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giovedì 19 dicembre 2019

IL PRANZO DEI BAMBINI SERVITO TRA PIATTI SCADENTI, CIBI CONSERVATI MALE, LOCALI NON A NORMA: UN MENSA SCOLASTICA SU 5 E' DA INCUBO

BLITZ A ROMA E MILANO: IL NAS SEQUESTRA 900 KG DI CIBO. E’ EMERSO ANCHE L’UTILIZZO DI CARNE E VEGETALI SURGELATI O CONGELATI AL POSTO DI QUELLI FRESCHI, PREVISTI INVECE DAL CONTRATTO.
Lorena Loiacono per www.leggo.it
mense scolasticheMENSE SCOLASTICHE

Una mensa su 5, a scuola, è da incubo. Il pranzo dei bambini è servito tra piatti scadenti, cibi conservati male e locali non a norma: la fotografia scattata dai carabinieri del Nas è impietosa. Da settembre ad oggi i militari hanno controllato 968 aziende che operano nella ristorazione scolastica e tra queste ben 198 hanno evidenziato irregolarità: il 20%. Sono state contestate 25 violazioni penali e 247 amministrative con sanzioni per un valore di 204 mila euro.


mense scolasticheMENSE SCOLASTICHE
Il Nas di Roma ha controllato 25 mense riscontrando 4 irregolarità di tipo amministrativo per un totale di 4mila euro di sanzioni mentre il Nas di Milano, che comprende anche Varese e Como, ha portato avanti le ispezioni in 65 mense evidenziando 21 irregolarità amministrative per un totale di 15.500 euro di sanzioni. A livello nazionale in 21 casi è anche stata disposta la sospensione dell’attività o il sequestro per rilevanti carenze igienico-sanitarie e strutturali.

Sono stati anche sequestrati oltre 900 kg di derrate alimentari tra carni, formaggi, olio, frutta ed ortaggi per assenza di tracciabilità, per le cattive condizioni sanitarie cdi conservazione e per gli ambienti inadeguati.
mense scolasticheMENSE SCOLASTICHE

Tra i cibi sequestrati c’è anche una buona fetta di prodotti di scarsa qualità, di livello inferiore rispetto a quanto previsto e concordato nelle gare d’appalto, per lucrare sul prezzo della materia prima. Spesso sono gli alimenti Dop o biologici ad essere sostituiti con altri di minore valore economico e senza denominazione di origine. E’ emerso anche l’utilizzo di carne e vegetali surgelati o congelati al posto di quelli freschi, previsti invece dal contratto.

Le violazioni penali più ricorrenti riguardano proprio la frode e gli alimenti in cattivo stato di conservazione. Tra le infrazioni di carattere amministrativo sono emerse invece le carenze strutturali dei locali, la mancata tracciabilità degli alimenti, l’assenza di menù esposti all’utenza in caso di presenza di allergeni e la mancanza di aree riservate alla preparazione degli alimenti per diete “speciali”.

Fonte: qui

sabato 14 settembre 2019

NAS HANNO SEQUESTRATO 824 CONFEZIONI DI MEDICINE ANTI-CANCRO DAL VALORE DI QUASI 4 MILIONI DI EURO E SCOPERCHIATO IL VASO DI PANDORA DEL MERCATO ILLEGALE


NON È UN CASO ISOLATO MA UN ESEMPIO DEL BUSINESS MONDIALE DEI FARMACI CHE SPESSO VENGONO COMPRATI O SOTTRATTI IN ITALIA E POI SMERCIATI PER...
Francesca Angeli per “il Giornale”

medicineMEDICINE
Traffico di farmaci ad altissimo rischio. L' operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Cremona e condotta dai Nas dei carabinieri che ha portato al sequestro di 824 confezioni di medicinali per un valore di quasi 4 milioni di euro, scoperchia un vaso di Pandora e svela un mercato illegale dove a rimetterci sono comunque e sempre i malati.
francesco de lorenzoFRANCESCO DE LORENZO

Come sottolinea Francesco De Lorenzo ex ministro della Sanità e attuale presidente Favo, la Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia, il danno è duplice. Da un lato prima di tutto per i pazienti ai quali vengono sottratti farmaci essenziali alla sopravvivenza e dall' altro per i malati, inconsapevoli, ai quali questi farmaci, spesso ad elevata tossicità, verranno somministrati in strutture non adeguate e non rispettando i criteri di appropriatezza.

