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domenica 8 marzo 2020

LA STAZIONE FERROVIARIA PRESA D’ASSALTO DA CENTINAIA DI PERSONE. SI TRATTA PER LO PIÙ DI IMMIGRATI DA ALTRE REGIONI CHE, IN VISTA DELLA BOZZA DI DECRETO CHE CONTE NON HA ANCORA FIRMATO, SI APPRESTANO A LASCIARE LA CITTÀ


COME OTTENERE LA MASSIMA DIFFUSIONE DEL VIRUS!

LA STAZIONE FERROVIARIA PRESA D’ASSALTO DA CENTINAIA DI PERSONE. SI TRATTA PER LO PIÙ DI IMMIGRATI DA ALTRE REGIONI CHE, IN VISTA DELLA BOZZA DI DECRETO CHE CONTE NON HA ANCORA FIRMATO, SI APPRESTANO A LASCIARE LA CITTÀ 

VAGONI E BIGLIETTERIE PRESI D’ASSALTO, MOLTI HANNO DECISO DI LASCIARE MILANO IN AUTO 

I MILANESI CHE SI TROVANO IN ALTRE CITTA' SI METTONO IN VIAGGIO DI NOTTE PER RAGGIUNGERE CASA, PRIMA CHE LA LOMBARDIA DIVENTI UFFICIALMENTE "ZONA ROSSA" 

Milano, in fuga dal possibile blocco da "zona rossa" per covid-19


Davide Falcioni per https://www.fanpage.it

Coronavirus - stazione di MilanoCORONAVIRUS - STAZIONE DI MILANO
Centinaia di persone stanno prendendo d'assalto le stazioni ferroviarie di Milano e del resto della Lombardia dopo la decisione del governo – che dovrebbe diventare ufficiale nelle prossime ore – di decretare la zona rossa in tutta la regione.

Le immagini che arrivano dal capoluogo meneghino sono emblematiche: biglietterie automatiche prese d'assalto, vagoni che si stanno riempiendo all'inverosimile in barba alle indicazioni più volte ripetute in questi giorni, in particolare quella di evitare assembramenti e mantenere una distanza di almeno un metro uno dall'altro.

stazione centrale milanoSTAZIONE CENTRALE MILANO
Lo stesso avverrà nelle prossime ore e nella giornata di domani nelle altre province interessate dal decreto, quelle di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria, aree del paese dove non si potrà più entrare e da dove non sarà più possibile andarsene salvo motivi "gravi e indifferibili".

FUGA DA MILANO

La bozza del decreto legge, che istituisce la "zona rossa" in Lombardia, ha provocato un vero assalto ai treni della notte alla Stazione Centrale e alla stazione Garibaldi di Milano. Con oltre 500 persone, tra i due scali milanesi, che hanno cercato di salire sugli ultimi convogli in partenza verso sud.

Dopo le 10, in circa 400 si sono riversati nella stazione di Porta Garibaldi per tentare di prendere l’Eurocity night per Salerno. Quasi tutti sono riusciti a salire a bordo e il convoglio è partito con qualche minuto di ritardo. Almeno 150 erano invece le persone che hanno affollato le biglietterie e poi i vagoni dei treni verso il Sud in Centrale, per raggiungere le regioni d’origine prima dell’entrata in vigore del decreto legge del Governo, che comunque non avverrà prima di domani.

Nei due scali è intervenuto il personale della polizia ferroviaria che ha cercato di sedare qualche piccolo momento di tensione.
Ma arrivano notizie di molti residenti al Sud, temporaneamente a Milano, che – saputo del rischio di rimanere bloccati a lungo in Lombardia – hanno deciso di lasciare in auto il capoluogo lombardo. E arrivano anche notizie di famiglie in questo momento divise tra il capoluogo lombardo e le località di villeggiatura in Liguria o in Valle d’Aosta, con persone che si mettono in viaggio per raggiungere il resto dei congiunti e riportarli a Milano, prima che la Lombardia diventi ufficialmente "zona rossa". Fonte: qui





Follia pura. Si lascia filtrare la bozza di un decreto severissimo che manda nel panico la gente che prova a scappare dalla ipotetica zona rossa, portando con sè il contagio. Alla fine l'unico effetto è quello di aiutare il virus a diffondersi. Non ho parole.






