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venerdì 24 gennaio 2020

PELLICOLE TRASPARENTI E CARTA STAGNOLA SONO ALLEATI INDISPENSABILI MA, SE USATI IN MODO SCORRETTO, POSSONO FAR PROLIFERARE I BATTERI E CONTAMINARE IL CIBO CON SOSTANZE NOCIVE: FINIREMO PER INGERIRE ALLUMINIO E IL CLORURO DI VINILE DELLA PLASTICA

I SEGRETI DELLA GIUSTA CONSERVAZIONE: MAI USARE LA STAGNOLA SE GLI ALIMENTI SONO SALATI E…
Daniela Uva per “il Giornale”

carta stagnola e cibo 8CARTA STAGNOLA E CIBO
Sono alleati quasi indispensabili in cucina eppure, se usati in modo scorretto, possono rappresentare un pericolo per la salute. Su alluminio e plastica occorre mantenere sempre alta l' attenzione come ha recentemente ribadito il ministero della Salute.

Il dito è puntato innanzitutto contro carta stagnola e altri contenitori in metallo: secondo gli esperti in alcune situazioni, e quando sono a diretto contatto con gli alimenti, potrebbero rilasciare dosi eccessive di alluminio che finirebbe con l' essere ingerito insieme con le pietanze.

contenitori di plastica 8CONTENITORI DI PLASTICA



Il rischio di contaminazione riguarda anche la plastica perché, a contatto con il calore, potrebbe rilasciare particelle nocive. In particolare il clorulo di vinile, presente nel pvc con il quale sono prodotti contenitori, vaschette colorate e rotoli di pellicola trasparente per uso alimentare. Ma occorre fare attenzione anche al polistirolo, derivato dal petrolio, e presente in piatti, posate e bicchieri usa e getta.

Questo materiale è considerato abbastanza sicuro perché resiste bene ai test effettuati ad alte temperature - e quindi ai cibi caldi ma potrebbe comunque rivelarsi nocivo a causa degli additivi, che vengono aggiunti per renderlo più o meno rigido, e dei coloranti. Proprio per questo è necessario conoscere questi materiali e utilizzarli in modo corretto.
carta stagnola e cibo 7CARTA STAGNOLA E CIBO

«Diversi studi condotti dall' Istituto superiore di sanità e dal Comitato nazionale per la sicurezza alimentare hanno confermato che il rilascio di alluminio da utensili o imballaggi è condizionato dalle loro modalità d' uso e da altri fattori quali tempo, temperatura, stato fisico e composizione dell' alimento» confermano Carlo Signorelli, docente di Igiene all' università Vita-Salute San Raffaele di Milano, e Tijana Lalic, del servizio di Igiene degli alimenti e della nutrizione alla Asl di Parma.

«Per questo è opportuno evitare il contatto con alimenti acidi o salati per tempi e temperature elevati».

pellicola trasparente 5PELLICOLA TRASPARENTE
I RISCHI I rischi per la salute sono numerosi. «In caso di continua e ripetuta assunzione, l' alluminio può accumularsi in diversi organi e tessuti come fegato, reni, ossa e tessuto adiposo, e interferire così con diversi processi biologici con conseguenti effetti tossici e infiammatori dicono gli esperti -. Nel 2008 l' European food safety autority ha indicato le dosi massime tollerabili di alluminio, che variano a seconda del peso corporeo: 20mg alla settimana per un bambino di venti chili e 70mg per un adulto di 70 chili.
carta stagnola e cibo 5CARTA STAGNOLA E CIBO

Sono soprattutto i piccoli sotto i tre anni a rischiare maggiormente di superare queste soglie, perché sono più esposti al metallo contenuto negli alimenti. Altre fasce della popolazione vulnerabili sono gli anziani, le donne in gravidanza e le persone con funzionalità renale compromessa».

pellicola trasparente 4PELLICOLA TRASPARENTE



OCCHIO ALL' ETICHETTA Anche per chi in cucina sia abituato a usare la plastica, sotto forma di pellicola trasparente o di contenitori colorati, l' attenzione deve restare molto alta.