«Si tratta di terapie specifiche da somministrare esclusivamente attraverso strutture ospedaliere che rispettino tutti gli standard di sicurezza. Sono dunque anche difficili da ricollocare. - osserva De Lorenzo. - Se è stato scoperto un traffico evidentemente c' è una forte richiesta da parte del mercato estero dove probabilmente verranno impiegati in cliniche o strutture prive delle garanzie di sicurezza dei nostri ospedali».
cancro al seno 6CANCRO AL SENO 6

I farmaci erano destinati in Europa e in Medio Oriente ma prevalentemente finivano in Nord Africa. I furti sono iniziati nel 2017 e grazie all' indagine «Dawaa» sono stati individuate le farmacie ospedaliere e le aziende sanitarie territoriali dalle quali sono stati sottratti i farmaci. Tra gli altri coinvolti dai furti gli ospedali San Giovanni Bosco ed Ascalesi di Napoli, San Timoteo di Termoli e le Aziende Sanitarie Provinciali, deputate da distribuire i medicinali alle strutture pubbliche su base territoriale, di Catanzaro, Caltagirone e Rutigliano. I reati ipotizzati sono associazione a delinquere, ricettazione, furto aggravato e commercio di farmaci guasti ed imperfetti. Sono 18 le misure cautelari: 14 di custodia cautelare e 4 restrittive.

cancro ai polmoni 2CANCRO AI POLMONI 
Il furto dei farmaci aggrava una situazione già molto difficile come da anni denunciano le associazioni di volontariato che cercano di fare fronte alle mille difficoltà alle quali vanno incontro i malati oncologici. La Favo da anni si batte per ottenere parità di accesso alle terapie innovative in tutte le regioni italiane. «Le disparità di accesso ai farmaci oncologici innovativi purtroppo permangono - spiega De Lorenzo- Anche se nell' ultimo anno la situazione è migliorata ad esempio in Campania ed in Puglia». Fanalino di coda ancora una volta la Calabria. E De Lorenzo denuncia anche il fenomeno dell' accaparramento.

farmaci medicineFARMACI MEDICINE
Farmaci che in Italia hanno costi contenuti vengono comprati in grandi quantità e poi rivenduti all' estero nei paesi che hanno prezzi base più alti. A fronte dei farmaci chemioterapici messi a disposizione dalla sanità pubblica i malati devono comunque affrontare costi pesanti. La Favo aveva calcolato che la spesa out of pocket sostenuta dai malati di cancro ammonta a 5 miliardi di euro l' anno. Mentre il servizio sanitario nazionale spende per i malati oncologici circa 16 miliardi di euro.

Tra i costi a carico del malato le visite mediche (1,1 miliardi), i trasporti e i soggiorni sul luogo di cura (1,5 miliardi), i farmaci (808 milioni) e gli interventi di chirurgia ricostruttiva (425 milioni). Una realtà che riguarda i 3 milioni e 300.000 malati di cancro in Italia di cui 700 mila sono attualmente in trattamento. «I costi per evitare le complicazioni e quelli sociali sono ancora altissimi», conclude De Lorenzo.

Fonte: qui

lunedì 9 gennaio 2017

Malati a terra, Nas in ospedale a Nola

Dopo segnalazioni su malati adagiati per assenza letti

Ansa- I carabinieri del Nas sono stati inviati dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin all'ospedale di Nola dopo le denunce sulle condizioni in cui sono stati accolti, su materassi per terra, alcuni malati. I Nas dalle ore 10 di questa mattina sono nel nosocomio a controllare quanto accaduto.


"Ho sentito il ministro Lorenzin sul caso del Santa Maria della Pietà, il presidio sanitario di Nola. È una situazione intollerabile e scandalosa". A dirlo è Gioacchino Alfano, sottosegretario alla Difesa e coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra in Campania in riferimento alla situazione dell'ospedale dove malati sono stati adagiati a terra in assenza di letti e barelle come segnalato da alcuni familiari.


"Inoltre, - aggiunge - chiedo al presidente De Luca di prendere provvedimenti seri anche perché in Campania ci sono tante strutture di eccellenza, così come tantissimi medici straordinari. È ingiusto che tutte queste nostre eccellenze poi vengono confuse con queste situazioni al limite del paradossale".

