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martedì 7 luglio 2020

IN COLOMBIA UN GRUPPO DI PERSONE SI AVVICINA A UN TIR INCIDENTATO PER RUBARE PARTE DELLA BENZINA SVERSATA MA IL MEZZO ESPLODE ALL'IMPROVVISO E FA UNA STRAGE


SETTE PERSONE SONO MORTE CARBONIZZATE E ALMENO 45 GRAVEMENTE FERITE


IN COLOMBIA UN GRUPPO DI PERSONE SI AVVICINA A UN TIR INCIDENTATO PER RUBARE PARTE DELLA BENZINA SVERSATA MA IL MEZZO ESPLODE E FA UNA STRAGE


 

Da https://webapi.unionesarda.it/

 

COLOMBIA - FURTO DI BENZINA A UN CAMION RIBALTATO MA L'ESPLOSIONE FA UNA STRAGECOLOMBIA - FURTO DI BENZINA A UN CAMION RIBALTATO MA L'ESPLOSIONE FA UNA STRAGE

Tragedia della disperazione in Colombia, nel piccolo comune di Pueblo Viejo, lungo la strada che collega la città di Barranquilla con quella di Cienaga. Dopo l'incidente di un camion cisterna che trasportava combustibile decine di abitanti della zona si sono avvicinati al veicolo con l'intento di saccheggiare parte della benzina sversata. Proprio mentre stavano provando a prendere il carburante, quest'ultimo ha preso fuoco e c'è stata un'esplosione che ha causato una strage. Il bilancio, provvisorio, è di sette persone morte carbonizzate e almeno 45 gravemente ferite. Una tragedia che arriva in piena emergenza Covid, con i reparti di terapia intensiva della zona già pieni. Per questo alcuni feriti sono stati trasportati in altre zone. Fonte: qui


giovedì 9 aprile 2020

I Livelli di radiazione di Chernobyl salgono Improvvisamente di 17 volte


Secondo NBC News, le radiazioni nella zona di esclusione di Chernobyl sono aumentate di 17 volte quando i vigili del fuoco hanno combattuto un incendio boschivo di 250 acri  . 
Più di 100 pompieri, diverse petroliere Antonov AN-32P Firekiller e un elicottero Mil Mi-8 furono inviati vicino al villaggio di Vladimirovka per combattere l'incendio. I servizi di emergenza ucraini hanno riferito che i pompieri hanno combattuto l'incendio durante il fine settimana e hanno concluso le operazioni entro lunedì.
VIDEO: A forest fire is underway in the restricted zone around Chernobyl, scene of the world's worst nuclear accident, but Ukrainian government agencies have denied an official's claim that the fire caused a spike in radiation levels
117 people are talking about this
"Ci sono cattive notizie: le radiazioni sono al di sopra del normale al centro del fuoco", ha scritto il capo dell'ispezione ecologica Yegor Firsov in un post di Facebook insieme a un video di un contatore Geiger. "Come vedi nel video, gli indicatori degli apparecchi sono 2,3 a ok 0,14. Ma una situazione del genere è solo nel fuoco."
Firsov ha detto che il picco di radioattività è stato osservato in prossimità del fuoco. Ha scritto in un post di domenica che gli esperti nucleari non hanno registrato alcun aumento dei livelli di radiazione nella capitale, Kiev, a circa 60 miglia dalla zona esclusiva.
Vladimirovka fa parte di una zona di esclusione di 1.000 miglia quadrate, che è stata abbandonata nel 1986 dopo l'esplosione della centrale nucleare di Chernobyl, che ha esposto milioni di persone a materiali radioattivi in ​​tutta Europa. La regione è l'area contaminata più radioattivamente al mondo.  
Abbiamo notato in passato che " le ricadute radioattive sono state incolpate di centinaia di migliaia di morti, ma l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) riconosce solo 56 morti tra i vigili del fuoco che hanno sofferto e sono morti in agonizzante morti nell'immediato seguito del disastro". 
All'inizio di quest'anno, abbiamo mostrato come alcuni tipi di funghi siano attratti dalle radiazioni . E il sito radioattivo della centrale nucleare abbandonata di Chernobyl negli anni ha visto crescere un'abbondanza di funghi. 
Per quanto riguarda gli incendi che di tanto in tanto si scatenano nella zona di esclusione, Firsov delinea l'area priva di misure di prevenzione per mitigare gli incendi boschivi considerando che la natura ha preso il controllo della regione. Incolpa anche i "cittadini negligenti" che si avventurano nell'area, a volte dando fuoco.
"Il problema di accendere fuochi da cittadini negligenti in primavera e in autunno è stato a lungo un problema molto acuto per noi", ha scritto. "Ogni anno vediamo la stessa immagine: campi, canne, foreste bruciano in tutte le regioni."
Firsov sta attualmente chiedendo nuove leggi che impongano sanzioni più severe per chiunque inizi a provocare incendi nella zona esclusiva.