Perché anche questo materiale potrebbe causare problemi alla salute. «In generale possiamo rassicurare i consumatori perché le legislazioni europee e nazionali assicurano che nessun materiale destinato a entrare in contatto con cibi e alimenti rilasci sostanze chimiche in quantità tali da avere effetti negativi sulla salute del consumatore vanno avanti i due esperti -. Pellicole e contenitori devono quindi certificare la loro conformità alle norme vigenti. Proprio per questo è necessario leggere bene etichette e indicazioni di utilizzo».

contenitori di plastica 7CONTENITORI DI PLASTICA



Resta il fatto che non tutti i prodotti presenti sugli scaffali dei supermercati siano sicuri al cento per cento. «In commercio esistono pellicole realizzate in vari materiali, di cui il più diffuso è il pvc. Sebbene sia molto performante, non è adatto a ogni utilizzo a causa della presenza di plastificanti, come gli ftalati confermano Signorelli e Lalic -. Inoltre, in fase di produzione industriale, questo materiale può causare il rilascio di cloruro di vinile e di additivi come il piombo.
carta stagnola e cibo 4CARTA STAGNOLA E CIBO

Un' ottima alternativa è però rappresentata da pellicole in polietilene, composto che non contiene plastificanti e che, dal punto di vista chimico, risulta più sicuro quando viene a contatto con qualsiasi alimento». Naturalmente, anche quando in cucina si sia identificato il contenitore giusto con il quale cuocere o coprire gli alimenti bisogna imparare a conservare i cibi in modo appropriato.

pellicola trasparente 3PELLICOLA TRASPARENTE
Una fase importante e delicata, che va curata in ogni dettaglio. «Il rischio più comune, in questo caso, è rappresentato dalla possibile contaminazione da parte di microrganismi come virus o batteri, spesso causa di infezioni spiegano gli esperti -. Questa situazione è spesso conseguenza di cattiva igiene, utilizzo di attrezzature contaminate e contatto fra cibi crudi e cotti.

Sono particolarmente a rischio i prodotti della pesca, le preparazioni alimentari combinate, le uova, la carne suina e i loro derivati». Ma quali sono gli agenti patogeni più comuni?

carta stagnola e cibo 2CARTA STAGNOLA E CIBO
«Nella maggior parte dei casi si tratta di infezioni poco gravi, ma che possono assumere caratteri preoccupanti specie nelle fasce più a rischio, quali bambini e anziani specificano Signorelli e Lalic -. In Italia, un terzo dei focolai epidemici di malattie trasmesse da alimenti è riconducibile a salmonella, mentre i rimanenti sono attribuibili a norovirus, clostridium botulinum, campylobacter, epatite A, tossine batteriche, Stec, trichinella e intossicazione da istamina».

pellicola trasparente 2PELLICOLA TRASPARENTE
Ma non è solo la conservazione a creare qualche allarme. Bisogna, infatti, prestare molta attenzione anche alla cottura. «Quando è incompleta o non adeguata può portare alla contaminazione e moltiplicazione di batteri e microrganismi concludono gli esperti -. Quando al contrario è effettuata a temperature troppo elevate, per esempio durante la grigliatura o la frittura, può causare la formazione di alcuni composti pericolosi, come le ammine eterocicliche». Fonte: qui

giovedì 16 gennaio 2020

CI SONO DEI CIBI CHE CONSUMIAMO TUTTI I GIORNI CHE POSSONO NASCONDERE DELLE INSIDIE E ADDIRITTURA RISULTARE TOSSICI: OCCHIO ALLA BUCCIA, LE PARTI VERDI E I GERMOGLI DELLE PATATE CHE POSSONO PROVOCARE VOMITO, DIARREA E ALLUCINAZIONI

I FUNGHI CRUDI POSSONO RISULTARE INDIGESTI E I FAGIOLI CRUDI SONO VELENOSI 
ATTENZIONE ANCHE A POMODORI, MELE E NOCE MOSCATA…

pomodoriPOMODORI
Non sempre sono gli alimenti esotici ad essere pericolosi per la nostra salute: spesso sono i cibi di tutti i giorni quelli che nascondono più insidie e che possono risultare persino tossici se non trattati correttamente.

