immortalato nella foto. «Sono stata sette giorni su dieci su una barella e un medico mi disse "Signora pregate"» racconta una donna, mentre il deputato Paolo Russo di Forza Italia annuncia un'interrogazione parlamentare.
CONDIZIONI DEI PAZIENTI ALL OSPEDALE DI NOLACONDIZIONI DEI PAZIENTI ALL OSPEDALE DI NOLA

«Altro che De Luca commissario alla Sanità - continua rivolgendosi direttamente al governatore della regione Campania - mi interessa che prima di ogni manfrina politica si restituisca dignità ai miei concittadini. Se il Santa Maria della Pietà deve funzionare in questo modo è meglio chiuderlo perché di ospedali così si muore. De Luca aveva promesso che non saremmo mai più stati ultimi, ci ha ridotti all'indigenza».

OSPEDALE DI NOLAOSPEDALE DI NOLA
Russo chiede anche l'intervento del ministro: «Restituisca il diritto alla salute a un'area che conta 600 mila abitanti. Non si scarichi ora la responsabilità sui medici che tentano, pur senza strumenti a disposizione, di difendere la vita delle persone». «Ho sentito il ministro Lorenzin e mi ha assicurato che manderà gli ispettori» dice Gioacchino Alfano, sottosegretario alla Difesa e coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra in Campania.
beatrice lorenzinBEATRICE LORENZIN

«È una situazione intollerabile e scandalosa» aggiunge, per poi rivolgersi a De Luca: «Chiedo di prendere provvedimenti seri, , così come tantissimi medici straordinari. È ingiusto che tutte queste nostre eccellenze poi vengono confuse con queste situazioni al limite del paradossale».«Quando accaduto al Santa Maria della Pietà è il risultato delle cattive gestioni della passate legislatura, orientate unicamente al taglio di risorse e alla riduzione di servizi» dice Enzo Alaia, vicepresidente della commissione sanità del Consiglio regionale della Campania. «È evidente che le immagini che abbiamo visto sono raccapriccianti» aggiunge.

DE LUCA: «INDAGINE INTERNA», LORENZIN INVIA I NAS
E dopo la polemica, è intervenuto proprio il governatore della Campania Vincenzo De Luca che ha annunciato l'apertura di un'indagine interna. «In merito al caso denunciato da familiari di pazienti, relativo a gravi disagi riscontrati e alla carenza di barelle all'ospedale di Nola (Napoli)b - si legge in un comunicato - il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha disposto l'apertura immediata di una indagine interna per una puntuale verifica dei fatti e per accertare tutte le responsabilità».

CONDIZIONI DEI PAZIENTI ALL OSPEDALE DI NOLACONDIZIONI DEI PAZIENTI ALL OSPEDALE DI NOLA
Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha inviato i carabinieri del Nas nella struttura. In mattinata sono arrivate anche le prime repliche da parte dei vertici dell’ospedale di Nola: «Abbiamo preferito curare le persone a terra piuttosto che non dare loro assistenza. In ospedale abbiamo 15 barelle, 10 delle quali al pronto soccorso, e sabato ne abbiamo “sequestrate” due alle autoambulanze per far fronte all’emergenza venutasi a creare». Così ha dichiarato Andreo De Stefano, direttore sanitario dell’ospedale civile “Santa Maria la Pietà” .


«Una di quelle persone era in arresto cardiaco — ha aggiunto — , ma che dovevamo fare senza letti né barelle, mandarla via? I medici hanno preferito fare la defibrillazione sul pavimento, pur di salvarle la vita come è accaduto’’. A suo giudizio le immagini mostrate in tv, «non hanno dato una bella immagine dell’ospedale, ma era l’unica soluzione per far fronte all’emergenza». «L’altra persona ritratta a terra - ha raccontato - era stata messa in posizione antisoffocamento perché era in preda al vomito».