 "Ci sono progetti di legge pertinenti. Spero che vengano votati. Altrimenti, continueranno a verificarsi incendi su larga scala ogni autunno e primavera", ha scritto. 
Fonte: qui 

venerdì 19 luglio 2019

NOTRE DAME SALVATA PER UN SOFFIO : POTEVA CROLLARE

UNA NUOVA RICOSTRUZIONE DEL "NEW YORK TIMES" INDICA UNA SERIE DI ERRORI DEI GUARDIANI CHE LA SERA DEL 15 APRILE HANNO PERMESSO ALLE FIAMME DI GUADAGNARE TERRENO PER 30 MINUTI 
MACRON SI ERA RASSEGNATO A PERDERE LA CATTEDRALE. MIRACOLO DEI POMPIERI, MA IL PERICOLO NON È FINITO… - VIDEO


Stefano Montefiori per il “Corriere della sera”

Tre mesi dopo l' incendio che ha fatto crollare la guglia di Notre-Dame, la cattedrale più celebre al mondo resta al centro delle attenzioni di politici, cittadini, media, esperti d’arte. Martedì il Parlamento ha adottato in via definitiva il progetto di legge che dovrebbe consentire di raggiungere il traguardo: riapertura entro 5 anni. Una nuova ricostruzione del New York Times indica una serie di errori che la sera del 15 aprile hanno permesso alle fiamme di guadagnare terreno per 30 cruciali minuti.

INCENDIO A NOTRE DAMEINCENDIO A NOTRE DAME
E mentre il rischio di un crollo totale non può essere scartato, una denuncia ha obbligato ieri il municipio di Parigi ad annunciare una «pulizia approfondita» delle scuole per fine luglio: asili nido, materne ed elementari della zona presentano tassi di piombo dieci volte superiori alla soglia consentita.
notre dame 1NOTRE DAME 






La magistratura vuole appurare cosa abbia scatenato il rogo, la pista dolosa è scartata e si pensa a una sigaretta spenta male o a un corto circuito. Ma dopo le prime fiamme, c' è stato spazio per 30 minuti di errori. Il sistema anti-incendio è stato messo a punto in 6 anni da decine di esperti, ma quando alle 18 e 18 si è messo in funzione, l' agente della sicurezza davanti al monitor nel presbiterio non ha letto «fuoco» ma l' indicazione della sacrestia, il codice ZDA-110-3-15-1 (associato a uno dei 160 rilevatori di fumo) e infine il segnale che era scattato il meccanismo di aspirazione.
notre dame 3NOTRE DAME

L' agente era neo-assunto, al lavoro da soli tre giorni. Quattro minuti dopo il messaggio di allarme, ha telefonato a un' altra guardia di stanza nella chiesa chiedendogli di andare a controllare nella sagrestia, adiacente all' edificio principale. A 10 minuti dall' allerta, invece di avvertire i pompieri ha chiamato il capo, senza trovarlo. Venticinque minuti dopo, il capo ha richiamato e ha capito che l' incendio non era nella sagrestia, e ha detto alla guardia di tornare sotto la volta principale. Dopo aver salito 300 gradini l' uomo ha finalmente visto le fiamme nella «foresta», la struttura di legno di quercia che sostiene il tetto, e sono stati chiamati i pompieri.
la cattedrale di notre dame dopo l incendio 8LA CATTEDRALE DI NOTRE DAME DOPO L'INCENDIO 

L' incendio stava bruciando le travi da ormai mezzora, e questo ha posto i vigili del fuoco in una posizione di svantaggio quasi impossibile da recuperare.

