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domenica 5 gennaio 2020

IL PARLAMENTO IRACHENO HA APPROVATO UNA RISOLUZIONE PER ESPELLERE LE TRUPPE STRANIERE NEL PAESE, COME RITORSIONE PER L’UCCISIONE DI QASSEM SOLEIMANI

INTANTO SUI SOCIAL MEDIA ARABI SONO SPUNTATE NUOVE FOTO E NUOVI VIDEO DEL CORPO DILANIATO DEL GENERALE IRANIANO
Iraq, ok Parlamento a espulsione truppe Usa
(LaPresse/AP) - Il Parlamento iracheno ha approvato una risoluzione che chiede di metter fine alla presenza di tutte le truppe straniere nel Paese. L'obiettivo del testo è far sì che gli Usa ritirino i circa 5mila militari presenti in varie regioni dell'Iraq, a seguito dell'uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani a Baghdad.


La morte di Soleimani in diretta
Maria Antonietta Calabrò per www.huffingtonpost.it

le immagini del raid contro qassem soleimani 1LE IMMAGINI DEL RAID CONTRO QASSEM SOLEIMANI SoleimaniSOLEIMANI

















Un video del colpo che ha ucciso il generale iraniano Soleimani ad opera degli Stati Uniti venerdì scorso, nei pressi dell’aeroporto internazionale di Bagdad, circola nei social media arabi insieme a materiale fotografico del luogo dell’attentato nell’immediatezza dell’attacco, dei corpi fatti a pezzi, quasi annichiliti, e alle foto di vari fogli e documenti che sono già stati sottoposti ad analisi di intelligence. Si tratta di una documentazione eccezionale di un avvenimento destinato a cambiare i destini del Medio Oriente e a influire anche sulla politica estera e di sicurezza italiana, che Huffpost pubblica in esclusiva per il suo valore testimoniale.
il tweet di donald trump dopo l'raid usa a baghdadIL TWEET DI DONALD TRUMP DOPO L'RAID USA A BAGHDAD

Lo strike.
le immagini del raid contro qassem soleimani 9LE IMMAGINI DEL RAID CONTRO QASSEM SOLEIMANI 9















Il filmato che - allargato fa emergere i simboli grafici della condivisione su social  - documenterebbe il momento il cui drone aggancia l’obiettivo, il pulmino dove viaggiava il bersaglio: il quadrante del mirino è lievemente spostato a sinistra rispetto al mezzo, ma proprio per questo riesce a centrarlo. Una voce dall’accento americano fa da guida. Le sovraimpressioni del video sono tutte in arabo. Ci si deve chiedere come mai. La circostanza alimenta uno delle opzioni che viene presa in considerazione in questi giorni in Medio Oriente, ovvero la collaborazione di Servizi arabi nell’operazione. Cosa che potrebbe essere probabile. Un elemento importante anche per la valutazione della legittimità dell’intera operazione ha in fatti a che fare con una delibera dell’Onu del 2007, secondo cui Soleimani non doveva mettere piede in Iraq.
donald trumpDONALD TRUMP

le immagini del raid contro qassem soleimani 5LE IMMAGINI DEL RAID CONTRO QASSEM SOLEIMANI 












Esterno notte.
Un altro video (che Huffpost ha deciso di non pubblicare le immagini e alcune foto per la particolare crudezza), mostra le riprese nell’immediatezza dello strike. A Baghdad è notte, il buio circonda i resti del generale Soleimani e delle altre persone morte nell’operazione, tutto è ancora sull’asfalto.

I corpi.
le immagini del raid contro qassem soleimani 4LE IMMAGINI DEL RAID CONTRO QASSEM SOLEIMANI 
I corpi di Soleimani e di chi viaggiava con lui sono annichiliti, anneriti, il volto stravolto, massacrato e gonfio. I corpi sono fatti a brandelli, dilaniati. Si vede il tronco di un uomo, poi a distanza un piede e una gamba sono sull’asfalto.

