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giovedì 19 dicembre 2019
IL PRANZO DEI BAMBINI SERVITO TRA PIATTI SCADENTI, CIBI CONSERVATI MALE, LOCALI NON A NORMA: UN MENSA SCOLASTICA SU 5 E' DA INCUBO

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sabato 14 settembre 2019
NAS HANNO SEQUESTRATO 824 CONFEZIONI DI MEDICINE ANTI-CANCRO DAL VALORE DI QUASI 4 MILIONI DI EURO E SCOPERCHIATO IL VASO DI PANDORA DEL MERCATO ILLEGALE

NON È UN CASO ISOLATO MA UN ESEMPIO DEL BUSINESS MONDIALE DEI FARMACI CHE SPESSO VENGONO COMPRATI O SOTTRATTI IN ITALIA E POI SMERCIATI PER...
Francesca Angeli per “il Giornale”
Traffico di farmaci ad altissimo rischio. L' operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Cremona e condotta dai Nas dei carabinieri che ha portato al sequestro di 824 confezioni di medicinali per un valore di quasi 4 milioni di euro, scoperchia un vaso di Pandora e svela un mercato illegale dove a rimetterci sono comunque e sempre i malati.
Come sottolinea Francesco De Lorenzo ex ministro della Sanità e attuale presidente Favo, la Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia, il danno è duplice. Da un lato prima di tutto per i pazienti ai quali vengono sottratti farmaci essenziali alla sopravvivenza e dall' altro per i malati, inconsapevoli, ai quali questi farmaci, spesso ad elevata tossicità, verranno somministrati in strutture non adeguate e non rispettando i criteri di appropriatezza.
«Si tratta di terapie specifiche da somministrare esclusivamente attraverso strutture ospedaliere che rispettino tutti gli standard di sicurezza. Sono dunque anche difficili da ricollocare. - osserva De Lorenzo. - Se è stato scoperto un traffico evidentemente c' è una forte richiesta da parte del mercato estero dove probabilmente verranno impiegati in cliniche o strutture prive delle garanzie di sicurezza dei nostri ospedali».
I farmaci erano destinati in Europa e in Medio Oriente ma prevalentemente finivano in Nord Africa. I furti sono iniziati nel 2017 e grazie all' indagine «Dawaa» sono stati individuate le farmacie ospedaliere e le aziende sanitarie territoriali dalle quali sono stati sottratti i farmaci. Tra gli altri coinvolti dai furti gli ospedali San Giovanni Bosco ed Ascalesi di Napoli, San Timoteo di Termoli e le Aziende Sanitarie Provinciali, deputate da distribuire i medicinali alle strutture pubbliche su base territoriale, di Catanzaro, Caltagirone e Rutigliano. I reati ipotizzati sono associazione a delinquere, ricettazione, furto aggravato e commercio di farmaci guasti ed imperfetti. Sono 18 le misure cautelari: 14 di custodia cautelare e 4 restrittive.
Il furto dei farmaci aggrava una situazione già molto difficile come da anni denunciano le associazioni di volontariato che cercano di fare fronte alle mille difficoltà alle quali vanno incontro i malati oncologici. La Favo da anni si batte per ottenere parità di accesso alle terapie innovative in tutte le regioni italiane. «Le disparità di accesso ai farmaci oncologici innovativi purtroppo permangono - spiega De Lorenzo- Anche se nell' ultimo anno la situazione è migliorata ad esempio in Campania ed in Puglia». Fanalino di coda ancora una volta la Calabria. E De Lorenzo denuncia anche il fenomeno dell' accaparramento.
Farmaci che in Italia hanno costi contenuti vengono comprati in grandi quantità e poi rivenduti all' estero nei paesi che hanno prezzi base più alti. A fronte dei farmaci chemioterapici messi a disposizione dalla sanità pubblica i malati devono comunque affrontare costi pesanti. La Favo aveva calcolato che la spesa out of pocket sostenuta dai malati di cancro ammonta a 5 miliardi di euro l' anno. Mentre il servizio sanitario nazionale spende per i malati oncologici circa 16 miliardi di euro.