Ospedale di Nola, pazienti curati  a terra: la denuncia su Facebook
I Nas già inviati dal ministero

La foto postata sui social network: mancano barelle e posti letto e i malati vengono curati sul pavimento. Il governatore della Campania De Luca annuncia l'apertura di un'indagine interna. Il direttore sanitario: «Meglio così che non visitarli del tutto»






Annalisa Grandi per www.corriere.it

Una foto, pubblicata su Facebook. Due donne, sdraiate per terra. Un operatore del 118 accanto a una delle due. L’immagine racconta e denuncia quello che avviene nell’ospedale Santa Maria della Pietà di Nola, nel napoletano. Pazienti stesi sul pavimento, per la mancanza di barelle e posti letto.
CONDIZIONI DEI PAZIENTI ALL OSPEDALE DI NOLACONDIZIONI DEI PAZIENTI ALL OSPEDALE DI NOLA

«ECCO COME VENGONO CURATI I PAZIENTI»
La denuncia parte dai social, da uno scatto postato su Facebook e che immortala la situazione nel nosocomio: gli ammalati stesi a terra, sulle coperte o direttamente sul pavimento. Non ci sono barelle, né abbastanza posti letto. «Ecco come vengono curati e dove messo i pazienti all'ospedale di Nola» si legge.

LE REAZIONI
Decine i commenti, anche di chi racconta di essere stato nella struttura e di aver vissuto sulla propria pelle quanto immortalato nella foto. «Sono stata sette giorni su dieci su una barella e un medico mi disse "Signora pregate"» racconta una donna, mentre il deputato Paolo Russo di Forza Italia annuncia un'interrogazione parlamentare.
CONDIZIONI DEI PAZIENTI ALL OSPEDALE DI NOLACONDIZIONI DEI PAZIENTI ALL OSPEDALE DI NOLA

«Altro che De Luca commissario alla Sanità - continua rivolgendosi direttamente al governatore della regione Campania - mi interessa che prima di ogni manfrina politica si restituisca dignità ai miei concittadini. Se il Santa Maria della Pietà deve funzionare in questo modo è meglio chiuderlo perché di ospedali così si muore. De Luca aveva promesso che non saremmo mai più stati ultimi, ci ha ridotti all'indigenza».

OSPEDALE DI NOLAOSPEDALE DI NOLA
Russo chiede anche l'intervento del ministro: «Restituisca il diritto alla salute a un'area che conta 600 mila abitanti. Non si scarichi ora la responsabilità sui medici che tentano, pur senza strumenti a disposizione, di difendere la vita delle persone». «Ho sentito il ministro Lorenzin e mi ha assicurato che manderà gli ispettori» dice Gioacchino Alfano, sottosegretario alla Difesa e coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra in Campania.
beatrice lorenzinBEATRICE LORENZIN

«È una situazione intollerabile e scandalosa» aggiunge, per poi rivolgersi a De Luca: «Chiedo di prendere provvedimenti seri, , così come tantissimi medici straordinari. È ingiusto che tutte queste nostre eccellenze poi vengono confuse con queste situazioni al limite del paradossale».«Quando accaduto al Santa Maria della Pietà è il risultato delle cattive gestioni della passate legislatura, orientate unicamente al taglio di risorse e alla riduzione di servizi» dice Enzo Alaia, vicepresidente della commissione sanità del Consiglio regionale della Campania. «È evidente che le immagini che abbiamo visto sono raccapriccianti» aggiunge.

DE LUCA: «INDAGINE INTERNA», LORENZIN INVIA I NAS
E dopo la polemica, è intervenuto proprio il governatore della Campania Vincenzo De Luca che ha annunciato l'apertura di un'indagine interna. «In merito al caso denunciato da familiari di pazienti, relativo a gravi disagi riscontrati e alla carenza di barelle all'ospedale di Nola (Napoli)b - si legge in un comunicato - il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha disposto l'apertura immediata di una indagine interna per una puntuale verifica dei fatti e per accertare tutte le responsabilità».

CONDIZIONI DEI PAZIENTI ALL OSPEDALE DI NOLACONDIZIONI DEI PAZIENTI ALL OSPEDALE DI NOLA
Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha inviato i carabinieri del Nas nella struttura. In mattinata sono arrivate anche le prime repliche da parte dei vertici dell’ospedale di Nola: «Abbiamo preferito curare le persone a terra piuttosto che non dare loro assistenza. In ospedale abbiamo 15 barelle, 10 delle quali al pronto soccorso, e sabato ne abbiamo “sequestrate” due alle autoambulanze per far fronte all’emergenza venutasi a creare». Così ha dichiarato Andreo De Stefano, direttore sanitario dell’ospedale civile “Santa Maria la Pietà” .


«Una di quelle persone era in arresto cardiaco — ha aggiunto — , ma che dovevamo fare senza letti né barelle, mandarla via? I medici hanno preferito fare la defibrillazione sul pavimento, pur di salvarle la vita come è accaduto’’. A suo giudizio le immagini mostrate in tv, «non hanno dato una bella immagine dell’ospedale, ma era l’unica soluzione per far fronte all’emergenza». «L’altra persona ritratta a terra - ha raccontato - era stata messa in posizione antisoffocamento perché era in preda al vomito».