L’anello.
le immagini del raid contro qassem soleimani 10LE IMMAGINI DEL RAID CONTRO QASSEM SOLEIMANI 
Una mano troncata indossa un anello che si è sostenuto fosse quello abitualmente indossato da Soleimani. In realtà l’identificazione non è avvenuta ad opera di quell’anello, molto diverso sia per fattura sia per lo spessore della pietra rispetto ad altre immagini di Soleimani vivo. Naturalmente nulla vieta che Soleimani ne avesse più di uno simile. Lasciando da parte questo dettaglio, per certo l’identificazione è avvenuta attraverso l’esame del Dna, come già avvenne per Osama Bin Laden e Abu Bakr al Baghdadi.
le immagini del raid contro qassem soleimani 8LE IMMAGINI DEL RAID CONTRO QASSEM SOLEIMANI 


I documenti.
Altre foto mostrano i documenti che sono “sopravvissuti” all’impatto: banconote iraniane, fogli, armi. Tutto materiale già sottoposto ad analisi di intelligence. Fonte: qui

LA MORTE DI SOLEIMANI CI RIGUARDA PER MOLTI MOTIVI: INNANZITUTTO PER I MILLE SOLDATI ITALIANI AL CONFINE DEL LIBANO CHE DIVIDE ISRAELE DAI TERRORISTI DI HEZBOLLAH 
POI C’È LA MINACCIA DIRETTA ALLE BASI AMERICANE SUL NOSTRO TERRITORIO, SOPRATTUTTO SIGONELLA 
INFINE C’È IL DISCORSO ECONOMICO: L’IRAQ È IL NOSTRO PRIMO FORNITORE DI GREGGIO, MENTRE I NOSTRI SCAMBI CON L'IRAN VALGONO DIVERSI MILIARDI…
Gianluca Di Feo per “la Repubblica”

soldati italiani libano 5SOLDATI ITALIANI LIBANO
C' è una sottile linea blu che oggi è diventata il posto più caldo del pianeta. Da una parte Israele, dall' altra Hezbollah. In mezzo più di mille soldati italiani con la bandiera dell' Onu, appostati sulle colline lungo il corso del fiume Litani. Il movimento sciita libanese è il figlio prediletto di Qassem Soleimani: lo ha fatto nascere e crescere, fino a renderlo il nemico più temuto da Israele. Due giorni fa Hassan Nasrallah, il leader di Hezbollah, ha promesso che vendicarlo «sarà responsabilità di tutti i combattenti ». Mentre il sito web dell' organizzazione ha usato parole inequivocabili: «È guerra!».

sigonellaSIGONELLAlorenzo guerini in libanoLORENZO GUERINI IN LIBANO
Ora tocca ai nostri militari, in gran parte Granatieri di Sardegna provenienti da Roma, cercare di arginare la tempesta annunciata e il pericolo concreto che Hezbollah scateni la rappresaglia contro Israele. Sostanzialmente da soli, perché l' Italia pare avere dimenticato quel contingente strategico per la pace nel mondo. Nel 2006 il premier Romano Prodi e il ministro Massimo D' Alema erano riusciti a renderci protagonisti, imponendo la nostra presenza a garanzia della tregua. Ma ormai non abbiamo più una politica estera e siamo esclusi dai tavoli chiave, anche quando sono in gioco interessi vitali. E rischiamo di pagare un prezzo altissimo.

BASI AMERICANE IN ITALIABASI AMERICANE IN ITALIAle immagini del raid contro qassem soleimani 7LE IMMAGINI DEL RAID CONTRO QASSEM SOLEIMANI 
Questa crisi infatti potrebbe esporci a ripercussioni gravi, facendo ricadere su di noi un peso drammatico per la morte di Soleimani. Oltre agli uomini in Libano, circa 150 carabinieri e incursori sono asserragliati in una caserma alle porte di Bagdad. Erano lì per addestrare le forze irachene destinate a combattere l' Isis; si ritrovano adesso in un Paese infuriato e ostile. Il vertice americano della missione ha sospeso le attività e tutti si sono barricati nella struttura, pronti a correre nei rifugi a prova di razzo.
melania e donald trump all arrivo a sigonellaMELANIA E DONALD TRUMP ALL ARRIVO A SIGONELLA

Pericoli, seppur più ridotti, per gli 800 soldati dell' Ariete di Pordenone che presidiano la base afghana di Herat e hanno la responsabilità della regione al confine con l' Iran. «Abbiamo innalzato la sicurezza, ma le missioni proseguono », ha detto ieri il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. Il problema è che, in Iraq come in Afghanistan, gli italiani operano sotto comando americano, fianco a fianco con i militari statunitensi: la furia della vendetta potrebbe non distinguere le uniformi.
qassem soleimani 1QASSEM SOLEIMANI 