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SOLO UN GOVERNO DI PRESSAPOCHISTI POTEVA COMUNICARE LA CHIUSURA DELLA LOMBARDIA E DI ALCUNE PROVINCE DI VENETO, EMILIA ROMAGNA E PIEMONTE, DOVE SARÀ CONSENTITO ENTRARE E USCIRE SOLO PER MOTIVI “GRAVI E INDIFFERIBILI”, LAVORO O FAMIGLIA, MANDANDO IN GIRO LA BOZZA DI UN DECRETO, CREANDO ANSIA E ALLARMISMO, CHE ALLE 24 ANCORA NON RISULTAVA FIRMATO

IL DECRETO “PER FERMARE IL CONTAGIO” DOVREBBE RESTARE IN VIGORE FINO AL 3 APRILE

NELLA REGIONI PIEMONTE, EMILIA ROMAGNA E VENETO CHIUSE DISCOTECHE E SALE GIOCHI, MUSEI, PALESTRE E PISCINE. RISTORANTI E BAR APERTI MA CON LA DISTANZA DI UN METRO

Fiorenza Sarzanini per Corriere.it

DONNA CON LA MASCHERINA A MILANODONNA CON LA MASCHERINA A MILANO
L’ingresso in Lombardia e in alcune province di Veneto, Emilia Romagna e Piemonte sarà consentito solo per motivi «gravi e indifferibili», di lavoro o di famiglia. Lo prevede il decreto che sarà emanato nelle prossime ore dal governo «per fermare il contagio da Coronavirus». Le restrizioni dovrebbero restare in vigore almeno fino al 3 aprile.

milano bloccata emergenza coronavirus 15MILANO BLOCCATA EMERGENZA CORONAVIRUS 
Nel provvedimento viene stabilita una «zona di sicurezza» dove sono previste limitazioni strettissime. In particolare: sospensione delle attività sciistiche, sospensione di eventi pubblici. Chiusi musei, palestre, piscine, teatri, stop ai concorsi pubblici ad esclusione del personale sanitario. Bar e ristoranti dovranno mantenere l’obbligo di distanza di un metro altrimenti l’attività sarà sospesa. Le attività commerciali dovranno rispettare la distanza di un metro per i clienti altrimenti scatterà la sanzione. Se non riescono per motivi strutturali dovranno chiudere chiusura. Divieto di accesso pronto soccorso, hospice. Le riunioni di lavoro dovranno essere rinviate e si dovrà privilegiare lo smart working. Nel decreto c’è un invito a limitare la mobilità interna alle «zone di sicurezza».


ECCO IL TESTO DELLA DISPOSIZIONE DEL GOVERNO - 
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Nelle prossime ore scatteranno altri divieti in tutta Italia . Saranno chiuse discoteche, locali da ballo e feste, pub e sale giochi, sale scommesse e bingo. Non si potranno organizzare feste o eventi pubblici. I ristoranti e bar dovranno mantenere un metro di distanza.

ART. 1
EFFICACIA DELLE MISURE DI ISOLAMENTO SOCIALE SUL CONTENIMENTO DELLE EPIDEMIEEFFICACIA DELLE MISURE DI ISOLAMENTO SOCIALE SUL CONTENIMENTO DELLE EPIDEMIE
(Misure urgenti di contenimento del contagio nella regione Lombardia e nelle province di Province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini; Pesaro e Urbino; Venezia, Padova, Treviso; Asti e Alessandria )