In particolare alcuni alimenti molto comuni che consumiamo abitualmente nella nostra dieta, che abbiamo sempre a portata di mano in frigo, in dispensa o comunque inseriti nella nostra alimentazione, sono prevalentemente innocui e sani, tuttavia bisogna mettere in pratica alcuni accorgimenti per evitare che diventino tossici: ecco quali sono e perché sono così pericolosi.

patatePATATE
Patate. La buccia, le parti verdi e i germogli contengono solanina, alcaloide tossico che, assunto in dosi massicce, può provocare vomito, diarrea e allucinazioni.

Pomodori. Non abusarne perché contengono solanina, una sostanza a bassa tossicità che la pianta produce come naturale pesticida

Funghi. Crudi, anche quelli commestibili contengono tossine termolabili (che evaporano in cottura) che possono creare difficoltà digestive.
meleMELE
Fagioli. Crudi sono velenosi perché contengono fitoemoagglutinina, una tossina che provoca nausea, vomito e diarrea. Prima di cuocerli lasciarli in ammollo per due d'ore.

Mele. Anche i semi della mela contengono amigdalina, la stessa sostanza tossica presente nelle mandorle amare. Dose letale: mezza tazza.

funghiFUNGHI
Noce moscata. Usarne poca perché contiene miristicina, una sostanza neurotossica che, assunta in quantità elevate, provoca allucinazioni e convulsioni.

Fonte: qui

giovedì 19 dicembre 2019

IL PRANZO DEI BAMBINI SERVITO TRA PIATTI SCADENTI, CIBI CONSERVATI MALE, LOCALI NON A NORMA: UN MENSA SCOLASTICA SU 5 E' DA INCUBO

BLITZ A ROMA E MILANO: IL NAS SEQUESTRA 900 KG DI CIBO. E’ EMERSO ANCHE L’UTILIZZO DI CARNE E VEGETALI SURGELATI O CONGELATI AL POSTO DI QUELLI FRESCHI, PREVISTI INVECE DAL CONTRATTO.
Lorena Loiacono per www.leggo.it
mense scolasticheMENSE SCOLASTICHE

Una mensa su 5, a scuola, è da incubo. Il pranzo dei bambini è servito tra piatti scadenti, cibi conservati male e locali non a norma: la fotografia scattata dai carabinieri del Nas è impietosa. Da settembre ad oggi i militari hanno controllato 968 aziende che operano nella ristorazione scolastica e tra queste ben 198 hanno evidenziato irregolarità: il 20%. Sono state contestate 25 violazioni penali e 247 amministrative con sanzioni per un valore di 204 mila euro.


mense scolasticheMENSE SCOLASTICHE
Il Nas di Roma ha controllato 25 mense riscontrando 4 irregolarità di tipo amministrativo per un totale di 4mila euro di sanzioni mentre il Nas di Milano, che comprende anche Varese e Como, ha portato avanti le ispezioni in 65 mense evidenziando 21 irregolarità amministrative per un totale di 15.500 euro di sanzioni. A livello nazionale in 21 casi è anche stata disposta la sospensione dell’attività o il sequestro per rilevanti carenze igienico-sanitarie e strutturali.

Sono stati anche sequestrati oltre 900 kg di derrate alimentari tra carni, formaggi, olio, frutta ed ortaggi per assenza di tracciabilità, per le cattive condizioni sanitarie cdi conservazione e per gli ambienti inadeguati.
mense scolasticheMENSE SCOLASTICHE

Tra i cibi sequestrati c’è anche una buona fetta di prodotti di scarsa qualità, di livello inferiore rispetto a quanto previsto e concordato nelle gare d’appalto, per lucrare sul prezzo della materia prima. Spesso sono gli alimenti Dop o biologici ad essere sostituiti con altri di minore valore economico e senza denominazione di origine. E’ emerso anche l’utilizzo di carne e vegetali surgelati o congelati al posto di quelli freschi, previsti invece dal contratto.