Allo stesso tempo, però, i venti di guerra offrono una chance al governo Conte. Gli Stati Uniti non possono affrontare la prospettiva di un conflitto senza contare sulle basi della Penisola, le uniche sicure del Mediterraneo. Da tre giorni dozzine di aerei americani le sfruttano per trasferire truppe verso il fronte della crisi: ad Aviano e a Sigonella c' è un via vai ininterrotto di atterraggi e decolli. A Vicenza la 173ma aerobrigata, la "punta di lancia" per le operazioni in Medio Oriente, è stata mobilitata per andare in Libano.

soldati italiani libano 3SOLDATI ITALIANI LIBANO 



A Napoli il quartier generale della VI flotta è diventato la prima linea dell' emergenza: la mini-portaerei Bataan carica di marines fa rotta verso est; sottomarini e caccia si preparano a intervenire con i loro missili cruise. Se le cose dovessero peggiorare, sarà poi inevitabile ricorrere alle scorte di Camp Darby. Nella pineta livornese infatti c' è il più grande deposito mondiale di armi e proiettili americani, con una quantità colossale di equipaggiamenti bellici.

marinesMARINES
Queste strutture sono potenziali bersagli per gli attentati della rete di Soleimani, che ha dimostrato negli anni di sapere agire ovunque. L' altro lato della medaglia è che le basi americane possono essere uno strumento di politica estera per riequilibrare le relazioni con Washington, che in queste ore ha completamente ignorato Roma. Una leva raramente impugnata dai governi italiani, tanto da rendere storica l' eccezione di Bettino Craxi nella notte di Sigonella del 1985 o il no di Giulio Andreotti all' uso degli aeroporti per il raid contro Gheddafi dell' anno successivo. Episodi remoti nel tempo, quando la Prima Repubblica - come ha ricordato ieri D' Alema su questo giornale - aveva una strategia "intelligente" nei confronti del mondo arabo.
soldati italiani libanoSOLDATI ITALIANI LIBANO

Oggi però c' è la necessità di bilanciare in modo diverso i rapporti con Donald Trump e tentare di non essere solo succubi della crisi iraniana. Secondo diversi analisti, Erdogan si è già mosso e sta paventando un prezzo molto alto per concedere agli Usa l' impiego della base turca di Incirlik, la più vicina all' Iran. A spese dell' Italia, perché la contropartita sul tavolo potrebbe essere il via libera americano allo sbarco a Tripoli.

soldati italiani libano 1SOLDATI ITALIANI LIBANO 
Ma il Sultano ha una politica estera chiara e spregiudicata, mentre noi stiamo a guardare.
Il fronte più caldo è in Libano dove i nostri soldati dividono Hezbollah e Israele Soldati Usa in partenza.

IRAN PARTNER STORICO. E ORA ROMA TEME PER IL PETROLIO
soldati italiani libano 4SOLDATI ITALIANI LIBANO 
Marco Patucchi per “la Repubblica”

Italia regolarmente tagliata fuori dalle interlocuzioni tra grandi Paesi (compreso il giro di telefonate diplomatiche del sottosegretario di Stato Usa, Pompeo, per il raid contro il comandante Soleimani) ma, proprio perché politicamente defilata, sempre nel cuore degli interscambi economici con Teheran. Fin dal 1957 quando l' Eni di Mattei siglò un primo, storico accordo con la Nioc (National Iranian Oil Company) per scalzare le "sette sorelle" dai giacimenti iraniani.
Enrico MatteiENRICO MATTEI

Da allora i legami economici tra Roma e Teheran non si sono mai interrotti, nonostante appunto l' esclusione del nostro Paese da passaggi decisivi come il vertice di Guadalupe (1979) alla vigilia della Rivoluzione islamica; il negoziato di Francia, Regno Unito e Germania sul nucleare iraniano (2003); e, dieci anni dopo, il trattato Jcopa. Anzi, con il viaggio romano del presidente Rohani del 2015 è iniziato un percorso che ha portato l' Italia ai vertici dell' interscambio con l' Iran: 5,1 miliardi di euro nel 2017 (primo partner commerciale Ue di Teheran), 4,6 miliardi l' anno successivo, fino alla frenata del 2019 per i dazi Usa e il surriscaldamento geopolitico in Medio Oriente.
Enrico MatteiENRICO MATTEIsoldati italiani in LibanoSOLDATI ITALIANI IN LIBANO

In testa alla graduatoria dei prodotti italiani esportati in Iran, i macchinari, i medicinali e i prodotti chimici. I venti di guerra scuotono, ovviamente, anche gli interessi economici in Iraq dove, tra l' altro, il Gruppo Trevi ha fatto appena in tempo a completare i lavori di consolidamento della diga di Mosul. Presenti sul territorio Eni, Bonatti-Renco, Nuovo Pignone e decine di imprese, mentre l' interscambio nel 2018 ha sfiorato i 3 miliardi di euro.