1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 nella regione Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria sono adottate le seguenti misure:

a) evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonche all’interno dei medesimi territori di cui al presente articolo, salvo che per gli spostamenti motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni di emergenza;
il videomessaggio di giuseppe conte sul coronavirus 1IL VIDEOMESSAGGIO DI GIUSEPPE CONTE SUL CORONAVIRUS 

b) ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) e fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e di limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante;

 c) divieto assoluto di mobilita dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus; 

d) sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Resta consentito lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonchè delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico.

giuseppe conte dalla annunziata durante l'emergenza coronavirusGIUSEPPE CONTE DALLA ANNUNZIATA DURANTE L'EMERGENZA CORONAVIRUS
In tutti tali casi, le associazioni e le societa sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano. Lo sport di base e le attivita motorie in genere, svolte all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro 
d) si raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di anticipare, durante il periodo di efficacia del presente decreto, la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario o di ferie;

e) sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici;
f) sono sospese tutte le manifestazioni organizzate, nonche gli eventi in luogo pubblico
o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d’esempio, grandi eventi, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati; nei predetti luoghi e sospesa ogni attivita;
giuseppe conte dalla d'urso durante l'emergenza coronavirusGIUSEPPE CONTE DALLA D'URSO DURANTE L'EMERGENZA CORONAVIRUS

g) l’apertura dei luoghi di culto e condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilita di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Sono sospese le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri;

h) sono sospesi i servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65 e le attivita didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonche della frequenza delle attivita scolastiche e di formazione superiore, comprese le Universita e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e universita per anziani, ferma in ogni caso la possibilita di svolgimento di attivita formative a distanza ad esclusione dei corsi per i medici in formazione specialistica e dei corsi di formazione specifica in medicina generale, nonche delle attivita dei tirocinanti delle professioni sanitarie, .Al fine di mantenere il distanziamento sociale, e da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa;
milano non si ferma lo spot di sala sul coronavirus 1MILANO NON SI FERMA LO SPOT DI SALA SUL CORONAVIRUS 

i) sono chiusi i musei e gli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;
j) sono sospese le procedure concorsuali pubbliche e private ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati e effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica; sono inoltre esclusi dalla sospensione i concorsi per il personale sanitario, ivi compresi gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo, e quelli per il personale della protezione civile, i quali devono svolgersi preferibilmente con modalità a distanza o, in caso contrario,
milano bloccata emergenza coronavirus 7MILANO BLOCCATA EMERGENZA CORONAVIRUS
garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro;

k) sono consentite le attività di ristorazione e dei bar, con obbligo, a carico del gestore, di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione;

l) sono consentite le attività commerciali diverse da quelle di cui alla lettera precedente a condizione che il gestore garantisca un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro tra i visitatori, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. Fonte: qui

milano bloccata emergenza coronavirus 14MILANO BLOCCATA EMERGENZA CORONAVIRUS
In presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, le richiamate strutture dovranno essere chiuse);

m) e fatto divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS), salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto;

n) l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalita e lungodegenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, e limitato ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che e tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione;

milano bloccata emergenza coronavirus 15MILANO BLOCCATA EMERGENZA CORONAVIRUS
o) sono sospesi i congedi ordinari del personale sanitario e tecnico, nonche del personale le cui attivita siano necessarie a gestire le attivita richieste dalle unita di crisi costituite a livello regionale;

p) sono adottate in tutti i casi possibili, nello svolgimento di incontri o riunioni, modalita di collegamento da remoto con particolare riferimento a strutture sanitarie e sociosanitarie, servizi di pubblica utilita e coordinamenti attivati nell’ambito dell’emergenza COVID-19, comunque garantendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro ed evitando assembramenti;

q) nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonche gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati. Nei giorni feriali, il gestore dei richiamati esercizi deve comunque garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, con sanzione della sospensione dell’attivita in caso di violazione. In presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, le richiamate strutture dovranno essere chiuse. La chiusura non e disposta per farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari, il cui gestore e chiamato a garantire comunque il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, con sanzione della sospensione dell’attivita in caso di violazione;

coppia con mascherina in metro a milanoCOPPIA CON MASCHERINA IN METRO A MILANO
r) sono sospese le attivita di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi.