Nel corso della serata i responsabili della sicurezza e le autorità hanno più volte detto di non essere certi di salvare la cattedrale, e qualche giorno dopo il presidente Macron ha detto in privato che a un certo punto si erano quasi rassegnati. È stato tentato il tutto per tutto, l' invio di pompieri nel cuore delle fiamme, con il rischio che non tornassero.
la cattedrale di notre dame dopo l incendio 9LA CATTEDRALE DI NOTRE DAME DOPO L'INCENDIO 










Se la torre Nord fosse crollata, come pareva imminente, ciò avrebbe comportato la caduta delle campane e probabilmente la fine di tutta la cattedrale.
INCENDIO A NOTRE DAMEINCENDIO A NOTRE DAME

Quando Macron ha convocato i vigili del fuoco per ringraziarli, non è stato un gesto formale. Quella squadra ha salvato Notre-Dame, e lo ha fatto rischiando di essere inghiottita dalle fiamme.

Adesso i parigini e i turisti si sono quasi abituati alla nuova situazione: la guglia di Notre-Dame non c' è più ma la struttura portante sembra avere resistito, l' ingresso è vietato e lo sarà per anni ma il panorama dell' Île de la Cité non è snaturato. Eppure l' emergenza, in modo subdolo, continua. Secondo Antoine-Marie Préaut, conservatore dei monumenti dell' Île-de-France, «il rischio di crollo esiste ancora, perché non siamo ancora in grado di giudicare lo stato delle volte». La guglia è crollata ma l' impalcatura che la circondava per il restauro è sempre lì e nei prossimi cinque o sei mesi andrà tolta, con gravi pericoli per la stabilità della cattedrale.
notre dameNOTRE DAME

Poi c' è la questione salute: 400 tonnellate di piombo sono cadute nella zona sotto forma di polveri, e il sagrato è ancora vietato all' accesso. Livelli anormali di piombo sono stati trovati sui pavimenti di classi, mense e cortili delle scuole vicine. Aurélien Rousseau (Agenzia regionale della Sanità), ieri ha convocato una conferenza stampa per dire che «tutti i dati raccolti mostrano che la salute della popolazione è stata preservata». Un' inchiesta di Mediapart indica il contrario, e nel dubbio il municipio di Parigi ha avviato un' operazione di pulizia per approfittare delle vacanze, e garantire ai bambini di rientrare a settembre in locali non pericolosi.

Fonte: qui

giovedì 23 maggio 2019

Bus in fiamme nel centro di Roma, chiusa la strada

Paura tra passeggeri, scesi da mezzo. Nessun ferito grave

Ansa - 23 Maggio 2019. Un autobus di linea è andato a fuoco stamattina in via Sistina, al centro storico di Roma. Sul posto vigili del fuoco e polizia locale. E' accaduto intorno alle 7.30. A quanto riferito dai pompieri si tratta di un bus a energia elettrica.

    Dalle prime informazioni sembra che l'autista abbia fatto scendere dal mezzo i passeggeri impauriti. Al momento non risulterebbero feriti. Chiuso dalla polizia locale un tratto di via Sistina, da via Crispi a Trinità dei Monti. 


Roma, fiamme su un bus elettrico dell'Atac (in servizio da 10 giorni): caos in via Sistina. 