soldati italiani libano 2SOLDATI ITALIANI LIBANO Enrico MatteiENRICO MATTEI
Sono soprattutto gli effetti sul settore petrolifero a far tremare l' Italia, visto che nel 2019 l' Iraq è stato il nostro primo fornitore di greggio con 12 milioni di tonnellate pari al 20% dei consumi totali (l' Iran nel 2018 era al terzo posto con una quota intorno al 10%). Tutto gravita intorno allo stretto di Hormuz, un budello di 34 chilometri tra Iran e Oman, attraverso il quale le petroliere trasportano greggio pari a un terzo del volume di scambi del mercato mondiale.

soldati italiani in LibanoSOLDATI ITALIANI IN LIBANOali khamenei visita la famiglia di qassem soleimaniALI KHAMENEI VISITA LA FAMIGLIA DI QASSEM SOLEIMANI
Eventuali attacchi iraniani nello stretto (ma anche ai pozzi dell' Arabia Saudita, quarto fornitore di petrolio all' Italia), non intaccherebbero più di tanto gli interessi degli Stati Uniti, ormai a un passo dall' autosufficienza petrolifera (grazie soprattutto al fracking ), ma peserebbero sul resto dell' Occidente. Come spiega Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, fino ad oggi le tensioni mediorientali, anche nei momenti di crisi più acuta, sono state ammortizzate dall' abbondanza di offerta di oro nero e dal rallentamento della domanda per le miti temperature invernali. Il facile parallelo tra gli assedi delle ambasciate Usa in Iran (1979) e a Bagdad (2019) suscita però una minacciosa suggestione, perché proprio dall' assalto di quaranta anni fa a Teheran scaturì il secondo shock petrolifero mondiale. Fonte: qui

PER PREPARARE IL BLITZ CHE HA UCCISO IL GENERALE IRANIANO LA CIA HA LAVORATO A STRETTO CONTATTO CON IL MOSSAD


GIÀ IN PASSATO E PIÙ DI UNA VOLTA IL CAPO DELLE MILIZIE AL-QUDS ERA STATO MESSO NEL MIRINO, MA NESSUN PRESIDENTE AVEVA DATO IL VIA LIBERA ALL’UCCISIONE 
ANCHE PER QUESTO LUI SI SENTIVA SICURO E SE NE ANDAVA IN GIRO TRANQUILLO. POI…

Flavio Pompetti per “il Messaggero”
qassem soleimaniQASSEM SOLEIMANI

L'operazione che ha portato all'assassinio di Qassem Soleimani era stata decisa già all'inizio della settimana, quando Donald Trump ne ha informato il senatore Lindsay Graham durante una partita a golf nel Trump Club di West Palm Beach, ma l'eliminazione del generale era stata probabilmente autorizzata dal presidente degli Usa già tempo addietro, quando l'ipotesi di una escalation militare con l'Iran era già stata vagliata e approvata dalla Casa Bianca.
il corpo di qassem soleimaniIL CORPO DI QASSEM SOLEIMANI

DONALD TRUMP LINDSAY GRAHAMDONALD TRUMP LINDSAY GRAHAM
La missione non presentava troppe incognite dal punto di vista tecnico logistico: Soleimani si muoveva con estrema disinvoltura a Baghdad così come in altre capitali del Medio Oriente, con la protezione della scorta, ma senza particolari accorgimenti per nascondere la sua presenza.
Due decenni di tessitura di alleanze internazionali gli avevano conferito una rilevanza di primo piano, che faceva sospettare ambizioni politiche per il futuro, a dispetto dello stile dimesso con il quale si annunciava come «un umile soldato» del suo paese.

SOTTO CONTROLLO
ali khamenei muqtada al sadr e qassem soleimaniALI KHAMENEI MUQTADA AL SADR E QASSEM SOLEIMANISoleimaniSOLEIMANI















La Cia ha lavorato a stretto contatto con i servizi israeliani del Mossad in passato per monitorare i suoi spostamenti, e più di una volta lo ha inquadrato nel mirino di un possibile attentato. Diversi militari statunitensi sono sfilati davanti alle telecamere ieri per raccontare il momento in cui hanno ricevuto dai vertici della Difesa l'ordine di cancellare i piani d'azione già in atto per compiere l'assassinio.