Fonte: qui

giovedì 5 marzo 2020

Coronavirus, scuole e atenei chiusi fino al 15 marzo. Dubbi del Comitato scientifico. Palazzo Chigi: "Massima precauzione"

Borrelli: 2.706 malati e 107 morti, 276 i guariti, aumento del 72,5%

E' ufficiale: scuole chiuse in tutta Italia fino al 15 marzo. Il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm sul coronavirus. "Siamo un Paese forte, che non si arrende. E' nel nostro Dna. La sfida del coronavirus non ha colore politico, deve chiamare a raccolta l'intera nazione, è una sfida che ha bisogno dell'impegno di tutti", dice il premier Giuseppe Conte in un video su Facebook. 
Ma il Comitato scientifico esprime perplessità: mancano le evidenze scientifiche sull'efficacia della chiusura delle scuole ai fini di un contenimento dei contagi. Sarebbe questa la posizione espressa dal Comitato tecnico scientifico nella riunione che ha poi portato il governo alla conferma della decisione di chiudere scuole e università. Il parere, che non è vincolante per l'esecutivo, sarebbe stato sottoscritto all'unanimità da tutti i membri del Comitato.
"Si tratta di un virus nuovo, per questo il governo ha deciso di agire adottando il principio della massima precauzione". Così fonti di palazzo Chigi commentano la posizione del Comitato scientifico."E' evidente che ora non ci siano evidenze scientifiche ma la politica - si spiega - deve puntare a qualsiasi iniziativa che contribuisca a rallentare la diffusione del virus".
"Sono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi compresi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico che privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro". E' quanto si legge nella versione finale del Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte sul coronavirus.

Per l'emergenza coronavirus "per alcuni investimenti adotteremo il modello del ponte Morandi. Ricordate Genova? - dice il premier, Giuseppe Conte, in un videomessaggio - Quel modello ci insegna che quando il nostro Paese viene colpito sa rialzarsi, sa fare squadra, sa tornare più forte di prima. Il modello Genova deve diventare il modello Italia". E aggiunge "Usciremo insieme da questa emergenza. Quando sarà terminata volgeremo lo sguardo indietro e saremo orgogliosi" per come è stata gestita.
TUTELE PER I LAVORATORI -  "Ci stiamo muovendo con la massima celerità e determinazione a tutela dei lavoratori pubblici e privati. È in fase di definizione una norma che prevede la possibilità per uno dei genitori, in caso di chiusura delle scuole, di assentarsi dal lavoro per accudire i figli minorenni. Ne ho già parlato con il Ministro Gualtieri e gli altri competenti", ha detto il viceministro all'Economia Laura Castelli.
"Sappiamo che la chiusura delle scuole comporta la necessità di riorganizzare la vita familiare. Ho già proposto misure di sostegno e aiuto alle famiglie: sostegno economico per le spese di babysitting e estensione dei congedi parentali per le lavoratrici e i lavoratori. Una particolare attenzione la dobbiamo alle famiglie del personale sanitario che è mobilitato a servizio di tutta la popolazione. Sono certa che sapremo mettere in campo rigore e serietà". Lo afferma Elena Bonetti, ministro le la Famiglia.
IL PUNTO DELLA PROTEZIONE CIVILE - Sono 2.706 i malati per coronavirus in Italia, con un incremento di 443 persone in più rispetto a ieri e 107 i morti, 28 in più. Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli nel corso della conferenza stampa alla Protezione Civile. Sono 276 i guariti, 116 in più rispetto a ieri. L'aumento è del 72,5%, il maggiore registrato negli ultimi giorni. Nel mondo 3.200 morti per l'infezione, oltre 93mila contagi, 50.700 guarigioni.
IL DECRETO - E' arrivato il via libera definitivo dell'Aula del Senato al decreto. Il testo è stato approvato a Palazzo Madama con 234 voti a favore, cinque astenuti e nessun contrario. 
E'  A CASA LA MOGLIE DEL PAZIENTE 1 - E' ritornata a casa e sta bene la moglie del 'paziente 1', il 38enne di Codogno prima persona risultata contagiata dal coronavirus in Lombardia. La donna, all'ottavo mese di gravidanza, era risultata positiva ma asintomatica e ora dovrà comunque finire il periodo di 'quarantena'. Dall'ecografia a cui è stata sottoposta anche la bimba sta bene.
L'OMS AVVERTE: UCCIDE PIÙ DELL'INFLUENZA - Il coronavirus causa 'una malattia più grave dell'influenza stagionale: a livello globale, circa il 3,4% dei casi riportati
di Covid-19 è deceduto mentre l'influenza stagionale generalmente uccide molto meno dell'1% di quelli infetti'. Così l'Oms. Prima prova che il coronavirus circolava in Italia 'diverse settimane' prima che ci fosse la diagnosi del paziente uno di Codogno.