La Procura indaga per incendio colposo

Fiamme su un bus elettrico dell'Atac (in servizio da 10 giorni): caos in via SistinaAncora fiamme su un bus Atac a Roma. Stavolta il mezzo interessato è uno dei minibus elettrici appena tornati in servizio nelle strade del centro storico. Intorno alle 7.30, per ragioni ancora da accertare, si è sviluppato un principio di incendio su un minibus della linea 119, lungo via Sistina. L'autista è intervenuto con l'estintore e sono stati allertati i vigili del fuoco che hanno completato l'intervento di spegnimento. Nessun problema per le persone. La vettura non ha subito danni gravi. Sarà riparata e tornerà in servizio. Sul fatto indaga la Procura. Incendio colposo: con questa l'ipotesi di reato. Il fascicolo è destinato a rientrare nell’inchiesta che i magistrati capitolini stanno portando avanti in merito ai diversi casi di incendi sui mezzi pubblici avvenuti negli ultimi mesi a Roma. Il mezzo era tornato in strada in servizio dopo una procedura di manutenzione nella quale sono state sostituite alcune parti tra cui  proprio le batterie. 


23 Maggio 2019


Fonte: qui

Roma, brucia un altro autobus: in fiamme vano motore, passeggeri in salvo




I vigili del fuoco sono intervenuti su via Portuense, a Roma, per spegnere un altro incendio divampato su un autobus dell'Atac. Stavolta è toccato alla linea 786. Le fiamme si sono sprigionate dal vano motore del veicolo e sono state inizialmente domate dall'autista con un estintore. I passeggeri sono stati fatti scendere dal veicolo e non si sono verificati feriti. In una nota, Atac ha fatto sapere che "la vettura non ha subìto gravi danni e potrà tornare in servizio dopo le riparazioni"
14 Maggio 2019
Fonte: qui

lunedì 6 maggio 2019

Mosca, aereo in fiamme durante l'atterraggio: 41 morti

Mosca, 5 maggio 2019 - Un aereo ha preso fuoco durante la fase di atterraggio. È quanto accaduto oggi all'aeroporto Sheremetyevo di Mosca dove un Sukhoi Superjet-100 ha effettuato un atterraggio d'emergenza. Secondo i media russi i morti sarebbero 41. A bordo erano presenti 78 passeggeri. Tra le vittime ci sarebbero anche due bambini.





Посадка пылающего Sukhoi Superjet 100 в Шереметьево. Пилоты - стальные люди




Nelle immagini si vede l'aereo in fiamme, che scatena una grande nube di fumo nero. Si intravedono anche delle persone che corrono allontanandosi dal velivolo e vari mezzi dei vigili del fuoco in arrivo. 
Lettore video di: Corriere Tv (Informativa sulla privacy)
Stando alle prime ricostruzioni, il volo era decollato per Murmansk alle 17.50 ora locale (le 16.50 in Italia) e subito dopo ha chiesto un atterraggio di emergenza ed è rientrato. Il primo tentativo di atterraggio è fallito e il secondo è andato a termine ma "è stato molto violento", come ha raccontato una fonte citata dalle agenzie.  
Stando alla compagnia di bandiera russa Aeroflot, a cui apparteneva l'apparecchio, i motori del Sukhoi Superjet 100 hanno preso fuoco dopo l'atterraggio. "L'Aeroflot - riporta la compagnia aerea - conferma le notizia sull'incendio a bordo del volo SU1492 diretto da Mosca a Murmansk dopo l'atterraggio a Sheremetyevo". 

Altre fonti, citate dai media locali, riferiscono che un passeggero ha notato del fuoco su una delle ali e così l'equipaggio ha deciso di tornare a Sheremetyevo. Secondo un'altra versione, le fiamme sarebbero iniziate per via del brusco impatto col suolo.
La versione più accreditata rimane quella del fulmine che avrebbe colpito il velivolo, provocando l'incendio. Al momento del decollo c'erano nubi temporalesche a diecimila metri di altezza, hanno fatto sapere gli esperti del servizio meteorologico. 
Drammatiche anche le scene dell'evacuazione dei passeggeri, che si sono letteralmente precipitati in preda al panico dall'aereo in fiamme lungo gli scivoli di gomma, con decine di ambulanze accorse sulla pista del volo SU-1492. L'incendio è stato domato, ma ha distrutto tutta la coda dell'aeromobile.  Un comunicato diffuso da Aeroflot ha spiegato che il velivolo è stato costretto a tornare indietro per "motivi tecnici" e conferma le informazioni sull'incendio ai motori. "È stata creata una commissione per indagare sulle cause delle circostanze dell'incedente", ha aggiunto la compagnia aerea. Il Sukhoi Superjet-100 coinvolto nell'incedente era nuovo, il suo anno di produzione è il 2018, a quanto ha riferito la Tass.  Fonte: qui