Ogni volta in passato aveva prevalso il timore che l'abbattimento di un bersaglio di tale portata avrebbe spinto l'Iran ad una reazione imprevedibile, vicina all'apertura di un fronte di guerra con gli Usa. Preoccupazioni simili avevano portato la Cia nel 2015 ad avvertire all'ultimo momento il regime di Teheran dei piani concepiti dall'intelligence israeliane per eliminare Soleimani.
la mano di qassem soleimani dopo l'uccisioneLA MANO DI QASSEM SOLEIMANI DOPO L'UCCISIONE

gli iracheni festeggiano per l'uccisione di soleimani 1GLI IRACHENI FESTEGGIANO PER L'UCCISIONE DI SOLEIMANI 
Il Mossad contava di ucciderlo con un attacco nelle prossimità di Damasco, dove il capo dei Quds lavorava per rafforzare le difese del presidente siriano dopo la rivolta di parte della sua popolazione, ma la segnalazione statunitense vanificò l'attentato.

LA SVOLTA
ali khamenei bacia qassem soleimaniALI KHAMENEI BACIA QASSEM SOLEIMANI
La situazione è cambiata con l'arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca. Un segnale premonitore era arrivato lo scorso ottobre, sempre proveniente dalla sponda israeliana e dal Mossad. Il capo dell'agenzia Yossi Cohen aveva ammesso la possibilità di assassinare il generale iraniano nel corso di un'intervista: «Lui sa molto bene che il suo assassinio non è impossibile aveva detto riferendosi a Soleimani  La realtà è che con tutto il rispetto per la sua spavalda arroganza, non ha ancora commesso l'errore che lo metterà al centro della nostra illustre lista di bersagli pronti per l'eliminazione».

qassem soleimaniQASSEM SOLEIMANI








L'occasione si è presentata giovedì notte, mentre Soleimani lasciava l'aeroporto di Baghdad, accompagnato dal vicecapo della sicurezza nazionale irachena Abu Mahdi al Mohandis, lo stesso che martedì aveva incitato le milizie di Kataib Ezbollah ad assediare l'ambasciata statunitense. Nelle 48 ore precedenti aerei militari erano giunti nella zona provenienti dagli Usa e da altre basi mediorientali, e 100 marines erano stati fatti arrivare dal Kuwait.
qassem soleimani 2QASSEM SOLEIMANI 

L'ORA X
I fitti radar e i satelliti che controllano da anni la zona devono aver letto i dati dell'aereo in arrivo, con a bordo il capo dei Quds. Il drone assassino era già piazzato ad attenderlo, assistito da alcuni elicotteri Apache che i testimoni dichiarano di aver visto volare sulla scena. Non c'è stato scampo: i missili hanno colpito con la precisione millimetrica che abbiamo imparato a conoscere, e hanno incendiato all'istante del due automobili. Del convoglio sono rimasti solo i resti inceneriti sulla strada delle due vetture, e il dettaglio di una mano insanguinata con il grosso anello rosso rubino, che il comandante esibiva all'anulare sinistro. Fonte: qui

SECONDO L’EX GENERALE FABIO MINI L'UCCISIONE DI SOLEIMANI È STATA UN ERRORE: “TRUMP HA DATO LORO UN PRETESTO E TEHERAN POTREBBE VEDER CRESCERE IL PROPRIO PESO INTERNAZIONALE. RUSSIA E TURCHIA RAFFORZERANNO IL LORO RUOLO DI MEDIATORI” 
TEHERAN HA UN MARTIRE IN PIÙ” 
“L’ITALIA? SUL PIANO INTERNAZIONALE NON ESISTE. È IN COMA, NARCOTIZZATA DALLA POLITICA INTERNA…”


Marco Pasciuti per “il Fatto Quotidiano”

fabio mini 1FABIO MINI 
"Ha dato un pretesto e un nuovo martire a Teheran, che potrebbe veder crescere il proprio peso internazionale. Così come Russia e Turchia rafforzeranno inaspettatamente il loro ruolo di mediatori nella regione. Per l' uccisione di Qassem Soleimani da parte degli Usa, Fabio Mini, ex capo di Stato maggiore del Comando Nato per il Sud Europa, vede conseguenze "non previste e paradossali".