Le violazioni penali più ricorrenti riguardano proprio la frode e gli alimenti in cattivo stato di conservazione. Tra le infrazioni di carattere amministrativo sono emerse invece le carenze strutturali dei locali, la mancata tracciabilità degli alimenti, l’assenza di menù esposti all’utenza in caso di presenza di allergeni e la mancanza di aree riservate alla preparazione degli alimenti per diete “speciali”.

Fonte: qui

sabato 14 dicembre 2019

È PERICOLOSO USARE LA CARTA STAGNOLA IN CUCINA?

LA GUIDA DEFINITIVA AL CORRETTO UTILIZZO PER EVITARE CHE L’ALLUMINIO MESSO A CONTATTO CON ALCUNI CIBI E IN DETERMINATE CONDIZIONI POSSA MIGRARE E RIMANERE SULLE PIETANZE, DIVENTANDO DANNOSO 

A FARE LA DIFFERENZA SONO IL TEMPO DI CONSERVAZIONE, LA TEMPERATURA E LA COMPOSIZIONE DELL’ALIMENTO: OCCHIO A NON USARLA PER CIBI ACIDI O SALATI E SI POSSONO SUPERARE LE 24 ORE SOLO…


carta stagnola e cibo 9CARTA STAGNOLA E CIBO 
L'alluminio della carta stagnola, presente in quasi tutte le cucine italiane, messo a contatto con determinati cibi e in determinate condizioni può "migrare" e rimanere sulle pietanze che poi consumiamo, diventando potenzialmente pericoloso. L'allerta arriva dal ministero della Salute con un post che chiarisce qual è l'uso corretto dei contenitori di alluminio in cucina, a contatto con gli alimenti.
carta stagnolaCARTA STAGNOLA

A fare la differenza prima di tutto sono il tempo di conservazione, la temperatura e la composizione dell'alimento. I contenitori devono obbligatoriamente riportare una serie di avvertimenti sulla confezione relativi alluso: ad esempio, "non idoneo al contatto con alimenti fortemente acidi o fortemente salati", oppure "destinato al contatto con alimenti a temperature refrigerate" o anche "destinato al contatto con alimenti a temperature non refrigerate per tempi non superiori alle 24 ore".
carta stagnola e cibo 8CARTA STAGNOLA E CIBO 

Quindi è importante leggere attentamente le etichette dei contenitori prima di usarli per cucinare o conservare gli alimenti. Si tratta ovviamente di indicazioni valide per l'alluminio a diretto contatto con i cibi, e non in caso ci fosse una barriera (ad esempio, un rivestimento) che impedisce la migrazione del metallo. Tutte accortezze solitamente poco considerate.

A temperatura ambiente
carta stagnola e cibo 6CARTA STAGNOLA E CIBO 
Ci sono poi degli alimenti che possono restare a contatto con il cibo anche a temperatura ambiente: prodotti di cacao e cioccolato, caffè, spezie ed erbe infusionali, zucchero, cereali e prodotti derivati, paste alimentari non fresche, prodotti della panetteria, legumi secchi e prodotti derivati, frutta secca, funghi secchi, ortaggi essiccati, prodotti della confetteria e prodotti da forno fini a condizione che la farcitura non sia a diretto contatto con l'alluminio. Insomma, non vuol dire che non possiamo avvolgere un panino con l'alluminio, ma che è il caso di farlo per un tempo non prolungato e non a diretto contatto con cibi acidi (ad esempio, limone o pomodoro).

carta stagnola e cibo 5CARTA STAGNOLA E CIBO 
Le istruzioni per l'uso: cosa evitare
E' bene invece evitare l'uso di contenitori o figli in alluminio per conservare o cuocere cibi fortemente acidi o salati, come succo di limone, aceto, alici salate, capperi sotto sale, ecc.

Un'altra indicazione utile è relativa al tempo di conservazione: si possono superare le 24 ore solo a temperatura di refrigerazione o congelamento. E' poi consigliabile non riutilizzare i contenitori monouso (teglie e vaschette) e non graffiare pentole o padelle in alluminio durante il loro utilizzo, evitando di pulirle con prodotti abrasivi.
carta stagnola e cibo 4CARTA STAGNOLA E CIBO 

Le vasche in alluminio monouso andrebbero lavate prima dell'uso e mai messe a contatto diretto con parti elettriche o fiamme dirette. Meglio anche evitare di coprire cibi umidi conservati in recipienti di metallo.