Tra i costi a carico del malato le visite mediche (1,1 miliardi), i trasporti e i soggiorni sul luogo di cura (1,5 miliardi), i farmaci (808 milioni) e gli interventi di chirurgia ricostruttiva (425 milioni). Una realtà che riguarda i 3 milioni e 300.000 malati di cancro in Italia di cui 700 mila sono attualmente in trattamento. «I costi per evitare le complicazioni e quelli sociali sono ancora altissimi», conclude De Lorenzo.
Fonte: qui
lunedì 9 gennaio 2017
Malati a terra, Nas in ospedale a Nola
Dopo segnalazioni su malati adagiati per assenza letti
Ansa- I carabinieri del Nas sono stati inviati dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin all'ospedale di Nola dopo le denunce sulle condizioni in cui sono stati accolti, su materassi per terra, alcuni malati. I Nas dalle ore 10 di questa mattina sono nel nosocomio a controllare quanto accaduto.
"Ho sentito il ministro Lorenzin sul caso del Santa Maria della Pietà, il presidio sanitario di Nola. È una situazione intollerabile e scandalosa". A dirlo è Gioacchino Alfano, sottosegretario alla Difesa e coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra in Campania in riferimento alla situazione dell'ospedale dove malati sono stati adagiati a terra in assenza di letti e barelle come segnalato da alcuni familiari.
"Inoltre, - aggiunge - chiedo al presidente De Luca di prendere provvedimenti seri anche perché in Campania ci sono tante strutture di eccellenza, così come tantissimi medici straordinari. È ingiusto che tutte queste nostre eccellenze poi vengono confuse con queste situazioni al limite del paradossale".
Ansa- I carabinieri del Nas sono stati inviati dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin all'ospedale di Nola dopo le denunce sulle condizioni in cui sono stati accolti, su materassi per terra, alcuni malati. I Nas dalle ore 10 di questa mattina sono nel nosocomio a controllare quanto accaduto.
"Ho sentito il ministro Lorenzin sul caso del Santa Maria della Pietà, il presidio sanitario di Nola. È una situazione intollerabile e scandalosa". A dirlo è Gioacchino Alfano, sottosegretario alla Difesa e coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra in Campania in riferimento alla situazione dell'ospedale dove malati sono stati adagiati a terra in assenza di letti e barelle come segnalato da alcuni familiari.
"Inoltre, - aggiunge - chiedo al presidente De Luca di prendere provvedimenti seri anche perché in Campania ci sono tante strutture di eccellenza, così come tantissimi medici straordinari. È ingiusto che tutte queste nostre eccellenze poi vengono confuse con queste situazioni al limite del paradossale".
Ospedale di Nola, pazienti curati a terra: la denuncia su Facebook
I Nas già inviati dal ministero
La foto postata sui social network: mancano barelle e posti letto e i malati vengono curati sul pavimento. Il governatore della Campania De Luca annuncia l'apertura di un'indagine interna. Il direttore sanitario: «Meglio così che non visitarli del tutto»
Annalisa Grandi per www.corriere.it
Una foto, pubblicata su Facebook. Due donne, sdraiate per terra. Un operatore del 118 accanto a una delle due. L’immagine racconta e denuncia quello che avviene nell’ospedale Santa Maria della Pietà di Nola, nel napoletano. Pazienti stesi sul pavimento, per la mancanza di barelle e posti letto.
«ECCO COME VENGONO CURATI I PAZIENTI»La denuncia parte dai social, da uno scatto postato su Facebook e che immortala la situazione nel nosocomio: gli ammalati stesi a terra, sulle coperte o direttamente sul pavimento. Non ci sono barelle, né abbastanza posti letto. «Ecco come vengono curati e dove messo i pazienti all'ospedale di Nola» si legge.