MINISTRO PATUANELLI IN AUTOISOLAMENTO MA E' NEGATIVO - Il ministro Patuanelli è in autoisolamento al Mise fino a martedì dopo l'incontro della scorsa settimana con l'assessore lombardo Alessandro Mattinzoli risultato positivo al Coronavirus. Non ha alcun sintomo, e il tampone è risultato negativo. Positivi due assessori della Regione Emilia-Romagna: sono Raffaele Donini e Barbara Lori. Contagiata anche la sindaca di Piacenza Patrizia Barbieri. 
PIANO PER LE TERAPIE INTENSIVE - Piano del Governo per aumentare i posti di terapia intensiva sul territorio. Il ministero della Salute prevede un incremento del 50% dei posti letto in terapia intensiva e del 100% nelle unità di pneumologia e malattie infettive. Allarme Oms: nel mondo mancano dispositivi protettivi, dalle mascherine ai guanti: le aziende aumentino la produzione del 40%.




Made with Flourish
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lunedì 19 dicembre 2016

Mps, che differenza c’è tra bail-in e burden sharing

Che cosa sta succedendo al Monte dei Paschi di Siena?

Dare una risposta non è facile. Dopo le recenti indiscrezioni circa il “no” della Banca centrale europea alla richiesta di proroga dell’operazione di salvataggio dal 31 dicembre al 20 gennaio, le più svariate ipotesi si sono succedute, mentre 

Paolo Gentiloni ha ricevuto dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, l’incarico di formare il nuovo governo. Vediamone alcune.


L’IMPASSE
Se effettivamente la divisione di vigilanza della Bce, guidata da Danièle Nouy, ha detto “no” alla proroga, il piano di salvataggio di Mps rischia di essere messo pesantemente in discussione. E questo perché fin da subito si era capito che chiedere sul mercato 4 miliardi ad azionisti vecchi e nuovi è un azzardo. Dall’offerta di riacquisto delle obbligazioni subordinate, invece, è arrivato “appena” 1 miliardo che consente di ridimensionare l’aumento da 5 a 4 miliardi ma che certamente non risolve i problemi. La richiesta di una proroga alla Bce è quindi legata alla possibilità che in mancanza di un po’ di tempo in più (sebbene 20 giorni siano comunque pochi) l’impianto del salvataggio, che passa anche per la vendita di un maxi pacchetto di sofferenze, possa saltare

L’IPOTESI BAIL-IN
In questo contesto, dunque, che si fa? In un recente comunicato stampa dove presentava l’operazione di riacquisto delle obbligazioni subordinate, con obbligo di reinvestimento in azioni di nuova emissione, Mps scriveva nero su bianco che in mancanza del piano di salvataggio il rischio concreto è che scatti il bail-in, cioè la risoluzione della banca senese con le nuove regole in vigore dallo scorso gennaio. Che prevedono, in caso di crisi di un istituto di credito, la riduzione del valore nominale (e nel peggiore dei casi il vero e proprio azzeramento), nell’ordine, delle azioni, delle obbligazioni subordinate, dei bond ordinari (a patto che non siano garantiti) e dei depositi di importo superiore ai 100 mila euro.