Soggetti a rischio
La campagna del ministero mette in guardia soprattutto per quanto riguarda le fasce più a rischio: anziani, bambini sotto i 3 anni, soggetti con malattie renali e donne in gravidanza. "Nei soggetti sani - specifica la nota del ministero - il rischio tossicologico dell'alluminio è limitato per via dello scarso assorbimento e della rapida escrezione".
carta stagnola e cibo 3CARTA STAGNOLA E CIBO 

L'effettiva entità del fenomeno della cosiddetta "migrazione nel cibo" (la reazione chimica che si verifica nel passaggio di particelle dal metallo agli alimenti) è spiegata dai risultati del recente rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità e intitolato "Studio dell’esposizione del consumatore all’alluminio derivante dal contatto alimentare".

carta stagnola e cibo 17CARTA STAGNOLA E CIBO 
L'analisi su 48 tipologie di alimenti ha dimostrato come la conservazione e la cottura in fogli o vaschette d’alluminio monouso non rappresenti un rischio per la salute poiché, anche nell’uso intensivo e quotidiano, l'incidenza della migrazione è ben lontana dalle prudenziali soglie di sicurezza stabilite a livello scientifico dall'European Food Safety Authority.

carta stagnola e cibo 15CARTA STAGNOLA E CIBO 
A chiarire ulteriormente la questione, fugando ogni dubbio, il Rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità fornisce un dettagliato riepilogo degli studi finora pubblicati che analizzano gli effetti generati da contatto tra alluminio e alimenti, ribadendo l’assenza di risultati rilevanti tossicità: anzi, conferma che anche somministrando dosi molto alte di alluminio - 100-300mg/kg - non sono stati riscontrati effetti negativi.

Ma quanto è pericoloso l'alluminio per la nostra salute? La dose massima di alluminio che possiamo assumere senza subire gli effetti neurotossici sono da calcolare in base al peso corporeo.
carta stagnola e cibo 14CARTA STAGNOLA E CIBO 

Ad esempio, una persona che pesa 70 kg può assumerne un massimo di 140 mg a settimana, cioè 2 milligrammi per ogni chilogrammo di peso (limiti stabiliti dall'Oms), basandosi su un modello di assunzione di 30mg/kg, che non ha comunque portato a effetti avversi osservabili. Va considerato anche il fatto che i cibi cotti in alluminio (ad esempio lasagne, pesce, carne, ecc, fatti in casa o industriali) nel forno ad alte temperature, specie se a contatto con condimenti acidi o sale, se assunti ogni giorno possono portare al superamento della soglia.

carta stagnola e cibo 13CARTA STAGNOLA E CIBO 
Cosa che potrebbe accadere anche senza che ce ne accorgiamo, visto che molti degli alimenti di consumo contengono già alluminio, compresi frutta e verdura che lo assorbono in natura. Buona parte dei prodotti che acquistiamo al supermercato ne contiene tracce, in varie quantità: se ne possono trovare tracce nei cereali, nel pane, negli spinaci, nel caffè, nel cioccolato, nel sugo concentrato e nel tè.

L'alluminio è tra l'altro autorizzato in coloranti e altri additivi, correttori di acidità e antiagglomeranti. Insomma, le fonti di alluminio nella nostra alimentazione sono tante e non tutte monitorate.
carta stagnola e cibo 12CARTA STAGNOLA E CIBO 

Per questo, secondo gli esperti, è consigliabile limitare l'assunzione di cibi "trasformati" (precotti e in busta) cercando di privilegiare quelli freschi da preparare in casa. L'uso corretto dell'alluminio in cucina non vuol dire bandirlo del tutto, ma seguire le indicazioni ormai note. Fonte: qui

lunedì 16 settembre 2019

LA DIETA A BASE DI VEGETALI AUMENTEREBBE IL RISCHIO DI ICTUS: È QUANTO EMERGE DA UNO STUDIO DELL’UNIVERSITÀ DI OXFORD CHE SOTTOLINEA COME NON MANGIARE CARNE RIDURREBBE L'APPORTO DI ALCUNE VITAMINE, IN PARTICOLARE LA B12 E LA D, PROPRIO QUELLE CHE PROTEGGONO IL CORPO UMANO DALL'ICTUS