LE REAZIONIDecine i commenti, anche di chi racconta di essere stato nella struttura e di aver vissuto sulla propria pelle quanto immortalato nella foto. «Sono stata sette giorni su dieci su una barella e un medico mi disse "Signora pregate"» racconta una donna, mentre il deputato Paolo Russo di Forza Italia annuncia un'interrogazione parlamentare.
«Altro che De Luca commissario alla Sanità - continua rivolgendosi direttamente al governatore della regione Campania - mi interessa che prima di ogni manfrina politica si restituisca dignità ai miei concittadini. Se il Santa Maria della Pietà deve funzionare in questo modo è meglio chiuderlo perché di ospedali così si muore. De Luca aveva promesso che non saremmo mai più stati ultimi, ci ha ridotti all'indigenza».
Russo chiede anche l'intervento del ministro: «Restituisca il diritto alla salute a un'area che conta 600 mila abitanti. Non si scarichi ora la responsabilità sui medici che tentano, pur senza strumenti a disposizione, di difendere la vita delle persone». «Ho sentito il ministro Lorenzin e mi ha assicurato che manderà gli ispettori» dice Gioacchino Alfano, sottosegretario alla Difesa e coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra in Campania.
«È una situazione intollerabile e scandalosa» aggiunge, per poi rivolgersi a De Luca: «Chiedo di prendere provvedimenti seri, , così come tantissimi medici straordinari. È ingiusto che tutte queste nostre eccellenze poi vengono confuse con queste situazioni al limite del paradossale».«Quando accaduto al Santa Maria della Pietà è il risultato delle cattive gestioni della passate legislatura, orientate unicamente al taglio di risorse e alla riduzione di servizi» dice Enzo Alaia, vicepresidente della commissione sanità del Consiglio regionale della Campania. «È evidente che le immagini che abbiamo visto sono raccapriccianti» aggiunge.
DE LUCA: «INDAGINE INTERNA», LORENZIN INVIA I NASE dopo la polemica, è intervenuto proprio il governatore della Campania Vincenzo De Luca che ha annunciato l'apertura di un'indagine interna. «In merito al caso denunciato da familiari di pazienti, relativo a gravi disagi riscontrati e alla carenza di barelle all'ospedale di Nola (Napoli)b - si legge in un comunicato - il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha disposto l'apertura immediata di una indagine interna per una puntuale verifica dei fatti e per accertare tutte le responsabilità».
Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha inviato i carabinieri del Nas nella struttura. In mattinata sono arrivate anche le prime repliche da parte dei vertici dell’ospedale di Nola: «Abbiamo preferito curare le persone a terra piuttosto che non dare loro assistenza. In ospedale abbiamo 15 barelle, 10 delle quali al pronto soccorso, e sabato ne abbiamo “sequestrate” due alle autoambulanze per far fronte all’emergenza venutasi a creare». Così ha dichiarato Andreo De Stefano, direttore sanitario dell’ospedale civile “Santa Maria la Pietà” .
«Una di quelle persone era in arresto cardiaco — ha aggiunto — , ma che dovevamo fare senza letti né barelle, mandarla via? I medici hanno preferito fare la defibrillazione sul pavimento, pur di salvarle la vita come è accaduto’’. A suo giudizio le immagini mostrate in tv, «non hanno dato una bella immagine dell’ospedale, ma era l’unica soluzione per far fronte all’emergenza». «L’altra persona ritratta a terra - ha raccontato - era stata messa in posizione antisoffocamento perché era in preda al vomito».
Annalisa Grandi per www.corriere.it
Una foto, pubblicata su Facebook. Due donne, sdraiate per terra. Un operatore del 118 accanto a una delle due. L’immagine racconta e denuncia quello che avviene nell’ospedale Santa Maria della Pietà di Nola, nel napoletano. Pazienti stesi sul pavimento, per la mancanza di barelle e posti letto.