La Nato ha sospeso le missioni di addestramento e rafforzato la sicurezza delle basi. I soldati italiani sono in pericolo?
Al momento non vedo una minaccia diretta, perché le operazioni in cui sono impegnati non sono finalizzate ad azioni di guerra. Però agiscono nel quadro Nato e se quest' ultima è nel mirino lo sono anche loro.

donald trumpDONALD TRUMP
I Verdi chiedono al governo di chiarire il ruolo della base di Sigonella.
A Sigonella c' è un centro in cui vengono gestiti droni, ma è italiano. Difficile ipotizzare che gli italiani si possano essere messi a fare operazioni contro l' Iran.

qassem soleimani 1QASSEM SOLEIMANI 
Ieri un razzo è caduto a un km dall' ambasciata Usa a Baghdad. Ci sarà un effetto domino in Paesi in cui Teheran esercita una forte influenza, come Siria e Libano?
È la cosa a cui si pensa immediatamente se si sta alle dichiarazioni fatte a caldo dagli iraniani e alla mentalità che in genere si attribuisce loro. Ma in questo caso vedo una serie di incongruenze.
il tweet di donald trump dopo l'raid usa a baghdadIL TWEET DI DONALD TRUMP DOPO L'RAID USA A BAGHDAD

Quali?
In primis la natura dell' uccisione di Soleimani. Se avesse voluto davvero eliminare il pericolo che le forze Al Quds facessero azioni contro le sue forze, Washington avrebbe potuto agire prima. Soleimani comandava le brigate da vent' anni.

Le Presidenziali negli Usa si avvicinano a grandi passi.
corteo funebre per qassem soleimani 1CORTEO FUNEBRE PER QASSEM SOLEIMANI 
Appunto. E ammazzarlo adesso è stata una decisione che potrebbe avere conseguenze inaspettate. Da una parte molti ai vertici delle istituzioni non ne potevano quasi più di Soleimani, uno che agiva nell' ombra e non riferiva al governo ma direttamente all' ayatollah Khamenei. E questo lo poneva in una posizione scomoda nei confronti dell' esecutivo.

DONALD TRUMP LINDSAY GRAHAMDONALD TRUMP LINDSAY GRAHAM
D' altra parte sono anni che Teheran non mette a segno attentati o azioni eclatanti contro gli Usa. Quindi Trump è riuscito a dar loro un pretesto: ora hanno un martire ammazzato dai cattivi americani.

fabio mini 3FABIO MINI 
Da un regime alle prese con due anni di proteste di piazza causate da una forte crisi economica e indebolito dalle sanzioni Usa ci si attenderebbe una risposta forte.
erdogan putinERDOGAN PUTIN












È il primo paradosso. Nonostante siano probabili azioni di ritorsione in Israele, Palestina, Libano e nei paesi in cui arriva la mano sciita, è possibile che Teheran decida di non rispondere con atti eclatanti. E se non lo farà guadagnerà molti punti in ambito internazionale.
luigi di maio diretta facebook di capodanno 1LUIGI DI MAIO DIRETTA FACEBOOK DI CAPODANNO 

Un sostegno che potrebbe rinvigorire le trattative per rinnovare l' accordo sul nucleare del 2015?
Sì. In questo momento i governi stanno prendendo posizione contro la dissacrazione del diritto internazionale, della politica e della diplomazia che la decisione di Trump porta con sé. Ora gli Stati europei devono agire di conseguenza. È arrivato il momento che l' Europa dica a Washington 'se non volete un altro trattato, lo facciamo noi o rinvigoriamo quello che c' è'.

L' Ue ha questa forza?
l'auto distrutta di SoleimaniL'AUTO DISTRUTTA DI SOLEIMANI










Dipende. L' Unione a 28 Stati no, evidentemente troppo divisa. Ma Francia e Germania ce l' hanno. Innanzitutto potrebbero chiedere una condanna dell' atto alle Nazioni Unite, anche se è un' azione meramente simbolica.

Parigi e Berlino si sono limitate a chiedere il rispetto dell' accordo, ma lo hanno chiesto all' Iran.
putin erdoganPUTIN ERDOGAN
Vede? Questa è la risposta alla sua domanda.

E l' Italia?
L' Italia è in coma, narcotizzata dalle vicende di politica interna. Sul piano internazionale non esiste.

Russia e Turchia, invece, un ruolo di mediazione possono averlo, in ragione del credito che hanno acquisito nell' area negli ultimi anni.
Sì, sono altri due attori del paradosso, hanno tutto da guadagnare da questa mossa. Ankara diventa un interlocutore e rafforza le posizioni prese sulla Libia, Mosca vede l' alleato Iran passare da vittima invece che da carnefice e rinsalda il proprio ruolo di mediatore nella regione. Non credo che Trump abbia previsto nulla di tutto ciò. Fonte: qui