L’INTERVENTO PUBBLICO
In questi giorni, sta tuttavia sempre di più crescendo l’ipotesi di un qualche tipo di intervento pubblico per evitare l’adozione di un bail-in vero e proprio, i cui effetti potrebbero rivelarsi sconvolgenti per tutto il sistema bancario italiano. Il timore è che si generi una crisi di fiducia che si propaghi all’intero settore del credito. Da qui appunto l’ipotesi di un paracadute pubblico, che per ovvie ragioni però risulta tanto più difficile da aprire in una fase di mancanza di fiducia verso il governo, come quella attuale. Secondo indiscrezioni, la strada dovrebbe essere quella di un decreto legge che formalizzi la ricapitalizzazione cosiddetta “precauzionale”, che prevede un intervento statale (per esempio in qualità iniziale di garante dell’aumento di capitale) dopo la penalizzazione di azionisti e obbligazionisti subordinati, i quali potrebbero anche subire la conversione obbligatoria.


IL BURDEN SHARING
E’ quest’ultimo il caso del cosiddetto “burden sharing”, che penalizza appunto azionisti e obbligazionisti subordinati e che è stato applicato nel novembre del 2015 con il salvataggio delle quattro banche Etruria, Marche, Cariferrara e Carichieti. Quindi, in caso di dissesto di una banca, con il burden sharing, prima del coinvolgimento di fondi pubblici, viene attuata la riduzione del valore nominale delle azioni e delle obbligazioni subordinate (o la conversione in capitale di queste ultime). Il bail-in, invece, prima del coinvolgimento del Fondo di risoluzione (o più in generale dei fondi pubblici), prevede la riduzione del valore nominale non solo delle azioni e delle obbligazioni subordinate, ma anche dei titoli di debito più senior, quali le obbligazioni ordinarie e i depositi di importo superiore ai 100 mila euro.


L’ALTERNATIVA AL DECRETO
Secondo Il Sole 24 ore dell’11 dicembre, si potrebbe prevedere un intervento pubblico anche senza adottare un decreto legge, cosa non particolarmente semplice in questa fase politica. Scrive Isabella Bufacchi: “In aggiunta al decreto legge, che è uno strumento “pesante” nei tempi e nei contenuti, i tecnici che studiano tutte le variabili in campo stanno considerando anche l’opportunità di poter ricorrere a un provvedimento “snello”, nel momento in cui servisse un impegno del Tesoro a intervenire con l’acquisto di strumenti di capitale della banca o con un’iniezione di fondi propri”. E ancora: “Il Tesoro potrebbe e dovrebbe essere in grado di varare alla svelta un provvedimento diverso dal decreto legge che si limiti a confermare la capacità e la volontà dello Stato italiano di intervenire nell’aumento di capitale del Monte, nell’ambito della direttiva e delle norme europee esistenti: senza mettere nero su bianco l’importo dell’impegno che sarebbe poi blindato in un decreto legge con approvazione in Parlamento”. Si vedrà, ma quel che appare certo è che l’intervento pubblico su Mps sembra ormai sempre più vicino.


Federico Fornaro

sabato 10 dicembre 2016

LA BOMBA MPS SULLA CRISI DI GOVERNO - MATTARELLA BLOCCA IL DECRETO PER IL SALVATAGGIO DEL MONTE DEI PASCHI


SOLUZIONE GRADITA ANCHE AL PALLONARO RENZI CHE NON VOLEVA USCIRE DI SCENA FIRMANDO IL SALVATAGGIO PUBBLICO DELLA BANCA(SGRADITO AI PROPRI SPONSOR, LE BANCHE D'AFFARI!)