«ECCO COME VENGONO CURATI I PAZIENTI»
La denuncia parte dai social, da uno scatto postato su Facebook e che immortala la situazione nel nosocomio: gli ammalati stesi a terra, sulle coperte o direttamente sul pavimento. Non ci sono barelle, né abbastanza posti letto. «Ecco come vengono curati e dove messo i pazienti all'ospedale di Nola» si legge.
LE REAZIONI
Decine i commenti, anche di chi racconta di essere stato nella struttura e di aver vissuto sulla propria pelle quanto immortalato nella foto. «Sono stata sette giorni su dieci su una barella e un medico mi disse "Signora pregate"» racconta una donna, mentre il deputato Paolo Russo di Forza Italia annuncia un'interrogazione parlamentare.
«Altro che De Luca commissario alla Sanità - continua rivolgendosi direttamente al governatore della regione Campania - mi interessa che prima di ogni manfrina politica si restituisca dignità ai miei concittadini. Se il Santa Maria della Pietà deve funzionare in questo modo è meglio chiuderlo perché di ospedali così si muore. De Luca aveva promesso che non saremmo mai più stati ultimi, ci ha ridotti all'indigenza».
Russo chiede anche l'intervento del ministro: «Restituisca il diritto alla salute a un'area che conta 600 mila abitanti. Non si scarichi ora la responsabilità sui medici che tentano, pur senza strumenti a disposizione, di difendere la vita delle persone». «Ho sentito il ministro Lorenzin e mi ha assicurato che manderà gli ispettori» dice Gioacchino Alfano, sottosegretario alla Difesa e coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra in Campania.
«È una situazione intollerabile e scandalosa» aggiunge, per poi rivolgersi a De Luca: «Chiedo di prendere provvedimenti seri, , così come tantissimi medici straordinari. È ingiusto che tutte queste nostre eccellenze poi vengono confuse con queste situazioni al limite del paradossale».«Quando accaduto al Santa Maria della Pietà è il risultato delle cattive gestioni della passate legislatura, orientate unicamente al taglio di risorse e alla riduzione di servizi» dice Enzo Alaia, vicepresidente della commissione sanità del Consiglio regionale della Campania. «È evidente che le immagini che abbiamo visto sono raccapriccianti» aggiunge.
DE LUCA: «INDAGINE INTERNA», LORENZIN INVIA I NAS
E dopo la polemica, è intervenuto proprio il governatore della Campania Vincenzo De Luca che ha annunciato l'apertura di un'indagine interna. «In merito al caso denunciato da familiari di pazienti, relativo a gravi disagi riscontrati e alla carenza di barelle all'ospedale di Nola (Napoli)b - si legge in un comunicato - il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha disposto l'apertura immediata di una indagine interna per una puntuale verifica dei fatti e per accertare tutte le responsabilità».
Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha inviato i carabinieri del Nas nella struttura. In mattinata sono arrivate anche le prime repliche da parte dei vertici dell’ospedale di Nola: «Abbiamo preferito curare le persone a terra piuttosto che non dare loro assistenza. In ospedale abbiamo 15 barelle, 10 delle quali al pronto soccorso, e sabato ne abbiamo “sequestrate” due alle autoambulanze per far fronte all’emergenza venutasi a creare». Così ha dichiarato Andreo De Stefano, direttore sanitario dell’ospedale civile “Santa Maria la Pietà” .
«Una di quelle persone era in arresto cardiaco — ha aggiunto — , ma che dovevamo fare senza letti né barelle, mandarla via? I medici hanno preferito fare la defibrillazione sul pavimento, pur di salvarle la vita come è accaduto’’. A suo giudizio le immagini mostrate in tv, «non hanno dato una bella immagine dell’ospedale, ma era l’unica soluzione per far fronte all’emergenza». «L’altra persona ritratta a terra - ha raccontato - era stata messa in posizione antisoffocamento perché era in preda al vomito».
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