“COSÌ HO SALVATO I PASSEGGERI”, LA HOSTESS RACCONTA QUELLO CHE E’ ACCADUTO SULL’AEREO ANDATO A FUOCO A MOSCA 

GRAZIE AL SUO PRONTO INTERVENTO, 37 PERSONE SONO RIUSCITE A METTERSI IN SALVO: “C'È STATO UN LAMPO E UNO SCOPPIO. POI HO SENTITO QUALCUNO DIRE CHE STAVANO TORNANDO VERSO L'AEROPORTO. TUTTI GUARDAVANO VERSO DI ME. È SUCCESSO TUTTO RAPIDAMENTE, HO APERTO IL PORTELLONE CON UN CALCIO E…” 

Annalisa Grandi per corriere.it
mosca aereo in fiamme hostessMOSCA AEREO IN FIAMME HOSTESS

«Tutti gridavano che stavamo andando a fuoco, ma non si vedevano fiamme in quel momento. Ho tirato un calcio alla porta e spinto fuori i passeggeri». Racconta così, la hostess Tatyana Kasatkina, quanto accaduto a bordo dell'aereo della compagnia di bandiera russa Aeroflot che ha preso fuoco ed è stato costretto a un atterraggio di emergenza all’aeroporto Sheremetyevo. Trentaquattro anni, grazie al suo pronto intervento alcuni passeggeri sono riusciti a mettersi in salvo, 37 secondo il Comitato investigativo russo. I morti sono invece 41.

mosca aereo in fiammeMOSCA AEREO IN FIAMME









«Ho spinto fuori i passeggeri, alcuni li ho letteralmente trascinati da dietro, per fare più in fretta. È successo tutto molto rapidamente, tutti erano in piedi, ho visto una signora che telefonava e diceva "stiamo precipitando, stiamo andando a fuoco"». «C'è stato un lampo e uno scoppio - spiega ancora Tatyana - tutti guardavano verso di me, poi ho sentito qualcuno dire che stavano tornando verso l'aeroporto da cui eravamo decollati, che ci stavamo preparando a un atterraggio di emergenza». Molti passeggeri a quanto si è appreso sarebbero rimasti intrappolati, perché le porte posteriori non erano accessibili, e quelli che erano seduti nei posti più avanti avevano bloccato il passaggio con i loro bagagli. Fonte: qui


SALVARE LA VALIGIA E CONDANNARE A MORTE 


ALCUNI PASSEGGERI HANNO OSTACOLATO LA FUGA DALL'AEREO IN FIAMME ALL'AEROPORTO DI MOSCA, DOVE SONO MORTE 41 PERSONE ANCHE PERCHÉ QUALCUNO VOLEVA RECUPERARE ZAINI E TROLLEY. LE NORME SONO CHIARE: IN CASO DI EMERGENZA BISOGNA MOLLARE TUTTO, INVECE DIMITRY HA PENSATO BENE DI…

VIDEO: DMITRY KHLEBUSHKIN SI ALLONTANA DALL'AEREO IN FIAMME COI SUOI BAGAGLI


Leonard Berberi per il “Corriere della sera”

Per il mondo social sono colpevoli. E vanno condannati con la galera o la morte.
incidente aereo moscaINCIDENTE AEREO MOSCA
Per il mondo reale una punizione non c' è. Se non il rimorso di avere, senza volerlo, ucciso qualcuno. E tutto questo pur di salvare la valigia. Da ore gli esperti di sicurezza aerea s' interrogano sull' incidente di domenica di un velivolo della compagnia russa Aeroflot nel quale 41 persone sono morte nell' incendio dopo l' atterraggio d' emergenza nell' aeroporto di Mosca-Sheremetyevo.