L'IRRITAZIONE DEL TESORO NEI CONFRONTI DEL PREMIER PER NON AVER NAZIONALIZZATO L’ISTITUTO GIA’ LA SCORSA ESTATE

IL PAESE IN MANO AD UNA MANICA DI SCEMI ED IRRESPONSABILI.


Alberto D’Argenio e Roberto Petrini per la Repubblica

MATTARELLA RENZIMATTARELLA RENZI
«Bisogna intervenire d’urgenza per salvare Mps, ma non è una questione di ore, qualche giorno ancora reggiamo». 

È l’analisi tecnica giunta nel pomeriggio dal Tesoro - mentre il crollo in Borsa della banca faceva temere il peggio - ad avere permesso alla politica di immaginare la scappatoia dalla doppia crisi di governo e finanziaria che si è manifestata ieri.

Così è stato il Quirinale a indicare la via, con una soluzione gradita anche all’uscente Matteo Renzi. 

Il Colle non vorrebbe che un governo dimissionario, in carica solo per gli affari correnti, approvasse un decreto politicamente sensibile come quello per il salvataggio della banca più antica del mondo. E d’altra parte Renzi per salvaguardare la sua immagine - preferirebbe evitare di uscire di scena firmando proprio il salvataggio pubblico di Mps.

RENZI MPSRENZI MPS
E dunque se il nodo Siena non cambia l’agenda delle consultazioni e non favorisce un possibile premier rispetto ad un altro (ovvero il tecnico Padoan sul politico Gentiloni), comunque un effetto sulla crisi di governo lo avrà: sarà accelerata. Così non sarà Matteo Renzi a intestarsi, nel caso, il decreto salva-Mps, ma il suo successore. Che procederà, se necessario, già la prossima settimana, magari in modo da poter debuttare al Consiglio europeo di giovedì con la crisi bancaria alle spalle.

mattarella 5MATTARELLA 5
Il testo del decreto è pronto - e questo nei piani del Tesoro dovrebbe tranquillizzare i mercati lunedì mattina - ne hanno parlato ieri a Palazzo Chigi gli stessi protagonisti della transizione politica di questi giorni: Renzi, Gentiloni e Padoan.

Non è un mistero che da mesi il Tesoro sia irritato con il premier, che la scorsa estate non ha voluto salvare Mps con soldi pubblici per non fornire un argomento a grillini e leghisti in campagna elettorale. 

Tesi però che in queste ore i renziani respingono spiegando che se avesse vinto il Sì e Renzi fosse rimasto a Palazzo Chigi, i fondi stranieri chiamati a ricapitalizzare Mps sarebbero arrivati.

Tuttavia l’intenzione di accelerare la crisi di governo non è stata sufficiente a convincere il Supervisory board della Bce, le cui motivazioni a Francoforte vengono riassunte così: non aveva senso dare 20 giorni in più, è chiaro che non c’era interesse degli investitori alla ricapitalizzazione e comunque non sarebbero bastati a dare certezze politiche a medio termine, ora la banca deve essere messa in sicurezza.

RENZI PADOANRENZI PADOAN
E così Padoan, mai come ieri, ha dovuto vestire i panni del tecnico e definire nei minimi dettagli il decreto di intervento sulla banca ormai concordato sul piano giuridico con Bruxelles per evitare gli stop che vennero prima dell’estate (ieri è stato in contatto con il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis).

Di fatto si tratterà di un intervento di ricapitalizzazione o di sottoscrizione dell’inoptato che eviterà di far scattare la regola del bail-in che si aziona al primo euro di intervento pubblico. 

La via d’uscita sta nel combinato disposto delle due direttive (Brrd del 2014 e “burden sharing” del 2013) dove si apre la strada all’intervento statale in presenza di «circostanze eccezionali» e quando è a rischio la «stabilità finanziaria »

Il decreto, utilizzando i margini contenuti nella direttiva del burden sharing, prevederebbe la conversione obbligatoria in azioni per i grossi portafogli, come i fondi, ma “salverebbe” i piccoli obbligazionisti al dettaglio. 