MA CI SONO PURE BUONE NOTIZIE VISTO CHE…

Tiziana lapelosa per "www.liberoquotidiano.it"
veganiVEGANI
Meglio tenere sotto controllo il cuore o la testa? Non passa giorno senza leggere qualche suggerimento sulla dieta corretta da seguire, sui cibi da non mangiare o su cibi miracolosi per la salute e per la linea. Non passa giorno in cui non arrivi una notizia che, come una pallina da biliardo, contribuisca ad alimentare ancora di più la confusione che alberga più o meno in tutti in fatto di cibo, croce e delizia dell' epoca che viviamo.
L' ultima riguarda i vegetariani e i vegani, quelli, questi ultimi, che dai loro piatti non soltanto hanno escluso la carne (e pazienza), ma anche tutti i derivati animali. Che vuol dire latte, formaggi, uova, miele (e ci vuole davvero tanto coraggio)...
Secondo uno studio inglese, questo tipo di alimentazione a base di "foglie", seitan (un impasto ricavato dal glutine del grano tenero o farro o khorasan che assomiglia un po' alla carne), tofu (un derivato della soia), latte di riso, legumi e cloni di hamburger e spezzatino, aumenterebbe il rischio di ictus, la chiusura o la rottura di un vaso cerebrale con conseguente danno alle cellule cerebrali per mancanza di ossigeno. Ma, attenzione, ridurrebbe il rischio di infarto.
È quanto emerge da uno studio condotto dalla Oxford University e pubblicato sulla rivista scientifica British Medical Journal. Funzionerebbe così, in base a quanto emerso dalla ricerca durata circa dieci anni e che ha messo sotto osservazione 50mila britannici di età superiore a 18 anni.
ictus 4ICTUS 
Non mangiare carne abbasserebbe il livello di colesterolo oltre a ridurre l' apporto di alcune vitamine, in particolare la B12 e la D, proprio quelle che proteggono il corpo umano dall' ictus. Ne è emerso che il 20% della popolazione vegana sarebbe più predisposta a questo tipo di malattia rispetto a chi invece la carne la mangia.
E questa è la nota negativa. Perché c' è anche un "lato b" meno preoccupante: preferire legumi, tofu, seitan e compagnia, infatti, ridurrebbe del 22% il rischio di avere un infarto o una qualsiasi malattia cardiaca. Forse, dicono gli esperti ricercatori inglesi, per via di una più bassa pressione del sangue e anche di una minore incidenza del diabete.
dietaDIETA
Ma sarà vero? Fatto lo studio, trovato il difetto nel variegato mondo dell' alimentazione.
Tom Sanders, professore del King' s College di Londra, la quarta più antica università britannica, fa notare, per esempio, che lo studio pecca di attendibilità.
«È probabile che le persone che seguono diete alternative abbiano meno probabilità di assumere farmaci per l' ipertensione e di conseguenza soffrono di ictus», ha suggerito al Guardian.
ictus 2ICTUS 
Un "limite" che si associa al fatto che la ricerca si sia basata sull' autodichiarazione e al fatto che abbia coinvolto per lo più persone bianche che vivono nel Regno Unito e quindi difficilmente applicabile ad altre popolazioni. Gli stessi ricercatori, del resto, hanno sottolineato che lo studio merita un maggiore approfondimento e che nessuno dovrebbe allarmarsi dal momento che lo studio non dimostra un rapporto di causa ed effetto.
veganiVEGANI
Per stare tranquilli, insomma, meglio scegliere la via di mezzo, quella della moderazione, senza rinunciare ai piccoli piaceri della tavola. Certo, con una attenzione in più verso le verdure come del resto suggeriscono tutti i nutrizionisti. Fonte: qui