dimitry khlebushkin.DIMITRY KHLEBUSHKIN.
L' inchiesta deve ancora accertare le cause. I filmati mostrano quello che succede dopo. L' aereo brucia e alcuni passeggeri si allontanano con il bagaglio a mano attraverso i due scivoli davanti (sui quattro totali). Tra questi c' è Dimitry Khlebushkin, seduto al posto 10 C. Secondo i giornali russi l' uomo, alto e robusto, avrebbe ostruito il passaggio recuperando lo zaino. Tra quelli che si trovavano dietro sarebbero sopravvissuti in tre.
dimitry khlebushkinDIMITRY KHLEBUSHKIN

Il trolley (proprio) o le vite (degli altri)? Le norme sono chiare: in caso d' incendio, atterraggio d' emergenza o ammaraggio via tutti, senza portarsi alcun peso, entro 90 secondi dall' allarme. «Invece continuiamo a vedere persone che se ne vanno con gli effetti personali», dice al telefono Christine Negroni, esperta di incidenti aerei e autrice del libro «The Crash Detectives».

dimitry khlebushkinDIMITRY KHLEBUSHKIN
Secondo lei, e altri analisti, la data chiave è il 6 luglio 2013: il volo Asiana Airlines 214 atterra rovinosamente sulla pista di San Francisco. Il jet prende fuoco, muoiono tre viaggiatori, diversi altri scappano con il bagaglio.

incidente aereo moscaINCIDENTE AEREO MOSCA
«A quanto pare gli individui preferiscono rischiare l' esistenza propria o degli altri pur di salvare il trolley», sintetizza al Corriere della Sera Grant Brophy, investigatore dei disastri aerei da una trentina d' anni. «I passeggeri o non seguono le istruzioni o decidono di ignorarle: e questo è ancora più rischioso in presenza di fuoco e fumo».

Uno studio del 2000 su 46 procedure d' evacuazione curato dal National transportation safety board (l' ente che indaga sugli incidenti nei trasporti Usa) calcola che quasi il 50% dei passeggeri ha lasciato l' aereo portandosi un bagaglio. Per due assistenti di volo su tre i borsoni sono stati «un intralcio davvero serio».

L' ultimo avviso dell' ente australiano della sicurezza aerea sottolinea che il pericolo è pure aumentato: «Alcune iniziative aziendali, le pressioni commerciali e la percezione dei passeggeri stanno spingendo le persone a imbarcarsi con più bagaglio a mano», c' è scritto. «A questo bisogna aggiungere che i costruttori dei velivoli stanno installando cappelliere più capienti». Risultato: a bordo ci sono più effetti personali d' un tempo.
incidente aereo moscaINCIDENTE AEREO MOSCA

L' Europa non è esclusa da questo fenomeno. «Bisognerebbe per questo limitare il numero, le dimensioni e il tipo degli oggetti da portarsi a bordo», propone Ed Galea, docente dell' Università inglese di Greenwich.
Viaggiatori spregiudicati?

Nell' incidente Asiana più di un sopravvissuto ha raccontato di essersene andato con la valigia dopo aver visto altri fare la stessa cosa. «È stato un riflesso condizionato», spiega Negroni. Che denuncia la «normalizzazione della devianza»: sempre meno persone che seguono gli annunci di sicurezza. «Più di vent' anni fa ho suggerito ad Airbus di pensare alla chiusura centralizzata delle cappelliere», ricorda via mail il professor Galea.

incidente aereo moscaINCIDENTE AEREO MOSCA
«Ma il rischio è che le persone perdano ancora più tempo, nell' emergenza, a tentare di aprirle». C' è poi una realtà nuova che Negroni chiama l'«effetto dispositivo»: in un mondo social «il protagonista di un incidente vuole testimoniare con lo smartphone quello che succede». Alla ricerca dello scatto e dell' inquadratura perfetti. E a volte mortali.

Fonte: qui