Questo il piano di salvataggio del decreto sul tavolo di Renzi e Padoan che di fatto ripercorre la filosofia dell’intervento sulle quattro banche (Etruria-Marche-Ferrara- Chieti) dove i retail sono stati rimborsati e gli istituzionali no.
MPSMPS

Il decreto sarebbe stato pronto al varo anche oggi, e si era parlato anche della convocazione di un Consiglio dei ministri, che invece in serata è stato escluso per tutto il fine settimana. 

La situazione critica di Mps del resto sarebbe stata ribadita durante l’incontro di Padoan di ieri mattina con l’ad della banca Marco Morelli e gli esponenti del consorzio di collocamento J.P. Morgan e Mediobanca.
Tuttavia la lettera con lo stop Bce, seppure il contenuto sia confermato da Francoforte, ieri sera, a cda del Monte concluso, non era ancora arrivata e all’interno del governo si contava addirittura su una indicazione non ultimativa ma «interlocutoria ».
PadoanPADOAN

Nel frattempo i tentativi per una soluzione di mercato per Mps non sono ancora finiti: ieri sera il consiglio di amministrazione stava ancora cercando disperatamente strade alternative. Dunque senza lettera con la certificazione del “no” alla proroga, nessun decreto; tanto più che Mps, pur in forti difficoltà, è ancora solvibile. 

E dunque senza corsa agli sportelli, nessuna necessità di un decreto già nel week-end. Ma da lunedì si tornerà a ballare.

Fonte: qui

SCANDALO MPS: JPMorgan Chase presenta fattura da 450 milioni!


Inutile girarci attorno. Le prossime settimane saranno fondamentali per le due banche considerate sistemiche dalla nostra Banca d’italia (assieme ad Intesa SanPaolo che, per fortuna, gode di buona salute), vale a dire Unicredit Group e Banca Monte dei Paschi di Siena.
Sono in corso assemblee, incontri, discussioni, molte delle quali svolte in “gran segreto” proprio perchè bisogna trovare delle soluzioni.
Intanto però i consulenti, quelli si, devono essere pagati subito, e ci mancherebbe…

Mentre per Monte dei Paschi sembra oramai inevitabile l’intervento dello Stato, il Codacons presenta oggi un esposto all’Autorità Anticorruzione e ai vertici dell’istituto senese, chiedendo di bloccare il pagamento delle commissioni a Jp Morgan che ammonterebbero a 450 milioni di euro. Crediamo si tratti di una cifra abnorme che non appare giustificata dall’esito delle ultime operazioni che hanno riguardato Mps (…) Grande preoccupazione da parte del Codacons anche per il futuro dei risparmiatori Mps (AGP) 
Avete capito bene. 450 milioni pagati per…il nulla con una banca che a fatica ha convertito circa un miliardi di bond subordinati in azioni qualche giorno fa. Non è semplicemente scandaloso?
Vabbè…lasciamo perdere. Volevo cogliere l’occasione per farvi vedere qualche slide MOLTO importante relativa all’azionariato sia di MPS che di Unicredit.
Sono gli azionisti che hanno la maggioranza, che quindi saranno determinanti nelle operazioni di ricapitalizzaizone. Guardatene la natura e la provenienza geografica.
Per Monte dei Paschi il ruolo chiave sarà dell’attuale primo azionista, ovvero lo Stato Italiano, più i grandi fondi americani.

Gli azionisti di riferimento di Monte dei Paschi

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Per Unicredit, invece, occhio ad americani ed arabi. Italia? Non pervenuta. Quindi potrebbero esserci strategie molto diverse nella gestione delle due operazioni di ricapitalizzazione. A buon intenditor.

Gli azionisti di riferimento di Unicredit

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Fonte: qui

SCANDALO MPS: JPMorgan Chase presenta fattura da 450 milioni!
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